IL VERO TROMBATO

IL VERO TROMBATO

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com

Com’è strana la vita.

Così come, un poveraccio disperato, può vincere alla lotteria o ricevere la famosa eredità “dello zio d’America” (successe ad un mio amico, totalmente ignaro della sua esistenza), capita che – quando ti sembra d’avere in pugno il risultato di una vita di sforzi – con uno sberleffo, il destino ti tolga tutto.

E’ quello che ci viene in mente – in queste giornate di caldo e di afa – quando osserviamo l’effige d’Umberto Bossi.

Riflettendoci un po’, già c’aveva colpito la sicumera di Tremonti quando – a Bruxelles – gongolava, affermando che in Italia (avete visto com’è facile?) si “riforma” il sistema previdenziale, mandando in pensione la gente a 70 anni, senza nemmeno “una voce dissenziente”.

A dire il vero, le voci “dissenzienti” ci sono state – la prima, quella del più grande sindacato italiano, la CGIL – ma il governo, forte di numeri e di consensi, di certezze e d’impunità, aveva tirato diritto. Il Presidente del Consiglio sognava nuovi castelli nei quali invitare nuovi harem, il Gran Visir dell’Economia nuovi fondi previdenziali da saccheggiare, valvassori e valvassini nuovi cespiti di tangenti, da dilapidare nell’Estate da nababbi che li attendeva. E invece.

Avevamo posto all’attenzione dei lettori il risultato del referendum sul nuovo “impianto federale” del 2006, perché troppo presto dimenticato: nell’Italia berlusconizzata, mediasettizzata, briatorizzata, dellutrizzata e bertolasizzata, pochi ricordavano che – di fronte allo spauracchio del “federalismo” di matrice bossiana (in realtà, una secessione mascherata) – s’era levati persino i morti dalle tombe e le truppe verdeazzurre, radunate fra Varese ad Arcore, s’erano ritirate nei loro accampamenti, sconfitte.

Il significato di questi giorni, del “tormentone agostano” della politica e del futuro italiano, è tutto qui: questo dannato Paese ti lascia fare tutto, ti concede ciò che risulta inconcepibile appena oltre qualsiasi frontiera. Poi, ti mette di fronte al fatto compiuto, all’impossibilità di procedere: decreta in un lampo la fine politica di formazioni blasonate. Ed è già un passo avanti rispetto a ciò che avveniva un tempo, quando si bruciavano le persone insieme ai loro libri.
Tutto ciò avviene perché questa bellissimo a maledetto Paese non dialoga nei luoghi deputati al dialogo, non emana sentenze nei luoghi chiamati a sentenziare, non informa nelle redazioni destinate a farlo.

Questo Paese è composto da realtà così sfaccettate – sin dal 1861, abbiamo proprio poco da ricordare e da celebrare – da risultare un Giano polifronte: la realtà dipende soltanto dalla faccia nella quale incappi quel giorno, dal Fato, dal caso. E non c’entra nulla col Nord o col Sud.



Nessuno, qui, starebbe ad ascoltare un Primo Ministro che – mentre piovono bombe – afferma che il programma del suo governo saranno “lacrime e sangue”. Negli stessi anni, in questo Paese, s’eleggeva come successore di Mussolini quello che era stato il suo più importate consigliere militare. Di una guerra persa.
Perciò, questo paese non vive, non reagisce, non decide sulla base del raziocinio ma solo su quella della paura o del sogno, secondo i momenti, le situazioni, le convenienze personali.

Chi ha premuto sull’acceleratore di questa tendenza, da sempre insita nell’animo degli italiani, chi ha esaltato la loro debolezza sugli altari per dominarli, oggi non dovrebbe stupirsi se – di fronte alla paura – una parte d’italiani ha deciso di seguire le poche vie di certezza, di non abbandonarsi ad ulteriori sogni che svaniscono negli incubi dell’alba.

E’ stato facile creare, in tanti anni di TV spazzatura, centinaia di luoghi virtuali nei quali esaltare l’individualità a scapito della collettività, stappare milioni di sogni dai cappelli dei prestigiatori televisivi, rassicurare qualche spirito inquieto con l’apparenza del doppiopetto. Non ci vuole molto: soldi e tecnologia. Il resto, già l’aveva spiegato Pavlov.

Poi, la realtà fa capolino perché non s’era messo in conto un crollo del 30% dei consumi, che fa apparire nella sua crudezza lo scempio delle retribuzioni, fra le più povere d’Europa. La realtà avanza, si fa strada, accompagnata da migliaia di scrittori – chiamati spregiativamente blogger – i quali mettono all’indice le smagliature dei sorrisi, le tette rifatte dei bilanci, i denti cariati delle amministrazioni.

La nave affonderà?

No – rassicurano – sono soltanto onde, onde e ghiaccio che il Polo c’invia per metterci alla prova: continuiamo così, rotta per 270°, sicuri, macchine avanti tutta.
Ma, nei ponti inferiori, l’incertezza prende piede e la cospirazione prende corpo, sospinta a gran voce dal turbinare, minaccioso, delle onde dell’Oceano fattosi nero, cupo, incombente.

Una piccola scialuppa lascia – forse in preda alla paura, forse all’esaltazione – ma prende il coraggio e le cime per farle urlare nei bozzelli, fin quando la chiglia incatramata a dovere non accarezza le acque nere, vorticose, apparentemente senza speranza.

Di là del Mare Oceano, appena sotto l’orizzonte, ci saranno altre navi dove ancora è permessa e gradita l’assemblea dell’equipaggio: basterà vogare ed inviare lampi di segnalazione.

Sembra che siano stati soccorsi: per ora, soccorsi e nulla più.

Ora, sulla grande nave, ci si chiede se l’equipaggio rimasto sarà in grado di mantenere la rotta, oliare i grandi cuscinetti dell’albero dell’elica, se le vedette avranno occhi aguzzi a forare il buio della notte, se la “squadra nera[1]” avrà muscoli ben temprati.

E salgono i dubbi. Fin su, in plancia.

Il comandante spande certezze: che può fare un comandante?

Ma gli ufficiali tentennano, scuotono il capo: cosa succederà quando avremo scapolato questo Capo d’Agosto – quando la fine delle calme equatoriali e lo scatenarsi dei primi uragani metteranno alla prova cime e bozzelli, pennoni e sartie? – quando lasceremo questa “Panama”, che per ora ci protegge nel suo gongolare del nulla, aggraziato solo dal volo solitario degli albatross, e la stasi terminerà?

Qualcuno sorride con scaltro abbrivio del labbro, altri s’accompagnano alla bottiglia di rum, pochi s’addentrano nelle galanterie, normali attività delle lunghe navigazioni.

Fra tutti – quando il comandante lascia intendere di voler “fare del Senato la nuova ridotta della Valtellina” – solo uno comprende che la navigazione sta per terminare, e risponde a dovere “qui, al Nord, sono pronte 20 milioni”. Di persone, di baionette? Quasi in rima con la Valtellina.

Oggi, un personaggio come Umberto Bossi, fa quasi pena.

Dopo aver stampato manifesti con il Nord “gallina dalla uova d’oro”, essersi alleato con Berlusconi, averlo abbandonato insultandolo e dandogli del mafioso, averlo riabbracciato in cambio di un posto a tavola ogni Lunedì in villa, aver persino indicato nel figlio Renzo “Trota” la successione, in un refolo di Zeffiro ha visto volar via bandiera e suggelli di sante alleanze, speranze e sogni coccolati per le vie, umide e scivolose, dei borghi lacustri. Per anni, decenni: una vita.

A sua parziale discolpa, segnaliamo la pochezza della persona in oggetto – ben diversa, per cultura, da suo “maestro” Miglio – che lo ha condotto a seguire una sorta di leninismo da periferia urbana nella ricerca dei menscevichi, che non c’erano, da turlupinare.

Appoggiandosi ora allo zar, ora ai circoli rivoluzionari, ha creduto che quei pochi – i quali lo accompagnavano nelle sue scorribande, dalle sorgenti del Po a Venezia – fossero l’avanguardia dei tanti. Ancora una volta: leggere male e di fretta Lenin può fare brutti scherzi.

Così, oggi, la pattuglia fuggita sulla scialuppa pone come condizione “la revisione del federalismo” pensato da Calderoli e Tremonti, ossia da Bossi Senior, che nel regno di Bossi II Junior, “Trota”, sarebbe dovuto essere un regno illuminato, con qualche immaginario Elettore di Sassonia a proteggere si tanta sagacia. In altre parole: niet.
Infine, di tante energie profuse, rimangono una città lagunare nella quale regna l’opposta fazione mentre, sulle sorgenti del Po, dovrà pronunciarsi un Tribunale.

Mai si sarebbe immaginato che, il regal dettato di Re Lear:

Resti dunque assegnato a te e ai tuoi

in possessione e perpetuo retaggio

questo terzo di tutto il nostro regno…


Si sarebbe tramutato nell’epopea fantastica del Sogno di una notte di mezza Estate:

Mettiti il cuore in pace:

non basta tutto il regno delle fate

a comprare da me quel fanciulletto…


Sic stantibus rebus et…sic tansit gloria mundi…padani!

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com/

Link: http://carlobertani.blogspot.com/2010/08/il-vero-trombato.html

3.08.2010


[1] Così erano chiamati, nelle navi a carbone, gli addetti a spalare il carbone nei forni delle caldaie

Articolo liberamente riproducibile nella sua interezza, ovvia la citazione della fonte.

Commenti (59)

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    1. sheridan 4 agosto 2010

      Ah si? E chi ti ci dovrebbe portate fuori da questa miserabile italia??? Calderoli??? Quello che ha bruciato 360.000 leggi senza che nessuno se ne accorgesse??? Oppure borghenzio??? Quello che vuole appiccare il fuoco agli immigrati, oppure bossi che farebbe bene a ricoverarsi??? Ah gia', c'e' er trota, quello si che fa la secessione!!! MA MI FACCI IL PIACERE!

      P.S. un paio di settimane fa tutti i parlamentari legaioli hanno fatto una megacena luculliana, e sai dove l'hanno fatta??? A ROMA LADRONA! Alla fine della cena per infinocchiare i fessi come te sai cosa hanno fatto??? Hanno bevuto un limoncello del Garda!!!!

    1. mendi 4 agosto 2010

      Il vero trombato è questo tal Bertani Carlo che non ha capito niente cosa significhi per noi la Lega, cosa significhi lottare per la nostra libertà. La speranza che diventerà presto realtà è andarsene da questa miserabile Italia e lasciarci alle spalle tutti i Bertani e affini, anche a costo di sparare.

    1. Tonguessy 4 agosto 2010

      molti dei prodotti fatturati dalle ditte del nord vengono prodotti in meridione (dalle automobili FIAT alle carote)



      Giusto. Il bastone viene prodotto al nord, da sempre.

    1. Tonguessy 4 agosto 2010

      Moralizzando, costringendo alle dimissioni con la disapprovazione sociale i corrotti


      Ben detto. C'è un piccolo problema: anche le adunate oceaniche non sortiscono risultato alcuno di questi tempi. Una volta una manifestazione con un milione di partecipanti faceva cadere il governo, adesso non servono più a nulla (intendo come cambiamento). La domanda successiva quindi è: come si costringono alle dimissioni i corrotti visto che si fanno le leggi ad personam proprio per evitare anche i contatti con la magistratura, dopo avere evitato i contatti con il popolo?

    1. cyrano-65 4 agosto 2010

      Allora parliamo di numeri. Mettiamo pure che il 3% delle pensioni Calabresi sia davvero contributivo, sono certo contributive anche le pensioni dei Calabresi che hanno lavorato tutta la vita fuori e poi tornano in vecchiaia al paesello com'è loro diritto, e pace per i nordici che vorrebbero che i pensionati restassero forse al nord a spendere. Del resto, se andiamo a vedere il fatturato del nord, molti dei prodotti fatturati dalle ditte del nord vengono prodotti in meridione (dalle automobili FIAT alle carote e alle arance che comperate alla Standa). Se poi andiamo a vedere le imposte indirette, come quelle sull'energia elettrica o i prodotti energetici (gas naturale, gasolio, benzina e via inquinando), si potrebbe scoprire che ad esempio la Sicilia - unica regione Italiana - esporta un surplus consistente di energia elettrica prodotta, si potrebbe scoprire che ben oltre la metà del gasolio e della benzina usati in Italia sono lavorati in meridione e nelle isole... il tutto, e qui sta il bello, con la fottuta che noi paghiamo più care delle altre sia l'energia elettrica che la benzina, con la scusa che la rete di distribuzione è meno efficiente, "perchè è antieconomico modernizzarla" (così veniamo bastonati tre volte: la produciamo e ci succhiamo l'inquinamento, la mandiamo al nord, la paghiamo di più e - ultima e più grossa fottuta - siccome le accise si pagano all'immissione in consumo, già ora figurano come tasse pagate al nord - sul lavoro dei meridionali - , e con il federalismo fiscale quei soldi - pagati sul nostro lavoro, ripeto - non li vedremo più nemmeno in minima parte, perchè resteranno certo sul territorio nel quale saranno stati versati). Ah, già. Infine, sempre per favorire la "parte più produttiva del paese", qui i trasporti ferroviari sono arretratissimi (non vale la pena di spendere al sud) e così, oltre a pagare di più benzina e gasolio, siamo anche costretti a girare in auto e in pullman per ogni cosa, per non parlare delle merci, che viaggiano tutte su autocarri. Le statistiche non sono tutto, caro mio, occorre anche saperle LEGGERE...

    1. Zret 4 agosto 2010

      E' così, purtroppo.

    1. cyrano-65 4 agosto 2010

      Non è una risposta. E' un applauso...
      CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP

    1. ario 4 agosto 2010

      Hai detto più cazzate tu in 4 righe che napolitano in 4 anni. Complimenti

    1. wld 4 agosto 2010

      ... si risolvono dando il mandato di una sola legislatura ai politici, e poi a casa a continuare il lavoro che facevano prima, si risolvono con uno stipendio adeguato e non abnorme come quello che foraggiamo noi sudditi ai nostri valvassori, si risolvono mandandoli in pensione all'età che tutti i lavoratori vanno, e senza raggiungere i 30 mesi per aver legalizzato il diritto ad andarci a 65 anni senza aver mai più lavorato, si risolvono, come tutti i cittadini che hanno la fedina pulita per aprire una attività ed il politico che si vuole dedicare la deve avere immacolata, si risolvono eliminando detrattori come i Presidenti e Senatori della Repubblica che possono inficiare per clientela quello che viene discusso nelle camere e poi approvato per il loro Alzheimer vista l'età che hanno, si risolvono togliendo tutti i benefici che i lavoratori comuni non hanno, che per i politici è più che un altro stipendio, togliendo scorte e macchine blu ed altri privilegi che detengono ancora dopo la legislatura, si risolvono in special misura per i conflitti di interesse che non devono nemmeno lontanamente esserci. E potrei continuare all'infinito.

    1. Tetris1917 4 agosto 2010

      oltre ai meridionali che lavorano al nord, ci sono i meridionali che con mille difficolta', lavorano al sud. Come la metti?......Ci bruciate? Mi pare strano che su un sito di un certo livello di approfondimento, il risultato e' cotanto aborto di intelligenza. Ma visti i tempi........


      P.S vedete che noi al sud se ci separiamo dal nord, non abbiamo molto da che perdere (se non le famose catene di Marx, ma questo e' un altro discorso...). Penso che ragionandoci un po' su ci convenga piu' di voi. Allora forza con la separazione!! W il demente bossi e tutto il suo popolo bovino

    1. cyrano-65 4 agosto 2010

      non sono affatto d'accordo. Il nord da solo andrà a fondo molto in fretta perchè manca totalmente della capacità di competere con i veri stati europei. Vogliamo fare qualche parallelo? (FIAT, Volkswagen, Ansaldo contro Eiffel) e non sai quanti altri scalzacani ci sono al nord che si proclamano industriali e non sanno bene cosa dicano. Io, che all'estero ci sono stato, ricordo la classica battuta sull'automobile FIASCO frutto della joint venture tra Fiat e Skoda. All'estero sanno benissimo chi siamo - TUTTI. L'industria dell'italia settentrionale -DOVE SONO CRESCIUTO- è in gran parte arretrata, DIPENDENTE DAGLI AIUTI DI STATO, che infatti cerca disperatamente, e si è salvata troppo spesso con le camarille più strane. Ad esempio, quando c'era la cassa per il mezzogiorno, c'era una norma di legge che diceva che non si dovevano finanziare progetti atti a competere con le industrie del nord. Su come poi gestiscano le industrie del nord gli appalti presi al sud è assai meglio tacere, ma per carità di patria. Il governo del Paese intero poi è da barzelletta, con storie ridicole come quella delle quote latte o come gli accordi europei che hanno pian pianino massacrato le produzioni agricole nelle quali il sud primeggiava in europa per sostenere - ANCORA UNA VOLTA - la "parte più produttiva del Paese" che non sa competere senza aiuti. Ma invece di scrivere sciocchezze, andatevi a vedere come funziona MALE la Malpensa, costata un paccone di soldi di stato e ancora oggi sostenuta con vero assistenzialismo e magari confrontatela con un aeroporto davvero efficiente, come quello di Catania. Non sia mai che s'imparasse qualcosa... e poi di statistiche truccate ormai abbiamo buona esperienza tutti. Divertitevi con le balle e non guardatevi mai attorno, dai :D

    1. cyrano-65 4 agosto 2010

      Ma che domanda è?
      Come si è sempre fatto nei paesi civili, nei quali il contratto sociale conta qualcosa e quando il Tremonti di turno si fa avanti ad alzare l'età pensionabile il Marchionne di turno si fa avanti a minacciare di chiudere gli stabilimenti fatti con i soldi dello Stato, cioè NOSTRI, la gente e sindacati protestano invece di dire subito sì.
      Ma siccome mi rendo conto che siamo terzo mondo, ti rispondo.
      Moralizzando, costringendo alle dimissioni con la disapprovazione sociale i corrotti invece di fare affari con loro, con un sistema giudiziario che funziona.
      Il federalismo ha il presupposto per niente nascosto che il marcio sia tutto da una parte sola.
      Così non è, chiaramente, e ci sono infinite storie che lo confermano.
      E allora ti faccio io una domanda SERIA, alla quale non saprai rispondere: perchè dividendo una debolezza si dovrebbero creare delle forze?
      Con gli stessi politici, lo stesso sistema economico e la stessa mentalità nazionale si avrà la stessa permeabilità alla corruzione, e più punti dove la corruzione potrà filtrare che non si potranno controllare.
      Comunque, tenetevi Bossi, che intanto ha "sistemato" suo figlio, mentre gli altri chissà quanto devono penare a trovar lavoro...

    1. andyconti 4 agosto 2010

      I commenti finora postati esprimono tutti una certa verita'. E' vero che il problema e' la criminalita', ed e' giusto chiedersi sconsolati come si puo' risolvere (io direi con un cambio culturale degli italiani......immaginatevi che utopia). E' anche vero in buona parte che il sud e' una palla al piede (non i meridionali che lavorano al nord, ma il sud come territorio). Poi pero' esistono altre questioni e tutte riportano al problema-madre: l'Italia non puo' stare unita e anche se c'e' il rischio di regioni indipendenti che riproducono i difetti nazionali, rientrerebbero nello standard degli altri stati (che non sono poi molto piu' immacolati di noi).

    1. stefanodandrea 4 agosto 2010

      Come si risolvono i problemi della corruzione e della criminalità?

    1. stefanodandrea 4 agosto 2010

      Straordinario. Ho riso di cuore!

      Stavo per rispondere al Trota quando ho letto io tuo commento

    1. Tetris1917 4 agosto 2010

      chi sei "il trota"?

    1. Barambano 4 agosto 2010

      il problema dell'Italia è che il Sud (e Roma) vivono enormemente al di sopra delle loro possibilità grazie ai trasferimenti dal Nord.
      Questo è il punto della questione. Ogni altro discorso è fittizio.
      In Calabria forse il 3% delle pensioni è contributivo. Significa che i soldi li per le pensioni arrivano dai contributi delle aziende del nord visto che in Calabria di aziende non in nero ce ne sono poche.
      Questo dicorso vale per la sanità, la criminalità (quanto spendiamo per la cosiddetta ' lotta alla mafia'?), il decadimento della scuola e di ogni servizio pubblico riempito di meridionali anche incompetenti giusto per dare loro un lavoro.
      Mi rendo conto che il mio discorso non è politicamente corretto ma finchè non si discute di questo non si verrà a capo di niente.

    1. IVANOE 4 agosto 2010

      Ha ragione tremonti quando dice che l'allungamento dell'età pensionabile è passato senza un'ora di sciopero ed ha torto bertani quando dice che ci sono state proteste.
      Ma quali ma di chi ?
      Ormai noi italiani da un punto di vista etico siamo finiti siamo diventati come le lumache che si nascondono nle loro guscio e non si interessano di niente, anzi pensano che la cosa non li riguarda perchè tanto troveranno la solita scappatoia... ma non è così quello che ci sarà e che è già in atto è una feroce guerra tra poveri all'interno di una massa di persone molliccie addormentate in sostanza volutamente rincoglionite e sotto l'influenza di tranquillanti e di droghe. Ecco perchè ha ragione tremonti come potergli dare torto ?
      Praticamente ti ha detto in faccia che è andato a letto con tua moglie tiua sorella la tua fidanzata dentro casa tua mentre eri in casa e tu gli hai aperto la porta di casa per farlo uscire facendogli l'inchino. Ecco questo ci ha fatto e ci stanno facendo.
      E noi ? Niente nemmeno l'onore da difendere ormai siamo devastati dai tatuaggi, dal fumo facile da acquistare da quell'aria alcuni ch hanno di coatti universali e altri da coglioni di prima scelta.
      Si sbaglia ancora bertani quando dice che bossi è stato trombato s'estate.Non è vero. Bossi è stato trombato diversi anni fa e se ci pensate bene tutte queste figure politiche non sono altro che caricature degne del bagaglino.
      Chi gli da la forza ? Noi e la colpa è solo la nostra.
      Marchionne che fa il bello e il cattivo tempo con gli operai fiat distruggendo almeno 50 anni di lotte per ottenere il minimo dei diirtti. E l'operaio fiat che fa ? Sta zitto zitto spera magari di fare del lecchinaggio a buon mercato per salvare il proprio sedere...
      Signori così và oggi l'italia !!!

    1. cyrano-65 4 agosto 2010

      sinceramente, in un paese che è tutto nelle mani di varie criminalità organizzate, la Lega mi sembra portare avanti istanze senza significato. Non conta tanto dove si decide la spesa, infatti, ma secondo quali criteri. Ora, se al Nord come al Sud i criteri sono quelli del favore ai potenti e alle cricche, non ha alcuna utilità il federalismo, e tutto il gioco diventa un "falso scopo" che distrae dai problemi veri, venando per di più la situazione di inutile razzismo tra Italiani e verso gli stranieri. Se la Lega scomparisse, con la sua pochezza propositiva, lascerebbe alla sue spalle un panorama più chiaro di corruzione e malaffare che la gente avrebbe anche più chiaro di dovere combattere. Unitariamente. Chiaramente la mia è una pia speranza, ma prima ci sveglieremo da questo incubo virtuale nel quale ci hanno precipitati, prima capiremo che il problema non è la forma dello stato, ma la forma della corruzione e della criminalità.

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