IL TIMES E BERLUSCONI: MACCHE’ NOEMI

IL TIMES E BERLUSCONI: MACCHE’ NOEMI

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Che il Times di Londra arrivi a scrivere un editoriale dove chiama il capo di governo di un Paese europeo “clown” e “buffone sciovinista”, e ciò solo per motivi di indignazione politica, lo lascio credere ai giornalisti, ma noi persone raziocinanti dobbiamo andare oltre. Un quotidiano della portata del Times, storico bastione del conservatorismo mondiale, voce internazionale dei Consigli di Amministrazione più potenti del pianeta, non si muove così violentemente per così poco (Noemi e festini), né è pensabile che abbiano scoperto solo oggi che Silvio Berlusconi alla guida del G8 è come un orango alla guida di un pullman. La scusante ufficiale per quell’editoriale di fuoco ai danni del Cavaliere è un insulto all'intelligenza. Rattrista, ma non stupisce, che in Italia nessuno dei paludati opinionisti pro o anti ci stia pensando.

Il motivo è altro, non v’è dubbio, ed è assai più importante. Per farvi capire, cito la caduta dal potere del dittatore indonesiano Suharto nel 1998. Uno dei peggiori assassini di massa del XX secolo, nulla da invidiare a Hitler per numero di morti, era il cocco di mamma degli USA e della Gran Bretagna, media inclusi, che lo adoravano perché obbediva puntigliosamente a ogni diktat dell’establishment economico neoliberale d’Occidente e soddisfaceva ogni sua voracità di profitto, naturalmente a scapito dell’esistenza di milioni di disgraziati suoi connazionali.

Nel 1997 Suharto fece l’errore delle sua vita: disobbedì al Tesoro americano (leggi Fondo Monetario Internazionale), una sola volta. L’allora Segretario di Stato di Clinton, Madeleine Albright, gli disse due parole secche. Fine di Suharto.

Torno in Italia. Io sono convinto che lo stesso meccanismo sia in opera col nostro capo di governo. Deve aver fatto qualcosa di non gradito a chi oltrefrontiera aveva scommesso su di lui. Forse non gli sta obbedendo, da troppo tempo, e la corda si è spezzata, dunque l’attacco del Times. C’è un’ipotesi ragionata (e qui documentata) che vale la pena considerare e ve la propongo come riflessione. Naturalmente, seguendo lo schema Suharto, per l’establishment degli investitori internazionali non è altrettanto facile sbarazzarsi di Berlusconi. Un dittatore al tuo soldo lo sciacqui giù dal lavandino con relativa semplicità, basta chiudere i rubinetti che lo foraggiano. Per un leader democraticamente eletto le cose sono molto più complesse. Di mezzo c’è la sua gente (noi) che ahimè lo vota, e continua a votarlo. In quei casi la strategia è altra, e nel mondo anglosassone si chiama ‘character assassination’. Lo si dipinge sui maggiori media compiacenti come uno scandaloso incapace, si fanno cordate con alcuni media dell’opposizione interna, e si spera che in tal modo egli ne riceva un danno elettorale. Ma soprattutto gli si manda un messaggio, chissà mai che non si ravveda. Purtroppo per i manovratori, in questo caso hanno a che fare con gli italiani, e questo non l’avevano previsto. Ma continuiamo.



Berlusconi entrò sulla scena politica come il tipico Liberista economico (Liberal Economics), colui cioè che invoca privatizzazioni a raffica, tagli fiscali ai ricchi, botte ai sindacati, flessibilità ultras per i lavoratori, riduzione del ruolo del governo, deregulation selvaggia, socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti. Nelle Corporate Boards della City di Londra come a Bruxelles fu un giubilo unico. Era il 1994, Tangentopoli aveva appena eliminato quella fastidiosa classe politica così statalista, popolana, centralista, che non piaceva affatto alla classe dei neoliberisti rampanti di Londra e Washington. L’ipotesi che Tangentopoli sia stata teleguidata dall’esterno proprio per far strada alla Liberal Economics sul modello Thatcher/Reagan, non è cospirazionismo da Internet; ne discussi molto seriamente una sera con l’ex magistrato del pool Gherardo Colombo, che già ne sapeva qualcosa. Torniamo al ’94. Dopo pochi mesi fu chiaro che l’uomo di Arcore era tutto meno che un purista del mercato. Prima cosa, nella sua compagine di governo troneggiavano (ancora oggi) partiti simil-nazionalisti con legami molto radicati con le classi medio-basse, e avversi al concetto di leadership finanziaria sovranazionale incontrastata. Secondo, e ancor più cruciale, Berlusconi non dava segno di voler trasformare la ricca Italia in una trincea del capitalismo speculativo d’assalto, col minor numero di regole possibili, e paradiso degli investitori selvaggi. E mai lo ha fatto. L’Italia dei tre mandati del Cavaliere rimane ancora oggi un Paese tradizionalista nel Capitale, nelle banche, zeppo di zavorre statali, poco profittevole (questo fra parentesi ci ha salvato dal crack finanziario USA, ma agli investitori frega nulla di noi cittadini e dei nostri risparmi, nda). L’ipotesi è dunque che nella stanza dei bottoni i famelici Padroni del Vapore si siano spazientiti dopo anni di frustrazione dei loro piani per l'Italia, ergo l’attacco del Times. Vediamo i fatti.

Siamo nel 2004, la prestigiosa e influente fondazione di destra neoliberale Stockholm Network di Londra pubblica un rapporto dove si legge “Alberto Mingardi e Carlo Stagnaro (due teorici ultra Liberisti italiani, nda) sono delusi dalla differenza fra la retorica del Libero Mercato di Silvio Berlusconi e la sua reale capacità di fornire le tangibili riforme dell’ostinata burocrazia statale italiana” (1). Parole che trovano eco su decine di pubblicazioni della destra economica europea, sigle troppo oscure per questo contesto, ma tutte improntate a un senso di delusione verso le politiche economiche di Silvio. Passano due anni e il noto Economist (che non è quel bastione di progressismo che alcuni sciocchi qui pensano, nda) scrive: “L’Italia necessita urgentemente di riforme radicali, ma la coalizione di Berlusconi, che in teoria doveva essere dedita al Liberismo economico, ha fatto quasi nulla nei suoi 5 anni al governo” (2). Da notare che siamo nel 2006, a poco dall’avvento del governo Prodi, che riceverà in quegli anni il plauso di una ridda di fanatici del Libero Mercato, come il Fondo Monetario Internazionale, e il motivo c’è: Prodi alla Commissione Europea fu uno dei falchi del Liberismo economico, e nella stanza dei bottoni sapevano bene a quel punto che per ottenere le radicali riforme del lavoro e della finanza, in Italia era sui dalemiani che bisognava puntare, visti i tentennamenti di Silvio. Dopo pochi giorni esce il tedesco Der Spiegel: “L’amministrazione Berlusconi non ha mai mantenuto le promesse di taglio alle tasse, ulteriori privatizzazioni, e riforme strutturali necessarie per aumentare la competitività e privare le burocrazie del potere”. (3)

Dopo pochissimo dall’elezione di Prodi, l’università di Harvard negli USA indice un seminario ultra neoliberal sull’economia italiana, presente anche Gianfranco Pasquino (ops!). Nella pubblicazione degli atti si leggono le parole di Alberto Alesina, professore ‘Nathaniel Ropes’ di politica economica nel prestigioso ateneo, che dopo aver ricordato i compiti futuri del bravo Prodi, dice: “L’Italia ha problemi gravissimi, ha bisogno di una iniezione di libero mercato con riforme economiche neoliberali… fra cui ridurre le tasse, tagli all’impiego pubblico e alle pensioni, rafforzare il settore dei servizi, e rendere più facili i licenziamenti”. (4) Cioè una pessima pagella, a suo dire, dei precedenti anni di Berlusconi, che anche l’Economist continuava a definire “assai scarsi di riforme delle insostenibili pensioni e dell’inflessibile (sic) mercato del lavoro”, da parte di un leader “mai veramente interessato alle riforme” (5). Il fuoco di sbarramento contro il ‘disobbediente’ Cavaliere è a questo punto massiccio. Le bordate arrivano anche dagli USA, e proprio guarda caso allo scadere del breve mandato Prodi. Il Wall Street Journal, voce dei falchi fra i falchi della finanza di destra, scrive a pochi giorni dalle elezioni del 2008 che “Berlusconi ci ha deluso in economia durante il suo ultimo mandato”. La vicenda Alitalia sta infuriando, cioè, sta infuriando gli investitori esteri assetati di affari sul cadavere della nostra linea aerea, mentre Berlusconi osa ipotizzare una cordata italiana per il salvataggio. Scrive il WSJ: “Berlusconi la scorsa settimana se n’è uscito contro la vendita di Alitalia, e questo è un segnale di mancanza di dedizione alle riforme”…. “Air France-KLM volevano garanzie che i sindacati e i politici non bloccassero le dolorose ristrutturazioni (per i lavoratori, nda)” E dopo due righe di plauso per il compiacente Veltroni, il quotidiano dà l’affondo: “Berlusconi aveva promesso tagli alle tasse, riforme del mercato del lavoro e liberalizzazioni, ma ha fallito in tutto… Egli si è rivelato più un nemico corporativo del Libero Mercato che un Liberista economico disposto a fare ciò che è necessario” (6)

Alitalia non va giù agli investitori internazionali, e infatti non poteva mancare la regina dei loro quotidiani, il Financial Times, che tenta nel settembre del 2008 di mandare un richiamo all’insubordinato Cavaliere, suggerendogli di “… seguire l’esempio della Thatcher, e di sfidare i sindacati a scoprire le carte, così da far scoppiare l’ascesso (sic) di 30 anni di relazioni sindacali italiane irresponsabili e dannose” (7). E ancora: “Nonostante la sua immagine da imprenditore neoliberale, Berlusconi, dicono i critici, si trova a suo agio a fare il dirigista statale, con l’Alitalia in primis. La compagnia viene consegnata a un gruppo italiano e sottratta ai compratori stranieri” (8) E che il Financial Times avesse anch’egli dichiarato una guerra permanente a Berlusconi, anche se con metodi decisamente più ortodossi di quelli del Times, lo dimostra quanto ha scritto poche settimane fa, con toni sprezzanti: “Il suo primo governo nel 1994 non ha combinato nulla. I suoi cinque anni al potere dal 2001 al 2006 sono stati noti per aver fallito di nuovo nell’introdurre in Italia le riforme Liberiste così essenziali al Paese per essere competitivo nell’eurozona” (9).

Ricordo a questo punto, per chi si fosse perso, che questo coro martellante che pronuncia sempre le parole magiche ‘riforme’ e ‘Liberismo’, altro non chiede se non la solita ricetta precedentemente descritta: privatizzazioni a raffica, tagli fiscali ai ricchi, botte ai sindacati, flessibilità ultras per i lavoratori, riduzione del ruolo del governo, deregulation selvaggia, socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti (come peraltro leggibile nelle dichiarazioni riportate). La ricetta, cioè, che di noi persone e del nostro sangue versato se ne fotte, e che pretende solo una cosa: Unlimited Corporate Profits. Ne è un esempio brillante una delle raccomandazioni del Fondo Monetario Internazionale (leggi il Tesoro USA) fatte all’Italia allo scadere del 2008, altro rimbrotto al Cavaliere. E’ profferta con un linguaggio omeopatico, ma la si può leggere fra le righe: “Gli autori apprezzano in Italia gli sforzi per diminuire la disoccupazione (nota dell’autore: si preoccupano dei nostri senza lavoro?). Gli autori incoraggiano una seconda tornata di riforme del mercato del lavoro, per rafforzare il legame fra redditi e produttività (nda: vale a dire il valore e la qualità di vita della persona misurato unicamente in termini di contributo al profitto altrui). Gli stipendi devono adeguarsi alle differenze regionali (nda: gabbie salariali, su cui il FMI insiste da tempo), il lavoro a tempo indeterminato deve essere più flessibile (nda: già praticamente non più in offerta, qui si chiede che sostanzialmente scompaia), in tandem con una rete di ammortizzatori sociali maggiorati (nda: ci risiamo, socializzare i danni e privatizzare i profitti, cioè lo Stato paga per la disperazione dei lavoratori, le aziende licenziano e si ri-quotano in borsa).” (10) Questa abiezione sociale è ciò che realmente si cela dietro alla parola ‘riformismo’ (Rutelli, Prodi e D’Alema + seguaci prendano nota).

Ma torniamo a Silvio Berlusconi. L’ultimo avvertimento gli giunge proprio dal Times il 7 maggio 2009, e in toni inequivocabili: “Nei suoi due maggiori mandati Berlusconi ha fallito nelle riforme così disperatamente urgenti in Italia… La UE e l’OECD continuamente rivelano l’eccessiva regolamentazione del business (in Italia, nda)… I lavoratori statali rimangono protetti… e le sue sbandierate riforme del sistema pensionistico sono state minimali… le tasse rimangono alte, e la resistenza del suo governo a tagliare la spesa pubblica è enorme” (11).
v

Tre settimane dopo, il possente quotidiano britannico perderà di colpo la sua celebrata compostezza dopo 224 anni, e dalle sue pagine partirà un attacco sgangherato e volgare a Silvio Berlusconi. Vi si leggerà che è “un clown”, “un buffone sciovinista”, un playboy patetico, la cui performance con le signorine e nei confronti degli italiani curiosi della vicenda Noemi è inaccettabile, per il bene della democrazia e del mondo intero. Certo, come no.

E così, di nuovo, l’Italia antagonista di sinistra si è fatta infinocchiare degli isterismi dei D’Avanzo, Travaglio e Santoro, Grillo e compagnia, ha di nuovo eletto a suo paladino l’ennesimo baraccone di destra neoliberale (dopo Freedom House), e insiste nell’ignorare che ciò che gli sta corrompendo la vita non è il lodo Alfano, o Emilio Fede, né il burattino Berlusconi, ma sua maestà Il Burattinaio, leggi Liberal Economics and Corporate Power. Eppure Clinton ce l’aveva detto: “It’s the economy, stupid”.

Nota a margine per l’Egregio direttore del Times:

“Sir, non mi risulta che negli anni cha vanno dal 1997 al 2007 il Suo giornale abbia mai usato termini così aggressivi per Mr Tony Blair, PM, mentre si rendeva corresponsabile di crimini contro l’umanità (Turchia, Timor, Ex Yugoslavia, Iraq, Palestina, Afghanistan…) e di alto tradimento della patria mandando a morire truppe britanniche su basi mendaci, oltre ad aver ridotto le classi disagiate della Gran Bretagna a livelli di povertà “pre-Vittoriana” (The Guardian), tanto che l’organizzazione Medecins du Monde ha dovuto aprire delle tende-cliniche di strada in diverse periferie urbane britanniche. Gradirei una spiegazione, Sincerely Yours, Paolo Barnard"

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=116

17.06.2009

Note:

1) Stockholm Network, THE STATE OF THE UNION: MARKET-ORIENTED REFORM IN THE EU IN 2004

2) The Economist 7/01/2006

3) Der Spiegel 30/01/2006

4) April 20, 2006, Harvard Gazette

5) The Economist, Apr 3rd 2008

6) WSJ MARCH 25, 2008

7) Financial Times, Sep 22 2008

8) FT, October 18 2008

9) FT, May 28 2009

10) INTERNATIONAL MONETARY FUND ITALY: Staff Report for the 2008 Article IV Consultation. Prepared by Staff Representatives for the 2008 Consultation with Italy. January 7, 2009

11) The Times, 07 May 2009

Commenti (56)

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    1. Jor-el 15 maggio 2014

      Ci fu un attacca Berlusconi perché in quel momento Berlusconi era il Presidente del Consiglio (fra l'altro nominato sull'onda di una vittoria elettorale piuttosto netta). Il perché di queste manovre risiede nella particolarità del sistema italiano, Nel nostro paese non è necessario fare dei golpe per cambiare i governi, basta avere il Presidente della Repubblica. E' lui che fornisce legalità a nuove maggioranze che si coagulano in Parlamento. PD e PdL sono (erano) partiti magmatici percorsi in modo trasversale da poteri forti e deboli, ma nell'ultima fase c'è stato un uomo solo che, dopo vari tentennamenti, ha consegnato il Paese nelle mani dei suoi padroni stranieri senza neppur uscire, almeno formalmente, dalla legalità e dalla costituzionalità: Giorgio Napolitano.

    1. dana74 14 maggio 2014

      tutto vero. Come non citare poi che Berlusconi quando accennò all'eliminazione dell'art 18 si riversò, a ragione, il mondo in piazza. Manifestazioni scioperi e cortei corposi.


      Poi, è arrivata la Fornero al seguito di Monti, il gruppo Bilderberg che ci ha liberati dal "cattivo" e adieu art 18 senza tanti casini in piazza. Bella Ciao...
    1. dana74 14 maggio 2014

      tutto vero. Come non citare poi che Berlusconi quando accennò all'eliminazione dell'art 18 si riversò, a ragione, il mondo in piazza. Manifestazioni scioperi e cortei corposi.


      Poi, è arrivata la Fornero al seguito di Monti, il gruppo Bilderberg che ci ha liberati dal "cattivo" e adieu art 18 senza tanti casini in piazza. Bella Ciao...
    1. silvio 8 luglio 2009

      Ragazzi forse è meglio che non dibattete fra di voi perché è questo quello che vogliono: dividervi sempre e comunque in modo da potervi fottere mentre siete distratti, invece assicuratevi che le fonti siano veritiere...

    1. marimari 20 giugno 2009

      @valis
      TUTTO IL MONDO si è stufato di Berlusconi?
      E allora? Non è egli un politico eletto alla stramaggioranza di noi italiani? Perché mai la senza coglioni opposizione dovrebbe farsi aiutare da ambienti veteroimperialisti come quelli del britannia per svarazzarci di un presidente del consiglio ELETTO E VOLUTO DALLA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI?

      e per fare che cosa? Per metterci IL GOVERNO DRAGHI O TECNICO CHE DIR SI VOGLIA CHE CI INCULERA' MOLTO MA MOLTO DI PIU CON IL SUO REGIME NAZIBANCARIO?

      E' ora che noi italiani
      1. distinguiamo da soli quando sono interferenze inaccettabili di stati esteri nelle nostre questioni interne
      2. ce la sbrogliamo da soli nelle nostre questioni interne SMETTENDO DI ESSERE MANOVRATI DA BURATTINAI ESTERNI e INTERNI

    1. mikaela 20 giugno 2009

      HANNO INIETTATO NEL SUO CERVELLO TANTA DI QUELLA MERDA CHE ORMAI LEI NON E' CAPACE NEANCHE DI CAPIRE COSA C'E' SCRITTO E PERCHE' E' STATO SCRITTO.

    1. tersite 20 giugno 2009

      avevo notato anch'io che la nostra sinistra è di gran lunga più liberale e meno statalista della banda silvio.......però, ai tempi della Montesi avrebbero reagito diversamente a certi scandali

    1. marimari 19 giugno 2009

      gente come voi merita solo di emigrare qualche anno in esilio forzato a londra a fare la gavetta poi voglio vedere se pensate ancora così tanto bene del times.

      Questa esterofilia endemica dell'italiano medio mi esaspera tanto piu che puzza di provincialismo crasso.

      Un po' di analisi critica nell'osservare il mondo oltralpi è urgentemente necessario.

      Concordo con tutto quanto detto da barnard tranne il fatto del mercato puro.
      Quelli li, l'establishment liberista vogliono tutto tranne un mercato libero; vogliono scarnificare lo stato, e per loro difatti berlusconi è troppo "statalista" pur essendolo infinitamente meno di quanto dovrebbe esserlo per i miei gusti, per rimettere a posto l'italia, e vogliono monopolizzare il mercato soprattutto in quei monopoli naturali come le utilities le infrastrutture pubbliche
      loro sono un cartello.

      Questo è un attacco perpetuoal paese dall'accordo del Britannia e vorranno la nostra pelle di italiani, così come ci hanno già provocato una bella diaspora (60 milioni di italiani all'estero) perché noi italiani DOBBIAMO SMAMMARE DAL NOSTRO BELLISSIMO PAESE E LASCIARE POSTO AI RICCONI DEL PIANETA A PORTOFINO CHIANTI ECC .

      E dall'altra LASCIARE in pasto a questi rapaci azionisti del Times SUOLO SOTTOSUOLO AGRICOLTURA SOLE VENTO MARE LAGHI ACQUA SORGENTI PATRIMONIO ARTISTICO TUTTO, borghi interi, con noi indigeni in riserve di indiani come in abruzzo o in campi profughi come in palestina - sobborghi malfamati per lasciare posto ai soliti rapaci nei NOSTRI CENTRI STORICI, e per toglierci l'identità culturale - forgiata dalle planimetrie delle nostre città e dalla bellezza dei nostri paesaggi.

      Per quell'establishment noi dovevamo diventare una riserva di manodopera schiava; ecco perché quando questa destra cerca di frenare la tratta di umani a lampedusa la sinistra prodiana radical chic fa il gioco dei negrieri urlando allo scandalo perché questa sinistra fa il gioco di blair ammiratore di thacther e di quel liberismo inglese.

      Non c'è maggior tradimento perpetrato ai danni di un popolo che quello di questa sinistra di questi sindacati in questo paese.

      Le asl sono in mano alle aziende farmaceutiche e tutto il settore sanitario è colonizzato da quelle multinazionali.

      Bankitalita è privata e berlusconi voleva nazionalizzarla quando cadde la scorsa legislatura.
      I derivati tremonti li aveva sospesi per un anno proprio fino al 17 giugno l'altro ieri.

      Il nocciolo del problema è il signoraggio e tremonti ne è bene informato da Movisol (anche berlusconi)

    1. g10rdan0 19 giugno 2009

      Si capisce che ha letto non molti articoli di Barnard, come si capisce che non sta leggendo tra le righe di questo ultimo: ma si può veramente credere che un giornalista attento come Paolo Barnard voglia far apparire Berlusconi come politico che si sacrifica da "Eroe per la libertà degli italiani"?!

      Solo uno stupido trarrebbe questa conclusione. O un elettore del centro-destra.

      Facciamo critiche serie per carità.

    1. Cornelia 18 giugno 2009

      Grazie Paolo. Covavo confusamente pensieri simili.
      Dopo Berlusconi ci aspetta la shock economy... it won't be pretty.

      Arrivano i mostri, e finora si è scherzato.

    1. gelsomino 18 giugno 2009

      Nella prima guerra mondiale si copriva l'assalto della fanteria con cortine fumogene create da proiettili d'obice. Ecco, queste storie mi fanno pensare che stanno coprendo un attacco al popolo, e ciò a breve scadenza, circa un mese.

    1. mixi 18 giugno 2009

      Quanta acredine e livore in certe critiche a Barnard.
      Barnard potrebbe non avere ragione ma i toni usati da questi commentatori da due cicche sono davvero fastidiosi.

    1. Tetris1917 18 giugno 2009

      i capitalisti si danno addosso tra loro senza pieta', perche' a loro interessa solo il margine di profitto. Murdoch e' un capitalista come lo e' Berlusconi; pero' Murdoch e' venuto a pestare i piedi al berlusca e lui gli ha applicato tariffe maggiorate per fare televisione in italia. E' una questione di cani che si azzannano, e il pezzo di carne sono i teledipendenti. Perche' l'alitalia doveva, per "sembrare" seri secondo il centrosinistra, passare ai francesi; mentre per il centrodestra doveva restare italiana? E' semplice, perche' i cagnetti "nostrani", non volevano perdere il pasto, ed hanno avuto la forza (scaricando i costi sulla popolazione attiva) di mantenersi il pezzo, in casa. Risultato? Tagli sotto i francesi e tagli sotto gli italiani, quindi si desume che il problema non e' la persona o lo stato, ma il capitalismo, in quanto impersonificato ed operante a livello globale. Insomma, mi sembra di capire che l'articolo di Paolo Barnard, si muove tutto all'interno di una "guerra" di stampo borghese. Non dimenticando che il miglior involucro per il capitalismo e la democrazia parlamentare.........vi saluto

    1. redme 18 giugno 2009

      ma il times non è di murdoch? fascistoide nel mondo e democratico in italia..magari rosica e basta..veramente ci sono tutti questi piani sofisticatissimi? e poi chi li applica? non esiste il capitalismo unitario! volate bassi.. la verità ( se esiste ) è relativa.....pensavate che tutto l'apparato guerra fredda ( gladio, stay behind, mafia, ecc..) rimanesse con le mani in mano o si mettesse in proprio...magari in fininvest...berlusca dà fastidio perchè è un dittatorello fai da te che fa affari con l'uno o con l'altro, ma non è estraneo ai grandi affari mondiali ( gheddafi, putrin)..svegliamoci e creiamo la nostra politica di liberazione..tanto..ammazza, ammazza....so tutti 'na razza!

    1. mikaela 18 giugno 2009

      Perche' secondo lei se l'Alitalia andava ai francesi o agli olandesi a quali condizioni sarebbe andata ?

      E comunque anziche' nascondersi dietro a un nick name scriva un articolo di risposta a Barnard smentendo con relativa documentazione come ha fatto lui e vedra' che ricevera' anche lei i suoi lettori.
      Gtrillo Travaglio,Gabanelli,
      sono al soldo degli Usionista per questo motivo Barnard li attacca come attacca tutti quelli che dicono delle mezze verita.Con la popolarita' che hanno avrebbero veramente potuto rovesciare le cose ed invece essendo al servizio del capitalismo hanno solo rafforzato un altra ala facendo scomparire la vera sinistra quella di cui ha bisogno il paese. ma lei queste cose non le nota con tutta la porcheria che hanno iniettato nei cervelli delle persono ormai si e' perso il senso della giusta valutazione ma si tifa come nello stadio.
      Siete tanti e siete felici di aiutare il governoUsionista ,perche' Trillo e Gravaglio sono solo dei GATEKEEPERS al loro servizio.Barnard ne' inattaccabile nessuno riuscia' mai a screditarlo proprio perche' e' al sevizio del cittadino per la giustizia sociale e siccome non sta' da nessuna parte puo dire effettivamente le cose come stanno. non deve dimostrare piu' niente tutti sappiamo chi e' Barnard.

    1. Galileo 18 giugno 2009


      Radisol, andiamo a vedere. La ragazza che dice di essere stata trasportata a Palazzo Grazioli in una macchina con i vetri oscurati per essere “messa a disposizione” del premier…tzè. Persone come questa Naomi nè è pieno il mondo.

      La gentil pulzella si è fatta utilizzare consenzientemente, ossia di “essere messa a disposizione” niente. Si è messa a disposizione. Basta con questo processo di vittimizzazione di presunte “utilizzate”, basta con questo “soprenderci” e “schifarci” davanti a questo UTILIZZATORE…ognuno si prenda e si assuma le sue responsbilità. Questa Noemi, ha un cervello che probabilmente tutto quello che ci trovi dentro è il format del Grande Fratello. (con questo non vado a santificare il berluska, ma solo vorrei mettere nella giusta prospettiva i fatti).


      Per quanto riguarda la minimizzazione della crisi, qui hanno rotto i coglioni un po’ tutti. Hanno tutti fatto lo stesso iter, prima i capi di governo la negavano, addirittura sembrava quasi non riuscissero a pronunciare questa parola. Poi si è iniziato a strombazzarla con ogni mezzo di comunicazione…ci mettevano la crisi anche nelle previsioni del tempo….ora sembra passata…sembra sia rimasta la crisi solo in Lituania. E questo è valido per Italia, Spagna, etc…etc.


      Ora gli attacchi al berluska del Timeonline, sono propabilmente dovuti a ricordargli chi realmente comanda in questo mondo. A mio avviso l’accordo con la russa Gazprom per la costruzione del South Stream non va giù ai “disegnatori di rotte” del petrolio e del del gas che stanno combattendo una “guerra” di pipeline in Asia (guerra reale fatta di eserciti), continuazione della guerra fredda, per arrestare l’influenza della Russia. Poi la Libia. Ricordo che proprio in Inghilterra in questo periodo in quanto a scandali e scandaletti non sono da meno. La mia è solo un ipotesi. Ma come già ci siamo detti, staremo a vedere.

    1. Rosencratz 18 giugno 2009

      In tutta franchezza ho affrontato l'intera lettura con la sconfortante sensazione di star leggendo un impresentabile coacervo di fesserie.

      Che si faccia passare implicitamente Berlusconi come un baluardo dello statalismo a dispetto dei capitalisti brutti e cattivi è inaccettabile.
      Forse il signor Barnard dimentica o trascura il fatto che la statalizzazione dei costi e la privatizzazione dei profitti sono stati da costui ampiamente praticati. Si guardi a quello che sta accadendo con la sanità, l'istruzione o Alitalia.
      Al più si potrebbe imputargli che il tutto non sia stato fatto all'insegna del libero mercato, bensì dei tentativi di imporre i suoi sporchi giochetti da monopolista, a vantaggio suo o della cerchia di amicizie.

      Imbarazzante inoltre trovarsi nuovamente davanti agli strascichi della sua crociata personale contro i colleghi, Barnard. La costanza con cui la si vede caricare a testa bassa ogni volta che sente parlare di Gabanelli, Travaglio o Santoro (con la fresca aggiunta di D'Avanzo) non la mette in una buona luce: la fa apparire come un capriccioso rancoroso a caccia di pretesti.

      Per quanto concerne invece l'ennesima teoria complottistica... Beh, si limiti a riflettere sul fatto che, come le è stato fatto notare, sta ricalcando esattamente la posizione di Daniele Capezzone. Chissà che la cosa non le faccia provare quel pizzico di vergogna che a titolo personale riterrei auspicabile.

    1. TitusI 18 giugno 2009

      ma postavi in un thread attinente?
      La gente va sul blog di grillo e scrive quello che gli va...non funtiona cosi'..

    1. Eli 18 giugno 2009

      Nessuno, il blog di Grillo bannava anche me ogniqualvolta nel mio scritto era presente la parola "massoneria". Accettavano "Bildeberg", ma non "massoneria": Allora ho capito ed ho smesso di frequentarlo. Ciao.

    1. mikaela 17 giugno 2009

      Scusi,lei e' d'accordo con Barnard e poi segnala i video dei Grillini!
      ?????????????????????????????

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