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IO, ECONOMISTA FINALMENTE VI RACCONTO LA MIA VITA A IMPATTO ZERO

DI SERGE LATOUCHE
repubblica.it

Da molto tempo ormai non uso più l’ automobile, mi muovo soltanto in bicicletta. Quando vengo in Italia, cosa che mi capita spesso, non prendo mai l’ aereo, solo il treno. Anche se sono stato a lungo un amante della carne, ora ne mangio pochissima, mi diverto a scoprire altri sapori, perché gli allevamenti intensivi di bestiame sono tra le prime cause dell’ inquinamento atmosferico. Un chilo di carne equivale a sei litri di petrolio. Preferisco comprare quel che mi serve nelle piccole botteghe e cerco di usare ogni cosa sino a consumarla del tutto. Piuttosto che buttare, riparo, anche se oggigiorno costa meno comprare un oggetto nuovo fabbricato in Cina. Ma preferisco appunto allungare la vita delle cose, o riciclare, combattendo così la filosofia dell’ usa-e-getta, l’ obsolescenza programmata dei beni.. Non possiedo un cellulare, e sto bene così. Pratico quello che il mio maestro Ivan Illich chiamava “tecnodigiuno”.

Nella foto: Serge LatoucheNon guardo mai la televisione e ho soltanto un computer che mi permette di consultare ogni tanto le email. Non mi collego ogni giorno alla posta elettronica, faccio delle lunghe pause anche in questo. Spesso scrivo lettere a mano perché è un modo di dimostrare a me stesso che non ho bisogno di una protesi elettronica per comunicare con gli altri.

L’ importante è resistere alla “tecno-dipendenza”. Si può usare la tecnologia ma bisogna evitare di esserne schiavi. Benché faccia tutte queste rinunce rispetto allo stile di vita moderno, non sono da compatire. Invertire la corsa all’ eccesso è la cosa più allegra che ci sia. La mia unica regola è la gioia di vivere. E’ possibile immaginare una società ecologica felice, dove ognuno di noi riesce a porsi dei limiti, senza soffrirne perché non si sono create delle dipendenze. E’ ormai riconosciuto che il perseguimento indefinito della crescita è incompatibile con un pianeta finito.

Se non vi sarà un’ inversione di rotta, ci attende una catastrofe ecologica e umana. Siamo ancora in tempo per immaginare, serenamente, un sistema basato su un’ altra logica: quella di una “società di decrescita”. Io parlo di decrescita felice, perché sono convinto che si tratta di piccoli aggiustamenti che ognuno di noi può fare senza soffrirne. Da giovane ero un economista esperto di sviluppo. Negli anni Sessanta sono stato in Congo e poi nel Laos per attuare programmi di sviluppo economico. E’ così che è incominciata la mia riflessione critica su questo modello di crescita continua. Pensavo essere al servizio di una scienza, in realtà si trattava di una religione. Gli economisti come me allora sono dei missionari che vogliono convertire e distruggere popoli che vivevano diversamente. Quando ho iniziato a non seguire più questa dottrina assoluta, in vigore ormai da decenni, ero molto isolato.

In Occidente nessuno ha avuto il coraggio di parlare di decrescita fino al 1989, dopo il crollo del Muro. Quando siamo entrati in un mondo globale, senza più differenze tra primo, secondo o terzo mondo, lentamente c’ è stata una presa di coscienza. Oggi non si tratta di trovare un nuovo modello economico ma di uscire dal governo dell’ economia per riscoprire i valori sociali e dare la priorità alla politica. Ognuno di noi può fare qualcosa intorno a quelle che io chiamo le otto ‘ R’ . Ovvero rivalutare, riconcettualizzare, ristrutturare, ridistribuire, rilocalizzare, ridurre, riutilizzare, riciclare. Rivalutare significa per esempio creare un diverso immaginario collettivo, fatto dell’ amore per la verità, di un senso della giustizia e della responsabilità, del dovere di solidarietà. Rilocalizzare vuol dire produrre a livello locale i prodotti necessari a soddisfare i bisogni della popolazione. Riutilizzare e riciclare è anche l’ unico modo di evitare di essere sommersi dai rifiuti infiniti che stanno distruggendo la Terra. Le otto ‘ R’ sono cambiamenti interdipendenti, che insieme possono far nascere una nuova società ecologica. Una società nella quale ci sentiremo di nuovo cittadini, e non più solo semplici consumatori.

Serge Latouche
Fonte: www.repubblica.it
Link: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/06/05/io-economista-finalmente-felice-vi-racconto-la.html
5.06.2010

(Testo raccolto da Anais Ginori)

Pubblicato da Davide

  • Santos-Dumont

    Innanzitutto vorrei malignamente chiedere al signor Latouche di cosa vive, che lavoro fa. Come fa un essere umano “normale” a sopravvivere secondo i suoi parametri semi-ascetici? E quando scrivo “normale”, non penso tanto alla minoranza di occidentali borghesi disillusi, ma tanto “consapevoli” (ghigno), bensì al brasiliano medio con il quale convivo quotidianamente e che da un tempo relativamente breve si pone come obiettivo-novità di vita il consumismo. Ossia: come spiego a chi sta uscendo ora da una situazione di povertà relativa o assoulta, che i beni di consumo posti come realizzazione di un sogno (o sogno di realizzazione sociale) sono uno specchietto per le allodole?
    Direi che possiamo estendere la classificazione a qualsiasi abitante di un cosiddetto paese in via di sviluppo: Brasile, Cina, India, etc. E sono tanti.

  • Tonguessy

    Argomenti forti i tuoi. Ma ricordiamoci che esiste ancora lo sterminio per progresso. Sono tante le tribù che chiedono di non venire inglobate nel grande magma della globalizzazione e che invece, metro dopo metro, sono costrette a cedere i posti che da millenni li ospitano. Quindi abbiamo un doppio standard: grandi pacche sulle spalle a chi, magari dopo un mese di lavoro da 12 ore quotidiane si ritrova con una piccola somma da “investire” in un lager commerciale di una qualche multinazionale; fucili ed espropri contro chi invece si “accontenta” di un millenario rapporto con la natura e rifiuta di avere rapporti con le multinazionali.
    “In sharing, in loving all and everything,
    one people naturally found a due portion of the thing they sought,
    while in fearing, the other found need of conquest.”
    Chief Luther Standing Bear – Oglala Sioux

    “la globalizzazione non è che il nuovo nome della politica egemonica americana”-H.Kissinger

  • A_M_Z

    Bello vivere così, in un certo modo ammiro e sono d’accordo e cerco di farlo pure io.
    Ma per la maggiorparte delle persone non funziona così.
    Tanti pensano che per lavorare, produrre e avere un reddito per poter mangiare e trastullarsi con le riparazioni qualcuno deve comprare cose in continuazione…

    A parte che in questo articolo emerge ben poco del suo pensiero però sarebbe possibile decrescere e tornare ad un’economia locale se fossimo effettivamente rappresentati nei parlamenti.
    Non è così. Se fosse si scriverebbero forti leggi antitrust e antigrandezza delle company per promuovere qualcosa di piccolo,locale e competitivo.

  • redme

    ..c’è un evidente errore di traduzione…..posto quella corretta:….”Ognuno di noi può fave qualcosa intovno a quelle che io chiamo le otto ‘ evve’. Ovvevo vivalutave, viconcettualizzave, vistvuttuvave, vidistvibuive, vilocalizzave, viduvve, viutilizzave, viciclave”……

  • bardo

    “Le 8 R”… Bravo Laqualcosa: sostituire una Religione con un’Altra, è questo che hai fatto.

  • bardo

    Ah ah ! mi hai fatto sganascia V e !!!

  • ottavino

    Uno potrebbe pensare: gli Stati Uniti sono al di là dell’oceano atlantico….no, no, non è vero. Gli Stati Uniti sono qui. E anche gli Statunitensi….

  • Kerkyreo

    Seee vabbe’!! I concetti generali possono anche essere condivilsibili, ma sinceramnte i ritmi della vita di oggi ti obbligano a muoverti velocemente. Ma queste sono le soluzioni che un economista propone? Probabilmente il signor Latouche non si sveglia alle 6.30 per andare a lavoro dall’altra parte della citta’, non porta i bambini a scuola, poi non va a fare la spesa, non va a pagare le bollette, Probabilmente vive in un luogo magico e incantato circondato da botteghe e taverne rustiche! Sotto casa sua c’e’ una banca, sopra casa sua c’e’ la posta, il vicino di casa sua e’ un sarto, quello al terzo piano un calzolaio! Le lezioni di vita bisogna darle a quelle persone che ci hanno IMPOSTO questo sistema, non alle persone che fanno i salti mortali per mandare avanti la famiglia o per far bastare i soldi fino a fine mese. Basta co ste lezioni di vita! Il problema non sono io che prendo la macchina per andare a lavoro, il problema e’ chi mi impone di usare il petrolio per farla funzionare!!!! E guardi che ha piu’ impatto ecologico negativo scrivere una lettera che mandare un sms o un e-mail! Io sono della generazione elettronica lei forse della generazione ellettromeccanica, ma il mondo lo ha distrutto la sua generazione non la mia!!! impatto ecologico zero!

  • Matt-e-Tatty

    Tempo fà scriveva un articolo Bertani sulla decrescita e il graduale abbandono delle abitudini consumistiche.
    Continuo a credere che sia una soluzione solo per chì può o meglio, non esiste una ricetta standard di decrescita.
    Questo signore se vive senza cellulare, senza auto e televisione, evidentemente può permetterselo, io vivo con auto e cellulare perchè senza non potrei lavorare, la televisione l’ho eliminata di recente ma non per decrescita, semplicemente perchè ritengo sia nociva allo sviluppo dei miei figli.
    Quanto all’utilizzare le cose fino alla fine della loro vita, il riciclare e il riparare, non è decrescita, è buon senso, entro breve sarà anche necessità per molti.

  • maumau1

    condivido..
    quello che ha detto che si sveglia alle 6:30 e gli altri che hanno criticato l’articolo ,dipende,se ti serve per sopravvivere allora hai ragione..
    ma se ti serve per poter avere il televisore al plasma per potersi cambiare la macchina(a proposito immagino che non hai una macchina da 3000euro eppure con 3000 euro compri ad esempio una ottima lancia Y che andava benissimo fino a 4 anni fa non capisco perchè non dovrebbe oggi..con 4500 prendi una ottima panda usata ,ultimo modello,consuma poco poco di bollo poco di assicurazione) per poterti permettere una vacanza in luoghi e per tempi che non potresti permetterti,di cambiare spesso vestiti tuoi e della famiglia,di far fare ai figli decine di inutili corsi solo perchè li fanno gli amici(palestra,danza,karate,calcio,tennis,musica etc..)noi non li abbiamo fatti e sicuramente non ci è mancato nulla spesso servono solo perchè da grandi avranno un modo per scaricare lo stress da sfruttamento e non cercheranno di ribellarsi al sistema..quindi di fatto li si sta portando al macello..

    spesso poi sono le mogli(quelle che rappresentano in famiglia i diktat della società!) a spingere l’uomo a farsi ricattare ed adeguarsi al sistema dominate quasi fino a divorziare per poter adeguarsi al sistema lasciando il proprio uomo per un altro ligio al sistema(è questo che fa paura agli uomini e si capisce bene da alcuni interventi !!)mentre l’uomo è il logos quindi la guida idealista(o meglio dovrebbe essere ecco perchè questa società e sistema consumistico e di leggi cercano distruggere la figura del maschio,dell’uomo,distrutta quella come è stato fatto nelle popolazioni schiave negre ,si spezza la spina dorsale alla identità di un popolo,la stessa cosa facevano i romani alle province e tribù ribelli uccidevano tutti i maschi,vecchi e giovani ed anche bambini,possibili future guide,anche addirittura gli animali maschi!!
    L’identità di una popolazione si basa sul logos,sul maschio,mentre la donna facilmente viene fagocitata dalla razza dominante e quindi ingravidata nè diventa custode della razza,dimenticandosi quella di provienenza,cosa che un maschio non farà mai!!)

    Purtroppo l’opera di spezzare la spina dorsale è già a buon punto anche leggendo alcuni interventi.

    Cambiare oggetti gadget o divenire schiavi della tecnologia che come diceva qualcuno,da una parta apre orrizonti,dall’altra rende schiavi e quindi crea limiti ancora più profondi.
    Senza mettere in mezzo inquinamento e esaurimento delle risorse che pure ormai è da tenere in conto.

    Come sempre quando qualcuno fa o dice una cosa giusta subito lo si azzanna al collo chiedendo e mettendo il dubbio la sua moralità o il valore delle sue affermazioni” come campi” o cose del genere..

  • bardo

    “Io sono della generazione elettronica lei forse della generazione ellettromeccanica, ma il mondo lo ha distrutto la sua generazione non la mia!!!”

    Bravo, concordo ! Inviamogli una mail, a questo signore, così tra qualche giorno, con calma, dopo che si sarà grattato le palle, conoscerà la nostra opinione sui paparini che ci fanno pure la paternale, oggi !

  • victorserge

    a me come vive il signor latusc non mi interesse nulla.
    mi interessa invece quello che il sognor latusc dice.
    e mi interessano anche le rx dei lettori qui.
    cò che dice latusc è vero, se non si cambia registro siamo destinati a vivere in un mondo che trascenderà la dimensione umana, cioè saremo tutti una protesi delle macchine che noi costruiamo e dunque una dimensione dis-umana.
    le rx rabbiose di alcuni lettori qui, sono il segno dei tempi: invece di ascoltare, di leggere e di riflettere si accusa, si fa del sarcasmo e non si contribuisce intelligentemente a fare delle proposte serie.
    dunque la proposta di latusc è condivisibile, non è il dogma, è una proposta di condivisone di una vita più basata sulle cose umane, anche sulle nostre miserie, sulla considerazione che l’uomo non può in ogni caso vincere la natura.
    leggiamo leopardi(natura matrigna), leggiamo pasolini(società dei consumi distruttrice del valore umano), leggiamo giono(la forza del contadino), leggiamo e riflettiamo e capiremo che non è sempre necessario e utile arrendersi alla meccanizzazione, alla superiorità della tecnologia e della scienza sulla natura.

    consideriamo oggi le città vivibili?
    consideriamo oggi il cibo sano?
    consideriamo oggi il lavoro non alienante?
    consideriamo oggi la finanza non distruttrice dell’economia?
    consideriamo oggi i giovani non dipendenti da alcol e droghe per divertirsi?

    consideriamo oggi che la tecnica risolva questi problemi?

  • costantino

    sei un grande maumau.
    mi sono iscritto per fartelo sapere
    🙂

  • bardo

    anzitutto, scusami, ho pensato sulle prime che tu fossi un Radiologo, con quelle “rx”… ma scrivere in italiano esteso (un po’ come Latouche -nella sua lingua-madre- sulle sue pergamene), no?

    è poi ti do ragione, le sue proposte non sono un dogma, da una parte, perchè nella sostanza le posso fare mie anche in questo momento, in totale libertà; ma sono dogma per come appaiono, si presentano, sono dogma per il fatto che sclerotizzano il linguaggio umano, per il fatto che impostano una Religione, come ho detto… uguale anche se contraria, a quella del petrolio e della crescita infinita e impossibile

  • nautilus55

    L’articolo di Latouche non può e non deve essere preso come il Vangelo. Ciascuno di noi ha la propria situazione: casa, lavoro, famiglia, ecc. L’importante è rifletterci sopra, capire dove ci conduce l’opposto di quel modo di porsi. Che, poi, non so per quanto potremo ancora permettercelo.

  • jcache

    Concordo. In generale ho notato questo prevalere delle critiche piuttosto che un ragionamento sugli aspetti positivi che ci propone. Dal confronto tra diverse idee nascono nuove filosofie e nuovi mondi, come è sempre stato. La critica ci vuole e può essere costruttiva, ma mai rabbiosa.
    Nessuno può non aver notato che questo modello conduce all’autodistruzione. Qualunque riflessione che porti a un cambiamento di rotta va presa in seria considerazione e discussa. Se qualcuno si fa avanti con le proposte, stroncarlo non è la prima cosa da fare.

  • Santos-Dumont

    Qui in Brasile da alcuni decenni (grazie in buona parte all’opera di persone come i fratelli Villas Boas) esiste una tutela legale delle varie tribù indigene (lo “Statuto dell’Indio”), un ente preposto a tal fine (FUNAI), c’è la Giornata nazionale dell’Indio il 19 di aprile, etc. Esiste un villaggio-riserva non molto lontano da dove vivo io (nord del Paraná), non puoi neanche metterci piede se non sei invitato… A nord la situazione é anche più complicata, con ampie riserve praticamente inviolabili (ma le multinazionali, si mormora, la fanno da padrone entrandoci a piacimento… pagando cash…): lascio alla tua immaginazione come il cittadino medio brasiliano interpreti questa protezione o superprotezione, vissuta come privilegio nel momento in cui, poniamo, alcune terre coltivabili vengono espropriate e devolute agli indios come risarcimento… Non metto in questione se sia giusto o meno (personalmente, lo ritengo doveroso), voglio solo esporre la situazione.
    Fino a quando esisteranno queste “tribù che chiedono di non venire inglobate nel grande magma della globalizzazione”? Ma esistono veramente? Perdonami ma sento odore di mitologia del “buon selvaggio”. Che é una chimera, visto che avendo il controllo pressoché totale del loro territorio, possono farci quel che vogliono, compreso farci entrare le multinazionali che pagano per fare ricerca sulla biodiversità. Mi sa che non ci sono più i gran capi, pardon, cacique di una volta… La riserva è inviolabile, a meno che non ci si presenti alla porta coi contanti per la scorta di cachaça. 😉

  • maristaurru

    i Guru non mi sono mai piaciuti. Questo signore si è vissuto una vita che suppongo piena, consumistica almeno quanto basta, ed ora in età di pensione dice cavolate per convincere che si può esser felici lavorando come schiavi per mangiare, dormire e guardre i giardini delle ville dei ricchi, lo racconti a sua nonna, ci posso stare, ci debbo in un certo senso stare io a 65 anni, ma chi è giovane , deve prendere la macchina per andare ad occupare uno straccio di lavoro da precario, magari ha un figlio ecc ecc Vorrei sapere che conto in banca ha, questa vecchia volpe, vorrei sapere se la tecnica gli fa tanto schifo che se servisse, eviterebbe di pagarsi un botto una tac, per dirne una, ma che schifo!!!

  • bardo

    che poi, in quel ” FINALMENTE ” del titolo, c’è scritto tutto, in traluce…

  • Tonguessy

    http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_23/indios-coppola_77985498-04ec-11de-bb75-00144f02aabc.shtml
    Forse il “buon selvaggio” è oggetto di sterminio più che di facili mitizzazioni.

  • Tonguessy

    forse preferite gli economisti che vendono hedge funds e CDS a quelli che indicano una via d’uscita?

  • Albertino

    non capisco il perchè di certi commenti acidi e sarcastici (che provengono spesso dai soliti utenti) ad ogni articolo che viene postato qui su CDC. ad ogni proposta che viene fatta, ci sono i soliti contestatori a prescindere che si aggrappano alle virgole pur di evidenziare una falla nei ragionamenti altrui. al di là delle cose che possiamo non condividere, quest’ uomo ha detto delle cose assolutamente ragionevoli. quando afferma che “ognuno di noi può fare qualcosa” mi ricorda un articolo dall’ impostazione simile scritto da carlo bertani: “io faccio così e voglio condividere con voi le mie riflessioni; ovviamente ognuno le adatterà alla propria realtà di tutti i giorni” io condivido molte delle considerazioni sopra riportate; è ovvio che non posso vivere come il signor latouche, ma fermarsi a riflettere sulle cose che dice, per me è positivo.

  • Sokratico

    Latouche è uno dei maggiori pensatori e economisti “non allineati”, fa ridere e dimostra solo ignoranza la gente che polemizza con la sua vita “tecno-ascetica”.

    Ovviamente è un punto di arrivo, una semplificazione di una riflessione durata una vita.
    Uno degli strumenti è quello di impronta ecologica: (http://it.wikipedia.org/wiki/Impronta_ecologica)
    in base al quale è dimostrabile che una popolazione mondiale con lo stile di vita degli australiani (anglosassoni,non indigeni!) non potrebbe superare i 400 milioni di persone.
    Con lo stile di vita della Costa d’Avorio, potremmo benissimo arrivare a 20 miliardi.

    Non sono dogmi, sono speculazioni: è questo che fanno gli intellettuali, i migliori almeno: affrontano i problemi nella loro dimensione più complessa e propongono delle interpretazioni e delle modellizzazioni.

    se voi vivete in una città e vi alzate alle 06.30…probabilmente non potete vivere in maniera “tecno-ascetica”.


    ma assai più probabilmente, non lo fareste anche potendo…perchè siete pigri. E perchè non vi interessa neppure ascoltare quello che dice uno che ha studiato tutta la vita le conseguenze economiche, sociali, ecologiche e planetarie di un determinato modo di vita.

    ma che ve ne frega, eh? l’arroganza difende da ogni pietà, come diceva Pasolini.

    buon MacDonald a tutti!

  • stendec555

    tutto chiarissimo, w latouche e la decrescita ma mi sembrano solo utopie realizzabili da parte di chi ha trovato il modo di pararsi il culo dai problemi quotidiani, magari facendo lo scrittore o il giornalista (meriti loro e beati loro)……fattibile ma magari dopo i 50 anni. se allora avrò trovato il modo di avere un introito minimo sicuro per sopravvivere mi ritirerò alla vita agreste in una qualche località possibilimente del centro italia e promuoverò un idealistico stile di vita lontano dal delirio contemporaneo…….prima di allora tuttavia non posso fare a meno della macchina, devo pagare le bollette e devo lavorare cercando di non perdere l’aderenza con la tecnologia per non rischiare di essere tagliato fuori dalla competizione, devo avere un pò di vita sociale per avere amici e una donna e dunque spendere soldi in ristoranti, regali, vestiti…….insomma tutto chiaro……..mi sembra un pò come john perkins quando parlava della schifosissima (ma godereccia) vita che ha fatto prima di pentirsi e scrivere “confessioni di un sicario dell’economia”…………..dall’altra sponda invece ci dicono che se non manteniamo in vita il sistema dei consumi tutto crolla e sarà miseria per tutti…….chissà chi ha ragione…

  • bardo

    brutto il tuo scoppio d’ira finale – non era necessario

  • victorserge

    divertente questa del radiologo.
    tu dici che sono dogma perché sclerotizzano il linguaggio umano.
    il linguaggio umano non è sclerotizzabile, piuttosto può impoverirsi lessicalmente se invece di contaminarsi tende ad isolarsi.
    tu dici che impostano una religione.
    può darsi perché la religione si crea nel momento stesso in cui essa crea dei codici di comportamento unilaterali.
    tuttavia mi sento di dire che la-tusc non abbia nessuna intenzione di creare religione; il suo discorso mi appare più ampio, non ristretto ad una setta di iniziati come per esempio i denigratori e i pugnalatori delle sue idee lette qui in questi post.
    insomma, credo che le domande che ho posto in fondo al mio post, curiosa eco lessicale, che dici, sono le domande giuste da porsi per chi intende muovere non solo critiche ma proporre soluzioni.
    tu hai domande?

  • victorserge

    siamo già in due che la pensiamo in modo convergente.
    gutta cavat lapidem.

  • victorserge

    hai ragione, si ascolta poco.
    ascoltando c’è la possibilità di agire in modo critico ma propositivo.
    criticare senza pensare equivale a mangiare per poi vomitare.

  • Tonguessy

    Hai perfettamente ragione. Pur di “andare contro” si va contro ciò che sono i nostri stessi interessi. Il lume della ragione ha altri profili.
    Con stima
    T

  • Tonguessy

    Ancora una volta mi trovi d’accordo.
    Con stima
    T

  • stonehenge

    Questi bei concetti sono attuabili solo con una forte e drastica diminuzione della popolazione, con un’organizzazione in villaggi da max. 300persone e il ritorno nelle campagne.

  • anonimomatremendo

    “In Occidente nessuno ha avuto il coraggio di parlare di decrescita fino al 1989, dopo il crollo del Muro”

    Si si come no,allora Nicholas Georgescu-Roegen cos´era,indiano?

  • oldhunter

    Già! E’ come con la medicina alternativa… è talmente costosa che se la possono permettere solo i ricchi!

  • A_M_Z

    ..e certo.. le spese inutili… fosse per te starebbero tutti abbruttiti di fronte al monitor a fare i filosofi in internet!

    ben vengano le attività nel tempo libero che fortificano la mente e il corpo!

    ….eee il consumismo che impone di far studiare musica ai figli!!!
    perchè poi secondo le menti eccelse le famiglie già non lo sanno come arrivare a fine mese.
    Esiste una regola :” finche ce n’è viva il re!”
    e per molti è così. Poi nei tempi di magra si riscopre “la famiglia” “una pacca sulla spalla” e altre stronzate da libro cuore..

    le attività culturali sono frutto del sistema consumistico che LORO (indefinito) ci hanno imposto!
    ma quante minchiate..
    ma se passi il tuo tempo su internet!!?!?!?!?

  • A_M_Z

    ..e hai perfettamente ragione!

    Anche se effettivamente nell’articolo non emerge molto del suo pensiero scientifico; emerge un’opinione che può essere condivisa oppure no.
    E’ anche vero che un paper pochi lo leggono mentre un’esternazione molti e poi molti commentano. Ognuno a loro modo.

  • stefanodandrea

    Le critiche rivolte nei confronti di Latouche mi sembrano ingiuste.
    Ognuno di noi può fare qualche cosa.
    Coloro che non devono utilizzare il telefonino per lavoro (io purtroppo devo) possono eliminarlo o farne un uso modesto (accenderlo un’ora al giorno, per esempio).
    I figli possiamo vestirli anche totalmente con i panni dei nostri nipoti, come facevano un tempo anche i ricchi.
    Quando eravate piccoli – e c’era già la corrente elettrica che scaldava l’acqua – quante volte facevate il bagno a settimana? Non è che forse la mamma vi faceva il bagno la domenica? Nemmeno i ricchi che avevano tempo e soldi si facevano la doccia tutti i giorni.
    Per quanti anni abbiamo passato (il giovedì, il venerdì) e il sabato a sfondarci fino alle sei del mattino? Quanto abbiamo speso? A pensarci adesso avremmo potuto dimezzarli, che so, tre anziché sei o sei anziché dodici? Eppure, per un abruzzese come me, salire la domenica mattina sul Viglio, il Velino, il Gran Sasso o la Maiella, con alzata alle 5,00 e raggiungere la vetta assieme ad amici, significa trascorrere giornate splendite e sublimi e non spendere praticamente nulla.
    Perché i nostri genitori trascorrevano la domenica in un luogo di campagna a fare la scampagnata, dove con lire corrispondenti a centocinquanta euro mangiavano trenta persone (quando ero piccolo non eravamo mai meno di trenta) e oggi tante famiglie escono sole o al massimo insieme ad un’altra famigllia di amici e spendono trenta euro a testa?
    Come mai i nostri compleanni costavano davvero poco (la torta fatta dalla nonna; i dolci fatti dalla mamma; c’era l’aranciata ma chi aveva sete beveva ancora l’acqua della fontana) mentre ogggi i bambini festeggiano in pizzeria ed è pieno di imprese che organizzano le feste dei bambini?
    Il televisore è meglio toglierlo per tante ragioni. Ma se uno decide di averlo, deve essere l’ultimo o il penultimo modello?
    E si potrebbe continuare all’infinito.
    Insomma, mi sembra che ciascuno sia libero o meno di fare l’asceta (e poi ci vuole anche la forza, oltre che la volontà) ma che tutti, se riflettiamo su noi stessi, troviamo tante “dipendenze”, da tecnica e da consumo, che possiamo evitare. Siccome si tratta di dipendenze, per quanto possano apparirci belle e desiderate, se ci impegnamo e riusciamo a liberarcene, non avvertiremo alcuna privazione: soltanto una senzazione di libertà!

  • Santos-Dumont

    Premesso che, visti i trascorsi storici intercorsi tra britannici e Brasile (e Portogallo…) interpreto sempre con legittimo sospetto e dietrologicamente le esternazioni provenienti dalla perfida Albione, direi che in quarant’anni le cose sono radicalmente cambiate rispetto al 1969. Nel senso che il trattamento riservato agli indios, nel peggiore dei casi è equivalente a quello riservato al resto della popolazione, nel migliore godono di un trattamento di tutto favore. Certamente gli espropri creano disagi, come nel caso del Mato Grosso, ma dubito fortemente che toglierebbero sic et simpliciter la riserva agli Enawene Nawe senza concedegli un altro territorio equivalente. Dopotutto non è per nulla, il governo del Mato Grosso vuole costruire undici piccole centrali idroeletriche che serviranno sia l’industria che la popolazione… O il Brasile è destinato a rimanere sempre e solo un esportatore di materie prime, senza poterle trasformare? Alla fine è questo che si teme e si contrasta, altro che belle parole sulla “compromissione della dinamica ecologica del mezzo acquatico e della realizzaione delle cerimonie rituali” ( Enawene-nawe [pib.socioambiental.org]). Francamente parlando, queste sono sparate da narcotizzati new-age. Sono secoli che sia britannici (ieri e l’altroieri) che statunitensi (ieri e oggi) ostacolano direttamente o indirettamente l”industrializzazione del Brasile: somma a un paese con queste risorse naturali una popolazione finalmente dotata del know how e della tecnologia opportuni, e ti trovi un bel competitore a rompere le scatole nel “giardino di casa”, altro che balle…

  • Eurasia

    Mi ha preceduta… anche se ad una prima lettura il mio pensiero è andato ad Ernst F. Schumacher, contemporaneo di Nicholas, autore di Small is Beautiful , A Study of Economics as if People uscito nel 1973… Piccolo è bello negli anni ’70 era diventato uno slogan… Schumacher scrisse “Siamo in rotta di collisione… si riuscirà a cambiare rotta soltanto se metteremo in discussione i fondamenti stessi di una cultura che vede il successo dell’uomo nel dominio violento dei fenomeni naturali anziché nel conseguimento di stabili equilibri.” Parafrasando Trotskj: puoi non essere interessato alla natura, ma alla natura interessi tu.

  • maristaurru

    Perchè latouche propone soluzioni economiche? Si preoccupa per caso di mercati in mano alla malavita, di banche ed armi e droga, di rafforzamento della politica rispetto al potere economico incontrollabilmente penetrabile da qualunque mafia, per sua stessa natura? Fermandosi alla lettura di questo brano, propone, dopo una vita piena e consumistica, di prendere esempio dalla sua vita di quasi pensionato ricco, ed è ovvio che queste piccole rinunce alla Al Gore, che mi sembra chiedesse di tirare meno possibie lo sciacquone ed idiozie del genere, sono rivolte alla massa, non alle elites, ovviamente. Alla massa questi neo malthusiani suggeriscono di non fare più figli , di consumare meno, e sono gli stessi che fino a poco fa ne hanno spinto i consumi, ma ora torna utile, ai grandi architetti delle masse, di tenerle buone e dormienti a guardare i fiori ed i vermetti, e soprattutto, demonizzando la tecnica ed il progresso arrivano a chiedere una moratoria al progresso scientifico: perchè? Perchè l’uomo dovrebbe fermare la ricerca scientifica, perchè si dovrebbe limitare l’influsso della politica? Perchè cercare di ritornare alla società delle mini- autarchie? Io ci vedo, come in tutte le architetture ideologiche, una gran bella fregatura e il tentativo abbastanza scoperto di dare un po’ di fiato ad una super classe di illuminatii, in difficoltà nell’attuare le criminali teorie di malthus. Il vestito è accattivante, ma i vestittini troppo belli a volte vanno rovesciate per cercare di vedere che cappero c’è sotto e se spunta il solito odore di malafede, e di doppiopesismo, meglio diffidare.

  • maristaurru

    Il fatto è che Latouch mescola condivisibili regole di buonsenso del tempo che fu e che si potrebbero ripristinare, quelle riguardo allo smaltimento di certi rifiuti, per esempio, con piccole mine anti-uomo comune. Una costruzione ideologica che apparentemente non considera la organizzazione politica… un sociologo, perchè questo è il caro GURU, che ci mostra solo una parte della realtà della società.. nasconde qualcosa. Uno che arriva ad ipotizzare un alt alla ricerca scientifica, uno che predica , per gli altri, un vago ritorno alla vita contadina, dopo che quando lui era giovane ed “espansionista” si è distrutta, almeno in italia , la vita contadina.. di che sta parlando? Sta salotteggiando per il colto o per l’inclita? Tradotto, sta cercando di fregare la gente comune, noi zotici secondo certi illuminati , che dovremmo a questo punto metterci buoni buoni, insieme ai popoli emergenti, a “passare la mano” per un po’? Perchè questo si cerca di fare, se non ve ne siete accorti: in molti sfruttano a sangue i popoli emergenti, li hanno massacrati, spolpati ed ingannati, ora grazie alla tecnica, anche quelli si svegliano, i padroni illuminati debbono correre ai riapri, ed arrivano i sociologhi, ricchi intellettuali che scodellano le “idee” alle quali cercare di conformare la “gente”, la spingono ora a chieder : meno lavoro, meno danaro, meno consumi ( in realtà solo a spostare i consumi, ma è lunga da raccontare) , meno progresso scientifico , infatti gente come latouche chiedono una bella moratoria per la ricerca,proprio ora che stanno progredendo le ricerche per alcune malattie a forte impatto sociale), ma questo minor lavoro, minor danaro, minori consumi, lo si chiede alla base, alla massa che chiede progresso , chiede di partecipare alla divisione della torta, ma è ovvioo che in meno partecipano, maggiore sarà la torta dei padroni illuminati, che si vedono circondatissimi e minacciati da una lotta di classe epocale, ed avendo loro stessi affossato la politica.. ricorrono ai sociologhi, come hanno fatto quando si sono studiati come infettare il mondo con i prodotti bancari… li hanno aiutati i sociologhi comportamentisti.. ora ci sono altri al servizio dei potenti, che cambia? Il vestitino, ma alzateli quei veli , tappandovi il naso che temo la puzza sia molta

  • Tonguessy

    Ma tu l’hai mai letto Latouche? Hai presente quel capolavoro di “Sopravvivere allo sviluppo”? Hai idea di che razza di puttanaio sia lo sviluppo e lo studio dei suoi limiti così come lo descrive World3 nell’imperdibile saggio di Donella Meadows? Come si fa poi a mettere sullo stesso piano Al Gore ed i suoi voracissimi consumi casalinghi con chi consuma poco e locale? Non ho parole….

  • Albertino

    ti ringrazio per le belle parole e per aver compreso il senso del mio intervento. è da un pò che ti leggo in rete e la stima è reciproca.

  • Matt-e-Tatty

    Io la penso esattamente come lei, in linea di massima quello che descrive viene applicato nella mia famiglia e veniva applicato dai miei genitori, senza arrivare a degli estremi.
    Non era una questione di necessità, era questione culturale, era inconcepibile per i miei genitori buttare denaro, và considerato che erano persone che avevano vissuto la povertà.
    Io sono cresciuto negli anni 80 e 90, ho assistito a un cambiamento in questo senso, tutt’ora vedo famiglie che non riescono a staccarsi dal sistema dello spreco, pur faticando ad arrivare alla fine del mese vedo gente che al posto di preparare da mangiare in casa và in rosticceria o al ristorante, pagano l’affitto ma si recano in paesi esotici per le vacanze… a volte facendo debiti.
    Temo che per molti miei coetanei il risveglio sarà tragico negli anni a venire.

  • Albertino

    tu hai ragione. fantastico l’ esempio del bagno settimanale, a casa mia si usava proprio così. e comunque il messaggio che io leggo forte è chiaro non è “fate tutti come me”, sarebbe assurdo proporlo, quanto piuttosto: ognuno di noi può fare qualcosa. ma anche su questa banalissima considerazione, c’è chi trova motivi per muovere critiche.

  • Ricky

    Capisco il discorso di chi vede in Latouche uno snob privilegiato ma nonostante tutto, merita rispetto. L’ho conosciuto ad una sua conferenza, mi ha dato l’impressione di una persona intelligente diventata ‘guru’ suo malgrado, che peró sta sfruttando la sua teoria della decrescita fino a svuotarla. Diciamo che si é adagiato su di essa, ecco.
    Da marxista, gli contesto che il nucleo del suo pensiero si basa sul rifiuto dei beni e dei mezzi di produzione che li producono, piuttosto che di una loro appropriazione su basi socialiste.
    Ma sono dettagli, la sua teoria fa comunque parte della lotta al capitalismo e solo questo dovrebbe contare ora.

  • duccio62

    tranquilli ragazzi, inutile agitarsi!!
    questo sistema si basa sulla disponibilità di energia.
    anche per costruire pannelli solari o eliche elettrogene serve energia.
    ma l’energia è limitata e di rinnovabile, in effetti, c’è solo l’illusione.
    è solo questione di tempo….come la batteria del mio computer è destinata ad esaurirsi anche la “pila” che alimenta il nostro sistema economico ha lo stesso destino.
    ma sono ottimista lo stesso…..
    perchè, volenti o nolenti, tutto si basa sullo stato evolutivo della nostra coscienza.
    benvenga una nuova tecnologia più efficente dal punto di vista energetico, ma non si potrà prescindere dall’evoluzione delle coscienze individuali.
    chi contesta questo signore, che dimostra di aver fatto una non piccola rivoluzione interiore, lo vedo vittima di uno stato di stress non indifferente.
    il mondo si evolve e si riadatta ai vari scenari con piccoli passi.
    e serge latouche ha fatto il suo.

  • Fabbietto

    Bell’articolo, soprattutto per il vivace dibattito che ha scatenato tra sostenitori e critici, con tutte le loro varie sfumature. La mia modesta opinione è che Latouche, essendosi distanziato dal modo di vivere della maggioranza, fa molta fatica a farsi comprendere, e a rendere condivisibile ed “appetibile” ad un vasto pubblico una filosofia di vita molto più vantaggiosa di quella attuale per tutta la specie umana. Anche un bambino si accorgerebbe che il suo modello è decisamente migliore, (anche perchè in grado di svincolare la felicità dagli oggetti, recuperandole la sua dimensione affettiva). Le difficoltà vengono fuori quando si tratta di parlare con i bambini viziati, con i bastian contrari, e con i finti guerrieri rivoluzionari, che utilizzano un linguaggio e un atteggiamento conflittuale e che esasperano rabbiosamente lo stato d’animo che impera nelle società moderne. Ecco allora che la proposta di un modello alternativo non crea curiosità ed innovazione, nè tantomeno capacità di adattamento ai rapidissimi mutamenti ambientali, ma sterile conflittualità.
    Non si tratta di elogiare miti o nuove religioni, l’esigenza secondo me è quella di ripensare termini quali sviluppo e progresso, talmente compromessi dalle speculazioni degli ultimi decenni da essere non solo riformati in quanto concetti, ma direttamente chiamati con un altro nome. In ultima analisi concordo con Latouche su molte cose, ma finchè il lavaggio del cervello operato dal sistema di pensiero dominante, poggiante sull’ideologia gerarchizzante che deriva dalle grandi religione monoteistiche e sul fallace mito del progresso tecnologico non sarà lavata via, sarà difficile che la gente riconosca di non essere padrona di nient’altro che non sia la propria capacità di adattarsi alle risorse che utilizza.

  • Matt-e-Tatty

    Più che altro chi scrive l’articolo porta il suo esempio di decrescita, quella che può sostenere lui, ovvio che tutto cambia a seconda delle situazioni… come può uno che per lavoro deve fare km fare a meno di un mezzo di trasporto a motore? Non può, ma può comunque utilizzare la sua auto fino a che non è davvero da buttare senza seguire la moda dell’ultimo modello.
    Per la medicina, se lei si riferisce ai rimedi della nonna per piccoli malanni, non sono ne costosi, ne impraticabili, se invece parla di altre medicine non passate dalla USL, si, sono costose e non sarei nemmeno ardito ada affidarmi a quei tipi di cure se per caso soffrissi di qualche malattia grave, forse perchè non conoscendo non ne ho piena fiducia.

  • maristaurru

    Latouche: la sua , chiamiamola filosofia affabulatoria, evoca, a mio modo di sentire , certo bolscevico pauperismo, che sappiamo ormai essere ampiamente risparmiato alle oligarchie politiche ed intellettuali.

    Riporto pochi brani del libro “La scommessa della decrescita “, che potre definire , in un momento di bontà e per rispetto a che è tanto e da tanti rispettatto: la descrizione di un sogno adolescenziale ed esaltante in cui il filosofo esprime la sua utopica ricetta, che per quanto irreale ed utopica gli permette comunque di arricchirsi alla grande con comparsate e libri, e in questo non ci vedo nulla di male, ma meraviglia che possa aver presa su menti che normalmente mostrano di esercitare la logica.

    La decrescita felice avverrebbe in questo modo.«Il cambiamento reale di prospettiva può essere realizzato attraverso il programma radicale, sistematico, ambizioso delle “otto R”: rivalutare, ridefinire, ristrutturare, rilocalizzare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare, riciclare».
    Bello, si ripropone poi di aumentare di «dieci volte» i costi di trasporto, col metodo principe di certo pensiero italico : tassare le macchine: «le aziende che seguono la logica capitalistica sarebbero ampiamente scoraggiate. In un primo tempo, un gran numero di attività non sarebbe più “redditizie” e il sistema resterebbe bloccato».

    Quindi il sociologo felice, fregandosene dei milioni di disoccupati che si creerebbero, imperterrito continua:

    «togliere sempre maggior quantità di terra all’agricoltura intensiva», che in teoria è cosa buona e giusta, ma come sempre il Nostro dimentica l’Uomo e se ne strafrega di altri milioni di occupati buttati sul lastrico; poi quella terra rubata pensa di «darla all’agricoltura contadina, biologica, rispettosa degli ecosistemi». Quindi : «ogni produzione che può essere realizzata su scala locale e al fine di soddisfare bisogni locali..realizzata localmente», in questo modo si risolverebbe il problema della disoccupazione ( per quelli che non son morti di fame nel frattempo)

    La matematica non è il suo forte, avremmo centinaia di milioni di disoccupati, ma lui se ne impipa perché è certo che presto tutti imparerebbero ad apprezzare il territorio, a non allontanarsi da casa, ma preferirebbero comperare usato senza dolersene ( potenza della miseria indotta graziosamente dall’alto)
    In questo paradiso, il simpatico vecchietto immagina che se anche «le vettovaglie sono molto meno numerose, ma ciascuno ne ha quante bastano e regnerà un clima di gioia inebriante suscitata da una condivisa frugalità».

  • ottavino

    Certo il tutto ha un sapore utopico, ma tu come usciresti da questo delirio chiamato civiltà? Facendo ancora debiti?

  • maristaurru

    Non credo che quello che sta succedendo possa definirsi civiltà, ma non è civiltà nemmeno riportare iindietro le masse per permettere alle oligarchie di continuarello scempio di civiltà. Quando si dice che c’è bisogno di un cambiamento culturale, di presa di coscienza, non si dice che 4 fessacchiotti si mettono a tavolino e si studiano la formula della felicità per sè stessi imponendola alla gente comune. Lo hanno fatto i bolscevichi, che almeno avevano buone scusanti, questi nuovi finti benefattori, non hanno scusanti.
    Forse certi sciologhi giocherelloni farebbero meglio a dedicarsi a scrivere dei bei libri di fantasciena, bene inteso purchè non facciano come H.G Wells di cui sembrano in un certo senso epigoni in tono minore. A me non piace esser presa per i fondelli, e non dovrebbe piacere a nessuno farsi offendere gratuitamente

  • ottavino

    Se di fessacchiotti si tratta, anche noi che commentiamo non siamo che dei fessacchiotti. Chiunque scrive, pensa, fa progetti sul nulla non è che un fessacchiotto. Comunque prenderemo quello che viene, indipendentemente dalle nostre elucubrazioni. In ogni caso non mi sembra che hai risposto alla domanda. Come uscire dall’inferno? Non ti faranno mica paura milioni di disoccupati o milioni di morti, vero?

  • maristaurru

    dall’inferno si esce lavorando tutti insieme, esercitando una arte faticosa: il buon senso.
    1) Abbiamo un apparato Statale elefantiaco, dovuto soprattutto al mala politica ed a limiti ideologici che hanno trionfato alla grande azzoppando questo Paese rispetto ai parenti europei. Dire che va limitato è facile, anche se molti manco questa verità elementare vogliono capire, poi però limitarlo non è facile, non si può e non si deve mettere la gente per strada. Un lavoro che non è certo roba da brunettta o calderoli, ci vogliono diverse professionalità sotto una guida di chi governa attenta e scevra da clientele e furbate

    2) Liberalizzare le piccole attività per incentivare i consumo interni, senza paletti ideologici ed idioti e con un controllo SANO ed ONESTO, togliendo dalle strutture chi si sa bene esser stato disonesto, nulla facenti, ideologizzatio r fannullone

    3) metter i sindacati a fare finalmente il lor mestiere, i sindacalisti ai quali il proprio lavoro va stretto: si accomodino, hanno le mani in pasta in mille aziende e società, facciano solo quello…

    insomma potrei continuare, ma alla fine le chiacchere si riducono a zero: che si faccia ognuno il propio lavoro smettendo di fare lo sgambetto gli uni agli altri per ottenere il superfluo per la via più breve. Anche la malavita in questo modo troverebbe meno varchi e minore strada in discesa, compresa la malavita bancaria, sulla quale anni fa in molti avevano avvertito, inascoltati se non sbeffeggiati.

    Non capisco perchè si debbano fare milioni di disoccupati o di morti, qualcuno ci guadagnerebbe moltissimo da una guerra, e lo sappiamo che siamo sempre nel pericolo che chi muove i capitali usi la guerra per rimediare ad errori ed idiozie loro proprie.

    Ma se è vero che si deve tenere l’occhio al passato, è anche vero che si deve stare con i piedi ben piantati nel presente, ed il presente è stato minato con mine antiuomo dai sociologhi asserviti alle banche d’affari.

    Quando questa gente, ricca e privilegiata che per come è la natura dell’uomo, bada in primis al proprio IO, ti viene a scrivere idiozie da adolescente sulla bellezza della convivialità ( farsi una pizzata con gli amici, in sostanza), della rinuncia, e fa una accozzaglia di idee accattivanti, piuttosto che dirti che se il piatto piange, lo si è sempre riempito col sudore della fronte, io sospetto

    1) Il piatto non piange per niente
    2) Si vuole eliminare più gente possibile dalla redistribuzione dei beni prodotti

    infatti , col beneplacito dei sindacati hanno sconvolto il mondo del lavoro, chiamando operazioni criminali: liberalizzazione. Risultato, lo vediamo. E destra e sinistra coondividono la criminale scelta. La sinistra ha cominciato, la destra ha fatto la figura di accodarsi, ma in ogni caso ci sta eccome. E ora arrivano nei blog e ovunque nella società, immagino surrettiziamente anche nella tv che non guardo, sono debole di stomaco, gli inviti a non consumare.. imbecilli!! una cosa è il consumo interno che fa girare il danaro, una cosa è il laidume degli ultimi anni, dal 1992 in poi, una follia criminigena e criminale, della quale si dovrebbe render conto seriamente agli Italiani, con apposite commissioni, a cominciare da una bella COMMISSIONE PECORA o simile, collegandola ad una commissione politica che riveda il fenomeno anomalo di mani pulite, ne denunci le eventuali distorsioni, se non gli interessi nascosti, se proprio si vuole insistere con il Segreto di Stato. Sarà traumatico? Non credo , gli italiani seguono poco , dimenticano presto e sarnno presi finalmente dal lovoro TUTTI e non solo pochi e sempre quelli.

  • ottavino

    Ma non vedi che stai parlando di una catastrofe? Quello che abbiamo è già una catastrofe, è un qualcosa di inguardabile e di incontrollabile, dunque non c’è da fare altro che aspettare che raggiunga l’apice ed espoda. E niente ambulanze per morti e feriti. Dopo, chi sopravviverà, si sentirà sollevato…..

  • eumeo

    Bell’articolo, ma ricordate al nonno che quando la società sarà decresciuta a dovere non ci saranno più i soldi per pagare la sua pensione felice e il suo filosofeggiare. Quando crollerà tutto il sistema parlare di decrescita felice sarà come preoccuparsi della pettinatura mentre si rulla dentro una centrifuga.

  • Tonguessy

    Hai forse paura per la TUA pensione? E dove hai preso i numeri che suggeriscono che una decrescita significhi miseria per i più deboli? Questo, mio caro, è l’assioma fondante del capitalismo, non della decrescita.

  • maristaurru

    Non ho davvero parole, forse mi stai prendendo in giro?

  • eumeo

    Applauso.

  • eumeo

    La mia pensione non esiste, quella di Latouche sì. Non ho scritto di miseria per i più deboli. Occhio, ti stai confrontando con entità che esistono solo nella tua mente.

  • ottavino

    Per niente. Se siamo stati in grado di rovinarci fino a questo punto, ciò significa che non abbiamo cervello. E se non abbiamo cervello, vuol dire che questo è un manicomio. Ora, come puoi pretendere di andare in un manicomio e far rinsavire i pazzi? E’ impossibile. Per questo io personalmente mi sono rassegnato. La “decrescita felice” è solo un tentativo di elaborare una strategia pre-disastro, della serie anticipiamo quello che accadrà comunque. Sarebbe molto saggio. Purtroppo con la mentalità vigente ciò è improponibile.

  • maristaurru

    Capisco, ognuno reagisce come sente. Io la mia decrescita personale la ho dovuta fare e la ho fatta senza drammi, mi adatto, ma non sono gioovana, avrei preferito una vecchiaia più tranquilla, ma che ciò non accada, ma gari perchè non sei all’altezza.. della bassezza di tanti con cui ti sei dovuto rapportare.. ci arrivo a capirlo, ma sospettare che la miseria di tanti è stata programmata per la gloria di 4 laidi qualunque, non la mando giù. Vedere che dei professori di Universiytà fanno autentici patti col diavolo ai danni dei propri connazionali per arricchirsi oltre il necessario, oltre che ingiusto e vomitevole, ma fa rimpiangere di non avere quella giovinezza, forza e materia prima per raccogliere, da brava rappresentante della classe di mezzo che si sono premurati, memori della Storia, di mettere KO, dicevo per raccogliere quanti basta per metter paura a questi personaggi ove fosse comprovata la loro oscena macchinazione. a calci dove dico io e poi ai lavori forzati a vita a coniciare da quelli posti nel Bel Paese, invece vedo gente rassegnata e pronta ad accettare il sacrificio, sono stati bravi, e gli aiutanti in campo si son saputi guadagnare la mercede

  • ottavino

    Fa piacere sentire che sei dotata di tutta questa buona volontà. Ti lascio con un ultimo post, in modo che forse riesco a chiarire quello che vorrei dire. Negli ultimi, mettiamo, 60 anni, la popolazione è stata bombardata da un’idea di crescita, sviluppo, progresso. Questo bombardamento è stato fortissimo, a tal punto che ora a tutti sembra ovvio che non ci debba essere altro che crescita, sviluppo, miglioramento degli standard di vita. Ebbene sarebbe ora che venisse svelato l’imbroglio. Siamo stati imbrogliati. Chi o cosa ha fatto queste promesse mentiva. Perciò quello che ci aspetta è tornare alla realtà, per quanto dura possa essere. Che ci siano delle persone che durante la fase dello sviluppo/illusione, si siano messe in tasca dei tesori è vero, che ci sia chi ha sfruttato di più degli altri la situazione, anche, ma a che serve lamentarsi?. Auguri.

  • maristaurru

    Lamentarsi ache serve, mi fai una di quelle domande con risposta scontata, ecco vedi a mio modo di vedere, queste domande invece hanno una funzione ben precisa : fare in modo di accompagnare ed esaltare il senso di rinuncia della gente, fomentare una avvelenata rassegnazione, la migliore alleata dei delinquenti che invece , sulla testa nostra, hanno loro si, completamente buttato al cesso la Costitutzione: “la sovranità apparteveva al popolo”, un popolo rinunciatario, passivo, senza un progetto per il futuro, disposto ad abbandonarsi nelle mani adunche di finanzieri da strapazzo e probabilmente di 12 o 13 famiglie di ricchi, potenti ed ottusi, è un popolo SERVO , che si vuole tenere addormentato e senza coscienza di quello che succede e soprattutto che succederà. Chi sa quanti sono gli Italiani come te, temo molti, e questo spiega e spiegherà molte cose. Auguri a te, che il tuo modo di essere ti ripaghi con la giusta moneta