IL GENOCIDIO ISRAELIANO DELL' ACQUA

IL GENOCIDIO ISRAELIANO DELL' ACQUA

DI ELIAS AKLEH

countercurrents.org

Il genocidio delle risorse idriche da parte d'Israele

L'acqua è una necessità per tutte le forme di vita. L'accesso all'acqua potabile è un presupposto essenziale per la possibilità di sopravvivenza di ogni comunità. I servizi igienico-sanitari, in particolare il trattamento delle acque reflue, sono altrettanto essenziali per la salute pubblica, per la difesa dell'ambiente e per le riserve idriche. Le leggi internazionali e le norme igienico-sanitarie universalmente accettate, sono state istituite per proteggere il diritto di accesso all'acqua potabile e per proteggere l'ambiente e il risparmio idrico. Nella Palestina occupata il governo israeliano sta violando tutti questi diritti, e ha trasformato l'acqua in un'arma di genocidio lento e graduale.

Molte città palestinesi in Cisgiordania e in particolare nella Striscia di Gaza devono affrontare la carenza cronica di acqua potabile. Le comunità rurali sono virtualmente prive di acqua e dipendono soprattutto dalle forniture assai costose delle cisterne d'acqua.

Nelle principali città i Palestinesi hanno accesso a una media di soli 70 litri d'acqua per persona al giorno per uso domestico e igiene personale, molto meno rispetto alla quantità minima raccomandata di 100 litri da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nelle aree rurali i palestinesi sopravvivono con 20-30 litri di acqua per persona al giorno, mentre le limitrofe colonie illegali israeliane (insediamenti), costruite su terra palestinese sottratta, godono di illimitata e costante fornitura di acqua sia per uso personale che ricreativo (piscine, parchi e giardini). È stato stimato che il 44% dei bambini palestinesi nelle zone rurali soffrono di diarrea – la maggiore causa di morte dei bambini sotto i 5 anni nel mondo a causa della scarsa qualità dell'acqua e degli standard di igiene.

Secondo la UNHRC (L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati – n.d.t) "gli Insediamenti Israeliani beneficiano di acqua sufficiente per far funzionare le aziende agricole e i frutteti, per le piscine e i centri termali, mentre i palestinesi spesso hanno difficoltà ad accedere ai fabbisogni minimi di acqua. Alcuni insediamenti consumano circa 400 l/c/d (liter/capita/day - litri pro capite giornalieri - n.d.t), mentre il consumo palestinese è 73 l/c/d, e non più di 10-20 l/c/d per le comunità beduine che dipendono da acqua di cisterna costosa e di bassa qualità."

Consapevoli della disastrosa situazione dell'acqua nella Cisgiordania occupata e nella Striscia di Gaza, i paesi donatori hanno sostenuto gli sforzi dell'Autorità palestinese per sviluppare il settore idrico e igienico-sanitario, e hanno destinato fondi per la costruzione di bacini idrici, impianti di trattamento delle acque reflue, e per la riparazione e l'ampliamento delle reti idriche e fognarie. L' Emergency Water Sanitation and Hygiene Group (EWASH - Gruppo per l'Emergenza Idrica Servizi Sanitari e Igiene n.d.t), una coalizione delle 30 principali agenzie umanitarie, ha lavorato con le autorità locali palestinesi per identificare e rispondere alle necessità di acqua, di servizi igienico-sanitari e alle esigenze igieniche delle comunità palestinesi.

In base alle leggi umanitarie internazionali le risorse idriche e i progetti, compreso il trattamento delle acque reflue e le infrastrutture igienico sanitarie (WASH - Water, Sanitation, Hygiene - Acqua, Servizi sanitari e Igiene n.d.t), sono considerate strutture civili essenziali per la sopravvivenza della popolazione, e per questo motivo sono protette dalla distruzione in qualsiasi contesto. Eppure il governo israeliano, con la sua lunga storia di violazioni di molte leggi internazionali, grazie alla collaborazione della sua società idrica nazionale Mekorot e della società agro-industriale israeliana Mehadrin, aveva adottato politiche discriminatorie sistematiche, gravi e dannose, per ostacolare l'accesso all'acqua ai palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, combinato con l'imponente furto delle risorse idriche.

Un rapporto dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHRC) afferma che le due società israeliane Mekorot e Mehadrin minano gravemente l'accesso dei palestinesi all'acqua, in particolare nella Valle occupata del Giordano, pompando l'acqua dei pozzi e delle sorgenti d'acqua palestinesi verso le colonie illegali israeliane (insediamenti) in Cisgiordania. L'acqua palestinese è stata rubata e convogliata in Israele a costo zero. Una frazione di essa viene poi convogliata indietro e venduta alle città palestinesi. In questo modo Israele sta rubando ai palestinesi sia la loro acqua che il loro denaro.

Nell'accordo di Oslo II fu istituito un Comitato misto israelo-palestinese (il JWC - Joint Water Committee) per la gestione delle risorse idriche e degli impianti di trattamento delle acque reflue. Il governo israeliano esercita un potere simile a quello di veto all'interno del JWC e, attraverso la lentezza della burocrazia, blocca la maggior parte delle licenze e i permessi per i nuovi impianti idrici in Cisgiordania, ponendo come condizione la reciproca approvazione da parte dei palestinesi dei progetti nelle colonie illegali (insediamenti); un accordo che l'Autorità palestinese rifiuta per paura di legittimare queste colonie.

La capacità dell'Autorità palestinese di sviluppare il suo settore WASH per far fronte alle priorità nazionali, è stata fortemente limitata dalle politiche israeliane. I palestinesi non sono stati in grado di costruire le infrastrutture dei servizi idrici necessarie su larga scala per garantire acqua e servizi igienico-sanitari alla popolazione. Tra il 1995 e il 2011 l'Autorità palestinese ha presentato 30 proposte relative ai progetti degli impianti per il trattamento delle acque reflue al JWC per l'approvazione. Solo quattro di queste, relative a riparazioni minori, sono state accettate. Sempre nel 2011, l'Autorità palestinese ha presentato 38 progetti per rimettere in funzione i pozzi d'acqua ad uso agricolo, ma il JWC ha approvato solo tre di essi.

A causa delle artificiose carenze di acqua imposte da Israele e della mancanza di impianti di trattamento delle acque reflue e delle reti fognarie, la maggioranza dei palestinesi ha dovuto ricorrere alla vecchia pratica di costruire pozzi d'acqua privati, pozzi neri e fosse settiche. Nelle aree rurali i palestinesi dipendono dalle vasche di raccolta d'acqua piovana, dalle cisterne e dai serbatoi d'acqua. Ciò aumenta i timori per la salute pubblica e per i danni all'ambiente.

Oltre ai tempi prolungati della burocrazia israeliana e al libero furto dell'acqua palestinese, il governo israeliano ha adottato ed attuato politiche e pratiche immorali e illegali, con l'obiettivo di distruggere le risorse idriche palestinesi e di contaminare i loro terreni agricoli per stimolare l'auto-evacuazione dei palestinesi da una zona ambita e la diffusione di una malattia mortale tra i loro bambini cagionevoli. L'esercito terrorista israeliano svolge ordinariamente quelli che vengono chiamati ordini di demolizione di cisterne comunali e pozzi d'acqua in terreni agricoli privati a causa di una presunta mancanza di autorizzazione. Molte di queste cisterne e pozzi sono vecchie di centinaia di anni; più vecchie dello stesso stato illegale di Israele. Gli ordini di demolizione includono anche le infrastrutture WASH e i serbatoi d'acqua forniti alle aree rurali palestinesi, e anche i serbatoi di acqua trainati da animali e da trattori. Solo nel 2011 l'esercito israeliano aveva demolito 89 strutture WASH in Cisgiordania, tra cui 21 pozzi, 34 cisterne e molti piccoli serbatoi fissi dati alle famiglie rurali, soprattutto quelle nella Valle del Giordano. Tale demolizione comprendeva anche la distruzione degli orti e la distruzione delle stalle e delle baracche degli animali. Questa devastazione viola l'articolo 53 della Quarta Convenzione di Ginevra, che vieta la distruzione di proprietà privata o pubblica, ed è una chiara violazione del diritto all'acqua, una componente del diritto ad un adeguato standard di vita, tutelato dall'articolo 11 della Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali.

Il governo israeliano utilizza questa negazione dell'accesso all'acqua per innescare gli spostamenti delle persone, soprattutto nelle zone che fanno parte del programma per l'espansione coloniale, in particolare per il fatto che queste comunità sono composte per lo più da agricoltori, che dipendono dall'acqua per il loro sostentamento. L'interruzione della fornitura alle comunità palestinesi delle loro risorse idriche, di solito precede l'esproprio di terreni per nuovi progetti coloniali.

Il muro di separazione/apartheid di 700 km costruito da Israele, in costruzione dal 2002, è stato deliberatamente deviato attraverso la Cisgiordania per includere, nella parte israeliana, il ricco e fertile terreno agricolo palestinese con grandi falde acquifere sotterranee, in particolare all'interno delle provincie di Jenin, Qalqilya e Tulkarem. Il muro ha ulteriormente ridotto l'accesso dei palestinesi all'acqua e ha portato alla perdita di accesso a 49 pozzi d'acqua e serbatoi sia ad uso agricolo che ad uso domestico.

Nella assediata Striscia di Gaza, le risorse idriche e gli impianti di trattamento dell'acqua sembrano essere uno dei principali obiettivi dei raid aerei israeliani e delle incursioni terrestri. Le Stazioni di pompaggio delle acque reflue, gli impianti di trattamento delle acque reflue, i serbatoi d'acqua delle principali città e le cisterne agricole, molti dei quali risalgono a prima dell'istituzione dell'illegale stato d'Israele, hanno sopportato il bombardamento diretto da parte di aerei da guerra israeliani. Dal 2005 le incursioni militari is raeliane hanno intenzionalmente distrutto almeno 300 pozzi agricoli situati nella zona cuscinetto designata da Israele.

Decine di pozzi, cisterne di raccolta dell'acqua piovana, serbatoi d'acqua sul tetto, e molti chilometri di tubazioni principali dell'acqua e altre reti di irrigazione agricola, sono state deliberatamente prese di mira e distrutte dalle forze israeliane durante le loro operazioni militari. Durante il 2008/09, l'operazione offensiva denominata "Piombo fuso" contro Gaza, i raid aerei israeliani, le artiglierie e i carri armati militari puntavano alle risorse idriche vitali di Gaza, alle stazioni di pompaggio, agli impianti di trattamento delle acque reflue e agli impianti di depurazione, provocando danni per un valore di 6 milioni di dollari.

La situazione a Gaza è particolarmente terribile. I palestinesi si basano interamente sulla falda acquifera quasi esaurita, contaminata da acqua salata e dalle acque reflue inquinate, la cui acqua è inadatta al consumo umano. L'illegale e disumano assedio imposto da Israele limita l'importazione di molti beni essenziali, tra cui il combustibile necessario per il funzionamento dell'unica centrale elettrica di Gaza. Senza energia elettrica, gli impianti di trattamento delle acque reflue e le pompe d'acqua in buono stato non possono funzionare, con il conseguente inquinamento prodotto dalle acque reflue. Si stima che 89 milioni di litri di liquami scorrano ogni giorno nel Mar Mediterraneo ad aumentare il livello di nitrati in acqua, fino a sei volte superiore ai limiti dell'OMS di 50 mg/l. Questo contamina anche il pesce da cui molti palestinesi a Gaza dipendono come principale prodotto alimentare.

Fino al 95% dell'acqua estratta dalla falda costiera di Gaza non è adatta per il consumo umano a causa di uno sfruttamento eccessivo e alla contaminazione delle acque reflue. Molte famiglie dipendono dall'acqua di cisterna. Purtroppo anche quest'acqua, è risultata essere gravemente contaminata da batteri. Secondo l'UNRWA (l' Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l'Occupazione - n.d.t), diarrea ed epatite virale sono le principali cause di morbosità nella popolazione dei rifugiati della Striscia di Gaza.

Il danno peggiore alle risorse idriche palestinesi, ai loro terreni agricoli, e all'ambiente, è causato dagli estremisti religiosi occupanti (coloni) armati fino ai denti. Guidati dalla loro religione di suprematismo razzista e senza ostacoli, bensì con il tacito incoraggiamento e la protezione del governo israeliano e dell'esercito, questi fanatici israeliani occupano illegalmente e con la forza le cime delle colline dei terreni agricoli palestinesi, vi costruiscono le loro colonie illegali, e iniziano ad attaccare le comunità palestinesi limitrofe. Oltre ad attaccare le case palestinesi, incendiando i loro raccolti e le stalle degli animali, confiscano le sorgenti d'acqua, avvelenano i pozzi d'acqua palestinesi con sostanze chimiche, li inquinano con i pannolini sporchi, con le proprie feci o con i polli morti, e rovesciano e sparano sui serbatoi d'acqua sul tetto.

Tali colonizzatori fanatici sono i maggiori produttori pro capite di acque reflue in Cisgiordania, e scaricano grandi quantità di acque reflue direttamente nell'ambiente, contaminando il terreno agricolo adiacente e i corsi d'acqua ad uso agricolo. Costruendo casualmente le loro colonie sulle cime delle colline, senza fognature e impianti di trattamento delle acque reflue, tali coloni estremisti scaricano le loro acque reflue e i liquami giù per la collina verso le comunità palestinesi e i terreni agricoli, causando gravi danni ecologici e la contaminazione dei prodotti alimentari agricoli palestinesi, aumentando così il contagio delle malattie.

Come riportato dalle Nazioni Unite nel marzo 2012, un altro grave pericolo per i palestinesi deriva dal sequestro delle sorgenti con l'uso della forza da parte dei coloni. Il rapporto afferma: "I palestinesi hanno progressivamente perso l'accesso alle fonti d'acqua in Cisgiordania a seguito dell'appropriazione delle sorgenti da parte dei coloni israeliani, che hanno usato minacce, intimidazioni e recinzioni per garantirsi il controllo dei punti di distribuzione dell'acqua vicino agli insediamenti."

L'Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari (OCHA), ha esaminato 50 sorgenti in territorio palestinese vicino agli insediamenti israeliani e ha rilevato che: “In 22 delle sorgenti d'acqua, i palestinesi sono stati scoraggiati ad accedere alle sorgenti per via degli atti intimidatori, delle minacce e delle violenze perpetrati dai coloni israeliani, mentre nelle otto sorgenti sotto il pieno controllo dei coloni, l'accesso dei palestinesi è stato impedito da ostacoli fisici, tra cui la recinzione dell'area della sorgente, e la sua 'annessione de facto' all'insediamento”.

Israele sta deliberatamente e arrogantemente violando numerose leggi internazionali ed è uno stato che ha sottoscritto, in particolare, il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (ICESCR), il Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), la Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale, la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia (CRC), la Convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW), la Quarta Convenzione di Ginevra e il suo protocollo aggiuntivo relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati e molti dei regolamenti dell'Aja.

La violazione di Israele di tutte queste leggi internazionali, accompagnata dalle sue politiche e dalle sue pratiche immorali per privare l'intera popolazione palestinese dei loro diritti di accesso alla necessaria acqua potabile, è considerato un crimine di genocidio, un crimine per il quale Israele (gli Ebrei) è molto famoso.


Elias Akleh

Fonte: www.countercurrents.org

Link: http://www.countercurrents.org/akleh190514.htm

19.05.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MATTEO SANTINI

Commenti (45)

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    1. Bigrex 11 giugno 2014

      Ma non sosteneva poc'anzi che l'importante è ciò che affermano gli storici? Allora non sempre questo concetto è valido. L'operazione FOCUS non è un'invenzione. L'aeronautica israeliana distrusse a terra in un attacco preventivo le aviazioni nemiche. E grazie a questo ebbe la superiorità aerea che le consentì di vincere la guerra. Per quanto riguarda la sua affermazione più volte ripetuta che chi vince si prende la terra degli altri è palesemente contro a tutte le regole internazionali: è solo l'affermazione del più forte. E poi non parliamo dell'Istria e della Dalmazia anche per rispetto delle vittime e dei profughi italiani che hanno pagato una guerra voluta dall'Italia (o anche qui la storia è stata travisata ed è stata la Jugoslavia a dichiararci guerra?) e le politiche di occupazione portate avanti da tedeschi italiani e ustascià contro le popolazioni slave.

    1. Bigrex 11 giugno 2014

      Sinceramente di quello che sentiamo in Italia non mi interessa nulla. Personalmente continuo a pensare e valutare le situazioni con il mio raziocinio e non in base a quello che dicono (dicono poi chi? i giornalisti filopalestinesi come Fiamma Nirenstein e Gad Lerner?) su israeliani (non ebrei) e palestinesi. Non credo di aver mai detto che i buoni sono tutti di quà e i cattivi di la. Ma il sistematico e scientifico trattamento disumano a cui i palestinesi sono sottoposti da 66 anni non credo possa essere negato da alcuno. Che poi la comunità cristiana in Palestina (ma perchè la Palestina esiste?) sia sottoposta ad angherie non vedo come rientri nel discorso. E comunque dubito che nello stato di Israele agli arabi sia consentito di angariare chicchessia. Quindi dando per scontate le sue affermazioni sul fatto che Lei non sia ne israeliano ne ebreo ne filo sionista mi viene da pensare che non le siano particolarmente simpatiche le popolazioni arabe. Peccato perchè ad esempio le comunità cristiane ed anche ebraiche che vivono nella perfida repubblica islamica dell'Iran sono trattate con grande rispetto.

    1. cardisem 11 giugno 2014

      Scusa, questo è il mio ultimo intervento in questa discussione: sei per caso un "ebreo”? O anche soltanto un "sionista”? O comunque uno di quelle migliaia di Blogger reclutati dalle ambasciate israeliane per fare interventi poco logici, quali a mio avviso sono i tuoi, beninteso detto senza offesa e con il massimo rispetto nel dissenso... La conversazione non mi sembra "produttiva” perché saltano i passaggi logici... Qui uso fortunatamente un nickname, ma so per esperienza che quando la discussione arriva ad un punto morto come questa, immancabilmente compare un articolo scandalistico e diffamatorio sulla grande stampa: il Tizio ha detto che.... "Bufera" in Danimarca, Shock nel caseificio... Sono questi i moduli della propaganda sionista...

      Addio!

    1. Gil_Grissom 11 giugno 2014

      Vorrei solo sottolineare, a prescindere dalla distanza delle posizioni, che la storia insegna che il torto come la ragione non sono mai tutti da una parte: in Italia ormai sentiamo sempre la litania del palestinese martire e dell'ebreo nazista( ossimoro che solo gli italiani potevano coniare) senza considerare che anche questi ultimi hanno ed hanno avuto molte nel fallito progetto di pace in terra santa. E mi permetta infine di ricordare che in Palestina esiste anche una fortissima comunita' cristiana che subisce spesso in silenzio le angherie degli arabi e degli ebrei in silenzio e che nessuno stranamente cita mai, a parte ovviamente il Papa.

    1. Gil_Grissom 11 giugno 2014

      Si certo Israele attuo' una serie di attacchi e sabotaggi, e' la stessa balla che rifilarono al mondo i nazisti quando dissero di aver invaso la Polonia perche' dei polacchi avevano assalito una stazione tedesca di confine, solo che i polacchi erano in realta' ss travestite.

    1. Bigrex 11 giugno 2014

      Quali sono i più aguzzini di tutti? Vogliamo fare una classifica? Così potremo decidere anche quali sono le vittime più vittime. Non approvo questo ragionamento mi dispiace. Inoltre le differenze a cui lei accenna senza specificare (penso si riferisca al comportamento e alla cultura dei palestinesi) forse sarebbero da inquadrare nell'ottica di una vita passata da reclusi in casa propria. Ma forse le nostre posizioni sono troppo distanti per poterci comprendere.

    1. Bigrex 11 giugno 2014

      Veramente la storia dice che Israele in seguito agli accordi di mutua protezione tra Siria, Giordania, Egitto ed Iraq, conseguenti ad un attacco israeliano contro le forze giordane in Cisgiordania ad Al-Samu e un considerevole ammassamento delle truppe di questi stati verso i suoi confini, attuò una serie di attacchi aerei e sabotaggi, "operazione Focus" contro queste forze. Quindi mi sembra quantomeno azzardato in tale ottica parlare di Israele aggredito dagli stati arabi. Il fatto poi che ciò che crede uno storico sia più rilevante dei fatti è francamente assurdo in quanto spesso gli storici creano una storia a favore della loro nazione e inoltre io dovrei in questa maniera delegare ad altri la mia libertà di valutare i fatti.

    1. Gil_Grissom 11 giugno 2014

      In Israele sono stato molte volte e ho notato notevoli differenze in tutti i sensi tra gli arabi e gli ebrei, anche se non credo che siano le stesse differenze che lei si aspetterebbe di sentire. Prima che lei accenni, voglio dirle che non sono un agiitatore sionista, non sono ebreo e nemmeno mi piacciono gli ebrei ai quali devo pero' riconoscere intelligenza ed efficienza. Sono anche degli aguzzini? Forse, ma forse altri lo sono piu' di loro.

    1. Bigrex 11 giugno 2014

      Cosa vuol dire che la situazione può anche essere come dico io? Ti risulta una diversa situazione nella striscia di Gaza? A quali fonti ti riferisci quando affermi che i palestinesi hanno acqua e cibo sufficenti? E sufficenti a cosa? a vivere o a sopravvivere? Non capisco se questo tuo sforzarti a giustificare l'ingiustificabile derivi da una tua posizione interessata o dal non conoscere i fatti. E poi non mi pare proprio che la stampa europea sia così asservita alla visione che tu dice; magari è il contrario viste le campagne di stampa continue contro Hamas, Hezbollah, Iran e così via. Vai a farti un viaggio da quelle parti e vedrai subito l'enorme differenza tra i detenuti e i carcerieri in tutti gli aspetti della loro vita.

    1. Gil_Grissom 11 giugno 2014

      No guarda che io ho scritto sono sicuramente un popolo, la domanda giusta e' se hanno diritto ad uno stato (non c'e' il certamente in questa parte della frase) e se si quello attuale e' giusto? Era cioe' posta come domanda e non come affermazione, come lei notera' rileggendo attentamente la frase.

    1. Gil_Grissom 11 giugno 2014

      Dalle 12 tribu' di Israele.

    1. cardisem 11 giugno 2014

      Lasciando impregiudicato se siano o non siano un "popolo”, cosa mai può significare che "hanno certamente diritto a uno Stato”?
      È mai esistito un "popolo" che non risiedesse in un "territorio” e che fosse già e soltanto per questo uno Stato?
      - Un "diritto”, qualsiasi "diritto”, viene sempre azionato davanti a qualcuno che lo deve riconoscere.
      - E chi mai dovrebbe riconoscere un simile diritto?
      - E soprattutto chi mai dovrebbe concederlo, magari a danno di un terzo, al quale verrebbe tolta sia l’identità di popolo - da parte sionista è negata fermamente l’esistenza di un popolo palestinese –, sia il territorio, sia lo stato.

      E poiché di fatto non è mai esistito un "popolo” senza un suo "territorio”, come intendere l’esistenza di un "popolo’ all’interno del "territorio” di altri popoli: un popolo "ospite”, o ad affitto? E perché mai un "popolo” (italiano, francese, tedesco, russo...) dovrebbe accettare al suo interno la presenza permanente di un popolo "straniero”?.......... Direi che il tuo "certamente” apre più problemi di quanti non ne risolva....

    1. cardisem 11 giugno 2014

      E da cosa desumi il "certamente”?...
      Leggiti Shomo Sand, per indicarne uno solo...

    1. Gil_Grissom 11 giugno 2014

      Gli ebrei sono certamente anche popolo, il quesito giusto sarebbe: hanno diritto ad avere uno Stato e se si quello attuale e' giusto che sia loro. E li' sono convinto che daremmo entrambi la stessa risposta.

    1. cardisem 11 giugno 2014

      Assolutamente no! Non sono la stessa cosa. In attesa che tu legga il libro di Atzmon, te le riassumo il contenuto per quanto lo ricordi:
      Chi è un "ebreo”?
      1°) una persona pia e religiosa, che segue i precetti della Torah: ad esempio i "quattro gatti” (come vengono derisi dai sionisti) di Neturei Karta.
      2°) persone che sono nate da genitori ebrei e che sono stati "circoncisi” e quindi educati entro un certo ambiente;
      3°) persone che enfatizzano la loro "ebraicità” senza per questo essere religiosi. Ad esempio, Tel Aviv ama essere definita come la Capitale degli Omosessuali. Ma nella Bibbia la Sodomia è un Peccato e Sodoma fu incenerità insieme a Gomorra...

      Al punto 3 si colloca il «sionismo» che è fortemente osteggiato dagli "ebrei” del punto 1 ed è pressoché indifferente per quelli del punto 2. È anche vero che oggi gran parte dell’ebraismo è assorbito nel punto 3. Questa situazione è giudicata da Atzmon pericolissima per tutti quelli che in qualche modo portano il nome di "ebrei".

      Resta poi il quesito generale:
      gli Ebrei sono un “popolo” ovvero una "nazione” o semplicemente una religione, come può essere il cristianesimo, l’Ilsman, il buddismo...

      Se è una religioni, ormai a tutti si riconosce il diritto di professare la propria religione o di non essere costretto a professarne nessuna...

      Se si risponde che gli «Ebrei» sono un popolo sorgono allora imbarazzanti interrogativi, su cui non mi soffermo.

    1. Gil_Grissom 11 giugno 2014

      Certo so che Mattogno non nega l'esistenza dei campi di concentramento, dice solo che le camere a gas erano in realta' camere di disinfestazione, che i nazisti non hanno mai gasato gli ebrei e che la cifra di sei milioni di morti e' eccessiva.
      Come a dire che se ne fossero morti solo cinque milioni e fossero morti fucilati o di stenti, ma non gasati, la cosa fosse accettabile. Comunque sia, il paragone Auschwitz Gaza mi sembra un attimino azzardato, benche' molto di moda in certi circoli culturali di orientamento post marxista.

    1. Gil_Grissom 11 giugno 2014

      Se il mio paragone con la guerra italo jugoslava era improponibile, mi permetta di dire che il suo di Lampedusa lo e' ancora di piu'. Io parlavo della guerra del 1948 fra lo Stato di Israele e alcuni stati arabi, lei si riferisce ad un periodo molto antecedente. Se poi lei mi dice che le modalita' con cui e' sorta Israele, costruita sul dubbio mito dell'Olocausto, siano discutibili questo e' un altro paio di maniche e potremmo anche essere d'accordo.

    1. Gil_Grissom 11 giugno 2014

      Il punto non e' che lo creda io o lei, la qual cosa avrebbe poca rilevanza, ma che lo credano gli storici: lei puo' anche credere che sia stato Stalin ad attaccare per primo la Germania, ma la storia dice altro.

    1. Gil_Grissom 11 giugno 2014

      Questa seconda parte del tuo ragionamento mi trova invece concorde anche perche' mette in rilievo la differenza esistente tra ebrei e sionisti che non sono la stessa cosa come non sono la stessa cosa un musulmano e un jihadista.

    1. Gil_Grissom 11 giugno 2014

      Allora mi limito a dire, visto che si tratta solo di un giudizio etico politico come dici tu stesso senza specificare pero' a quale etica si fa riferimento, che abbiamo giudizi differenti sulla questione e non necessariamente chi da un giudizio diverso dal tuo e' un agente provocatore sionista.

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