IL RUOLO DI TRAVAGLIO E GOMEZ NELLA DISTRUZIONE D’ITALIA

IL RUOLO DI TRAVAGLIO E GOMEZ NELLA DISTRUZIONE D’ITALIA

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

2 giugno 1992. Sul Panfilo Britannia si tiene la riunione finale sulla distruzione della Repubblica Statalista italiana, e sulla consegna del Paese alla speculazione internazionale, alle privatizzazioni selvagge e alla soppressione della sua Sovranità costituzionale, nazionale e monetaria. L’Italia viene consegnata alla più devastante rapina della sua ricchezza da sempre, per mano delle tecnocrazie europee e del sistema bancario formale e informale. Il danno al PIL del Paese, alla disoccupazione, la spoliazione del Paese nei suoi DIRITTI, supererà (ad oggi) di almeno 12 volte il danno di corruzione e Mafie assommati, cifre della Banca d’Italia alla mano. Mario Draghi partecipa per 15 minuti alla riunione del Britannia.

Dal 1992 a oggi due giornalisti organizzano la più massiccia e frenetica campagna mediatica di DISTRAZIONE DI MASSA della Storia Occidentale. Sono Marco Travaglio e Peter Gomez, con codazzo assortito. Si dovevano distrarre 60 milioni di italiani dalla pianificazione franco-tedesca dell’apocalisse finanziaria, economica, produttiva e democratica che i Trattati Europei da Maastricht in poi ci avrebbero portato. Travaglio e Gomez creano un fenomeno di isteria di massa, senza precedenti nel mondo, contro Silvio Berlusconi e soci e il malaffare mafioso di cui si sarebbero serviti. Grillo si associa.

Risultato: il 50% dei fagiani italiani si schiera con i due giornalisti, che nel frattempo incassano fortune finanziarie, e un altro 50% di cefali italiani si schiera dalla parte opposta.

Nessuno in Italia si accorge cosa intanto accade a Bruxelles, a Francoforte, in JP Morgan, Goldman Sachs, Black Rock, all’Aspen Institute, nel Bilderberg, al Bruegel, nella City di Londra e a Wall Street, al G30, all’IIF, ecc.., i nostri Veri Padroni, il Vero Potere. E come tutto ciò ci devasterà come mai dal 1948. * (si legga Il Più Grande Crimine, www.paolobarnard.info o Andromeda Ed.)

Il resto è Storia, che riassumo con una frase degli economisti Jamie Galbraith, Alain Parguez, e Warren Mosler: “La distruzione di una civiltà”, l’Europa e la nostra Italia.

Ma tutti dietro ai ladri di polli dei libri fotocopia di Travaglio, Gomez, e codazzo. Loro ci hanno incassato fortune, voi avete perso l’Italia. Congrats.

La rottura fra Grillo, il M5S e i due sopraccitati divi crea per un istante la speranza che un grande movimento popolare italiano possa finalmente alzare lo sguardo sopra agli italici ladri di polli della ‘Casta’, e puntare le armi contro il Vero Potere che ci divora. Poi arriva Casaleggio e i grillini si squagliano al sole. Fine delle speranza. Congrats anche a voi.

Paolo Barnard

Fonte: http://paolobarnard.info

Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=989

5.11.2014

Commenti (50)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. davtio 8 novembre 2014

      ormai Barnard è alle cozze, a suon di supercazzole lo dovranno internare. Purtroppo se i pochi italiani buoni si tirano merda a vicenda non ci resta che emigrare

    1. Sax 7 novembre 2014

      ...al di là del sotteso livore che Barnard nutre per i due giornalisti in questione (soprattutto e notoriamente per Travaglio), a prescindere dal fatto che li si possa 'amare o odiare' (?), mi chiedo se davvero pensa che se i due non fossero mai esistiti allora gli italiani si sarebbero accorti - cito - di "cosa intanto accade a Bruxelles, a Francoforte, in JP Morgan, Goldman Sachs, Black Rock, all’Aspen Institute, nel Bilderberg, al Bruegel, nella City di Londra e a Wall Street, al G30, all’IIF, ecc..".

      Vogliamo quindi annoverare l'esistenza e il lavoro di Travaglio e Gomez come l'ennesimo complotto messo in opera dal 'grande ordine mondiale'? Oppure Travaglio e Gomez fanno quello che loro ritengono essere il loro lavoro (piaccia o non piaccia) come anche Barnard (che io stimo, proprio perché ha il coraggio di proporre tesi il più delle volte rifiutate dall'informazione mainstream,) e che andrebbero giudicati per le cose che scrivono e per la loro più o meno onestà intellettuale.

      A mio avviso, il giornalista non deve ne puntare le armi ne contribuire a farlo.

      Secondo me, questo post se lo poteva evitare perché non dice proprio nulla...

    1. Rosanna 7 novembre 2014

      @clack , sono d'accordo su molte cose cha hai detto, ma vorrei obiettare su alcuni punti, tu dici:

      "Quello fascista era un partito unico, certo, ma il PD
      cos'è? Con la sola differenza che allora la sovranità dello Stato non
      era neppure pensabile metterla in discussione, il partito di oggi invece
      non solo non ammette la sua valenza concreta ma è anche
      collaborazionista di poteri esterni che mirano a ridurre il nostro paese
      al destino neocoloniale che hanno stabilito."

      Se il partito fascista era unico come quello del Pd, allora sono due partiti fascisti, o no?
      La sovranità dello stato era sacra perché quello era il tempo dello Stato Hegeliano, lo stato etico come realizzazione concreta del
      Bene universale. Oggi è il tempo della dissoluzione dello stato etico e della sua riconfigurazione in organismi sovranazionali, veri e propri Imperi della Finanza.

      "E' altrettanto vero che il fascismo fosse imperialista ma come al solito almeno lo riconosceva e addirittura si faceva vanto della cosa. Quelli di oggi invece perseguono una forma di imperialismo ancora più perversa, subdola e pervasiva, perché globalizzata, facendola vilmente passare però per forma suprema di democrazia, alla quale oltretutto non ci sarebbe alternativa.

      Modo efficacissimo per non assumersi le proprie responsabilità, cosa che invece le dittature facevano riconoscendo e palesando la propria natura. Eccoci quindi a quello che è un ulteriore elemento peggiorativo rispetto ad esse."

      D'accordo con quello che dici, quindi secondo te l'Imperialismo è un processo tutto sommato giustificabile, basta riconoscersi imperialisti e tutto è risolto. Non mi sembra, dunque l'assunzione di responsabilità di un crimine non lo assolverebbe per nulla in senso pieno.

      "Mi sembra inoltre poco corretto attribuire funzioni di strumento di aggressione allo stato sociale, che invece rappresenta un valore a sé stante. Soprattutto in un'ottica come quella attuale, dominata da un suo smantellamento che al momento appare definitivo.
      Oltretutto lo stato sociale ha i suoi costi, che in una politica aggressiva nella realtà del confronto bellico del ventesimo secolo avrebbero trovato ben altro sbocco in una politica più marcata di riarmo e di sviluppo tecnologico ad esso mirato,

      Più plausibile forse sarebbe identificare lo stato sociale inteso da quelle dittature come risposta alla loro necessità di consenso, che invece le oligarchie di oggi non ritengono più necessario, nonché di contrapposizione e differenziazione nei confronti dei regimi di tipo capitalista."

      Non ho capito che cosa vuoi dire con "
      Mi sembra inoltre poco corretto attribuire funzioni di strumenti di aggressione allo stato sociale", quando io ho fatto semplicemente un'analisi, non mi sembra di aver aggredito lo stato sociale (ma forse ho capito male).

      "Allo stesso modo, però, sono convinto sia assolutamente necessario infine inquadrarlo storicamente in maniera indipendente dalla narrazione di regime impostaci per decenni, sempre al servizio ideologico del vincitore capitalista dell'ultima guerra. Che se possibile si macchiò di atrocità anche peggiori e non fu liberatore ma conquistatore, come ha dimostrato la storia fino ai giorni nostri."

      Su questo sono d'accordo, ma i crimini di un regime non assolvono quelli dell'altro ...

      "In definitiva, allora, continuando a individuare erroneamente l'odierno massacro sociale come fascismo si fa consapevolmente o meno il gioco dei suoi esecutori.
      Che invece, lo ripeto ancora una volta, sono infinitamente peggiori, proprio perché hanno oltrepassato e neutralizzato i limiti concettuali, materiali e propagandistici di quelle forme di dittatura."

      Ma i 100 milioni di morti li abbiamo dimenticati ?

      "Allo stesso modo le dittature dichiaravano le guerre che combattevano contro i loro nemici, le oligarchie di oggi non ne hanno bisogno e neppure di usare eserciti e armi convenzionali. Proprio per questo ottengono risultati ancora più distruttivi in modo capillare, che però sfuggono all'occhio dell'uomo della strada poiché egli non vede le distruzioni materiali che gli è stato insegnato ad associare alla guerra, ma si trova di fronte a un processo di disgregazione più lento e graduale, quindi meno evidente ma che porta a conseguenze finali ben più devastanti."

      Perfettamente d'accordo ...

      "Quanto a quella che definisci desacralizzazione ideologica trovo invece che oggi determinati elementi, come l'infallibilità dei mercati, le loro miracolistiche capacità di autoregolazione, i dogmi della competitività e dell'efficienza, la cosiddetta meritocrazia e tutto il resto dell'arsenale pseudo-ideologico del capitalismo assoluto siano concetti persino idolatrati. E come tali quindi ben più sacralizzati, oltreché sottratti a qualunque alternativa."

      D'accordo in parte, perché è proprio il senso del sacro che viene messo in discussione nei cambiamenti epocali, dunque oggi il "sacro produttivo" è stato messo in discussione dal "sacro speculativo", secondo la commistione tra sacro e profano, vero asse portante di ogni cultura, dunque la postmodernità propone una sacralità del tutto diversa da quella precedente, perché assolutamente sovraterritoriale, sovrapolitica, evanescente, volatile, quasi metafisica, dunque (hai ragione tu) ancora più pericolosa.


      Grazie, avremo modo di parlarne ancora a lungo, temo ...






    1. fabionew 7 novembre 2014

      Scusa avevo male interpretato il tuo commento, pensavo fosse ironico e denigratorio.

      Non pretendiamo di dire delle cose perfette, ma vogliamo semplificare il messaggio per arrivare a più gente possibile e soprattutto sui concetti semplici confrontarci con tutti quelli che da anni si impegnano sulla sovranità monetaria ma spesso dividendosi in mille gruppetti che cercano solo di differenziarsi gli uni dagli altri, piuttosto che unire le forse per raggiungere un obbiettivo comune.
      Grazie per l'apprezzamento e sarà un onore se deciderai di darci una mano.
    1. fabionew 7 novembre 2014

      Grazie per essere passato ad un livello di discussione più interessante.

      Chiarisco innanzi tutto che io sono un attivista convinto del M5S, faccio parte di un gruppo certificato di Zola Predosa, che porta avanti questa proposta da tempo nel M5S, che pur non potendo parlare a nome di tutto il M5S, stiamo bene o male influenzandone le scelte. Abbiamo l'appoggio di molti Meetupsu tutto il territorio nazionale, di diversi deputati e senatori del M5S ed anche di Beppe Grillo, che da #Italia5Stelle ha cominciato a parlare chiaro su questi temi.
      Ma quando esprimo giudizi parlo a nome personale, ma da buon conoscitore dall'interno del M5S.
      Il referendum è un fatto politico, non credo ce lo faranno fare e se anche fosse non produrrà risultati apprezzabili, fedi la fine che hanno fatto quelli sul finanziamento ai partiti e sull'acqua pubblica.
      Ma ha una doppia finalità :
      - portare il paese a discutere sul tema della sovranità monetaria ( nota che Beppe Grillo, rispetto a Bagnai & Co. non parla solamente di uscita dall'euro, ma di sovranità monetaria, che non è necessariamente la stessa cosa ) e costringere i partiti di maggioranza, a spiegare le loro ragioni di permanenza nell'euro e i partiti contro l'euro, Lega e Fratelli d'Italia, a spiegare perchè seguitano ad allearsi con Berlusconi che è a favore dell'euro;
      - avere 2 milioni di firme di cittadini che vogliono il referendum per uscire dall'euro, perchè a questo punto, alle eventuali elezioni, si può inserire nel programma di governo l'uscita dall'euro senza necessariamente fare il referendum e vincere le elezioni.
      Quindi più che il referendum è importante la raccolta firma e la discussione su questo tema, per questo credo fermamente che tutti quelli che hanno a cuore questo paese dovrebbero mettere da parte le casacche e schierarsi e firmate compatti e numerosi la richiesta di referendum, perchè i numeri sono fondamentali, meglio tre milioni di firme, piuttosto che due ! E' già questo numero un referendum ! Poi so benissimo che i problemi sono molto più complessi, ma se non cominciamo dalla sovranità monetaria non andiamo da nessuna parte.
    1. Cataldo 7 novembre 2014

      Non soffro di "benaltrismo" e non è comunque il caso specifico, qui si tratta di comprendere bene il senso dell'operazione "referendum", molto virgolettato; le virgolette servono perchè il referendum è un oggetto ben definito, si tratta di emendare o abrogare del tutto una legge dello stato, per di più alcune materie sono escluse, pertanto le virgolette si potranno togliere solo dopo il concretizzarsi di una serie di eventi, politici e formali non da poco, che coinvolgono l'Alta Corte, e prevedono passaggi istituzionali importanti*.

      Alla luce delle esperienze con referendum storici, che alla fine hanno dato risultati del tutto diversi da quelli che si sperava**, è opportuno che si parta con una solidità dell'impianto politico di questa campagna, non è materia per avventurismi, anche perchè alla fine il risultato sarà sempre diverso da quello che ci aspettiamo oggi, in ogni caso.

      La faccio breve a rischio banalizzazione, io vedo all'orizzonte un grave pericolo insito nel "referendum" sull'euro, un pericolo che è collegato anche ad altri dibattiti importanti su CDC rispetto la politica economica.

      Se l'idea del refendum è vissuta come un test, ormai un ultima chiamata direi, della praticabilità delle fome attuali di espressione dell'indirizzo politico dei cittadini, allora è un'operazione che porterà risultati, almeno sul piano della chiarezza sia in generale sulla tenuta delle istituzioni sia sul movimento.
      Al contrario, se invece questo referendum è inteso come perno di una politica economica, applicabile hic et nunc al governo, allora è
      destinato solo ad essere una enorme e spaventosa autoflagellazione, è
      l'unico termine che mi viene in mente, perchè associa il dolore all'atto
      di fede in qualcosa di mistico :)

      Ci sarà modo di sviluppare i concetti, ma intanto, visto che a quanto sembra leggendo parla di economia per lo più gente che la sta studiando oggi, e visto che qualcosa l'abbiamo studiata, e non da fiscalisti della m.ia, ti posso dire che la sovranità monetaria non è possibile, allo stato attuale, nemmeno per il Giappone, che pure era fino a qualche mese addietro la seconda potenza economica mondiale, e questa non è una teoria, ma l'analisi degli ultimi anni di politica monetaria del sol levante, del fallimento della sua accennata svalutazione, del costo politico che grava su quel paese in questo frangente storico per l'operazione avviata.
      Ma è solo un esempio recente, che sconta la realtà iperfinanziaria di oggi, ed ha piu senso di altri posizionati in ere geologiche quando il tasso di interesse non era tenuto a zero da vagonate e vagonate di dollari, sempre per esempio, tornando nel mediterraneo, ci sarebbe anche da dire molto sulla garanzia dei nostri corridoi energetici e dei contratti a lunga scadenza che vi sottendono, ma sono quisquilie che a certi economisti della domenica sembrano del tutto irrilevanti***, eppure sono nodi da sciogliere a prescindere dalla moneta ma dai quali la moneta non può essere comunque scollegata.

      Pertanto concentrarsi sull'euro, se è un elemento di valutazione politica complessiva, che comprende la rinegoziazione del nostro ruolo nella divisione del lavoro mondiale e nella distribuzione delle risorse, allora ha un senso, ma se si va appresso a fighette alla Bagnai si rischia solo di lavorare per i propri nemici, cosa che qui in Italia è ricorrente, ma mai con la virulenza e la pervasività di oggi.

      *Vedi come hanno cercato di blindarsi ? per fortuna non hanno avuto successo al 100% ma sono coperti lo stesso

      **penso al mazzo estremo che ci siamo fatti per eliminare, tra l'altro, le preferenze e a come questo sia diventato poi un asso della casta partitica; ma è un errore giudicare le decisioni e le lotte di allora con il metro delle conoscenze attuali, anche perchè, ad esempio, il sopravvenuto pericolo B. è stato denunciato per tempo nella sua gravità esiziale, pagando anche costi di tutti i tipi per questo.

      ***Anche se questa casta ha cosi depresso l'economia che i consumi energetici sono a livelli di ventanni fa comunque importiamo ancora qualcosa, o no ?

    1. Mattanza 7 novembre 2014

      Ma già abbiamo valutato molto in questo sito sul tema, non è questione di chiedere aiuto, ma proprio di chiamare l'attenzione, anche se il chiedere aiuto nella comprensione è ciò che sempre si richiede implicitamente in una discussione sana, albsorio spesso interviene sul tema sopracitato abbastanza efficacemente mi pare.Cmnq Bravi, sono orgoglioso di voi.

    1. Cataldo 7 novembre 2014

      Io lo so da che parte stare stai tranquillo, ed è proprio perchè ho fatto importanti battaglie referendarie che hanno cambiato, nel bene e nel male il paese, che parlo.
      Ovviamente il referendum sulla NATO è una provocazione, al momento.
      Comunque non ho modo di approfondire adesso, ma al più presto ritorna sul post ...
      a presto

    1. Albertof 7 novembre 2014

      Ricordo di aver letto qualcosa in merito a quello che dici tu. In particolare Barnard, se non ricordo male, spiegava che riconoscere la validità della MMT ed utilizzare i suoi dettami implica necessariamente un'adesione pressochè totale al suo "programma". Non è possibile spezzettare la MMT in tante piccole parti e utilizzarne solo alcune. Da tale considerazione (giusta o sbagliata che sia, in questo momento, non saprei dire) e dopo aver preso atto che il M5S non voleva affidarsi completamente a questa teoria economica (o almeno una "parte" del movimento non voleva utilizzarla pienamente) Barnard ha chiuso i ponti con i 5S. Personalmente ho notato che sul blog di Grillo ci sono molti che auspicano un contatto tra MMT e 5S; tra l'altro, molti degli articoli apparsi ultimamente sul blog, quelli che parlano di Euro e di sovranità monetaria, sembrano in alcune parti scopiazzamenti di interventi di Barnard, eppure non vengono mai nominati ne Barnard ne tantomeno la MMT.

    1. Arcadia 7 novembre 2014

      excelente!

    1. Earth 7 novembre 2014

      Meta' do ragione a Barnard e per meta' condanno Barnard.


      Quello che scrive nell'articolo lo condivido, c'e' un problema piu' grosso da affrontare e a cui dare la priorita'.

      QUELLO CHE NON SCRIVE LO CONDANNO. Il fatto che ha un comportamento immaturo da bambino 15enne che vuole avere sempre ragione e che si mette a piangere e non lo fa piu' amico. Spiegato in modo stilizzato e stranamente pressocche' corretto di quello che ha fatto con i 5stelle.

      RICORDO CHE GRILLO GLI HA TESO LA MANO UNA VOLTA, BARNARD RISPOSE SPUTANDOGLI IN FACCIA (a ragion veduta nella teoria, nella realta' ha buttato nel cesso l'occasione di mettere in pratica cio' che andava professando, la MMT)

      E ha sempre parlato male dei 5s. L'ultima uscita che si metteva a disposizione dei 5s era ridicola ma, da essere ottimista cui sono, continuo a sperarci.
      Comunque un bel vaffanculo a Barnard insieme a un grande grazie, non glie lo leva nessuno.
    1. fabionew 7 novembre 2014

      Caro Mattanza, perchè non esprimi una valutazione tua, piuttosto che chiedere aiuto ?

      Quando vuoi un discutere di questi temi, ma seriamente, noi siamo disponibili a confrontarci.
      E questo vale per chiunque. Stiamo realizzando anche testi e video didattici per le scuole elementari, se quelli nel blog sono troppo difficili.

    1. fabionew 7 novembre 2014

      Rebel69, non siamo in un cul de sac, perchè adesso una proposta di cambiamento radicale c'è sul tavolo, e non la portano quattro gatti, ma un movimento di quasi nove milioni di persone, cui si potranno aggiungere tutti quelli che ritengono importante riprenderci la nostra sovranità monetaria.

      Dobbiamo mettere da parte le casacche e pensare seriamente a cosa vogliamo per il nostro paese.
      La domanda è sempre la stessa, tu da che parte stai ?
    1. fabionew 7 novembre 2014

      Avrai avuto anche tu quei compagni di classe che se interrogati su Napoleone, che non avevano studiato, esordivano con la classica frase : "Ma non si può parlare di Napoleone se prima non si parla dei Romani, che erano un popolo bla, bla, ...".

      Ora se tu pensi realistico e possibile raccogliere le firme per uscire dalla Nato, perchè non lo fai ?
      Non crediamo che la battaglia vera si gioca sui soldi, perchè quando hai ripreso in mano il potere di stamparli, dopo puoi riprenderti anche altre sovranità, altrimenti sei talmente condizionato economicamente, che non sei in gradi di decidere alcunchè.
      Lo Stato di Diritto si fonda su quattro poterei, esecutivo, legislativo, giudiziario e monetario.
      Se non hai il potere monetario, gli altri tre poteri non decidono niente, anzi devono sottostare alle regole imposte da chi il potere monetario ce l'ha. non è che non hai ragione, è che c'è un ordine di priorità che noi pensiamo debba essere rispettato.
      La cosa più urgente è riprenderci la nostra sovranità monetaria.
      Tu devi decidere da che parte starai.
    1. clack 7 novembre 2014

      Cara Rosanna,

      per motivi di sintesi ho riassunto nel termine nefandezze tutto quanto hai imputato al fascismo e anche tutto il resto che non hai menzionato.
      Mi sembrava fosse chiaro.
      Personalmente cerco sempre di tenermi il più possibile alla larga da tentazioni di sillogismo, che per quanto possano apparire comode conducono invariabilmente a conclusioni errate.

      Quello fascista era un partito unico, certo, ma il PD cos'è? Con la sola differenza che allora la sovranità dello Stato non era neppure pensabile metterla in discussione, il partito di oggi invece non solo non ammette la sua valenza concreta ma è anche collaborazionista di poteri esterni che mirano a ridurre il nostro paese al destino neocoloniale che hanno stabilito.

      E' altrettanto vero che il fascismo fosse imperialista ma come al solito almeno lo riconosceva e addirittura si faceva vanto della cosa. Quelli di oggi invece perseguono una forma di imperialismo ancora più perversa, subdola e pervasiva, perché globalizzata, facendola vilmente passare però per forma suprema di democrazia, alla quale oltretutto non ci sarebbe alternativa.

      Modo efficacissimo per non assumersi le proprie responsabilità, cosa che invece le dittature facevano riconoscendo e palesando la propria natura. Eccoci quindi a quello che è un ulteriore elemento peggiorativo rispetto ad esse.

      Quanto alle braccia maschili, sappiamo perfettamente come la Germania tema le conseguenze dell'invecchiamento della sua popolazione e per questo utilizzi ogni sistema per attrarre il maggior numero di individui di scolarizzazione superiore all'interno dei suoi confini, spingendosi a deindustrializzare allo scopo i territori che ha deciso di sottoporre a mezzogiornificazione. In essi trova più conveniente lasciare gli uteri necessari alla procreazione della forza lavoro che le necessita, alla quale attribuisce le medesime finalità di un tempo, dal momento che sta combattendo una vera e propria guerra contro i suoi partner comunitari periferici, che si svolge però sul terreno dell'economia anziché del confronto tra eserciti. In tal modo attribuisce ai suoi avversari anche il farsi carico delle spese conseguenti e di quelle dell'educazione della massa di individui che poi usa a proprio vantaggio come un tempo la carne da cannone, che oggi è invece da sfruttamento intensivo.

      Mi sembra inoltre poco corretto attribuire funzioni di strumento di aggressione allo stato sociale, che invece rappresenta un valore a sé stante. Soprattutto in un'ottica come quella attuale, dominata da un suo smantellamento che al momento appare definitivo.
      Oltretutto lo stato sociale ha i suoi costi, che in una politica aggressiva nella realtà del confronto bellico del ventesimo secolo avrebbero trovato ben altro sbocco in una politica più marcata di riarmo e di sviluppo tecnologico ad esso mirato,
      Più plausibile forse sarebbe identificare lo stato sociale inteso da quelle dittature come risposta alla loro necessità di consenso, che invece le oligarchie di oggi non ritengono più necessario, nonché di contrapposizione e differenziazione nei confronti dei regimi di tipo capitalista.

      A parte questo la tua lettura degli eventi che riguardano l'ultima guerra mi sembra fin troppo aderente alla versione propagandata dai suoi vincitori e quindi per forza di cose poco attinente alla realtà. Ci sarà forse occasione di discuterne in un prossimo futuro.

      Non ho alcuna intenzione, come vedi, di eseguire qualunque revisione ideologica nei confronti del fascismo, ferma restando la consapevolezza delle sue origini e delle necessità di una precisa classe sociale alle quali rispondeva.
      Allo stesso modo, però, sono convinto sia assolutamente necessario infine inquadrarlo storicamente in maniera indipendente dalla narrazione di regime impostaci per decenni, sempre al servizio ideologico del vincitore capitalista dell'ultima guerra. Che se possibile si macchiò di atrocità anche peggiori e non fu liberatore ma conquistatore, come ha dimostrato la storia fino ai giorni nostri.
      Soprattutto occorre affrancarsi dal frame che impone di attribuire alle dittature del 20mo secolo un significato che è sinonimo di male assoluto, lasciapassare oggi imposto per accedere allo status di veri democratici.

      Questo per due motivi: primo perché fino ad allora non si riuscirà a definire in modo corretto la valenza concreta di quanto sta avvenendo al momento attuale, nonché dei suoi progettatori, mandanti, esecutori e fiancheggiatori.
      Secondo e ancora più importante perché se non ci si libera di tale condizionamento si fornirà agli odierni massacratori sociali un paravento fin troppo efficace, rappresentato appunto dalle atrocità commesse dal nazifascismo che essi hanno interesse a imporre come il peggio del peggio, dietro al quale possono continuare a nascondersi e a dissimulare la reale portata delle loro azioni.

      In definitiva, allora, continuando a individuare erroneamente l'odierno massacro sociale come fascismo si fa consapevolmente o meno il gioco dei suoi esecutori.
      Che invece, lo ripeto ancora una volta, sono infinitamente peggiori, proprio perché hanno oltrepassato e neutralizzato i limiti concettuali, materiali e propagandistici di quelle forme di dittatura.

      Ti faccio un esempio: in Grecia nel 2014 si è arrivati a un incremento del 42,8% della mortalità infantile rispetto a prima della crisi. Un risultato fuori dalla portata persino di un Eichmann o di un Mengele, imposti quali icone della perversione umana, che però avevano necessità di rinchiudere le loro vittime nei recinti di filo spinato dei lager.
      Quelli di oggi invece non ne hanno neppure bisogno, dato che hanno provveduto a trasformare interi stati in lager a cielo aperto.
      Ma mentre i prigionieri dei lager sapevano perfettamente dove si trovavano e perché, chi vive in un paese trasformato in lager a cielo aperto nove volte su dieci neppure si rende conto di quale sia la sua realtà esistenziale. Quindi parlargli delle motivazioni di tale realtà non avrebbe per lui alcun senso.
      Del tutto inconcepibile è allora il sottrarsi da essa.
      E qui ci ricolleghiamo a Orwell e ai suoi concetti inerenti la semantica quale forza propulsiva del pensiero nonché strumento primario per la percezione e la decodifica della realtà in cui siamo immersi.
      Allo stesso modo le dittature dichiaravano le guerre che combattevano contro i loro nemici, le oligarchie di oggi non ne hanno bisogno e neppure di usare eserciti e armi convenzionali. Proprio per questo ottengono risultati ancora più distruttivi in modo capillare, che però sfuggono all'occhio dell'uomo della strada poiché egli non vede le distruzioni materiali che gli è stato insegnato ad associare alla guerra, ma si trova di fronte a un processo di disgregazione più lento e graduale, quindi meno evidente ma che porta a conseguenze finali ben più devastanti.

      Tutto questo, ancora una volta, senza riconoscere la valenza di tali azioni e tantomeno doversene assumere le responsabilità poiché le si attribuisce all'inadeguatezza degli stati che ne sono vittima, della quale vengono colpevolizzati, Pretendendo così che siano semplicemente andati incontro al destino che loro stessi hanno voluto.

      Quanto a quella che definisci desacralizzazione ideologica trovo invece che oggi determinati elementi, come l'infallibilità dei mercati, le loro miracolistiche capacità di autoregolazione, i dogmi della competitiv ità e dell'efficienza, la cosiddetta meritocrazia e tutto il resto dell'arsenale pseudo-ideologico del capitalismo assoluto siano concetti persino idolatrati. E come tali quindi ben più sacralizzati, oltreché sottratti a qualunque alternativa.

      Ma ancora una volta sottraendosi da ogni responsabilità al riguardo, per imporli come un destino obbligato o meglio un comandamento divino cui in quanto tale non sarebbe possibile sottrarsi.
      Così da determinare la rassegnazione nelle vittime di tale processo che è la vera ratifica della loro condanna. E tale resterà fino a che esse non impareranno a riconoscere e definire correttamente l'origine, gli strumenti e i fini della loro persecuzione.
    1. MarioG 6 novembre 2014

      Ha ragione. Bisognava aspettare l'attuale epoca per una cultura italiana progredita e che non ha piu' bisogno delle parole inglesi.

      Per non dire altro. Difficile concentrare tante sciocchezze in poche righe
    1. Rosanna 6 novembre 2014

      Finanza internazionale, apolide, oppure usurocrazia, oppure fondamentalismo aideologico, oppure oligarchia finanziaria, oppure autocrazia finanziaria, oppure lobbies finanziarie internazionali, oppure dittatura finanziaria internazionale, oppure fascismo postmoderno ...

      Ripeto quello che ho detto prima:

      @clack, tu dici

      “Primo perché il fascismo, con tutte le sue nefandezze, aveva una sua sensibilità sia pure incongrua, distorta e motivata da esigenze di consenso per le istanze di origine sociale e si adoperava per la sovranità dello Stato.

      Istanze per le quali invece le oligarchie e i loro strumenti politici sono del tutto indifferenti, mentre la sovranità è il loro nemico n.1. Al fascismo quindi si devono tra l'altro TFR, pensioni, Opera Nazionale Maternità e Infanzia, case popolari e IRI. Proprio le cose che quelli che si affannano a definirsi di sinistra hanno smantellato una a una.”

      Vero solo in parte perché la “sovranità dello stato fascista” equivalse alla “sovranità del partito unico”, che quindi ha impedito l’affermarsi della democrazia ed anche l’affermarsi di una cultura italiana progredita, infatti gli autori che scrivono durante il fascismo adottavano spesso termini stranieri, inglesi (vedi Fenoglio), proprio perché la lingua d'uso era retorica e falsa.

      Lo stato fascista per di più era uno stato imperialista, che aveva bisogno di braccia maschili per la guerra (Mussolini: “Ho bisogno di qualche migliaia di morti da sbattere sul tavolo della pace”), e di uteri femminili per sfornare quelli che dovevano combattere per la conquista di altri paesi (Etiopia, Albania).


      Quindi lo stato sociale era funzionale ad ottenere il consenso popolare per sostenere colonialismo ed imperialismo, che sfoceranno nella seconda guerra mondiale, la quale avrebbe fatto, secondo alcuni testi di storia, 100 milioni di morti in tutto il mondo.

      Dunque se oggi i morti saranno di più, ed io sono convinta di sì, non è per la minor o maggior atrocità ideologica del fenomeno, quanto per la potenza delle nuove armi tecnologiche, cui si aggiungono quelle finanziarie. Questo nuovo fenomeno, che potremmo chiamare come vuoi, non è migliore o peggiore al fascismo, ha semplicemente adottato nuovi strumenti postmoderni di desacralizzazione ideologica, si è globalizzato, può utilizzare nuove armi e nuove tecnologie, quindi la potenzialità del suo impatto strategico è e sarà tragica (come erano stati il fascismo e il nazismo inseriti in un altro contesto storico).

      Rosanna


    1. Mattanza 6 novembre 2014

      Avete notato il link postato da Fabionew??

      http://moneta5stelle.blogspot.it/ [moneta5stelle.blogspot.it]

      Questa è roba forte mi pare, cioè, perorano per un "ritorno" alla Lira, che ritorno non è!! Dicono di aver chiara la idea che ci vuole una BANCA CENTRALE STATALE

      Roba rivoluzionaria...o non capisco io (mi sembra roba forte, ma forte!), ALBSORIO, di qualcosa per favore.



    1. trelew 6 novembre 2014

      Caro Barnard i veri colpevoli in questa distruzione della repubblica italiana sono il silenzio di un popolo, ormai antropologicamente modificato , che non riesce piu a distinguere il vero dal falso, dal giusto allo sbagliato e cosi via . grazie ai tuoi "amici" di oltre oceano che detengono il potere del sistema monetario mondiale ,con ogni mezzo lecito ed illecito come l'uso della forza o attentati ingannevoli come 11 settembre, colonizzano e schiavizzano con il debito interi continenti . Se non avessimo bisogno ora piu che mai di essere uniti contro questi criminali invisibili , ti avrei gia' mandato a farinculo, mentre colgo l'occasione per invitarti a lavorare assieme ad progetti concreti come per esempio monete locali ,in modo da dare uno strumento di conoscenza alle persone sul territorio per far capire il vero valore della moneta.un altro strumento utile per abbattere questo sistema criminoso , sono le criptomonete come i bit coin che stanno soppiantando le transazioni di pagamenti tradizionali in diversi paesi , ecco aiutiamo a far si che le persone capiscono che la moneta non e una merce ma bensi una convenzione sociale ed ha valore per il semplice motivo che noi ci siamo messi d'accodo che lo abbia.


      grazie
    1. Rosanna 6 novembre 2014

      Grillina fino alla morte !!

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