IL GOOFYNOMISMO COME STRIPTEASE NARCISISTICO E CASTRANTE

IL GOOFYNOMISMO COME STRIPTEASE NARCISISTICO E CASTRANTE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org



Lo striptease è la danza, forse la più originale del mondo occidentale contemporaneo, dice Jean Baudrillard. E’ una danza seducente, è la celebrazione autoerotica da parte della donna del proprio corpo, che diventa così desiderabile. Miraggio narcisistico, sostanza di tutti i gesti, gestualità di carezze che avvolgono il corpo, stigmatizzato come oggetto fallico. È una masturbazione sublime: denudare, carezzare, fino a mimare il piacere supremo. I gesti sono quelli dell’altro, del partner sessuale, ma di colpo quell’altro è escluso, perché lei si sostituisce a lui e si appropria dei suoi gesti.

La striptease/girl infatti è una dea, una divinità che non prende nulla e che non dà nulla, vive in una perfetta trascendenza assolutamente lontana, indifferente ai desideri degli astanti, estranea ai loro sogni, danza appagata di se stessa, e il suo corpo emerge come effigie fallica al ritmo della musica. Non è quindi un gioco di spogliamento di segni verso una “profondità” sessuale, verso la “verità nuda”, ma al contrario un gioco di costruzione di segni, esibizione minuziosa di un senso differito, che mima la “perdita” e la “castrazione”.

Lo striptease dunque non è l’offerta generosa del proprio corpo agli altri, ma esattamente il contrario, è un processo di castrazione, dietro i veli che cadono a terra non c’è il corpo nudo della donna che si offre alla soddisfazione del desiderio, ma il corpo che è appagato di se stesso e quindi esclude l’altro. Tutto il comportamento occidentale, che sbocca in una coazione realistica vertiginosa, è affetto da questo strabismo della castrazione: sotto l’apparenza di ricostruire il “fondo delle cose”, si guarda incoscientemente sul vuoto. (Jean Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte).

Un esempio evidente di “striptease narcisistico” è il “goofynomismo”, diramato da alcuni anni dal Professore Alberto Bagnai, l’economista più famoso del web, il “guru” del progetto anti-euro, che dalle pagine del suo blog ammaestra e seduce le candide menti dei suoi followers adoranti, impartendo loro chiarimenti sulle gravi questioni economiche che stanno devastando il tessuto sociale e democratico dell’Italia e dell’intera Eurozona. Ma l’operazione di Bagnai, alla luce dell’analisi di Baudrillard, appare più come castrazione di senso che come generoso disvelamento di conoscenze, al fine di un riscatto politico che parta dal basso della società, per la riconquista della democrazia (demos/cratos, governo del popolo).

Il suo narcisismo esasperato, autarchico e quasi autistico, divulga lusinghe di “verità” lungo le pagine del suo blog, ma in realtà sono solo verità economiche, non politiche e quindi precludono la partecipazione sociale alla risoluzione del problema politico italiano, castrano l’intervento attivo dei cittadini che frequentano il blog, che sono costretti a subirne le scelte dispotiche oppure “invitati”, non sempre serenamente, ad andarsene.

Bisogna ammetterlo, il Professore ha il merito di aver scritto un bel libro sulle dinamiche della crisi economica attuale, “Il tramonto dell’euro”, e di essere stato tra i primi a divulgare le scomode verità di questa tragica crisi, quotidianamente sconfessate dai mass media, completamente asserviti al sistema neoliberista finanziario che detiene il vero potere. Non è stato l’unico intendiamoci, però particolarmente dirompente fu un’intervista rilasciata al videoblogger Claudio Messora , dal titolo “Ce lo chiede l’Europa”.

Dunque lo Spin Professor (http://sollevazione.blogspot.it/2014/10/lo-spin-professor-di-fiorenzo-fraioli.html) appare come il “profeta dell’economia” più adorato dal web, proprio perché si è fatto carico di rischiarare già da qualche anno le menti inesperte dei suoi adepti, prive di quegli strumenti di conoscenza macroeconomica e finanziaria che permettono di comprendere le vere cause della crisi. Però ad anime un po’ meno ingenue sorgono alcuni dubbi: come mai il prof, che si dichiara così esperto in dinamiche economiche monetarie, non si è fatto sentire prima? Le origini della crisi risalgono ad un periodo precedente, che va dal Trattato di Maastricht (7 febbraio 1992), all’ingresso nel sistema della moneta unica del 2002, dunque perché il Professore non ha cominciato a denunciarne l’anomalia fin da allora? Perché ha aspettato tanto tempo?

Per esempio il Professore spesso sostiene sui suoi post che il fallimento politico totale del Sessantotto sarebbe stata la causa prima che avrebbe impedito ai piddini, eredi appunto del ’68, di rivelare le vere cause della crisi, provocata da quell’europeismo che loro stessi hanno inaugurato (Romano Prodi) e caparbiamente sostenuto fino ad ora.

Ma lo “Spin Professor” ricorda quello che è successo nel ’68? E’ vero lui non era ancora nato, data la sua giovanissima età, quindi non può ricordare, ma forse ha letto qualche testo di storia, qualche pagina al riguardo. Infatti il “pensiero forte” del ’68, a differenza del “pensiero liofilizzato” postmoderno, è stato in grado di cambiare la storia, e le rivendicazioni operaie, le contestazioni studentesche hanno dato inizio ad un periodo importante di “Riforme Sociali”, “Vere Riforme” (non come quelle fasulle e devastanti degli ultimi anni), “Uniche Riforme” socialmente vantaggiose dal dopoguerra ad oggi: Statuto dei Lavoratori, Consigli di Fabbrica, Scala mobile, Welfare State, Riforma Diritto di famiglia, Decreti delegati, Organi collegiali, Scuola Media unica, Legge sul Divorzio, Legge sull’Aborto.

Dunque “cambiare la memoria del passato” è un’operazione sempre molto rischiosa, è la stessa operazione che faceva Winston Smith nel romanzo di George Orwell “1984”, quando doveva confondere la memoria del tempo trascorso per giustificare la Dittatura del Grande Fratello. Ma il Professore perché cerca di offuscare il passato? Forse per impedire la piena e consapevole comprensione della realtà odierna? Forse perché tenta di giustificare le proprie scelte politiche e le conseguenti indicazioni date con fruediano “senso di colpa” ai suoi followers, ipnotizzati dalla “Sindrome di Stoccolma”. Seguaci e fedeli del blog, che presi da ingiurie continue, mascherate da goliardismo “all’amatriciana”, provano orgasmi multipli dinnanzi ai cazzeggi del loro “guru”. Ma nel mondo globalizzato del “pensiero scialacquato” tra i megabyte che trascorrono da un software ad un altro, la dignità è un lusso che solo pochi si possono permettere.

L’offesa infatti si fa più dura e diretta, non quando il povero “ortottero” di turno, dalla voragine abissale del suo QI, si azzarda a contestare qualche dato economico, ma piuttosto quando tocca le dinamiche oscure degli accordi politici, e soprattutto quando tocca il tasto M5S. Allora “Ipse dixit” si trasforma in un “Lupo Mannaro”, pronto a sbranare chiunque abbia osato avanzare un giudizio irrispettosamente critico. E il percorso logico è chiaramente sempre quello che aveva già indicato come consiglio elettorale in occasione delle Europee del maggio scorso. Praticando la riesumazione di un partito ormai morto e sepolto, la Lega Nord, dopo un’accurata respirazione bocca a bocca, un partito che si era distinto per aver collaborato insieme con tutti gli altri all’adesione al progetto eurocratico, firmando tutti i trattati europei e consegnando gli italiani all’euro-sistema, che li avrebbe condannati alla crisi (non firmò il Fiscal Compact, “errore”che poi ha immediatamente riscattato alleandosi con gli altri partiti).

In occasione delle Elezioni Europee infatti sfilarono sul suo blog numerosi panegirici rivolti a personaggi dell’establishment destroide, scritti direttamente in neolingua e dettati da una perfetta interpretazione postmoderna del gattopardismo più audace: Giuliano Ferrara, Mario Giordano, Gianni Alemanno, Giorgio 
La Malfa, Giorgia Meloni, Magdi Allam, Matteo Salvini … Quelli erano modelli da seguire, perché a differenza dei piddini, sostenevano l’uscita dall’eurozona. Non venne mai in mente al Professore che quei personaggi erano stati complici del grande capitale oligarchico finanziario, al fine di demolire la struttura dell’economia sociale, e per praticare l’erosione della società dei diritti e l’attacco storico alla Costituzione democratica? Come si poteva riconsegnare loro la fiducia, anche se ora si mostravano come “Salvatori della patria”? “Timeo Danaos et dona ferentes”: Temo i Danai anche quando portano i doni … (Virgilio, Eneide, Libro II).

Ma il Professore si è anche costruito con il suo impegno una fama piuttosto accreditata di “salvatore della patria”, lui dice di essere stato unicamente interessato alla divulgazione delle dinamiche economiche responsabili della crisi, ma da molte sue affermazioni, sorgono diversi dubbi sulla sua presunta “generosità disinteressate e salvifica”. Infatti quando afferma, a proposito del ’68 , le sue strane teorie, propone un’analisi politica antistorica e fuorviante, scritta direttamente in neolingua orwelliana, sostenuta altresì anche grazie al contributo di “amici come Fusaro e Barra Caracciolo”.

Alcuni esempi tratti dal blog: Alberto Bagnai, Agosto 2014 - (http://goofynomics.blogspot.it/2014/08/il-keynesianesimo-per-le-dame-e.html )“… Con questo assetto istituzionale – e con i fondi del Piano Marshall – l’Italia risalì la graduatoria delle nazioni più evolute a livello mondiale fino al quarto posto; la Lira vinse altresì il primo premio per la valuta più stabile a livello mondiale. Poi arrivò il ’68 e tutto cominciò a rotolare verso il basso; solo il debito internazionale cresceva. Tutto ciò, per dirle che, nonostante una costituzione socialista, l’economia era ai primi livelli mondiali, il proletariato si avviava a divenire piccola borghesia e il benessere era abbastanza ben distribuito su tutte le classi sociali. Dunque, le ragioni del declino furono altre: culturali prima che economiche ...”

“… L'attacco neoclassico scatenato da Milton Friedman nel 1968, al grido di "vietato vietare" (che era lo slogan del sessantottini a Chicago come a Parigi - cosa sulla quale giustamente insiste Diego...), dal punto di vista tecnico consisteva sostanzialmente nell'imporre alla professione (con l'aiuto dell'oscillazione a destra del pendolo della storia) l'idea che il modello EEG fosse corretto anche nel breve periodo ...”

“... ma anche perché qui avete potuto avviare un discorso critico sui fondamenti culturali della crisi che stiamo vivendo, grazie al contributo di amici come Fusaro e Barra Caracciolo, e grazie alla vostra e mia multidisciplinarietà. Questa non è una cosa da trascurare, perché, vedete, ormai lo avete capito: il problema è rovesciare un frame, cosa pressoché impossibile se non se ne individuano e non se ne minano i pilastri ...”

Dunque il ragionamento politico del “guru” dotato di ingegno sovrumano, sarebbe questo:


• Il Sessantotto è stato un fallimento culturale
• Gli ex68 sono i piddini di oggi
• I piddini non vogliono uscire dall'euro
• Allora è meglio andare a destra, votiamo la Lega di Salvini 


Ma affidarsi a Matteo Salvini, il “ball boy” del sistema, il raccattapalle che raccoglie consensi elettorali per poi consegnarsi direttamente alle destre, responsabili del disastro, non sarebbe l’esito più auspicabile, dunque la montagna ha partorito il topolino, il “profeta” probabilmente ha interessi e ambizioni personali ben precisi.

Intanto il giovane Con/Fusaro fa eco al Professore ad ogni occasione, il ragazzo dagli occhioni azzurri divulga ossessivamente il mantra goofynomista ovunque gli sia possibile, giornali, tv, web:

“… ho chiamato il “capitalismo edipico” post-sessantottesco, in cui al pluslavoro marxiano subentra il plusgodimento lacaniano …"

“Questa deriva cinica del godimento, avviatasi con la contestazione antiborghese del Sessantotto e con il suo rovesciamento di ogni autorità in grado di frenare l’immediata soddisfazione dei desideri sempre risorgenti, culmina nell’odierno scenario disincantato del mondo ridotto a merce …”

“ … la “Sinistra del Costume” fissa i modelli e gli stili di vita funzionali alla riproduzione del sistema dell’integralismo economico (godimento individualistico, relativismo, laicismo assoluto, abbandono dell’anticapitalismo come ferrovecchio, ecc.).”

Marx rivisitato dal ragazzo dagli occhi azzurri sembra essersi trasformato in Soros. Un Marx così a destra non l'avevo mai visto, ma del resto i “profeti della moneta” sanno benissimo che il dopo euro sarà gestito dalle destre, quindi si stanno opportunamente attrezzando... poteva accadere solo in epoca postmoderna e a contatto con lo striptease narcisistico e castrante del pensiero goofynomista.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

1.11.2014

Commenti (131)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 20 caricati
    1. MarioG 2 novembre 2014

      Lei sarebbe Fiorenzo Fraioli? E chi e' codesto Carneade?

    1. MarioG 2 novembre 2014

      Si capisce che non le piace la cosiddetta destra o il nazionalismo 'ottuso', ma non vedo come possa chiamare tradimento quello del suo ex, visto che il focus principale e' il no all'euro. Anzi, la cosa e' abbastanza naturale, visto che il fronte no euro e' tendenzialmente legato a una parte della destra, a cominciare dal FN francese. Non mi sovvengono significativi esempi di forze di sinistra no euro. Allora dica semplicemente che lei vuole seguire un'altra strada per sue posizioni ideologiche, non gli attribuisca chissa' quale rinnegamento.

    1. Rosanna 2 novembre 2014

      Ciao Fiorenzo,
      ti ringrazio di essere intervenuto, perché la tua presenza non solo è gradita, ma può essermi utile per chiarire ulteriormente la mia posizione, che è molto simile alla tua, infatti io cito il tuo articolo, nel quale avevo inserito un commento. Tu dici che : “Ciò non toglie che Bagnai, con l'ausilio della parte sciocca del followerame, di fatto depotenzia ogni possibile critica non solo filtrando legittimamente i commenti sul suo blog, ma anche spargendo nella blogosfera clamorose menzogne tese a screditare chi non la penZa come lui.”

      Ed io di questo ne sono pienamente convinta, perché l’ho provato spesso sulla mia pelle, del resto è a casa sua e fa quello che vuole. L’atteggiamento però mi sembra molto scorretto ed antidemocratico. Ma non vorrei rivangare vecchi turbamenti. Un follower di questo blog ha detto: Spero che lui non ti risponda. Ecco anch’io spero che non mi risponda, perché ricordare le offese non fa bene a nessuno. E Bagnai è piuttosto collerico e offensivo con tutti, ma in modo particolare con le donne, che lui considera candidamente esseri inferiori (se non lo dice lo fa intendere spesso).

      Non sto a dilungarmi sui motivi per cui me ne sono andata, perché l’ho già detto in uno dei commenti, e non mi interessa giustificarmi o peggio convincere gli altri. Ma quello che mi ha più offeso è stato il tradimento “politico”, perché le sue premesse interventiste per il no-euro sembravano promettere la possibilità di un riscatto politico popolare, invece le sue ultime alleanze hanno poi decisamente smentito questa opportunità.

      Quando avvengono queste svolte drammatiche nelle dinamiche storico politiche di una società, quale è la nostra in questo momento tragico, in cui si dovranno affrontare eventi economici fortemente dirompenti e traumatici, la società italiana potrebbe avere l’opportunità di recuperare una propria consapevolezza politica a partire dalle classi sociali più bisognose, per operare quella distribuzione della ricchezza e dei redditi, che potrebbe ridare vigore alla vita del paese (come è avvenuto in altre situazioni della storia italiana: Resistenza, Tangentopoli, magari non completamente riuscite).

      Invece il nazionalismo ottuso o interessato (non lo so) di Bagnai, finora ha riesumato un partito moribondo (la Lega) e ha precluso questa possibilità, la partecipazione, la rinascita. Ritengo che sia il suo più grave errore, l’essersi alleato con le destre e dunque attrezzarsi per condividere la gestione politica del dopo euro, con la solita casta responsabile delle nostre disgrazie. Questo lo considero un “tradimento politico”, perché da tecnico avrebbe almeno potuto astenersi dall’assegnare certi giudizi a destra e a manca. .

    1. Rosanna 2 novembre 2014

      @Tonguessy,

      hai ragione, non è solo "Sindrome di Stoccolma" è qualcosa di più, è "Nostalgia del Sacro", che in epoca postmoderna è venuto meno, ma chi è abituato a farsi degli infusi di ideologia, vive crisi di astinenza quando quella viene a mancare, dunque se ne deve continuamente reinventare una nuova.

      In questo il sacro è riapparso sotto mentite spoglie, la divina striptease/girl che danza, il profeta della moneta che impartisce i suoi mantra dalle pagine del suo blog, il misticismo della moneta euro, nuova divinità del mondo contemporaneo.

      L'umanità non può fare a meno del sacro, se gli dei sono morti o se ne stanno negli intermundia, la società postmoderna se li deve reinventare, andandoseli a cercare ovunque sia espresso il desiderio e la castrazione insieme, la ricerca di senso e la perdita di senso, la generosità del dono e la sua ingiuria offensiva.

      Miscela esplosiva per trasformare la spudorata assimilazione del reale nell'irreale che ci domina e ci governa. Quale possibile salvezza allora?


    1. pulpo 2 novembre 2014

      Dimenticavo: su comedonchisciotte Pulpo è Fiorenzo Fraioli.

    1. pulpo 2 novembre 2014

      Dimenticavo: Su comedonchisciotte Pulpo è Fiorenzo Fraioli.

    1. pulpo 2 novembre 2014

      Il tuo articolo può essere condiviso o meno (e io lo condivido poco), ma quello che colpisce è la reazione della parte sciocca del followerame: sia tu che io siamo descritti come due persone che lo criticano perché sono state scacciate, quindi in preda a sentimenti di rivalsa. Ora io non so quel che è accaduto a te, ma nel mio caso sono stato io a mandare affanculo il prof e a fare di testa mia.


      Ciò non toglie che Bagnai, con l'ausilio della parte sciocca del followerame, di fatto depotenzia ogni possibile critica non solo filtrando legittimamente i commenti sul suo blog, ma anche spargendo nella blogosfera clamorose menzogne tese a screditare chi non la penZa come lui. Potrei dimostrare questa mia affermazione per tabulas, semplicemente pubblicando il corposo archivio di emails private intercorse tra me e lui, ma ovviamente non posso farlo senza il suo consenso. Colgo l'occasione per sfidarlo a concedermi tale consenso: ci sarebbe da ridere.

      Il dato solare che la parte sciocca del followerame non riesce a cogliere è che Bagnai, del quale condivido molte posizioni mentre su altre sono in disaccordo, oltre che una persona di indubbie capacità (per le quali provo ammirazione e talvolta perfino invidia) è tuttavia un guitto di incredibile maleducazione.

      In tempi più civili questo non gli sarebbe stato possibile, ed egli avrebbe dovuto correggere questa sua indole o rassegnarsi a perire in uno dei tanti duelli ai quali sarebbe stato sfidato. Quanto mi piacerebbe mandargli i miei testimoni! Una levataccia all'alba risolverebbe la questione.

      Mi immagino la scena: gli lascerei sparare il primo colpo, rischiando così la mia stessa vita, solo per il piacere di puntargli la canna della mia pistola e... aspettare di sentire l'odore della merda che gli cola nelle mutande. A quel punto sparerei in alto. Non vorrei mai privare questo paese di una penna del valore di un Felice Cavallotti [it.wikipedia.org]!
    1. Merlin 2 novembre 2014

      Ricevuto forte e chiaro. La prossima volta, forse, sarò meno criptico. Ciao e grazie per la tua spiritosa risposta :)

    1. Georgios 2 novembre 2014

      Sono d'accordo che una volta esclusa la middle class il discorso della trasformazione di quella che si chiamava "alta borghesia" a "nuova borghesia postmoderna" (che poi ci metti anche la "borghesia moderna" che Fusaro chiama "classica" rendendo il discorso ancora più complicato perché non si capisce facilmente a quale borghesia ci si riferisce storicamente ogni volta) e' intuibile. In questo senso il capitale e' stato sempre in mano alla borghesia alta-classica-moderna-postmoderna-nuova-scusa se ho omesso qualche termine, ci mancherebbe.

      La cosa diventa un po' più complicata quando si considerano le alleanze di classe e i costumi (o devo dire neo-costumi o post-costumi?) che ogni parte di questa alleanze addotta. Perché la middle class (media e piccola borghesia secondo il mio caro vecchio lessico) che dovrebbe avere un ruolo chiave qualitativo e quantitativo nella lotta durante la crisi attuale che ha carattere di liberazione nazionale, non solo nella sua grande maggioranza accetta imitando "la pletora di simulacri ed eccessi che accompagna questa "nuova" borghesia (edonismo, diritti estetici quindi sessuali etc..)" ma senza capire che la sua unica possibilità di salvezza e' rifarsi "ai vecchi valori su cui si poggiava la borghesia moderna", diventa alleato acerrimo e cocciuto oltre che idiota del perpetratore del suo stesso sfacelo sociale.

      Secondo me la faccenda e' tutta qui. Non nella non comprensione da parte di Fusaro "di come le classi cambino davanti al mutamento del capitale (e viceversa)" ma viceversa nell'indirizzare i suoi messaggi alla middle class suonando il campanello d'allarme e rifacendosi a luminosi esempi di elementi borghesi anticapitalisti.

      Sia chiaro che non mi preme giustificare Fusaro o chiunque altro. Espongo soltanto la mia percezione. Anche se il discorso e' molto più lungo di 3 o 4 paragrafi di commento.

    1. Tonguessy 2 novembre 2014

      E brava Rosanna! Non mi sento di aggiungere altro alla brillante disamina, a parte un punto essenziale. Scrivi:
      i suoi followers, ipnotizzati dalla “Sindrome di Stoccolma”. Seguaci e
      fedeli del blog, che presi da ingiurie continue, mascherate da
      goliardismo “all’amatriciana”, provano orgasmi multipli dinnanzi ai
      cazzeggi del loro “guru”.


      Sindrome di Stoccolma sicuramente, ma è tutto lì? O non è piuttosto che la sinistra, dalla Bolognina in poi, abbia avviato una seria e meticolosa ricerca (recherche?) del masochismo politico? Non quindi un'analisi sulle devianze personali, ma un'indagine sulle psicosi di massa, sulle schizofrenie popolari dovute a stati allucinatori che si sommano alla necessità tutta occidentale di fidarsi ciecamente del Salvatore, colui che, tra milioni, è in grado di redimere l'umanità tutta. Mi sarebbe molto utile qui la reductio ad hitlerum, ma oggi la voglio evitare. La mia analisi invece si fonda sulla mutazione ideologica che ha investito la sinistra negli ultimi trent'anni: l'ideologia è la fiducia fin troppo cieca nel bel "sol dell'avvenir": patimenti tanti, ma alla fine ci si arriva. Quell'impianto ideologico è fortemente radicato nei piddini, eredi di chi, nel periodo d'oro del PCI, faceva affidamento su una verità assoluta: non moriremo democristiani. Ecco che arriva Renzi, con il suo passato (ma anche presente e perchè no? futuro) di democristiano DOCG. Credi che si scompongano davanti al suo curriculum? No, perchè questa è l'ideologia. Aggiungici pure che, secondo l'attuale modello sociale, ogni ideologia è tramontata (e questo mantra è diventato esso stesso un'ideologia) ed il cortocircuito fenomenico e politico è servito. Tutto ed il contrario di tutto, insomma. Senza più il sacro che la modernità gli aveva consegnato e ritrovata amplificata la necessità di un leader salvifico, l'uomo postmoderno non trova sulla sua strada che ammassi di proposte da discarica che devono ancora ritrovare quel senso di sacro che anima ogni cambiamento importante. All'estraneità come sentimento maggiormente percepito fa da contraltare l'identificazione assoluta, schizofrenica e acritica, con chiunque possa rinverdire il mito storico del Salvatore sacrificale: basta che non tocchi a lui. Obbediente accetta a capo chino l'orgasmo dell'ingiuria.

    1. Tonguessy 2 novembre 2014

      Tonguessy dice che "deve ancora essere dimostrato
      che non esiste nesso
      alcuno tra borghesia e capitale, e che le due entità procedono per
      proprio conto su separate strade". Veramente? Bisogna veramente
      dimostrare che non esiste nesso alcuno? Ma allora e' Tonguessy che "non
      ha idea di come le classi cambino davanti al mutamento del capitale".

      Può darsi che io non l'abbia capita perfettamente la trasformazioni delle classi. Ma anche fosse non c'entra un granchè. In retorica questo è un non sequitur. Tutto il ragionamento del borghese anticapitalista o del capitalista antiborghese (o qualsiasi variante possibile - o antipossibile, hmm...) si basa sull'assunto che NESSUNO vuole verificare: che la borghesia, cioè, NON detenga il capitale. Invece i fatti storici dicono l'esatto contrario: il capitale è saldamente nella mani della borghesia dalla sua creazione.
      Qualcuno si degna di dimostrare il contrario, please?
      Alla fine la borghesia sta facendo fuori la borghesia. Cioè il grande capitale (saldamente nelle mani dei vari fondi di investimento che pilotano l'odierno vietato vietare, ovvero la libera circolazione di capitali, merci ed uomini assimilati a merci - fuga dei cervelli ad es) ha deciso che è molto più proficuo abbandonare l'obsoleto fordismo (e relativa creazione del sicuro volano economico offerto dalla middle class) e investire nella speculazione finanziaria. Ogni investimento industriale richiede spesso anni prima di avere dei ricavi. Anni nei quali è possibile non ci siano guadagni. E ci possono anche essere delle perdite per investimenti sbagliati. Ad esempio Sir Sinclair, quello dello ZX, pioneristico computerino, fallì quando puntò tutto sull'auto elettrica. Un fallimento epocale.
      Soros e Buffet non hanno mai adottato il modello Sinclair, e stanno saccheggiando gli Stati con la scusa di "liberare" i mercati (in senso neoliberista). Il che significa semplicemente il disastro attuale: deregulation, sindacalismo ridotto a zero, ampia facoltà di manovra dei gruppi capitalisti di spostare, licenziare, sottoinquadrare e sottopagare i lavoratori. Nel caso ci fossero troppe garanzie ecco intervenire le rivoluzioni colorate.
      La postmodernità, vista da questa postazione privilegiata, è tutta lì, nella confusione sesquipediale scatenata dallo scontro di capitali: borghesia che faceva dell'imprenditoria manifatturiera il nucleo su cui si basava l'investimento contro borghesia che fa della speculazione finanziaria la propria ragione di esistere. I fatti dicono che sta ampiamente vincendo quest'ultima borghesia: i profitti a breve termine che le azioni borsistiche garantiscono (ma fino a quando?) fanno letteralmente a pezzi gli auspicati profitti del comparto manifatturiero.
      Ripeto, NESSUNO mi ha ancora dimostrato che il capitale stia in mani diverse da quelle borghesi (ovviamente la middle class, per quanto "borghese" possa essere, qui non c'entra).

    1. Rosanna 2 novembre 2014

      “O insensata cura de’ mortali

      quanto son difettivi sillogismi

      quei che ti fanno in basso batter l’ali!



      Chi dietro a iura, e chi ad amorfismi

      sen giva, e chi seguendo sacerdozio,

      e chi per regnar per forza o per sofismi,



      e chi rubar, e chi civil negozio,

      chi nel diletto del la carne involto

      s’affaticava e chi si dava a l’ozio



      quando, da tutte queste cose sciolto,

      con Beatrice m’era suso in cielo

      cotanto gloriosamente accolto."

      Dante Alighieri, Paradiso, canto XI


    1. Giovina 2 novembre 2014

      Rosanna scusa, ma visto che il tuo post e' cosa pubblica.... E senza la volonta' di infierire.....Mi permetto di dire la mia.
      Cosa dona questo post alla causa del grillismo che tu perori?

      Mi pare che il tuo articolo e altri tuoi commenti vari sotto non vanno minimamente a interessare il vero Bagnai.
      E' un post di puro carattere personale, tu stesso in precedenza hai accennato altrove su questo blog che ritieni di essere stata offesa da lui.
      Ti riferisci inoltre a cio' che inerisce alla sua sfera di pensiero personale, a chi vota o vuol votare, la sua esamina delle varie posizioni politiche riguardano non l'attivita' politica sua o colore che sia, quanto la ricerca della esistenza probabile di uno strumento, politico in generale, che possa comprendere le dinamiche della economia realmente, perche' fino ad oggi i vari ministeri economici deputati nei vari governi hanno solo dimostrato approssimazione, incompetenza, o forse anche impotenza, questo ai fini non di un giudizio quanto di una constatazione di caos e ingiustizia economica e quindi sociale.

      Nel titolo del tuo post usi il termine "castrante" riferito al pensiero di Bagnai.
      Questo potrebbe essere una tua percezione personale e non ha nulla a che fare con quella che e' la sua competenza e professionalita' nel suo campo.
      Mi pare che tu sia stata mossa nello scrivere da un sentimento di antipatia e di astio. Io credo che ognuno nel suo blog organizza le cose come piu' gli pare e piace.

      E per me, ma anche per tanti, Bagnai fa qualcosa di eccezionale, eccezionale nel senso di rara e utilissima, oso dire unica.
      Avra' dei limiti?
      Mica e' un padreterno. Anche se a dire il vero noi i limiti li poniamo al padreterno stesso, quindi figuriamoci che gli puo' importare a Bagnai del contenuto di questo tuo post, credo che da un orecchio gli sia entrato e dall'altro uscito, al massimo gli hai fatto tanta pubblicita', cosa di cui non ha bisogno in realta'.

      Poi stai forzando un binomio: Bagnai-Fusaro. Che secondo me e' del tutto immaginato da te.
      Ma per carita' non tiriamo di nuovo in ballo Fusaro.
      Ciao.

    1. MarioG 2 novembre 2014

      Esprimo grande apprezzamento

    1. Rosanna 2 novembre 2014

      Ma probabilmente a te sfugge che Berlusconi è responsabile quanto gli altri e ci ha decisamente traghettato in quel caos economico istituzionale in cui ci troviamo, quindi responsabili sono TUTTE le forze politiche che ci hanno governato negli ultimi 20/30 anni , o vogliamo fare lo sconto a qualcuno?

      Poi tu dici:

      "Non comprendo cosa significhi, in un groviglio di
      illazioni, sospetti e veleni profusi in una prosa elaborata e contorta,
      la frase "....Matteo Salvini, il “ball boy” del sistema, il
      raccattapalle che raccoglie consensi elettorali per poi consegnarsi
      direttamente alle destre, responsabili del disastro..."

      Perché Salvini (o la Lega) che cosa ha fatto negli ultimi 20 anni se non raccattare le palle e allearsi con Berlusconi, dato che con il suo 8/10% quale potere contrattuale potrebbe avere?

      Non può fare altro (come ha sempre fatto) che subire le decisioni dei partiti che hanno più voti e più potere.

      Per di più ti meravigli della mia affermazione? Ma la Lega non ha firmato tutti i trattati, Maastricht, Lisbona, Mes, moneta unica (tranne il Fiscal Compact, per poi allearsi con le forze politiche che l'avevano firmato)?

      Dunque di cosa dovresti meravigliarti se non che la Lega non potrà mai rispettare le promesse, semplicemente PERCHE' NON LE HA MAI RISPETTATE ...

    1. nigel 2 novembre 2014

      Articolo demenziale (mi spiace perchè la Spadini ha scritto di meglio)
      La nostra amica crede che esistano ancora destra e sinistra, mentre, per dirla con Marine Le Pen esistono un "Sopra" e un "Sotto".
      Non comprrendo cosa significhi, in un groviglio di illazioni, sospetti e veleni profusi in una prosa elaborata e contorta, la frase "....Matteo Salvini, il “ball boy” del sistema, il
      raccattapalle che raccoglie consensi elettorali per poi consegnarsi
      direttamente alle destre, responsabili del disastro..."
      Sfugge alla Spadini che Berlusconi fu eliminato (con un colpo di Stato) perchè ostile agli interessi superiori dei Mercati (e della Merkel) e che nell'euro ci hanno accompagnato con gridolini di gioia proprio PRODI - CIAMPI- ANDREATTA- PADOA SCHIOPPA ETC. che appartenevano e appartengono alla cosiddetta "SINISTRA"

    1. halnessuno 2 novembre 2014

      1) Per me non esistono i tecnici duri e puri ma esistono le persone nel loro ruolo di attori sociali. Ogni gesto anche quello più banale ha un significato politico. Mi è sempre stato chiaro il risvolto politico dell'opera di divulgazione del prof. che ha come fine quello di portare avanti istanze a favore dell'economia reale e dei lavoratori contro gli interessi del grande capitale. La differenza tra lui e gli attivisti di un movimento politico o partito è che lui vuole costruire un consenso attorno a delle idee, gli altri vogliono costruire un consenso a favore di un movimento o partito politico. In entrambi i casi si devono fare dei compromessi con chi non la pensa esattamente come te. Siamo proprio sicuri che nel M5S ci sia una convergenza di idee attorno a quello che molti di noi consideriamo fondamentale, cioè l'uscita dall'euro?


      2)Nel 2013 molti abituali lettori blog, me compreso, hanno deciso di votare il movimento 5 stelle alle politiche. Il prof. pur esprimendo le perpessità si è fatto promotore di questo. L'avrei votato comunque peché sono sostenitori sin dall'inizio di alcune sue battaglie. Ma constatai che grillo invece di parlare di euro in maniera corretta, sostenendo e promuovendo il lavoro fatto da alcuni attivisti del movimento, continuava ad esprimersi al riguardo in maniera superficiale e contradditoria.
      Per quel che mi riguarda, le critiche di Bagnai a Grillo sono solidamente argomentate e coerenti con le idee che vuole portare avanti. Capisco che ci possa essere da parte vostra un po' di risentimento in funzione anche del fatto che cercare di portare avanti dentro il movimento un po' di consapevolezza su questi temi ha significato un notevole dispendio di energie e tempo, ma il risultato fino ad adesso non è stato molto incoraggiante.

      Per me in questo momento storico la questione euro è di gran lunga la più importante. Un movimento può avere idee bellissime e condivisibili, ma se non affronta in maniera corretta il problema dell'euro non può avere il mio sostegno.
    1. cipperimerlo 2 novembre 2014

      Tesoro, se leghi l'Alpha e l'Omega comprenderai cos'è la peofobia (ammetto un refuso).

      Né giammai avrei affermato il tuo gradimento per l'amore saffico, poiché non mi compete né pertiene. (Ma, d'altra parte, i misogini si abbandonano forse al vizio greco?)

      Più che accozzaglia, infine, parlerei tosto di florilegio.

    1. Merlin 2 novembre 2014

      Hi pal. Sono Papageno. Joe Falchetto...ops, intendevo dire Merlin mi ha chiesto di risponderle. Mi occupo io delle trappole, lui è un rapace e ama altre prede ed altre modalità. Dunque stamani ho controllato la trappola e c'erano : una faraona, due uccelli paduli, un minollo ed alcuni filmati youtube. Già! ma ormai nulla di stupisce, "il mondo è fuor di sesto", come diceva un drammaturgo anglosassone. Di più non posso dirle perché le mie trappole restano attive per almeno una settimana, ed io non le preparo "ad personam" ma per tutti. Comunque si accontenti per ora e si diverta, e se non ha capito nulla va bene: in questi giorni va di moda: meno ti fai capire più sei apprezzato. Così va il mondo ;)


    1. MarioG 2 novembre 2014

      Ci mancava il Cristo politico mancato...

      Signore perdonala, perche' non sa quel che dice.

Visualizzati 20 di 131 commenti approvati.