IO SONO UNA BORGHESE DI MERDA

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

io sono l'amore

DI BARBARA TAMPIERI

ilblogdilameduck.blogspot.it

"Ma tu non eri di sinistra?" mi chiedeva con preoccupazione un mio follower twittarolo stamattina. Il fatto è, caro, che prima di tutto io sono una borghese di merda, e proprio per questo a vent'anni ero comunista. Non c'è da stupirsene perché sono i borghesi che scelgono la bandiera rossa senza averne la necessità. Marx, Lenin, Trockij, Che Guevara, Fidel Castro, erano tutti borghesi, perché è la borghesia che, quando l'élite esagera, che si tratti di incipriati aristocratici e pretacci o di latifondisti, capitalisti e padroni delle ferriere, fa le rivoluzioni. Sono stata di sinistra per un lungo tempo, prima che saltassero tutte le regole su chi dovesse stare dalla parte del popolo e chi invece doveva vendersi al Capitale. Perché qualcosa è successo, darling. Più o meno attorno al Sessantotto. E' stato un processo lungo e difficile da allora, ma sta giungendo a compimento. La più grande operazione di pulizia sociale della storia. La fine della lotta di classe con la proclamazione del Capitale come vincitore. With a little help from his friends.

Ti spiego il mio percorso. Sono una borghese, dicevo, e la mia è la classe media che, ad un certo punto, nel secolo scorso, è riuscita storicamente ad inglobare emancipandola anche tanta parte della classe operaia. Merito delle lotte dei borghesi dalla coscienza infelice di cui sopra condotte assieme agli operai, certo, ma anche di un capitalismo che pensava che estendere la ricchezza a fasce più ampie della popolazione, facendo diventare i proletari classe media, significava più merci vendute, più profitti e più benessere per tutti. Il famigerato moltiplicatore. Ma già, Henry Ford era un nazifascista anche se pensava che aumentando il salario ai suoi operai questi avrebbero potuto comperare il modello T che fabbricavano.
Quello della mia gioventù sembra un mondo perduto ed estinto; una meraviglia, sai, in confronto a quello di oggi. E sono sicura che te ne ricordi, perché non sei di primo pelo neppure tu.
Uno stipendio in famiglia bastava a condurre una vita più che dignitosa dove non ti mancava nulla di veramente necessario. Esisteva ancora il concetto di superfluo e per quello c'era il "no, non ce lo possiamo permettere". Quel no ti aiutava a crescere e a capire che, una volta grande, te lo saresti guadagnato con il tuo lavoro, perché il lavoro ci sarebbe stato, secondo quello che avevi studiato e imparato a fare.
Perfino con uno stipendio solo, con i risparmi (allora si riusciva a mettere da parte qualcosa ogni mese), la famiglia riusciva a comperarsi la casa dove viveva e, se lavoravano tutti e due i genitori, ci si comperava magari un'altra casa al mare o in campagna o in montagna. Perché allora esistevano ancora le ferie e le vacanze non duravano meno di venti giorni. Per le malattie c'era il welfare, ad una certa età arrivavano la pensione e la liquidazione con la quale ti potevi togliere qualche sfizio in più o farti la casetta di cui sopra, perché i nonni non erano costretti a mantenere nipoti disoccupati. Erano i tempi in cui l'Italia stava diventando, pur tra corruzione, mafia e caste, e sottoposta a sovranità limitata come paese sconfitto, la quinta potenza industriale del mondo.
Non erano tutte rose e fiori? Certo, c'erano come sempre i poveri e lo sfruttamento, il mondo era diviso in classi. C'erano la crisi petrolifera, il terrorismo di stato, le bombe, le guerre imperialiste. Poi arrivò la shock economy, prima dal Sudamerica (però così lontano da noi) e poi nel mondo anglosassone, con i primi vagiti del dominio finanziario sulle nostre vite ma la speranza di un futuro migliore non mancava, nessuno pensava che, pur lavorando da rompersi la schiena, da vecchio sarebbe stato povero e abbandonato perché gli avrebbero portato via tutto. Non avevamo nulla da perdere, caso mai ci sarebbe stato ancora qualcosa da ottenere. Il muro nero della depressione, dell'assenza di un futuro o dell'angoscia data dal pensiero di che cosa sarà il nostro futuro in balia della povertà non esisteva e nessuno sarebbe stato in grado di immaginarlo, a meno che non fosse vissuto al di là di qualche Cortina di Ferro.
Soprattutto nessuno si sarebbe mai immaginato che il benessere ottenuto in base alle lotte sindacali, nato dal sangue degli operai e di quei borghesi empatici e simboleggiato in maniera sacra dalla democrazia, dato ormai per acquisito perché certificato nella Costituzione, sarebbe stato possibile toglierlo al popolo per consegnarlo ad un'élite intenzionata a redistribuire la ricchezza esistente verso l'alto, accaparrandosela tutta e creando un mondo dove l'1% ha tutto e il 99% quasi nulla, senza più democrazia. Un mondo nuovo ma tremendamente simile al Medioevo che, per essere realizzato, ormai lo sappiamo, nei trent'anni previsti per il suo compimento non potrà che finire con l'eliminazione fisica della classe media, magari sostituita da carne da macello proveniente dal terzo mondo da impiegare per la pulitura dei cessi dove andranno a sedersi i culi imperiali.
Credo che, se qualcuno allora, negli anni sessanta-settanta, avesse visto un'anteprima del futuro, ovvero dei giorni nostri, lo avrebbe considerato il peggiore incubo mai vissuto e nessuno avrebbe potuto immaginare che coloro che si sarebbero offerti spontaneamente per farlo avverare sarebbero stati i partiti di sinistra, quelli più tradizionalmente (allora) vicini al popolo.

Eccoci, caro, al perché io non sono più comunista, non sono più di sinistra, anzi non sono niente, sono solo una borghese di merda ma molto, molto incazzata.
Sono incazzata e mi difenderò fino all'ultimo perché vogliono farmi fuori. Vogliono portarmi via ciò che la mia famiglia mi ha lasciato, affinché, assieme a ciò che mi guadagno con il mio lavoro, potessi avere una vecchiaia serena senza dover dipendere da nessuno. Penso a me stessa, certo. Gli altri hanno smesso di pensare a me.

Ti pare impossibile che l'orrendo scenario che ti ho descritto possa realizzarsi? Cosa ti stanno ripetendo giorno e notte, tutti i giorni e a tutte le ore, caro amico? Che quel mondo che ti ho descritto e che abbiamo vissuto, che ci ha permesso di crescere ed arrivare fin qui dobbiamo scordarcelo perché NON POSSIAMO PIU' PERMETTERCELO. E, di grazia, ti stai chiedendo il PERCHE'? Perché le risorse mondiali sono limitate? Per quello basterebbe uno sviluppo più responsabile. Basterebbe quella cosa che si chiama progresso e che nasce dall'ingegno di persone molto creative in ogni epoca e che in poco più di cento anni ci hanno dato l'elettricità, la mobilità di persone e merci e la comunicazione. Progresso che serve da sempre a migliorare la vita delle persone e a renderla più facile. Basterebbe tendere a realizzare uno di quei mondi futuribili ideali che nessun romanzo di fantascienza ha più il coraggio di immaginare.
Il nostro benessere non possiamo più permettercelo perché ciò che abbiamo lo vuole qualcun'altro, e non sono certo coloro che non hanno nulla ma quelli che hanno già tutto. Vedi, in fondo, da borghese di merda, con queste parole sto pensando anche a te, sto cercando di avvertirti del pericolo, anche se non meriteresti affatto di essere salvato.

Non sono direttamente le élite che ti annunciano la fine del tuo diritto al benessere perché un domani conterà solo il loro, perché la scusa delle risorse limitate è un'occasione ghiotta per fare un po' di pulizia sociale e vincere la Lotta di Classe. Te lo fanno dire dai loro servi. Quelli che si sentono superiori perché non sono razzisti ma democratici, a favore delle minoranze, antifascisti, ammiratori dell'Europa e della serietà teutonica, progressisti, internazionalisti, contro tutte le diversità perché devoti all'OMOLOGAZIONE. Che si sentono importanti perché con il 99% possono masturbarsi sulle grandi cifre e non si accorgono che la loro maggioranza è destinata a diventare il Soylent Green.
Sono quelli che ogni mattina ringraziano non si sa chi per non essersi svegliati trasformati in scarafaggi piccoloborghesi.

Quando tutto iniziò, con i primi attacchi ai diritti sociali acquisiti e l'avvento della dittatura del mercato, avrebbero dovuto riconoscere subito il progetto reazionario e revanchista dell'élite. Certo avrebbero dovuto difendere il benessere generale, le conquiste ottenute fino a quel momento e la democrazia, distinguendo tra capitalismo accettabile e capitalismo disumano, alleandosi con quella borghesia di merda che però sa fare le rivoluzioni e che un minimo di riconoscenza se la meriterebbe.
Invece, pur di non rinnegare la lotta antiborghese di principio, hanno ascoltato le sirene della globalizzazione travestita da internazionalismo ed hanno scelto l'omologazione nel concime, il "semo tutti uguali" come materia organica anfibia, per potere essere ancora più merda della borghesia e in fondo distinguersi. Perché in fondo sono dei neoaristocratici pure loro.
Si sono alleati con il Capitale contro il resto del mondo e di fatto contro loro stessi. Perché credono di appartenere ad un corpo speciale e privilegiato per essersi guadagnati con il tradimento l'onore di poter dare il colpo di grazia all'odiata borghesia (rinnegando Marx, Lenin e gli altri che ho nominato) ma sono anche loro feccia destinata a soccombere. Li tengono per ultimi per compostarli meglio. Concimeranno con onore i giardini degli ingiusti di Elysium.
Barbara Tampieri
Fonte: http://ilblogdilameduck.blogspot.it
Link: http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2014/05/io-sono-una-borghese-di-merda.html
29.05.2014

Commenti (60)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 20 caricati
    1. Chigi 31 maggio 2014

      Ma ci credi che non ho capito un cazzo di quello che hai scritto?
      E tu?

    1. OlausWormius 31 maggio 2014

      Cosa ci avrebbero guadagnato poi i nostri nonni o bisnonni ad emigrare in massa dalle campagne alle città inseguendo il mito del benessere o presupponendo che il lavoro nelle fabbriche sarebbe stato migliore di quello della terra? A quali promesse hanno creduto? A quelle dei capitalisti o a quelle dei positivisti e delle loro idee di progresso? Io penso più alla seconda.

      Abitare in cubi di cemento è stato un progresso? Perdere il contatto con la natura è stato un progresso? Non era meglio accontentarsi dell'orto, degli animali, di qualche piccolo commercio etc..? Mantenendo nel frattempo una fitta rete di rapporti sociali e familiari di cui oggi non vi è più traccia, immersi come siamo in illusioni sempre più virtuali (dalla tv a internet).

      Il tutto per seguire delle utopie.

      E' stato poi un progresso quando i loro figli hanno perduto la fede grazie alla propapaganda inseguendo chimere che li hanno portati a perdere la propria integrità fisica e morale (quali droga, sesso, sirene di ricchezza etc...)?

    1. OlausWormius 31 maggio 2014

      In realtà il problema è alla radice. Una persona che è stata educata al materialismo (e lo siamo stati quasi tutti sopratutto nelle scuole pubbliche che sono dei centri di indottrinamento per spegnere l'anima), nel momento in cui si ritrova in condizioni economiche disperate o precarie, avrà molta più difficoltà ad uscirne fuori che non una persona che non ha perduto i valori spirituali. Questo perché legando tutte le ambizioni alla materia le cadute sono inevitabili.

      In qualche caso inoltre si finisce in difficoltà proprio per la mancanza di valori spirituali eccedendo in vizi e consumismo ed egoismi (sebbene ciò non verrà mai ammesso se non da una ristretta minoranza di persone che poi sono le uniche che hanno la possibilità di risolverle).

      La realizzazione materiale non porta necessariamente più felicità e soddisfazione che non quella spirituale, anzi, direi il contrario.

      Mantenere la gente nell'abisso di ignoranza del materialismo fa comodo solo alle elites che invece alla religione, alla spiritualità, all'esoterismo, all'occultismo danno molta importanza. Mantenendo la gente ignorante su questi temi, facendo credere loro che non esiste Dio e che il materialismo è l'unica certezza, loro si assicurano un'umanità inoffensiva, demoralizzata e strumentalizzabile a piacimento, esattamente com'è avvenuto durante il comunismo che non era quel mito che viene propagandato.

      Quindi non serve fare un invito alla spiritualità a tutti, le elites lo sono già, sebbene in una maniera a noi ostile. Loro ci considerano materiali, se non quasi delle bestie, ma hanno tutto l'interesse a mantenerci in quello stato.

      Non so se i secoli cosiddetti "bui" (quali che siano) sono stati così peggiori di quelli di "luminosi" come quelli attuali. Io sono convinto di no.

      Dai per scontato che io mi interesso di questi argomenti perché non ho preoccupazioni di tipo economico ma questa è una classica visione materialista, chi lo dice quali sono i bisogni primari e secondari?

      Certo mangiare e avere un tetto è un bisogno primario. Ma quante persone attualmente sono realmente a rischio di morire di fame in Italia? Forse vale la pena di accontentarsi e di realizzarsi senza seguire gli stereotipi indicati dalla società consumista attraverso i mass media, viceversa si finirà sempre per rincorrere qualcosa senza mai raggiungere nulla e rimanendo alla fine con un grosso interrogativo sullo scopo della vita, lasciato inespresso per l'aver sprecato decenni della propria esistenza ad adeguarsi ad un sistema che non tiene in considerazione le necessità dello spirito.

    1. Fernesto 31 maggio 2014

      "I sessantottini non hanno mai studiato" ? Se con "sessantottini" intendi la sinistra radicale anti-stalinista , un bordello di professori vengono da lì ... dubito che non abbiano mai studiato ...
      Comunque la tipa più che "sessantottina" mi sembra un pò confusa...


    1. Cataldo 31 maggio 2014

      Caro Giaurro, che vogliamo scoprire ? che i sessantottini non hanno mai studiato ? che i borghesi parlano del mondo ma in realtà si tratta della loro pancia ? :)

      Le tue contestazioni sono tutte giuste, ma ne faccio io una al tuo interessante intervento, la storia non si ripete, men che mai in economia, i "cicli" di cui parli sono solo dei riferimenti concettuali, ma non rappresentano strumenti previsionali, anzi, sono diventati fuorvianti, e ormai francamente inutili.
      I ricorsi della storia, se visti bene sono solo apparenti: l'interpretazione di un evento come "ricorso" storico dura solo fin quando non si è capito bene cosa è successo davvero ;)

    1. Cataldo 31 maggio 2014

      Forse sei rimasto al secolo passato, se ci pensi bene, nell'era digitale la mappa è il territorio ;) anche per questo forse tante analisi ci sembrano sempre un po rabberciate.

      Qualche generazione addietro i pensatori economici e politici potevano dire guardando i loro predecessori "siamo nani sulle spalle dei giganti", ma noi si cavalca lombrichi .

    1. Fernesto 31 maggio 2014

      Il mio livello di ragionamento . Non quello di Giaurro .

    1. Primadellesabbie 31 maggio 2014

      Non capisci? Come fai a non capire?


      Affermi disinvoltamente: "...molti vorrebbero semplicemente tornare indietro agli anni '60 o agli anni '80 anziché riscoprire i valori spirituali senza i quali la parola "umanità" è un termine vuoto e privo di significato."

      Ci sono persone che, dal punto di vista materiale non arrivano alla fine del mese. Che, in altre parole significa che hanno un sacco di problemi con tutto quello che costituisce la loro presenza materiale su questa terra.

      E tu, generosamente, (li) inviti a riscoprire i valori spirituali.

      Bel gesto! É stato molto popolare per secoli (detti "bui", non solo per questo) in determinati ambiti (detti abusivamente religiosi)!

      Qui il pretesto é fornito dalla rivendicazione impudica del diritto all'irresponsabilità da parte della finta pentita che ha concepito, senza troppo sforzo ne' fantasia, questo outing ad effetto ed a misura.

      Ma qualsiasi occasione sembra essere buona.

      Faccio notare che se l'invito a riscoprire i valori spirituali fosse rivolto con la medesima assiduità e con successo, alle cosiddette classi agiate, dopo averlo opportunamente calibrato, si rischierebbe di divenire credibili, di togliere di mezzo secolari ostacoli alla solidarietà, di rendere alla parola "umanità" un significato appropriato, di svuotare di senso politico e di utilità pratica la parola "comunismo", di consentire ai più sfortunati di riscoprire i valori spirituali non come umiliante strada obbligata agli impotenti, come fin qui proposto dai pelosi ambienti già citati.

      Naturalmente qualcuno potrebbe sostenere che...l'invito a riscoprire i valori spirituali é rivolto a tutti... .








    1. Allarmerosso 30 maggio 2014

      Hai detto cose che ho sempre pensato ma che non sarei mai riuscito a descriverle così nero su bianco ... bello.Terra a terra

      me lo salvo in PDF .

    1. Georgios 30 maggio 2014

      Tu sei sempre stata una borghese. Da piccola, da grande o da vecchia. Magari anche da... rivoluzionaria.
      Tanta di quella lagna, c'è da scrivere una soap opera a puntate.

    1. Georgejefferson 30 maggio 2014

      Fernestello idiologicizzato fascista nazista bu bu.Il tuo livello di "ragionamento".

    1. OlausWormius 30 maggio 2014

      Non ho capito cosa significa.
      Forse se ti spieghi meglio..

    1. Fernesto 30 maggio 2014

      Ercole , questa volta mi sa che ti sei fatto freagare dal titolo.. rileggi
      meglio l'articolo... non c'è nessuna analisi marxista... è propaganda
      reazionaria..

    1. OlausWormius 30 maggio 2014

      Dicevo che i leader avevano influenze straniere ed occulte ed essendo leader evidentemente non erano degli ingenui. Ingenui al limite erano i loro seguaci.

      Il comunismo (quello vero) non è stato che un antipasto del totalitarismo futuro. Credo che la gente dovrebbe capire quali sono le origini (almeno quelle moderne) del comunismo.

      Do un indizio che può essere utile per chi vuole approfondire: Adam Weishaupt - 1 maggio 1776 (1 maggio, data simbolica interessante...).

    1. Fernesto 30 maggio 2014

      Ma quale "pappardella intrisa fino al midollo di pregiudizio" ? Ma se è l'unico commento con un ragionamento.... se non ce la fai a confutarlo nemmeno un pò i tuoi insulti rimangono per quel che sono .... ad minchiam


    1. Georgejefferson 30 maggio 2014

      Spacci opinioni,tue e di altri come dati di fatto.Non male come "confutazioni"..."scientifica" anche.Una pappardella intrisa fino al midollo di pregiudizio ideologico.Attribuisci all'autrice una valanga di opinioni tutte da te pensate.

    1. ottavino 30 maggio 2014

      Si può sempre far peggio, non lo dubito.

    1. Nauseato 30 maggio 2014

      Acidità?.. Ho letto e ascoltato donne che l'autrice al confronto stilla dolcezza mielosa a ogni sillaba…

    1. cdcuser 30 maggio 2014

      sono d'accordo ..... potresti "postarglielo" su twitter. kkkkkkkk


    1. Primadellesabbie 30 maggio 2014

      La spiritualità, caro Olaus, prevede di crescere senza spingere in basso gli altri e senza sfruttarne le sfortune, o causarle.


      Credo ti sfugga questo dettaglio da quello che scrivi abitualmente, e sfugge anche ad altri, per la verità.

Visualizzati 20 di 60 commenti approvati.