IL VERO TROMBATO

IL VERO TROMBATO

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com

Com’è strana la vita.

Così come, un poveraccio disperato, può vincere alla lotteria o ricevere la famosa eredità “dello zio d’America” (successe ad un mio amico, totalmente ignaro della sua esistenza), capita che – quando ti sembra d’avere in pugno il risultato di una vita di sforzi – con uno sberleffo, il destino ti tolga tutto.

E’ quello che ci viene in mente – in queste giornate di caldo e di afa – quando osserviamo l’effige d’Umberto Bossi.

Riflettendoci un po’, già c’aveva colpito la sicumera di Tremonti quando – a Bruxelles – gongolava, affermando che in Italia (avete visto com’è facile?) si “riforma” il sistema previdenziale, mandando in pensione la gente a 70 anni, senza nemmeno “una voce dissenziente”.

A dire il vero, le voci “dissenzienti” ci sono state – la prima, quella del più grande sindacato italiano, la CGIL – ma il governo, forte di numeri e di consensi, di certezze e d’impunità, aveva tirato diritto. Il Presidente del Consiglio sognava nuovi castelli nei quali invitare nuovi harem, il Gran Visir dell’Economia nuovi fondi previdenziali da saccheggiare, valvassori e valvassini nuovi cespiti di tangenti, da dilapidare nell’Estate da nababbi che li attendeva. E invece.

Avevamo posto all’attenzione dei lettori il risultato del referendum sul nuovo “impianto federale” del 2006, perché troppo presto dimenticato: nell’Italia berlusconizzata, mediasettizzata, briatorizzata, dellutrizzata e bertolasizzata, pochi ricordavano che – di fronte allo spauracchio del “federalismo” di matrice bossiana (in realtà, una secessione mascherata) – s’era levati persino i morti dalle tombe e le truppe verdeazzurre, radunate fra Varese ad Arcore, s’erano ritirate nei loro accampamenti, sconfitte.

Il significato di questi giorni, del “tormentone agostano” della politica e del futuro italiano, è tutto qui: questo dannato Paese ti lascia fare tutto, ti concede ciò che risulta inconcepibile appena oltre qualsiasi frontiera. Poi, ti mette di fronte al fatto compiuto, all’impossibilità di procedere: decreta in un lampo la fine politica di formazioni blasonate. Ed è già un passo avanti rispetto a ciò che avveniva un tempo, quando si bruciavano le persone insieme ai loro libri.
Tutto ciò avviene perché questa bellissimo a maledetto Paese non dialoga nei luoghi deputati al dialogo, non emana sentenze nei luoghi chiamati a sentenziare, non informa nelle redazioni destinate a farlo.

Questo Paese è composto da realtà così sfaccettate – sin dal 1861, abbiamo proprio poco da ricordare e da celebrare – da risultare un Giano polifronte: la realtà dipende soltanto dalla faccia nella quale incappi quel giorno, dal Fato, dal caso. E non c’entra nulla col Nord o col Sud.



Nessuno, qui, starebbe ad ascoltare un Primo Ministro che – mentre piovono bombe – afferma che il programma del suo governo saranno “lacrime e sangue”. Negli stessi anni, in questo Paese, s’eleggeva come successore di Mussolini quello che era stato il suo più importate consigliere militare. Di una guerra persa.
Perciò, questo paese non vive, non reagisce, non decide sulla base del raziocinio ma solo su quella della paura o del sogno, secondo i momenti, le situazioni, le convenienze personali.

Chi ha premuto sull’acceleratore di questa tendenza, da sempre insita nell’animo degli italiani, chi ha esaltato la loro debolezza sugli altari per dominarli, oggi non dovrebbe stupirsi se – di fronte alla paura – una parte d’italiani ha deciso di seguire le poche vie di certezza, di non abbandonarsi ad ulteriori sogni che svaniscono negli incubi dell’alba.

E’ stato facile creare, in tanti anni di TV spazzatura, centinaia di luoghi virtuali nei quali esaltare l’individualità a scapito della collettività, stappare milioni di sogni dai cappelli dei prestigiatori televisivi, rassicurare qualche spirito inquieto con l’apparenza del doppiopetto. Non ci vuole molto: soldi e tecnologia. Il resto, già l’aveva spiegato Pavlov.

Poi, la realtà fa capolino perché non s’era messo in conto un crollo del 30% dei consumi, che fa apparire nella sua crudezza lo scempio delle retribuzioni, fra le più povere d’Europa. La realtà avanza, si fa strada, accompagnata da migliaia di scrittori – chiamati spregiativamente blogger – i quali mettono all’indice le smagliature dei sorrisi, le tette rifatte dei bilanci, i denti cariati delle amministrazioni.

La nave affonderà?

No – rassicurano – sono soltanto onde, onde e ghiaccio che il Polo c’invia per metterci alla prova: continuiamo così, rotta per 270°, sicuri, macchine avanti tutta.
Ma, nei ponti inferiori, l’incertezza prende piede e la cospirazione prende corpo, sospinta a gran voce dal turbinare, minaccioso, delle onde dell’Oceano fattosi nero, cupo, incombente.

Una piccola scialuppa lascia – forse in preda alla paura, forse all’esaltazione – ma prende il coraggio e le cime per farle urlare nei bozzelli, fin quando la chiglia incatramata a dovere non accarezza le acque nere, vorticose, apparentemente senza speranza.

Di là del Mare Oceano, appena sotto l’orizzonte, ci saranno altre navi dove ancora è permessa e gradita l’assemblea dell’equipaggio: basterà vogare ed inviare lampi di segnalazione.

Sembra che siano stati soccorsi: per ora, soccorsi e nulla più.

Ora, sulla grande nave, ci si chiede se l’equipaggio rimasto sarà in grado di mantenere la rotta, oliare i grandi cuscinetti dell’albero dell’elica, se le vedette avranno occhi aguzzi a forare il buio della notte, se la “squadra nera[1]” avrà muscoli ben temprati.

E salgono i dubbi. Fin su, in plancia.

Il comandante spande certezze: che può fare un comandante?

Ma gli ufficiali tentennano, scuotono il capo: cosa succederà quando avremo scapolato questo Capo d’Agosto – quando la fine delle calme equatoriali e lo scatenarsi dei primi uragani metteranno alla prova cime e bozzelli, pennoni e sartie? – quando lasceremo questa “Panama”, che per ora ci protegge nel suo gongolare del nulla, aggraziato solo dal volo solitario degli albatross, e la stasi terminerà?

Qualcuno sorride con scaltro abbrivio del labbro, altri s’accompagnano alla bottiglia di rum, pochi s’addentrano nelle galanterie, normali attività delle lunghe navigazioni.

Fra tutti – quando il comandante lascia intendere di voler “fare del Senato la nuova ridotta della Valtellina” – solo uno comprende che la navigazione sta per terminare, e risponde a dovere “qui, al Nord, sono pronte 20 milioni”. Di persone, di baionette? Quasi in rima con la Valtellina.

Oggi, un personaggio come Umberto Bossi, fa quasi pena.

Dopo aver stampato manifesti con il Nord “gallina dalla uova d’oro”, essersi alleato con Berlusconi, averlo abbandonato insultandolo e dandogli del mafioso, averlo riabbracciato in cambio di un posto a tavola ogni Lunedì in villa, aver persino indicato nel figlio Renzo “Trota” la successione, in un refolo di Zeffiro ha visto volar via bandiera e suggelli di sante alleanze, speranze e sogni coccolati per le vie, umide e scivolose, dei borghi lacustri. Per anni, decenni: una vita.

A sua parziale discolpa, segnaliamo la pochezza della persona in oggetto – ben diversa, per cultura, da suo “maestro” Miglio – che lo ha condotto a seguire una sorta di leninismo da periferia urbana nella ricerca dei menscevichi, che non c’erano, da turlupinare.

Appoggiandosi ora allo zar, ora ai circoli rivoluzionari, ha creduto che quei pochi – i quali lo accompagnavano nelle sue scorribande, dalle sorgenti del Po a Venezia – fossero l’avanguardia dei tanti. Ancora una volta: leggere male e di fretta Lenin può fare brutti scherzi.

Così, oggi, la pattuglia fuggita sulla scialuppa pone come condizione “la revisione del federalismo” pensato da Calderoli e Tremonti, ossia da Bossi Senior, che nel regno di Bossi II Junior, “Trota”, sarebbe dovuto essere un regno illuminato, con qualche immaginario Elettore di Sassonia a proteggere si tanta sagacia. In altre parole: niet.
Infine, di tante energie profuse, rimangono una città lagunare nella quale regna l’opposta fazione mentre, sulle sorgenti del Po, dovrà pronunciarsi un Tribunale.

Mai si sarebbe immaginato che, il regal dettato di Re Lear:

Resti dunque assegnato a te e ai tuoi

in possessione e perpetuo retaggio

questo terzo di tutto il nostro regno…


Si sarebbe tramutato nell’epopea fantastica del Sogno di una notte di mezza Estate:

Mettiti il cuore in pace:

non basta tutto il regno delle fate

a comprare da me quel fanciulletto…


Sic stantibus rebus et…sic tansit gloria mundi…padani!

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com/

Link: http://carlobertani.blogspot.com/2010/08/il-vero-trombato.html

3.08.2010


[1] Così erano chiamati, nelle navi a carbone, gli addetti a spalare il carbone nei forni delle caldaie

Articolo liberamente riproducibile nella sua interezza, ovvia la citazione della fonte.

Commenti (59)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 20 caricati
    1. cyrano-65 7 agosto 2010

      Se le differenze fossero culturali sarebbe anche facile, dirò dopo proprio che le differenze culturali non ci sono, e che questa per me è la cosa più allarmante. Personalmente io non vedo solo la Lega, se non altro perchè essendo cresciuto al Nord ed avendoci frequentato tutte le scuole ho finito per apprezzare moltissime cose buone della gente che ho conosciuta. Tuttavia la lega, che, lo ripeto, reputo politicamente inutile per risolvere i problemi del paese e potenzialmente dannosa, esiste e deve pur essere vista, esattamente come la mafia. E qui sta il punto: crescere e avere vissuto e lavorato al nord e vivere e lavorare al sud significa proprio: andare oltre l'esteriorità dell'arrivare in ritardo o puntuali e oltre gli stereotipi e vedere come davvero vive la gente e se davvero lavora o non lavora. Io non riesco ad avere altra identità che quella di un Italiano, sono nato in Sicilia, cresciuto in Lombardia, ho fatto l'alpino a Trento, mi sento e mi posso solo sentire cittadino di un Paese che va da dalle cime di Lavaredo a Pantelleria e che un giorno, citando Borsellino "sarà bellissimo". I meridionali che ho conosciuto non lavorano meno dei loro colleghi settentrionali, spesso sono più gentili, a volte in un modo imbarazzante e non sempre disinteressato che inizialmente mi ha spiazzato - non c'ero abituato - che poi ho imparato a capire e, quando è giusto, ad apprezzare; lavorano spesso in un contesto meno favorevole, sottoposti a pressioni superiori e con meno sostegno, specie logistico e di ascolto, dal centro (Roma). La Basilicata è adorabile, confermo di amare moltissimo Matera, che mi ricorda molto Modica. E io non credo di avere scritto di vivere nel migliore dei mondi possibili, anzi. Sulle differenze culturali non sono, invece, affatto d'accordo: se i, magari più rudi lombardi tra i quali sono cresciuto non valgono, finezze a parte, di meno dei meridionali, non valgono neanche di più, come dirò. La cultura del nepotismo e degli accordi economico politici, ad esempio, anche con la criminalità non è - ormai è ampiamente dimostrato - un'esclusiva del sud. Sotto questo aspetto molti leghisti mi ricordano certi politici meridionali del passato che negavano in parlamento l'esistenza della mafia: si comportano come se il problema non fosse ANCHE loro. Così facendo creano in molti settentrionali la stessa sensazione che c'era in meridione: che il problema non ci fosse o fosse altrui. Il problema invece c'è, ed è NOSTRO, di tutti gli Italiani, e non può essere circoscritto con un federalismo. il sentire e l'agire mafioso infatti possono soffocare ed uccidere la società civile e non ne usciamo tirandoci la croce addosso tra di noi: dobbiamo fermarli assieme colpendoli dove fa più male, cioè nella politica sia nella destra che nella sinistra, visto che sono presenti in ambedue le fazioni. Non ho fatto un discorso molto chiaro, ma credo di avere fatto capire meglio come la penso: gli onesti non dovrebbero farsi la guerra ma guardarsi le spalle tra di loro. Rinnovo l'invito, magari a Nero d'Avola. :)

    1. giovannimarc 7 agosto 2010

      hai ragione....,per la birra magari !

    1. andyconti 7 agosto 2010

      ok ok....Cyrano..ci faremo una birra...mai ho pensato a litigi tipo Floris qui in CDC....in quanto al razzismo al contrario..solo vedo molto risentimento verso il nord solo perche' ne vedete la Lega e niente piu'. I morti di mafia..ok...io per primo dico che sono molti gli eroi...ma questo non toglie che bisogna verificare che percentuale rappresentano...in fondo molti cittadini del Sud sono critici..io stesso ho vissuto al Sud..non sono certo come i leghisti che nemmneo viaggiano....e ho capito che le differenze sono culturali, per esempio mi domando: perche' nello stesso Sud la Basilicata non registra fenomeni di mafia e ottiene differenti risultati elettorali???

    1. Jasmine 7 agosto 2010

      Di quelli che "erano mafiosi anche loro", solo ad inizio della guerra di mafia, tra il 1979 e il 1980, ne sono stati ammazzati oltre 2000 e non sono computati tra le vittime della mafia.

    1. cyrano-65 7 agosto 2010

      perchè non la finite con le sciocchezze e non vi fate una birra assieme? :) Nel caso verrò anche io :D

    1. cyrano-65 7 agosto 2010

      concordo su tutto!

    1. cyrano-65 7 agosto 2010

      "Prima di attribuirmi dei "titoli" sappia che non sono ne della lega , ne dei suoi colleghi di schieramento, semplicemente trovo corretto dire le cose come stanno perchè se è vero che del sud ci si è sempre aproffittato, è anche vero che sono numerosi i cittadini del sud che ci hanno sguazzato bene"

      Non lo nego. E concordo abbastanza con le sue analisi, tranne per due punti che le esterno con piacere: mi piace discutere civilmente senza parlar "d'armi e portatori". Al nord moltissimi fanno le stesse cose che lamenta lei e si sentono in diritto di farle "per rappresaglia e per sopravvivere", e non dica di no, io in provincia di Varese ci sono vissuto da quando avevo due anni a quando ne ho avuti trentaquattro e fatture e scontrini non sono sempre e ovunque visti come un dovere sociale, e i dipendenti in nero non mancano. Di poche settimane fa, poi, è la notizia della ragazza di Treviso che si è vista proporre un impiego da commessa a 200 euro al mese in nero. Sul fatto che l'acqua manchi solo d'estate per gli allacci irrigui abusivi, non mi risulta affatto. Ad Agrigento manca anche d'inverno, e gravissimo è il caso di Siracusa, dove l'acqua, ottima ed abbondante, dell'antico acquedotto arabo viene riservata al complesso petrolchimico mentre l'acqua di rete urbana è pessima. Lei ha portato il discorso dove vorrei che stesse sempre: sui problemi Italiani, del che la ringrazio vivamente. Una fiscalità meno barocca, una maggiore efficacia nella lotta al malaffare e all'evasione fiscale sarebbero molto più utili del federalismo. Questo ragionamento mi ha sempre fatto detestare la Lega, che ritengo utile a distrarre gli Italiani dal vero problema. Nulla ho contro le persone, creda, e ho moltissimi amici al Nord, dove sono cresciuto, tra i quali un ex sindaco leghista, mio compagno di scuola alle elementari. Cordialmente!

    1. giovannimarc 7 agosto 2010

      fantastico il razzista sono io, intanto non sono meridionale e non vedo verso chi potrei essere razzista.volevo solo mettere in risalto il fatto che non c'è in questo paese un luogo dove tutto è impegno civico e onesta' ed un'altro di illegalita' totale.L'Italia è piu' unita di quel che si dice la mafia è funzionale ad un sistema di affari che include tutto il paese nord compreso,ad esempio noi i nostri rifiuti tossici sappiamo che fine hanno fatto,chi è piu' colpevole? chi dovrebbe impedire che cio' accada?perche' non fermare i camion carichi di rifiuti alla partenza e pretendere che venga fatto all'arrivo?
      la maggior parte di quei 700 erano persone che si sono ribellate alla mafia,loro familiari,agenti,magistrati e loro familiari,sindacalisti,qualche giornalista,imprenditori che non volevano pagare il pizzo,esistono anche in rete liste con nomi e professione delle vittime.
      Benvenuta la critica e la discussione ma che sia diversa nei contenuti e nella forma da quella che possiamo trovare in comizi e arene politiche, nessuna esclusa.

    1. andyconti 6 agosto 2010

      Caro Giovannimarc, il tuo e' razzismo al contrario. Io apprezzo le personalita' del sud eroiche e tu mi rispondi cosi'. Comunque, nello specifico, ti faccio notare che la maggiorparte dei 700 morti per mafia erano mafiosi anche loro. Amen

    1. giovannimarc 6 agosto 2010

      non solo Falcone e Borsellino,una lista di quasi 700 morti ammazzati dalla mafia.
      naturalmente vi sembreranno pochi,voi vi sareste fatti sterminare piuttosto che cedere, eroi dell'impegno civico.Non siete gli stessi che oggi a Milano hanno assistito all'uccisione di una donna a pugni senza intervenire,..del resto lui ucraino lei filippina... dei terroni che se la vedano fra loro.

    1. andyconti 6 agosto 2010

      Apprezzo la buona fede di Cyrano che dice : A volte è difficile essere sinceri senza essere noiosi, ma dicendo cose sensate si ha almeno ragione, credo... E avendo ragione si ha la speranza di concludere qualcosa, spero. Se invece si ha torto e si è noiosi non si ha proprio alcuna attenuante. :)
      Caro Cyrano, se parli con un leghista ti dira' le stesse cose.
      Il problema e' che con le sole parole e con la speranza,non si va da nessuna parte. Che il sud prenda esempio dagli imprenditori che hanno formato l'associazione anti-usura e...perche' no......da FALCONE E BORSELLINO!!!!!!!!!!!!!!! LORO AGISCONO E HANNO AGITO, ALTRO CHE PAROLE SENSATE E RAGIONEVOLI. Ovviamente adesso mi risponderete che io dovrei dare l'esempio,be',,non mi conoscete e non conoscete tutte le persone che ogni giorno agiscono e rischiano in prima persona per la cosa che questo paese ha dimenticato: LA DIGNITA'!!!

    1. Diapason 6 agosto 2010

      Avete una sola direzione verso cui incamminarvi, per andarvene da questa Italia che voi per primi avete contribuito a rendere miserabile: verso il basso.

      Aprite i tombini delle strade, e scendete a razzolare con i vostri simili, nell'atmosfera che più vi si addice.

    1. Diapason 6 agosto 2010

      Mi accodo: CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP

    1. Matt-e-Tatty 6 agosto 2010

      Senta Cyrano, le questioni energetiche siciliane e del sud italia non le conosco, sono al corrente di alcuni dei mezzucci con cui diversi pseudoindustriali hanno sciacallato gli aiuti erogati per decenni lasciando le persone del sud prive di industrie, occupazione, sviluppo. Una riflessione però occorre farla: come è vero che manca occupazione per "malagestione" (eufemistico) dei fondi, è anche vero che il "malcostume occupazionale"in certe zone è la regola... le attività assumono in nero quasi sempre, le imprese lavorano in nero... per lavoro ho avuto a che fare con un'impresa napoletana completamente sprovvista di documenti di regolarità contributiva e che aveva fattura 1 a novembre e fattura 2 a dicembre... azienda aperta da oltre 15 anni! Un'altra sempre nel napoletano... coperativa con un centinaio di soci lavortatori che ogni anno chiude e riapre con nuovo nome... L'acqua in molte città del sud manca in estate per via degli allacciamenti clandestini ad uso irriguo... Prima di attribuirmi dei "titoli" sappia che non sono ne della lega , ne dei suoi colleghi di schieramento, semplicemente trovo corretto dire le cose come stanno perchè se è vero che del sud ci si è sempre aproffittato, è anche vero che sono numerosi i cittadini del sud che ci hanno sguazzato bene, tra l'altro è sempre stato un buon serbatorio di voti per chi vleva antenere lo status quò delle cose... molti voti comprati per un tozzo di pane o il "posto pubblico" al famigliare...

    1. cyrano-65 6 agosto 2010

      "la questione e' finalmente ribellarsi come popolo a questa situazione iniziando a cambiare la nostra mentalita', a meno che davvero vogliate dichiarare che al sud siete tutti vittime dello stato, anche questa e' una nenia noiosa tanto quanto i luoghi comuni dei leghisti."

      Siamo tutti vittime del sistema mafioso che ci hanno imposto e dell'allegra mentalità secondo la quale è importante trovare un colpevole mentre non è urgente preoccuparsi di risolvere i problemi. Questo sistema è una linfa che impregna sia lo stato che l'economia, fino alle lodatissime piccole e medie imprese, che fanno lobbying incredibili in materia fiscale. Chi lo denuncia non fa altro che dire che questo è un problema, da un secolo almeno, infischiandosene di apparire noioso. Ed è IL VERO PROBLEMA, da risolvere. A volte è difficile essere sinceri senza essere noiosi, ma dicendo cose sensate si ha almeno ragione, credo... E avendo ragione si ha la speranza di concludere qualcosa, spero. Se invece si ha torto e si è noiosi non si ha proprio alcuna attenuante. :)

    1. andyconti 5 agosto 2010

      Molto interessanti le risposte che ho ricevuto. Magari mi hanno scambiato per un leghista. Comunque, tutte queste risposte immancabilmente citano i poteri forti del nord che traggono vantaggio dall'avere un sud non sviluppato e difendono per esempio i soldati meridionali che si sacrificarono durante la Grande Guerra. Un lettore ha anche chiesto perche' il nord non decide di separarsi, visto che i settentrionali fanno due palle cosi' con la storia della palla al piede.
      Il fatto e' che nessuno ha mai negato le convenienze dei poteri forti o l'eroismo dei soldati meridionali, infatti ho detto che per esempio Napoli prima dell'unita' era prospera e che i meridionali che lavorano al nord hanno fatto il benessere di certe imprese come la Fiat. Il problema pero' e' che non serve trovare la scusa dei poteri forti o insinuare che i settentrionali sono razzisti, la questione e' finalmente ribellarsi come popolo a questa situazione iniziando a cambiare la nostra mentalita', a meno che davvero vogliate dichiarare che al sud siete tutti vittime dello stato, anche questa e' una nenia noiosa tanto quanto i luoghi comuni dei leghisti.

    1. mariosoldati 5 agosto 2010

      ............ la lega in cui credevo è stata spazzata via con le tangenti Enimont ............ il resto è la solita storia italiana ............. una barzelletta ............ il guaio è che non esiste soluzione a questa oligarchia ......... l'unica Grande possibilità di rinnovamento di una vera rivoluzione sociale poteva esserci con la caduta del regime fascista, un regime che non è stato altro che l'espressione di un Italia partita con il piede sbagliato, il Regno dei Savoia, la peggiore espressione di Governo Occidentale esistente in Europa in quell'epoca..... ma purtroppo le forze del Male hanno ristabilito sulle poltrone i soliti padroni del traghetto, in verità dovevano essere epurati assieme al suo Capo in piazza loreto, compresi quei comunisti che hanno tradito i loro compagni vendendosi ai sovietici, ora le conseguenze le abbiamo sotto gli occhi ........ gli ITALIANI sono ancora da FARE ............ e la barca cazzeggia in culo ai soliti coglioni che pensano di essere furbi, santi navigatori e poeti .......

    1. cyrano-65 5 agosto 2010

      Fino a prova contraria, gli operai del sud pagano di contributi tanto quanto quelli del nord, quando sono regolari. Se sono in nero, sempre come al nord, prima dei loro contributi bisogna vedere se arrivano ad essere proprio pagati per il lavoro prestato, il che non è così scontato specie per i neri clandestini. Il costo della vita non è minore al sud come raccontano, in complesso (costano di meno, ma non poi molto meno, i generi di prima necessità, le consumazioni al bar, in qualche centro le case, ma costano molto di più le assicurazioni per auto, l'abbigliamento, gli alberghi - ad Agrigento ad esempio è facile pagare più che a Roma - i trasporti, la nettezza urbana, l'acqua, le visite mediche specialistiche... I trasporti sono una vera nota dolente: qui ci sono moltissimi pendolari, che si spostano da una città all'altra per la scuola e per il lavoro con servizi scomodi e costosi, prevalentemente su autobus. Poi se vogliamo parlare di industrie, pensate com'è bello avere un laboratorio industriale e sapere che l'acqua urbana è disponibile ad ore o a giornate, doversi preventivamente munire di trivelle, dipendere dalla fornitura di energia elettrica per farle funzionare, pagando l'energia elettrica più cara degli altri pur operando magari in Sicilia dove l'energia elettrica si manda al nord... Ah, ma dimenticavo: una volta dicevano che qui si sta bene e noi facciamo i "piangina". :)

    1. Jasmine 5 agosto 2010

      Ancora più semplice. Visto che i catalani, Pujol in testa, si sono studiati lo Statuto siciliano, che, pur essendo quasi tutto inapplicato, è di gran lunga più avanzato rispetto a quello che alla fine sono riusciti a darsi i catalani, sarebbe bastato ottenerne l'applicazione anche per la Padania. Solo che, applicarlo in Padania, avrebbe significato doverlo applicare anche in Sicilia. E i conti non sarebbero più tornati. Pagare le tasse sul luogo di produzione (ad esempio il 60 per cento della benzina consumata in Europa, il 18 per cento del petrolio consumato in Italia), anziché dove si ha la sede legale (leggasi Milano, Torino, Parma, Modena, Bologna, Ravenna e perfino Roma), cambierebbe molto. Non c'è opera pubblica, grande o media, appaltata in Sicilia, la cui gara d'appalto non sia vinta da una grande impresa del Nord, che poi ne affida la realizzazzione in sub appalto a tante microimprese locali, aggirando così anche i controlli antimafia, che poi, per guadagnarci anche loro, fanno lievitare i costi a dismisura.

    1. Altrove 5 agosto 2010

      Hai le idee un pò confuse. Comunque questo è il risultato di anni di pratiche finanziarie ed economiche (con la complicità della maggior parte degli imprenditori settentrionali) che vogliono meno negri nelle città, ma di più nelle loro fabbriche. Caro nord, se invece di aver sfruttato il sud come una baldracca portoghese lo avessi integrato, magari ci troveremmo in uno stato più capace. In fin dei conti alla tua questione aperta la risposta può essere: Perchè sono stati loro indirettamente a rendere arretrate quelle zone... Se non hai mai vissuto a sud penso che tu non possa davvero capire. Là, la situazione economica non sta degradando negli ultimi anni, non è mai migliorata. Finiamola con questo teatrino tra nord e sud che non giova a nessuno. Qui ci inculano da molto distante con il nostro consenso...

Visualizzati 20 di 59 commenti approvati.