IL REDDITO DI CITTADINANZA E' RESIDENZA IN REALTA' E ATTIRERA' MILIONI DI AFRICANI

IL REDDITO DI CITTADINANZA E' RESIDENZA IN REALTA' E ATTIRERA' MILIONI DI AFRICANI

DI GZ

monetazione.it

Il M5S ha lasciato in secondo piano l'uscita dall'euro e si sta concentrando ora sul reddito di cittadinanza, cioè garantire 700 euro e rotti a tutti i cittadini...hmmm... in realtà non ai cittadini... se la leggi dice garantire un reddito a tutti i RESIDENTI da due anni in Italia (link)

Andrebbe chiamato quindi "reddito di residenza" perchè non è vero che è riservato ai cittadini, ma con il suo vero nome forse piacerebbe di meno. Questo perchè se garantisci 700 euro e rotti a tutti quelli che hanno la residenza da due anni i soldi vanno in buona parte agli immigrati e li attiri come mosche, ad esempio quelli che stanno sbarcando dall'Africa adesso e ricevono lo status di rifugiati in qualche modo tra due anni ne hanno diritto.

Il "reddito di cittadinanza" del M5S se venisse effettivamente implementato qui a Modena ad esempio andrebbe in maggioranza agli immigrati. Forse non nel resto d'Italia, ma qui a Modena la maggioranza delle persone senza lavoro di cui so io sono immigrati, filippini (uomini), nigeriani, senegalesi, rumeni... Una volta poi che si sappia per certo che a ottenere la residenza italiana si arriva in due anni ad avere un reddito garantito avrai un grosso incentivo a sbarcare qui da tutta l'Africa, Nordafrica e Medio Oriente e Asia o a inventarsi ricongiungimenti famigliari e altro per piazzarsi qui.

(Come ho già notato nella polisportiva che frequento più della metà degli anziani pensionati (diciamo dai 60 anni in su) che ne affollano il bar sono nordafricani, persone che hanno qualche forma di reddito che li mantiene qui in Italia senza lavorare quindi una qualche forma di "reddito di residenza" deve esistere già)

Tu dirai che il M5S propone che se ricevi un offerta di lavoro e la rifiuti perdi il sussidio. Giusto, ma se le offerte di lavoro non si materializzano non puoi perderlo perchè non è colpa tua no ? E usando un 20 miliardi circa per questo "reddito di residenza" il lavoro non aumenta granchè perchè le imprese restano tartassate come primaMa che c'è di male dirai tu a dare soldi agli africani o nordafricani qui in Italia ? Niente, se sei un politico il cui obiettivo è trovare elettori e farli arrivare da tutto il mondo oppure un giornalista che deve mostrare di essere dalla parte giusta (quella opposta a Salvini) o se sei Gianni Morandi o se sei Gad Lerner...

Il problema del M5S è lo stesso più o meno di Syriza/Tsipras, che le intenzioni sarebbero buone, ma sono dei dilettanti con la zucca piena dei soli pregiudizi progressisti e fanno forse più danno alla fine degli altri (o possono farlo).

Nel caso di Syriza/Tsipras questa non è un osservazione maligna, ma la semplice verità. In soli tre mesi hanno mandato l'economia in recessione di nuovo (quando sono arrivati faceva +2% di PIL, ora è di nuovo sottozero), hanno provocato un panico bancario per cui 30 o 40 miliardi stati portati all'estero, hanno vuotato le casse di ospedali università e municipalità per ripagare il Fondo Monetario per cui ora sono veramente all mercè della Troika. E che sia così lo dimostrano ora i sondaggi che gli si stanno rivoltando contro, con la maggioranza dei greci che ora indica che preferisce l'austerità e un accordo a tutti i costi con la Troika (!)

GZ

Fonte: /www.monetazione.it

Link: http://www.monetazione.it/forum/coolpost.php?topicGroupID=1&topic_id=5604&reply_id=123586833

15.05.2015

Commenti (43)

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    1. Neriana 15 maggio 2015

      Il cibo è sacro ed un tempo era percepito come tale. Si mangiava ogni tanto la carne, si faceva la mazza del maiale , si tirava il collo ad un cappone, ma questi erano riti. Tutti componenti de nucelo familaire partecipavano alla mazza che era percepita come Festa, con tutti i commenti rivolti alla bestia ( bella bestia, bei cosci, bel peso ...ecc ) , e quel maiale sacrificto durava tutto l'anno, sia come strutto, che come sapone , che come affettato per la Pasqua, per il Ferragosto, o per le salsicce che venivano essicate. C'era il rispetto per la Vita del'animale , il rispetto per il proprio lavoro e anche per il convivio che ne seguiva.
      Oggi tutto questo manca, manca il rispetto per la Vita del'animale, rispetto per il lavoro, e spesso la si mangia senza convivio . E' ovvio che quando manca la sacralità per la Vita, quella frase che ringrazia il Cosmo per il cibo che si sta per prendere, c'è la decadenza.
      Il reddito di cittadinanza messo in questi termini crea uno scompenso....Quanti giovani oggi lavoro per 500, o 600 euro con contratti a progetto ? Non è dunque piu alto un reddito di cittadinanza che è superiore allo stipendio ? E' giusto che il reddito cittadinanza dato anche a chi e residente da 2 anni, sia superiore alle pensioni mnime ? Non sarà che il reddito di cittadinanza farà si che gli stipendi si livellino al reddito minimo di sussistenza ?
      C'è da pensarci bene su come sostenere con rispetto Vita e Lavoro

    1. permaflex 15 maggio 2015

      Mi stupisce che si voglia negare a chi residente in Italia e con contratto regolare,e per arrivare a questo immagino che ci sia voluto ben più tempo di due anni,gli si voglia negare questa forma di tutela,questo è ben diverso dal dare questa tutela a chi arrivi illegalmente sulle nostre coste.Chi già ha lottato per raggiungere una posizione lavorativa regolare di certo non ambisce che questa gli venga portata via da un sottoproletario che lavori sottocosto,vogliamo fare allora un distinguo e creare così una linea di frattura all'interno dei nostri confini?

      P.S. cari leghisti e destra sociale vi rendo noto che stante l'attuale sistema elettorale è probabile che al balottaggio coi pidioti ci andrà m5s o voi,vi faccio un appello di modo che al secondo turno posto apposito lembo di stoffa sulla narici nella malaguarata sorte venga a votarvi:

      Non ci sfrangiate i coglioni colle vostre cazzate

    1. SeveroMagiusto 15 maggio 2015

      Ottimo ragionamento.

      Come accade spesso stiamo qua a discutere di questo e di quello, incaponendoci sui meccanismi senza tener conto dei principi ai quali questi devono sottostare.

      Tanto per cambiare a fotterci è sempre una religione. In questo caso l’economia. Stiamo a parlare dei suoi riti invece di chiederci cose del tipo: dio esiste o no? E anche se dovesse esistere, perché dovrebbe fregarcene qualcosa? Altro punto fondamentale: perché la casta dei sacerdoti è così potente? Chi le da il diritto di dominare?

      Tradotto nell’argomento di oggi: a che cosa serve l’economia? Se lo scopo è quello di distribuire il benessere – cioè venire incontro al diritto naturale di tutti gli uomini di godere della vita stessa – allora è giusto che in cambio del contributo di ciascuno di noi alla comunità umana (qualcuno le chiama tasse, ma io preferisco pensare che si possa dare il proprio “tributo” anche con opere o beni) a ognuno venga assicurato quanto meno il minimo per godere di una esistenza dignitosa.

      Questo se la comunità umana fosse di tipo collaborativo.

      Il problema è che l’economia è saldamente in mano ai suoi padroni. Discutere di reddito di cittadinanza accettando che i Signori dell’economia – con la fattiva collaborazione dello Stato – rimangano sempre e comunque in posizione dominante, equivale ad accettare l’elemosina.

      Le cose dovrebbero invece funzionare così:

      · gli esseri umani (cittadini) stabiliscono dei principi (leggi) che regolano la comunità (Stato) e delegano (eleggono) alcuni di loro all’amministrazione (governo) del bene comune (materie prime, lavoro).

      · Chi esegue male il proprio compito ha diritto di usufruire di una quantità minore di beni. Se è un amministratore “pubblico” va cacciato (e questa sarebbe una bella novità). Chi fa il furbo o ruba va punito.

      · Chi ha approfittato della stoltezza della gente per gabbare il prossimo dovrà restituire il maltolto. Non sarà possibile accumulare ricchezza oltre un certo limite. Le grandi imprese create fraudolentemente vanno espropriate. Potranno esistere solo se collettivizzate.

      · Se accettiamo che il denaro – il falso dio che tutti stiamo adorando – mantenga la sua funzione di mezzo di scambio, esso va emesso dalla comunità e mantenuto sotto il suo controllo.

      Se questi sono i principi di base, i meccanismi poi sono adattabili alla situazione, come dice bene Vic.

      Ovviamente quanto su esposto appartiene al regno delle favole. Spero però che possa far riflettere sul fatto che in realtà più che di economia dovremmo discutere di potere, perché il centro del problema è tutto lì. Chi detiene il potere decide come funziona l’economia e quindi il grado di benessere del popolo.

      Se accettiamo passivamente quanto ci verrà imposto dall’alto da un Governo delegittimato che obbedisce agli interessi dei poteri forti, allora siamo proprio dei boccaloni.

      Ma d’altronde in troppi pensano di vivere in un Paese democratico e che per cambiare basta andare a votare… Democrazia, questa?! Più che una favola, una barzelletta.

    1. Ercole 15 maggio 2015

      Ottima riflessione Cataldo ,denunciamo sempre le pratiche illusorie neo riformiste e mettiamo a nudo i veri nemici : i padroni e il sistema capitalista.

    1. Mattanza 15 maggio 2015

      Complimenti, Psicologia Analitica Docet. dovrebbero tutti averne una infarinatura, imo.

    1. Mattanza 15 maggio 2015

      Esatto, evviva il governo dei semplici. Se fa cagare si cambia, quasi tutti i paesi europei l'hanno, non sarà già perché son tutti dei babbi natale o no?

    1. alsalto 15 maggio 2015

      anche ai bulgari ed ungheresi, senza tralasciare i cingalesi, pure quelli albini e balbuzienti.

      A fronte di tale notizia hai tutti gli elementi per arrivare alla scelta definitiva.
    1. Aironeblu 15 maggio 2015

      GZ, caro GZ...


      Forse hai pensato che sparandole a raffica, almeno una avrebbe fatto centro?
      Spiacente, le minchiate restano minchiate, e per quanto grandi e fantasiose non fanno mai molta strada...
      Sul "reddito di residenza" ti hanno risposto già in parecchi, per cui stai pure tranquillo che nella tua Modena i senegalesi resteranno a vendere braccialetti.
      Dell'uscita dall'Euro Grillo ne parla da almeno dal 2008, e continua a parlarne, con la proposta del referendum di uscita, insieme a tutto il M5S.
      Su Syriza poi, che avrebbe portato in rosso il fiorente PIL della Grecia, indebitando i suoi cittadini che ora sono tutti pro-Merkel... I grandi segreti della "Monetazione", rivelati da GZ in persona!!!


    1. Aironeblu 15 maggio 2015

      "Ovo" anch'io e condivido: meno male almeno nei commenti si riesce a leggere qualcosa di intelligente.

    1. GioCo 15 maggio 2015

      Come si può controllare una complessità che pare sfuggire continuamente alla Mente?! Come si fa a contemplare un panorama infinito di relazioni e di interdiependenze, se pure la prospettiva dall'alto non permette di focalizzare il dettaglio? L'aquila ha la doppia vista, ma al coniglio basterebbe essere colorato di verde per non farsi vedere: come mai l'evoluzione non ci ha pensato? In verità ha dato al coniglio la riproduzione veloce, così l'acquila ha di che sfamarsi.

      Cambiamo prospettiva e cerchiamo di capire perché una reazione scomposta al neoliberismo non funziona: perché non poggia su un pensiero pensato, solido, convincente e perché le conseguenze rimangono indesiderabili per tutti. Il lavoro è graniticamente ancorato sul principio piramidale e della "urbe", che sia comunista o che sia capitalista non importa, per funzionare bene è stato più volte indagato che deve essere piramidale: è il mito dell'esercito Romano che viene battuto da quegli sfigati dei Pitti e che culmina nel Vallo di Adriano, dove nella Selva ci sono i bruti Pitti che emulano le belve e nella Urbe (al di là del muro) corruzione e complotto. Due quadretti "peggio" tra cui stare e che non paiono dare alcun respiro desiderabile al futuro umano. Ognuno dei rispettivi abitanti, ha le sue ragionevoli ragioni per dare all'altro la colpa del suo proprio fallimento, che poi è l'incapacità di autoaffermazione reciproca, dal momento che incontra i propri limiti, i limti innassimissibili della propria invincibilità: caos Vs ordine.

      Quello che manca non è una diseguaglianza che va ridotta, ma il capire che non esiste un principio della diseguagliaza. Tanto meno economica. Essite un ricatto, esiste la conoscienza ed esiste la coscienza (rendermi conto) del compreso. Posso sapere che se premo un bottone scoppia una bomba e posso ricattare chi ci sta seduto sopra, senza minimamente capire, o sentire l'esigenza di capire, come tutto questo funziona. Ma se si arriva alla coscienza collettiva che il bottone finisce l'Uomo, senza scampo, a cosa serve ricattare? Qui dovremmo arrivare.
      Prendiamoci però ognuno le proprie singole responsabilità, come ad esempio "la libertà di fare figli" in un pianeta con risorse finite. Non c'è questa libertà, non c'è mai stata.
      Un altra responsabilità riguarda il cibo: ciò che divoro comprende l'intera vita di ciò che divoro. Non posso vivere di minerali, a meno che non divento una macchina. Allora va bene sposare l'ideologia trasumanista e andarsene per quella strada. Ma se ammetto che devo vivere cibandomi, mi devo preoccupare che la vita di cui mi cibo sia ricca, piena e significativa oppure mi autodistruggo, diventerò petrolio, merda terrestre, perché le esperienze che sono dentro la vita di cui mi cibo si mescoleranno dentro di me e con la mia vita "condizionandomi", non quindi solo con la chimica derivata dai combustibili fossili che mi trasforma in fossile deve essere tema di discussione, ma anche ciò che ha fatto di quel vivente la sua qualità di vita. Se penso che una pianta non ragiona, quando posso sospettare che il singolo fotore ragiona, penso che l'emozione sia un entità irrazionale e quindi la escludo quando diventa spiacevole, oppositiva. Ma l'emozione oppositiva è una ragione manifesta di una guida: come la sponda di un fiume per l'acqua. Non c'è niente che non vada nell'opposizione, è l'interpretazione che non funziona. Quindi limitare l'opposizione significa permettere al flusso dei pensieri di scorrere, non trattenerli se non per il minimo indispensabile.

      Reddito di cittadinanza si o no? La questione andrebbe spostata in: reddito di cittadinanza, come lo useremmo? Responsabilmente o no? Chissenefrega se va agli extracomunitari se poi lo reinvestono dentro un economia di auto-mutuo-sostegno, nella microeconomia del sociale, qui in Italia. Tanti negozi non chiuderebbero. Da qualunque pertugio entrino quei soldi, manca però un sostegno etico nel complesso, che renda costitutivamente profittevole per tutti quel flusso, quell'impulso. Tutti sanno che ognuno penserà a raccattare quella piogga di ricchezza gratuita e tenersela in tasca in previsione di un futuro gramo, guidati dal timore come è evidente. C'è qualcuno che sta ragionando senza essere condizionato dalla paura? Cioè si fermerebbe dentro nel Corpo sociale, nel grasso delle fameliche idee autocentrate alla sopravvivenza di ognuno. Però, però, nel campo delle idee autocentrate che costruiscono la realtà di sterminio sulla regola del più forte, non ne stiamo uscendo. Rimaniamo in bilico davanti all'orrido futuro, tra il desiderio di spiccare il volo e il timore di precipitare, senza più la rassicurante possibilità di poter fare un passo indietro.

    1. alsalto 15 maggio 2015

      Ovazione.

      Sottoscrivo Cataldo ed aggiungo solo che insieme agli strumenti utili ad imbrigliare per poter poi "governare" le masse ci si dovrebbe sforzare anche di superare qualsivoglia forma di dipartimentazione classista, nazionalista, etnica o peggio ancora razziale.
      Le obbiezioni su quanto possa esser o meno lecito elargire tale "eventuale" contributo anche a residenti privi di cittadinanza gia' di per se evidenzia quanto detto sopra, ovvero l'attitudine al dividi et impera cui anche chi si ritiene paladino di verita' e giustizia e' assogettato. E la tristezza generata da quest'ultima non conosce confini.

    1. gimo 15 maggio 2015

      Una cosa da notare, fondamentale e non di poco conto :


      Art. 9

      3. I Beneficiari del reddito di cittadinanza hanno l’obbligo di comunicare tempestivamente agli enti preposti ogni variazione della situazione reddituale, lavorativa, familiare o patrimoniale che comporta la perdita del diritto a percepire il Reddito di Cittadinanza o che comporta la modifica dell’entità dell'ammontare del Reddito di Cittadinanza percepito e anche in costanza di diritto al beneficio è tenuto a rinnovare la domanda di ammissione annualmente
    1. gimo 15 maggio 2015

      Cosi tagliamo la testa al toro.

      Non si puo fare una discussione seria sui "mi pare", "forse", "ho sentito"


      1. Hanno diritto a richiedere e percepire il reddito di cittadinanza tutti i soggetti che alla data di entrata in vigore della presente legge hanno compiuto i diciotto anni di età, sono residenti sul territorio nazionale, percepiscono un reddito netto annuo inferiore ad euro 7200 netti ovvero appartengono ad un nucleo familiare il cui reddito è inferiore ai valori indicati nella tabella di cui all’allegato 1 della presente legge e che sono compresi in una delle seguenti categorie:

      a) soggetti in possesso di cittadinanza italiana;

      b) soggetti aventi cittadinanza estera, residenti da almeno due anni in territorio italiano, che dimostrano di aver lavorato in Italia nell'ultimo biennio per un numero di ore pari o superiore a 1000 ovvero essere stati titolari di un reddito netto pari o superiore a 6000 euro complessivi percepiti nei due anni precedenti a quello della fruizione dei benefici di cui alla presente legge;

      c) il Governo è delegato all’emanazione di un decreto che preveda la stipula di convenzioni con altri Stati al fine di verificare se i richiedenti siano attualmente beneficiari di altri redditi nei paesi di origine o, qualora di cittadinanza italiana, in paesi esteri

      http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/milano/area_stampa_1/comunicati_stampa/PROPOSTA%20DI%20LEGGE%20reddito%20di%20cittadinanza.pdf
    1. Cataldo 15 maggio 2015

      Il reddito minimo garantito non è un problema di "coperture finanziarie", non è un problema di cittadinanza, non è un problema economico.

      Il reddito minimo di cittadinanza non verrà mai realizzato da questi governi eterodiretti dai padroni per un motivo molto più semplice, direi terra terra.

      Se ci fosse un reddito minimo di sussistenza ci sarebbe un limite allo sfruttamento dei lavoratori, e invece la politica di questi governi è tutta dedicata a comprimere il potere contrattuale del lavoro al minimo, sempre di più, mettendo i lavoratori in condizione di soggezione continua al capitale.
      Tutto qua,
      il reddito minimo sarebbe un grave ostacolo allo sfruttamento del lavoro, perchè imporrebbe comunque una soglia, proprio quella soglia minima di decenza redistributiva che invece deve essere annullata da questi criminali di politici.
      D'altra parte parlare di copertura finanziaria al tempo degli interessi negativi sui depositi fa abbastanza ridere, ma la logica ha ormai abbandonato il campo della discussione economica, per lasciare il posto solo a propaganda e cazzate sesquipedaliche.
      Il fatto che un reddito minimo sia benefico per lo schema economico attuale e che creerebbe un volano di crescita del pil superiore alla spesa effettiva è indicativo di questa politica:
      ai padroni non interessa che cresca la torta, interessa solo che sia tutta loro, anche se diventa sempre più piccola.

    1. Salvathor 15 maggio 2015

      Quella è la proposta di ottobre 2013, quella più recente si legge qua ed è riportata dall'articolo:http://blog.soldionline.it/politicaeconomica/ecco-le-proposte-del-pd-e-di-sel-sul-reddito-di-cittadinanza.html, http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/18/cosa-dice-la-proposta-di-legge-sul-reddito-minimo-garantito/567017/ , http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/news/politica/737136/Proposta-di-legge-sul-Reddito-di.html


    1. vic 15 maggio 2015

      Considerato che oggigiorno una parte consistente del lavoro viene effettuato da macchine, la riflessione su qualcosa di simile al reddito di cittadinanza, che potrebbe pure chiamarsi "ridistribuzione della ricchezza creata dal lavoro delle macchine", va fatta.


      Pero' generalmente le proposte politiche sono esclusivamente di tipo rivendicativo: indicano chi sarebbero i beneficiari. E potrebbe pure andar bene. Non fosse che manca in modo clamoroso la proposta del meccanismo che dovrebbe tenere in piedi la proposta: non per un anno di prova, ma per generazioni a venire.

      Gia' il far entrare in ballo la tenuta per generazioni rende ridicolo il proporre una cifra secca, completamente avulsa dal noto meccanismo della perdita di valore del denaro col tempo. Ho in giro un libro che all'acquisto costava mezza lira! Lo compro' un pro-prozio.

      Ecco perche' ho messo l'espressione "distribuzione della ricchezza prodotta dalle macchine". Perche' in questa locuzione c'e' un'idea: quella dellle cose che vengono mosse dalle macchine, oggi, domani e dopodomani. Anzi tendenzialmente dovrebbero venir mosse sempre meglio ed in modo piu' efficiente, cioe' producendo piu' cosiddetto valore aggiunto ... da distribuire alla societa'.

      Si aggancia il reddito di cittadinanza alle centrali idroelettriche? Alla tassa sui carburanti? All'IVA? Alle tasse? Insomma dove sta la fonte di questo benedetto reddito?
      Non l'ho capito.

      Poi chi dice che deve per forza di cose trattarsi di un reddito in contanti?
      Una moneta locale non contribuisce forse a distribuire la ricchezza prodotta in loco? Sottintende una forma di baratto del lavoro fatto qui, non in Cina.

      Parlare di reddito di cittadinanza senza parlare di ristrutturazione della societa', specialmente delle sue peculiarita' locali e del suo interfacciamento con la globalizzazione ha poco senso. Cosi' come proposto, il reddito di cittadinanza e' un cerottino valido oggi ma ridicolo domani, quando con 700 euro se ti va bene ti daranno una patata in cambio. Che fai prima a piantarla su un sedime, per esempio patriziale, cioe' di tutti quelli nati e cresciuti qui.

      I nuovi arrivati devono dar prova di aver voglia di fare prima, di acquisire qualsiasi diritto. Va da se' che a chi da' prova di voler solo distruggere nisba. Vabbe' ci sono sempre le ditte demolitrici di questo e quello che magari cercano collaboratori distruttivi.

      Il discorso sul diritto di cittadinanza va approfondito nell'ottica dell'istituzione patriziale, riadattata ai tempi odierni. Va accompagnato da un discorso sulle limitazioni da porre alla nefasta libera circolazione senza regole. E forse va accompagnato al discorso sulle sovranita' locali.

      Il perno della riflessione e' dunque la globalizzazione, il liberismo sfrenato. La distruzione dello stato. La democrazia sempre piu' di facciata che praticata.

      Mi spiace, ma di vere proposte, cioe' di un meccanismo che permetta al reddito di cittadinanza di funzionare non ne vedo. Correggetemi se vedo male. Anche la recente proposta della regione Lombardia di provare questo fantomatico reddito di cittadinanza per due anni, non e' nient'altro che uno specchietto per allodole, in quanto fa capo ad un fondo sociale europeo, gia' di per se' assai limitato come mezzi sia nel tempo sia come importo.

      Quel che manca in modo preoccupante e' una visione politica di un modello di societa' in cui qualcosa di simile al reddito di cittadinanza sia una cosa implicita, una cosa insita nel modello sociale stesso.

      Ma i modelli sociali diversi conviene provarli in piccolo, prima di diffonderli.
      Ed ecco un altro aspetto: quello delle peculiarita' locali. Magari in un posto funziona un certo tipo di societa', in un altro posto lo stesso modello va adeguato, e cosi' via.

      Un modello valido per un continente intero, calato dall'alto, e' destinato a fallire miseramente. Molto piu' saggio sarebbe partire dal basso.

      Quanti conoscono il modello dell'AVS in Svizzera? E' uno dei pilastri che sostiene la previdenza di vecchiaia. Si basa sulla solidarieta' contingente. Quelli che lavorano quest'anno contribuiscono a pagare i vecchi di quest'anno. Entra tot, esce tot. Oggi, qui ed adesso. A loro volta a chi versa l'obolo AVS gli viene garantito che quando sara' vecchio/a lui/lei, ci saranno altri che provvederanno a versargli i sussidi AVS.

      Ma pure questo modello, che e' limitato ai vecchi ed agli invalidi, non e' privo di punti deboli. Tant'e' che la legge sull'AVS viene continuamente rivista ed adeguata. Il nodo cruciale e' l'invecchiamento relativo della popolazione. Sempre meno "giovani" devono sussidiare sempre piu' "vecchi", qui ed adesso.

      Il reddito di cittadinanza potrebbe partire da qualcosa di simile. Ma attenti, siccome vale per tutti, non solo per i vecchi, come si fa? Si prelevano cifre pazzesche dai salari di chi lavora? Oppure dai benefici delle imprese che van bene? Si supertassano i super-ricchi, per cui questi scappan via? Insomma ragazzi, fuori il modello di funzionamento, senno' son solo chiacchiere.

      L'AVS funziona da ormai quasi un secolo. Ma e' stata continuamente corretta.
      Aiuta, ma non basta per vivere la vecchiaia. Infatti ci sono altri due pilastri, completamente diversi.

      Il reddito di cittadinanza ricorda vagamente la vita monacale. Chi vive in convento "ora et labora". In cambio gode di un tetto, ha dei compiti da svolgere, non muore di fame e se sta male qualcuno che si preoccupa li' dentro al convento c'e'. Non si parla di reddito di cittadinanza monacale ma di regola monacale. Che e' essenzialmente una regola di vita.

      Voglio dire, e' lo stile di vita e di socialita' che regola veramente le cose, non una definizione asciutta di reddito, senza regole a latere.
    1. alsalto 15 maggio 2015

      Adesso, Rosanna, non e' per girare il coltello nella piaga...

      ma non e' che si evidenzi quale sia in realta' il principale limite di voi sostenitori
      duri e puri stellati?
      Ovvero la fede che v'annubila le sinapsi oltre l'immediata demonizzazione di chiunque la pensi differentemente da voi.
      E dico che questo a me spiace, poiche' tra le varie forze in campo a contendersi il governo siete di certo voi del M5* gli unici meritevoli di un minimo di empatia.
      Un minimo, sia chiaro.
      Oltretutto, la cosa assai bizzarra e' che non avrei proprio nulla in contrario qualora il detto "reddito di cittadinanza" fosse esattamente promulagato come dagli articoli linkati, ovvero a residenti non necessariamente cittadini. E m'e' assai triste rilevare come invece tutto cio' v'accomuni a leghisti e, se mai il peggio fosse possibile, a camerati d'ogni colore, siano essi rossi, neri o rossobruni.
      Ed intanto peppe crillo e zuzzurro fatturano.
    1. MarioG 15 maggio 2015

      Quanta buona saggezza casereccia. Evviva il governo dei semplici!

    1. MarioG 15 maggio 2015

      Quindi:


      a) tutti i rumeni presenti in Italia????
      b) Bisognerebbe precisare quali sono questi paesi e quali eventualmente potranno essere...

      Insomma, "cittadini italiani", come sarebbe logico per un reddito di "cittadinanza", non andava bene.
      Hanno voluto metterci un bel contorno.
      In fondo, di che meravigliarsi! il 5s e' pur sempre 'la sinistra', ed e' detto tutto.
    1. clausneghe 15 maggio 2015

      Dalle mie parti c'è un proverbio che dice: E' meglio una torta in compagnia o una menda da soli?

      Se deve beneficiarne anche qualche extra, ben venga, pur che mi rimangano in saccoccia i 700 e più euro promessi, ai quali avrei pieno diritto essendo disoccupato indigente.
      Con buona pace della scienza delle statistiche...

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