Questa affermazione, che contiene un'incredibile contraddizione (non si può reagire violentemente, ma è normale dare un pugno a chi provoca), giustifica ogni tipo di violenza contro chiunque si consideri reo di "provocazione".
Poiché, se è vero che avrò diritto di reagire con un pugno ad una offesa contro mia madre, allora potrò reagire anche con un calcio, o con una coltellata, o con un colpo d'arma da fuoco. E' infatti impossibile stabilire quanta violenza sia "giusta" rispetto ad una provocazione.
Certo, le provocazioni esistono, e danno fastidio. Insultare la madre di qualcuno significa provocarlo. Anche prendere in giro una religione rappresenta, per qualcuno, una provocazione. E così anche insultare o prendere in giro una squadra di calcio o i suoi tifosi.
Per ciascuno, qualunque insulto o presa in giro rivolto a tutto ciò che non si desidera venga insultato o canzonato, rappresenta una provocazione.
Papa Hooligan ci dice che "è normale" che di fronte a una provocazione, si reagisca con violenza.
Di certo gli attentatori di Parigi si consideravano provocati dalle provocatorie vignette che Charlie Hebdo pubblica da quando è nato.
Qualcuno spieghi a Papa Hooligan che in un paese civile si possono compiere atti che qualcuno può considerare provocatori, come prendere in giro le religioni. Ma non si può mai reagire violentemente alle provocazioni. Semmai, se lo si ritiene opportuno, ci si può rivolgere alle istituzioni di giustizia, perché in un paese civile le controversie, anche quelle relative alle presunte offese, non si risolvono con la violenza, ma nei luoghi preposti, come le aule dei tribunali.
Forse Francesco quando fa queste uscite dovrebbe considerare il fatto che non sta parlando privatamente ad un suo amico in un bar di Buenos Aires... Comunque benissimo, magari involontariamente ha dato una scrollatina al principio di inviolabilità dell'autorità costituita.
jake16 gennaio 2015
Che articolo del ***zo!
Estrapolare una frase dal senso compiuto di un discorso più ampio è proprio di chi non ha altre argomentazioni per attaccare gli altri!
Qualcuno spieghi a Tringali che il Papa voleva lasciare intendere ,con l'esempio dell'offesa alla madre, che toccando ciò che le persone hanno di più caro a volte possono scattare reazioni inconsuete| E questo non vuol dire giustificare la violenza!
Aironeblu16 gennaio 2015
A chi?
Francesco o Fabrizio?
gimo16 gennaio 2015
non si può mai reagire violentemente alle provocazioni
SEMPLICI CAZZATE!
Certo che se le provocazioni sono verbali allora la violenza fisica di risposta puo essere considerata "eccessiva".
Ma attenzione che questo concentto che il lottare difender i propri diritti, piuttosto che il lottare per conquistarne di nuovi, viene SEMPRE PIU FATTO PASSARE PER VIOLENZA e noi poveri imbecilli ci sciogliamo in lacrime cristiane e ci beviamo tutto!
Contro i governanti o contro gli industriali che tendono a sfruttare i piu deboli non si manifesta con le bandierine e con i cori da stadio. La lotta per i propri diritti è una cosa seria (se ancora qualcuno non avesse visto e capito come ce li hanno tolti e ce li stanno togliendo senza la nostra minima reazione... Perche non vogliamo esser VIOLENTI)
S mi insulti la madre faccio spallucc
Ma se fai in modo democraticamente e senza insultare, che mia madre non abbia cibo sufficiente e riscaldamenti RUBANDOLE diritti acquisiti non faro violenza ma LOTTERO per riprenderli e non perdere gli altri rimasti.
La lotta non è sempre violenza.Questo concetto è solo una maniera di evitare che le masse, notevolmente piu forti dei governi, prenda cosciemza e si ribelli nella mamiera giusta.
Aironeblu 16 gennaio 2015
Forse Francesco quando fa queste uscite dovrebbe considerare il fatto che non sta parlando privatamente ad un suo amico in un bar di Buenos Aires... Comunque benissimo, magari involontariamente ha dato una scrollatina al principio di inviolabilità dell'autorità costituita.