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IL GOVERNO DEL BILDERBERG

DI IDA MAGLI
italianiliberi.it

L’Europa è ormai tutta felicemente conquistata. Il programma messo a punto dalla società segreta Bilderberg nella riunione del maggio 2009 è stato quasi del tutto realizzato. Diciamo meglio: dato che la parte più difficile e tuttavia indispensabile era quella riguardante la liquidazione delle nazioni d’Europa, essere riusciti a impadronirsene è il segnale che ormai l’opera è al sicuro, nulla potrà più ostacolarne il completamento. Le bandierine del Bilderberg sventolano allegramente sui colli e le torri europee più importanti. La Banca centrale europea ne è per certi aspetti il capolavoro.Attraverso la Bce il Bilderberg ha in mano la vita di quasi tutti gli Stati che, con una decisione illegittima e assurda dei loro governanti, hanno rinunciato a battere moneta e si sono consegnati alla volontà di coloro che ne sono i padroni (partecipanti al patrimonio): Beatrice d’Olanda, il principe Constantjin, Sofia di Spagna, Philippe del Belgio, David Rockfeller,  Filippo di Edimburgo, Mario Draghi (in quanto partecipante della Banca d’Italia), tutti membri del Bilderberg e presenti alla riunione del 2009. Le partecipazioni degli Stati sono in percentuali minime e forse servono, oltre che a salvare le apparenze, anche a ricompensare i politici per la loro rinuncia alla creazione e alla gestione della moneta.

Cosa avevano deciso i membri del Bilderberg nella riunione del 2009? Volendo raggiungere come meta finale la realizzazione di un’unica civiltà planetaria, ne erano state predisposte le tappe (ormai per quanto riguarda l’Occidente quasi raggiunte): la distruzione delle identità nazionali, da perseguire attraverso la sovversione dei valori che vi si fondano e l’eliminazione dei singoli Stati; il controllo centralizzato di tutti i sistemi educativi di cui l’avvio è stato dato in Europa con il Trattato di Maastricht e la cosiddetta “armonizzazione” dei programmi scolastici; il ripudio delle discipline storiche e del loro insegnamento in quanto possibile ostacolo nei giovani all’accettazione del Nuovo Ordine Mondiale e al superamento psicoaffettivo del valore della patria, della tradizione, dei costumi in tutti i campi; il controllo delle politiche interne ed estere, come già avviene in Europa attraverso l’esame preventivo delle finanziarie e i vari trattati sui confini, sull’immigrazione, sull’uguaglianza dei diritti; una lingua unica, che è quella già in uso e che a poco a poco tutti sono obbligati ad adoperare: l’inglese. Il perno sul quale i bilderberghiani si fondano in tutti i loro progetti è però sempre quello finanziario visto che, tramite le banche e le speculazioni di Borsa, riescono a guidare concretamente ogni tipo di politica riducendo a propri esecutori gli uomini di governo dei singoli Stati.

L’instaurazione di un mercato unico e di una moneta unica è quindi la meta più importante; ma essere riusciti, con la creazione dell’euro, a eliminare quasi tutte le monete europee rappresenta la loro vittoria più significativa in quanto segnala che il progetto finale è sulla via del traguardo.
Di fatto tutta l’operazione “Unione europea” è stata pensata come una specie di esperimento la cui riuscita avrebbe confortato i progettisti nel proseguire sulla stessa strada. Nessuno creda che le crisi finanziarie, l’impoverimento dei popoli, l’eccesso di tassazione, siano per il Bilderberg segnali negativi, tutt’altro: era programmato che sarebbero stati questi gli strumenti con i quali giungere alla meta. Come abbiamo potuto vedere attraverso quello che è successo in Italia, il colpo di forza con il quale un banchiere è diventato capo del governo ha avuto come “giustificazione” il crescere del debito, il differenziale sempre più alto con i titoli tedeschi; ma per chi è padrone del gioco di Borsa provocare tali squilibri è facilissimo, tanto più quando i manovratori sono d’accordo sul da farsi essendo tutti membri del Bilderberg o dei suoi rami più importanti, quali la Trilateral Commission e l’Aspen Institut: Mario Monti, Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Carlo Azeglio Ciampi, Romano Prodi, José Barroso, Giuliano Amato, Vincenzo Visco, Enrico Letta… Tutti nomi citati più volte e da diversi autori, oltre me, negli anni scorsi, quali per esempio Daniel Estulin con il suo “Il Club Bilderberg” pubblicato nel 2005, Marco della Luna con “Euro schiavi” anch’esso del 2005, Elio Lannutti  con “La repubblica delle banche” pubblicato nel 2008, senza che nessuno li abbia mai smentiti.

Dunque possiamo constatare che tutte le previsioni si sono avverate: gli Stati d’Europa hanno perso la sovranità, l’identità, le loro ricchezze e quelli più difficili da domare a causa della loro creatività, del loro attaccamento alla propria storia, alla propria indipendenza, quali la Grecia, l’Irlanda, la Spagna, l’Italia, sono stati ridotti, tramite la pressione sui titoli sovrani, a dipendere dalla “generosità” dei banchieri con una nuova, orribile immagine di sé, quella di “mendicanti”, di possibili ladri cui è pericoloso prestare soldi se non danno se stessi e i propri figli in garanzia.

I banchieri hanno adesso finalmente raggiunto il loro ultimo scopo: darsi la mano diventando interscambiabili con i politici e proclamando così apertamente che è iniziata una nuova era: il Regno dei Banchieri. Avevo scritto due anni fa, nella Dittatura europea, che avrei creduto a questa ricostruzione, che pure ero stata io stessa a fare con puntigliosa, scrupolosissima ricerca, il giorno in cui avessi visto i banchieri mettersi al posto dei politici. E’ proprio quello che è avvenuto. Ed è avvenuto – cosa incredibile – con l’aiuto, la complicità dei politici. Ho tante volte interrogato negli anni scorsi i maggiori leader del mondo politico, religioso, industriale, giornalistico sul perché avessero accettato in silenzio di uccidere se stessi, insieme all’ Italia, senza riuscire ad avere una risposta.

Oggi però non possono continuare a tacere e consegnarsi alla storia come dei vigliacchi traditori della propria nazione e del proprio popolo. E’ indispensabile che si scuotano dalla passività nella quale sono sprofondati e si convincano che la desertificazione attuale dei partiti, l’assenteismo e il ripudio degli elettori, perfino la corruzione che ha invaso tutte le istituzioni, sono la conseguenza di questo tradimento perché nessuno ha più davanti a sé una patria da difendere, un valore collettivo in cui credere, un futuro in cui sperare e da costruire per i suoi figli.

Ida Magli
Fonte: www.italianiliberi.it
Link: http://www.italianiliberi.it/Edito12/il-governo-del-bilderberg.html
3.11.2012

Pubblicato da Davide

  • Aloisio

    tutto vero, purtroppo .

  • anglotedesco

    Grande articolo di una grande donna, una delle prime a fare battaglie contro l’Europa. http://anglotedesco.myblog.it/archive/2012/11/02/alain-winants-bruxelles-un-covo-di-spie.html

  • albsorio

    Non mi ricordo più cosa è successo nella notte dei cristalli. I soldi servono nella vita terrena, ma devono restare mezzo e non fine. Le uniche azioni che contano sono quelle, buone o cattive che compiamo e restano come patrimonio personale per l’eternitá. Mia madre diceva che i soldi sono la merda del diavolo, forse i satan-mondialisti-materialisti hanno perso la certezza della vita eterna e l’importanza di evitare di fare il male. Auguro a loro di essere illuminati sulla via per Damasco, Dio è dentro e fuori di noi… meglio la luce della veritá, il calore dell’amore fraterno.

  • nigel

    Non credo che il gioco sia così semplice. Abbiamo vissuto in un Matrix in cui tutto è stato accuratamente nascosto, ma ora che la realizzazione di Eufrankenstein è compiuta e manifestata con impudente arroganza, gli “illuminati” progettisti dovranno pur confrontarsi con la disperazione dilagante. Non siamo in balia di semidei, ma di pochi fanatici sin troppo umani: dormono, defecano, soffrono di ipertrofia prostatica, vanno in giro su carrozzine da paralitico e si ammalano e muoiono come l’ultimo dei miserabili, dopo una vita vissuta in un lusso neppure avvertito e soffocata nella morsa di case inviolabili ed eserciti personali. Probabilmente lo scopo non è il denaro (che non può per loro avere più senso) ma nel potere che possono esercitare su altri esseri umani. E questi hanno memoria di lotte sociali, di conquiste sindacali, di diritti democratici spazzati via in meno di un decennio, con il pretesto di una “competitività” necessaria a sedurre i mercati. E memoria, fame, disperazione e consapevolezza di quanto è stato architettato potrebbero costituire una miscela difficile da maneggiare. I primi che dovranno affrontare il difficile compito sono proprio i camerieri politici, che hanno abdicato al loro ruolo e a breve si troveranno davanti alla necessità di spiegarci PERCHE’.

  • Mondart

    Va beh, ma presentare le cose così è estremamente riduttivo e forza -volutamente o meno- la mano in chiave “complottista” forse a screditarne ogni congettura …

    Che esista un “progetto” ben preciso ( io lo chiamerei così: chiamarlo “complotto” è riduttivo e auto-screditante ) che viene perseguito in modo non dichiarato mi sembra innegabile a chiunque non voglia mettersi di proposito le fette di salame sugli occhi.

    … Da qui a voler vedere complotti ovunque, e soprattutto accreditarli ad organi che, seppur esistenti, sono del tutto riduttivi, vuol dire parzializzare e ridicolizzare il tutto, di strada ne passa … TUTTO eventualmente concorre, in modo ben concertato ed in buona parte auto-accadente, al progetto … esattamente come il pistone di un motore ( schema, struttura in cui è immesso ) non può sognarsi di andare per i cazzi propri, ma deve forzatamente rispondere al ciclo, alla logica superiore in cui è immesso: aspirazione, compressione, scoppio … con buona pace di chi vuole arzigogolarci sopra.

    La “struttura” coincide con la mente ( e questo in OGNI sistema chiuso, non solo in quello della gestione umana ) … tutto qui.

  • Giovina

    Condivido il pensiero di Ida Magli in questo articolo.

    Molta intelligenza e competenza viene esposta ovunque in merito alla situazione grave italiana, europea…. mondiale.

    Cio’ nonostante si continuano a sottolineare le spropositate ignoranze ed incompetenze dei governanti e di tutti coloro deputati, ognuno nel suo campo, a dirigere, ad amministrare: in politica, in economia e quindi nel sociale.

    Di fronte alle sofferenze tangibili degli strati piu’ deboli della societa’, una tale motivazione tanto ostentata dai critici, dalla massa tutta, e’ ben fragile e non piu’ convincibile, condivisibile.

    Potere e denaro, denaro e potere, sono “forze” che alcuni hanno e vogliono conservare ed accrescere; un potere e un denaro che non possono continuare ad avere le prerogative che hanno senza basarsi ed imporsi ad altrettanta contropartita, ossia debolezza e poverta’ di altri.


    In questo senso la “scienza” economica in se’, la piu’ perfetta e la piu’ giusta, una volta individuata, sara’ utile quanto un desiderio, una idea retorica e astratta di giustizia: chimere irrise dai polipi che muovono i burattini della politica.


    Di fronte a scenari globali, nessuna rivoluzione di popolo potrebbe aspirare al cambiamento, alla giustizia, bensi’ solo ad aggiungere altra immane sofferenza di fronte ad alleanze internazionali pronte a schiacciare, la’ dove dovessero ribellarsi, proprio i piu’ derelitti.


    La battaglia reale, inconsapevole per molti, si svolge a livelli piu’ alti, la’ dove, esprimere giusti ma sterili saperi non e’ nemmeno una goccia, ne’ una briciola per “l’assetato” e “affamato”, il quale comprende molto bene quanto fragili siano le attuali cultura e sapienza se hanno bisogno per sussistere, per imporsi, invece che del loro stesso affrancamento da un pensare astratto, automatico e preconfezionato, anche esse del codificato eterno, continuo totale sacrificio umano di moltitudini.

    Scienze politiche ed economiche, sociali, volte all’analisi e allo studio, in attesa sempre della dimostrazione, ossia in adorazione continua del mero dato, pongono in secondo piano sempre l’ideatore e l’idea, facendo il gioco di quella realta’ che tutti odiamo e subiamo.

    L’impotenza e’ causata dall’occultamento e licenziamento della potenza.
    Se l’ idea in cui crediamo di credere non produce cio’ che attendiamo e continuiamo ad attendere, e’ possibile che non sia sperimentata veramente al suo livello ma semplicemente accettata come verbo, dottrina e dogma, ossia priva della sua vita, i primi veri traditori di una idea sono i suoi fanatici, ossia i fautori della sua imposizione, con cio’ condannando ad una eterna schiavitu’ proprio coloro che vorrebbero liberare.


    E per finire, ma non in ultimo, se l’ esperienza e’ “la ragione” del dato, a maggior ragione “l’esperienza dell’ idea”, e non la sua speculazione, deve attuarsi per realizzare cio’ che tanto sogniamo e desideriamo.


    Rimane poco al nemico da conquistare per vincere la sua battaglia. Egli avanza non perche’ e’ piu’ forte, piu’ ricco, piu’ potente, ma perche’ noi abbiamo rinunciato alla vita intrinseca dell’Idea, e’ in questa rinuncia la ragione della potenza del nemico, effimera pero’ di fronte alla potenza della verita’, se conosciuta e conquistata.

    Percio’ prima del movimento delle folle, informe idea ma temibile istinto manovrabile, ognuno individualmente prima dovrebbe sperimentare la vita dell’idea per giungere poi al suo fatto e non cibarsi invece di teoria e dialettica credendole idee quando invece non ne sono che le morte forme: nessuno al di fuori puo’ farlo per suo conto, sarebbe ulteriore inganno e dipendenza da altrui pensiero per omissione del proprio.

    Il nemico non teme le masse, esse si guidano coi capi bastone.

    Il nemico teme gli Individui.

  • Mondart

    “Se potessi mangiare un’ idea avrei fatto la mia rivoluzione”, diceva qualcuno … Nel senso che a un’ idea serve comunque UN CORPO per esplicitarsi, e qui torniamo a bomba: vince sempre “la macchina”, comunque la si giri … aspirazione ( gia avvenuta ), compressione ( fase attuale ), scoppio ( fase prossima ), espulsione ( eh, guarda caso contro chi e cosa si stanno puntando gli indici e la propaganda … )

    Una macchina che solo gli architetti che l’ hanno progettata potranno, eventualmente, indirizzare in direzione “altra” da quella attuale.
    In effetti la “parte mobile” della “Mercanti e Architetti Associati Spa” è costituita proprio dagli architetti, che, volendo, potranno in futuro solidarizzare a loro piacimento con un’ altra parte sociale ( guerrieri, poeti, naviganti o santi che siano ) … ma dipenderà ESCLUSIVAMENTE DA LORO, non non possiamo farci una beneamata cippa, se non “venire agiti” ( questo sì, potremmo teoricamente evitarlo ) per introdurre la fase successiva.

  • Mondart

    Voglio dire che, comunque sia, è uno schema in cui vincerà sempre “la macchina”, comunque la si giri … aspirazione ( già avvenuta ), compressione ( fase attuale ), scoppio ( fase prossima ), espulsione ( eh, guarda caso contro chi e cosa si stanno puntando tutti gli indici e la propaganda … )

    Una macchina che solo gli architetti che l’ hanno progettata potranno, eventualmente, indirizzare in direzione “altra” da quella attuale.

    In effetti l’ unica “parte mobile”, la VARIABILE INDIPENDENTE della “Mercanti e Architetti Associati Spa” è costituita proprio dagli architetti, che, volendo, potranno in futuro solidarizzare a loro piacimento con un’ altra parte sociale ( guerrieri, poeti, naviganti o santi che siano ) … ma dipenderà ESCLUSIVAMENTE DA LORO, non non possiamo farci una beneamata cippa, se non “venire agiti” ( questo sì, potremmo teoricamente evitarlo con un atteggiamento passivo peraltro facile da eludere ) per introdurre la fase successiva. Amen.

  • Tanita

    Condivido.
    Anzi, ci avevano provato in Latinoamerica pure.
    Nonostante i disastri, la povertá, la miseria, le morti, i desaparecidos, l’appropriazione di bambini, il saccheggio, le torture, i piani neoliberali, lo smantellamento degli Stati, comunque non ci sono riusciti. Non riuscirono a fare l’ALCA, la moneta unica, non riuscirono a privatizzare le banche centrali dei nostri paesi.
    Ma l’Europa é un loro capolavoro. Sta’ ai cittadini europei rendersene conto e reagire. Oppure rimanere schiavi di quest’élite di barbari forsennati, il ché sará un gravissimo male anche per il resto del mondo.

  • Mondart

    In effetti hai individuato perfettamente la parte debole della macchina, ossia che essa per funzionare DEVE AGIRE LE MASSE … ma “rendere tutti individui fuoriuscenti da un comportamento di massa” è una teoria NON PERSEGUIBILE IN QUESTA STRUTTURA, appunto … il “potere” è proprio lì … Quandanche fosse possibile acquisire comportamenti devianti, ti prenderebbe per fame, o con la forza.

    Il fatto che la struttura sociale favorisca l’ iniquità, e non l’ uguaglianza, non è casuale, e serve proprio a creare una disparità di forze che fungono sia da “motore” stesso del sistema, che come “estrema ratio” qualora il semplice consenso inconsapevole non bastasse più. A mio modo di vedere non se ne esce, quindi, se non per volontà dei controllori stessi.

  • Mondart

    A mio modo di vedere anche l’ America Latina è parte del capolavoro, solo una fase appena più avanti rispetto a noi … diciamo pure che essa sarà il nostro prossimo destino.

  • Mondart

    Ed è nella “logica della macchina” che bisogna inquadrare il tutto, per capirlo … Ecco che anche una parte demolitoria ( Grillo o chi altri ) acquisisce un ben preciso senso se vista come “tattica di fase” utilizzata dal sistema sia per promuovere un nuovo ciclo “sfruttabile” che per avanzare di quel “tornante” necessario a conseguire il disegno a lungo termine.

    Come appunto salire un monte “per tornanti” invece che per via retta, il che non è consentito proprio dall’ ambiziosità e vastità del progetto massonico in corso.

    Approderemo alla fine ad un mondo più giusto, o ancora peggiore dell’ attuale ? Eh, questa è una bella domanda … chi sa rispondere alzi la mano.

  • Giovina

    Con questo tuo ragionamento Mondart, si puo’ invalidare tutto , persino la ideologia marxista….e tutto lo studio di questi simpaticissimi e volenterosi studenti di economia che si stanno moltiplicando per ogni dove..persino la psicanalisi tutta….e tutte le teorie….

    La simpaticissima Dana, di cui sento la mancanza, una volta mi rispose che la fisolofia non si mangia….dunque la tua risposta mi arriva scontata.
    Esiste credo un grande equivoco sulla “azione pratica” che vorrebbe questa a se’ sufficiente, dimostrazione della realta’, senza quindi la sua Idea.

    Resta la questione della sua origine, una azione senza testa che la pensi potremmo tranquillamente definirla atto di automa con pensiero cibernetico.

    Se poi dalla materia viene l’idea vorrei sapere chi e’ che pensa che la materia origini l’idea quando quella e’ occupata in quella azione, tanto per sapere che ruolo abbiamo noi in questo mondo, se obbedienti esecutori della materia o “altro”.

    Non ho inteso negare l’azione pratica in se’, bensi’ l’azione senza l’ulteriore propedeutica pratica della sua vera idea, che diversamente rimarrebbe pura astratta teoria e quindi essa stessa causa della mancata praxi.

    Per idea noi riteniamo lecita solo quella declinata in formule e manuali, in scienze diverse date, o pescate in tenebre di oceani di inconscio sacralizzato…insomma, viva il tangibile materiale, ma ben qualcuno deve sancirlo prima mi pare…..prima? ma insomma cosa viene prima?


    Tu stesso mi pare Mondart sei fautore di una ricerca all’interno dell’uomo, resta da vedere in quale posizione gerarchica posizioni inconscio, subconscio, conscio…..Io……., che’ se dall’incoscio debbo farmi dettare i rimedi per “guarire”, trasferendo e delegando e ponendo l’io in posizione passiva e quindi solo ricettiva oppure….., ma il discorso si allarga, non voglio andare fuori tema……..


    Il Manifesto di Marx per esempio….mica posso mangiarlo……….sebbene mi farebbe molto meno male di quanto l’idea ( idea? Ma che dico? ) marxista abbia fatto male ai lavoratori, li ha convinti a stare sempre in armi sulla trincea, e di essere nati solo per questo, ha promesso loro di salvarli dall’alienazione, quasi un cristo non ti pare? O un Osho…l’immagine “barbosa” di Marx puo’ bene supportare, iconizzare come fa, la dottrina, cosi’ come l’attesa della praxi giustifica l’impotenza del marxismo…..

    Meno male che Marx non credeva nella reincarnazione, se no saremmo stati costretti noi operai a essere schiavi per l’eternita’…..in lotta continua, in praxi continua..


    Ecco di chi e’ la colpa ( lo sappiamo da molto: cornuti e mazziati)……..del proletario……..che ancora non acquisisce quella coscienza di classe che a suo dire dovrebbe aver sperimentato Marx, se la consiglia…ma Marx era un operaio? Boh…che ignorante che sono….
    Ora la pausa domenicale e’ finita…..finche’ non ci toglieranno pure questa…ce lo dira’ l’accordo sulla produttivita’………un geniale summit per creare ulteriore plus valore dalla svalorizzazione del lavoro umano.

    Noi operai lo sappiamo chi siamo, uomini e donne che veniamo pagati per il nostro lavoro, parificati dunque a un fattore della produzione, ( non fattore di fattoria ) consiglio un po’ di paziente analisi e meditazione di questo concetto, e Marx ha fondato su questo il suo manifesto, almeno e’ dato fisso e rigido di fronte al fluttuare di tutto il resto, realta’ fissa e rigida, speculare, come il pensare che la codifico’. E prego di distinguere la flessibilita’ del lavoro dal concetto rigido di fattore uomo come fattore produttivo.


    Forse altre parti non sanno chi sono o non sanno cio’ che a loro compete.
    Per questo siamo diventati tutti don chisciotte…….con tutto il rispetto per questo sito e suoi utenti.

    Scusa Mondart nulla contro di te o contro altri di sinistra, leggo tutto volentieri. Vorrei chiarire che non sono antimarxista ne’ milito nell’antimarxismo o altra corrente politica. Cerco solo di ripensare sempre da me i pensieri che si offrono….e un pensiero come quello marxista, per cio’ che nel mondo ha operato, ha urgenza di essere ripensato, perche’ non credo sia stato compreso fino in fondo

    E’ esempio eclatante di un errato processo di pensiero, meccanismo di errore invalso in tutto il pensiero occidentale, esportato a sua volta altrove. Sempre tu, ora non ricordo dove, sei risalito addirittura a Kant, appunto.
    In quanto operaia e potenziale pensatrice mi sono permessa di tentare tale ambizioso progetto, ma solo per mio utile. Poi mi interessano anche altri pensieri, quando il lavoro permette.

    O forse a un operaio non e’ sara’ dato di pensare pena il fallimento del suo riscatto……magari ci puo’ essere pero’ concesso di pregare mentre lavoriamo, si spera.

    Ciao Mondart, buona serata domenicale a tutti.

  • ilsanto

    Allora la situazione è questa: sulla terra NON c’è posto per tutti, il consumo di fossili stà distruggendo il clima ed a poco servono le scie chimiche, il petrolio sta finendo e lo sanno tutti, questo provocherà un drastico calo degli alimenti, morte per fame e sommosse, forse guerre per accapparrarsi gli ultimi barili di petrolio.
    Massimo resteremo in 2 miliardi forse meno dei 7 attuali.
    La civiltà sprofonderà e solo un gruppo di ricchi potrà sopravvivere quindi tutti ad arraffare il più possibile fregandosene del futuro che NON c’è.
    Non esistono più gli stati ne la politica ne la religione ne gli ideali ne la legge ne l’etica ne la giustizia solo i soldi, il potere e le armi.
    Auguri.

  • massi

    ammazza… e io che ho sempre pensato di essere troppo pessimista…

  • Mondart

    Ciao, ho letto con un po’ di fatica in alcuni passaggi, per cui ti rispondo per quello che penso di avere capito.

    In sostanza il mio discorso voleva dire semplicemente che: “se qualcuno non me la dice tutta, o mi dice solo mezze verità, sta facendo propaganda”. Tutto qui. Dovunque mi giri trovo solo propaganda, e nessuna verità.

    Se nessuno mi dice niente sulla CICLICITA’ che è LA REGOLA FONDAMENTALE del sistema in cui siamo immessi, beh, vuol dire che ci marcia. Tutto qui. Che si chiami Marx o Adam Smith.

    Volevo solo dire che finchè ci si ostina ad analizzare il sistema con leggi che NON SONO LE SUE INTRINSECHE, ma frutto di qualche indottrinamento indotto, non si va da nessuna parte. Ma tranquilla: non si andrebbe da nessuna parte ugualmente che non sia già VOLUTA dal sistema stesso, e questo proprio per le ragioni che porti: ricatto sociale, mancanza di mezzi, che tengono la gente ben ferma al loro posto: è il pistone del mio esempio che non può far altro che seguire le leggi del motore.

    Tutto inutile dunque ?? Forse no, in quanto assieme ad una LENTISSIMA evoluzione strutturale che il sistema implementa da sè ( non a caso parlo di FABIANESIMO, socialismo fabiano, o Fabian Society che dir si voglia ), si cerca parallelamente una evoluzione della maturità, della coscienza appunto “di massa”, vedi internet …

    Ma anche qui VENIAMO AGITI, in quanto i TEMPI di questa evoluzione, lenta e faticosa, vengono pur sempre STABILITI DALL’ ALTO … qualche briciolo di verità, giusto quanto basta a mettere in moto il nuovo ciclo storico-sociale.

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    Se non sono stato chiaro ( e sto parlando sinceramente, intendiamoci ) fammi pure delle domande più precise, in modo da poterti rispondere in modo più preciso … fermo restando che, ovviamente, si tratta solo dell’ idea che io mi son fatto.

  • Mondart

    TUTTE BALLE … Questa giostra va avanti almeno da qualche secolo, quando le cose da te citate erano ancora aldilà dal venire …

  • Jor-el

    Il risparmio è l’origine di tutti i mali.

  • Allarmerosso

    mm attenzione , anche il contadino risparmiava , faceva provviste … detta così può essere fraintendibile la frase.

  • Allarmerosso

    Lo fanno perchè si sentono superiori nel decidere quello che l’umanità deve diventare e perchè a loro avviso loro sono gli unici che sanno ciò che va fatto perchè ciò avvenga …

    I politici , perchè ? mmm ne dubito alcuni li accuseranno e scompariranno nel dimenticatoio , qualcuno forse verrà ucciso inspiegabilmente in qualche incidente , altri verranno fatti passare forse per eroi infamando qualche ex collega e finiranno sulle magliette di qualche adolescente nel 2035 ….

  • Giovina

    Quel che ho voluto dire esattamente e’ che una fase Individuale e’ da farsi autonomamente, nessuno puo’ renderci tali, ossia liberi e indipendenti nel pensare. Forse esterne pero’ possono impedircelo, ma questo necessariamente non e’ un impedimento al primo assunto.
    Cio’ non inficia le responsabilita’ esterne e altrui.
    Altro punto essenziale che ho voluto sottolineare – e mi scuso per la mia prosa e prolissita’ che ti rendono dubbia l’interpretazione delle mie parole, e’ che partendo dal salario o condizione di risorsa umana come fattore produttivo, non si potra’ mai evitare che sempre per prima sia l’uomo a soffrire delle disfunzioni sociali.
    Garantire un minimo di sussistenza dignitosa all’uomo, che gia’ la natura offre al suo primo vagito…..sgancerebbe il meccanismo di dipendenza dal logico rischio di sfruttamento.
    L’attuale “politica” dell’europeizzazione economica proprio adesso ci sta mostrando quanto gli interessi si stiano concentrando sulla forza lavoro, disoccupata, licenziata e sui luoghi di lavoro.
    Non ci sono parole per descrivere questo…..abominio.

  • Allarmerosso

    Scusa non capisco questo tuo girare intorno alla questione , quasi ti faccia paure dire che ciò che dice la magli è vero ma però …

    Cambi il termine , ok è autoscreditante e te la passo anche il senso è lo stesso però.

    “Che esista un “progetto” ben preciso che viene perseguito in modo non dichiarato mi sembra innegabile a chiunque non voglia mettersi di proposito le fette di salame sugli occhi.”

    Quindi su questo concordi con quanto detto nell’articolo.

    “.. Da qui a voler vedere complotti ovunque, e soprattutto accreditarli ad organi che, seppur esistenti, sono del tutto riduttivi,vuol dire parzializzare e ridicolizzare il tutto”

    Ovunque non vuol dire nulla , un progetto è composto da una serie di azioni che se servono a realizzare un “progetto” non dichiarato saranno azioni altrettanto sospette.
    Di ridicolo non c’è assolutamente nulla se non le persone che rendono tali , questi argomenti, con superficialità derisione e denigrazione spicciola.

    I luoghi che tu stesso ammetti esistano sono sedi in cui si ritrovano persone ben precise , con intenti ben precisi e i cui risultati sono sotto gli occhi di (tutti) , se poi ti riferisci a chi agisce inconsapevolmente quello è un discorso differente l’utile idiota è sempre esistito e fa parte della macchina creatrice del progetto. (se devi piazzare un auto bomba in una piazza comprerai un auto , il seplice acquistarte un auto in quel caso è un azione definibile complottistica perchè tassello per realizzare tale complotto.

    Concorre giusto termine ; ma compresa, come mi pare tu abbia fatto , la dinamica degli avvenimenti non puoi poi dire frasi del tipo ” vedere complotti ovunque ” se non perdonami ma potresti passare per contradittorio.

    con molto piacere che ti rispondo e colgo lìoccasione per porti i miei
    Saluti più cordiali nella speranza che da ciò possa nascere nel caso una discussione costruttiva per tutti.

  • Allarmerosso

    Più giusto per chi reputa giusto ciò che accadrà , peggiore per chi reputa peggiore ciò che accadrà.

  • Mondart

    E’ vero ma troppo parziale. E siccome la parzialità coincide guardacaso SOLO con l’ aspetto “consumabile e sacrificabile” dell’ INTERO sistema, e con icone abusatissime e troppo riduttive, ergo correggo in: “è vero, ma anche questa non è che propaganda”.

  • gm

    A giudicare dai membri del Bilderberg citati nell’articolo della Magli (Beatrice d’Olanda, il principe Constantjin, Sofia di Spagna, Philippe del Belgio, David Rockfeller, Filippo di Edimburgo, Mario Draghi) , a parte Rockfeller e Draghi, sembrerebbe quasi di assistere alla restaurazione del vecchio potere monarchico!

    La Magli afferma sconsolata che abbiamo perso lo stato, la moneta, la patria, un valore collettivo in cui credere, un futuro e ne attribuisce la responsabilità, oltre alla complicità dei politici, ai banchieri e al Bilderberg.

    Non è proprio così perché quelli citati non sono altro che i terminali di una “mente politica” che ha sede in Usa e che, chissà mai perché, la Magli non cita mai.
    Obama (intendendo con questo nome tutti i centri di potere Usa) è la mente politica piuttosto che banchieri, re e principi.
    Si dirà: “che differenza fa se è Obama o la Merkel? Se è Obama o sono i banchieri? Chiunque sia il vero responsabile, usciamo almeno dall’euro!”
    La differenza è che anche uscendo all’euro (piuttosto che anzitutto dalla Nato), specie con una classe politica imbelle e sempre pronta a prostrarsi davanti alla bandiera a stelle e strisce, passeremmo semplicemente dalla padella (indiretta) della Merkel alla brace (diretta) di Obama … in altri termini non riacquisteremmo neppure un briciolo di quella “sovranità” alla quale aspira la Magli, salvo rimettere in moto le stamperie della banca d’Italia … ma secondo i ritmi decisi dal vero padrone.
    La ragione vera della perdita di sovranità, non solo dell’Italia ma dell’ Europa intera e, in particolare, di quelli della zona euro, è che l’ Europa, con la complicità delle Merkel e dei Monti, come dei Draghi e quant’altri, è ridotta ad essere nient’altro che una pedina nello scacchiere in cui oggi si confrontano le forze geopolitiche che si oppongono: Usa da una parte, col suo codazzo di stati o pseudo-stati vassalli (quelli della Ue in primis) , e Russia e Cina (e aggiungerei l’Iran) dall’altra.
    Gli Usa hanno voluto e imposto l’euro, non la Merkel o la Bce, per un migliore controllo di tutta l’area europea.
    Ma questo la Magli o non lo ha capito o finge di non capirlo perché è molto più facile lanciarsi con cavallo e lancia contro l’euro, i banchieri e la Merkel piuttosto che contro il dollaro e Obama.
    E per agire contro questi che sono i veri nemici, oltre che uscire dalla Nato, bisognerebbe collegarsi e stringere rapporti anche economici col fronte avverso … ma questo alla Magli, che ha ancora gli incubi notturni per via di Stalin e bolscevichi, non piacerebbe. E allora non ci seccasse coi suoi piagnistei sulla perdita della patria!

  • gm

    “Il nemico non teme le masse, esse si guidano coi capi bastone.
    Il nemico teme gli Individui.”

    A me non risulta che il nemico abbia mai temuto gli individui.
    Qualunque generale se ne frega altamente degli individui e teme solo il numero e l’armamento delle armate nemiche! Tutt’al più ci aggiunge il “morale delle truppe” e affermazioni del tipo di queste riportate non servono certo ad alzarlo.
    Da dove, poi, ricavi queste affermazioni chi le fa, non è dato sapere.
    Forse le ricava solo dal suo bisogno personale di “mettersi in pace” col mondo, o semplicemente dalla propria rassegnazione, oppure dalla incessante propaganda ideologica della classe avversa a cui di sicuro piace tanto l’individualismo per la cui diffusione gode di vaste schiere di “filosofi”, “economisti”, “storici”, “psicologi” …

  • Mondart

    Ok. E pienamente d’accordo che un salario minimo di sussistenza basterebbe da solo a raddrizzare tante cose … del resto è quello che NON SI VUOLE, semplice: la disparità è voluta, non è uno sbagio, non è frutto di mancanza di risorse, non è frutto della sovrappopolazione, non è frutto della mancanza di lavoro … che sono TUTTE BALLE.

    Quanto alla “fase individuale”, accetta questo consiglio: pensa al “Sistema” non con i libri di Storia … pensalo come un motore a scoppio, una delle macchine che usiamo tutti i giorni, che in quanto “sistema” appunto deve prevedere e regolare OGNI FORZA al suo interno, e nel quale è esclusa ogni possibilità di modificazione esterna, pena appunto il non funzionamento della macchina stessa … e allora si cominciano a capire un po’ di cose in più, anche quelle che nessuno verrebbe a confessarti ( in quanto tutti, più o meno consapevolmente, “parte” del sistema stesso ).

    Il motore è il ciclo del debito, l’ impianto di raffreddamento è il convoglio del dissenso, l’ impianto elettrico sono i media … TUTTO serve, e tutto concorre, al funzionamento della stessa macchina, non ci sono forze che puntano all’ esterno di essa.

    Poi c’è una carrozzeria ( struttura sociale che può variare, senza variare il cuore della macchina ), ci sono dei passeggeri ( l’ intellighenzia di intellettuali, politici, amministratori, ecc. ) e un autista.

    Il “popolo” viene messo nel serbatoio e usato come combustibile per l’ intero sistema. Ora, qual’è l’ unica variabile veramente INDIPENDENTE di tutto il sistema ?? E i passeggeri hanno vantaggio a cambiarlo ? L’ unico che avrebbe vantaggio a cambiarlo, guarda caso, “non ha corpo” essendo solo materia combustibile e primo consumabile di tutto il sistema … E quindi torniamo a bomba.

    “Va beh, ma allora cosa possiamo fare ?” mi dirai … Ben poco, ma almeno possiamo piantarla di berci la loro propaganda che è l’ OSSIGENO che unito al carburante permette la combustione, e dà forza motrice a tutta la macchina. Le cose vengono complicate apposta per non far capire quanto in realtà siano semplici, e sempre apposta veniamo indotti a cercare motivazioni “fuori” dalla macchina, per non farcene comprendere il funzionamento.

  • Mondart

    Ancoraq agli Usa sei rimasto ?? Fai un reset, che è meglio.

  • Mondart

    Sì invece che il nemico teme gli individui, in quanto esseri pensanti autonomamente e quindi non indirizzabili tramite la propaganda.

    Tu, per esempio, credi ancora “fideisticamente” che TUTTO sia causato dagli Usa, il che è propaganda bella e buona: non dico non sia vero, ma è un modo parziale di intendere una più vasta dinamica. Gli Usa sono certamente IL VETTORE oggi usato da una mente e un progetto “altro”, che quando gli Usa avranno terminato la loro funzione unificatrice dell’ Occidente non esiterà a “sacrificarli” come nazione ( esattamente quanto sta ora avvenendo da noi ) per procedere ad un’ unificazione superiore. Le conferme pratiche sono infinite, basterebbe volerle vedere invece di girarsi dall’ altra parte.

    Che vantaggio sta traendo la “nazione” Usa ? Perchè la sua economia interna viene distrutta e le forze produttive esportate in Cina ? Favorie il “nemico” è uno strano comportamento per una volontà imperiale, n’ est-ce pas ??

    La “Nato” chi la muove ? Gli Usa, o non piuttosto la “comunità occidentale” ?? Perchè l’ “Oriente” continua a non reagire ? … Dai, prova a dare qualche risposta che sia coerente con la tua tesi …

  • gm

    io invece credo che quello che deve aggiornarsi sei proprio tu che, probabilmente, dai una lettura tutta economicistica o, magari, freudiana della crisi.
    Comunque, la prossima volta, se non sei d’accordo, anziché fare battute piuttosto sceme e anche poco originali, esponiinvece le tue idee critiche!

  • gm

    “Sì invece che il nemico teme gli individui, in quanto esseri pensanti autonomamente e quindi non indirizzabili tramite la propaganda.

    Infatti gli “individui” attuali non sono indirizzati dalla propaganda, vero Mondart?
    Secondo: il fatto di mettere al centro di una politica di cambiamento le “masse popolari” (non solo loro naturalmente, come ho ripetutamente detto anche in altri miei commenti) non significa negare le individualità dei singoli componenti di queste masse. Non vedo perché si debba insistere con questo logoro argomento per cui chi si rivolge alle masse è solo un furbacchione o un propagandista che vuole utilizzarle per i suoi scopi salvo poi buttarle nell’immondizia.
    Anche se i tentativi rivoluzionari storici di rendere le masse protagoniste della storia sono sostanzialmente falliti lasciando il posto ad oligarchie autoritarie questo è dipeso da una serie di fattori concreti su cui evito di prolungarmi anche perché dovrebbero essere abbastanza noti, oltre che da errori teorici come quello, ad es., di aver posto in primo piano lo sviluppo delle cosiddette “forze produttive” anziché il cambiamento dei “rapporti di produzione” in modo da fare delle masse, o se si preferisce, degli individui che la compongono, i protagonisti veri del cambiamento.
    Perciò, chi , ad es., ama attribuire i grandi misfatti storici al carattere “criminale” o “furbesco” di questo o di quell’altro in realtà dà una lettura interessata e del tutto superficiale degli avvenimenti trascurando il fatto principale che ciascun uomo, compresi quelli che sono al potere, sono “maschere” di rapporti materiali e sociali ben definiti all’interno di un dato paese e che sostanzialmente condizionano il loro comportamento. Hitler, mussolini, stalin, chi lanciò le bombe atomiche sul giappone, napoleone o giulio cesare non erano “criminali” ma erano un prodotto e l’espressione di ben definiti rapporti materiali e , perché no, anche culturali, esistenti nei loro paesi e nella loro epoca.
    Chi, come gli storici “borghesi”, legge la storia solo mettendo al centro questo o quell’individuo non fa che opera di mistificazione e di “propaganda borghese” la quale, proprio perché ha, e non può non avere, terrore (oltre che, naturalmente, disprezzo) delle masse deve necessariamente negare l’esistenza dell’ “altro” (le masse) frantumandolo, anzi atomizzandolo, in una serie indefinita di innocui “individui”.
    Non mi sembra che la rivoluzione francese o americana o qualsiasi altra rivoluzione sia stato frutto di “individui” piuttosto che di larghe masse che, a torto o a ragione, hanno seguito quegli individui. Ma questi ci sono riusciti non perché particolarmente intelligenti o furbi o criminali ma per il semplice fatto che le loro idee e i loro programmi corrispondevano sostanzialmente sia alla loro classe di appartenenza (ad es., la borghesia capitalistica americana) sia a quanto volevano anche le masse alle quali si rivolgevano.

    ”Tu, per esempio, credi ancora “fideisticamente” che TUTTO sia causato dagli Usa, il che è propaganda bella e buona: non dico non sia vero, ma è un modo parziale di intendere una più vasta dinamica.
    Che vantaggio sta traendo la “nazione” Usa ? Perchè la sua economia interna viene distrutta e le forze produttive esportate in Cina ? Favorie il “nemico” è uno strano comportamento per una volontà imperiale, n’ est-ce pas ?? “

    Tanto per cominciare se, come tu dici, è “in parte vero” che quello che succede è causato dagli Usa, dovresti dire che la mia è “propaganda” solo in parte.

    Riguardo al resto:
    Ogni crisi del sistema capitalistico e, quindi, anche la crisi attuale, è per il sistema stesso nient’altro che l’occasione periodica di ristrutturare i suoi rapporti interni (rispetto ad altri capitalisti e rispetto alla forza lavoro) tanto quanto quelli internazionali (rispetto ad altri paesi concorrenti).
    E’ ovvio che questa crisi comporta in qualsiasi paese, compresi quindi gli Usa, distruzione o ridimensionamento di forze produttive, cioè di settori capitalistici a favore di altri che rappresentano sempre una forma più avanzata di produzione (quella odierna è incentrata, almeno nel paese dominante, sulla cibernetica, la genetica, l’industria spaziale, la robotica piuttosto che sulla “meccanica” , il tessile o via dicendo..
    Quanto al perché della delocalizzazione della produzione Usa in Cina, intanto direi che non sono solo gli Usa a delocalizzare, in secondo luogo mi sembra davvero strano che un Mondart che conosce tanto bene le “leggi interne” del meccanismo mi faccia una domanda del genere. Il fenomeno della “delocalizzazione” non è di oggi ma c’è sempre stato anche se oggi avviene con intensità maggiore rispetto al passato per effetto della cosiddetta “globalizzazione”.
    Ogni nazione capitalistica “delocalizza” per 2 ragioni: la prima è evidentemente la convenienza economica di sfruttare una forza lavoro a basso costo (questo è il caso della forza lavoro cinese o di paesi analoghi), la seconda ragione può invece essere più politica: quella cioè di meglio inserirsi nella vita interna di un paese condizionandone, proprio dall’interno, le scelte (questo, ad es., è stato il motivo per cui obama ha voluto e permesso l’acquisizione della Crisler da parte della Fiat (e, non a caso, il signor Marchionne, pur tra una porcata e l’altra che fa, ripete che la fiat non andrà via dall’Italia! Lo credo bene! Serve come ulteriore quinta colonna americana in Italia!

    “La “Nato” chi la muove ? Gli Usa, o non piuttosto la “comunità occidentale” ?? Perchè l’ “Oriente” continua a non reagire ?”

    Ma dimmi, ti sembra forse che la Nato è andata a bombardare la serbia, l’ Iraq, la Libia, l’Afganistan in nome della “comunità occidentale” piuttosto che e principalmente in nome degli interessi economici (petrolio) e geopolitici Usa di accerchiamento della Russia così come dell’Iran e della stessa Cina? Come mai tutte queste “iniziative” sono sempre prese dagli Usa e mai e poi mai da altri membri della cosiddetta “comunità occidentale”? Come mai, come nel caso dell’Iraq, bush, se ne fregò altamente del mancato consenso Onu e preferì fare quello che poi fece mandando i suoi eserciti e quelli di altri suoi paesi vassalli (quali, ad es. la stessa Italia)? Comanda davvero la cosiddetta “comunità occidentale” o non è piuttosto vero che comandano anzitutto gli Usa?
    Certo, a queste aggressioni hanno partecipato e partecipano anche vari altri paesi “occidentali” ma ti sembra, forse, che i veri decisori di tutte queste manovre siano i francesi o gli inglesi piuttosto che gli Usa?
    Quanto alle mancate reazioni dell’”oriente”, in parte esse dipendono proprio da quei condizionamenti economici interni che sono un effetto non secondario delle “delocalizzazioni” , in secondo luogo dipendono dalla ovvia constatazione di una permanente loro debolezza di forze rispetto alla molto più potente bestia americana! Ciò nonostante, anche se non c’è da farsi molte illusioni per il futuro, riguardo a Siria e Iran mi sembra che almeno per il momento sia evidente il tentativo tanto russo quanto cinese di mettere un qualche freno ai piani egemonici degli Usa. Perciò qualche reazione russo-cinese, per quanto flebile, in realtà c’è … e spero che diventino sempre maggiori!

    “Gli Usa sono certamente IL VETTORE oggi usato da una mente e un progetto “altro”, che quando gli Usa avranno terminato la loro funzione unificatrice dell’ Occidente non esiterà a “sacrificarli” come nazione”

    Capisco che possa dire questo chi probabilmente è affascinato dall’idea dell’esistenza di una cupola mafiosa o massonica che tutto decide e ordina!
    Ma prove reali di questa presunta cupola non mi sembra che ci siano. Ci sono invece prove concrete e ripetute che gli Usa non sono affatto il vettore, ma il regista di un piano egemonico che ha già sostanzialmente unificato “l’occidente” sotto di loro riducendo gli altri stati , come deve prendere atto a malincuore anche una magli, a succursali o comparse (più o meno importanti) di quello Usa! Altro che Usa buttati al macero! Sono loro che stanno buttando al macero gli altri paesi … non parliamo poi dell’Italia per la quale ci sarebbe solo da versare fiumi di lacrime per come siamo stati ridotti e per come lo saremo ancora peggio in futuro.

  • Mondart

    La cupola ? Sta sulla faccia nascosta della Luna, parbleu …

    La Francia ( nazione ) rimane Francia ( nazione ) sia prima che dopo la Rivoluzione Francese. Ma i “rivoluzionari”, mentre preparano il loro colpo di stato, a che “nazione” appartengono ? Stanno agendo in nome della “nazione” Francia ?

    E non si ritrovano forse sulla faccia nascosta della Luna a complottare tra loro e ordire i loro piani ? … Strana tanta ingenuità da un così fine intenditore di geopolitca …

  • Mondart

    VOGLIO DIRE che in una fase di “stato nascente” ( che si concretizzi come nuova entità geografica o solamente politica ) è preferibile chiamare le cose col loro nome … sennò rischiamo di arrivare al paradosso, logico e storico, che “La Francia ha fatto la rivoluzione contro se stessa” … Chiaro, no …

    Oggi si ripete la stessa cosa: il sopravvento di una precisa fascia sociale che si sta dando un’ organizzazione nascente. Una classe i cui interessi esulano e superano quelli della “nazione” America.

  • Mondart

    Certo: un po’ di frequentazione di Freud non farebbe che bene per capire tante cose … che la crisi non è che è un’ idea indotta, per esempio, e che chi vuole adescare “la massa” per la sua rivoluzione dovrebbe perlomeno astenersi dal trattarla da pirla, dall’ insultarla, e dal compararla a mosche e quant’ altro …

  • Tanita

    Magari lo fosse! Mo non lo é.
    In Sudamerica si parla apertamente dei media di regime, si stimola la partecipazione dei giovani, si smascherano gli “inciucci” tra il potere Giudiziario e i mainstream corporativi, tutto é in revisione.
    In Sudamerica le banche centrali appartengono agli Stati. In Sudamerica, con poche eccezioni, si statizza, non si privatizza. E cosí via.
    Ma non vedo nell’orizzonte prossimo dell’Europa niente di simile. Anzi, oggi appare piú probabile la costruzione totalitaria degli “Stati Uniti d’Europa”. Purtroppo.

  • Mondart

    La Francia ( nazione ) rimane Francia ( nazione ) sia prima che dopo la Rivoluzione Francese. Ma i “rivoluzionari”, mentre preparano il loro colpo di stato, a che “nazione” appartengono ? E stanno forse agendo in nome della “nazione” Francia ?

    VOGLIO DIRE che in una fase di “stato nascente” ( sia che si concretizzi come nuova entità geografica o solamente politica ) è preferibile chiamare le cose col loro nome … sennò rischiamo di arrivare al paradosso, logico e storico, che “La Francia ha fatto la rivoluzione contro se stessa” … Chiaro, no ?

    Oggi si ripete la stessa cosa: il sopravvento di una precisa fascia sociale che si sta dando un’ organizzazione nascente. Una classe i cui interessi esulano e superano quelli della “nazione” America, e non sono affatto GIURIDICAMENTE coincidenti con la stessa. Quindi piantiamola con questa insulsa insistenza.

  • mincuo

    Come sempre tutti sono appassionati e tutti, compresa la Magli, danno interpretazioni che hanno un fondo di verità.
    Ma senza cercare complotti e sigle fantasiose basta vedere chi ha le cose. Semplice in apparenza, ma complicatissimo nella realtà, e per nulla accessibile facilmente, anzi.
    Di quello non hanno mai conoscenza le persone, e non a caso.
    Ma le cose stanno nei portafogli di gruppi e persone precise, non tantissime, da decenni, e hanno 4 direttrici storiche strategiche principali: energia, armi, commodities e media e una poi più importante ancora nel senso che controlla in parte queste partecipazioni e tante altre industriali e sono le banche, gli hedge funds ecc…
    Non sono nate ieri queste cose. 80 anni fa erano quasi uguali, 150 abbastanza uguali.

  • gm

    Più che Freud (di cui credo di aver letto poco o niente) ho frequentato abbastanza un suo allievo: Reich … spero che basti per superare l’esame.
    Per il resto che scrivi, credo che sei vittima di uno scambio di persona perché non sono certo io a insultare quotidianamente le”masse” anche comparandole a “mosche”. Comunque devo spezzare una piccola lancia a favore di chi (G.Freda) ha parlato di mosche. Anzitutto, in realtà si riferiva alle mosche “grilline” e non alle masse in genere. In secondo luogo ha scritto che secondo lui le “masse” proprio non esistono neppure e, quindi, non può averle offese.
    Quanto alla rivoluzione, nessuno obbliga le “masse” a farla, se così preferiscono. Qualcuno, anche qui sopra, manifesta spesso il timore che i soliti “intellettuali” di sinistra – o, comunque, marxisti – tenderebbero a strumentalizzare le masse per i loro fini. Forse confondono con i marxisti gli pseudo intellettuali borghesi e venduti dell’area PD – o, comunque, ex Pc – i peggiori veri opportunisti che io conosca. Francamente non mi sembra che altri, tipo Marx, Enghels, Lenin, Mao, Castro abbiano mai strumentalizzato un bel niente e nessuno. Hanno semplicemente agito secondo le loro convinzioni e nel tentativo (poi forse mal riuscito o fallito del tutto) di dare ai loro popoli condizioni di vita migliori sia in senso materiale che “spirituale”.
    Spesso ho avuto modo di constatare che i peggiori opportunisti e strumentalizzatori sono proprio quelli che accusano altri di esserlo (nessun riferimento a mondart, sia chiaro).

  • bambademo

    Il problema per noi persone-individui si chiama Sistema. Questi tizi del BilderBerg sono solo schermi o pagliacci di turno. Provate a guardare dietro questi pseudo gruppi e vedrete come tutto questo scandalo assomiglia molto ai pettegolezzi delle comari di paese. Lo dico perché non risolvete o spiegate assolutamente niente. O forse pensate che un Daghi un Monti Un Napolitano non possano essere sostituiti immediatamente come anche tutti gli integranti del BilderBerg? Credete che questi cambiamenti davvero potrebbero influire nel Sistema? Cambiarlo? Suvvia….

  • gm

    Mondart ha scritto:
    “La Francia ( nazione ) rimane Francia ( nazione ) sia prima che dopo la Rivoluzione Francese. Ma i “rivoluzionari”, mentre preparano il loro colpo di stato, a che “nazione” appartengono ? Stanno agendo in nome della “nazione” Francia ?

    E non si ritrovano forse sulla faccia nascosta della Luna a complottare tra loro e ordire i loro piani ? … Strana tanta ingenuità da un così fine intenditore di geopolitca …

    VOGLIO DIRE che in una fase di “stato nascente” ( che si concretizzi come nuova entità geografica o solamente politica ) è preferibile chiamare le cose col loro nome … sennò rischiamo di arrivare al paradosso, logico e storico, che “La Francia ha fatto la rivoluzione contro se stessa” … Chiaro, no …

    Oggi si ripete la stessa cosa: il sopravvento di una precisa fascia sociale che si sta dando un’ organizzazione nascente. Una classe i cui interessi esulano e superano quelli della “nazione” America. ”

    ———————————————————————————-

    Io replico:
    Fu la larga maggioranza del popolo francese – e , quindi, non dei “complottisti” o “golpisti” – a fare la rivoluzione francese contro un’infima minoranza di nobiltà feudale francese. Una parte della francia (quella maggioritaria) si rivoltò quindi contro un’altra parte della francia (quella minoritaria).

    Perciò, sebbene i giochi di parole non mi appassionano, si potrebbe anche considerare nient’affatto assurda l’affermazione che la francia fece la rivoluzione contro la francia. Ma io preferirei dire che la francia cambiò pelle … cosa che, se non sbaglio, qualche volta avviene anche in natura.

    I rivoluzionari francesi (il popolo francese) non furono, quindi, come si vorrebbe dare a intendere riguardo poi anche agli Usa, qualcosa di diverso “che esulava e superava i limiti della nazione” francese ma qualcosa che nasceva dalle viscere della stessa francia e che rimase, anche dopo la rivoluzione, parte integrante della stessa nazione francese senza “voli pindarici” verso qualcosa di “non francese”.

    Allo stesso modo, gli interessi delle forze capitalistiche dominanti che agiscono in Usa non esulano affatto né superano quelli della nazione “america” ma sono interessi di una parte integrante del sistema Usa e quella parte rimane a tutti gli effetti “americana” … anche se, per i suoi agganci internazionali, a qualcuno potrebbe sembrare che quella parte si è elevata in una qualche monadica sfera “sovranazionale” .

    Quando qualche top manager , mi sembra che fosse della IBM, una volta disse che la loro impresa multinazionale era “sovranazionale”, intendendo dire che era al di fuori e al di sopra, cioè, di qualsiasi singolo stato e della stessa america, qualche altro gli rispose: “se e quando capiterà che i cinesi vi sequestreranno le aziende, evitate allora di chiedere l’intervento delle portaerei americane”. E’ chiaro il concetto?

    Da quanto già detto , si capisce già che naturalmente io non vedo nessuna “precisa fascia sociale che si sta dando un’organizzazione nascente” quasi fosse, anzi sarebbe di sicuro, un qualcosa che vaga in qualche eterea dimensione al di sopra di tutti e delle stesse nazioni.
    In queste affermazioni, che pretenderebbero di essere presunti aggiornamenti di retrograde analisi sul capitalismo, mi sembra di sentire echeggiare addirittura le tesi di un Tony Negri il quale ritiene che gli Stati praticamente non esistono più.

    Oggi va tanto di moda parlare di “globalizzazione”, di “classe dominante globale” che si sarebbe emancipata dagli Stati stessi per dominare tutto e tutti coi loro progetti “mondiali”.
    Tuttavia sulle portaerei Usa continuo a vedere la bandiera a stelle e strisce e non quella di questa presunta “classe globale” e continuo anche a vedere che quelle portaerei si muovono per difendere anzitutto e soprattutto interessi americani e non quelli di una qualche “classe dominante globale” … il che non significa che le varie classi dominanti o frazioni di esse nei vari stati non possano avere progetti condivisi.
    In questo senso e solo in questo potrei parlare anch’io di “classe globale”.
    Ma non si tratta di “classe” bensì di un insieme di Stati in cui prevalgono, almeno in una certa fase, delle forze capitalistiche che hanno un qualche progetto comune. In una diversa fase, in teoria quegli Stati potrebbero anche finire col cozzare tra loro piuttosto che allearsi e, allora, vedremmo la cosiddetta “classe globale” sfilacciarsi o addirittura sciogliersi come neve al sole … lasciando Mondart e i “globalisti” nella disperazione!

    Inoltre, a meno di voler restare imbambolati a mirarla, bisognerebbe anche cercare di capire e di dire chi davvero comanda in questa “classe globale” o, meglio, chi comanda tra i vari Stati che sono presenti in essa e che sono d’accordo fra di loro.
    E se per caso risultasse che a comandare fossero soprattutto gli Usa, allora, senza tanti giri di parola, dovremmo dire con franchezza che i padroni veri sono gli Usa! Invece, no! Dobbiamo inventarci , anzi si inventano e ci propinano, cose un po’ originali e a effetto, parlando di una fantomatica, nebulosa e inafferrabile “classe globale” per nascondere il dato reale che c’è qualcuno che comanda, qualcuno che comanda molto meno e qualche altro che non comanda praticamente niente … tutto da buoni servitori del padrone che non ci tiene ad apparire come “padrone” ma tutt’al più come “nazione leader”!

    Esistono gli Stati non la “classe globale”!
    Ed esiste un capitalismo Usa , uno tedesco, uno russo, uno cinese, uno francese o inglese e via dicendo.
    E ci sono Stati più forti e potenti (tipo Usa) , altri Stati che sono loro vassalli (tipo Inghilterra, francia, germania)e altri Stati ancora che sono a loro asserviti (tipo Italia) .
    La politica europea non è decisa tanto a bruxelles quanto a washington. L’euro non l’ha voluto tanto la merkel o la BCE quanto gli Usa. La crisi attuale solo apparentemente è crisi finanziaria indotta dai banchieri quanto piuttosto una crisi politica insorta per il fatto che ci sono nuovi soggetti statuali (russia, cina, iran in primis) che in qualche modo stanno mettendo in discussione il predominio Usa e questi, naturalmente, si difendono anche scatenando crisi economiche, ristrutturandosi industrialmente, comprimendo al massimo grado possibile o eliminando più o meno totalmente il welfare, occupando regioni di interesse energetico, stringendo le fila (e il collo) dei loro alleati o delle loro “province”, per meglio utilizzare il tutto nei futuri e prossimi scontri a livello mondiale.

    Chi parla di una “nascente classe globale” non fa che agitare un fantasma per distogliere l’attenzione dal vero e concreto nemico principale a livello mondiale che è ben piantato coi piedi per terra negli USA.