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IL CROLLO NELLA POVERT DELL' AMERICA

DI PAUL CRAIG ROBERTS
paulcraigroberts.org

Gli Stati Uniti sono crollati economicamente, socialmente, politicamente, giuridicamente, costituzionalmente e nel rispetto dell’ambiente. Il paese attuale non è nemmeno l’ombra del paese in cui sono nato. In questo articolo mi occuperò del collasso economico degli Stati Uniti. In quelli successivi, mi occuperò degli altri aspetti del collasso americano.

Dal punto di vista economico, l’America è caduta nella povertà.
Come dice Peter Edelman, “il lavoro a bassa paga è diventato pandemico”. Oggi nella “libera e democratica” America, “l’unica superpotenza del mondo”, un quarto della forza lavoro è impiegata in lavori che pagano meno di $ 22.000 annui, la soglia della povertà per una famiglia di quattro persone. Parte di queste persone mal retribuite sono giovani laureati, gravati da prestiti per gli studi, che condividono un appartamento con tre o quattro altri nella stessa situazione disperata. Altri sono genitori single con un problema medico o dei senzatetto che hanno perso il lavoro lontano da casa.

Altri potrebbero essere dei laureati ricercatori presso le università che insegnano come professori di sostegno per $ 10.000 l’anno o meno. L’istruzione è ancora pubblicizzata come la via d’uscita dalla povertà, ma sta sempre più diventando un percorso verso condizioni di indigenza [1] o all’arruolamento [2] nei servizi militari.

Edelman, che studia questi problemi, riferisce che 20,5 milioni di americani hanno redditi inferiori ai 9.500 dollari l’anno, che rappresenta la metà di quanto viene definito povertà per una famiglia di tre persone.
Ci sono sei milioni di americani il cui unico reddito è costituito da buoni pasto. Ciò significa che ci sono sei milioni di americani che vivono per strada o sotto i ponti o in casa di parenti o amici. I repubblicani dal cuore di pietra continuano ad inveire contro il welfare, ma Edelman dice che “il welfare in pratica è andato”.

A mio parere di economista, è da tempo che il tetto ufficiale di povertà non viene aggiornato. L’opinione che tre persone possano vivere con 19 mila dollari annui è inverosimile. Considerando i prezzi di affitto, elettricità, acqua, pane e fast food, una singola persona non può vivere negli Stati Uniti con ​​$ 6,333.33 l’anno. Forse, è possibile in Tailandia, fino al crollo del dollaro, ma non negli Stati Uniti.

Come hanno dimostrato empiricamente Dan Ariely (Duke University) e Mike Norton (Harvard University), il 40% della popolazione degli Stati Uniti, i meno abbienti, possiede lo 0,3%, vale a dire tre decimi di punto percentuale della ricchezza individuale degli Stati Uniti . Chi possiede l’altro 99,7%? Il 20% al top possiede l’84% della ricchezza del paese. Gli americani che fanno parte dei tre e quattro quinti rimanenti, essenzialmente gli americani della classe media, possiedono solo il 15,7% della ricchezza della nazione. Tale ineguale distribuzione del reddito non ha precedenti nel mondo economicamente sviluppato.
Ai miei tempi, di fronte a tale disparità nella distribuzione del reddito e della ricchezza, una disparità che pone ovviamente un problema drammatico di politica economica, di stabilità politica e di gestione macroeconomica, i democratici avrebbe preteso dei correttivi, e i repubblicani pur riluttanti sarebbero stati d’accordo.

Ma non oggi. Entrambi i partiti politici si prostituiscono per denaro.
I repubblicani ritengono che lo stato di sofferenza degli americani poveri non stia aiutando a sufficienza quelli ricchi. Paul Ryan e Mitt Romney si sono ripromessi di abolire ogni programma che risponde alle esigenze di coloro che i repubblicani sbeffeggiano come ” inutili mangiapane”.

Gli “inutili mangiapane” sono i lavoratori poveri e quella che prima era la classe media il cui lavoro è stato delocalizzato per far si che i dirigenti d’azienda potessero ricevere molti milioni di dollari quale premio e i loro azionisti potessero fare milioni di dollari sulle plusvalenze. Mentre una manciata di dirigenti se la spassano con yacht e conigliette di Playboy, decine di milioni di americani tirano avanti a stento.

Nella propaganda politica, gli “inutili mangiapane ” non sono solo un peso per la società e per i ricchi. Sono sanguisughe che costringono gli onesti contribuenti a pagare per le loro molte ore di piacevole svago godendosi la vita, guardando gli eventi sportivi e pescando trote nei torrenti, mentre spingono in giro i loro averi nei carrelli dei supermercati o vendono il proprio corpo per il prossimo hamburger da MacDonald.

Oggi, la concentrazione di ricchezza e potere negli Stati Uniti è di gran lunga al di là di qualsiasi cosa i miei professori universitari di economica avrebbero potuto immaginare nel 1960. Nelle quattro delle migliori università del mondo che ho frequentato, l’opinione era che la concorrenza nel libero mercato avrebbe impedito le grandi disparità nella distribuzione del reddito e della ricchezza. Come ho potuto capire, questa convinzione è basata su una ideologia, non sulla realtà.

Il Congresso, sulla base di questa convinzione erronea della perfezione del libero mercato, ha liberalizzato l’economia degli Stati Uniti al fine di creare un mercato libero. La conseguenza immediata è consistita nel ricorrere a qualsiasi azione considerata in precedenza illegale per giungere a monopolizzare, commettere frodi finanziarie ed altro, distruggere la base produttiva dei redditi dei consumatori americani ed incanalare reddito e ricchezza a quell’un per cento.

Il “democratico” Clinton, come poi le amministrazioni Bush e Obama, si è fatto corrompere dall’ideologia del libero mercato. Col prostituirsi di Clinton a Big Money si sono sostanzialmente aboliti gli aiuti alle famiglie con figli a carico. Ma questa svendita degli americani in difficoltà non è stata sufficiente a soddisfare il Partito Repubblicano. Mitt Romney e Paul Ryan vogliono tagliare o abolire qualsiasi programma che ammortizza il problema della fame e dei senzatetto degli americani colpiti da povertà [3].

I repubblicani sostengono che l’unica ragione per cui gli americani sono in difficoltà è perché il governo usa i soldi dei contribuenti per mantenere coloro che non hanno voglia di lavorare. L’opinione dei repubblicani è che, mentre noi che lavoriamo duramente sacrifichiamo il nostro agio e il tempo libero con le nostre famiglie, la massa si gode il welfare che il denaro delle nostre tasse fornisce loro.

Questo visuale, da parte del top degli amministratori delegati che massimizzano il proprio reddito delocalizzando i posti di lavoro della classe media di milioni di cittadini, ha lasciato gli americani in condizioni di povertà e le città, le contee, gli stati e il governo federale senza una base imponibile, con conseguenti fallimenti a livello statale e locale e massicci deficit di bilancio a livello federale che minacciano il valore del dollaro e il suo ruolo come valuta di riserva.

La distruzione economica dell’America ha beneficiato i mega-ricchi con molti miliardi di dollari con cui godersi la vita ed i suoi costosi accessori ovunque è loro desiderio. Nel frattempo, lontano dalla riviera francese, la Sicurezza Nazionale sta rammucchiando sufficienti munizioni [4] per tenere sotto controllo gli americani spogliati dei loro averi.


Paul Craig Roberts è stato Assistente Segretario del Tesoro per la politica economica e associate editor del Wall Street Journal. È stato editorialista di Business Week, Scripps Howard News Service, e Creators Syndicate. Ha avuto incarichi universitari. I suoi articoli su Internet hanno attirato un seguito in tutto il mondo.

Fonte: www.paulcraigroberts.org
Link: http://www.paulcraigroberts.org/2012/08/24/americas-descent-poverty-paul-craig-roberts/
24 agosto 2012

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da OLDHUNTER

NOTE:

[1] http://www.aljazeera.com/indepth/opinion/2012/08/2012820102749246453.html#.UDKflxS3DmM.facebook
[2] http://www.npr.org/2012/08/18/158505630/in-weak-economy-college-grads-surge-into-military
[3] http://www.alternet.org/election-2012/conservative-psyche-how-ordinary-people-come-embrace-paul-ryans-cruelty
[4] http://www.opednews.com/articles/Homeland-Security-s-Intent-by-Jack-Swint-120821-433.html

Pubblicato da Davide

  • andyconti

    Finalmente la ruota gira.

  • albsorio

    Difficile confrontare America ed Europa, delle cose in comune però ci sono, moneta privata emessa con debito pubblico ( signoraggio primario ) economia e finanza simili, ovviamente riserva frazionaria ( signoraggio secondario ). Ovviamente la scala di grandezza sono diverse e anche nel tempo, loro sono precursori, scie chimiche, distruzione wellfare, OGM etc arrivano prima. Nell’indice di povertá sono vicini alla Russia se non sbaglio.

  • zapper

    cronache marziane
    richard nixon nel ’69 supportava il reddito minimo garantito:
    http://www.newyorker.com/archive/1973/01/27/1973_01_27_057_TNY_CARDS_000304814

  • Eshin

    Altro interessante articolo di Paul Craig Roberts…..

    http://www.infowars.com/pussy-riot-the-unfortunate-dupes-of-amerikan-hegemony/

  • Mondart

    Peccato che giri sempre in tondo …

  • Tao

    Mi fa piacere che CdC abbia pubblicato due articoli di Paul Craig Roberts, che è un conservatore, non un democratico, ma è una persona perbene.

    Che dice la verità, spiega chiaro, senza complicare troppo, che non occorre, e qui mostra una parte della realtà degli USA.

    Lui non è nè tra quelli che fanno fumo coi “concetti” o “colpa del sistema” nè è un economista di serie C quaquaraqua, disonesto e paraculo come alcuni di quelli nostrani, che fa il furbo continuando a parlare di aria fritta quando bastavano due righe, due numeri e un grafico, e tace su tutto il resto.

    Craig Roberts è un economista, e non certo scadente come quelli, ma prima di tutto è una persona perbene, e non un farabutto che più che vedere di vendersi il suo libretto di scemenze non ha in testa.
    La verità che qui spiega semplicemente Roberts è che in USA non c’è nessun libero mercato, nè che la colpa è del liberalismo, che mica c’è quello in USA.

    C’è monopoli e un’oligarchia di satrapi, che affama e opprime la gente, e quello non c’entra niente col liberismo, che è una ideologia buona, come lo è il socialismo, ma sono entrambe da sempre ridotte ad etichette e slogan politici che colla realtà di quello che sistematicamente in loro nome poi si è realizzato non c’entrano proprio nulla.

    Speriamo che CdC pubblichi anche articoli altrettanto onesti per i sognatori delle “conquiste sociali” comuniste. Che comuniste non sono, sono delle altre satrapie, spesso e volentieri pure peggiori.

    Ho visto qui un articolo su Cuba da fare rivoltare lo stomaco.
    Dipinto come una meraviglia. Un Paese dalle cui meraviglie il 10% del suo popolo è scappato dal 1959 a oggi, ma questo non lo dicono.
    Primo al mondo per imposizione fiscale su GDP, al 75,8%, terzo al mondo per prostituzione, 178° per complessivo benessere sociale, niente sindacati, niente libertà di opinione, uno stato di polizia da 60 anni, in mano a una cricca di ipermiliardari, che già da subito, nel 1960, tutti i libertari e anarchici rivoluzionari che combatterono a fianco e che tante speranze avevano suscitato e che tanta parte ebbero nel liberare il Paese li ha subito incarcerati o eliminati, per impiantare la solita dittatura politico-militare.

    Un Paese con un clima stupendo, dove cresce tutto, con meraviglie paesaggistiche che solo quelle avrebbero permesso di creare un turismo di qualità con cui impiegare, e bene, almeno un quarto della gente. Tra l’altro avendo già a disposizione alcune strutture, quelle almeno lasciate dai mafiosi di Batista.

    Un’isola con tutto, terreni fertili, acqua, pesca, minerali…. Che in più ha avuto 40 anni di sussidi, con lo zucchero, unica coltura capaci di impiantare, comprato dall’URSS a 2, 3 volte il suo valore, ma con parte di quei soldi spartita in Svizzera tra le due cricche, Sovietica e Cubana.
    Un Paese dove lo stipendio mensile “del popolo” è da 300 a 400 Pesos. Dove vanno con la libreta a comprare quello che c’è, se e quando c’è. LIBRETA [www.partopercuba.it]

    Dove per il “popolo” hanno creato un’economia di serie B, con i Pesos interni, ma se vuoi qualcosa dato che colla “libreta” ci fai un beneamato ca..zzo, allora c’è il CUC, il peso convertibile, che vale circa un dollaro, ma ce ne vogliono 23, 24 o 25 di pesos interni dello stipendio della gente, per un solo CUC, per cui il loro stipendio diventa 12, 13, o 14 dollari.

    E così si possono comprare la scarpa sinistra un mese e la destra il mese dopo, con uno stipendio. E poi uno si domanda come mai la gente cerchi di sopravvivere arrangiandosi in tutti i modi o vendendosi per la strada.

    E se mostri queste cose hai subito i fanatici indottrinati, magari in buona fede, che allora ti dicono immediatamente che è colpa dell’embargo Americano. perchè così gli hanno insegnato a ripetere come pappagalli, e da soli mica provano a cercare qualcosa, nonostante oggi non sia impossibile.

    Cuba esporta 6,347 miliardi di USD (di cui, tolti medicinali, sigari e rhum, nessun prodotto industriale, solo materie prime, come tutti i Paesi sottosviluppati, perchè i satrapi mai hanno creato in 50 anni un’industria, pur avendo gente scolarizzata, cioè avendo il capitale umano).

    Ma Cuba importa $13,26 miliardi di dollari, (che oltre al petrolio, sono tutti macchinari, attrezzature e prodotti industriali che non fa all’interno).

    E li importa da Venezuela, 37.6%, Cina 9.9%, Spagna 8.5%, Brasile 5.2%, Canada 4.4%. Da Venezuela per lo più petrolio. Quale “embargo” impedisce di importare di più?

    La gente deve capire che il sistema adottato, o l’ideologia, non sono importanti. Può funzionare un’economia socialista o liberista altrettanto bene, e sono solo sfumature semmai.

    Non sono state pensate l’una con intenti perfidi e l’altra buoni, sono cose da bambini queste, ma per creare delle società il più possibile equilibrate e che si sviluppino.

    Ma se poi si trasformano regolarmente in imbrogli, in sofferenze, in iniquità, in miseria, in mancanza di diritti, in stati di polizia, allora non è “il sistema” ma il controllo che ha poi il popolo sui Governi e sull’informazione quello che manca.

    Se manca quello, e la gente non lotta unita per quello, e continua ad oscillare e a dividersi tra ricette di liberi mercati fasulli e comunismi altrettanto fasulli, passerà in eterno da una satrapia all’altra e potrà solo sperare nella fortuna di avere un satrapo decente. Le cose non cambieranno mai per loro.

    Mincuo

  • mincuo

    Questo è il link, così si vedono i prodotti e le quantità.
    link LIBRETA [www.partopercuba.it]

    N.B. La cresta sullo zucchero se la spartivano, ma era una tangente. Il grosso comunque non andava a investimenti o consumi, solo una piccola parte, ma ad armamenti per esportare la “revolucion” (in realtà fare gli esecutori degli interessi geo-politici Sovietici) in Sud America e Africa. Erano chiamate le “guerre di liberazione” cioè l’altra faccia della medaglia delle “guerre umanitarie” o per i “diritti umani” o “per la libertà” o contro il “terrorismo globale” della NATO, cioè degli altri satrapi, che hanno più creatività e di nomi di fantasia per la stessa vergogna ne creano sempre di nuovi.

  • Aironeblu

    Stai facendo un discorso degno di A.Smith, con
    A differenza che lui viveva nell”800, agli albori della rivoluzione industriale, e tu hai sotto gli occhi i risultari che ha prodotto la “mano libera” del mercato: è vero che nessuna dele due ideologie che tu vuoi comparare è mai stata messa in atto realmente, ma come puoi fare un simile paragone tra la superpotenza USA, a capo di un gigantesco impero fallimentare e una piccola isola che da 60 anni subisce le ritorsioni di questo impero per non volerne diventare suddito?
    Casomai prendi la Cina o la Russia se vuoi fare inutili confronti ideologici.

  • mincuo

    Ma quali ritorsioni? E’ una balla che fa comodo a entrambi da sempre quella, uno poveretto che ha affamato il popolo per colpa dell'”embargo”, mentre invece sta seduto con la famiglia su decine di trust e partecipazioni, mezzi quotati in USA, l’altro che “combatte per la libertà e i diritti umani”.
    E poi leggi almeno? Se Cuba importa 13 miliardi di dollari all’anno e ne esporta 6 che ritorsioni mai avrebbe, nella pratica, a parte le chiacchiere della propaganda?
    Io non so come dirlo, scriverlo: non c’è nessuna mano libera del mercato, come lo devo dire. Il liberismo ti può stare antipatico, e puoi preferire il socialismo, ma se il liberismo aveva una cosa era appunto quella di avere un mercato libero.
    Come te lo devo dire che non c’è, che ci sono solo MONOPOLI, che sono il contrario del liberalismo.
    Per il resto ho preso Cuba perchè c’era un articolo che ne decantava i meravigliosi prodigi sociali.
    Ma URSS, Cina (che è in mano a poche famiglie) o sull’altra sponda (liberista) chi vuoi, è identico. Poi più o meno pesanti.
    Come devo dirlo che non faccio il tifoso, che per me tutti 2 i sistemi possono andar bene e non è quello il problema.
    E’ che non ci sono mai stati, solo nei film e nelle menzogne della propaganda.
    Ci sono state e ci sono solo OLIGARCHIE. Come lo devo dire? Hai una satrapia in salsa rossa, o di altro colore ma sempre satrapia.
    E più la gente non lo capisce e più se ne sceglierà come sempre una del colore preferito, che a quello serve fare le dicotomie, cosa credi?

  • Aironeblu

    Cit: Nelle quattro delle migliori università del mondo che ho frequentato, l’opinione era che la concorrenza nel libero mercato avrebbe impedito le grandi disparità nella distribuzione del reddito e della ricchezza. Come ho potuto capire, questa convinzione è basata su una ideologia, non sulla realtà.
    Complimenti alle 4 Università che sfornano le star più prestigiose dell’economia, che a distanza di 200 anni iniziano a dubitare della “mano invisibile” del mercato di A.Smith….
    Quello che invece PCRoberts non riesce ancora a cogliere è che anche come ideologia il liberismo è sempre stato utile solamente agli interessi dei ricchi e dei potenti, che chiaramente partivano avvantaggiati nella competizione sociale: è ovvio che il regime liberista ha fatto comodo a questi ricchi e potenti per decuplicare e centuplicare il loro potere a danno di concorrenti dotati di minori mezzi economici, ed è altrettanto ovvio che questo sistema ha causato l’estrema concentrazione delle ricchezze nelle mani di pochi che possiamo vedere (e subire) oggi. Fino all’autofagocitazione dell’economia.

    Non è la distruzione economica dell’America che ha beneficiato i mega-ricchi, ma sono i mega-ricchi che hanno causaro la distruzione economica dell’America, beninteso, dopo aver causato la distruzione economica, sociale e materiale di mezzo pianeta. Tempo fa economisti del genere venivano fatti sfilare in piazza col cappello con la scritta “Asino”, prima di essere mandati a coltivare i campi.

  • mincuo

    No lui è corretto, complimenti a te invece che non riesci a capire che non c’è mai stato nessun liberismo come nessun beneamato comunismo, e che il liberismo non è per nulla un sistema “utile per i ricchi” allo stesso modo per cui il comunismo non è un sistema “utile per i ricchi”. Solo che nella pratica ENTRAMBI hanno prodotto SEMPRE un’elite di oligarchi. Ricchi.
    Ma niente da fare uno continua in eterno col “liberismo” e il “comunismo” che è come prendersela colla lavatrice (liberismo), perchè ci buttano i neonati invece della biancheria, oppure l’altro col ferro da stiro (comunismo) perchè lo usano per scottare il culo delle persone, invece che per stirare le camicie. Stessa cosa.

  • mincuo

    A parte che nei libri di scuola, giornali e Tv hanno sempre raccontato favole anche sulla teoria. Ad esempio se ti prendi in mano Marx, Engels o Lassalle vedrai che individuavano proprio nello Stato e nella burocrazia il peggior sfruttatore, e vagheggiavano infatti uno Stato inesistente. Quindi, almeno da quel punto di vista liberalismo e comunismo originario sono molto più vicini di quel che uno pensa di solito. Poi quel che fanno nella realtà è un’altra storia. Una storia di imbrogli in salsa diversa. E con diversa velocità, ma quella è un’altra faccenda e ha altri motivi.

  • Georgejefferson

    Post di un certo Sergio R…… I primi a mistificare sono proprio gli austriaci, a cominciare dall’uso estensivo che fanno del termine socialismo (fin da Hayek) per indicare tutto ciò che ha anche minimamente a che fare con lo Stato.Il socialismo può piacere o non piacere, ma ha una sua connotazione storica e politica abbastanza precisa. Per gli austriaci, invece, la semplice presenza di uno Stato come entità sovraindividuale con autonomia impositiva è già di per sé un segnale di socialismo. Poco importa, poi, se all’atto pratico lo Stato non redistribuisce affatto il reddito, anzi, sistematicamente ruba ai poveri per pagare i lussi dei ricchi, come ci insegna il bailout del 2008 o come ci conferma la diversa aliquota alla quale sei soggetto negli USA se hai una normale attività produttiva rispetto a chi, invece, vive di rendite finanziarie. Per gli austriaci vale la formula Stato = socialismo. In realtà, questo uso estensivo del termine “socialista” risponde a una precisa e deliberata strategia di mistificazione. Bisogna tener conto, infatti, che negli Stati Uniti (dove il libertarismo si è diffuso inizialmente) il termine “socialista” provoca incubi anche al più radical e al più liberal (quelli che da noi si definiscono genericamente “di sinistra”). Si inventa, insomma, uno spauracchio (lo Stato totalitario socialista) per giustificare di fatto il laissez-faire, ossia per giustificare che chi è più ricco non è tenuto a pagare per chi è più povero. È il solito trucco: fai paura alla gente e la gente farà quello che vuoi. Devi far credere ai gonzi che lo Stato limita la libertà dell’individuo, così i gonzi accetteranno di buon grado di rinunciare allo stato sociale e a quel poco di diritti che ancora rimangono loro.Il manganello non sarà più quello della FED o dello sceriffo locale, sarà quello dell’agenzia di mercenari, ma il manganello privato è notoriamente più efficiente di quello pubblico e, soprattutto, non costa un cent alla collettività. Inoltre, non ci sarà coercizione. Ci sarà un libero contratto, per cui il manganellato accetterà preventivamente di farsi bastonare a piacimento. Hayek contesta che la maggioranza abbia diritto a prendere decisioni anche per la minoranza, mentre ritiene assolutamente naturale che una minoranza di non meglio definiti saggi, o eletti, “ispiri la maggioranza”, di fatto decidendo per tutti. Ma certo che se uno non legge mai il testo può credere a quello che vuole e far dire a Hayek quello che vuole. Quello che impropriamente viene definito anarcocapitalismo è di fatto la giustificazione teorica del diritto del più forte a decidere anche per il più debole. Hayek non accetta che i pezzenti abbiano diritto di voto e, in tal modo, possano obbligare i più ricchi a cedere una parte della propria ricchezza a chi ha di meno. Il povero, per lui, è uno sfigato che è stato incapace di provvedere a se stesso, non merita alcuna assistenza se non quel minimo che lo renda innocuo e lo faccia desistere dal rubare al più ricco. Ma per non apparire elitarista, Hayek aggira abilmente il problema rovesciando i valori. Si inventa il concetto di “dittatura della maggioranza” creando una vittima della coercizione (la povera minoranza di più ricchi che deve sottostare alla volontà della maggioranza di poveri e scemi) per giustificare, di fatto, il diritto di quella stessa minoranza a sfruttare eternamente i meno fortunati.L’anti-statalismo degli austriaci, come non mi stancherò mai di ripetere, è solo fuffa, è solo una cortina fumogena dietro cui nascondere l’unico vero intento, eliminare lo stato sociale. Lo Stato esisterà sempre, non foss’altro per sancire il diritto (naturale e inviolabile per tutti gli austriaci) alla proprietà privata.

  • bysantium

    Il fatto è che nessuno dei due sistemi può andar bene.
    L’esito scontato del liberalismo sono appunto i monopoli privati e quello del socialismo è il monopolio pubblico, che poi, nel caso di Cuba, si è identificato con la famiglia Castro.
    Entrambi i sistemi partono da una visione materialistica del mondo e non ne mettono al centro l’uomo nella sua dimensione e materiale e spirituale.
    A prevalere è sempre l’economia a scapito di solidarietà, carità(nel senso classico), fedeltà, etc.
    I sistemi politici non sono neutri come semplici mezzi ( martello o scopa ), hanno ideologie fondanti, influenzano le azioni degli uomini e ne predeterminano gli esiti, così come lo fanno, per es., le politiche monetarie.
    Saluti.

  • mincuo

    A parte che Hayek non è “il liberalismo” PRIMO. Poi Romano seleziona e interpreta a modo suo, e infine la redistribuzione non ha niente a che vedere col laissez-faire. Che c’entra? Se tassi i redditi come devi redistribuisci come ti pare. Il liberalismo prevede uno stato minimo cioè che intermedi poco, o meno, non Zero stato. Dove l’avete letta? Quindi per esempio preferisce dare reddito alle persone che si paghino i servizi, le tutele ecc… Il socialismo prevede un’intermediazione dello Stato in questo, che raccoglie, gestisce e distribuisce. Punto. Due sistemi che puoi rendere perfettamente equi o iniqui, ma non c’entra il sistema in sè.
    Proprio desolante.

  • mincuo

    Anche quella delle “mancanza di regole” è una fanfaluca per bambini. Fa il paio col “capitalismo selvaggio” e altre menate.
    Le regole ci sono eccome nel liberismo e nel mercato. In quelli veri.
    No in questa roba che c’è.
    Qui si parla di banditismo, di satrapie, non di liberismo. E là non si parla di comunismo ma di tirannie omicide. Non è che non c’è differenza. Non mi sembra così difficile.

  • Georgejefferson

    aneddoto estratto da una famosa favola:

    – “quando io uso una parola -rispose Humpty Dumpty- questa significa esattamente quello che dico io, nè più nè meno”

    – “bisogna vedere -disse Alice- se Lei può dare tanti significati diversi alle parole”

    – “bisogna vedere -rispose Humpty Dumpty- chi e’ che comanda; è tutto qua”

  • Georgejefferson
  • mincuo

    A parte che non si capisce di che parlino le persone.
    Anche tralasciando il banditismo e l’oligarchia. Ma avrebbero poco Stato gli US? Poca burocrazia? Poco budget? Ma qualche numero niente? E solo di armamenti, esercito e di polizia? Cosa sarebbero quelli: “libero mercato”? Liberismo?
    Che poi un Stato spenda in quel modo le tasse, o per coprire buchi delle banche e mandi in malora invece alla gente, l’avrebbe prescritto il liberismo? Vabbè.

  • Georgejefferson

    “Le regole ci sono eccome nel liberismo e nel mercato. In quelli veri.”

    Mai esistiti,lo dici tu,quindi quelle regole che ci sono sono solo a livello ideale…cosi come l’ideale socialista liberale,mai esistito,ma che e’ appunto ideale da costruire,per me(e difficile stravolgere un paradigma dall’inconscio collettivo in pochi anni)va da se che ormai e’ ovvio a tanti che senza accrescimento culturale e civile(e informativo come dici)della gente(noi compresi) e’ aria fritta l’ideale,lo sai che approvo fondamentalmente le tue tesi,quello che contesto e’ il prevedere il futuro implicitamente che fai,per DEDUZIONE DATO IL PASSATO EMPIRICO,in verita del futuro,non domani,ne dopodomani,non sappiamo nulla ne io ne te…il problema maggiore..per me,e’ chi avra in mano le redini delle INFLUENZE sulle masse nei decenni o secoli a venire,e quale impianto ideologico ci sta dietro

    Ludwig von MISES

    «La metamorfosi delle tasse in armi di distruzione di massa è il carattere distintivo della finanza pubblica”.
    «Tutta la nostra civiltà si fonda sul fatto che gli uomini sono sempre riusciti a respingere l’attacco dei redistributori».

  • mincuo

    Guarda ho letto ma dopo le prime dieci righe ho già smesso. Perchè questo ha poche idee ma confuse. Il capitalismo è uno strumento, non un’ideologia. E se non elimini non solo il denaro (bada bene nemmeno la moneta, il denaro) ma anche il concetto stesso di scambio, il capitalismo esisterà sempre. Bello, brutto, cattivo, o selvaggio. Poi ho dato una scorsa sotto peggio ancora, pure il fatto politico. Gli imprenditori…Mamma mia…

  • Georgejefferson

    Che poi un Stato spenda in quel modo le tasse, o per coprire buchi delle banche e mandi in malora invece alla gente, l’avrebbe prescritto il liberismo?

    Concludi esattamente quello di Sergio R (che non so chi sia,non so se e’ il romano che dici…e’ un post da lui scritto qua su CDC)..che il Liberismo propagandato dagli anarco capitalisti sia solo fumo negli occhi

    A proposito,critichi molto le semplificazioni,giustamente,e allora perche,da studioso mi pare che sei,non sottolinei le diverse correnti degli opposti?..si una volta lo hai detto riguardo alle teorie economiche,che ce ne sono un’infinita…mi pare riduttivo semplificare spesso con i 2 LIBERISMI/COMUNISMO…per es.

    l’anarco-capitalismo (soppressione di ogni potere e funzione statale, con completa liberalizzazione di ogni settore della società, inclusi la sicurezza civile e militare e l’amministrazione della giustizia)

    il miniarchismo (apparentato al liberalismo classico, propende a una limitazione massima delle funzioni e dei poteri dello Stato, chiamato unicamente al ruolo di tutore delle fondamentali libertà)

    il paleolibertarianismo, o paleolibertarismo (una corrente nord-americana, economicamente liberista e socialmente conservatrice, soprattutto in difesa dei valori morali della tradizione cristiana)

    il neolibertarismo (altra corrente nord-americana, interventista militarmente all’estero, assimilabile all’oggettivismo e al neoconservatorismo, anche se rispetto a quest’ultimo propugna la necessità di interventi militari non tanto per “esportare democrazia” quanto per difendere gli interessi degli Stati Uniti d’America)

    il liberismo di destra (applicazione pratica dei principi liberisti in economia, ha varie sfaccettature per quanto riguarda l’aspetto delle libertà civili)

    il georgismo e il geolibertarianismo (imposizione di un’unica fiscalità basata sull’uso del suolo)

    il panarchismo (superamento del territorialismo statale e del monopolio nell’emissione di moneta)

    il nazional-libertarianismo verde (corrente che si pone a difesa delle “unità nazionali” e allo stesso tempo di unica politica energetico-ambientale da imporre a tutte le comunità nazionali)

    il libertarianismo cristiano (particolare corrente confessionale che integra principi religiosi e morali cristiani nella visione libertarian)

    l’agorismo (una forma d’anarco-capitalismo che propugna una completa deregolamentazione del mercato ma rifiuta di risolvere il problema della transizione da una società coercitiva a una individualista con l’utilizzo dell’attività politica)

    l’anarco-liberalismo (una forma di libertarianismo di sinistra non left libertarian, quindi anarco-capitalista, ma vicino alla tendenze liberal del Partito Democratico statunitense)

    Ma ce ne sono molti altri,questi solo nella sezione UFFICIALE del liberismo…ma so che li conosci…Nelle idee originarie,tutto va bene e possono essere in buona fede…che il problema e’ l’uomo non e’ una novita…ma l’accrescimento culturale e civile e informativo di cui parlavo non e’ un fattore a senso unico,lo saprai,puo essere diretto a seconda del paradigma ideologico che chi comanda(cioe le elite piu forti)decidono di portare avanti…puo risultare che fra 1000 anni il paradigma sia di piu solidarieta e giustizia…come invece quello estremo della legge del piu forte,al punto di mettere nelle costituzioni,nel diritto…per legge..non so,la soppressione dei disabili perche difetti DELLA NATURA UMANA…ci sono gia state queste teorizzazioni

  • Georgejefferson

    Guarda non vedere me come ideologo con i paraocchi,l’articolo prende risvolti ideologici che non sempre condivido,dici:” Il capitalismo è uno strumento, non un’ideologia. E se non elimini non solo il denaro (bada bene nemmeno la moneta, il denaro) ma anche il concetto stesso di scambio, il capitalismo esisterà sempre”….e questo lo so e lo comprendo bene,e so anche che i termini sono idee umane…e se fra 300 anni esistera una economia mista insieme all’uomo in generale piu evoluto nel senso umanista del termine…si ha il diritto(soggettivo)di cambiargli nome..anche se poco importa nel piano pratico,il termine capitalismo e’ talmente inflazionato(come comunismo)che ritengo giusto(mia opinione intendiamoci)che esso possa avere un termine diverso se cambia IN BENE il paradigma(io non prescindo il ragionare in termini BUONO/CATTIVO…GIUSTO/SBAGLIATO,anche se non ti piace….

    L’articolo parte da spunti interessanti che invece dovresti leggere…la prima parte non parla di idee…ma fatti concreti riguardo alla proprieta privata…si un po umile e leggilo,poi puoi benissimo criticarlo(e qui dimostri di avere anche tu un impianto ideologico BUONO/CATTIVO…GIUSTO/SBAGLIATO…nulla di male,anzi,e’ umano,solo che non ti piace sottolinearlo,e ti poni un po AL DI FUORI.Comunque sai che non ti manco di rispetto,anzi,stimo la tua lucidita(e competenza)di analisi

  • Georgejefferson

    Questo commento di Gianni di Francia conferma le tue tesi,non credi?

    Secondo me questa benedetta monetasovrana non è “LA” soluzione ad alcunché. La moneta, sovrana o suddita, è uno

    strumento, un mezzo per lo scambio. Presa da sola, non potrà mai risolvere problemi che stanno a monte. Nemmeno la monetizzazione

    del deficit, se per questo, non può risolvere un bel niente, presa in sé. Certo, siamo tutti d’accordo che una gestione equa e

    razionale dell’economia non può prescindere da questi strumenti, però ti inviterei a riflettere di più sulla storia: qui in

    Italia, ad esempio, negli anni ’60 e ’70 avevamo monetasovrana, monetizzazione del deficit grazie al matrimonio tesoro Banca

    d’Italia, avevamo quasi la piena occupazione anche grazie al ruolo dello stato nell’economia e nella creazione di posti di

    lavoro. Il paradiso in terra per la MMT giusto? Ed allora come mai gli operai di Mirafiori o del Petrolchimico di Marghera si

    mettevano le bandane rosse in testa e prendevano a bullonate i capi reparto? Come mai, proprio nel paradiso MMT in terra c’era

    una così diffusa conflittualità, scioperi ed occupazioni un giorno sì e l’altro pure? Forse perché monetasovrana e deficit

    spending non riuscivano a risolvere MAGICAMENTE il problema del venire sfruttati e spremuti come limoni nelle fabbriche? Più in

    generale, stampare moneta col mouse non potrà mai risolvere MAGICAMENTE i problemi che derivano da ciò che alcuni chiamano

    conflitto distributivo, altri lotta di classe e che Bagnai,chiama ”coperta corta”. E’ il perché e per conto di chi si fanno le

    politiche economiche che fa la differenza.

  • Georgejefferson

    Giusto Santium,sarebbe bello allora un SOCIALISMO LIBERALE UMANISTA,Come ideale con al centro l’uomo,la vita,la terra…che poi il problema e’ il livello evolutivo dell’uomo in senso umanista che impedisce questo…e be,non inficia pero la speranza che nel corso futuro della storia possa crescere(corso futuro,ne domani,ne dopodomani)Piu si incentiva il realismo con fare pessimista per il futuro..piu si alimenta il non crescere delle coscienze collettive,noi compresi…se a tutte le nuove generazioni viene impiantato il seme di tale pessimismo per il futuro(attenzione,mi si puo obbiettare giustamente che e’ realismo….si ora…ma del futuro nessuno ha la sfera magica…quindi rivolto ad esso diventa pessimismo)esse cresceranno esattamente come vogliono certi ideologi della GIUSTEZZA della legge del piu forte,sviliti,cinici,e pronti anche a giustificarla tale legge del piu forte perche…E’ SEMPRE STATO COSI

  • mincuo

    Io dico una cosa molto smplice Jefferson e tu mi sembra che la complichi. Provo così: un sistema vale l’altro.
    1) E’ falso che un sistema liberista produca chissà che iniquità. E’ falso che uno socialista altrettanto produca chissà che disastri. NON C’ENTRA. Quindi qualunque persona che la mena con queste cose non fa altro che perpetuare quel che la propaganda ha interesse a propagare.
    2) E’ vero che entrambi degenerano. Prima o dopo. Ed entrambi diventano oligarchie. Questo è un dato scientifico, non un’opinione.
    Inoltre anche una persona “normale” non imbevuta di fanatismo lo può riconoscere facilmente, se vuole. Pure qui ora.
    3) Il problema di entrambi è che non c’è check-balance. Una volta instaurato uno o l’altro, non c’è controllo popolare. E quello più importante è l’informazione. Quindi alla fine avrai l’abuso liberista o l’abuso socialista. Ti piace di più quello socialista? Va bene, hai l’abuso socialista. Nessuno ti dice nulla. Basta non menarla con colpa del “sistema”….

    Il punto centrale è quello, il resto serve per fare confusione.

  • andyconti

    In tutti i sistemi si formano oligarchie. Che Guevara in effetti coltivava l’idea del cambiamento di coscienza prima che politico, e la sua intenzione era di realizzare quello a Cuba.

  • Georgejefferson

    NO NO,io ne faccio un discorso sul futuro…dici:”Ed entrambi diventano oligarchie. Questo è un dato scientifico, non un’opinione”…puo darsi del presente e del passato…ed in piu tanti accrescimenti culturali avvenuti(certo minimi)tu li vedi come pianificazioni e pensi di prevedere il futuro,io ti dico…puo darsi…puo darsi alcune pianificazioni,ma puo darsi non tutto…e del futuro non sai nulla…l’analisi empirica non dimostra nulla sulla giustezza di previsioni del futuro,e non potrai mai dimostrarlo scientificamente perche appunto,E’ FUTURO…Quando esistevano leggi che tutelavano e garantivano ad alcuni il DIRITTO DI POSSEDERE SCHIAVI…cera chi diceva…sara sempre cosi,e’ sempre stato cosi…e’ dimostrabile scientificamente…eppure DEL FUTURO,nessuno puo dimostrare nulla,ed infatti certe leggi sono state tolte…torneranno..puo darsi,come puo darsi di no

  • Georgejefferson

    ERRATA CORRIGE

    tanti accrescimenti culturali avvenuti(certo minimi)tu li vedi come pianificazioni CREATE AD HOC SOLO PER INTERESSI DEI PADRONI E BASTA,nessuna civilta aumentata,solo permessi provvisori per scopi di sfruttamento

    Ripeto,puo darsi,come puo darsi che non tutto l’accrescimento culturale(ripeto,minimo avvenuto)sia stato pianificato cosi.

  • mincuo

    Che Guevara comandava i campi di concentramento e le esecuzioni anche, a dire il vero. Ma quello sui libri “divulgativi” non ci sta.
    Poco male.
    Comunque Che Guevara non era marxista-leninista in origine, ma tutta la storia della rivoluzione Cubana è stata poi un pò distorta in chiave Marxista-Leninista fin dall’inizio. Ma non fu così. Nemmeno Castro in origine lo era.

  • lanzo

    Mo sorprende come sia passata inosservata (o meglio, non commentata) l’affermazione che con 19 mila dollari = 15 mila euro l’anno, una famiglia di 3 persone non puo’ vivere. Quante famiglie in Italia si devono arrabattare con questo reddito ? Teniamo presente che il costo della vita negli Stati Uniti e’ sensibilmente inferiore a quello italiano: dalla benzina agli affitti, agli alimentari, bollo macchina praticamente inesistente, assicurazione NON obbligatoria et cetera ed i buoni da spendere nei supermercati (food stamps) esistono realmente per certe fasce disagiate, non come la cartina di credito di Tremonti, da 40 euro, che mi faceva pensare alle scritte esposte in certi negozi (specie macellai) “qui si fa credito solo ai novantenni accompagnati dai genitori. Il sussidio di disoccupazione per un po’ te lo danno, in Italia ti danno sta’ mazza, altrimenti, come disse la fornero, “starebbero a mangiare gli spaghetti al pomodoro” o qualcosa di simile.
    Certo, se ti ammali, sono cazzi amari.

  • mincuo

    No no Jefferson, corri troppo, io non vedo quel che tu mi fai vedere, nè ho mai detto questo per TUTTA la cultura, la società, o il progresso.
    Per quanto riguarda il “futuro” che non si può sapere è una tautologia. Nessuno pretende di sapere il futuro. Pretende invece di imparare dall’esperienza, come uno che quando fa freddo si copre.
    Inoltre cerca di individuare dei correttivi in base all’esperienza. Lo fa dalla preistoria questo.
    Qui l’esperienza è che tutti i sistemi si trasformano in oligarchie.
    Un correttivo possibile è una o più forme di check-balance. Specie sull’informazione. Oppure ci potrebbe essere qualche altra idea
    La tua mi pare che è: speriamo in un mondo migliore e teniamocelo così. Quelli futuri saranno buonissimi e onestissimi, e se no pazienza.
    Io non lo contesto mica, va bene. Ho un’idea differente.

  • mincuo

    Quel che non ho capito bene Jefferson è: se domani Pinco Pallino al Governo elimina un pò di disabili, però Pinco Pallino controlla tutti i mezzi di informazione, inoltre ha previsto reati di opinione per cui se protesti ti accusa pure di “attività sovversiva” o “incitamento all’odio” e ti schiaffa in gattabuia, o magari accusa te di eliminare i disabili, tanto che ci vuole avendo l’informazione?
    Certo non lo farebbe mai perchè lui è buono, l’hai votato tu.
    Ma se lo facesse?

  • Georgejefferson

    e va be,se mi attribuisci questo tuo ultimo,di nuovo e’una tua interpretazione,mai espresso in questi termini,anzi…Sulla tautologia,le azioni umane non sono NATURA senza se e senza ma…come il freddo,tanti idealisti nei secoli si scontrano col pessimismo del futuro PERCHE E’SEMPRE STATO COSI…ed e’proprio il tuo il classico impianto ideologico che nulla puo cambiare in meglio(in meglio,non paradiso) perche sempre e’stato cosi,anche se lo neghi.Il concetto stesso di idealismo si scontra e contesta il sistema di analisi della realta futura..perche dall preistoria si fa cosi.

  • Georgejefferson

    e che vuol dire questo col mio ragionamento?(semplicistico per carita)nulla…io parlo del paradigma dell’inconscio delle masse,non degli oligarchi,prima di effettuare un controllo adeguato sui dirigenti,ci vuole che esse accrescano in civilta,empatia,responsabilita e tanto altro,e questo e’un cammino lungo,o ritieni..siccome nell’arco temporale delle nostre vite vedremo poco o nulla di tali accrescimenti..essi non ci saranno a prescindere?Sul presente e passato puoi anche essere realista(e anche li ci sarebbe da aprire un libro,sul fatto che tu non eri nel passato ed onnipresente,e non ci sono prove scientifiche che tengano,visto che ne potrebbero esistere tante altre a cui non hai accesso)…ma sul futuro sei pessimista,niente di male intendiamoci,ma almeno ammetterlo umilmente…io ti contesto(rispettosamente)proprio quel pessimismo sul futuro basato sul nulla,anche se ti ostini a parlarne “scientificamente”…pure tu puoi,inconsapevolmente(ipotesi,non verita)fare il gioco degli oligarchi…diffondere il pessimismo sul futuro e’una strategia antica,per svilire la volonta generale

  • Aironeblu

    Credo che siamo fondamentalmente d’accordo: la mano invisibile del mercaro non c’è mai stata, come non c’è mai stato il socialismo in cui ognuno dàsecondo le sue possibilità e prende secondo i suoi bisogni. Ci sono sempre e solo state oligarchie o monarchie.

    Ma se le ideologie liberista e socialista sono superate, io sono maggiormente critico verso quella liberista, per due rafioni: primo, il liberismo è l’ideologia che ha abbracciato il mio paese (a forza, ma l’ha fatto), per cui è un “male” che mi tocca direttamemente, e secondo, se l’ideologia socialista ha dichiaratamente fallito, quella liberista è ancora pericolosamente viva ad esmpio proprio nelle campagne presidenziali USA e non ha ancora finito di fare danni.

  • Georgejefferson

    IL “SOGNO AMERICANO” DI 49 MILIONI DI STATUNITENSI E’ MANGIARE!

    di Angel Martinez

    Se lei pensa che la fame è un male alieno al primo mondo, si sbaglia. Più di 49 milioni di statunitensi hanno sofferto una costante “insicurezza alimentare” durante l’anno scorso, 13 milioni in più rispetto al 2007, secondo quanto si denuncia in un documento del Dipartimento dell’ Agricoltura degli USA. Questa cifra indica che una ogni sei famiglie ha problemi nel trovare cibo a sufficienza nella prima economia del mondo. E, quello che è peggio, il numero di bambini nordamericani che soffrono al fame sono aumentati da 11 a 17 milioni, una quantità record da quando Washington ha cominciato ha studiare il fenomeno 14 anni fa.

    Il Governo classifica le famiglie come “food secure” o “food insecure” (“cibo sicuro” o “ cibo insicuro”, ndt) basandosi su un questionario che analizza le loro abitudini alimentari durante gli ultimi 12 mesi. Tra le altre questioni, viene chiesto loro se i genitori o i figli hanno passato, qualche volta, una giornata intera senza mangiare perché non avevano i soldi sufficienti per comprare alimenti. La quantità di risposte affermative dà un’idea della dimensione del problema, che ha già provocato una richiesta dei media statunitensi a Barack Obama perchè allarghi i programmi federali già esistenti sulla nutrizione.

    Un terzo delle famiglie con problemi economici soffre quello che i ricercatori chiamano eufemisticamente come una “molto bassa sicurezza alimentare”. Cioè, i membri delle famiglie non mangiano due volte al giorno, riducono considerevolmente le razioni o, semplicemente, non hanno denaro sufficiente per comprare cibo. Le famiglie senza risorse alimentano prima i loro figli, proteggendoli dalla fame quanto più possono. Ma, il documento denuncia che il numero di bambini esposti ad una “molto bassa sicurezza alimentare” è passato da 323.000 a 506.000 nel 2007.

    A questo si aggiunge un dato preoccupante: un altro studio federale mostra che, anche prima che scoppiasse la crisi, più di due terzi delle famiglie definite come “food insecure” ha tra i suoi membri uno o più lavoratori a tempo pieno. Questo indica che, secondo il NY Times, milioni di statunitensi erano intrappolati in lavori con stipendi spazzatura prima che la recessione riducesse ancora maggiormente le loro possibilità di alimentare i loro figli.

    La classe media si impoverisce.

    Nonostante Washington abbia annunciato recentemente una crescita del 3,5 del PIL nel terzo trimestre, cioè, che la peggior crisi dal 1929 è stata superata, non sono pochi gli analisti che pensano che la maggior parte degli statunitensi affronta una grande depressione. Il drastico calo dei prezzi delle abitazioni sta impoverendo ancora di più la classe media e bassa, il cui patrimonio principale è la casa. Mentre, l’ aumento del mercato di valori sta facendo più ricchi quelli che già lo erano, perché il loro patrimonio principale sono azioni.

    Dopo aver preso la presidenza, Barack Obama ha deciso di destinare 20.000 milioni di dollari al Supplemental Nutrition Assistan Program (SNAP,ndt), cioè, il programma dei buoni pasto per famiglie bisognose. Tenendo conto che la popolazione attuale statunitense è di 304 milioni, con un tasso di povertà del 13%- che aumenta al 21,9 % nei minori di 18 anni, la più alta nel mondo sviluppato- di suddetta quantità potrebbero beneficiare 6 milioni di persone in più di quelle che già beneficiano dello SNAP. Sembrerebbe che chi governa la terra dell’abbondanza si augura un aumento spettacolare della povertà.

    Fonte: http://www.elconfidencial.com/mundo/millones-estadounidenses-padecen-hambre-20091121.html

  • Georgejefferson

    Che i lettori sappiano cosa accade inoltre nei “Paesi seri” del Neoliberismo anglosassone : ci sono 40 milioni di persone che mangiano una sola volta al giorno (USA, dati Dipartimento dell’Agricultura); ci sono 45 milioni senza assistenza sanitaria (USA) con Obama che ha fatto una riforma che ha regalato per legge 70 miliardi di dollari alle assicurazioni private; c’è il sistema scolastico più iniquo del Pianeta (USA); c’è un ministro del lavoro che si chiama Jeffrey Immelt, che era l’AD di General Electric con metà della sua forza lavoro delocalizzata in Cina… è ministro del lavoro! (USA); ci sono le menzogne dell’ammirato Obama (da Travaglio) che parla di iniquità sociale e ha appena varato tagli al budget che “per ogni dollaro preso dalle tasse dei ricchi ne ruba 2 da istruzione, sanità, e benefit alle famiglie” (USA, da The Nation); c’è una situazione di Stato Sociale talmente disastrosa che Medicines du Monde ha dovuto aprire delle tende per fornire assistenza sanitaria ai poveri del quartiere di Hackney a Londra (GB); c’è un abbandono industriale che, secondo il The Guardian, “ha riportato i livelli di povertà nel nord industriale ai livelli Vittoriani della fine ottocento” (GB).

    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=226

  • Aironeblu

    Credo che tu non abbia letto bene il mio commento: il senso è che il liberismo è stato, ed è ancora, un potente strumento di propaganda nelle mani di pochi (auto) eletti per realizzare i propri fini di arricchimento e di potere.

    Quegli stessi eletti che hanno sempre usato il dogma del libero mercato per giustificare i loro giochi di dominio, massacrando sindacalisti ed etichettando come “komunist” chiunque intralciasse la loro marcia.

    Che poi anche il comunismo sia stato usato strumentalmente dalle oligarchie al potere, non c’è alcun dubbio.

    Ma mentre l’ideologia socialista è già fallita da oltre 20 anni, il capitalismo liberista sta affondando gli ultimi colpi nelle economie occidentali.

  • Aironeblu

    Sì, avevo notato anch’io questa valutazione forse eccessiva: evidentemente glo standard sono più alti, e l’American Way of Life ha poca dimesticheza con l’arte di arrangiarsi.

  • Aironeblu

    Da condividere in pieno. Non vedo in quale altra maniera potrebbe essere inteso l’assolutismo liberista austriaco se non come strumento per giustificare e perpetrare le inequità sociali a favore dei potenti.

  • misunderestimated

    Adesso capisco tutto questo proliferare di reality, talent show e sit-com culinarie…

  • mincuo

    Io non ho nessun impianto ideologico. Oohh ma è una mania che hai quella di appioppare le cose, oltre a quella di moltiplicare i pani e i pesci o di elaborare teorie generali su di me non si sa su quali basi.
    -Io ho detto che i sistemi si trasformano in oligarchie. Niente di ideologico. E’ un fatto scientifico.
    -Ho detto che secondo me (e non solo) la mancanza di check balance è una ragione di questa degenerazione. Niente di ideologico.
    -Mai detto che non può cambiare in meglio, anzi uno che dice che si potrebbero pensare dei correttivi è per far meglio, o no?

    Non capisco proprio Jefferson sembri un pò l’ UCAS: Ufficio complicazione affari semplici.

    A me piace la gente che sta sulle cose, sugli argomenti, non che fa voli pindarici o parla dei massimi sistemi. Quando devo parlare di filosofia o teologia, che mi appassionano, parlo di quelle.

  • Aironeblu

    Sempre prendendo le distanze dalle due ideologie portanti, credo che bisogna evidenziare comunque una differenza fondamentale tra liberismo e socialismo: se entrambe diventano strumenti di dominio di una ristretta oligarchia (privata nel caso del liberismo capitalista e politica nel caso del comunismo), è però vero che nell’economia di stato chi ruba lo fa contro la legge, corrompendo,abusando e approfittando illegalmente della immensa concentrazione di potere che gli passa per le mani, mentre nell’economia di mercato si ruba legalmente, tramite leggi emanate appositamente per favorire i già favoriti, alla luce del giorno e con il consenso dei cittadini.

  • mincuo

    Infine ho detto in tutte le salse che per me socialismo o liberismo non è tanto importante, sono due buoni sistemi, ma non corrispondono e non hanno mai corisposto a quello che è stato realizzato. Quindi quelli che parlano dell’uno e dell’altro si riferiscono a delle cose che nella pratica non si sono mai viste.
    Uno può dire boh non so secondo me no sì quà là, quello che si vuole, ma ideologico? A uno che dice questo?
    Se ate sta bene che liberismo =”cattivo” e socialismo = “buono” e che le miserie e i morti di uno sono dovuti all’intrinseca cattiveria, e quelli degli altri invece sono errorini di percorso, chissenefrega, a me va più che bene, mica faccio il predicatore.

  • mincuo

    In tutte le salse ho detto che sono due sistemi socio-economici.
    Uno passa per una maggior intermediazione statale, uno meno. Ci sono varie gradazioni. Di buono o cattivo per me non c’è nulla nei sistemi. Si può discutere di altro, non di buono-cattivo, ma questo secondo me.
    Un altro invece ha la sua interpretazione religiosa e moralistica delle cose e la pensa diversamente. I buoni e cattivi. Va bene.

  • Georgejefferson

    Ma infatti io parlo semplice semplice,la mia bassa cultura accademica me lo impone,voli pindarici a me non sembra,si puo dire lo stesso di te allora,tu per primo semplifichi mille teorizzazioni col dualismo liberismo/comunismo…Hai opinioni?o solo dati di fatto scientifici?certo che hai opinioni,io li chiamo impianti ideologici,se non ti piace chiamiamole opinioni…appioppare le cose sono opinioni..cosi come anche tu mi hai appioppato le cose dal tuo ultimo..difatti non ho detto sei cosi sicuramente,difatti lo sottolineo sempre…Hai detto che i sistemi si trasformano in oligarchie,esprimendolo cosi presupponi anche il futuro,piu umile e diverso dire fino ad ora..sembra sia stato cosi..saresti piu credibile(secondo me certo)..dico sembra perche ti ripeto non esistono dati scientifici che mostrano la reata passata tutta,ma solo ipotesi ragionevoli parzualmente dati per veri…ripeto non essendoci stato nel passato ed onnipresente su tutto….sulla check balance parzialmente approvo,visto che mi sembra(ripeto mi sembra)che parti dal presupposto che non siano mai esistite oligharchie giuste(anche se di minoranza)…non ne vuoi fare dibattito sul giusto/sbagliato?ok..ma sei tu il primo a farlo quando parli di possibili miglioramenti e degenerazioni odierne(e qui dimostro che anche per te esiste il concetto alla base di buono/cattivo anche se non lo ammetti)sono sulle cose,niente voli pindarici…e’un’accusa che hanno sempre rivolto agli idealisti

  • mincuo

    Aironeblu, io mi arrendo. Ho detto che per me sono due sistemi socio economici. Uno passa per una maggior intermediazione controllo e gestione dello Stato, l’altro no. Per me di “buono” o “cattivo” non c’è nulla nei sistemi. Non favoriscono nessuno.
    Le oligarchie sono un esito naturale, per mancanza di controllo, e quindi chi ha potere spesso lo esercita in modo improprio, cioè fa abusi sia nell’uno che nell’altro sistema, ma non è “il sistema”, sono loro.
    Le leggi se le fanno entrambi quelli che hanno potere, comprese quelle penali, tanto i liberisti che i socialisti.
    Tu la vedi come intrinsecamente come buoni/cattivi invece.
    E va bene.

  • Georgejefferson

    Nemmeno io faccio il predicatore,vedi che mi appioppi anche tu cose mai dette?liberismo/cattivo…socialismo/buono..che e’mi appioppi gli slogan?a me che da anni parlo del problema uomo?(io compreso)..non so su quali basi..come dici tu…prima pero di continuare sullo slogan(lo fai anche tu con me)”tutte oligarchie ora e sempre dati scientifici”…e pensare all’uomo ci vorrebbe un sistema di migliore bilanciamento come dici…es.io lo chiamo socialismo/liberale,chiamiamolo anche pinco pallino non importa l’importante e’la bilancia della via di mezzo nei poteri,unito allo stimolo di accrescimento culturale e informativo,come anche tu dici e fai..quindi non vedo dove sta il problema…se fossi andato avanti con la lettura di kleeves,al di la dei risvolti successivi…SUI FATTI DELLA PROPRIETA PRIVATA e aua origine avresti trovato punti in comune…scendi dal piedistallp e leggilo

  • Georgejefferson

    ti ho appena dimostrato che la visione moralistica (religiosa non lo so,io no e te lo ho anche detto)ce la hai anche tu,solo che non vuoi ammetterlo…sa di poco scientifico parlare di miglioramenti/degrado attuale?(parole tue)..buono/cattivo e’troppo bambinesco?vero allora parliamo di giusto/sbagliato(in fondo la stessa cosa)

  • albsorio

    Forse il problema vero è il punto di origine, cioè noi con i nostri egoismi. Credo sia difficile arrrivare ad un sistema perfetto formato da imperfetti, che sia socialista o liberista, i poveri sono buoni e sfruttati perchè non possono essere ricchi e cattivi, da loro soldi e potere e al 99% diventano uguali all1%, io stesso penso che il potere mi corromperebbe facendomi cambiare.

  • mincuo

    Ultimo per me.
    Lasciamo stare i comunismi che nemmeno si trasformano in oligarchie. Nascono già. Partito unico stampa unica niente sindacati ecc..
    Ma io dico (non solo io ma da 100 anni, e si dimostra, non è un’opinione solo) che anche le democrazie hanno questa deriva.
    Questa cosa ha poco a che vedere con liberismo e socialismo, pure in ambito democratico, e se leggi una paginetta di Michels su Wikipedia, che è la cosa più semplice possibile e visto che lui era uno studioso di SPD ti spiega anche perchè. Se hai più tempo ce ne è una sfilza di altri sociologi o politologi.
    Non va bene perchè se no lui o io presupponiamo il futuro, vediamo il mondo cattivo o buono, le oligarchie giuste o ingiuste (mai parlato di giusto ingiusto bello o brutto o futuro o visioni io) ecc.. Solo due acche. Le democrazie hanno questa tendenza, indipendentemente dal sistema più o meno statale. Punto fine, non c’è altro. Poi uno dice secondo me no, non si trasformano, che è l’argomento. E allora capisco. E ne discuto. Un altro dice secondo me il liberismo è “cattivo” intrinsecamente. Provo a dire la mia, che è un sistema, e poi basta, mi sta bene lo stesso, “è cattivo” va bene, come con Aironeblu.

  • Georgejefferson

    E’lo stesso che cito tante volte quando parlo di accrescimento culturale/civile/responsabile di noi tutti come cammino storico lungo da incentivare ma senza scoraggirsi se non c’e’il mondo migliore oggi…manco lo vedremo mai forse…il problema sono le oligarchie di maggioranza che vogliono il retrocedere dell’umanesimo in favore del ripristino della legge del piu forte.Complimenti per l’umilta di esposizione alb.

  • mincuo

    Ho detto sono due sistemi che vanno bene entrambi. E dagli con questo giusto e ingiusto buono e cattivo. Continuo a dire che non sono i sistemi “buoni ” o “cattivi”.
    Non hanno la morale incorporata. PER ME. Per te è diverso, PER TE. E VA BENE. Ma non appiccicarlo a me.

  • luigidifrancesco

    Veramente, dal commento sulla nuova povertà in USA, si è virato in una critica ai satrapi cubani Mi insegna molto, ma un dubbio mi rimane: se questi, come quelli, sono interessati solo alla pecunia, perche gli strateghi USA non li hanno semplicemente foraggiati come hanno fatto con decine di dittatori in sud-america invece di inbarcarsi in un tentativo di invasione miseramente fallito e in anni di embargo che li ha fatti litigare con mezzo mondo?

  • Georgejefferson

    La Democrazia odierna semplicemente non e’compiuta,ma solo accennata con facile strumentalizzazione da parte degli oligharchi..E’un cammino in costruzione che necessita come dici anche tu di controllo/informazione e volonta di farlo e conseguente accrescimento culturale del cosidetto popolo,al solito l’ideale presuppone il futuro.Quella odierna non e’Democrazia,non ci sono le condizione adatte umane..non significa la democrazia=oligharchi….questa NON democrazia forse uguale oligarchi,e di nuovo,sbagli a crederti imune dai concetti morali,le tue parole lo dimostrano,sono il primo da agnostico a stare alla largha dai fanatismi morali ad approccio religioso…ma non nego che anche la scenza sia diventata(non tutta)fanatismo morale ad approccio religioso,anche se lo nega(in senso lato,non tu)grazie del dialogo,l’importante e’la volonta a mantenere il dialogo in contesto civile

  • mincuo

    La critica solo ai satrapi cubani l’hai vista solo tu. Io ho fatto una critica ai satrapi di entrambi colori. Quanto a foraggiarli ci hanno provato. Ma erano foraggiati da URSS, e stavano sotto quella casacca, ed erano foraggiati non solo di soldi ma anche di armi.
    Si chiamava guerra fredda. Forse non te ne eri accorto.

  • Georgejefferson

    Vanno bene entrambi presupponi buono/cattivo…e la pensi come me,anche se non ti piacciono i termini,chiamiamoli caino/abele…o come vuoi,la sostanza non cambia

  • mincuo

    Forse è meglio che ti dai un’occhiatina anche a quanti colpi di Stato, invasioni militari ecc… hanno fatto gli USA nei Paesi di Centro e Sud Americani, oltre a “foraggiarli”. Non è che Cuba, la Baia dei Porci, sia stata una grande novità come metodo. Di novità c’è che gli è andata male, una volta tanto.

  • mincuo

    Grazie a te. Io comunque distinguo tra concetti morali, ed etica.

  • cardisem

    L’articolo merita i molti commenti che non ho tempo di leggere. Vorrei dire brevemente la mia, scusandomi se è già stato detto. Davvero il breve: i nostri politici, egualmente corrotti e venduti, stanno seguendo il modello America, che in realtà ci comanda. Se non ci diamo subito una mossa, per sbarazzarci di simili criminali siamo fritti… Eccoli, quei maledetti della tv stanno parlando dell’aumento dei carburanti, senza minimamente collegare questi aumenti alla politica verso l’Iran, all’embargo, al servilismo verso Israele… Nessuna spiegazione al perché il prezzo dei carburanti aumenta… Maledetti!

  • mincuo

    Il fanatismo e l’indottrinamento sono una brutta bestia. Ancora coll’ “embargo”. Sono 50 anni che Cuba importa ed esporta quel che gli pare, salvo direttamente cogli USA. (direttamente perchè indirettamente se proprio vuole le merci USA, chissà perchè, lo può fare lo stesso). Ti prendi un sito qualunque economico e ti prendi tutti gli anni. Import ed export. Eppure niente da fare. “Embargo” ha detto il Partito ed embargo sarà in eterno.

  • ws

    Come ho potuto capire, questa convinzione è basata su una ideologia, non sulla realtà.

    si sulla mitologia del “libero mercato ” dove ” ricchi” lottano sempre tra loro e non formano mai una mafia …:-D

  • bstrnt

    “Ho visto qui un articolo su Cuba da fare rivoltare lo stomaco. Dipinto come una meraviglia. Un Paese dalle cui meraviglie il 10% del suo popolo è scappato dal 1959 a oggi, ma questo non lo dicono. Primo al mondo per imposizione fiscale su GDP, al 75,8%, terzo al mondo per prostituzione, 178° per complessivo benessere sociale, niente sindacati, niente libertà di opinione, uno stato di polizia da 60 anni, in mano a una cricca di ipermiliardari, che già da subito, nel 1960, tutti i libertari e anarchici rivoluzionari che combatterono a fianco e che tante speranze avevano suscitato e che tanta parte ebbero nel liberare il Paese li ha subito incarcerati o eliminati, per impiantare la solita dittatura politico-militare.”

    Magari certe elucubrazioni mentali sono il prodotto di certi pregiudizi squisitamente occidentali.
    Cuba è il male assoluto e la dittatura per eccellenza, gli USA sono il bene assoluto e la personificazione della libertà.
    Magari è vero l’esatto contrario, e noi, servi e vassalli dei fondamentalisti puritani , dovremmo saperlo meglio di altri!

    Si può sputare su Cuba, come si è sputato sulla Libia di Gheddafi e ora si sta putando sulla Siria di Assad,comunque , a mio avviso ci sono molti meno scheletri dentro gli armadi di queste “dittature” che non nel container immondi del “libero” occidente!

  • mincuo

    E’ arrivato il benaltrista di tumo. Io non ho sputato su niente, e se gli danno 12 Dollari al mese e se il 10% del popolo è scappato dal tuo Meraviglioso Paradiso Sociale che ti ha inculcato il Partito non è colpa mia. Per quelli come te invece la colpa è dire la verità se non va bene con la dottrina che gli hanno inculcato.
    In più io ho scritto che gli USA sono una vergogna in tutte le salse, uno stato di polizia, che affama la gente. Quello invece ti va bene e lì invece guarda caso io non sputo nè ho elucubrazioni.
    Sei sotto il livello della vergogna.

  • andyconti

    Che Guevara era marxista. Castro no. Le esecuzioni di batistiani erano giuste in tempo di guerra.

  • Aironeblu

    @Mincuo, guarda che stiamo dicendo la stessa cosa, e non la vedo assolutamente come buoni contro carrivi. Semplicemente, il liberismo si presta più direttamente ed esplicitamente, proprio nella sua espressione ideologica, a difendere gli interessi di chi è al potere. Ma sono completamente d’accordo che non sono i sistemi, ma gli uomini che li usano (se di uomini si tratta) a generare distorsioni e ingiustizie sociali.

  • Cataldo

    Prima di scrivere ho letto i commenti, nessuno coglie la vera natura del problema, in quanto mancano alcuni presupposti epistemologici (purtroppo ci vuole:) … non sorprende, visto che l’elaborazione razionale al riguardo è sostanzialmente sospesa. in estrema sintesi

    1)L’evenienza storica di questa concentrazione e disparità di ricchezza non ha precedenti in nessuna esperienza umana del passato, nemmeno al tempo degli “imperi” egiziano o cinese di 4000 anni addietro.

    2)Ogni raffronto tra la realtà economica attuale e quelle antecedenti è fuorviante.

    3) La rivoluzione tecnologica del digitale, preceduta ed anticipata da quella delle comunicazioni satellitari (ubiquità dell’informazione sul globo) ha cambiato l’umanità ancora più nel profondo di quanto accaduto con la “rivoluzione del neolitico” (agricoltura) e con quella industriale (industria).

    4) La possibilità di economie di scala e di scopo nella comunicazione, ha generato l’onnipotenza della finanza internazionale, questa si è andata enucleando dai punti centrali degli snodi finanziari del secolo passato, a loro volta plasmati nella fine dell’800, per assurgere a poteri di portata completamente diversa, amplificando la loro sostanziale irresponsabilità verso forme di controllo sia su base di leggi statali che, ancora meno, internazionali.

    5) Il punto precedente ha alterato il ruolo stesso di nazione, limitandone l’estensione, nell’occidente, alla necessità di dominare lo strumento imperiale USA, in questo senso la progressiva degenerazione dei sistemi politici negli stati vassalli (ad esempio Sarkozy e Berlusconi) sono dei cascami di questo depotenziamento complessivo della politica in quanto tale, un compito ormai demandato a fantocci pescati dal milieu bancario-universitario, visto che l’opinione pubblica è lobotomizzata dal controllo pervasivo dei media.

    6) La progressiva spoliazione delle fasce di reddito medie ed inferiori è inevitabile: completata l’adesione funzinale al sistema della tecnocrazia cinese, non vi sono possibilità ulteriori di espansione orizzontale, i limiti fisici delle risorse aumentano i “costi esterni” la loro socializzazione passa inevitabilmente per la spoliazione dei deboli e dei controllati.

    Non ha quindi senso ormai parlare di liberismo o socialismo, per inciso il “libero mercato” si definisce come un sistema a parità di informazione tra i partecipanti, evidenza che non si realizza da prima della comparsa della scrittura, credo 😉 è quindi una elaborazione rudimentale ed idelogicamente impregnata ab ovo, utile a definire un ambito di riferimento per i fatti microeconomici, non per impostare la condotta dei gruppi e delle società sul territorio.
    A mio avviso il quadro istituzionale attuale, nel campo della formazione, della cultura, della politica, non è in grado di risolvere alcuno dei problemi posti, ci vorrà del tempo, molto. Dipende anche dal grado di omologazione che si potra imporre alle elites asiatiche. Su questo potremmo avere amare sorprese per chi tiene al guinzaglio le forze imperiali.

  • surfgigi

    caro tao,ho vissuto a cuba dal 90 al 95.prima di scrivere certe cose vacci a stare almeno un anno. .mi hai ricordato salgari che non essendosi mai allontanato da casa descriveva così bene malesia e giungla nera.

  • mincuo

    Non penso che diciamo la stessa cosa. Cioè per quel che riguarda gli uomini pare di sì. ma io semplicemente dico che il liberismo non c’è, non c’è mai stato. A parte forse un inizio breve. Vedi Aironeblu, il liberismo realizzato ha una proprietà esremamente frazionata, e ha una severissima legislazione antitrust. Tu hai invece monopoli, monopolismo (sai che significa no?) L’80% del PIL mondiale è fatto da relativamente poche concentrazioni industriali-finanziarie. Quindi non c’è liberismo. Ma nemmno l’ha favorito quello, perchè una parte di quelle concentrazioni derivano da sistemi non liberisti, anzi.
    Inoltre anche in Europa non è che ci sono stati i liberisti (che ripeto non esistono) ma i socialisti per decenni (che peraltro non esistono pure quelli sotto quell’aspetto) eppure sempre monopoli son venuti su. Capisco che è dificile da digerire, capisco anche puoi pensare diverso, va benissimo. Ma non siamo d’accordo, e non c’è nulla di male. Mica bisogna essere d’accordo per forza (ancora, un domani non si sa).

  • mincuo

    @Surfgigi. Devi dire quali voci non vanno bene. Io ho lavorato con e per Cuba. Anche in quegli anni in cui c’eri tu. Non ricordo quanti dei tanti “Periodo especial” ho visto.
    Per i dati:
    -Sbagliato che il 10% di popolo è fuggito? E’ vero, è per difetto.
    670.000 erano registrati nella sola Florida nel ’78, poi come sai (?) nell’80 il lider maximo dette un breve permesso di squagliarsela.
    Si imbarcarono in 125.000, (esodo di Mariel) in un giorno solo, poi chiuse tutto. Ma la gente poi se la squagliava con le zattere, dal Paradiso sociale, ci sono quintali di filmati. Furono chiamate all’epoca le “freedom flotilla”.
    E’ più del 10%, ma mi ero tenuto basso.
    -Sbagliato import-export? E quindi che è una bufala la scusa dell’ “embargo”? Sono dati ufficiali Cubani i 13 miliardi di import di merci da dovunque, no embargo. Dati 2011. Se poi vuoi uno storico…ho solo 30 anni di dati, ma insomma…
    -Sbagliato che uno vive lì con la “libreta” e trova con quella qualcosa una volta sì e una no? Possiamo approfondire, cosa dici?
    -Sbagliato che esistono due economie, per il “pueblo unido che non sera mai vencido” che ha i pesos interni che non valgono un cazzo ma soprattutto non comprano un cazzo, e se vuole qualcosa allora li cambia in pesos convertibili e i suoi 300/400 pesos mensili di stipendio diventano 12 dollari, con i quali compra però a prezzi di serie A? Possiamo approfondire meglio, perchè io ho abbastanza documentazione sai.
    -Sbagliato che sia il terzo paese al mondo per prostituzione, e sia uno delle mete del turismo sessuale mondiale? Sì, sbagliato per difetto, c’è quella minorile e quella maschile. Si prostituiscono solo per divertimento naturalmente, e non certo per bisogno perchè non hanno bisogno, hanno le “conquiste sociali”.
    -Sbagliato che Castro e la sua cricca siano ipermiliardari? Non ho specificato le partecipazioni, ma sono qua. Non scappo. Dalle joint venture, alla farmaceutica, al nickel ecc..Chiedi. (a proposito quella per l’export è fatta con standard occidentali, l’altra, per il pueblo unido, invece….)
    -Sbagliato che hanno avuto sussidi dall’URSS che gli pagava 2 o 3 volte lo zucchero, ma andavano ad armamenti, a esportare la revolucion in giro, e non al pueblo unido? possiamo vedere meglio.
    -Sbagliato che l’ho chiamata dittatura politico-militare? Chiedo scusa. Sta lì da 50 anni, poi ci ha messo il fratello, domani fprse il figliolo o il nipotino. Dovevo dire democrazia popolare, in effetti.

  • Georgejefferson

    Della realta delle elite,di quante sono e a quali scopi nel loro agire non sai nulla,ne io,ne te,ne altri,non c’e’ prova epistemologica che tenga…solo ipotesi e supposizioni,anche credibili,ma non verita assolute(in riferimento alle intenzioni…sui dati DI PROPRIETA,li sappiamo e non hai scoperto l’america)

  • Cataldo

    Non esistono inconoscibili, come non esistono verità “assolute”. Nel caso poi il fenomeno è in corso da decenni. Ovviamente ogni aspetto che entra in discussione sarà sempre parziale, ed i collegamenti vengono magari compresi in un tempo successivo.
    La differenza con il passato è la velocità degli eventi. Pensiamo solo all’evoluzione nelle strategie di comunicazione sui fatti economici, ad esempio gli indici di inflazione taroccati oltre ogni credibilità, o il ruolo assurdo delle agenzie di rating, la loro sostanziale insindacabilità, sono fatti che non si riescono a comprendere senza collegarli alla concentrazione inesorabile degli apparati decisionali, su questo una ottima pista per confermare le dinamiche è la scoperta dell’acqua calda dell’uso del libor come strumento di grassazione generalizzata.
    Solo una evidente concentrazione rende oggi possibile l’estrazione di valore finanziaria alle percentuali vigenti, ormai incompatibili con una economia che non si espande nei volumi come prima. Solo che i padrini della finanza vogliono mantenere i loro privilegi, e pretendono di continuare ad esigere, senza curarsi del fatto che il loro vampirismo distrugge lo stock di capitale collettivo.

  • Cataldo

    Per chiudere volevo anche sollecitarvi ad una riflessione su come il campo di indagine, su questi fatti, venga sempre ravanato da utili idioti come Saviano. Costui ancora cerca miserabili distinguo tra finanza “normale” e finanza “criminale”, questo al tempo della creazione imperiale dei narcostati, di cui uno a pochi chilometri di mare dall’Italia. E’ veramente patetico….

  • nigel

    Di solito non sono ottimista, ma ritengo che il liberismo selvaggio rechi in sè i germi della sua dissoluzione. La durata della nostra vita è tuttavia alquanto limitata, sarebbe il caso di accelerare la caduta degli Dei, internazionalizzando i movimenti di sopravvivenza