IL SIGNORAGGIO: UNA BUFALA O NO ?

IL SIGNORAGGIO: UNA BUFALA O NO ?

DI PIETRO CAMBI

crisis.blogosfere.it/

Uno spettro si aggira per i circoletti che raccolgono i poveri implumi, incolti, ignari, inetti cittadini, cercando, del tutto vanamente, di decifrare l'ineffabile complessità del Tutto, declinata semanticamente in una ontologica ricerca del metafisico, distillata, apoditticamente, nella icastica, seppur efficace esclamazione "So' tutti ladri e ce stanno a frega' li sordi a noi che non li avemo!!!".

Questo fantasma si chiama SIGNORAGGIO.

Un commentatore di un post precedente, mi ha linkato un sito dove si smonta in modo molto professionale la cosidetta "bufala del signoraggio", facendo presente che i teorici del complotto del signoraggio sono noti fascisti o parafascisti, poveri taxisti paranoidi, mentecatti allo sbando e ciarpame intellettuale di recupero vario. A parte il fatto che un paio di signoraggisti li conosco e non sono né deliranti coldiretti né mascelluti propugnatori della soluzione finale al problema bancario/masso/giudaico, nella mia, ancor breve, carriera da blogger ho comunque imparato che quando si ricopre di contumelie un avversario, quando si punta alla distruzione semantica, culturale e sociale di chi la pensa diversamente, qualcosa di vero, che fa male ed infastidisce, in quello che dice quell'avversario, c'è.

Questo è tanto più vero con coloro che sono impresentabili e moralmente ci ripugnano, e deve essere SEMPRE riconosciuto soprattutto quando, come e perchè non ci piace ammetterlo. Non vi dico niente di nuovo.

Il successo delle terribili ideologie che hanno devastato il nostro continente nel secolo scorso era ANCHE dovuto al fatto di fondere fatti reali ed analisi corrette con estrapolazioni deliranti, criminali e delittuose, in un coacervo idealistico/attraente.

Insomma, se è vero che alcuni complottisti del signoraggio esagerano è pur vero che il signoraggio, di per sé, non è una bufala.

E' un fatto, un dato certo dell'attuale sistema economico, come le tasse, le imposte, l'evasione e l'io speriamo che me la cavo.

Vediamo se riesco a chiarire il punto.

Il Signoraggio 4 dummies

In sintesi: Se stampo pezzi di carta che mi costano, come complessivo della loro realizzazione, mezzo euro l'uno e ci scrivo sopra 100 euro e qualcuno dice che quei pezzi di carta sono DENARO, ecco che ho appena esercitato un diritto, di stampo feudale per alcuni (di qui il termine signoraggio), quello di stampare moneta con un valore nominale diverso da quello reale, cosi realizzando un sonoro utile.

Questo, è bene chiarire, è un FATTO.

Un fatto ovviamente un filo complicato ma resta il fatto che stampare moneta, specialmente ora che questa stampa è scollegata da beni reali ad essa collegabili, è una ottima fonte di reddito.

Resta quindi da capire a chi va questo reddito, in particolare in Italia.

Per partire da una base sufficientemente stabile, condivisa ed "aperta" partiamo quindi dall'immancabile Wikipedia.

E partiamo dai fatti, DAI FATTI, ripeto.

Quindi, saltati a pie' pari i Sussi&Biribissi, i batti& ribatti, i bi&ba, andiamo alle interrogazioni parlamentari RECENTI , in merito al signoraggio ed andiamo alla risposta UFFICIALE del governo del tempo, da parte dell'allora Viceministro dell'economia e delle finanze: Roberto Pinza, che potrete cercarvi a conferma da soli:

"Per quanto concerne il quesito relativo al reddito dei «diritti di signoraggio» realizzato dalla Banca Centrale Europea e quanto di questo reddito sia stato redistribuito tra le Banche Centrali Nazionali, si precisa che con Decisione ECB/2001/15, la BCE ha regolamentato l'allocazione all'interno dell'Eurosistema delle banconote in euro in circolazione. Essa attribuisce alla BCE una quota pari all'8 per cento delle banconote in euro messe in circolazione dalle Banche centrali Nazionali; il restante 92 per cento viene ripartito fra le Banche centrali nazionali in proporzioni pari alle rispettive quote di partecipazione al capitale della BCE capital key.
Sulla propria quota di banconote in euro, la BCE ricava un reddito da signoraggio
le cui modalità di redistribuzione sono ora contenute nella Decisione ECB/2005/11. Essa prevede che il signoraggio della BCE debba essere redistribuito alle BCN in proporzione al rispettivo capital key, a meno che il Consiglio direttivo decida di trattenerne (in tutto o in parte) il relativo ammontare a causa di: a) una perdita d'esercizio della BCE o un utile netto inferiore all'importo del signoraggio; b) una assegnazione al Fondo di accantonamento a fronte dei rischi di cambio, di tasso d'interesse e di prezzo sull'oro."

Quindi:

1) Il reddito da Signoraggio è una REALTA'. Punto ed a capo.

2) Tale reddito per il 92% entra direttamente nelle casse degli Istituti Nazionali, mentre per l'8% in quelle della BCE, che provvede a redistribuirlo alle banche centrali Nazionali (BCN) in proporzione alle loro quote.

Potrà interessare che la Banca d'Italia ha versato circa 700 milioni di euro come quota capitale della Banca Europea, su un totale di SOLI 4 miliardi di euro.

Pochissimo, non trovate?

Non vi sembra incredibile che un istituto ENORME come la BCE abbia un capitale sociale di partenza di soli 4 miliardi di euro?

Ah, beh, ma ovviamente questo capitale è stato congruamente rimpinguato da altri redditi, che vanno ad accumularsi nelle riserve valutarie... indovinate un po'... eh si: si tratta ANCHE di reddito da signoraggio, guarda un poco.

Fino a qui, comunque, abbiamo solo un poco di mal di testa ed una vago senso di nausea, ma tutto sembra restare solidamente in mani pubbliche.

E in Italia?

Beh innanzitutto sapete quale è il Capitale sociale della Banca D'Italia?

Tenetevi forte: è di ben 156.000 Euro.

Ovvero 56.000 in più, chissà perchè, del minimo di legge per fondare una SPA.

Anche qui non mi invento nulla.

Nella stessa risposta ad interrogazione parlamentare, infatti, leggiamo:

la partecipazione al capitale della Banca d'Italia è disciplinata dagli articoli 3 e 49 dello Statuto. Il capitale, di ammontare pari a 156.000 euro, è rappresentato da 300.000 quote di partecipazione nominative di 0,52 euro ciascuna. La disciplina della titolarità delle quote di partecipazione fa rinvio alle disposizioni legislative. È, altresì, stabilito che la cessione di quote del capitale avviene solo previo consenso del Consiglio Superiore e su proposta del Direttore «nel rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza dell'Istituto e di una equilibrata distribuzione».

Sul rispetto dell'autonomia etc etc: beh, vi ricorderete, spero, lo scandalicchio che coinvolse il penultimo Governatore Fazio..

Di fatto il reddito da signoraggio viene restituito allo Stato in buona misura, sotto forma di imposte e tasse varie, mentre una quota che oscilla dal 20 al 40% va ad aumentare le riserve della Banca D'Italia e solo una infima parte costituisce rendita per gli azionisti PRIVATI della banca stessa, ovvero la stragrande maggioranza dei principali istituti di credito italici.

Chiarisco facendo riferimento a Wikipedia, essendo quanto ivi riportato facilmente verificabile nello Statuto della Banca D'Italia : Il signoraggio derivante dall'emissione diretta di moneta da parte dello stato viene incassato da questo, mentre quello derivante dall'emissione di moneta da parte della banca centrale viene in parte prelevato dalla stato, sotto forma d'imposta, e il rimanente resta alla banca centrale, dove viene utilizzato per coprire i costi di funzionamento e, per l'eventuale parte eccedente, costituisce utile netto. Poiché di solito le banche centrali sono enti pubblici (come la Banca di Francia) o società di capitali il cui capitale è interamente (come la Banca del Canada) o in maggioranza (come la Banca Nazionale Svizzera) di proprietà statale, anche tale utile finisce per essere incassato, in tutto o in parte, dallo stato. La Banca d'Italia è un ente pubblico (lo statuto parla di istituto di diritto pubblico) i cui partecipanti possono anche essere dei privati; infatti, al suo capitale partecipano sia enti pubblici che, soprattutto, privati [3]. Tuttavia, una volta pagate le imposte, lo statuto concede di distribuire ai partecipanti solo una minima parte degli utili netti annuali, cioè al massimo 15.600 (quindicimilaseicento) euro da spartirsi tra tutti in base alle quote possedute. Quindi praticamente degli utili netti, dal 20 al 40% viene aggiunto alle riserve valutarie ordinarie e/o straordinarie dell'istituto e la parte restante (dal 60% all'80%) viene trasferita al pubblico erario.

Quindi, ricapitolo:

1) In Italia il reddito da signoraggio E' UNA REALTA' e, per una percentuale oscillante tra il 20 e il 40% va a costituire la riserva valutaria della Banca D'Italia.

Quindi: dove è il complotto delle banche etc etc, visto che tutto il reddito resta in mano ad un istituto di diritto pubblico, come con recente sentenza è stato ribadito essere la Banca D'Italia, nonostante sia a capitali totalmente privati?

Beh, suvvia, non stiamo a menar tanto il can per l'aia.

Chi è il prestatore di ultima istanza?

Chi garantisce per la solidità dell'assetto bancario italico?

Chi certifica la solidità o meno di un dato Istituto?

Insomma è evidente: per me, blogger e cittadino, il reddito da signoraggio ESISTE, viene riscosso in modo invisibile a tutti i cittadini e va a costituire un tesoretto di cui usufruiscono, con tassi risibili, quando e se necessario, sulla base di "indipendenti valutazioni" del suo Governatore, in primo luogo gli azionisti di Bankitalia stessa.

Non sarà un complotto: certo è un ottimo affare e una bella garanzia di trovare copertura, con i NOSTRI soldi, in caso di bisogno.

Questo, se ci pensate, ci fornisce qualche indizio sul motivo per il quale i famosi "Tremonti bonds" sono stati tanto orgogliosamente rifiutati dalle banche nostrane. Avere un tale tesoretto "indipendente" a cui attingere in caso di bisogno, senza bisogno di chiedere alla politica aiuta... eccome se aiuta.

Ma a noi?

Chi ci aiuta, a noi meschinelli?

Beh: il grido di dolore che citavo all'inizio del post, qualche fondamento, forse forse, forse, ce l'ha.

Pietro Cambi
Fonte: http://crisis.blogosfere.it/
Link: http://crisis.blogosfere.it/2009/11/il-signoraggio-una-bufala-o-no.html
1.11.2009

Commenti (153)

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    1. lino-rossi 3 novembre 2009

      non ho inteso dove vuoi arrivare.

    1. epicblack 3 novembre 2009

      la tua non è una risposta! Il denaro non è come l'atomo di Newton, indivisibile e impenetrabile per imposizione divina. Il denaro non è un dogma! Il denaro ha una natura imposta dall'uomo, che infatti lo crea arbitrariamente secondo determinate caratteristiche a lui utili. Oggi è così, ma potrebbe essere pensato e creato in modo totalmente diverso. Altro che piccoli aggiustamenti di un sistema mal gestito! Tieni anche conto che quello che affermo in queste righe lo riscontri anche nelle opere di Keynes.

    1. lino-rossi 3 novembre 2009

      condivido.

    1. lino-rossi 3 novembre 2009

      sono gli austriaci che vedono la banca centrale come il fumo negli occhi, non Keynes. non rovesciare la realtà, per favore!

    1. epicblack 3 novembre 2009

      e dajje, Lino!! questa è anche una frase Keynesiana.
      A Bretton Woods Keynes tentò di capovolgere il sistema finanziario internazionale, ma non ci riuscì. Anche lui era convinto che il sistema era bacato!

    1. epicblack 3 novembre 2009

      grazie per il suggerimento, ma questi sono della scuola austriaca e hanno una visione dell'uomo e dell'economia che io non condivido.

    1. lino-rossi 3 novembre 2009

      questa è una frase "austriaca".

    1. lino-rossi 3 novembre 2009

      se ti diverti a credere alle bufale, continua pure.

    1. lino-rossi 3 novembre 2009

      in condizioni normali basta tirare li sciacquone.

    1. Jack-Ben 3 novembre 2009

      ottimo blog complimenti

    1. Jack-Ben 3 novembre 2009

      ottimo blog complimenti

    1. lino-rossi 3 novembre 2009

      ho risposto dicendo che l'aggregato M3 è tutto denaro (e non denaro di serie A o di serie B).

    1. syrus_79 3 novembre 2009

      si, ma se nel water c'è una bella merda galleggiante posso buttarci tutta l'acqua che voglio e la merda sembrerà sempre più piccola... per far sparire la merda devo tirare lo sciaquone ed eliminare l'intero sistema!

    1. lino-rossi 3 novembre 2009

      concordo pienamente. il problema attuale è che c'è troppa moneta ma è troppo concentrata. la soluzione di alzare la riserva obbligatoria e la base monetaria, a mio avviso, rimane quella dai risultati più affidabili. ma prima bisogna scollare gli uomini goldman sachs dai cadreghini.

    1. epicblack 3 novembre 2009

      ti sbagli, non sono un simpatizzante austriaco: anzi, sono convinto che la miglior moneta sia quella meno materiale. Comunque prendo atto che non rispondi alle mie sollecitazioni.

    1. epicblack 3 novembre 2009

      il giocattolo è bacato dal 1694, nascita della moneta debito!

    1. duca 3 novembre 2009

      Questo è chiarissimo, così come è chiaro che non ci siamo ritrovati la Banca Centrale che stampa moneta in totale formale indipendenza dal potere politico così per caso, bensì (anche) perché il potere politico abusava del potere di emissione.
      Altrettanto chiaro però deve essere che la penuria di moneta ha effetti depressivi (cosa che credo non marginale nell'attuale crisi, se allarghiamo il concetto all'accesso al credito, che sempre moneta è) e allora il pendolo tra controllo statale e controllo privato dell'emissione dovrà trovare un equilibrio da qualche parte.

    1. Firenze137 3 novembre 2009

      le risposte ammesse erano SI o NO e tu hai già risposto SI. Ora arrivi a dire che "è gestito male"! .

      La fantasia davvero non ti manca !

      E' facile dedurre che uno che perde ore e ore a scrivere "giustificazioni" ad un SI = è truccato, qualche motivazione ce l'ha ma non penso sia solo amore di insegnare agli altri.

      Comunque se per te è solo un innocuo divertimento continua pure.

      Ciao Ciao

    1. Paxtibi 3 novembre 2009

      Studiatevi questo che e' meglio: Corso di Economia con Huerta De Soto [www.usemlab.com]

    1. lino-rossi 3 novembre 2009

      abbiamo approfondito la questione in maniera quasi maniacale. arriviamo alle stesse conclusioni e poi lei ritorna a frasi sconnesse. il sistema bancario nel suo complesso crea moneta e la utilizza. perchè mai non la utilizza? da dove è uscito questo fungo?

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