IL VERO SCOPO DEL MASSACRO DI GAZA

IL VERO SCOPO DEL MASSACRO DI GAZA

DI JONATHAN COOK

Globalresearch

Hamas non può essere sconfitto e quindi deve essere messo in ginocchio

Sin da quando Hamas ha trionfato nelle elezioni palestinesi di quasi tre anni fa, le voci che circolavano in Israele sostenevano che era imminente un’invasione di terra totale della Striscia di Gaza. Ma anche quando l’opinione pubblica era pronta per un attacco decisivo contro Hamas, il governo ha fatto marcia indietro all’idea di un assalto frontale.



Ora il mondo attende che Ehud Barak, il ministro della Difesa, invii i carri armati e i soldati perché la logica di questa operazione sta spingendo inesorabilmente verso una guerra di terra. Tuttavia, i funzionari hanno preso tempo. Notevoli forze di terra sono ammassate sul confine con Gaza, ma in Israele si parla ancora di “strategie di uscita”, tregue e rinnovi del cessate il fuoco.

Anche se i carri armati israeliani si muoveranno con gran fracasso nei territori, avranno il coraggio di muoversi nel vero campo di battaglia del centro di Gaza? Oppure verranno usati semplicemente, come è stato in passato, per terrorizzare la popolazione civile delle periferie?
Gli israeliani sono consapevoli del motivo ufficiale del riserbo di Barak di far seguire ai bombardamenti aerei un attacco di terra totale. E’ stato loro ricordato innumerevoli volte che le peggiori perdite subite dall’esercito nel corso della seconda intifada avvennero nel 2002 durante l’invasione del campo profughi di Jenin.

Gaza, come gli israeliani sanno benissimo, è un campo profughi gigantesco. I suoi stretti vicoli, impossibili da attraversare per i carri armati Merkava, obbligheranno i soldati israeliani a combattere in campo aperto. Gaza, nell’immaginario israeliano, è una trappola mortale.

In modo analogo, nessuno ha dimenticato il pesante dazio pagato dai soldati israeliani durante la guerra di terra con Hezbollah nel 2006. In un paese come Israele, con un esercito cittadino, l’opinione pubblica è diventata indubbiamente ossessionata da una guerra nella quale buona parte dei propri figli verrà messa in prima linea.

Quella paura viene solamente aumentata dalle notizie diffuse dai media israeliani che Hamas sta pregando per avere la possibilità di coinvolgere l’esercito di Israele in un pericoloso combattimento. La decisione di sacrificare numerosi soldati a Gaza non è quella che Barak, leader del Partito Laburista, prenderà così alla leggera, con le elezioni tra sei settimane.



Ma c’è un altro problema che gli sta dando eguale motivo di esitazione.

Nonostante la retorica popolare in Israele, nessun alto funzionario crede realmente che Hamas possa essere sconfitto, sia dal cielo o con battaglioni di soldati. Hamas è semplicemente troppo radicato a Gaza.



Questa conclusione è stata riconosciuta nelle fiacche giustificazioni offerte finora per le operazioni di Israele. “Ristabilire la calma nel sud del paese” e “cambiare l’ambiente di sicurezza” sono stati preferiti alle precedenti dichiarazioni, come “estirpare l’infrastruttura del terrore”.

Un’invasione il cui vero scopo sarebbe il rovesciamento di Hamas richiederebbe, come si rendono conto Barak e i suoi funzionari, una rioccupazione militare permanente di Gaza.
v

Ma uno stravolgimento del disimpegno da Gaza – partorito nel 2005 dalla mente di Ariel Sharon, all’epoca primo ministro – comporterebbe un enorme impegno militare e finanziario da parte di Israele. Ancora una volta occorrerebbe assumersi la responsabilità degli aiuti alla popolazione locale, e l’esercito sarebbe obbligato a svolgere pericolose operazione di vigilanza negli accampamenti di Gaza.

In effetti, un’invasione di Gaza per spodestare Hamas rappresenterebbe un’inversione di tendenza nella politica di Israele dagli accordi di Oslo dell’inizio degli anni ’90.

Fu allora che Israele consentì al leader palestinese da tempo in esilio, Yasser Arafat, di ritornare nei territori occupati nel nuovo ruolo di capo dell’Autorità Palestinese. Ingenuamente, Arafat pensava di guidare un governo ombra ma, in verità, diventò il più importante mercenario di Israele.

Arafat fu tollerato nel corso degli anni ’90 perché fece ben poco per fermare l’effettiva annessione di vaste zone della Cisgiordania da parte di Israele, attraverso la rapida espansione degli insediamenti e l’imposizione ai palestinesi di rigide limitazioni sugli spostamenti. Piuttosto Arafat si concentrò nel potenziamento delle forze di sicurezza dei suoi lealisti Fatah, contenendo Hamas e preparando una condizione di Stato che non arrivò mai.

Quando scoppiò la seconda intifada, Arafat dimostrò di non servire più ad Israele e la sua Autorità Palestinese fu via via indebolita.

Dalla morte di Arafat e dal suo disimpegno da Gaza, Israele ha cercato di consolidare la separazione fisica della Striscia dalla molto più ambita Cisgiordania. Anche se in origine non era tra le aspirazioni di Israele, il controllo di Hamas su Gaza ha contribuito in modo significativo a quello scopo.

Israele ora è fronteggiato da due movimenti nazionali palestinesi. Il primo è Fatah, di stanza in Cisgiordania e guidato da un presidente debole, Mahmoud Abbas, ed è ampiamente screditato e sottomesso. L’altro, Hamas, di stanza a Gaza, si è guadagnato sempre maggiore fiducia perché sostiene di essere il vero guardiano della resistenza all’occupazione.



Incapace di distruggere Hamas, Israele ora sta considerando l’idea di vivere a fianco del gruppo armato.


Hamas ha dimostrato di poter imporre il suo predominio su Gaza come fece una volta Arafat su entrambi i territori occupati. Il problema in discussione nel governo israeliano e nella stanza dei bottoni della guerra è se, come Arafat, Hamas può essere colluso con l’occupazione. Si è dimostrato forte, ma può rendersi utile anche ad Israele?



In pratica, questo significherebbe la sottomissione di Hamas piuttosto che il suo annientamento. Mentre Israele sta cercando di potenziare Fatah in Cisgiordania offrendogli una carota, sta utilizzando l’attuale massacro di Gaza come un grosso bastone con cui sottomettere Hamas.

L’obiettivo ultimo è un’altra tregua che fermi il lancio di razzi al di fuori della Striscia, come il cessate il fuoco di sei mesi che è appena terminato, ma a condizioni ancor più favorevoli ad Israele.

Il blocco selvaggio che per molti mesi ha privato la popolazione di Gaza di beni essenziali ha fallito il suo scopo. Piuttosto, Hamas si è rapidamente interessato ai tunnel per il contrabbando che sono diventati un’ancora di salvezza per gli abitanti. I tunnel hanno aumentato, in egual misura, le finanze e la popolarità di Hamas.

Non dovrebbe costituire una sorpresa il fatto che Israele non si sia nemmeno preoccupato di colpire la leadership di Hamas o la sua ala militare. Invece ha bombardato i tunnel, il forziere di Hamas, e ha ucciso un numero considerevole di poliziotti, i garanti della legge e dell’ordine a Gaza. Le ultime voci indicano che Israele sta ora progettando di estendere i bombardamenti aerei alle organizzazione di assistenza di Hamas, gli enti benefici che sono la base della sua popolarità.

La campagna aerea sta intaccando la possibilità di Hamas di ricoprire realmente il ruolo di governante di Gaza. Stanno indebolendo le basi del potere politico di Hamas. La lezione non è che Hamas può essere distrutto militarmente ma che può essere indebolito in patria.

A quanto pare Israele spera di convincere la leadership di Hamas, come ha fatto per diverso tempo con Arafat, che i suoi interessi più importanti saranno raggiunti collaborando con Israele. Il messaggio è: lasciate perdere il vostro mandato popolare di resistere all’occupazione e concentratevi invece sul rimanere al potere con il nostro aiuto.

Nelle nebbie di guerra, gli eventi potrebbero ancora intensificarsi a tal punto che una pericolosa invasione di terra non potrà essere evitata, specialmente se Hamas continuerà a sparare razzi su Israele. Ma qualunque cosa accada, è quasi certo che alla fine Israele e Hamas diranno di sì ad un altro cessate il fuoco.

Il problema sarà se nel farlo Hamas, come Arafat in precedenza, perderà di vista il suo compito principale, quello di obbligare Israele a porre fine alla sua occupazione.


Jonathan Cook è uno scrittore e giornalista e vive a Nazareth, in Israele. Il suo ultimo libro è “Disappearing Palestine: Israel’s Experiments in Human Despair” (Zed Books). Il suo sito web è www.jkcook.net



Fonte: http://globalresearch.ca/

Link: http://globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=11568

1.01.2009

Scelto e Tradotto da JJULES per www.comedonchisciotte.org

Commenti (28)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 8 caricati
    1. Valdez 4 gennaio 2009

      Quello che chiami Libano e' Palestina, in questo caso Gaza. Quello che chiami terrorismo e' resistenza.

      I territori che gli "isdraeliani" si sono annessi si chiamano territori occupati, perche' voi siete forze di occupazione. Semplicemente. E gli occupanti vanno cacciati.

      Il sedicente israele cerca e spera di fare come i nord americani hanno fatto con i nativi d'america: genocidio e riserve indiane. Forse ci riuscira' e forse no.

      Comunque e' un popolo di trogloditi ladri di terre, assassini che traggono le loro giustificazioni da un dio che si sono inventati per le loro mire nazionalistiche (erano un popolo di 12 tribu' che si combattevano tra loro). Non sono mai riusciti ad integrarsi con nessun popolo che gli vivesse accanto, hanno sempre tentato di depredare i loro vicini. Ancora ora il grande tsahal sta massacrando la gente come fossero insetti.

      A Napoli si dice "chiagneno e fottono".
      Visto che sembra tu non sia italiano te lo spiego: piangono i risibili "atti terroristici sulle citta' di Najd (da voi chiamata sderot) e massacrano e distruggono tutto quello che hanno intorno per potersene appropriare.
      Lo schifoso lancio a 3 giorni dalla fine della guerra in Libano di decine di migliaia di bombe a grappolo sui campi agricoli la dice lunga su con che tipo di bestie abbiamo a che fare.

      Spero per il popolo eletto tutto il male possibile.
      Non disturbarti a rispondere, ho scritto solo perche leggendoti ho provato uno sgradevolissimo senso di nausea. Sono stanco delle distorsioni della realta'.

      Se i sedicenti isdraeliani non riusciranno nel loro nefasto intento, penso che allora gratteremo i loro resti dai muri una volta per tutte. Allora potremo dire di avere un mondo un poco migliore.

    1. Hassan 4 gennaio 2009

      Quando gli ebrei, si convertiranno alla pace e si toglieranno dalla testa i principi religiosi talmudici e di appartenenza etnica e di appropiazione di luoghi prettamente arabi, e si toglieranno la distruzione del popolo palestinese e dell'estinzione dei palestinesi, il voler gerusalemme come capitale ebraica-israeliana-terroristica, allora forse si potrà aprire un varco per la pace in Medio Oriente.

    1. Hassan 4 gennaio 2009

      Quando gli ebrei, si convertiranno alla pace e si toglieranno dalla testa i principi religiosi talmudici e di appartenenza etnica e di appropiazione di luoghi prettamente arabi, e si toglieranno la distruzione del popolo palestinese e dell'estinzione dei palestinesi, il voler gerusalemme come capitale ebraica-israeliana-terroristica, allora forse si potrà aprire un varco per la pace in Medio Oriente.

    1. Hassan 4 gennaio 2009

      Myone sei molto ingenuo. Stai praticamente dicendo che i palestinesi dovrebbero farsi sterminare come i nativi americani. Guarda che "Isdraele" fa quello che fa solamente perchè all'esterno ci sono paesi potentissimi che lo sostengono (USA). Altrimenti sarebbe costretta a trattare alla pari con i palestinesi. Non capisco il disprezzo verso i popoli che lottano per non essere sterminati, che poi si trasforma in "simpatia" una volta che vengono sterminati. Nella West Bank non c'è Hamas, eppure anche ieri un altro palestinese è stato ucciso dai soldati israeliani proprio in quella zona. O ti informi sui fatti, altrimenti dovresti avere il buon senso di evitare di discutere, tirando fuori barzellette come "la distruzione degli ebrei" e altre corbellerie simili. C'è poi una sproporzione enorme tra il numero dei morti israeliani e quelli palestinesi, che tu fai finta di non vedere quando per giustificare i 500 morti e 2000 feriti di questi giorni evochi "attacchi kamikaze in israele" che capitano raramente e fanno ben poche vittime. Tra l'altro da come scrivi non mi sembri nemmeno italiano, quindi alla tua ultima domanda "mi capisci" ti rispondo un bel "no".

    1. myone 4 gennaio 2009

      Hassan. Non si possono commentare. Pero' pensa che foto di bambini e gente comune, si possono vedere pure sulle vittime del kamikazze in isdraele. Anche questa e' propaganda a basso costo. IO SE FOSSI PALESTINESE ME NE INFISCIO DEL PRINCIPIO E DEL PASSATO VOGLIO VIVERE CON I MIEI CARI VOGLIO CHE SIA TOLTO L EMBARGO VOLGIO AVERE UN LAVORO VOGLIO LA PACE VOGLIO ENTRARE COME CITTADINO ISDRAELIANO IN ISDRAELE SE LI NON C'E' POSTO.

      MA MI DEVO TOGLIERE FALLA MENTE DI RIVENDICARE TERRITORI, CAPITALI, GUERRA, DISTRUZIONE DI ISDRAELE E DEGLI EBREI. CAPISCI? O E' INSOPPORTABILE UNA COSA COSI? SI? ALLORA SOPPORTATEVI QUESTO E ALTRO.

    1. myone 4 gennaio 2009

      Qualche commento a caldo.


      Al tg delle 13 riportava che un razzo ha centrato due case isdraeliane e le ha sventrate. Allora questi razzi non sono poi tanto di latta.


      Vedo che qui riporta pure il tentativo dele varie incursioni isdraeliane di distruggere i tunnel che arrivano a ridosso delle cittadine. Allora questi 80 km di tunnel esistono. Qui riportavano in un articolo, che fra le tante palle per eliminare i libanesi, c'erano pure quelle dei tunnel.


      Sento e vedo e leggo, che questo articolo, fa una cronaca quasi da tifo, mettendo il contenzioso su una scacchiera su cui giocare fra poteri, capacita', eserciti, guerra armata non su vasta scala ma corpo a corpo, e patteggia per una parte mettendo in difficolta' l' alrta. Patteggia pure per una superiorita' libanese sul loro territorio, e quello che viene a galla, e' che enfatizza sulla superiorita' finale di hammas, e sembra ridicolizzi l' azione, solo per un tornaconto elettorale.Solite analisi fatte a tavolino, con la tazza di te' davanti al naso.


      Vedo pure che riporta, che i bombardamenti preliminari mirati sulle possibili infrastrutture o loggistiche palestinesi, sono fatti e subiti, da strutture che usano i palestinesi, e che sono centro dellaloro lotta armata. la polizia che fa polizia in libano, ma che poi si trasforma in attivismo terroristico. Le moschee, che non predicano certo vari evangeli, e che sono il centro dell' indottrinamento o del sostegno alla lotta o alla causa palestinese, che si trasforma sempre in atti di guerra.


      Sembra che isdraele quando entri, non la spunti, perche' trova che tutto il libano e' hammas. Difatti e' cosi. I libanesi sono tutti hammas, se non di prima attivita', ma sicuramente come riservisti. E ogni arabo o libanese o melgio ancora isalmico delle zone limitrofe, quando entra in isdraele, e' un potenziale hammas, e in caso di fattori a favore, un attivista hammas. Sappiamo la cultura e l' indottrinamento di molte regioni, come si comporta, che a pari misura sul sionismo ebraico, ci si puo' nascondere.


      Qui ancora si vocifera sul movimento militare, finalizzato sempre a scopi politici, per accattivarsi uno o meglio ancora, illuderlo, e far si che hammas doventi parte politica e non armata. Finche' c'e' libano o islamico-professante territoriale, non esiste parte politica, ma solo militare, questa e' la verita'. Idraele nel suo bisogno di ricovero dei suoi profughi, antecedente la seconda guerra mondiale, e durante la seconda guerra e poi dopo, ha dovuto far posto agli ebrei che entravano nel territorio. Isdraele ha legalizzato e dato la cittadinanza a miliaia di arabi, e non li ha come dicono qui in molti, schivizzati.
      Voglio ancora dire, fra la contesa di oppinione della fine impero ottomano, sotto giuristizione inglese, fra terre comperate, e terre che non gli hanno permesso di prendere e comperare, mettendo isdraele sotto embargo, per cosi dire, bisognerebbe considerare sopratutto, come dico sempre, la situazione sul posto e sul polso delle persone. Che situazioni si trovavano e come reagiva la gente, Il clima che si era creato, la filosofia, il tono, il modo, con cui territori e abitanti, si confrontavano: Le spinte non erano certamente mosse solo da un' appropiazione indebita e una spodestazione illegalizzata. L' embrago posto dai paesi arabi verso isdraele, le guerre fatte e perse, la non richiesta di nulla, e il rilascio di terre conquistate, ha fatto si che l' intolleranza araba rimanesse, e le loro rivendicazioni in toto pure, con l' aggravio, che a nome di tutto il mondo islamico e arabo, a partire dai paesi confinanti, fu decretato lo sterminio dello stato di isdraele e degli ebrei.


      Nonostante la tolleranza isdraeliana e la buona volonta', convivere con un libano all' interno dell territorio isdraeliano, rimane impossibile, Come ora convivere con un libano di confine che continua a mandare razzi.(tra le tante altre cose).


      Quando gli islamici, si convertiranno alla pace e si toglieranno dalla testa i principi religiosi di appartenenza e di appropiazione di luoghi prettamente ebrei, e si toglieranno la distruzione dello stato di isdraele e dell'ì estinzione degli ebrei, il voler gerusalemme come capitale islamica-libanese-terroristica, ALLORA CREDO CHE ARRIVI L' ACQUA IN LIBANO-SI APRANO LE FRONTIERE DELL' EMBARGO- IL LIBANO DIVENTI UN POSTO COME TANTI ALTRI USCENDO DALLA MISERIA-E I LIBANESI POSSONO PURE ENTRARE IN ISDRAELE COME TANTI ALTRI ISLAMICI ARABI CHE VI ABITANO E CHE SONO PURE DI CITTADINANZA.


      Arafat, come tanti arabi fanatici, non ha fatto l' interesse del suo popolo, anzi, e' stato sempre uno scaltro ciarlatano, e si e' fatto una fortuna in svizzera, quando la sua gente era come ora, nella iseria. ma sebbene avessero un mediatore, ancor di piu' fumentava nella massa, il senso del sempre: distruggere isdraele, entrare nei territori, prendersi capitale gerusalemme, ecc ecc. Non e' vero, che isdraele gioca con i poteri e l'imbecillita' libanese. PErche' a questo punto, quando fai la fine del topo, e' essere imbecilli continuare. Isdraele vuole la sua pace. Isdraele non vuole piu' molestie. Isdraele non vuole piu' sentirsi sul fiato il mondo islamico terrorista. Isdraele non vuole piu' essere ostile e sentirsi ostile con nessuno. Quando questo finira', e ci sono le condizioni per un vivere globale pure su un territorio che e' stato, allora non ci saranno piu' motivi di nulla. Ma visto che, oltre al libano, al suo interno, c'e' una parte se non tutta, di una parte di un mondo che sta' li e che sta' nei confini di isdraele, e pure altrove, allora finche' esiste libano, hammas, islamico-bibblico-religioso-fanato-, e tutto di questo, cosi esistera' ancora un isdraele, che chide frontiere, si allarga, mette embarghi, e quando deve rispondere a razzi di latta che demoliscono due case (viste nelle riprese), allora lui usera' le armi e le possibilita' che ha. E se sono superiori? E a te che te ne importa? Ancora vai al macello? Ancora persisti in una politica e in una azione che e' impensabile?


      Quando vai in libano, sono tutti hammas. E i bambini che si vedono, sono figli degli stessi che tirano razzi, e che se entri in libano, sono armati, tutti, e ti sparano. Sono i figli che vanno nelle moschee o che sono indottrinati, o che almeno i loro genitori lo sono. Sono coloro che porteranno avanti questa lotta per tutta la vita, per generazioni. E' un tarlo. E' una diatriba etrnica-culturale-razziale-religiosa-fanatica- che non finira' mai, finche' esistono libani. E i libani, non sono le scorte di spodestamenti e di agglomerati da cestinare. I libani, sono le masse sconfinate, che non si sono integrate nella storia, che perseguono un modo radicale ed estremista, sin dalle loro origini di non compatibilita' esistenziale di convivenza. Sono coloro che hanno continuato dal lontano 1900. Sono coloro che per principio, dai loro principi, non si e' potuto aver a che fare diversamente.


      Se la pieta' del rimanente del libano, fa pieta', e' una pieta' che la si deve adossare ai propi libanesi maturi, ma guerrafondai.


      Tutta la letteratura di parte, su: si a questo o no a quell' altro, se la possono mangiare, sia per chi e' per il libano sia per chi e' per isdraele. Nessuno ha ragione. Gli arabi islamici no. Isdraele sotto un profilo umano e civile meno che meno. Ma la testa acuta che ne esce nel contesto, non fa fare altrimenti. E sopratutto il lato oscuro e micidiale, non sta' nelle bombe isdraeliane, ma in tutto questo che e' voluto e votato dai libanesi stessi.


      Chi ssa' perche' il mondo intero si esrpime come vuole o come puo' e non trova soluzione. Forse la soluzione non viene in pace. Non ci sono soluzioni nella pace, quando i termini sono fuori riga, ossessivi, fanatici, e non tengono conto di tante cose, ma solo di quelle del momento, e quelle estreme.

      Qui in europa, qui in italia, qui in croazia, quanti di noi, se ci facessimo islamici-libanesi-hamassini, avremme da dire, o avranno da dirci. E quanti scombussolamenti o rivendicazioni su questo e su quello. Gia', il fatto e' che deve ancora cominciare, e non e' mai cominciata. Ma se cominciasse? Dopo l' inizio, anni dopo anni, ci troveremmo con i soliti problemi e le solite guerre mai risolte. Ma i contendenti che rimangono, si portano la cosa nel tempo. Saranno sconfinati, embargati, riterritorializzati, ma coloro che persistono rimangono. E? questa la piaga palestinese. La mancanza di integrazione per un NIET di principio, che si e' assaporato e provato fin dal principio, e come si vede, rimane. Se non esistesse, l' integrazione sul suolo palestinese e isdraeliano, sarebbe cosa internazionale, logica, normale. Ma qui i principi sono sopra le teste e i modi, e sui principi e la sotira, ma tutta la storia, sopratutto quella nel posto e fra la gente, a torti o a ragioni, scegliete voi. E come sempre, se patteggi per l' una o l' altra, con tutto il bagaglio di dati che hai, la cosa non cambia. E' un affare loro. Costi quel che costi.


      (scrivo al gelo non correggo scusate scappo)

    1. Hassan 4 gennaio 2009

      Due foto da Gaza:




      http://img167.imageshack.us/img167/6524/13464039xv4.jpg




      http://img360.imageshack.us/img360/7121/35984296om3.jpg

    1. snypex 4 gennaio 2009

      A quanto pare Israele spera di convincere la leadership di Hamas, come ha fatto per diverso tempo con Arafat, che i suoi interessi più importanti saranno raggiunti collaborando con Israele. Il messaggio è: lasciate perdere il vostro mandato popolare di resistere all’occupazione e concentratevi invece sul rimanere al potere con il nostro aiuto.

      Hamas deve decidere se fare i suoi interessi o quelli del suo popolo.
      (questa e' la politica oggi - - - - anche da noi)

Visualizzati 8 di 28 commenti approvati.