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INGENUAMENTE AUTENTICA, SI SNOCCIOLA LA NUOVA REALTA’ DELLA VITA POST-MAYA

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
Libero pensiero

Come va la vita nel post-Maya?

Forse è ancora un po’ presto per rendersene conto, dopotutto è iniziata soltanto cinque giorni fa.

Ma in giro per il mondo già si manifestano i primi validi esempi.
Proprio per evitare qualsivoglia rischio, i nostro baldi oligarchi hanno provveduto a creare l’ennesima illusione da circo per ipnotizzare l’intera nazione –tra l’altro riuscendoci alla perfezione – e quindi garantirsi del fatto che in Italia non ci sarebbe stato alcun rischio né di notizie né di contagio psicologico né, meno che meno, l’insorgere di un meccanismo collettivo di emulazione. E così la vita prosegue nel pre-Maya. A questo serve la cupola mediatica. E ci aggiungerei, (per quanto riguarda l’Italia) a questo servono i siti cosiddetti indipendenti, molti quotidiani on-line, facebook, vari bloggers, che ormai sono diventati (più o meno inconsapevolmente) la copia conforme del mainstream, naturalmente presentato come alternativa.

Nella foto: Brunello CucinelliCiò che conta è che si parli di Monti, se si presenta, se non si presenta, perché si è presentato, perché non si è presentato; con l’aggiunta di opinioni a fiumi su chi lo appoggia, chi lo contrasta, chi lo vuole, chi non lo vuole, che cosa farà, che cosa dirà, come e quando e perchè, ecc

Il fascino della vita post-Maya, invece, consiste nell’essere completamente fuori da questo meccanismo, osservandolo a una certa distanza, con lo stesso gusto iconico con il quale si guarda alla tivvù una pimpante commedia in bianco e nero di Fritz Lang del 1936. Cercano di arginare la valanga e fanno ciò che possono, poveretti, bisogna anche capirli. Si sa che è solo una questione di tempo, poco a poco, l’onda si estenderà e dilagherà.
Così come è sempre avvenuto nella storia dell’umanità.
I grandi cambiamenti, infatti, gli stravolgimenti epocali, la fondazione di nuove civiltà, non è avvenuta in un colpo secco, né tantomeno i protagonisti e i partecipanti si rendevano conto di ciò che stavano facendo: loro semplicemente erano. Gli storici e i posteri hanno attribuito  valenze specifiche per riuscire a collocare nel tempo e nello spazio i “grandiosi salti epocali di coscienza collettiva” e quindi poterne parlare e descrivere lo sviluppo per comprenderne il Senso e l’Origine. Non è che 3200 anni fa, quando, in seguito a una spaventosa e inattesa gelata che aveva prodotto un perfido inverno, dei pastori scandinavi scelsero di emigrare verso sud e, attraverso perigli e contrattempi, finalmente arrivarono in una dolce, solitaria, accogliente terra ricca di ogni dono naturale, non è che una volta arrivati si presentarono ai rari pastori locali dicendo loro “salve, eccoci qui, noi siamo gli antichi greci, siamo venuti da lontano per tirar su una civiltà fantastica”. Arrivarono lì, si stanziarono al calduccio e la felicità della “sorprendente novità esistenziale” fu talmente grandiosa, così stimolante, così diversa e armonica, da gettare i semi di una nuova comunità alla quale noi abbiamo dato uno specifico nome identificandola nel tempo, nello spazio, nella Storia.

Diciamo che la vita nel post-Maya, iniziata il 21 dicembre 2012 (tanto per capirsi) è simile alla scelta di quei coraggiosi scandinavi di un tempo che –a differenza di chi scelse di non emigrare e rimase travolto dalla gelata- si assunsero la responsabilità di una scelta estrema che fu, allora, uno spaventoso salto nel vuoto, una vera e propria follia, motivata e prodotta da quel meraviglioso meccanismo bio-psichico della specie umana che unisce l’istinto di sopravvivenza alla propria eterna aspirazione ad una evoluzione collettiva. .

Se noi lo immaginiamo con i nostri occhi di oggi, ci appare come una avventura incredibile. Senza antibiotici, senza cibo, senza soldi, senza nulla, un gruppo di persone cammina per circa 2500 chilometri alla ricerca di un posto dove valga la pena di vivere una vita decente, in tranquillità, affrontando ostacoli davvero insormontabili.

L’Europa è nata così.

E in quel loro linguaggio nuovo nato dalla sintesi e dalla commistione di un antico dialetto scandinavo e della lingua fenicia, scelsero di definire quell’immenso territorio che andava dalla terra dei loro avi (la penisola scandinava) fino al ritrovato Eden (la fertile pianura della Grecia meridionale) passando attraverso tutti i territori che avevano attraversato, con il termine “Europa” che, nella loro lingua arcaica, voleva dire “ampie vedute, orizzonte largo, visione totale, vasto raggio, comunità costruita sul bene comune”.

L’Europa è nata così. Questo è il Senso etimologico del nostro continente. Da lì noi veniamo.

Ed è l’Europa che vogliono e alla quale aspirano i cittadini entrati nel post-Maya.

Splendidi esempi ci hanno annunciato un Natale “diverso”, nel mondo globalizzato occidentale, le manifestazioni dei primi vagiti della nuova era, nata dall’abbattimento e dal superamento di quella precedente, i cui echi si protrarranno ancora a lungo, ma molto molto di meno di quanto non si voglia far pensare.

E’ accaduto in diversi posti: in Grecia, in Portogallo, in Irlanda, in Gran Bretagna, in Argentina, in Brasile, negli Usa.

In Grecia, dove dei giovani disoccupati sono riusciti –a costo zero- a mettere su un circuito che si è collegato con agenzie di ricchi collezionisti d’arte antica e hanno organizzato delle piccole aste locali in cui i gestori della Chiesa greca ortodossa hanno deciso e scelto di mettere in vendita, al miglior offerente, delle antiche reliquie provenienti dal loro patrimonio. Il danaro ricavato è stato distribuito presso le persone più anziane e disagiate che, in conseguenza del rigore applicato dalla BCE, non hanno più accesso alla sanità pubblica. Hanno salvato delle vite.

In Portogallo, ad Oporto, le 152 aziende che hanno ottenuto in borsa nell’arco del 2012 un grande profitto, grazie soprattutto ai soldi avuti dalla BCE per le banche locali, hanno destinato –tutte insieme- la cifra di 20 milioni di euro per distribuire pesce fresco alla parte più indigente della popolazione, nel nome dell’amor cristiano.

In Irlanda, proprio alla vigilia di Natale (la decisione è arrivata il 23 dicembre) il parlamento ha risolto un nodo considerato “irrisolvibile” da tutti, provocato dalla scelta politica del più importante partito d’opposizione, il Sinn Feinn, organizzazione politica che fino a venti anni fa sosteneva il terrorismo dell’Irish Republican Army e che seguita a essere fortemente radicato nel territorio. Questo partito ha organizzato lo “sciopero dell’Imu”. I cittadini irlandesi, infatti, dopo aver votato la loro legge di stabilità imposta dalla BCE si sono rifiutati di pagare l’Imu in massa. Con la caratteristica e coraggiosa sfrontatezza della loro etnia hanno scelto pubblicamente di non pagare “perché lo consideriamo un sacrificio insostenibile e inaccettabile”, appoggiati dalla chiesa cattolica irlandese. I commissari della troika si erano precipitati a Dublino con la bava alla bocca alla fine di ottobre ma a braccio di ferro hanno vinto gli irlandesi. La Bce ha ceduto. La Banca centrale europea si è fatta carico del mancato pagamento attraverso un’elucubrata manovra finanziaria contabile per cui parte dei soldi regalati a pioggia alle banche irlandesi sono state conteggiate come “anticipo di pagamento tassa Imu” da parte di soggetti più disagiati, i quali avranno la possibilità legale di pagare la tassa in dodici rate mensili senza alcun interesse aggiunto e, nel caso risultino disoccupati o sfrattati o disagiati, saranno le banche a pagare a loro nome con l’accordo che i soldi verranno restituiti alle banche nella percentuale del “quinto di stipendio” di detrazione ma soltanto quando e se avranno trovato un lavoro.

In Gran Bretagna sono avvenute scene che la cronografia storica locale mediatica ha scelto di attribuire alla vanità del delirio narcisista. Nella contea del Devonshire, un Lord, di sua totale iniziativa, ha dato incarico al suo contabile di mettere a disposizione la cifra di 1 milione di sterline del suo patrimonio personale da suddividere in banconote da 100 sterline a favore di 10.000 persone iscritte alla lista di collocamento nella sua contea. L’evento, pubblicizzato alla fine di novembre, ha colpito nel vivo l’orgoglio di una sua  cugina di secondo grado, una specie di svampita che ha una trasmissione televisiva di culinaria & gossip, la quale per non essere da meno ha fatto la stessa cosa per due milioni di sterline. Del fatto se n’era parlato in Gran Bretagna contagiando la fantasia e l’immaginazione di due noti personaggi dello sport miliardario, Sir Alex Ferguson e il nostro emigrante di lusso Roberto Mancini, rispettivamente allenatori del Manchester United e del Manchester City, i quali hanno convinto i loro rispettivi miliardari datori di lavoro a mettere a disposizione come regalo un completo sportivo, maglietta, calzoncini, calzettoni e scarpette, per un controvalore di 10 milioni di sterline, da regalare a 10.000 bambini di età tra i 6 e i 16 anni figli di famiglie disagiate nella città di Manchester che vive di calcio. Hanno anche trovato gli sponsor. E’ stato uno splendido Natale per tanti bimbi poveri inglesi.
Perché la Juventus, il Milan, l’Inter, la Roma, la Lazio, il Napoli e la Fiorentina (le magnifiche sette del nostro calcio) non hanno fatto la stessa cosa?

In Sudamerica, diversi esempi di “esistenza post-Maya”.
La nostra cupola mediatica (al 100% pre-Maya) e diversi siti e bloggers nostrani hanno abbondantemente raccontato come in Argentina si siano verificati gli assalti ai supermercati da parte di gente affamata, esattamente come nel 2001, poco prima che il paese  andasse in default. La notizia è vera e falsa allo stesso tempo.
E’ vero che c’è stato l’attacco ai supermercati. Ma non si tratta di gente affamata. Quando uno ha fame e attacca un supermercato, si getta sulla carne, la frutta, il formaggio. Quando non c’è da mangiare, quello è oro. Come era accaduto nel 2001.
In questa circostanza, invece, nella totalità dei casi, le persone hanno attraversato la zona cibo riversandosi nella sezione elettronica e arraffando tablets, cellulari e televisori al plasma giganti. Ci sono stati centinaia di feriti e addirittura due morti in seguito all’intervento delle forze dell’ordine. Circa 300 arresti. In 42 casi c’è stata la confessione da parte degli arrestati, i quali hanno raccontato di essere stati abbondantemente pagati per provocare una simile situazione. L’evento, quindi, si è trasferito e si è inserito all’interno della furibonda lotta politica argentina tra chi appoggia le manovre politiche keynesiane della Kirchner e chi, invece, sostiene le decisioni del fondo monetario internazionale che vuole imporre rigore ed austerità imponendo all’Argentina tagli alla istruzione pubblica e alla sanità. Il dibattito natalizio, quindi, si è spostato (come voleva Christine Lagarde) su questi episodi definiti in Europa “un chiaro segnale del fatto che il governo ha perso il controllo sociale della nazione”. Poca attenzione, o nulla,  è stata riservata invece alla iniziativa (che venne lanciata già nel 2009) da parte di un gruppo di ricche donne autonome cattoliche, le quali hanno caricato i loro suv di quintali di farina, frutta, carne, verdura e sono andate nei quartieri più poveri e nei paesi più degradati, dove hanno allestito delle gigantesche cucine da campo cucinando per tutta la giornata centinaia di migliaia di pasti messi a disposizione per i ceti più disagiati, al grido di “il Salvatore vuole che almeno oggi tutti mangino alla grande”. Grazie al fatto che lì è estate, c’è stata una gigantesca proliferazione di “natali in piazza” che si è esteso anche in Cile, Uruguay e Brasile per trascorrere la festa natalizia insieme agli altri. Per lo più, i cattolici sudamericani più danarosi hanno scelto quest’anno di celebrare il natale mangiando e ballando per le strade insieme a quelli meno fortunati.
Perché in Italia a nessuno è venuto in mente di organizzare una cosa del genere, dato che nella nostra repubblica (pre-Maya) i dati statistici ci hanno segnalato che ben 8 milioni di persone, pari all’11,7% della popolazione (la più alta d’Europa) a Natale non avevano nulla da mangiare, mentre su facebook la ricorrente lamentela di ieri e oggi ruotava intorno al  problema dei chili di troppo dovuti all’eccesiva quantità di cibo ingurgitato?

In California, ovverossia a 20 mila chilometri più a nord, si è verificata la stessa esperienza lanciata l’anno scorso, ma in maniera molto più vasta e massiva. La società Mattel (proprietaria e produttrice delle bambole Barbie) ha comunicato di aver ricevuto da anonimi residenti locali la cifra di 500 mila dollari per impacchettare e regalare Barbie alle bambine figlie di persone iscritte alla lista dei disoccupati. La stessa cosa è avvenuta per la Lego che produce scatole di montaggio per bambini. Non solo. C’è stato il versamento da parte di anonimi, gestiti dal PTA californiano (associazione che raduna genitori e maestri delle elementari) per dare un solido contributo a 55 piccole case editrici indipendenti, che producono materiale cartaceo, a rischio di chiusura, per stampare decine di migliaia di copie di libri per l’infanzia. Una bella notizia per noi italiani consiste nel fatto che bestseller risulta l’edizione bilingue (spagnolo e inglese) di Pinocchio.

Tutto ciò ( e chissà quanto altro ancora che il sottoscritto ignora e di cui non ci riferiscono) appartiene alla creatività della nuova era post-Maya. Sono piccole iniziative sparpagliate, prive di riconosciuta valenza politica, totalmente avulse da qualunque forma di gestione partitica, frutto di idee, progetti individuali, scelte esistenziali, sicuramente non sufficienti ma necessari per l’avvio e l’alimento di una rivoluzione esistenziale e culturale.
Le idee, i progetti, le innovazioni, le soluzioni, sono la caratteristica della vita post-Maya.

Nella vita pre-Maya, invece, bisogna seguire le vicende di una ristretta, sempre più ristretta pattuglia di persone che vuol fare tutto ciò che è possibile per impedire di smuovere anche di un millimetro l’attuale status quo, in modo tale da seguitare a garantirsi il perpetrare della logica delle dinastie aristocratiche, mascherata da democrazia rappresentativa.

E’ una maschera, per l’appunto.

La coppia post-Maya, che mentre cena guarda la televisione, ascolta i soliti protagonisti del teatro della politica e, nel momento cruciale del discorso lei esclama, rivolgendosi al suo compagno: “secondo me ha messo la cravatta sbagliata”. Il compagno è in disaccordo, trova che, invece, ben si intona con quel completo di lana pettinata. Tutto qui.

La coppia post-Maya sa che sta guardando un teatro delle mummie pietrificate e quindi –come a teatro- commenta la scenografia, la scelta dei colori, la modalità delle forme, perché il resto è irrilevante, essendo il tutto privo di qualsivoglia sostanza che abbia nulla a che fare con le reali esigenze della popolazione. Dimostrare che Monti ha governato bene, oppure ha fatto male, che si candiderà oppure non si candiderà e perché e come, appartiene a un mondo di illusioni che è già passato,  a un mondo in via di estinzione e che vogliono convincerci che ancora esiste.
Mentre la Storia ha già voltato pagina e prosegue la sua marcia evolutiva verso un diverso approccio esistenziale, in Italia cercheranno di spingerci verso un passato già sepolto.

Mentre in gran parte dell’occidente si muovono nella consapevolezza che dalla malattia sociale collettiva ci si riprenderà soltanto collettivamente e da più parti si vedono, si notano, si certificano, i primi vagiti di una coscienza allargata armonica, da noi annunciano l’imminente lancio del teatro delle mummie.

Basterebbe pensare al silenzio mediatico relativo a una iniziativa post-Maya di un cittadino italiano che merita il rispetto civile dell’intera collettività e che qui, oggi, ricordo, perché il suo atto appartiene a quel senso di pacifica armonia che è caratteristica individuale e caratteriale di chi ha incorporato il concetto di Buona Volontà.

E’ accaduto il 30 novembre scorso e per un giorno se ne è parlato. Poi si è steso un velo  sulla vicenda, temendo che potesse spingere  a porsi delle domande.

E’ avvenuto in Umbria, dove un imprenditore ha avuto dal suo contabile la bella notizia che, grazie ad accorti investimenti, nel preparare il bilancio di fine anno, ne veniva fuori che, al netto delle tasse pagate, la sua azienda aveva conquistato una posizione più avanzata nei mercati mondiali, riuscendo a saldare tutti i debiti, realizzando un imprevista plusvalenza di profitto di ben 6 milioni di euro rispetto alle previsioni di bilancio. L’imprenditore, prendendo atto della buona notizia, invece di portare i suoi soldi in Svizzera inguattandoli in qualche fondo, ha dato disposizione al suo direttore generale di scrivere una lettera a tutto il personale della sua azienda annunciando loro che, oltre alla consueta tredicesima, i suoi 783 dipendenti, in data 10 dicembre, avrebbero trovato in busta paga l’aggiunta suppletiva di 6.385 euro a testa …“ dato che grazie a voi tutti la nostra azienda, nei soli primi 9 mesi del 2012, ha raggiunto un fatturato di 225 milioni di euro posizionandosi come leader del made in Italy nel segmento specifico di mercato”.
Questo imprenditore, Brunello Cucinelli, ideatore, fondatore e proprietario dell’omonima azienda di abbigliamento in cachemire puro, nella regione Umbria, ha deciso e scelto di suddividere il profitto in più con tutti i suoi dipendenti, compreso l’usciere, determinando –con il suo gesto- un immediato aumento di consumo e piccolo investimento individuale che è andato a toccare tutto il comparto dell’indotto coinvolgendo decine di migliaia di umbri.
Il giorno dopo quest’atto, inseguito e asserragliato dai media, ha diramato un comunicato stampa dove dichiarava che non voleva parlare con , non intendeva in nessun caso fare pubblicità al suo gesto e considerava il suo gesto un “fatto normale e ovvio per ogni imprenditore consapevole che il capitale sociale e umano è la base portante di ogni successo d’azienda”.  Cucinelli, qualche anno fa, ha cominciato a dedicarsi allo studio applicato della filosofia antica, meritandosi la Laurea Honoris Causa in Filosofia ed Etica delle relazioni umane, che gli è stata consegnata lo scorso anno dall’Università di Perugia.

E’ stata data una notizia secca, a denti stretti, e la cosa è finita lì.
Perché non lo hanno fatto anche gli altri?

Perché il Monte dei Paschi di Siena che negli ultimi 22 giorni ha avuto un rialzo in borsa del 32% grazie all’immeritato incasso di 3,9 miliardi di euro da parte dello stato, non ha fatto lo stesso? Perché è andato di corsa a immetterli in bilancio in attività speculative invece di provvedere a destinarne il 7%, pari a 280 milioni di euro, per venire incontro alle 22.560 piccole imprese toscane che avevano chiesto un credito per sopravvivere? In virtù della “non scelta” 10 mila di queste imprese sono fallite; alle altre toccherà entro il 31 marzo.  Potevano fare come Cucinelli. Altri imprenditori avrebbero potuto fare come Brunello Cucinelli. Non lo hanno fatto perché sono “anormali”.

Sono morti che appartengono a un mondo che non esiste più.

Lo sanno e sono disperati per questo.

Il post-Maya bussa alle porte della Storia.

Basta saperlo. Basta riconoscerlo e lasciare che si snoccioli naturalmente.

E osservare questi attori farseschi prendendoli per ciò che sono: curatori di un fallimento storico esistenziale alla loro ultima rappresentazione.

Basta capire e comprendere dentro di noi che le loro cifre, i loro proclami, i loro giochi e giochetti elettorali, non hanno alcun riferimento con la realtà delle nostre esistenze.
E il rituale di  una società che non esiste più.

E come Brunello Cucinelli ci ha dimostrato, c’è sempre un’alternativa.

Perché anche la famiglia Riva, proprietaria dell’Ilva, non ci dimostra che c’è un’alternativa?

Questa è la vita post-Maya

.
Rimettiamo a posto gli orologi.

Auguro a tutti uno splendido capodanno.

Sergio Di Cori Modigliani
Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it
Linl: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/12/ingenuamente-autentica-si-snocciola-la.html
27.12.2012

Pubblicato da Davide

  • kenoby

    articolo stupendo e stupefacente, finalmente ho trovato qualcuno che capisce cosa accade veramente

  • ottavino

    Magari mi sbaglio, ma per me questo è fuori come un balcone.

  • albsorio

    Riguardo al grande computo dei Maya sembra sia finito ben piú di 5 giorni fa, comunque speriamo in un risveglio delle coscenze, capire che “gli altri siamo noi” non è semplice ma è cosí. Certo che “ricchi” e “grandi aziende” hanno molto di piú da dare che qualche regalo di Natale, resta un bel gesto che non credo si concretizzera in un cambiamento reale, per tutti quelli, me compreso che avrebbero voluto fare un bel gesto ma… un detto: la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni, per fortuna siamo tutti sulla strada per Emmaus e il Signore ci cammina accanto.

  • albsorio
  • maristaurru

    Quando il somaro era stanco… per farlo procedere gli si dava un pezzetto di carota e .. una davanti appesa come promessa.

    Non è sistema, operazioni legate alla estemporanea decisione di un soggetto. Servono io credo , solo pe fare accettare al popolo bue un liberismo selvaggio, che lo dovrà diventare di più… la carota serve per spegnere la opposizione. Senza garanzie, senza un patto sociale, senza una forza dal basso…. ci stanno solo turlupinando. Articolo secondo me deviante, ingenuo? Ingannatore? Inutile per noi ed utile per i pupari, di certo.

  • Mondart

    Altre volte invece i “cambiamenti” necessitano di una piccola spintarella, vero Modigliani ?? … non per niente è dal Medioevo ( almeno ) che in Europa state spingendo.

    E ora siete pronti a godervi tutto lo splendore e bellezza di un’ estesa e conclamata Fabian Society: “Beati i Ricchi”, perchè di essi è il regno dei cieli, ma soprattutto quello terreno. Appunto … come da programma, fin da allora.

    E se fin qui mi ero riservato la prognosi sull’ esito storico-escatologico di questa vostra rivoluzione mercantil-borghese, chissà perchè in questi primi giorni del dopo-Maya la mia sensazione di bruciore perianale non fa che aumentare. Sarà che sono nato dalla parte sbagliata … e il compasso me lo posso tranquillamente infilare. Parbleu.

  • maristaurru

    il compasso, se poco poco lo guardi, anche da lontano.. lo eviti! Ma se ti hanno bendato.. gli corri incontro immagino.

  • Mondart

    Fosse solo lui …

  • Hamelin

    Esempi talmente disparati che non riesco a capire cosa c’entrino l’uno con l’altro.
    Io non mi esalterei tanto per l’elemosina dei ricchi annoiati che donano qualcosa ai bisognosi dai quali prendono tutto…
    Il vero significato di “dono” è dare qualcosa che ci è necessario , ovvero rinunciare a qualcosa affinchè questa possa essere utile a qualcun altro .
    Nella riprogrammazione neolingusitica effettuata anche tramite articoli simili , invece si confonde il dono con l’elemosina.
    Della serie io buon lobbista prendo 100 da voi plebei dell’ultimo gradino sociale e poi perchè sono buono vi restituisco 1 come regalo di natale…
    Che atti buoni che compiono questi filantropi dell’umanità…

    NOTA : Sul Monte Paschi bisognerebbe dire che sono anni che elargisce Bonus milionari ai suoi dirigenti .
    Il paragone con Cucinelli non è fattibile .

  • rebel69

    I tempi sono maturi perché l’umanità non cammini più in avanti ma cammini verso l’alto.

  • Mondart

    Infatti … la differenza tra i concetti di “Socialismo” e “Socialismo Fabiano” è la stessa che passa tra quelli di “esistenza dignitosa” e “carità pelosa”.

  • Highlangher

    Il colto gatekeeper di nome Modigliani colpisce ancora. Con questo buonismo da libro cuore ti fa quasi dimenticare che queste sono eccezioni, elemosine del potere ai poveri sempre più poveri. Se volesse rimettere a posto gli orologi, consiglio al saccente scrittore di portarlo intorno al 1948″ poco prima della creazione di quell’obbrobrio di stato invasore che si dedica agli insediamenti a colpi di bombe e missili. Che pretende di discendere dal popolo eletto da non si sa bene chi, per seminare guerra e morte nel bel mezzo dei popoli arabi che vi abitano da millenni. E la cui classe dirigente si ritrova dietro ogni banca, ogni multinazionale, ogni gruppo di potere che esista sulla terra. Proprio quelli che la miseria la spargono appunto a bombe e missili. Poi credono che con una verniciata di buonismo la gente dimentichi e stia li ad aspettare la loro elemosina. Estas equivocado, cabron! Quando il potere tornerà in mano al popolo, allora l’orologio della storia potrà dirsi rimesso a posto, forse. Prima no, prima per niente. Guerra di classe era e guerra rimane.

  • Highlangher

    Touche’! Carità pelosa,ma di pelo di cachemire, vuoi mettere la differenza? Ottima anche quella del compasso, in altro commento. Ma sempre meglio stare dalla parte della dignità, che da quella della facile convenienza. Auguri per tutto.

  • kenoby

    precisamente caro compagno nel risveglio. Namastè

  • vimana2

    Che articolo palloso!

  • Mondart

    “Il fascino della vita post-Maya, invece, consiste nell’essere completamente fuori da questo meccanismo, osservandolo a una certa distanza, con lo stesso gusto iconico con il quale si guarda alla tivvù una pimpante commedia in bianco e nero di Fritz Lang del 1936.” … DETTO, E FATTO … non sono stupendi questi architetti ?

  • Tao

    Un lettore ci segnala che nell’articolo “…si parla di un Lord in Devonshire che elargisce banconote da 100 sterline… purtroppo non esistono banconote da 100 sterline in Inghilterra; la banconota col valore più alto è quella da 50 Sterline. Mi pare che sia il caso di correggere (e far correggere sul suo sito a Modigliani) questo mastodontico errore per non sminuire un articolo altrimenti molto interessante.”

  • rebel69

    Non conosco il modo appropriato per rispondere al tuo saluto ma grazie

  • Mondart

    Più che un “gatekeeper” io lo chiamerei un attuatore e divulgatore, un “istruttore” anche … anche questo pezzo è rivolto principalmente all’ èlite borghese, la sta “istruendo” sul comportamento da lei desiderato nel futuro prossimo. Può starci che anche questo sia un “passaggio”, difficile dire.

    Comunque, nel caso si decidano a mettere veramente a posto “le lancette della Storia”, esse vanno riportate molto più indietro di quel che indichi tu … ossia a quando la Storia Occidentale ha cominciato a muoversi in questo strano modo circolare ( Mincuo, ti aspetto !! ) … -:)

  • Ercole

    senza garanzie,senza un patto sociale, ma di cosa stai parlando? la carota e finita ,e rimasto il bastone,caro riformista…..

  • Xeno

    -Sono morti che appartengono a un mondo che non esiste più.-

    Certo ma fanno ancora danni in questo mondo che esiste ancora.

  • Mondart

    RIPETO: sono articoli rivolti all’ èlite, a chi abbia le cosiddette “orecchie da intendere” … riepilogo del programma, invito a “stare sopra il caos”, e indicazione delle direttive e del comportamento da tenere nell’ immediato futuro.

    Ma personalmente non mi accontento affatto che un Briatore prenda le sembianze di un Babbo Natale: esigo che assuma quelle di un Leonardo, di un Fibonacci, di un Galileo, di un Giordano Bruno …

    … che svesta definitivamente i panni avidi del “Mercante” … Allora e solo allora potrò fidarmi, PRIMA NO.

  • Quantum

    Ma voi due l’avete letto e capito questo articolo?

    No perché io potrei dare dell’anormale a voi che fate lo sport preferito dagli italiani, commentare a pene di segugio come fossero al bar criticando tutto e tutti.

  • Mondart

    Io preferisco osservarlo attentamente dall’ alto. Comunque parlavo per metafora, o come si suol dire: “parlar a suocera perchè nuora intenda” …

    Non mi piace essere drastico per principio, e può anche starci che quella espressa da Modigliani ( che, ti ricordo ancora, sta appunto “parlando a suocera affinchè nuora intenda”, ossia sta parlando all’ èlite ) sia solo l’ indicazione del “desiderata” prossimo venturo, sia solo l’ ennesima “fase” necessaria al superamento concreto dell’ immaginario capitalista fin qui usato … come ti dicevo ieri in altri commenti ( ma perchè hanno cancellato l’ intero post “natale pagano” ? ) la fase di “educazione dell’ èlite” … può starci, quien sabe ??

    Tutto sta a vedere dove si andrà a parare, e se gli architetti alla fine smetteranno del tutto i panni da mercante … Va da sè che una società basata solo sulla “carità pelosa dei ricchi” non starebbe in piedi a lungo, n’ est-ce pas ??

  • Mondart

    Io so solo che NON SI PUO’ basare un modello sociale sulla carità pelosa … non molto a lungo, almeno.

  • Simulacres

    Bisogna saper uscire dal Tempo. Il vento gira, bellezza, bisogna saperlo prendere… E guai a chi non sa capire..
    E se c’è ancora qualcuno che si rifiuta di capire queste cose sublimi, non hanno che da farsi seppellire in un loculo del cimitero del “Mondo che non esiste più”, sotto l’epigrafe immondo di viscido “(pro)curatore di un fallimento storico esistenziale…”. Perché non vogliono, gli immondi del “Mondo…”, che si sappia che al di là dell’orizzonte, oltre il Mondo pre-Maya, s’è abbattuta sugli uomini una tempesta di donazioni che a ondate s’innalzano da un capo all’altro del cielo e ricadono sulla terra. Angeli e Principi Azzurri che schizzano da ognidove così felici e numerosi da far venire le traveggole.

    Laggiù… si vi sono ricchoni che diventano poveri e poveri che diventano ricch(i)oni, il Proletariato insegue il Progresso e il Progresso insegue il Proletariato!… e si mandano baci!…

    E’ il Natale sulla Terra! il miracolo s’è compiuto… e in modo semplicissimo.. Alleluia, Alleluia!…

    “Il post-Maya bussa alle porte della Storia”, babies.

    Sveglia bellezze!… Upgradiamoci anche noi e “rimettiamo a posto gli orologi”!… Basta poco, che ce vò?

  • ottavino

    Guarda che io SONO anormale. Infatti odio il giornalismo. E questo è nient’altro che giornalismo.

  • simonlester

    Dividere i proventi della ditta con i dipendenti significa investire e incentivare la produttività; mica è carità.
    P.S.
    Non ho la più pallida idea di chi sia l’ autore dell’ articolo e non lo voglio sapere. Preferisco farmi un’ idea dei contenuti piuttosta che rischiare di essere prevenuto

  • Simulacres

    “ma perchè hanno cancellato l’ intero post “natale pagano” ?”

    se non te ne sei accorto (capita…) il post è un post ri(pro)-postato, ossia il post ri(pro)-postato e stato postato per la prima volta il 25-12-’11 e ri(pro)-postato… capito mi hai?

  • mincuo

    Ti auguro buone Feste. Comunque la storia si è mossa sempre nello stesso modo, da 3000 anni, pare a me. La sola diversità è la balla della democrazia degli ultimi 200. Che a mio avviso dipende in parte dall’industrializzazione. Che necessitava e naturalmente faceva crescere una classe intermedia ampia specializzata e quindi un pò meglio anche culturalmente. Così è cresciuta una maggior segmentazione sociale (positiva) che era necessaria a coloro che si erano sostituiti al potere di nobiltà e clero basato prima sulla terra, spacciando il tutto per la rivoluzione a favore delle classi più popolari, che sono l’altro protagonista. Le quali, solo a riprendersi il reddito che avevano ad esempio sotto Luigi XVI ci hanno messo 100 anni, a 10 ore al giorno in fabbrica, e con decine di milioni di disoccupati dalla meccanizzazione, ed altre decine spinti coercitivamente in guerre mondiali mai viste prima, ma questo non si dice mai, perchè i numeri non vanno mai d’accordo con le favole e neanche te li fanno trovare per sicurezza.
    Questa classe intermedia e questa maggior segmentazione, che era anche un ascensore sociale, non serve più o serve sempre meno e la tecnologia già esistente senza parlare di quella futura può già sostituire il lavoro di una buona fetta di questa classe.
    Inoltre l’offerta di schiavi grazie alla demografia esplosa è praticamente illimitata e l’immigrazione imposta da decenni serve anche a quello, a minare quella segmentazione spingendo sempre più in basso e proletarizzando sempre più.
    Quindi si torna al classico: la plebe, gli schiavi, e poi direttamente un gruppo, un’elite di potere, e in più una burocrazia e un esercito, necessari. Come da 3000 anni. Una società già realizzata in grande e rapidamente con il bravo Lenin. Ma portata avanti, più lentamente, in USA e anche con più evidenza ora qui.
    In maniera più soft, più dolce, ma è sempre la stessa cosa. Due facce della stessa medaglia, una più hard l’altra più soft.

  • Mondart

    Un singolo esempio individuale è un po’ troppo aleatorio per essere assunto a “motore sociale” n’ est-ce pas … ?? Perchè la società è una macchina, è un “sistema” appunto, e un sistema necessita di un motore, dei limitatori ( perchè non fonda ), degli strumenti di guida, ecc. ecc …

    L’ autore è a tutti gli effetti un “medium” ( e sia detto senza prevenzione alcuna ): per questo preferisco e voglio intendere il suo articolo un po’ come se fosse “Il Principe” di Machiavelli …

    Perchè è proprio la destinazione ( e/o i destinatari ) del messaggio a fare la differenza tra un evidente stato patologico di esame di realtà o, al contrario, l’ estrema saggezza dell’ “educatore” al buon governo.

    ( PS: Se chi intende replicare ai miei commenti si prendesse almeno prima la briga di visionare almeno per sommi capi il mio blog, eviteremmo inutili dibattiti e la fatica di dover ribadire tutte le volte concetti già espressi … parbleu ).

  • mincuo

    …..Quando il potere tornerà in mano al popolo, allora l’orologio della storia potrà dirsi rimesso a posto, forse.
    Già dire “torna” significa che uno è convinto che questo potere l’avrebbe avuto in varie epoche. Quando e dove non è ben chiaro però. A parte qualche tribù.

  • tonnofabio

    come disse la mai dimenticata e mai abbastanza insultata lady di ferro margaret thatcher ricordando la sua nobile infanzia di vittoriane eco: si c’erano i ricchi, molto ricchi e molti poveri, molto poveri ma ogni tanto qualche buon ricco mosso da nobile pietà elargiva doni ed elemosine per rinfrancare gli sfortunati……. e il sistema gioiva, la società era perfetta…..sicuramente la migliore società possibile!

  • Allarmerosso

    Gia che confondi il concetto di fondo espresso qui con la carità, mi pare che fai troppo l’intellettuale con i “pelosismi” e perdi di vista il lato più concreto della questione.
    In merito a quanto fatto dall’imprenditore Umbro ,ti ricordo che i 6.358 euro li ha aggiunti in busta ai suoi dipendenti , gente che LAVORA e non chiede l’elemosina.

  • Allarmerosso

    In cosa crede Brunello Cucinelli

    “Credo in un’impresa umanistica: un’impresa che risponda nella forma più nobile a tutte le regole di etica che l’uomo ha definito nel corso dei secoli. Sogno una forma di capitalismo moderno con forti radici antiche, dove il profitto si consegua senza danno od offesa per alcuno, e parte dello stesso si utilizzi per ogni iniziativa in grado di migliorare concretamente la condizione della vita umana: servizi, scuole, luoghi di culto e recupero dei beni culturali..

    Nella mia organizzazione il punto di riferimento è il bene comune, come strumento di guida per il perseguimento di azioni prudenti e coraggiose. Nella mia impresa ho messo l’uomo al centro di qualsiasi processo produttivo, perché sono convinto che la dignità umana ci sia restituita solo attraversola riscoperta della coscienza. Il lavoro eleva la dignità dell’uomo e l’affettività che ne deriva.”
    Nel cammino di ogni giorno ascolto la parola dei grandi del passato, da Socrate a Seneca, a Marco Aurelio, ad Alessandro Magno.”

    VIDEO INTERVISTA :http://www.socialidarity.it/volontariato/324-lavoro-e-valori-umani-secondo-brunello-cucinelli

  • Mondart

    Amen. In me voglio comunque nutrire la speranza di un modello alternativo allo schiavismo ( soft o meno che sia ).

    Anche perchè non è necessariamente intrinseco ad una globalizzazione che potrebbe esprimersi anche in senso federale e sostenersi attraverso un modello capitalista strettamente regolamentato ( torno a rifare l’ esempio Italia vs Trentino ), e ad una autentica dignità del “cittadino” ( usando un termine a loro caro ) che potrebbe esulare sia dallo stato di schiavitù che da quello di sussistenza caritatevole ( che vedo più come una soluzione nel breve termine ).

    Anche perchè una “alternativa simil-trentina” porrebbe anche ai dominanti molti meno problemi di un semplice “ritorno al passato”: a partire proprio dal controllo e mantenimento degli “schiavi”.

    Per questo spero che l’ intervento di Modigliani sia più l’ invito ai “sovrani” a darsi adesso una regolata ( non saremo più nell’ iper-liberismo fin qui alimentato ) e abbia un po’ la stessa funzione del “Principe” di Machiavelli ( antonomasia del compito storico della massoneria ): istruire ed educare il Principe al “buon governo”.

    E’ una speranza, ma anche una concreta possibile alternativa al futuro completamente distopico da te descritto. E auguri a tutti.

  • Mondart

    Uffa, BASTA … ho fatto più volte l’ esempio dell’ “autonomia trentina” come possibile prototipo di un futuro sviluppo che salvi capra e cavoli … nel senso di un federalismo basato su un capitalismo estremamente regolamentato dove la “dignità e autonomia” interna vada di pari passo con la superiore concertazione e controllo esterno … governo sovranazionale esterno puramente “asmministrativo” che nè ci specula nè ci guadagna, se non in termini puramente infrastrutturali, esattamente come avviene oggi nel rapporto tra Italia E TAA.

    Senza necessità di ritorno nè a un modello in stile “Metropolis”, nè alla sua variante soft e caritatevole ( fabiana ) ipotizzata da Soros, tanto per capirci.

    E adesso con le vostre ORECCHIE DA MERCANTE ( è proprio il caso di dire ) mi avete davvero stancato. Passo e chiudo, parbleu.

  • Mondart

    Uffa, BASTA … ho fatto più volte l’ esempio dell’ “autonomia trentina” come possibile prototipo di un futuro sviluppo che salvi capra e cavoli … nel senso di un federalismo basato su un capitalismo estremamente regolamentato dove la “dignità e autonomia” interna vada di pari passo con la superiore concertazione sovranazionale e controllo esterno … governo sovranazionale esterno puramente “amministrativo” che nè ci specula nè ci guadagna, se non in termini puramente infrastrutturali, esattamente come avviene oggi nel rapporto tra Italia e Trentino AltoAdige. ( per capirci nel concreto ).

    Senza necessità di ritorno nè a un modello distopico in perfetto stile “Metropolis”, nè alla sua variante soft e caritatevole ( fabiana ) ipotizzata da Soros, tanto per capirci.

    … E adesso chi ancora vuol fare ORECCHIE DA MERCANTE ( è proprio il caso di dire ) mi ha davvero stancato, e non avrà replica. Passo e chiudo, parbleu.

  • Mondart

    Uffa, BASTA … ho fatto più volte l’ esempio dell’ “autonomia trentina” come possibile prototipo di un futuro sviluppo che salvi capra e cavoli … nel senso di un federalismo basato su un capitalismo estremamente regolamentato dove la “dignità e autonomia” interna vada di pari passo con la superiore concertazione sovranazionale e controllo esterno … governo sovranazionale esterno puramente “amministrativo” che nè ci specula nè ci guadagna, se non in termini puramente infrastrutturali, esattamente come avviene oggi nel rapporto tra Italia e Trentino AltoAdige. ( per capirci nel concreto ).

    Senza necessità di ritorno nè a un modello distopico in perfetto stile “Metropolis”, nè alla sua variante soft e caritatevole ( fabiana ) ipotizzata da Soros, tanto per capirci.

    … Passo e chiudo, parbleu.

  • mincuo

    Lo schiavo moderno sarà un pò meglio, sia oggettivamente perchè deve mantenere un pò di consumi, sia soprattutto soggettivamente perchè sarà abituato man mano ad essere prima indifferente e poi contento della sua schiavitù. E’ una questione di percezione.
    Come progressi nella desensibilizzazione, nell’indirizzo della sensibilizzazione voluta, nella disconnessione da logica e capacità critica individuale, mi pare che si è già a buon punto.

  • Georgejefferson

    Oramai viene raccontato apertamente che la virtù da esportazione è quella che si basa sulla repressione del potere d’acquisto dei salari, nell’incentivare una industria orientata all’esportazione retta da lavoratori sottopagati (strano come un sussidio di integrazione al reddito dato dallo stato ad un lavoratore sottopagato assomigli ad un aiuto di stato all’azienda)

    Questo è appunto il fine della lotta di classe al contrario che ha come sua arma l’euro e in questo sta il crimine, perchè adesso anche in Italia siamo stati obbligati a dover fare quel tipo di riforme per scongiurare, almeno secondo la propaganda, che si aggravino squilibri e che hanno come risultato quello di far aumentare la disoccupazione.

    Gabriele

  • mincuo

    L’autonomia Trentina (dorata) è fatta di ritrasferimenti da Roma per 9,2 su 10 sul gettito locale, 1/3 di entrate dei Comuni extra-tributarie, ecc…non continuo perchè so che i numeri non ti piacciono e soprattutto disturbano il “concetto”.
    Il quale però è in sintesi almeno in parte anche questo: “il modello” glielo pagano gli Italiani di serie B.
    E nel 1961 hanno tirato più di qualche bomba autonomista apposta per avere un trattamento di serie A.

  • Georgejefferson

    PER OTTENERE LA PIENA OCCUPAZIONE SI DEVONO ABBASSARE GLI STIPENDI.

    Pur essendo nato da convinzioni a volte genuine, questo mantra è oggi sfruttato per ben altri fini.Esso fu riconosciuto come fasullo persino da Henry Ford già negli USA degli anni ’30-‘40. Si tratta del concetto chiave in malafede del Neomercantilismo delle grandi industrie dell’export , cioè: deprimere i salari – illudendo i lavoratori che così si creerà occupazione, per esportare a prezzi concorrenziali pur creando povertà domestica. La maggior povertà deriva dal fatto che abbassare i redditi significa anche tagliare il potere di spesa dei cittadini, che ovviamente acquisteranno meno beni e servizi, e questo a sua volta taglia i profitti delle piccole medie aziende che li offrono.

    Le p/m aziende sanno di non vedere e ovviamente non assumeranno in quelle condizioni, e non solo, neppure investiranno, e anche questo limita l’offerta di posti di lavoro. Infine esse licenzieranno e precarizzeranno, il che completa il girone infernale di una crescente disoccupazione. Ma è proprio la massa disoccupata che fa il gioco dei Neomercantili, che così possono ricattare i lavoratori in competizione fra loro assumendoli per paghe da fame.

    Si tratta del ‘vangelo’ di tutti gli economisti Neoclassici, come Gerard Debreu, Kenneth Arrow, Frank Hahn, ma anche della scuola austriaca di Von Mises e Hayek, dei New Keynesians conservatori come Greg Mankiw e dei Neoliberisti in generale….

    Barnard

  • mincuo

    L’export permette di alzarli i salari, non abbassarli. Inchiodato a una valuta forte invece li abbassi, la qual cosa si chiama svalutazione interna, quello che hai qui. Non è poi così difficile da comprendere.

  • Georgejefferson

    Mincuo puoi approfondirmi un minimo questo tuo ultimo?Anche link,sono mezzo trentino e mi interessa particolarmente,ma senza pregiudizi da parte mia

  • Georgejefferson

    no,no e’difficile,ma non centra nulla con quello postato,e’un discorso generale rivolto all”aggregato mondiale,non al caso particolare di giuste differenze,dove un paese puo essere predisposto all’export ed un altro meno.Si parla di bilanciamento,tutto l’aggregato mondiale non puo materialmente essere rivolto all’export,non e’ cosi difficile da capire,la somma zero,sbaglio?

  • Mondart

    Sì … sta di fatto che il Trentino è solo esautorato dal dover pagare un ILLECITO ( che va in tasca a chi ? ) cui è tenuto il resto dell’ Italia.

    Ora, anche la Sicilia ha uno statuto autonomo, ma il penso simile “rientro fiscale” viene distorto in ben altro modo … e qui concordo con quelli che sostengono che anche la “sovrastruttura” ha le sue belle responsabilità.

    Ora, nella mia visione delle dinamiche tale ILLECITO sostituisce da noi l’ equivalente bellico usato altrove: un espediente per arrivare al controllo. Attore è sempre la stessa borghesia che nel medioevo si è sostituita al potere nobiliare, e che oggi è divenuta a tutti gli effetti la nuova nobiltà, il nuovo RE SOLE.

    Una volta “terraformato” l’ occidente, una volta consolidatane la conquista, ( mettiti nei loro panni ) non hai più bisogno di CONTINUARE A CONQUISTARLO, ergo il capitalismo drogato e gli ascensori troppo facili DEVONO sparire, in quanto proprio il mezzo usato per conquistare il dominio … Perchè allora indirizzarsi ancora verso un modello di schiavismo e sfruttamento ??? L’ iper-produzione non servirà più … ed ecco che un “veritiero” assunto di “sviluppo locale in pensiero globale” avrebbe nell’ ipotesi “trentina” un modello perfetto, anche perchè non avrebbe più motivo di porsi l’ “aspiratore finanziario” oggi usato … Quindi un governo puramente amministrativo, e non più “speculativo”.

    Dove i nuovi “signori”, esattamente come nel Rinascimento, dovranno occuparsi più del “buon governo” di quanto conseguito che non di “scalate al potere” non più possibili nella nuova struttura.

    Entrambi i modelli sono ipotizzabili … e i “signori” sarebbero comunque garantiti: l’ autonomia trentina non consente certo a chicchessia di poter marciare alla conquista dell’ Italia, nè di avviare nuovi processi di potere territoriale o altro. Insomma faccio fatica a vedere un modello “egiziano” più fattibile appunto con un solo sovrano, che non con una “pletora” di sovrani … le “stelle” guardacaso, che si sono sostituite all’ unico “sole”.

    “Sovrani” che in uno schema sociale “egiziano” potrebbero anzi sfruttare ben diversamente i loro schiavi, e quindi tornare a costituire una minaccia per l’ ordine superiore ( lo schiavismo può costituire a sua volta un ascensore sociale ! ) … dove invece una “autonomia e sviluppo” dignitosi anche se rigidamente regolamentati ed incanalati, limiterebbero automaticamente e vicendevolmente i poteri in gioco. Riportare le lancette, appunto sballate per prendere il governo, ad una loro naturalità dell’ essere: abbandonare il sistema iperliberista non per un assolutismo di tipo egiziano ma per uno sviluppo federale locale controllato a livello sovranazionale. Con buona pace di Soros e del modello “Metropolis” appunto fin qui tenuto … e che lo stesso modigliani afferma ormai appartenere al passato.

    Utopia ?

  • mincuo

    Sbagli nel senso che:
    1) I Paesi non sarebbero “rivolti all’export” che è una frase senza senso perchè non si esporta senza importare e inoltre l’export di uno non è altro che l’import dell’altro. I Paesi avrebbero equilibrio tra exp/imp dettato anche dal cambio, che aggiusta naturalmente verso appunto l’equilibrio migliore tra imp/exp cioè che consente di esportare e importare. Non avresti perciò nemmeno la Cina o altri Paesi che esportano così tanto.
    2) Se hai quella condizione in termini mondiali, che si chiama global imbalance, ciò è dovuto agli USA che hanno, unici, moneta di riserva e possono fare, unici, i deficit commerciali che vogliono, creando questo squilibrio e permettendo che altri Paesi abbiano un surplus strutturale senza che il loro cambio apprezzi come sarebbe naturale e con ciò limiti il loro export. Questo squilibrio penalizza tutti.

  • mincuo

    Molte frasi sono usate o inconsapevolmente, e cioè lette e ripetute, o, se consapevolmente, per fare propaganda.
    Fatto salvo quanto detto su global imbalance, e gli USA, quella di “tutti che corrono all’export” è un esempio. Che sfrutta l’incapcità di una persona di fare un minmo ragionamento con la propria testa. Perchè dire che “tutti corrono all’export” è identico che dire che “tutti corrono all’import” visto che quelli che esportano non esportano su Marte o Saturno, ma ad altrettanti che importano. E quindi la corsa all’export sarebbe altrettanto che la “corsa all’import”. In realtà è una tautologia.

  • Georgejefferson

    ottimo,ma non centra nulla con la ovvieta del ragionamento espresso che gli ordini (domanda) la fanno i consumatori e se sopprimi apposta la domanda interna resta da cercare quella estera,e se tutti seguono questa strada perche “non sia mai”dare troppo potere d’aquisto ai plebei che lavorano,diventa una guerra commerciale al ribasso di salari e diritti come sta avvenendo infatti

  • Georgejefferson

    anche tu sei artefice di propaganda e manco te ne accorgi.Non ritieni corretto la frase corsa all’export?Bene,non c’e’problema,ma hai espresso l’identica cosa che intendo,solo che non vai sui fiumi di siti del mainstream a guardare ogni sillaba dei migliaia di commenti,e come mai?ce lo spieghi?

  • Mondart

    La nave è lo strumento utilizzato per passare un tratto di mare a arrivare sull’ altra sponda. Una volta che sei sulla terraferma, che te ne fai della nave ? L’ abbandoni, anzi la bruci perchè non vuoi che altri se ne servano.

    L’ esempio è molto peregrino, ma serva a capire una volta per tutte che sarà lo stesso sistema a “bruciare” gli strumenti fin qui usati ad uno scopo ben preciso: uniformare l’ èlite occidentale e giungere al controllo sovranazionale ( l’ approdo al “multipolarismo” di grandi aree geografiche non è che il globalismo stesso, parbleu ! ).

    L’ esempio argentino ( sudamericano in genere ) ci viene tanto prospettato perchè penso si vada ad una soluzione simile, magari in modo un po’ più raffinato e indolore … e Modigliani possiamo benissimo leggerlo anche in questo senso. Questo è sia il “multipolarismo” che il globalismo, che sono poi due espressioni per indicare lo stesso progetto. Ma insomma, davvero non si capisce perchè la forma sociale del tutto debba proprio avare l’ aspetto di una società “egiziana” basata sullo schiavismo ( hard o soft che sia ) … Perchè mai ??? DOVE STA la sua esigenza se non in quell’ iper-produzione che si dice superata e neanche più desiderabile in tale raggiunto contesto ?? Il “lavoro” non è un valore, è semplicemente una necessità. Può essere sfruttabile o meno, sfruttarlo costituisce un “ascensore sociale per il potere”. Proprio come la nave di cui sopra.

    Una volta conseguito il potere, distruggo la nave. Ergo distruggo gli ascensori sociali. Ergo non mi servono più nè schiavi nè iper-produzione. Ergo: o adesso accoppo tutta la popolazione “inutile” ( il che avrebbe anche una sua logica coerenza in tale modello, ed è appunto quanto fatto fin qui: dopo lo sviluppo vengono sempre le crisi e le guerre ) o cambio modello. Se decido di cambiare modello, beh è ovvio che ho solo due soluzioni: quella “egiziana” e quella “trentina”, appunto.

    Ma la prima conviene ad un solo sovrano, non ad una “pletora”, una sinarchia di sovrani. Perchè, oltre all’ esercito, avrò bisogno di un sistema “intrinsecamente” stabile e non più sfruttabile per l’ ulteriore conseguimento di potere. Penso che l’ ipotesi egiziana sarebbe quindi controproducente a “questo” potere stesso e ai suoi scopi, appunto perchè non si tratta di una monarchia, e deve comunque concertare, limitare, armonizzare una ben più vasta ed estesa “nobiltà”. E concertarsi con le altre “aree” sovranazionali. Delle due l’ una: o la “dittatura globale” sotto un solo monarca, o la “sinarchia globale” e mi sembra che ci muoviamo più nella seconda ipotesi, che non nella prima.

  • mincuo

    Non è esattamente così. Prendiamo noi.
    Qui avevi mezzo PIL tra diretto e indiretto fatto da export. Il PIL è ricchezza prodotta.
    1) La moneta forte, non adatta alla tua economia, ti ha penalizzato la competitività.
    2) Non avendo il cambio ad adeguarla, come è naturale, la scarichi, cioè la cerchi di ottenere, sul ribasso salari, aumento imposte, tagli ecc.. quelle chiamate riforme strutturali. In Italia anche la spesa corrente, inefficiente, che è però più difficile da tagliare. Ma tutto questo se ha dei risultati teorici, li avrebbe a lungo termine, nel frattempo però riduce consumi e domanda e il peggioramento è tale che aumenta i problemi più di quanto ne risolva.
    3) L’altro mezzo PIL fatto da domanda interna ed è penalizzato altrettanto dal cambio forte perchè quello consente molto più l’ingresso di prodotti di altri Paesi che prima invece non competevano, il che significa diminuire o chiudere industrie Nazionali, e sostituire i suoi prodotti con prodotti esteri, con altrettanto effetto su disoccupazione, calo consumi ecc…
    Quello che accade qui. E quando dicono che si è avuto con l?EUR tassi bassi è vero ma non sono andati alle imprese. Non perchè non potessero ma nessuno chiede maggiori finanziamenti se è per fabbricare prodotti che poi non vende all’estero per il cambio forte, e non vende all’interno in parte per la stessa ragione come ho spiegato. Quindi qui se altrove ono andati a mercato immobiliare e finanziario dove c’era convenienza e basta.
    Poi a me va bene tutto Jefferson, nessuna pretesa di cambiare qualcosa.

  • Mondart

    La nave è lo strumento utilizzato per passare un tratto di mare a arrivare sull’ altra sponda. Una volta che sei sulla terraferma, che te ne fai della nave ? L’ abbandoni, anzi la bruci perchè non vuoi che altri se ne servano.

    L’ esempio è molto peregrino, ma serva a capire una volta per tutte che sarà lo stesso sistema a “bruciare” gli strumenti fin qui usati ad uno scopo ben preciso: uniformare l’ èlite occidentale e giungere al controllo sovranazionale ( l’ approdo al “multipolarismo” di grandi aree geografiche non è che il globalismo stesso, parbleu ! ).

    L’ esempio argentino ( sudamericano in genere ) ci viene tanto prospettato perchè penso si vada ad una soluzione simile, magari in modo un po’ più raffinato e indolore … e Modigliani possiamo benissimo leggerlo anche in questo senso. Questo è sia il “multipolarismo” che il globalismo, che sono poi due espressioni per indicare lo stesso progetto. Ma insomma, davvero non si capisce perchè la forma sociale del tutto debba proprio avare l’ aspetto di una società “egiziana” basata sullo schiavismo ( hard o soft che sia ) … Perchè mai ??? DOVE STA la sua esigenza se non in quell’ iper-produzione che si dice superata e neanche più desiderabile in tale raggiunto contesto ?? Il “lavoro” non è un valore, è semplicemente una necessità. Può essere sfruttabile o meno, sfruttarlo costituisce un “ascensore sociale per il potere”. Proprio come la nave di cui sopra.

    Una volta conseguito il potere, distruggo la nave. Ergo distruggo gli ascensori sociali. Ergo non mi servono più nè schiavi nè iper-produzione. Ergo: o adesso accoppo tutta la popolazione “inutile” ( il che avrebbe anche una sua logica coerenza in tale modello, ed è appunto quanto fatto fin qui: dopo lo sviluppo vengono sempre le crisi e le guerre ) o cambio modello. Se decido di cambiare modello, beh è ovvio che ho solo due soluzioni: quella “egiziana” e quella “trentina”, appunto.

    Ma la prima conviene ad un solo sovrano, non ad una “pletora”, una sinarchia di sovrani. Perchè, oltre all’ esercito, avrò bisogno di un sistema “intrinsecamente” stabile e non più sfruttabile per l’ ulteriore conseguimento di potere. Penso che l’ ipotesi egiziana sarebbe quindi controproducente a “questo” potere stesso e ai suoi scopi, appunto perchè non si tratta di una monarchia, e deve comunque concertare, limitare, armonizzare una ben più vasta ed estesa “nobiltà”. E concertarsi con le altre “aree” sovranazionali. Delle due l’ una: o la “dittatura globale” sotto un solo monarca, o la “sinarchia globale” e mi sembra che ci muoviamo più nella seconda ipotesi, che non nella prima.

  • mincuo

    Comunque non deve essere tanto ottimo quel che ho scritto perchè pare che non comprendi che dire che “tutti cercano la domanda estera” NON SIGNIFICA NULLA, perchè è ESATTAMENTE come dire che altrettanti cercano le importazioni.

  • mincuo

    Ma nessuno salvo gli USA può “cercare le importazioni” gratis senza fallire, e perciò se UNO importa DEVE esportare. E il cambio si fissa appunto al livello migliore per interscambio.

  • Georgejefferson

    Quello che si dice “corsa all’export”puo essere sbagliato il termine,ok…istwine l’ha chiamata:”corsa al mercantilismo in situazione di rigidità”….Brancaccio cosi la descrive:

    “E’ l’odierno assetto capitalistico mondiale, che induce interi paesi a deflazionare l’economia e a creare disoccupazione interna nello strenuo tentativo di gareggiare sui mercati internazionali”

    Quando dici:”La moneta forte, non adatta alla tua economia, ti ha penalizzato la competitività.Non avendo il cambio ad adeguarla, come è naturale, la scarichi, cioè la cerchi di ottenere, sul ribasso salari, aumento imposte, tagli ecc..

    Esprimi esattamente quello inteso,aggiungo che “e’ tutto imposto a forza per volonta politica”non sbagli tecnici,dandoti ragione quando critichi chi dice che”i tecnici al governo siano stupidi”mentre invece fa parte di una pianificazione.

    Capisco benissimo che le inefficenze,sprechi ecc sono SI UN PROBLEMA,ma non risolvibile a breve termine,ed anzi,sono usati come caprio espiatorio(l’agenda monti e’ un esempio lampante,la si critica spesso “solo perche e’ Monti”,ma nasconde fondi di verita importanti,se non si hanno paraocchi,il problema e’ che sono messi li apposta per illudere le masse che “Monti e’ un buono per il bene del paese”ma e’ tutto un inganno perche contemporaneamente alimenta recessione come dimostrano i dati,anche da te esposti.

    Tutto il resto hai ragione in toto,ci mancherebbe

  • Georgejefferson

    Tutti cercano l’export e’un modo di dire,nel mondo esistono i modi di dire accettati a maggioranza in convenzione,non sara specificatamente in quell’esempio ma e’cosi.Te l’ho gia detto,ti attacchi alla virgola sempre,non con tutti pero,va be.Certo che letteralmente non vuol dire nulla,come “volo a New York”,io non volo niente,un aereo mi trasporta in volo a New York.Il discorso riguarda”chi comanda”e non solo gli “Usa”,ma questa e’mia opinione che resti tale.Il “tutti”non vuol dire niente perche le masse manco pensano a queste cose,come dicesti,interessa far colazione,magari lavorare,e non aver troppi problemi.Chi comanda (alcuni di quelli che…)non vuole concedere autodeterminazione e un minimo(ripeto minimo)di autarchia nel limite del possibile(con le dovute differenze tra paese e paese) con ragionevoli scambi con l’estero senza farne una regola esclusiva(gli scambi con l’estero)per legare tutti in un interscambio forzoso,lo capisce anche un bambino che e’la domanda che stimola l’offerta (tu mi dai la figurina solo se io la voglio)e solo un ragionevole mantenimento del potere d’aquisto delle masse puo mantenerla,ma questo vogliono che sia tenuto nascosto alle masse,che non devono ragionare.E non mi vengano a parlare di “sovraproduzione”che son stronzate,la sovraproduzione c’e’dei beni di consumo…non del produrre strade,restauri intelligenti,istruzione vera,ricerca,ospedali,cura ambientale ma tanto altro,ed altro

  • Mondart

    JEFFERSON !!! Parbleu … ma lassia stare ( direbbe l’ emiliano pelato ) … ho cercato di risponderti in altro loco, ma avete iniziato il solito loop autogeno e addio …

    Insomma quali altre dimostrazioni ancora più che gli accadimenti attuali servono a spiegare che l’ economia, ben lungi dall’ essere una scienza esatta, non è che uno strumento, il più duttile degli strumenti di dominio, e può essere stiracchiata a destra e a manca senza alcun problema … devono infinocchiarti ancora di più prima che arriviamo a comprenderlo ??

    NON E’ UNA SCIENZA. E’ una convenzione. Sulla quale ci si accorda. Punto. Trentino docet ( visto che sei Trentino ). Più chiaro di così si crepa …

  • Georgejefferson

    Guarda che lo so benissimo Mondart

  • mincuo

    Non c’entra niente la virgola, è proprio la base. Ma va bene lo stesso, mi arrendo, non dovevo nemmeno.

  • Mondart

    Quindi ?? Il quid è nella “volontà” di andare da una parte o dall’ altra. l’ economia è tuttalpiù il veicolo di questa volontà.

    Quanto ad import/export cosa dicono ( neanche stupidamente in questo ) i globalisti ? Ogni nazione si specializzi per esportare il suo miglior prodotto locale ( turismo, pochi prodotti dop, moda e poco altro per l’ Italia ) e lassi stare altre produzioni … eppure il tuo Trentino se la cava benissimo con qualche mela, formaggio e turismo, neanche si sogna di buttarsi nel manifatturiero o che ne so, nella lavorazione dell’ acciaio … QUINDI ??? Dove sta il problema ?? Se la cava perchè LA MONETA VIENE LASCIATA CIRCOLARE, viene reiniettata nel “sistema trentino” attraverso le sovvenzioni. Se la cava perchè la sua è una produzione “minimale” dal punto di vista del conseguimento di potere, ma vantaggiosa per il moltiplicarsi di un piccoilo benessere interno, terziario e via dicendo. Da noi invece viene ASPIRATA per costringerci ad andare in una precisa direzione. Che sarà appunto “a produzione locale” Tutto qui.

    Direzione che, nell’ ottica dei globalisti, tenderà appunto a pareggiare il più possibile la domanda con l’ offerta. Al che ( allora sì ) anche la MMT del tuo amico Barnard avrà un suo più preciso senso e probabile attuazione.

    ANCHE IL VALORE DEL LAVORO è una convenzione. Non è un valore in sè, non ha mai nobilitato nessuno, anzi la nobiltà si è sempre ben guardata dal lavorare. Tuttalpiù è una necessità. Che può essere o sfruttata o saggiamente regolamentata. PUNTO.

    Anche qui, tutto dipende da “dove si vuol andare”. Finora lo sfruttamento produttivo e del lavoro ( e l’ ovvia successiva distruzione ciclica con crisi e guerre periodiche ) è stato usato come volano per ARRIVARE AL POTERE e consolidarlo nella sua organizzazione sovranazionale ( attuale e prossima ).

    Lo sfruttamento del lavoro è dunque un ascensore sociale. Se il “nuovo mondo” vuole abolire o limitare gli ascensori sociali al suo interno ( ora avendo raggiunto il suo traguardo “tattico-strategico” è praticamente COSTRETTO a farlo, oppure ad accopparci quasi tutti ), dovrà giocoforza trovare una sua diversa organizzazione. Per questo faccio fatica a pensare a una forma di società “egiziana” ( “Metropolis” è il programma sociale fin qui seguito, ma non è detto debba essere anche quello futuro ) di tipo schiavistico.

    Che sembra essere più una delle tante folklorostiche descrizioni ( assieme a Satanassi e quant’ altro ) messa in campo da interessati oppositori. Ovviamente è solo il mio parere, non voglio vendere niente a nessuno. Ma insomma, una “svolta trentina” non sarebbe mica un brutto andare, e non si capisce “perchè no” …

    Ciao.

  • Georgejefferson

    Nessuna base,la tua base,la virgola in ogni lettera…nel mondo si esprimono ragionamenti non propriamente grammaticalmente o concettualmente perfetti,se non in una sparuta minoranza,non per questo sono sbagliati,ma non e’ nemmeno quello il problema,il problema sono due pesi due misure,come sempre.Dipende se ad esprimersi un po grossolanamente e’ un Blondet,o Craig Robert…risultano”non spiegano bene”…”facilmente attaccabili”…”dovrebbero spiegare meglio cioe’…”…se altri invece perche antipatici(non necessariamente io)diventano”mancano proprio le basi”…”fuori dalla realta'”ecc ecc

  • mincuo

    Il T.A.A. è regione autonoma, e ha delle caratteistiche speciali. Tra queste fiscalmente lo Stato gli rimanda indietro (ritrasferimenti) pressochè tutte le tasse pagate di Trentini. Per esempio in Veneto rimanda indietro il 30% o 40% a memoria ora non ho più guardato. Tanto per dirne solo una. Ce ne sono tante di differenze. Ma basta leggere penso. Mi fa piacere per i Trentini, che hanno indubbi meriti loro, per carità, ma insomma così è più semplice, diciamo….

  • mincuo

    Io ho detto, come sempre, una cosa semplice. Il Trentino è un Italiano, fino a prova contraria, ma è trattato diversamente (non è peraltro l’unico). Paga 100 di tasse allo Stato e gliele ridanno indietro, a un Veneto neanche la metà, tanto per dire. E questa è solo una. Volo molto basso io. Significa che un Veneto è chiamato ai sacrifici per la collettività diversamente, detta in altri termini. Poi gli Egiziani, i Sumeri, gli Accadi, i Babilonesi le sovrastrutture, non saprei. Dell”ILLECITO ceh non pagano mi pare di capire che è lecito invece per gli altri il che permette ai Trentini di stare un pò meglio. Anche questo è terra terra, come vedi.

  • Georgejefferson

    Lo dico in altro modo semplice,non da me scritto,grossolano e popolare,non tecnicamente perfetto,ma dimmi dove mancano le basi:

    Se i lavoratori aumentano i loro redditi essi probabilmente spenderanno di più, e se spenderanno il denaro in circolo e sua velocita di transazione sara maggiore, e se circolerà molto denaro e’ probabile si alzino i prezzi in generale, e l’inflazione colpisce il valore della moneta,e se la moneta perde di valore puoi tutelare le fascie deboli con la scala mobile ma i grandi ricchi perdono privilegi.Se i lavoratori ben pagati sono forti, acquisiscono pretese. I malpagati e i precarizzati sono invece deboli, spaccano i sindacati, e le grandi industrie fanno più profitti, e cercano anche di esportare di più per mantenerli i profitti,dato che il mercato interno e’ represso dal mancato potere d’aquisto. Se poi esse licenziano, i Mercati le premiano apprezzando le loro azioni e i manager di quelle industrie incasseranno premi milionari. Ma se licenziano, gli Stati s’indebitano con la Cassa Integrazione e altri ammortizzatori, e se si indebitano devono poi privatizzare i beni pubblici per pagare i debiti, e se privatizzano lo faranno a prezzi stracciati perché sono indebitati, e se i prezzi sono stracciati gli investitori compreranno a due soldi aziende e infrastrutture, poi licenzieranno e la ruota torna a giare su se stessa, con alla fine sempre tu, lavoratore a pagare il prezzo di tutto.

  • Mondart

    Ah … ovvio che l’ ATTORE STORICO è sempre quella borghesia che dal medioevo in poi si è sostituita alla nobiltà, e via-via ha unificato le èlites territoriali e i territori stessi in organizzazione sovranazionale. Il capitalismo è stato il suo veicolo, la sua arma incruenta. Ovvio che finchè si insiste a voler vedere solo una “volontà americana” non si riesca a spiegare il tutto.

  • Mondart

    Il flusso di moneta si può regolare come si vuole ( per questo non ti daranno MAI la sovranità monetaria ), ma anche quello non è che un mezzo, che può essere usato sia in modo virtuso, evitando inflazione e deflazione, o al contrario per sfruttamento e dominio ( qualora la “testa sociale” decida di farlo, come oggi, per imporre una direzione ).

    Questo spezza la tua catena alla seconda riga. Se il flusso monetario viene tenuto costante, senza troppi eccessi nè penuria rispetto alla capacitàproduttiva interna, costituirà il maggior equilibratore sociale ( vedi ancora Trentino: le sovvenzioni vengono date solo per lo sviluppo, mica per gli spinelli … ).

    Che è poi sostanzialmente il discorso di Barnard … lo strano è che non capisca che sarà applicabile eventualmente solo DOPO la riconversione territoriale ed economica che i globalisti hanmno in mente, e comunquemente MAI in modo completamente autonomo, ma -appunto come il Trentino- solo all’ interno di un’ autonomia già circoscritta e ben delimitata nella sua possibilità espansiva ( vedi quanto dicevo in altro commento ).

  • Kevin

    Ma perchè dici sempre “parbleu”?

  • osva

    Un saluto a Mondart, Highlanger e mincuo. Grazie di esistere.

  • albsorio

    Al riguardo della schiavitú l’Europa si è giá attrezzata con la interpretazione sulle trasferte di lavoro, dove dice che vale lo stipendio del Paese di provenienza. Immaginate la Fiat che decida di riempire Melfi con operai, bho vietnamiti, li paghi con regole e stipendi vietnamiti, chessò 50€ al mese, vitto e alloggio piu documenti e viaggio A/R ogni sei mesi… fantasia? Purtroppo è giá una realtá non per Fiat ma esistono giá lavoratori cosi. Sindacati… PD… operai… “sinistra, centro, destra”… tutto tace, nessuno sa niente, bho.

  • Mondart

    Et puorquoi pas ??

  • Mondart

    Ho capito perfettamente, ma appunto QUELLO dimostra che l’ economia non è una “scienza”, quanto piuttosto un “accordo”, modificabile dalla volontà della direzione presa ( in modo esplicito, occulto, o forzoso che sia ). Che il flusso monetario viene gestito in funzione di questa direzione ( che può essere di dominio, come per tutti noi in genere, o di sviluppo, come per il Trentino, suppongo la Svizzera, ecc. ). Stiamo dicendo le stesse cose, mi sembra …

  • Mondart

    PS: ed è proprio questo che fa del Trentino uno “Stato nello Stato”, più che una regione … a maggior ragione quindi un “prototipo” di un “possibile” ( e dico possibile, non scontato ) modello globale.

  • mincuo

    Io non credo che se il lavoratore ha di più si crei automaticamnte inflazione, anzi. Dipende. Poi sui manager milionari per i bonus, e su altre cose è lo Stato che non ha il ruolo che dovrebbe. La gente è fissata sulla gestione dello Stato, che per me è utile in alcuni settori e basta, ma non è invece alrettanto attenta ai ruoli principe. Che sono indirizzo e controllo. Tra quest’ultimo le regole scritte che siano fatte poi rispettare.
    Nemmeno la moneta è un fattore decisivo, un sistema può essere migliore o peggiore, cambia poco, quel che importa è che sia sotto controllo e cioè in funzione degli interessi collettivi.
    E’ invece cruciale, oltre al controllo, il potere di indirizzo, sempre dello Stato. la moneta non crea gli investimenti e gli indirizzi, li finanzia, ma si può finanziare porcherie. E la spesa pubblica non vuol dire nulla, non è sempre buona. Va da ottima a pessima, dipende da indirizzo e controllo. Cioè sempre el due funzioni di uno Stato.

  • mincuo

    @Jefferson.
    Io non credo che se il lavoratore ha di più ecc.. si crei automaticamnte inflazione, anzi. Dipende. Poi sui manager milionari per i bonus, e su altre cose per me è un’altar questione, è lo Stato che non ha e non fa il ruolo che dovrebbe.
    La gente è fissata sulla gestione dello Stato, che per me è utile in alcuni settori e basta, ma la gente non è invece altrettanto attenta ai ruoli principe. Che sono indirizzo e controllo. Tra quest’ultimo, il controllo, stanno le regole scritte che siano fatte poi rispettare.
    Nemmeno la moneta è un fattore decisivo, un sistema può essere migliore o peggiore, cambia poco, quel che importa è che sia sotto controllo e cioè in funzione degli interessi collettivi.
    E’ invece cruciale, oltre al controllo, il potere di indirizzo, sempre dello Stato. La moneta non crea gli investimenti e gli indirizzi, li finanzia, non li crea, ma si può finanziare porcherie. E la spesa pubblica non vuol dire nulla, non è sempre buona. Va da ottima a pessima, dipende da indirizzo e controllo. Cioè sempre le due funzioni essenziali di uno Stato.

  • Georgejefferson

    Mai detto che piu moneta uguale inflazione in automatico,come i monetaristi,difatti ho detto e’probabile.Penso che non negerai il fatto che un commerciante “possa essere stimolato”(che e’diverso dal”lo e’sicuramente”)ad alzare il prezzo della sua merce se gli aumenta la domanda di essa.Certo maggiore reddito puo essere messo sotto il materasso.Oppure speso in un prodotto al posto di un altro.Ma nel complesso che il maggiore reddito in mano alle masse(famiglie)”puo portare progressivamente”ad aumenti di prezzi(ripeto,nel complesso in media,”puo portare”e non in automatico piu 2 moneta uguale piu 2 prezzi)credo che sia pacifico,non credi?

  • Georgejefferson

    Mai detto che piu moneta uguale inflazione in automatico,come i monetaristi,difatti ho detto e’probabile.Penso che non negerai il fatto che un commerciante “possa essere stimolato”(che e’diverso dal”lo e’sicuramente”)ad alzare il prezzo della sua merce se gli aumenta la domanda di essa.Certo maggiore reddito puo essere messo sotto il materasso.Oppure speso in un prodotto al posto di un altro.Ma nel complesso che il maggiore reddito in mano alle masse(famiglie)”puo portare progressivamente”ad aumenti di prezzi(ripeto,nel complesso in media,”puo portare”e non in automatico piu 2 moneta uguale piu 2 prezzi)credo che sia pacifico,non credi?

  • Georgejefferson

    ” La moneta non crea gli investimenti e gli indirizzi, li finanzia, non li crea, ma si può finanziare porcherie.”…..Mai detto il contrario,trovami un keynesiano serio che dice questo.Ma e’una ovvieta,non capisco perche ti fissi sempre su sta cosa,e’ovvio che la moneta finanzia in bene solo con una buona mano a dirigerla.E’scontato che sia cosi,difatti e’molto simile all’accusa dei fans del partito unico,quando sfottono accusando”ha ha…stampante magica salva il mondo”sei serio Mincuo,non mi scadere cosi,e’come se ogni volra che tu hai parlato di moneta “debt free”per investimenti,io mi mettessi a “dimenticare”il tuo sottolineare l’importanza di indirizzo e controllo e batto sul punto”piu soldi non significa automaticamente investimenti produttivi”..e tu continui a ricordare la buona mano,l’indirizzo e controllo ed io continuo a battere”non esistono stampanti magiche.Ti sembra che sarei ragionevole?

  • Georgejefferson

    Ma se succede moderatamente non e’un dramma,basta una legge per tutelare le fascie deboli,indicizzando i salari.Gli autonomi manovrano giustamente i loro prezzi a seconda della domanda offerta.E i risparmiatori possono scegliere tra un investimento ben remunerato nel privato dagli interessi con relativo rischio di perdita in conto capitale..oppure la sicurezza di”depositare “il potere d’aquisto nei titoli di un paese sovrano “perdendone una minima parte” come pagamento del servizio di deposito.Certo se il gestore pubblico e’un coglione che spreca e butta soldi,tutto e’vano,e’una ovvieta,si continuano e ripetere le stesse cose.

  • RicBo

    Questa storia che gli scandinavi avrebbero colonizzato l’europa meridionale è la ca….ta più gigantesca che abbia mai letto su questo blog.

  • RicBo

    se davvero questo qui è convinto che gli scandinavi hanno colonizzato l’europa meridionale non ti sbagli proprio