Israele sta pianificando di assassinare il presidente Trump?

Israele sta pianificando di assassinare il presidente Trump?

WW Peterson

truthblitzkrieg.com

"Leggendo la legge ebraica in molti passi, si può comprendere che i gentili possono essere uccisi liberamente e senza alcun problema.
— Rabbi Yitzhak Shapira, Radio Kol Hai (luglio 2011)

Nel gennaio 2012, Andrew Adler, proprietario ed editore di un piccolo settimanale chiamato Atlanta Jewish Times, aveva scatenato una notevole controversia con un articolo intitolato "Cosa fareste?" in cui proponeva le tre possibili risposte di Israele se l'Iran avesse acquisito un'arma nucleare. Le prime due – attacchi preventivi contro Hezbollah e Hamas e disobbedire al Segretario alla Difesa statunitense e distruggere gli impianti nucleari iraniani – non avevano suscitato alcun scalpore. Il terzo suggerimento di Adler, tuttavia, aveva portato alle sue immediate dimissioni da direttore e alla successiva vendita del giornale:

“ Tre, dare il via libera agli agenti del Mossad con base negli Stati Uniti per eliminare un presidente ritenuto ostile a Israele, in modo che l'attuale vicepresidente possa prenderne il posto e imporre con la forza che la politica degli Stati Uniti includa il sostegno allo Stato ebraico per annientare i suoi nemici. Sì, avete letto bene ‘tre’. Ordinare l'eliminazione di un presidente per preservare l'esistenza di Israele. Pensateci. Se io ho immaginato questo scenario alla Tom Clancy, non credete che questa idea quasi inconcepibile sia stata discussa nei circoli più ristretti di Israele?… Dovete credere, come me, che tutte le opzioni siano sul tavolo.”

L'articolo era diventato quasi immediatamente una notizia da prima pagina in tutto il Paese, costringendo importanti organizzazioni ebraiche come l'ADL e l'AJC a fingere indignazione e, nel giro di una settimana, i servizi segreti statunitensi avevano iniziato ad indagare sulla questione, mentre Adler, in lacrime, era apparso in un programma televisivo della rete interreligiosa di Atlanta per rinnegare il suo articolo e spiegare che, in realtà, nutriva un'opinione favorevole del presidente Obama!

La schiettezza di Adler, per quanto scioccante possa sembrare ad alcuni, offre spunti cruciali sulla mentalità dei rappresentanti del popolo eletto da Dio e sulla franchezza che spesso usano quando discutono tra di loro. Uccidere un capo di stato, straniero o nazionale, che rappresenti un ostacolo percepito alla preservazione del fragile e piccolo Israele non è una novità nella storia, come può confermare chiunque abbia letto l'indispensabile libro di Laurent Guyenot "The Unspoken Kennedy Truth" o il bestseller del 2018 di Ronen Bergman, "Rise and Kill First: The Secret History of Israel’s Targeted Assassinations".

Qualche mese fa avevo pranzato con un vecchio amico che, dopo anni di intransigenza, si era finalmente liberato dalla propaganda sionista e aveva iniziato ad interessarsi a temi come Israele/Palestina e l'influenza ebraica negli affari americani. Durante la conversazione, avevo accennato casualmente alla possibilità che i leader israeliani avessero preso in considerazione l'idea di assassinare Donald Trump per ampliare il coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra con l'Iran. Il mio amico, visibilmente sbalordito dall'idea, mi aveva chiesto perché mai Israele dovrebbe fare una cosa del genere, visto che Trump è, a quanto pare, il principale sostenitore non ebraico di Israele, pronto ad eseguire quasi ogni richiesta di Netanyahu e della lobby israeliana. Avevo risposto che, indipendentemente da cosa Trump possa fare per Israele, nel momento in cui verrà considerato più prezioso da morto che da vivo, i sionisti inizieranno ad elaborare uno scenario in cui il "leader del mondo libero", sempre più impopolare, possa essere eliminato, in modo tale che la colpa possa essere addossata all'Iran e l'esercito americano trascinato ancora più a fondo nel conflitto, con il pretesto della vendetta. In effetti, è dal 2024 che l'intelligence israeliana sta preparando il terreno per un assassinio "iraniano" di Trump, cercando assurdamente di far ricadere su Teheran gli eventi di Butler, in Pennsylvania, o le bravate di Ryan Routh sul campo da golf. Avevo detto al mio amico che, anche se pensavo che le probabilità di un vero e proprio assassinio erano effettivamente basse, ritenevo probabile che gli ebrei avrebbero potuto elaborare un piano, se non l'avevano già fatto, da tenere di riserva come ultima risorsa. Certamente, non mancano i precedenti storici a sostegno di questa ipotesi.

La mia ipotesi ha preso nuova vita la scorsa settimana, quando i principali media hanno riportato che l'intelligence israeliana aveva avvertito gli Stati Uniti che agenti iraniani stavano pianificando di abbattere l'aereo di Trump con missili portatili alla partenza dal vertice NATO di Ankara, in Turchia, l'8 luglio. L'avvertimento era stato preso talmente sul serio che i servizi segreti avevano fatto cambiare aereo a Trump due volte prima della partenza definitiva, nella speranza di ingannare eventuali possibili attentatori. Secondo il Times of Israel:

"Secondo quanto riportato martedì dal Wall Street Journal, che cita un funzionario statunitense rimasto anonimo, Israele avrebbe informato gli Stati Uniti della minaccia di assassinio proveniente dall'Iran, il che avrebbe spinto i servizi segreti statunitensi a far scendere il presidente Donald Trump dall'Air Force One e a trasferirlo su un camion per il catering fino ad un aereo militare, mentre si preparava a lasciare la Turchia, il mese scorso.

Martedì scorso, Trump ha confermato di essere stato effettivamente fatto scendere di nascosto dall'Air Force One ad Ankara perché i servizi segreti e l'esercito americano gli avevano ordinato di cambiare aereo. Secondo il Wall Street Journal, l'intelligence israeliana aveva indicato che l'Iran stava pianificando di utilizzare missili spallati terra-aria per abbattere l'aereo di Trump. I principali collaboratori di Trump, tra cui il Segretario di Stato Marco Rubio, erano rimasti a bordo nonostante la minaccia, ha affermato un funzionario. Il mese scorso, il Wall Street Journal aveva riferito che l'intelligence israeliana aveva indicato che era in atto un nuovo complotto per assassinare il presidente degli Stati Uniti, ma non aveva fornito dettagli. ... Trump era volato al vertice NATO di Ankara a bordo di un jet recentemente ristrutturato, donato dal Qatar. Il viaggio era stato il primo volo internazionale per il nuovo aereo, i cui rapidi aggiornamenti tecnologici avevano sollevato interrogativi sui costi e sulla sicurezza ed era avvenuto mentre le ostilità con l'Iran, che confina con la Turchia, si intensificavano.

Prima di lasciare la capitale turca, Trump aveva detto che, per raggiungere la base RAF Mildenhall in Gran Bretagna, avrebbe invece utilizzato un vecchio Air Force One di colore azzurro "per la nostalgia dei vecchi tempi", mentre il nuovo aereo, donato dal Qatar, si sarebbe fermato nella stessa base per permettere ai militari statunitensi di stanza lì di visitare il velivolo. Ma, dopo essere salito a bordo del vecchio Air Force One davanti alle telecamere ad Ankara, Trump era stato segretamente fatto salire su un camioncino del catering aeroportuale e trasferito su un aereo più piccolo, un C-32A dell'aeronautica militare, come rivelato lunedì dal Washington Post".

Probabilmente non a caso, tutto ciò era accaduto appena un giorno dopo l'incontro bilaterale privato tra Trump e il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, durante il quale Trump aveva discusso la possibilità di un rientro della Turchia nel programma F-35 Lightning II, annunciando al contempo il suo impegno a revocare le sanzioni CAATSA imposte alla Turchia dal governo statunitense sette anni fa. Originariamente co-produttrice e acquirente all’interno del programma F-35 Lightning II, la Turchia ne era stata esclusa nel 2020 in seguito all'acquisizione del sistema di difesa missilistica russo S-400. Trump aveva affermato che la sua amministrazione stava "certamente" prendendo in considerazione la vendita degli F-35 alla Turchia e aveva apertamente elogiato Erdoğan definendolo "un grande amico", dichiarando ai giornalisti al vertice NATO: "La Turchia è stata molto più leale di altri Paesi che avremmo pensato fossero leali".

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Trump con il suo “grande amico”, il presidente turco Recep Erdogan

Considerato che la Turchia si sta rapidamente affermando come uno dei maggiori avversari strategici di Israele, questi sviluppi avevano probabilmente scosso Tel Aviv. Un articolo del 10 agosto sul sito web Responsible Statecraft del Quincy Institute sottolineava che:

“72 ore dopo il vertice di Ankara, Netanyahu aveva espresso le sue obiezioni a tre emittenti televisive americane, sostenendo che Erdogan 'non è un amico' e non ci si può fidare di lui... I leader israeliani, desiderosi di incrinare i rapporti tra Ankara e Washington, sembrano determinati a dipingere la Turchia come il nuovo Iran.”

È possibile che, almeno in parte, il motivo del flirt di Trump con Erdogan sia quello di antagonizzare Israele in un momento in cui lo stato sionista sta facendo quasi tutto il possibile per sabotare gli accordi di pace tra Stati Uniti e Iran. È altrettanto possibile che Israele, per rappresaglia, stia diffondendo la narrazione secondo cui l'Iran si starebbe adoperando per mandare all’altro mondo il vanaglorioso 47° Presidente come un modo per intimidire Trump e rimetterlo in riga. Va sottolineato che, subito dopo il grande scambio di aerei ad Ankara, l'esercito statunitense aveva effettuato una massiccia ondata di raid aerei colpendo 90 obiettivi in ​​tutto l'Iran. Due giorni dopo, gli Stati Uniti avevano dato il via ad una campagna di bombardamenti durata 13 notti consecutive. Se l'intento della "minaccia iraniana" era quello di riportare Trump sotto controllo sembrerebbe che il messaggio sia stato recepito.

Sebbene la CIA consideri dubbia la minaccia iraniana all'Air Force One, l'idea di abbattere un aereo con a bordo vite innocenti per uccidere un solo uomo non è nuova in Israele. Alle pagine 272-273 del suo già citato bestseller, il giornalista israeliano Ronen Bergman descrive come il ministro della Difesa israeliano Ariel "il macellaio di Beirut" Sharon avesse ideato un piano per abbattere l'aereo di linea che trasportava il leader dell'OLP Yasser Arafat:

“Quando il Mossad aveva segnalato che Arafat stava effettuando diversi voli commerciali... Sharon aveva decido che uno di questi sarebbe stato un obiettivo legittimo. Aveva ordinato a Eitan [Rafael Eitan (soprannominato “Raful”), Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) dal 1978 al 1983, N.D.T.], all'aeronautica militare e al reparto operazioni di elaborare un piano per abbattere un aereo di linea civile”.

Sharon aveva delineato i parametri generali. L'aereo avrebbe dovuto essere abbattuto in mare aperto, lontano dalla costa, in modo che ci volesse molto tempo agli investigatori per trovare il relitto e stabilire se fosse stato colpito da un missile o fosse precipitato per un guasto ai motori. Sarebbe stato preferibile un fondale profondo, per rendere il recupero ancora più difficile... L'aeronautica aveva elaborato un piano dettagliato per abbattere un aereo di linea. I rappresentanti militari al forum Goldfish avevano spiegato di aver scelto un punto preciso sulla rotta aerea commerciale attraverso il Mediterraneo, un punto in cui non vi era copertura radar continua da parte di alcuna nazione e dove il mare sottostante aveva una profondità di ben tre miglia. Un'operazione di recupero in quel punto sarebbe stata estremamente difficile, forse impossibile, con la tecnologia dell'epoca. Questo complesso piano stabiliva parametri rigorosi per il punto in cui l'aereo israeliano avrebbe potuto abbattere l'aereo di Arafat senza essere individuato, il che significava che ci sarebbe stata una finestra di opportunità piuttosto ristretta per eseguire l'attacco.... Il generale Gilboa aveva espresso più volte la sua ferma opposizione a queste operazioni. ‘Era chiaro per me che l'aeronautica militare avrebbe eseguito la missione nel migliore dei modi e che l'aereo sarebbe scomparso per sempre. Fanno quello che gli viene detto e, se gli si ordina di costruire un oleodotto per trasportare il sangue da Haifa al Negev, lo faranno in modo impeccabile e non si chiederanno nemmeno per un istante di chi sia quel sangue...’"

Che ne sia consapevole o meno, Trump, l'ex magnate dei casinò, sta giocando con la morte e sta facendo il gioco di potenziali assassini israeliani quando afferma ripetutamente che gli Stati Uniti "decimerebbero e distruggerebbero completamente" l'Iran se mai riuscissero a eliminarlo. Con una certa imprudenza, Trump ha dichiarato ai giornalisti di aver "dato istruzioni di bombardarli letteralmente a livelli mai visti prima" qualora un evento del genere dovesse verificarsi. Si può solo immaginare la frenesia e lo sfregamento di mani, in stile "mercante felice", tra i membri del gabinetto di Netanyahu all’udire affermazioni del genere.

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I nervi tesi del presidente Donald Trump sono stati calmati dal sistema missilistico terra-aria Avenger armato e pronto, consentendogli un colpo fluido con il ferro 9.

Sono certo che molti iraniani vorrebbero vedere morto Trump. Dopotutto, è il responsabile dell'assassinio dell'eroe militare del Paese, il generale Qasem Soleimani, e della Guida Suprema Ali Khamenei, i cui familiari erano stati uccisi e mutilati nei raid aerei congiunti israelo-americani di febbraio. Trump aveva preso queste decisioni esclusivamente per conto di Israele e ci si chiede se, col senno di poi, si renda conto di essere caduto in una trappola ben congegnata. Con la vittoria dell'Iran praticamente certa, in assenza di armi nucleari o di un'invasione di terra da parte delle forze statunitensi, Israele è disperato e cerca di aumentare la presenza militare americana nella regione. Arriverebbero al punto di assassinare un presidente americano in carica, almeno per la seconda volta nella storia? Non lo so, ma, per citare Andrew Adler: "Pensateci. Se io ho immaginato uno scenario alla Tom Clancy, non credete che questa idea quasi inconcepibile sia stata discussa anche nelle cerchie più ristrette di Israele?... Dovete credere, come credo io, che tutte le opzioni siano sul tavolo."

WW Peterson

Fonte: truthblitzkrieg.com
Link: https://truthblitzkrieg.com/2026/08/14/is-israel-planning-to-assassinate-president-trump/
14.08.2026
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org


Commenti (1)

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    1. Dante Bertello 17 agosto 2026

      Perchè stupirsi? Quando Netanyahu andò per la prima volta in visita a Trump, gli regalò un cercapersone d'oro (aggeggio oramai obsoleto, come regalare un VHS).
      Bisogna ricordare che pochi mesi prima il mossad aveva fatto esplodere i cercapersone dei militanti di Hezbollah.
      Se questo non è un messaggio da mafiosi, che serviva a fargli capire che sarebbe potuto incappare in un attentato nel caso non si fosse comportato "bene", ditemi voi quale significato potesse avere quel regalo.

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