IL PROBLEMA É L’IMMIGRAZIONE. ANCHE QUELLA LEGALIZZATA

IL PROBLEMA É L’MMIGRAZIONE. ANCHE QUELLA LEGALIZZATA
Meloni ha incontrato i superstiti della tragedia di Cutro

Di Michele Rallo

Come al solito, PD, verdi, rossi, viola e compagnucci vari non riescono a guardare oltre il proprio naso. Si sono avvinghiati al naufragio di Cutro come ad un’áncora di salvezza, convinti di mettere in difficoltá la Meloni e il suo governo con lo scodellamento dell’ultima ridicola richiesta di dimissioni: oggi tocca al ministro degli Interni e a quello delle Infrastrutture, dopo le richieste dimissioni del ministro della Pubblica Istruzione, del ministro della Giustizia, del suo Sottosegretario, del Presidente di non so quale Commissione parlamentare, e forse anche di qualcun altro che al momento mi sfugge. Secondo Storace – sempre in gran tiro – fra breve ai sinistri non resterá che chiedere le dimissioni della fidanzata di Salvini.

In veritá, Schlein, Conte e onorata compagnía non si rendono conto di aver fatto un grande favore alla Damigella di Palazzo Chigi, offrendole il destro per scrollarsi di dosso l’immagine di bieca antimmigrazionista e per riciclarsi come sostenitrice di quell’immigrazionismo “legale” che tanto piace ai poteri forti dell’Unione Europea.

Ecco, cosí, che la Pulzella de noantri convoca un estemporaneo Consiglio dei Ministri a Cutro, adotta misure draconiane contro gli scafisti, e srotola il tappeto rosso davanti ai migranti dei cinque Continenti, alla sola condizione che entrino in Italia su regolari voli di linea e non sui malandati natanti dei trafficanti o sui taxi marittimi delle ONG. Dopo di che, messaggio duro e puro al pennellone di Bruxelles, risposta protocollare (e bugiarda) sull’Italia che non sará “lasciata sola” dall’Europa, e rituale messaggio rassicurante all’elettorato benpensante, in sollucchero davanti a tanto vigore mostrato al mondo intero.

E, per il caso che il messaggio ai potentati di Bruxelles e di Washington non fosse arrivato forte e chiaro, ecco che, poche ore dopo la conclusione del CdM di Cutro, il ministro dell’Agricoltura nonché cognatissimo della Meloni, Francesco Lollobrigida, si fa intervistare dalla “Stampa” e dichiara che il governo sta lavorando all’arrivo di mezzo milione di immigrati, ma “regolari”. Il tutto – udite, udite – perché mancano lavoratori stagionali in agricoltura o, nel periodo estivo, bagnini e guardaspiagge. Come se, dopo i pochi mesi di lavoro piú o meno regolare, gli stagionali non ritornino a ingrossare le giá foltissime file dei disoccupati di casa nostra.

La veritá – come ho scritto in precedenti occasioni – é che il concetto stesso di “immigrazione” deve essere ricondotto alla sua connotazione originaria: quella di una occasione che talora si presenta a qualcuno, e non – assolutamente – quella di un “diritto” che spetti a chiunque non si trovi a proprio agio nella patria d’origine.

Né – specularmente – si puó attribuire agli Stati meta di immigrazione il “dovere morale” di far entrare chiunque, affrontando spese enormi per “salvataggi” ed “accoglienza”, e spese ancor piú ingenti per assicurare ai “salvati” il necessario per vivere decentemente, con alloggio popolare, assistenza sanitaria, trattamento previdenziale e, naturalmente, diritto a rimanere per sé, per i propri figli e per i parenti piú o meno prossimi che frattanto saranno stati chiamati per il “ricongiungimento”.

Tutto ció – si tenga ben presente – si pone per i migranti irregolari ma anche per quelli regolari o regolarizzati, anche per i cinquecentomila che Meloni, Lollobrigida e finanche uno smarrito Musumeci stanno pensando di far arrivare qui da noi attraverso regolari “corridoi umanitari”.

Né puó essere portata a giustificazione la pessima gestione del mercato del lavoro italiano. Vero é che in alcuni comparti economici i datori di lavoro stentino a trovare prestatori d’opera (grazie anche ad un reddito di cittadinanza concepito “alla grillina”). Ma é anche vero che in Italia ci sono milioni di disoccupati, inoccupati e sottooccupati; e fra questi – esclusi i pelandroni alla ricerca di ferie pagate piú che di una occupazione – tanti, tantissimi disperati, pronti a fare un qualsiasi lavoro pur di poter portare il pane a casa. La veritá é che qui da noi non c’é bisogno di immigrati, ma c’é piuttosto bisogno di riaprire gli uffici di collocamento e di assicurarne il corretto (e produttivo) funzionamento.

Quanto fin qui detto, naturalmente, si riferisce ai “migranti”, cioé a quanti – secondo le convenzioni internazionali – hanno lasciato la propria patria volontariamente (per motivi economici o per qualsiasi altro motivo) e vogliano stabilirsi in un altro paese per libera scelta.

Cosa diversa, invece, sono coloro cui le convenzioni internazionali riconoscono la qualifica di “rifugiati”. Rifugiato é colui che é costretto ad emigrare «per fondato timore di persecuzione per motivi di razza, religione, nazionalitá, appartenenza a un determinato gruppo sociale od opinione politica». Solo a costoro – e dopo il rigoroso accertamento della fondatezza dei paventati pericoli – va accordato asilo.

Ma l’asilo – per sua natura – va inteso come istituto temporaneo, da concedere solo fino a quando permangano i “fondati timori”. L’asilo non puó certamente essere inteso come diritto a rimanere sul suolo dello Stato ospitante per tutta la vita, né tantomeno ad acquisirne la cittadinanza (ed i diritti connessi) per sé e per i propri discendenti.

Esiste poi una terza fattispecie, quella del “profugo”, «termine generico – cito dal sito del Consiglio Italiano per i Rifugiati – che indica chi lascia il proprio paese a causa di eventi esterni (guerre, invasioni, rivolte, catastrofi naturali)». Ma, attenzione – e qui sta il punto – senza avere lo status giuridico di rifugiato, presupposto indispensabile per ottenere la “protezione” dello Stato ospitante.

Perché questa fondamentale differenza? Semplice: perché il rifugiato politico è una figura individuale, è una singola persona che – se ricondotta nel proprio paese – rischia una ingiusta (si presume) punizione, se non anche la perdita della vita. I profughi, invece, sono una categoria plurima, sono un insieme di persone che fuggono da un pericolo generico ancorché grave. Il rifugiato è talora costretto a prolungare nel tempo la propria permanenza all’estero, talché potrebbe addirittura integrarsi nello Stato ospitante (e eccezionalmente ottenerne la cittadinanza). I profughi, al contrario, essendo solitamente in numero rilevante, possono ragionevolmente aspirare soltanto ad una ospitalità temporanea, per il periodo strettamente necessario al ritorno della normalità nel paese di origine: periodo che potrà durare anche alcuni anni, ma che dovrà necessariamente avere termine. Ecco perché – di solito e senza che qualcuno ne organizzi l’esodo “spontaneo” – sono ospitati in campi di raccolta posti poco oltre la frontiera degli Stati confinanti, campi generalmente organizzati e gestiti dall’ONU.

E tuttavia, anche per ció che concerne i profughi, alcune distinzioni vanno fatte. Prendiamo, per esempio, gli asiatici che giungono in Italia attraverso la rotta balcanica o direttamente via mare dalla Turchia. In che misura tutti costoro possono essere considerati “profughi”? Perché – si faccia attenzione – nella gran parte dei casi non ci troviamo di fronte a gente che fugge dal proprio paese, ma a persone che hanno già trovato un asilo oltre le frontiere del proprio paese, segnatamente in Turchia, nelle strutture create con i finanziamenti miliardari dell’Unione Europea. Dopo di che, in una fase successiva, un certo numero di quei profughi hanno deciso di affrontare un viaggio per raggiungere una destinazione migliore, in Europa e segnatamente nell’Italia accogliona. Naturalmente non mi pronunzio sull’aspetto tecnico, formale: se cioé, in questo caso, il viaggio di costoro verso l’Europa possa essere considerato una prosecuzione della fuga dal paese flagellato da guerre o terremoti, o non piuttosto una “migrazione economica” dal paese di prima accoglienza verso una destinazione maggiormente appetibile.

In ogni caso – e concludo – sia che si tratti di profughi o di rifugiati o di semplici migranti economici, la questione é troppo vasta, articolata, e complessa perché possa essere affrontata con la disarmante faciloneria di cui i nostri governanti hanno dato prova in questi giorni.

Il problema non si esaurisce certo nella regolaritá o meno degli ingressi; né il via libera alla accoglienza (costosissima) di un altro mezzo milione di immigrati puó essere deciso per ovviare all’orario di lavoro dei bagnini. Si tratta di scelte di fondo, epocali, gravide di conseguenze in tutti i campi della nostra vita civile e sui difficili equilibri della nostra economia nazionale. Spero che qualcuno se ne renda finalmente conto.

Di Michele Rallo

19.03.2023

Michele Rallo è storico e saggista, ex parlamentare della Repubblica Italiana.

Commenti (33)

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Mostra commenti 33 caricati
    1. Primadellesabbie 20 marzo 2023

      Chi non ha mai visto un banchetto con il gioco delle tre carte, circondato da una piccola folla, con qualche imbonitore che gioca e vince e mostra i soldi per convincere gli altri a giocare, non può cercare di capire la destra italiana al governo.

    1. carla 20 marzo 2023

      Se il Partito Dittatura avesse la Ferragni come segretario andrebbe sicuramente meglio.

    1. emilyever 19 marzo 2023

      Nel primo mese di guerra, l'anno scorso, non c'era giorno che non si seguissero i viaggi e gli arrivi delle ucraine con i figli in Italia, poi non se ne è più parlato, come è scivolato nel dimenticatoio il commento che doveva essere fuori onda della Nunziata: Ucraine solo badanti e amanti. Ci sono ancora? quanti sono, dove sono alloggiati? c'è qualche medico ucraino non vaccinato che sia andato a sostituire i nostri sanitari che non si erano fatti inoculare? Avevo letto poi che i polacchi, dal momento che avevano accolto più ucraini di tutti gli altri Paesi erano stati esentati dall'acquisto di vaccini annuali al quale gli altri paesi europei sono invece obbligati per questi maledetti contratti secretati. Più rifugiati meno dosi, è questa l'accoppiata vincente?

    1. Roberto Rey 19 marzo 2023

      Ci sono anche i Cinesi. Quanti ? e chi lo sa.
      Ma delinquono molto raramente e si fanno i loro affari. Quello che vendono è di discreta qualità e costa meno. Una cinese mi ha detto che le cose che facciamo noi "sono miglioli ma lolo ne fanno taaaante.......

    2. uomospeciale 19 marzo 2023

      Magari importassimo solo cinesi e asiatici.
      Quelli almeno lavorano

    1. omega 19 marzo 2023

      Che sia in atto una sostituzione etnica e di popolo è ormai evidente. Codesto governicchio debole e pauroso non riuscira, quasi sicuramente, a dare (ammesso che lo voglia fare) una risposta ferma e risolutiva. Difatti, per risolvere il problema, bisognerebbe per diversi anni bloccare completamente l'ingresso agli stranieri, espellendo massicciamente la maggior parte di quelli già presenti o disincentivandone la permanenza con le buone e con le cattive. Sarebbe anche necessario costituzionalizzare il principio "prima gli italiani" per lavoro, casa, salute e scuola e restringere drasticamente la concessione di cittadinanze e il mantenimento della stessa da parte dei "nuovi italiani", riducendo al minimo i permessi di ingresso e
      soggiorno e i ricongiungimenti familiari. I lavoratori stranieri dovrebbero rimanere in Italia solo con contratti a termine massimo triennali, rinnovabili solo a tre mesi dalla scadenza, senza il diritto a disoccupazione e a rimanere, nel frattempo, sul suolo nazionale.
      Se già il governo Gollum riuscisse a fare solo il 10% di quanto elencato sarebbe oro colato, tenendo conto anche del fatto che molti li hanno votati per fare qualcosa contro l'immigrazione selvaggia.

    2. uomospeciale 19 marzo 2023

      Una volta la pensavo anch io come te..
      Poi mi sono reso conto che ormai non c'è più niente da salvare.

    1. Piero 19 marzo 2023

      In Italia manca da decenni una vera politica industriale a sostegno delle nostre imprese, che stentano ad assumere una dimensione internazionale, conservando dimensioni medie o piccole. Sottoposte, come sono, ad un cuneo fiscale fra i più alti al mondo, non hanno né le risorse né, forse, la mentalità per investire molto in ricerca e sviluppo, quindi assumono pochi laureati e li retribuiscono il meno possibile.
      Operai e braccianti agricoli subiscono anche il dumping salariale dovuto alla disponibilità di una moltitudine di stranieri disperati, disposti ad accettare qualsiasi cosa pur di lavorare, anche a costo di guadagnare pochi euro l'ora. Tutto ciò è sicuramente riconducibile ad un immigrazione illegale dai paesi africani e mediorientali ormai fuori controllo, che sta assumendo sempre più il profilo di una vera e propria tratta degli schiavi. Tuttavia, non si può non sottolineare il fatto che nessuno ha veramente interesse a contrastare l'invasione (perché di questo si tratta), che senza gli Africani, gli Indiani, gli Albanesi, gli Slavi, le donne filippine o rumene in Italia non si raccoglierebbero più una sola mela, pesca o un solo kiwi, non si troverebbero addetti alla potatura delle piante da frutto, non si mungerebbe più una vacca né si troverebbe una badante per assistere i nostri anziani o un muratore. E non solo per il calo demografico, ma anche perché molti dei nostri giovani non sono più disposti a svolgere lavori umili, soprattutto se sottopagati, e preferiscono restare a casa (hanno anche ragione a non voler farsi sfruttare, ovviamente).
      Dulcis in fundo: per quanto ne so, le imprese lamentano anche una certa carenza di tecnici e di operai specializzati "autoctoni": forse perché gli istituti tecnici e professionali vengono sempre più spesso considerati scuole di serie B?

    2. uomospeciale 19 marzo 2023

      Non è un mistero per nessuno che ormai anche nei cantieri edili, nelle cave di marmo, a lavorare dentro le fogne, o a stendere l'asfalto sotto il sole d'agosto con 40 gradi ci siano in gran parte stranieri.... I pochi italiani rimasti o sono anziani prossimi alla pensione:
      ( li vedi spesso con i capelli bianchi, la faccia rugosa e la schiena cotta dal sole peggio di una bistecca dimenticata sulla griglia )
      Oppure sono quelli che dirigono il cantiere.
      Dove si lavora duro, di giovani italiani D.O.C ce ne sono pochi.
      Come mi diceva un vecchio muratore ormai in pensione, ma che ancora faceva lavoretti in nero:

      "E' cambiata la mentalità della gente, è cambiato tutto il mondo al punto che non lo riconosco manco più....Non c'è più passione, dedizione, od orgoglio per il proprio lavoro, è tutto un cercare di guadagnare il massimo facendo il minimo possibile o meglio ancora, niente del tutto..
      Tra un pò a chi lavora e si impegna per migliorare, gli sputeranno in faccia direttamente "

    3. ric 19 marzo 2023

      le nostre imprese hanno bisogno fortemente di essere messe in riga e , sequestrate e privatizzate . Altro che sostenerle. Botte sui denti a chi si ribella. Le imprese devono essere indirizzate a produrre quello di cui abbiamo bisogno.. non di quello che conviene a loro.
      Se alcuni anni fa , vi erano 10 mila imprese agricole In Piemonte , medio piccole , riuscivano a produrre e ricavarne di che vivere. Nessuno si sognava di avere extracomunitari per raccogliere le mele o i fagiolini. Il contadino guadagnava il doppio e i consumatori pagavano meno della meta' - Il problema e' ben diverso : e' commerciale.
      IL male assoluto sta' nel commercio , lasciato libero in mano a bastardi e porci.

    1. Arian Van Heisen 19 marzo 2023

      Gli fanno pure da Taxi in mare ed oltre ad alte onerificenze che nemmeno a patrioti in guerra vorrebbero pure che si rischiasse la vita per degli incoscienti emigranti economici clandestini.

    1. Enomis 19 marzo 2023

      Non è la mano d'opera a mancare tra i cittadini italiani, mancano gli "schiavi".

    2. ric 19 marzo 2023

      ed il cibo a basso costo per gli schaivi.. i grilli ne sono un presagio...

    1. PietroGE 19 marzo 2023

      Condivido l'articolo al 100%, mi limito solo a sottolineare che : L'asilo come era concepito inizialmente riguardava SOLO i perseguitati politici, poi è stato esteso a tutti, anche a chi litiga con la moglie. Anche l'asilo per chi è profugo di guerra deve essere condizionato alla capacità di accettanza del Paese ospite, non deve essere un diritto come è ora, altrimenti se ci fosse una guerra tra Cina e India avrebbero diritto a venire in Italia 3 miliardi di persone. Credere poi che i rifugiati facciano 6000 km per venire a chiedere asilo in Italia è credere alla Befana, i palestinesi o gli ucraini, ad esempio, non sono andati a chiedere asilo in Giappone. Qui il PdR si permette di dire pubblicamente che tutti gli afgani hanno diritto ad essere accolti, abolendo praticamente i confini del Paese. E infatti è proprio questo che stanno cercando di ottenere, la trasformazione dell'Italia in un albergo. Un albergo in po' particolare dove sono i proprietari a pagare gli ospiti. Come dico ormai da molto tempo, è inutile fare la guerra alle ONG o ai barchini, si deve cambiare la legislazione interna ed europea e abolire l'accoglienza non i confini. Attenzione perché il problema non solo non andrà via ma diventerà dirompente quando, con un percentuale di immigrati sempre crescente sulla popolazione autoctona, l'integrazione si rivelerà impossibile e allora l'elettorato italiano, che manifesta sempre più volatilità, chiederà che siano rimandati a casa loro, cosa impossibile da fare con milioni di persone. Allora sarà troppo tardi per evitare il disastro.

    2. JHON 19 marzo 2023

      Condivido in todo le tue affermazioni, nonché preoccupazioni riguardanti il fenomeno epocale che avviene sotto il nostro sguardo, L'Italia è una terra di conquista da parte di una categoria di persone che scambiando la dabbenaggine per partito preso, vuole in primis vivere di rendita su presunti privilegi acquisiti dalla popolazione autoctona. Nessuno mette in discussione che i tanto decantati privilegi della popolazione autoctona, sono frutto di conquiste, costate lacrime e sangue e non elargiti a nessun titolo gratuito. Le conquiste sociali, non sono state concesse, ma conquistate a suono di ore e ore di scioperi e manifestazioni. Le conquiste sindacali, sono il frutto di generazioni uscite dalla guerra sconfitti e umiliati, da una classe di parassiti e sanguisughe, che riciclandosi nella Repubblica cosiddetta parlamentare, volevano continuare la bella favola del "bell sol dell' avvenire". La mia generazione, per fortuna, non ha visto la guerra, come i nostri padri e nonni, ma non per questo deve rinunciare in nome del progresso ad accogliere a braccia aperte chiunque si presenti ai confini. Qualcuno parlerà di egoismo, in questa esposizione, le critiche sono sempre ben accette, ma prima di calare le scialuppe in mare al grido di: "si salvi chi può", facciamo un pò di esame di coscienza, il caos non lo abbiamo cercato noi, nel "92" sul panfilo Britannia, la terna che regnava al mondo, sancì che l'Italia doveva essere DEPREDATA. E Qualcuno li benedì pure!

    3. carla 19 marzo 2023

      Infatti saranno poi quelli che non votano, ma sono quadridosati a chiedere quello a cui non hanno mai nemmeno pensato

    4. uomospeciale 19 marzo 2023

      Saranno problemi di chi è andato a manifestare sulle spiagge per il naufragio dei migranti.
      Ci penseranno loro ad accoglierli, rifocillarli, assisterli e integrarli.
      Anzi ti consiglio di farti un bel bigliettino da visita come sto facendo io, con sopra da un lato i simboli del PD e quelli delle varie associazioni onlus cattoliche e non, mentre dall'altro la scritta in inglese e africano:

      " Salute a te fratello che vieni da lontano.
      Le seguenti associazioni saranno liete di assisterti e aiutarti in ogni modo possibile.
      Non esitare e chiedere i tuoi diritti o manifestare insieme a tuoi fratelli presso questi indirizzi: "

      Segue un elenco degli indirizzi della locale sede del PD, della chiesa, e delle varie onlus..

      Tanto per non sbagliare, meglio dare un migrante per uno anche a tutti quelli che sono andati a manifestare sulle spiagge.
      Non bisogna mai scontentare nessuno.

    1. carla 19 marzo 2023

      Credo i 500.000 indicati potrebbero essere anche 500 milioni a parole.
      Se si dichiara che devono essere regolari dove trovate 5 pazzi che con documenti alla mano vogliono venire in un paese dove se va bene lavori in nero e non riesci nemmeno a pagare l'acqua che bevi, dove se ti trovi per sbaglio per strada in un momento particolare ti accoltellano o ti picchiano a sangue fino a mandarti in ospedale e non si tratta del cattivoni bianchi del 3K, ma di altri più banditi che disgraziati arrivati senza quei documenti che tu invece devi esibire ad ogni passo.

    1. uomospeciale 19 marzo 2023

      Arrivano in tanti e veloci?
      Dovranno essere davvero in tanti e molto veloci per riuscire a raggiungermi in capo al mondo dove penso di scappare tra un pò...
      Scherzi a parte, io come tanti altri dopo essere stato ferocemente contro l'immigrazione selvaggia e la mescolanza razziale per decenni, ho capito che quello che cercavo di salvare non esisteva più da un pezzo, quindi a 'sto punto si accomodino pure.
      Inoltre non è mai bene per un popolo essere troppo docile, troppo civile, troppo ubbidiente rispettoso e laborioso come lo siamo sempre stati noi.
      Perché ti sfruttano e ti mettono i piedi in testa tutti quanti, a partire dal tuo stesso stato da sempre severo, zelante e implacabile con chi ottempera, si uniforma, paga e ubbidisce, ma poi del tutto inerme e impotente con chi invece se ne sbatte di tutto e di tutti vivendo di espedienti e malaffare.
      Per come sta messo il popolo italiano un bel pò di sangue giovane, violento, primitivo e vitale, magari ci farà pure bene.
      Loro almeno sono ancora vivi.
      Loro non li vedi supplicare il vigile di toglierli una multa quasi piangendo perché:
      "Altrimenti non arrivo a fine mese"
      Loro il vigile lo prendono per il collo, e con la multa ci si puliscono il culo.

    1. maghi 19 marzo 2023

      il problema non sono gli immigrati come il pakistano qui vicino che con 5 figli e moglie a carico riceve tra sussidi comunali, regionali, statali ed europei 2500 Euro e lo stipendio intero senza ritenute, andando a introitare una somma anche più alta di una famiglia autoctona di 4 persone dove lavorano in 4 (e poi da questo capiamo una delle principali ragioni per cui tutti vogliono venire qui), ma è che le risorse che sostengono questa società sono in rapido esaurimento (gli accadimenti di questi ultimi 3 anni, covid, guerra, ora fallimenti bancari ne sono la prova). Quindi a che servono tutti questi immigrati? Prima erano utili per aumentare i consumi ed il PIL in uno scenario di risorse abbondanti, ma ora e ancor più col passare del tempo saranno inutili, anzi dannosi. L'industria dell'accoglienza è prossima al fallimento, insieme a tutta questa società, e più ce ne saranno di "mangiatori inutili" come dicono a Davos e peggio sarà. Per ora ne stanno buscando un pò tutti con quest'inflazione galoppante e i volantini della Coop avvertono che 700 prodotti di largo consumo dall'8 aprile subiranno aumenti. Dopo vedremo dove andranno i prezzi, ma se dovremo essere poveri tutti entro il 2030, non si fermeranno finchè non avranno ottenuto il loro scopo.

    2. carla 19 marzo 2023

      La coop non so nemmeno dove si trova e me ne vanto.
      I primi ladri patentati sono proprio tutti là.

    3. maghi 19 marzo 2023

      io seguo 3-4 marchi, così approfitto dei pochi prodotti di qualità che alternativamente mettono in offerta, così da risparmiare soldi e salute. Almeno hanno da rubare agli altri.

    4. mago 19 marzo 2023

      Per i " Padroni e Coop" questi sono una manna in fatto di salario ma per la collettività sono un costo enorme in quanto fra sussidi ed esenzioni benefit vari siamo oltre,non di meno asili e cure mediche dato che non sono messi bene di salute fanno il resto.
      Non sono cinico,voglio solo ricordare che non tanto lontano negli anni gli emigranti italiani vivevano ancora nelle baracche e per entrare in certi stati erano soggetti a visite mediche con tanto di ispezione anale e nemmeno si sognavano di protestare come fanno le risorse oggi.

    5. carla 19 marzo 2023

      So a memoria i prezzi degli articoli che consumo costantemente e so dove acquistarli offerte permettendo.
      Si può risparmiare parecchio con le offerte su articoli di marca, per la verdura ho l'orto che va benino e un fruttivendolo davvero conveniente perchè proprietario di banco all'ingrosso al mercato generale e questo anche per piccole quantità permette di saltare un passaggio.

    6. uomospeciale 20 marzo 2023

      Tieniti anche 4 galline che le uova fanno sempre comodo.
      Da bambino i miei avevano molte galline, tante che a un certo punto eravamo sommersi dalle uova e non sapevamo più che cosa farcene.
      ( ne mettevo una dozzina al giorno solo nel pastone di riso, brodo, pane, e verdure che davo al cane, un cane che a forza di proteine era diventato molto "muscoloso"...)
      Le davo anche al panettiere in cambio di sacchi di pane secco avanzato che poi davo alle galline, insomma tutto tornava nell'economia circolare.
      E avevo anche l'orto ovviamente, oltre gli alberi da frutta, le vigne, le oche, i conigli, il pozzo e la falda da cui sgorgava un'acqua fredda e gelida anche in piena estate.
      Ero un pò come il "ragazzo di campagna" all'epoca....
      Oggi compro tutto al supermercato come tutti quanti...
      E' più comodo.

    7. carla 20 marzo 2023

      Mio marito ha vissuto così l'infanzia, comprava il gelato dal carrettino cantato da Battisti pagando con le uova di casa raccolte.

    1. Bertozzi 19 marzo 2023

      Non si è riuscito a schiavizzare i propri figli - nonostante tutti i tentavi fatti dai cavalieri del lavoro in pantofole, quelli del 'dopo di noi il diluvio', o forse grazie a voi...- e allora si vanno a prendere fuori gli schiavi, con la politica, i ricatti, o gli inganni, come sempre nella storia. Solito copione. C'è sempre un disperato più disperato di te da qualche parte da sfruttare (tutti gli indiani cingalesi filippini ecc che sono arrivati in Italia negli ultimi 50 anni li ha visti nessuno? No ma finché dovevano fare le maestranze o gli inservienti dei boomers tutto andava bene, tutto regolare, il problema si pone oggi che non ci sono più né i giovani volenterosi, né gli immigrati volenterosi, di una volta).
      L'importante è che i vecchi che hanno rovinato il mondo abbiano dei giovani forti a loro disposizione, carne fresca per questo popolo di Cecchi Paoni - che vadano nei campi a raccattare frutta in condizioni che nemmeno nella Louisiana dell'800 (almeno lì avevano casa e famiglia) che gli servano la pizza o il gelato lavorando per 2 o 3 euro all'ora, vivendo in 15 in un paio di stanze - il destino manifesto anche dei vostri figli - servono giovani in forze che col costume rosso dalla spiaggia corrano a salvare il reale culo del boomer che mentre fa il vitellone coi rayban a goccia rischia di annegare o di sfasciarsi il femore sul bagnasciuga di Alassio; vanno bene tutti, da tutto il mondo purché in forze, e con poche pretese. Vanno bene tutti anche se non sono i vostri figli - che vanno all'estero non solo perché gli conviene ma soprattutto perché non ne possono più di vedere il vostro faccione beota, e non riescono ad accettare di vivere con l'amara consapevolezza di essere venuti al mondo per fungere da badante, giardiniere, garagista, dama di compagnia del papi o della mami.

    1. Giovanni01 19 marzo 2023

      Geniali!
      Finalmente avremo un drastico calo di clandestini...

    1. Martin 19 marzo 2023

      Ovvio, andrebbe inoltre aggiunto che piu' immigrati entrano, piu' scende il costo del lavoro.....

    2. uomospeciale 19 marzo 2023

      Non potendo svalutare la moneta, e avendo un sistema industriale decotto, con imprese obsolete e piene di debiti, l'unico modo di rendere competitive le nostre merci è quello di ridurre il costo del lavoro.
      Alla lunga si tornerà a lavorare solo per mangiare, vedrete..
      E non mi riferisco al mangiare fuori casa, al ristorante, o una pizza ogni tanto.
      No...Proprio no....Neanche saltuariamente.
      E niente ferie all'estero, 2 auto per famiglia, ponti week end, orgasmus all'estero facendo finta di studiare fino a poco prima della pensione con cazzi e mazzi vari, no..
      Ritorneremo un pò alla volta come negli anni 60.
      Lavorare.
      Lavorare.
      Lavorare.
      Con impegno, mutismo e rassegnazione.
      molti dei prossimi italiani vivranno da vecchi come ho vissuto io da bambino, senza lamentarmi mai perché con mio padre era proibito:

      "Muti, a lavorar tacendo"

    3. mingo 19 marzo 2023

      Stia tranquillo che sì l'andazzo che il nostro sistema produttivo si è messo in testa è sicuramente questo ,ma stiamo già arrivando al punto che i nodi vengono al pettine di tale tattica .

      Ormai se con i soldi guadagnati ci fai poco molti immigrati che cercano un riscatto sociale non vorranno rimanere in Italia
      ( almeno che non rimettiamo a schiavitù vecchio stile ) , ci metta che pure noi Italiani siamo propensi ad immigrare all'estero questi ebeti non avranno manodopera per svolgere alcun che e chiuderanno e le dico che sarà cosi.

      Non le dico niente di nuovo dicendo che questo paese e popolo sono entrati in una fase di collasso e c'è poco da farci
      perché è irreversibile ,si regga e buona fortuna.

    4. uomospeciale 20 marzo 2023

      Eh, ma è da tanto che siamo in rapido declino.
      Almeno dai primi anni del 2000.
      Faremo la fine della Bolivia o del Venezuela ma senza le loro risorse, e con una popolazione molto più vecchia.
      Si vede che era destino...

    1. Eugiorso 19 marzo 2023

      Sostengo ancora una volta che Cutro (immigrazione clandestina) e Cospito (narcoidi) sono distrazioni per nascondere ciò che interessa veramente la malandata maggioranza della popolazione italiana: lavoro dignitoso e a tempo indeterminato, fine della compressione/ svaluatzione salariale, pensioni di gnitose e éta pensionabile decente, fine delle sanzioni all Santa Russia e, almeno, presa di distanza dal male assoluto, rappresentato da usa-gb-nato-ue.
      Delle due prostitute sub-politiche merdoni e lesbica-benestante-globalista shlein e dei loro squallidi imbrogli - il teatrino demokratttiko in corso - la maggioranza della nazione dovrebbe fottersene, perché i problemi nella vita reale sono ben altri.

      Cari saluti

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