IL GRAAL, LA CIA, IL MOSSAD E L'ELISIR COMPLOTTISTA

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI GIANLUCA BIFOLCHI

subecumene.wordpress.com


Joseph Campbell è un celebre studioso del mito greco che, prendendo a prestito da C. G. Jung la nozione di archetipo, ha esaminato le vecchie storie di Ercole, Giasone, Medea, Teseo eccetera alla ricerca di elementi comuni.



La sua conclusione è che dietro la variabilità delle forme vi sono dei temi costanti, e questi si identificano con i ruoli svolti nel racconto dai diversi personaggi. Questi ruoli sono appunto gli archetipi, e a essi Campbell assegna nomi suggestivi: l’Eroe, l’Ombra, il Guardiano della Soglia, il Mutaforme, e così via.



Ogni narrazione passa poi per fasi anch’esse ricorrenti: Richiamo dell’Avventura, la Prova Centrale, la Via del Ritorno, Ritorno con l’Elisir, eccetera. Una sequenza che si ripete.

Ogni storia risulta dall’interazione dei diversi archetipi tra di loro nelle coordinate spaziotemporali date dalle varie fasi narrative.

Io non ho letto niente di Joseph Campbell ma conosco il suo lavoro indirettamente dalla rielaborazione che ne fa Chris Vogler in un libro pubblicato anche in Italia “Il viaggio dell’eroe” (Dino Audino Editore, € 16,50).

Chris Vogler è un personaggio interessante. Di professione fa lo story analyst per Hollywood. Questo significa che grandi major come la Warner Bros o la 20th Century Fox gli danno in lettura le proprie sceneggiature per sapere se vale la pena farci un film. Vogler analizza i punti di forze e di debolezza delle storie e dà il suo parere. E’ una persona che di storie se ne intende, perché ne ha analizzate a migliaia.

Nel libro che ho citato Vogler fa suoi i concetti di Campbell (dando pieno credito al maestro) per spiegare cos’è che fa andare un romanzo nella lista dei bestseller del New York Times, o cosa fa di un film di Hollywood un blockbuster.



La tesi di Vogler è che gli sceneggiatori e i romanzieri che vogliono avere successo devono raccontare le loro storie come gli antichi greci raccontavano i miti, almeno secondo la spiegazione che ne dà Campbell.

Raccomando il libro, e forse lo dovrei recensire su Amazon.



La ragione per cui lo cito ora, comunque, mescolando miti e archetipi con i fatti dell’Iran, è che sfogliando il libro ho avuto un’illuminazione sulle derive mentali del complottismo.

Da una lunga esperienza so che è inutile cercare di smuovere un cervello complottista dalla ubris eurocentrica di credere che se milioni di iraniani stanno mettendo in discussione il clerico-fascismo del loro paese è perché stanno reagendo pavlovianamente agli stimoli della CIA e del Mossad. Non c’è argomento che indurrà il complottista ad abbandonare questa sciocchezza.



Ma questo lo sapevo già.

v
Adesso, grazie al libro che ho citato, capisco un po’ meglio il perché.



La logica complottista non è una logica affine a quella del discorso storiografico (o anche solo cronistico), dove è il peso empirico di un dato, valutato spassionatamente, a spingere le conclusioni in una direzione o nella direzione opposta.

La logica complottista è una logica di coerenza narrativa. Se esaminassimo molte teorie del complotto con gli strumenti che Vogler applica a film come Guerre Stellari, Il Mago di Oz, Il silenzio degli innocenti, Via col vento, eccetera, probabilmente potremmo trovare strutture analoghe, sotto forma di archetipi e di sequenze narrative.

Un dato nuovo che viene a inserirsi in una narrativa complottista viene soppesato non per il suo valore di verità, ma solo per verificare se conferma un precedente archetipo o se è in sincronia con una data fase dell’intreccio. Se il test è positivo il dato viene accettato, altrimenti viene ignorato o deformato fino al grottesco.



Ribadisco, il complottista non è in cerca di descrizioni di eventi, ma solo di forme narrative coerenti che sovrappongono un significato agli eventi. Una probabile eredità del mito antico.



PS. Nel mito e nel folklore compare spesso un oggetto magico attorno a cui si distende una ricerca. Credo che il più celebre di tutti sia il Santo Graal. Per mio divertimento cercherò di capire qual è il Santo Graal dei complottisti. Se arrivo a qualche conclusione amena ne riparleremo qui per farci due risate. Intanto sono graditi altri contributi, purché non troppo seri.

Gianluca Bifolchi

Fonte: http://subecumene.wordpress.com/

Link: http://subecumene.wordpress.com/2009/07/01/il-graal-la-cia-il-mossad-e-lelisir-complottista/

1.07.2009

Commenti (65)

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    1. xl_alfo_lx 3 luglio 2009

      ahahahahahah vero banditen e piraten

    1. rosarossa 3 luglio 2009

      ma mi faccia il favore.. direbbe Totò

      che articolo squallido dove l'unica cosa intelligente, è "l'intelligenza" di farlo apparire tale: cioè una furberia intellettualoide.

      Riuscire a vestire il complottismo di un movente psicologico che dall'alba dei tempi investe gli esseri umani nella loro forza e nella loro debolezza (perché di questo parla il nostro patetico autore di quest'articolo) significa esaminare una verità e plasmarla su quella che fondamentalmente è un opinione blanda e senza senso logico. E ci hanno abboccato quasi tutti..

      Che gli archetipi siano un elemento trascendentale nello spirito umano è stato ben semplificato e "rivelato" dal grande JUNG che a differenza di Freud, almeno, non ha rubato a destra e a manca concetti. Senza contare che Nietsche fece già profondi riferimenti alle necessità psicologiche degli istinti umani. Ove lui da attento filologo qual'era (prima di esser considerato filosofo) diede i primi segnali delle caratteristiche sociali cui l'uomo sarebbe andato incontro. Così già nella tragedia greca lo spirito apollineo e dionisiaco muovevano "guerra" ai bisogni umani.

      Insomma il nostro caro professore ci sta dicendo che se noi abbiamo il ragionevole dubbio che nostra moglie ci stà mettendo le corna, non possiamo fare affidamento ai nostri istinti di maschio poiché è comprovato che il maschio essendo in contrapposizione con l'eterno femminino si sta solo fasciando la testa prima di rompersela. Che, insomma, i complotti sono una sorta di manifestazione correlata alle coordinate dei nostri bisogni metafisici...

      .. ma purtroppo i nostri bisogni metafisici così come è vero che si identificano con gli archetipi e quindi oltremodo applicabili in maniera appunto MITICA alle sorti del nostro pianeta, è vero anche sono di fatto sconnessi da un movente chiamiamolo Mitico. Gli archetipi in maniera unilaterale sono applicabili come un vestito a ogni vicessitudine storica. Senza contare che proprio nella cosmogonia dei mondi letterali e cinematografici si può parlare di un riflesso e non di una esigenza interpretativa.

      Ma cosa vogliamo dire? che forse no ci sia un applicabilità di un eccesso e di una deriva di questa mitica? ma certo.. ma nella misura in cui un film può parlare di una storia d'amore in mille lingue diverse senza per questo poter screditare la fondetezza di un bisogno da parte della storia degli uomini di fare "del male" appoggiandosi inconsciamente agli archetipi..

      se il graal e le sue vicessitudini sono o meno una realtà storico/esoterica/essoterica/ è da dimostrare con sensatezza ci mancherebbe. Così come con parole da intellettualoide non bisogna mai dimenticare che la storia l'hanno scritta i vincitori.. e che l'empirismo in sé, come ragionamento logico, è l'elemento fondante per indagare in maniera sensata. Ciò non toglie che proprio la storia insegna con i risultati sotto al naso di tutti.. che prima di agire empiricamente, bisogna indagare su quanto è da scartare nella biblioteca dell'informazione odierna..

      ottimo esercizio di stile quest'artico. Notevolmente subdolo e tendenzioso.. un articolo, come direbbe qualcuno, da veri filistei..

      patetico

    1. Santaruina 3 luglio 2009

      a parte che commento come e quanto desidero, dal momento che esprimo solo un parere senza attaccare nessuno, direi che prima di giudicare i commenti andrebbero anche letti.

      La verità è che è sbagliato il concetto di "complottismo".
      Nel mio commento precedente, quello che "dava ragione al debunker", i complottisti erano coloro che credevano alla cospirazione ordita da Bin laden, ovvero alla versione ufficiale.

      Era solo per dimostrare come la stessa digressione logica usata dall'autore dell'articolo si poteva usare per affermare l'infondatezza della "versione ufficiale".

      Lo stesso autore dell'articolo nel suo blog concorda con me, e la cosa è alquanto divertente.

      Questo a dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, che appena si esce dallo schema "complottista" verso "ufficialista", molti tifosi perdono l'orientamento.

      a presto

    1. alvit 3 luglio 2009

      Gia'...anche la mafia: Invenzione di giornalisti ieh!! :)
      Si, me le sono fatte davvero due risate :):):)

    1. polidoro 3 luglio 2009

      Bifolchi non ha letto Campbell, lo capisco, una sua opera, "Le figure del Mito", ha 593 pagine, per cui ne legge la "rielaborazione" di Chris Vogler in "Il viaggio dell'Eroe".

      Bene, quindi suppongo abbia letto almeno quest'ultimo per cui sa di chi è l'illustrazione di copertina e quale sia l'eroe raffigurato ?

      Posso suggerire a Bifolchi di leggere "Il Mulino di Amleto" di Santillana ?
      E' sullo stesso argomento, i miti, e, in 600 pagine, giunge a conclusioni diverse da Campbell. E' uno studioso famoso e vale la pena leggerlo, leggerlo, ho detto, non leggere il riassuntino alla "Reader's Digest", senza offesa !

      Giunge alla conclusione opposta, Santillana e cioè che alcuni miti perpetuano e tramandano "messaggi e contenuti".

      Ma, rileggendo l'articolo, noto che l'autore Bifolchi dice:

      "sfogliando il libro ho avuto un’illuminazione "

      ma ... allora ... lui il libro NON l'ha letto, l'ha sfogliato e gli e venuta "una illuminazione" !!

      Sbaglio ? E' una interpretazione "complottista" la mia ?

      o piuttosto la sua cui "sfogliando" [dev'essere un lapsus freudiano] viene l'idea ..... ?

      Leggere bisogna, non leggiucchiare, Sig. Bifolchi.

      Comunque Santillana è un ottimo libro (da leggere).

    1. portoBF 3 luglio 2009

      ............... Se arrivo a qualche conclusione amena ne riparleremo qui per farci due risate. INTANTO SONO GRADITI ALTRI CONTRIBUTI, PURCHE' NON TROPPO SERI...........

      bIFOLCHI, secondo voi, viene pagato per scrivere 'ste stronzate? Cosa ci dice di nuovo che non sia già apparso in altri centinaia di articoli, tutti uguali, dall'11 settembre in poi. Stessa tecnica, quasi le stesse frasi, molte volte anche le stesse identiche parole, però, bisogna ammetterlo, c'è anche un'ironia pungente, classica del genio del pennino. Complimenti vivissimi gian bifolchi, sei veramente originale, unico........

    1. Lestaat 3 luglio 2009

      D'accordo ma la premessa è del tutto fuorviante.
      Non credo che una persona sana di mente possa pensare che la gente sia in piazza perchè ce l'ha spinta la Cia o il Mossad, solo un fesso lo pensa, ma è tutta un altra cosa constatare che quel sentimento legittimo è viene usato come mezzo di propaganda atto alla presa di potere di un gruppo dirigente che non ha il minimo interesse a che chi oggi lotta, possa davvero ottenere quel che vuole, ma piuttosto è interessato alla svendita dello stato sociale e alla privatizzazione delle primarie fonti di autosostentamento che il paese ha.
      Piantiamola una buona volta di giocare al giochetto delle contrapposizioni per la miseria, e cerchiamo di usare il cervello.
      Quello che si voleva provocare in Iran è esattamente quel che è accaduto, nè più nè meno, una possente destabilizzazione politica finanziando un movimento di massa che, ovviamente non hanno faticato a trovare.
      E' davanti agli occhi di tutti la imponente manovra mediatica, ed è davanti agli occhi di tutti anche quello che nessuno, e sottolineo nessuno, immaginava diversamente: una reazione violenta da parte del regime iraniano, al di là di video veri o falsi, di morti veri o falsi..
      Piacerebbe a tutti quanti noi che quei ragazzi ottenessero quello che vogliono, il problema è che non è il risultato nè che otterranno, nè che avrebbero ottenuto con la vittoria di Mousawi e quel che rappresenta.
      Finiamola di inutili moralismi e pseudo analisi sociali che diamine.....non siamo mica tutti idioti.

    1. mixi 3 luglio 2009

      ma che cazzo dici

    1. nessuno 3 luglio 2009

      Purtroppo non riesco a trovare questo articolo è blindato(per ora)


      Fonte: http://www.blogcatalog.com/blogs/achtung-banditen/posts/tag/Palestina/
      Israele renderà difficile la vita ad al-Jazeera
      Posted on Tuesday February 3rd, 2009 at 05:48 in israele, medio_oriente, Palestina
      [Traduco dall'inglese -- Gianluca Bifolchi] Israele renderà difficile la vita ad al-Jazeera TEL AVIV - Israele progetta di rendere più difficile ad al-Jazeera il lavoro sul suo ...

      Il sig . Bifolchi afferma che israele ecc. evidentemente non sà che al jazeera e questa, leggete dal link e se non sapete l'inglese usate il traduttore di goolge
      jazeerahype [www.public-action.com]

      Secondo voi è:
      Disinformato
      Disinformatore
      Io avrei un aggettivo da attribuirgli ma non voglio incorrere in censure(sic)

    1. robyfoto 3 luglio 2009

      Non sono d'accordo con Hassan che critica il fatto che su questo blog/giornale ci siano punti di vista differenti visto che il punto di vista principale lo vediamo ogni giorno sulle tv e sulla stampa "di regime", in quanto almeno noi che cerchiamo di vedere le cose da un punto di vista meno utilizzato dobbiamo evitare di incappare nell'errore di essere troppo sicuri delle nostre verità allo stesso modo di quelli che votano Berlusconi o Franceschini pensando che qualsiasi fonte alternativa di notizia sia "complottista".
      Venendo comunque all'articolo di Bifolchi vorrei dire: vero, le tesi da te esposte potrebbero essere una giusta interpretazione della psicologia con cui i"complottisti" (fra cui probabilmente posso annoverarmi) guardano agli avvenimenti, ma tu ragiona anche sul fatto che la storia si tramanda per un importante motivo: ricordare i nostri errori, e nella storia di cose di cui la gente avrebbe pensato "è impossibile che al mondo esiste gente così machiavellicamente crudele" ne sono accadute a bizzeffe, vi ricordo che i prigionieri nei gulag del comunismo sovietico pensavano "ah se stalin sapesse cosa sta succedendo, ci salverebbe" mentre era lo stesso Stalin che ogni giorno scriveva quanti innocenti la folle polizia di stato dovesse arrestare e spedire in siberia come nemici dello stato...
      Insomma caro Bifolchi, faccia come me, non si sbilanci e dubiti di entrambe le fazioni, prima o poi le carte si scopriranno e sapremo finalmente con certezza per cosa combattere!

    1. AldoVincent 3 luglio 2009

      Audino è un interessante editore e questo libro secondo me va nella direzione degli altri del suo catalogo: come scrivere una sceneggiatura cinematografica, come scrivere un romanzo giallo e altro.
      In realtà le tesi di Vogler semplificano e divulgano il grande lavoro di Propp che analizzando le Fiabe e destrutturalizzandole (dio, che ostico neologismo) contribui' all'antropologia moderna.
      Tutti lavori interessanti, compresa l'analisi provocatoria di Bifolchi, che secondo me andrebbe approfondita con serietà.
      Un abbraccio

      (io ci ho scritto qualcosa su questo argomento. Lo trovate qui:
      http://www.giornalismi.info/aldovincent/indici/ind_119_3.html )

    1. myone 3 luglio 2009



      Io ho visto nella mia vita, un' infinita' di situazioni, reali, nel senso pratico e materiale,

      o ipotetiche, nel senso che si fondava un oppinoni,

      dove le cose rimanevano nella sua dinamica, nel suo problema, nella sua esposizione,

      ma le due parti, o piu' parti, riuscivano a far apparire un risvolto diverso della situazione,

      pur rimanendo di una sola facciata, e il risultato vincente, o dominante,

      che non era altro che il filtro di interpretazione e di convinvimento,

      non visibile sul compiuto o sul fatto, reale o ideologico o di oppinione che sia,

      dare una piega reale poi, al procedere in un modo o in un altro.


      Alla fine, rimane il fatto in se', dove, rimanendo sul contesto reale,

      si potrebbero trovare altre soluzioni o visioni in merito, condizionando un andare e un fare,

      che e' tutt' altra cosa che il tendenzioso di parte.


      Mitologia, psicologia, psichiatria, filosofia, politica, massoneria, e tutto quello che si puo' mettere dentro,

      rimanendo nel filone esposto, non e' altro che dire cose in altri modi,

      arrivare a cose in altri modi, condizionare cose in altri modi,

      che nel reale non si direbbero, ma si direbbero e farebbero, dandone un altro aspetto,

      che e' quello che non si e' capaci di dire e fare, o che, sarebbe l' opposto di dove si vorrebbe arrivare.


      Alla fine, non e' altro che un filtro, nascosto, occulto, voluto o condizionato,

      degli intenti veri che spingono, in una parte, che e' sempre di interesse, puculiare, mai risolutivo,

      ma che al momento, fa comodo, fa fare un passo verso il tutto o altro.


      Alla fine, applicare questo nei contesti di oggi, politici o filosofici che siano, di fatti ed eventi,

      veri o no che siano, fanno rispecchiare la volonta' di voler far apparire cose,

      che il solo leggerle fra le righe, anche se le dinamiche parlano una voce sola per le parti,

      non e' altro che mostrare, se possibile, di influire nel reale l' irreale,

      volendolo far apparire no solo come concetto e ragione, ma nel reale stesso.


      PArtire dagli estremi archetipi, e' solo una lettura psicoanalitica, che a chi agisce o concettualizza, programma o vuole arrivare allo scopo,

      non la considerera' mai su se' stesso, ma la proiettera' sempre sugli e sull' altro.


      La faccenda a farla in parole povere, e' che:

      La testa, con danaro e potere, si e' staccata completamente dal corpo,

      lo influenza e lo usa,

      ma il corpo, sarebbe il vero responso della testa, quello che no nsi considera e per cui si usa e si sfrutta.


      Se tutte ste menate, che sono le articolazioni dell' uomo, in tutti i sensi,

      anziche' essere dinamicizzate nella mente della testa, che e' talgiata dal corpo,

      fossero usate per il corpo, che e' il reale oranismo del vivere,

      i concetti, le metafore, le cie, le ciae, i mossad, le massonerie, gli occulti e i palesi,

      avrebbero altri indirizzi, scopi, volonta', e fini, e il fine, sarebbe l' uomo,

      nella sua intelligenza di realizzare un buon vivere per tutto e per tutti.


      E' per questo che sforando nel tutto, si vive male, si muore bene, si distrugge a buon ritmo.


      L' umilta' e il buon senso, la voglia e la volonta', non fa parte dell' uomo megalomane, mitomane, deitario, che si crede di essere.


      Ogni palgiuzza, diventa un' enorme catena montuosa da scavalcare o prevalicare,

      e ogni enorme valore della vita, seppur nel suo piccolo, e' solo cosa da calpestare.


      Le seghe, ve le farei fare in una stanza 2x2, a vita. A tutti, dalla testa in su',

      di tutti e del tutto.

    1. Recremisi 3 luglio 2009

      Bravo! Concordo

    1. nessuno 3 luglio 2009

      Ora...avevi già espresso sul blog la tua ammirazione

      Perchè ripeterlo qui?

      Potevi dirci qualcosa di nuovo per magnificare questa splendida figura di sayamin debunker

      Non dimenticate mai che comedonchisciotte è stato segnalato come sito antisionista e monitorato da quella efficiente università israeliana che si cura di recensire i siti antisemiti nel mondo

      Magari all'inizio ci proveranno con l'anti defation league e poi quando avranno preso il potere ci spediranno tutti nei campi di concentramento per poi farci passare per il cammino

      E bravi giudei

    1. eresiarca 3 luglio 2009

      Questo sito ha fatto la setssa cosa con John Kleeves, che proprio perché si vedeva sconfessato apertamente da altri "articoli" ha smesso di scrivere e, anzi, ha chiesto alla redazione di rimuovere tutti i suoi articoli sin lì pubblicati. Appunto, non ha alcun senso comportarsi così, o meglio ce ce n'è uno non fa onore ai gestori del sito. Freda ha esposto degli argomenti, quindi, se proprio si voleva contraddirlo si poteva pubblicare un articolo con altri argomenti. Invece che si fa? Si pubblica un'accusa di "complottimso" che vaneggia di "clerico-fascismo" in Iran!

    1. nessuno 3 luglio 2009

      Personaggio curioso questo luca bifolchi

      Google linka un suo articolo su " israele tiene sotto pressione al jazeera"( o qualcosa di simile9 su splinder ma quando ti logghi compare la notizia che il blog è privato

      Cercherò meglio e lo trovo sicuramente

      I suoi articoli spopolano su indy liguria

      Un personaggio molto impegnato e grande guru dei debunker

      i commenti a questo articolo ne evidenziano il sostegno

      Fa piacere vedere una persona cosi sicura delle proprie affermazioni e detentrice di verità assolute

      E complimenti a tutti quelli che lo osannano su questosito

    1. tuzmar 3 luglio 2009

      Sorry, ma Bifolchi non era quello del blog acthung-banditen, sulla cui homepage troneggiava uno "splendido" Garibaldi?

      P.S. Più banditen di così si muore.
    1. Recremisi 3 luglio 2009

      La storia ci dice che di complotti il mondo è pieno da sempre. Negare l'esistenza di un possibile complotto sulla base della ridicolizzazione di chi il complotto teorizza è una tecnica vecchia e molto efficace, ma anche molto disonesta. Non si basa infatti sulla confutazione della teoria "complottista" attraverso i fatti, ma attraverso l'attacco della persona o del gruppo di persone che propongono tale teoria. Ci sono diverse modalità per farlo, ora non ho il tempo di esporle ma spero di averne modo in futuro. Chiaramente la mia non è una difesa di tutti i cosidetti "complottisti", è chiaro che tra di loro ci sono molte persone poco credibili, ma mi risulta inaccettabile questo modo di attaccarli. La cosa più incredibile è che molti di quelli che rifiutano a priori queste teorie poi vanno in chiesa la domenica e si dichiarano credenti. Credenti in una storia che è chiaramente falsa e incredibile. Chi è allora il credulone, l'ingenuo, lo sprovveduto? Il credente, che venera signori sessualmente problematici, misogini, vestiti come nel medioevo che blaterano cose assurde e ingrassandone la loro immorale organizzazione? o invece chi cerca (magari sbagliando) la verità dietro le versioni ufficiali?

    1. Jarek 3 luglio 2009

      Caro Gianluca, menomale che ci sono ancora la gente come Te, ottimisti e spiritosi. Queste "due risate" che prometti ne ho gia fatte. Leggengo il Tuo articolo...

    1. Hassan 3 luglio 2009

      Consiglio all'autore di questo "articolo" (le virgolette sono obbligatorie in questo caso), di leggersi gli Articoli di Thierry Meyssan. Quella in Iran è una "rivoluzione colorata" (di verde), che ha tutte le caratteristiche delle altre "rivoluzioni colorate" innescate dalla CIA. Erano anni che volevano attaccare l'Iran, e dato che l'opzione militare è saltata, hanno deciso di usare altri metodi. Questi sono fatti, mentre l'articolo di Bifolchi è solo un cumulo di divagazioni inconcludenti e senza alcun senso logico, dove utilizza un termine senza senso ("complottista", cioè l'analogo di "antisemita") per soffocare il dissenso, esattamente come fanno i Sionisti, i Neocon, e altri personaggi simili, come i vari "debunkers" sull'11-9.




      Detta in poche parole, è un articolo insulso. Ma evidentemente qualcuno su ComeDonChisciotte crede che pubblicando articoli che contraddicono gli altri articoli pubblicati in precedenza, dia così un'immagine "moderata" del sito: come dire, "noi siamo imparziali".




      Questo modo di fare è assolutamente ridicolo, per un semplice motivo: questo sito è MINORANZA... TV, giornali, siti di regime etc.etc. ripetono TUTTI la versione presentata nell'articolo di Bifolchi, cioè la versione "ufficiale". Che senso ha pubblicare anche qui un simile articolo, quando questa versione ufficiale è già MAINSTREAM e rappresenta la MAGGIORANZA ?




      Qui si dovrebbe dare un'alternativa al pensiero dominante, non dare ulteriore forza alle menzogne della "versione ufficiale".

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