IL COMPLOTTO DEGLI IDIOTI

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003


DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Il complotto c'è, ma non è quello che credete. Innanzi tutto non ne è protagonista Berlusconi, questa volta. Poi non ci sono eminenze grigie che si incontrano nei palazzi del potere italiano per tramare accadimenti. Infine è smascherabile con facilità. E' il complotto degli idioti, dei sopraffini stolti che rispondono al nome di Gruppo Editoriale l'Espresso e Repubblica, di IDV (col seguito grill-travagl-guzzan-santoriano), e infine di 'belle anime' dell'intellighenzia italiana che stanno fioccando a firmare la cosa più inutile degli ultimi 20 anni. Un drappello di disorientati sepolti da 15 anni di sconfitte a rotta di collo e ridotti a sbraitare di nani e ballerine nel più duraturo smarrimento politico che si ricordi nell'Italia moderna. Ma loro no, duri insistono, fessi indefessi.



Nella foto: Dino Boffo
Prima di svelare il complotto, vi invito a un gioco utile. Facciamo che io non sono un giornalista, e che sono invece un cittadino al bar che legge il giornale, e che usa la sua testa (cioè fa informazione, la vera unica informazione utile per lui/lei persona).



Leggo: ROMA - “Dino Boffo si è dimesso da direttore dell'Avvenire con una lettera inviata al cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana: "Non posso più accettare una guerra sul mio nome". Immediata la replica della Cei che ha accettato la scelta "con profondo rammarico". "Non posso accettare che sul mio nome si sviluppi ancora per giorni e giorni una guerra di parole che sconvolge la mia famiglia e soprattutto trova sempre più attoniti gli italiani".


Poi però penso: Perché si è dimesso? Dicono che è innocente, che sono balle già ampiamente smentite. Ha il Vaticano dalla sua, compatto. Allora: 'sto tizio ha dalla sua un arsenale atomico, e scappa davanti alla cerbottana di Feltri? Non mi quadra.

Leggo: “Bagnasco: Attacco mediatico inqualificabile. Il presidente della Conferenza episcopale Italiana, cardinale Angelo Bagnasco, prende atto con rammarico delle dimissioni irrevocabili del dottor Dino Boffo dalla direzione di Avvenire. "Nel confermargli, personalmente e a nome dell'intero episcopato, profonda gratitudine per l'impegno profuso in molti anni con competenza, rigore e passione, nel compimento di un incarico tanto prezioso per la vita della chiesa e della società italiana - afferma la nota della Cei - Bagnasco esprime l'inalterata stima per la sua persona.”

Leggo: “Avvenire: Bassa macelleria giornalistica. Si è trattato di un'operazione di bassa macelleria giornalistica. Il direttore de Il Giornale - e gli altri che via via si sono accodati - nascondendosi dietro al diritto di cronaca ha frantumato la deontologia del nostro mestiere, ha calpestato i sentimenti e l'onore di Boffo e della sua famiglia. Ringraziando Boffo per i suoi quindici anni alla direzione del loro quotidiano, parlano di un "plateale e ripugnante attacco" e promettono di continuare il loro lavoro al servizio della democrazia e della Chiesa”.

Poi però penso: Un attimo. Stima inalterata, rammarico, gratitudine, uomo competente, rigoroso, prezioso alla Chiesa… e lo scaricano. Al suo giornale parlano di onore, ringraziamenti, ripugnante attacco… e lo scaricano. Volete farmi credere che se Bagnasco o il suo capufficio tedesco avessero detto “Ehi, Boffo, ma dove credi di andare? Tu stai qui e qui rimani”, il pio Dino si sarebbe impuntato? Non quadra. L'hanno scaricato. Perché?



Leggo: ROMA - “La notizia delle dimissioni del direttore di Avvenire viene battuta dalle agenzie mentre il Consiglio dei ministri è agli sgoccioli. Gianni Letta l'aveva saputa in anticipo, direttamente dal cardinale Bagnasco… (Per Berlusconi) ecco i due fronti su cui far scattare la controffensiva: biotestamento e accordi sulle candidature per le regionali di marzo… “Dobbiamo capire cosa fare con Casini” - ha poi proseguito il premier passando a parlare di regionali – “se dobbiamo lasciarlo andare da solo o se invece non ci convenga provare un accordo”. Domanda retorica se è vero che Berlusconi avrebbe già affidato a Franco Frattini l'incarico di trattare riservatamente con Casini le condizioni per un'alleanza con il Pdl. L'accordo con il figliol prodigo insomma è un tassello fondamentale della strategia di Berlusconi. Non solo per riallacciare un rapporto positivo con la Cei…”

Poi però penso: Bagnasco che frigge dall'indignazione per la sorte dell'agnello sacrificato Boffo, ma chiama Letta. Gianni Letta, forse il più notorio mercante di vacche della Storia repubblicana, e per dirgli cosa? Guarda caso, poi Berlusconi rapidamente sgancia l’obolo al Vaticano: assicurazioni del passaggio liscio di un testamento biologico-cilicio fra Camera e Senato, col silenzio assenso di Fini, e l'apostolo Pierferdinando di nuovo fra i dodici. Al mercato delle vacche si sono detti: tu mi levi di torno quel veterinario rompicoglioni e metti in riga la sua truppa, io ti do cinque buoi e dieci galline. Qua la mano.

E vengo al complotto degli idioti.

Leggo: “Dai calcoli che hanno fatto vedere al premier sarebbero infatti 7 su 13 le regioni in cui l'apporto dei centristi è determinante: il Piemonte, la Liguria, le Marche, il Lazio, la Campania, la Puglia e la Calabria. La Lega infatti ha alzato il prezzo e pretende tre regioni 'pesanti', mentre Berlusconi non può permettersi di cedere la Lombardia perché teme l'ira di Formigoni e paventa un suo immediato passaggio tra i centristi."

Poi però penso: Fa sempre schifo il mercato delle vacche romane, ma a pensarci bene anche se nelle stanze dei bottoni i politici giocano il loro Monopoli, come fanno poi a trasformarlo in realtà? Perché un conto è dire “Pierferdinando, tu mi dai tot voti per avere la Liguria”, oppure, “Silvio, io la Lombardia non la mollo a Umberto”, ma poi devono fare i conti con la gente che vota, e come fanno a essere così sicuri che voteranno esattamente secondo gli inciuci prestabiliti? Già, come fanno? Come fa Casini a promettere tot casalinghe e benpensanti a colpo sicuro al destinatario? E allora diciamocelo chiaro: siamo noi italiani a fare la differenza, siamo noi alla fine che da capre fetenti permettiamo ai politicanti di rimestare sterco all'infinito. Siamo noi, gli stronzi, e allora che senso ha fare i crocchi di belle anime intelligenti e firmare appelli che solo la minoranza dei disorientati perdenti di cui sopra abbraccia? Che senso ha questo stolido complotto che si accanisce maniacalmente sul Cavaliere, quando egli è solo l’ombra sul muro di milioni di italiani? Non converrebbe lavorare per cambiare quegli italiani?



Siamo noi, non lui, cari Repubblica, Espresso, Times, El Pais, D'Avanzo, Flores D’Arcais e soci. E piantatela di sbraitare baggianate come “Dino Boffo è stato ucciso sulla pubblica piazza con una menzogna”, o “per punirlo delle sue opinioni, un uomo è stato disseccato da una mano micidiale che ha raccolto contro di lui il potere della politica, dello Stato, dell'informazione”, perché quel povero Cristo lo ha fatto fuori Ratzinger in cambio di cinque buoi e dieci galline. Piantatela di scrivere “Ora che c'è un morto, viene il freddo alle ossa pensare che anche una prudente critica, una sorvegliata disapprovazione può valere, nell'infelice Paese di Berlusconi, il prezzo più alto: la distruzione morale e professionale”. Davvero? Allora spiegaci, D'Avanzo, come è possibile che da anni le orde grill-travagl-guzzan-santoriane troneggino in prima serata RAI e nei maggiori teatri, riversando di tutto su Berlusconi, se è vero, o anche solo ipotizzabile, che nell'Italia del Cavaliere persino “una prudente critica, una sorvegliata disapprovazione può valere, il prezzo più alto: la distruzione morale e professionale”. Ma la piantate di prenderci per il sedere? Perché tu e il tuo giornale di perdenti recidivi e di spocchiosi Micromegalici, mentre complottate da straccioni per incidere un’inezia nella fiancata del bolide PDL, tacete oculatamente su ciò che a noi persone vere sta stracciando l'esistenza. Infatti, i vostri ignari intelligenti fioccano ad apporre la loro firma contro l’insignificante peduncolo italiano dei poteri sovranazionali, mentre il Trattato di Lisbona sta abolendo il nostro parlamento e il 90% delle leggi del Paese; mentre Obama ci costringe a sobbarcarci 28 miliardi di euro di spese militari, soldi che servirebbero ai disperati servizi pubblici italiani per reggere l'impatto divorante dell'apertura degli appalti al Libero Mercato delle corporations secondo gli accordi GATS dell'Organizzazione Mondiale del Commercio; mentre il ‘senato mondiale degli investitori internazionali’ ha già deciso in sei mesi di crisi il futuro lavorativo, matrimoniale, educativo, riproduttivo e democratico di due generazioni di esseri umani in tutto il pianeta, Italia inclusa; mentre “nel solo marzo del 2009, il governo di Roma ha stanziato 12,8 miliardi di euro per salvare il settore bancario e quello auto/elettrodomestici… una cifra quasi identica a quella della finanziaria di quest'anno (13,1 miliardi), con la quale si sarebbe potuto aiutare il 38% delle famiglie italiane in difficoltà”; mentre le crisi – finanziarie, sanitarie o terroristiche - vengono create ad arte e a ritmo costante proprio per usare l'emergenza come demolitrice dei nostri diritti fondamentali acquisiti in 250 anni di lotte dal basso.



Ma voi, complottisti ossessionati dal peduncolo Berlusconi, chissà perché su queste cose non le fate mai le prime pagine, mai le raccolte di firme. Macché, e avete la faccia tosta di scrivere che gli inciuci Vaticano-Cavaliere o le sue scopate sono “la scena che dentro le istituzioni e nel Paese dovrebbe preoccupare chiunque”. Ma sta-te scher-zan-do? Non siete in malafede, salvo note eccezioni, siete proprio idioti purosangue. E voi, seguaci non pensanti dei complottisti disorientati, non ce la fate proprio a vedere che la pochezza di alcuni vostri paladini, e la palese falsità di altri, vi hanno ficcato in massa contro un muro a tirar calci a delle ombre per non farvi vedere l’orda di barbari che alle spalle sta saccheggiando la vostra vita?



Al mio bar chiudo il giornale, ma non prima di aver letto le parole più vere di tutta questa vicenda, cortesia di Silvio: “...i sondaggi ci danno sempre altissimi come fiducia, io sono oltre il 68 per cento”. Bè, se due più due facesse quattro a Repubblica, saremmo in un’altra Italia.



Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=132

5.09.2009

Commenti (128)

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    1. vic 6 settembre 2009

      Liquidiamo la faccenda del movimento d'opposizione: che si chiami Allorquando. Difficile affermare che allorquando sia di destra o di sinistra, giusto Giorgio Gaber? In alternativa lo si chiami Poi, anche lui inattaccabile come appartenenza.

      Vengo al dunque. Stavo pensando al look del piccolo cavaliere. Quella pettinatura alla calcio balilla. L'eta' non piu' verde. L'accompagnarsi ad affacinanti escort. La sicurezza di essere il salvatore.

      Ebbene questi tratti mi portano lontano, all'Argentina di Peron. Evita, che era adorata dagli Argentini, in realta' era un'affascinante escort. Anche Peron fece il gran ritorno.

      Vediamo dove ci porta la strampalata analogia. Vediamo cosa successe all'Argentina poi. Potrebbe la stessa sorte succedere all'Italia?

      Potrebbero installarsi dei generali formatisi alla scuola USA? Sarebbe possibile che costoro si avventurino in una guerra assurda, chesso' il contenzioso dell'isola della Maddalena con, poniamo la Nato che vuol tornarci per motivi suoi.
      E' possibile che lo stato vada in bancarotta?
      Quanto ci vorrebbe prima che emerga un Kirchner Italiano?

      La strampalata analogia ci suggerisce che il poi vedra' una transizione lunghetta, in cui i cittadini avran ben poco da dire. Poi un crack statale. Poi la sveglia. Il rendersi conto che e' ora di uscire dalle grinfie del sistema. I cittadini che votano entusiasti il cambiamento. Il cambiamento che in pratica significa uscire dall'UE e dalla Nato per prendere in mano il proprio destino.

      Guardando bene potrebbe anche succedere. O no?

      Un po' di fantapolitica non fa' mai male, su'!

    1. GCT 6 settembre 2009

      Non so se sono normale, ma so di essere in compagnia di molti.

      Guarda quello che scrive il 6 settembre "IL GIORNALE" a tutta pagina, dopo e non prima del mio commento:

      CADONO GLI DEI E SI FANNO MOLTO MALE
      Volevano regolare i conti con il Cavaliere, ma invece i poteri forti sono stati messi a nudo nel giro di poche settimane estive
      Non è in pericolo la democrazia, ma stanno crollando le oligarchie intellettuali ed economiche che hanno dominato il Paese

    1. Gabbiano 6 settembre 2009

      "Smettetela di beccarvi fra giornalisti, pero'. Il pubblico dall'occhio vispo vuole fatti e ragionamenti, non lagne. "

      Non hai ancora capito il perche'? sei proprio all'A... B... C .....cordialmente

    1. sentinella 6 settembre 2009

      MA SEI NORMALE???

    1. sentinella 6 settembre 2009

      ma che tristezza questo continuo scagliarsi e denigrare le uniche voci di dissenso in Italia (gRILLO - TRAVAGLIO - REPUBBLICA) E NEL MONDO EL PAIS. THE THIMES - THE GUARDIAN ECC....ECC..). Non è colpa nè di Grillo nè di Travaglio nè di De Magistris o Di Pietro se non c'è nessun altro che fa opposizione al laido Regime italiano.
      Io penso che ci sia ancora posto per un movimento di opposizione e di protesta quindi si faccia avanti chi critica chi osa fare la voce fuori dal coro dei servi.
      In quanto poi agli altri problemi legati all'imperialismo internazionale essi non escludono quelli italiani e siccome si dà il caso guarda un pò che viviamo in Italia e sottostiamo alle leggi e al governo italiano non crede il Sig. Barnard che sia legittimo proccuparci di essere governati da una classe politica legata mani e piedi alla mafia e dedita al saccheggio indisturbato delle risorse pubbliche.
      Oppure deteminati problemi escludono gli altri.
      Si faccia il signor Barnard qualche buona lettura tipo "L'Unto del Signore" in cui si parla del FILO CHE LEGA I SOLDI, IL RICICLAGGIO DI DENARO, IL VATICANO E BERLUSCONI.

    1. vic 6 settembre 2009

      Non ci siam capiti.

      Un Fede che parla in inglese su TG4 non lo guarderebbe quasi piu' nessuno in Italia. Forse qualche sordomuto/a.

      Per l'esempio che fai del cittadino medio americano, non e' un esempio equo. Non si puo' paragonare la quantita' d'informazione potenzialmente a disposizione in inglese del nostro americano medio rispetto a quella a disposizione in italiano dell'italiano medio.

      Uhm non son del ramo, ma mi ronza nell'orecchio una frase del tipo "il messaggio e' il medium", deve averla detta qualche guru del ramo. Contiene una certa parte di verita'.
      Prendi il pensiero. Ognuno di noi solitamente pensa nella propria lingua madre. Se la lingua madre e' ricca e semplice, il pensiero si articolera' in modo ricco e semplice. Se la lingua madre e' arzigogolata, il pensiero non potra' che essere arzigogolato.

      Molte incomprensioni culturali fra etnie diverse derivano anche da questo semplice fatto. Orwell l'aveva ben capito: la neolingua veniva regolarmente impoverita per impedire alle persone di formulare certi pensieri "sovversivi".

      Poi sai, avere idee diverse non e' necessariamente male.

      Cordialita.

    1. mikaela 6 settembre 2009

      Credo tu ti sia perso questo passaggio di Barnard
      ciao

      -------Sono Paolo Barnard. Aggiungo al lavoro di Randazzo la mia opinione sul tema.
      Il dissidente si distingue primariamente da due cose: 1) Non diventa mai mainstream nel Sistema né nell'Antisistema. Cioè non lo trovate pianta stabile in Tv nazionale, satellite, quotidiani di partito o di padrone, settimanali patinati come opinionista politico, mega teatri, varietà tv prima serata, in libri di editori importanti - oppure nei circuiti nazionali dei divi dell'Antisistema, citati e osannati da masse sterminate di fans, amici dei loro pari VIP in club esclusivi ecc.. Tutto questo, ripeto, come regola, poiché può accadere che di sfuggita un'apparizione venga concessa anche al dissidente. Ma poi viene fatto scomparire. Notate bene: il giornalista che diviene dissidente subisce la stessa sorte, nel Sistema come nell'Antisistema, e io non sono l'unico cui è capitato.
      Il dissidente lavora per colpire le FONTI del Potere, le fonti della sofferenza civica, della povertà, delle ingiustiizie. Cioè, egli studia per capire dove si nascondono queste fonti, e là colpisce. Il dissidente non si occupa dei sicari del Potere, dei peduncoli del Potere, e non infinocchia il pubblico in tal senso. In altre parole non se la prende con i picciotti, se la prende sempre con le Cupole. I falsi dissidenti fanno l'esatto opposto di quanto sopra. Riconoscerli è facile.

    1. mikaela 6 settembre 2009

      Credo che Barnard abbia iniziato ad urlare le ingiustizie verso i 30 e verso i 40 gli hanno tappato la bocca.
      I tuoi complottisti stanno ancora in TV e sui giornali.Lui no. Questo dovrebbe dirti tanto.
      Mi sembra che sei tu quello che deve RIFLETTERE e capire perche' Barnard e' in rete e non in TV o su uno straccio di giornale, perche' non e' invitato nei salotti televisivi o nelle universita'
      RIFLETTI RIFLETTI!

    1. mikaela 6 settembre 2009

      Perfetto

    1. mikaela 6 settembre 2009

      Barnard difende i diritti civili dell'uomo,
      critica alacremente tutto e tutti quelli che vengono meno ai loro doveri e si adopera solo ed esclusivamente per il bene dei cittadini(per questo l'hanno imbavagliato).Sicuramente questa sua forma di pensiero e' piu' vicina alla sinistra,(la sinistra e' stata sempre piu' vicina ai lavoratori e ai piu' deboli)pero' vedo che non la risparmia nelle sue critiche perche' queta sinistra ha abbracciato il pensiero della desta come riporta in tantissime sue Considerazioni e lavori.
      In questa serie di video lo spiega chiaramente...
      http://www.youtube.com/watch?v=4LpDLGkd5yg...

      http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=48

    1. marco08 6 settembre 2009

      Quando ti vedo scrivere cosi caro Barnard mi sento fiero di essere un filo complottista e sale sempre più in me la convinzione che tu sia vittima di una lucida follia, mi appassiona sempre quello che tu scrivi in quanto credo come te che gli Italiani siano malati di indecisionismo e che abbiano bisogno di accrescere la loro autostima invece di affidarsi perennemente a qualcosa o a qualcuno.Detto ciò ritengo che il tuo continuo attacco a tutte le forme di controinformazione e di opposizioni varie ( con tutte le loro negligenze) sia " pietoso" e retorico e tu cominci veramente a farmi incazzare quanto e più di Grillo che strilla sempre e degli i altri che citi che magari saranno spesso inconcludenti ma spendono il loro tempo a fare qualcosa invece che ad offendere noi come se fossimo degli smidollati invertebrati rifletti Barnard, RIFLETTI.

    1. radisol 6 settembre 2009

      Bah, come al solito Barnard dice cose anche sacrosante ... anche se lo fa sempre con l'aria di chi ha scoperto l'America ..... pure io, da convinto sostenitore del fatto che la contraddizione principale rimanga quella capitale/lavoro, vedo con fastidio il circo Barnum tardogirotondino rappresentato da tutti i personaggi citati da Barnard .... e non ho difficoltà a vedere in tutto questo - pur nella oggettiva enormità dei comportamenti, personali ma soprattutto POLITICI, di Berluskoni e l'attacco furioso a Boffo è politico fino in fondo - non uno scontro tra "buoni" e "cattivi" bensì una classica guerra di potere tra padroni del vapore ..... Ma, una volta detto questo, può essere che Barnard alla fin fine non perda mai l'occasione per difendere in qualche modo Berluskoni ? Fosse vero quello che diceva il pur antipaticissimo utente "nessuno" e cioè che tutto questo protagonismo di Barnard sia legato al fatto che è imminente - o almeno che lui ci aspira tantissimo - un suo contratto per una conduzione sulle reti Mediaset ? Complottismo per complottismo .... anche questa ipotesi credo possa legittimamente essere fatta ....

    1. Bubba 6 settembre 2009

      La lingua non c'entra niente, secondo me. Ne è un esempio il cittadino americano medio. La differenza la fanno la scuola e poi la gente come Bernays che manipolava la gente attraverso i media.
      Anche la lingua è un media, uno strumento per veicolare messaggi. E' utile ma non è determinante. Perchè è il messaggio quello che conta, e non la lingua (cioè la forma del messaggio). Un Emilio Fede che parla in inglese è sempre un Emilio Fede.

    1. giosby 6 settembre 2009

      Scusami sai, ma se Barnard non è a sinistra di quella specie di sinistra che abbiamo adesso, dov'è?

      Non si tratta di dichiararsi, ma di essere.

      E mi sembra che il pensiero di Barnard sia squisitamente di sinistra (per fortuna ...)

    1. oniat 6 settembre 2009

      Scopro con sempre maggiore sorpresa che c'è qualcuno che ha un minimo di buon senso in questo sito e non spara cazzate sulle scie chimiche, il signoraggio o le terapie contro il cancro a base di bicarbonato. Sheridan ha ragione.Il benaltrismo è la patologia degli idioti, ossessionati dai loro fantasmi e ignari del fatto che se anche Berlusconi fosse una misera rotella del grande ingranaggio dell'oppressione capitalista, è la "nostra rotella" ed è quella che ci propina censura, menzogna e fascismo, che nessuna pedagogia infantile alla Barnard potrò fermare, perché caro Barnard ti sembrerà strano, ma se anche la gente venisse a conoscenza del tuo apprezzabilissimo lavoro non c'è nessun automatismo che ti garantisce né la presa di coscienza, né azioni conseguenti. Se proprio vuoi saperla tutta ti stupiresti di sapere quanto la gente sappia e quanto riesca a rimuovere dal momento che ha deciso che non la promessa dell'abolizione dell'ICI in se, ma il modello sociale berlusconiano gli appaia(sconsideratamente) il più conveniente per se, fosse anche per il desiderio recondito di possedere la barca e una casa in Sardegna, lui morto di fame con la pensione al minimo. La domanda delle domande che si cela negli abissi della coscienza è sempre la stessa: tu che parli e straparli, che modello di società mi proponi in cambio? Potrò comprarmi il 4x4, andare in vacanza alle Maldive, comprarmi la casa al lago? Il sol dell'avvenire era un'aspirazione di grado superiore rispetto ai desideri materiali, ma adesso è un sole un po' sbiadito. Dobbiamo inventarci qualcosaltro e cominciare a costruire embrioni di società diversa, portatrice di valori alternativi al modello del pensiero unico, ma per il momento non possiamo che fare appello a quegli "utili idioti" che danno retta ai vari Guzzanti e Santoro, perché a dare retta a voi c'è solo da spararsi.

    1. mikaela 6 settembre 2009

      Salve,sono perfettamente d'accordo con te.
      Al tuo commento vorrei aggiungere che Barnard scrive le sue Considerazioni in maniera chiara e scorrevole per far capire proprio a tutti il suo pensiero, proprio come ha fatto Mahatma Gandhi uomo di grande cultura.
      Grazie alla conoscenza della lingua inglese Barnard e' riuscito ad analizzare attentamente quello che succede nel mondo (da anni) e di come tutto questo si ricollega alla nostra politica interna.
      La sua apertura mentale senza schieramenti (destra,sinistra,centro)si puo' constatare in tutti i suoi lavori.

    1. albertgast 6 settembre 2009

      Dal momento che va di moda, vorrei anch'io porre una serie di domande allo scrivente:
      1) Dice che il trattato di Lisbona sta abolendo il nostro parlamento, ma perchè, abbiamo ancora un parlamento? Qualcuno ha forse votato per nome e cognome i signori che colà risiedono? E a chi imputare questa demenziale legge elettorale?
      2) Starebbe anche abolendo il 90% delle nostre leggi. Beh, considerato le leggi che stanno passando nel nostro parlamento, non crede che sarebbe una cosa positiva? Magari finalmente avremmo una legge contro il conflitto di interessi, o sulle unioni di fatto o sul fine vita, no?
      3) Obama ci fa spendere 28 miliardi in spese militari. Ma vivaddio, chi firma per riconfermare ogni sei mesi le nostre missioni all'estero? E soprattutto chi spinge per aumentare sia le spese che il numero dei nostri soldati?
      4) Chi ha stanziato 12,8 miliardi per salvare le banche?
      5) Chi ha stanziato altrettanti euro per salvare auto/elettrodomenstici?
      Non sono un famoso giornalista, quindi mi fermo a cinque.
      Se anche solo ad UNA delle domande che ho posto risponderà "Repubblica, Espresso, Times, El Pais, D'Avanzo, Flores D’Arcais e soci" oppure "Gruppo Editoriale l'Espresso e Repubblica, di IDV (col seguito grill-travagl-guzzan-santoriano)" allora vorrà dire che il suo ragionamento mi ha convinto.
      In caso contrario, ascolti il consiglio di una vecchia signora: ripensi meglio a ciò che ha scritto, perchè c'è qualcosa, anzi parecchio, che non quadra.
      Cordiali saluti.

    1. giosby 6 settembre 2009

      Il problema non è fare clic al TG4 per evitare i conati di nausea ...

      Il problema diventa studiare il TG4 o studio aperto e comprenderlo come linguaggio che riesce ad arrivare a milioni di persone facendo credere e avendo fiducia di ciò che affermano.

      Sorge poi un problema etico: questo modo di comunicare è ingannevole, perciò utilizzarlo per altri fini non è il massimo ...

      Ma come si fa a comunicare a gente che è abituata soltanto a questo tipo di comunicazione?


      Le lingue? Certo! Non è un caso che la Gelmini stronchi proprio l'insegnamento dell'inglese, tra le altre cose ...

      Discorso lungo ...

    1. cesare52 6 settembre 2009

      Purtroppo, con l'amaro nel cuore debbo dire che anche io debbo convenire con il meet up di Cuneo. Le liste civiche a cinque stelle hanno prodotto quello che mai avrei creduto. Una corsa alla poltron di consigliere comunale. Quando non ci si arriva comunque con quel gruzzoletto di voti che magari non sono bastati a divenirlo si rienta nel parastato e sottobottega del sottopotere. Si è consultati e vezzeggiati. Si diventa "ragionevoli". E si smette di promuovere il controllo dal basso che era ed è il vero terrore dei politici di professione che invece gradiscono la delega: tu non rompere i coglioni stando sempre lì a volere vederci chiaro su tutto. a spulciare tutte le delibere, gli incarichi esteni etc e qualche strapuntino ci scappa anche per te. Cosa significa? che i meet up sono in realtà diventati dei comitati elettorali che girano intorno ad un organizzer che senza regole, senza comitati con delle regole certificabili (chi fa che? chi controlla se?). Esempio ci sarebbe bisogno di una associzione pe prendere a prezzo agevolato dei locali messi a disosizione del Comune per l'atività. Già maquesto significa che la gengte si incontra senza venire chiamata per delle scadenze decise dall'alto, significa che può parlare da se e non nella solitudine della tastiera, significa che c'è bisogno di gente che apa questi locali, checi sia una vita organizzativa con dei ruoli. Allora non si fanno le associazioni. Tutto gira intorno agli organizzer che debbono aver il gradimento dall'alto. uesta non è associazionismo dal basso signifca czpitalizzare localmente l'evento che crea di volta in volta la perfomance di beppe grillo. Ed è così in tutta Italia. Che delusione.

    1. vic 6 settembre 2009

      vedo che ti preoccupa il tema dell'informazione. Penso di essere come te, non essendo del ramo informativo. Ti dico la mia, da amici al bar.

      Come tutti ben sappiamo il giorno ha 24 ore. Le ore a cui ognuno dedica all'informazione sono quel che sono e dipendono dagli interessi individuali. Un pescatore cerchera' di farsi una cultura sulla pesca, tanto per dire.

      Poi ci sono i media. Ognuno ha delle preferenze sue anche coi media. Chi preferisce la radio alla TV. Chi invece la parola scritta, che puo' portarsi dietro ovunque vada. Altri ascoltano i racconti dalla viva voce del nonno.

      Se non ti va' il TG4, (a quanti non va'!), clic. La mia personale opinione sulla TV in generale e' che ha perso la partita, nel senso che non ha dato quel che avrebbe potuto dare, fatta forse eccezione della lingua italiana unificata. Resta insostituibile per chi segue lo show sportivo o vuol vedersi un film o un documentario in pace da casa (pero' oggi ci sono i DVD e il web che incalza alla grande).

      La vera trappola informativa e' la lingua! L'italiano, pur essendo probabilmente la lingua piu' bella del mondo, non e' lingua parlata in molti paesi. Per cui chi fa' cultura nel mondo non la usa (fa eccezione l'opera lirica). Cosi' siamo in balia dei traduttori e degli editori che devono decidere se tradurre oppure no. In genere non gli conviene tradurre. Di modo che del mondo a noi non resta che pochissimo, e tardi (la traduzione richiede tempo).

      La soluzione e' imparare le lingue dominanti e farsi la traduzione da soli, nella testa. Costa fatica, vero. Pero' i nuovi media esistono. Ascoltare ad esempio una radio in spagnolo o in inglese oggi e' facilissimo. Per non dire del leggere sul web. Basta spegnere il TG4 e lo scampolo di tempo salta fuori.

      Per chi e' giovanissimo, forse val la pena fare un pensierino alle lingue altre: slave, asiatiche, arabe per esempio. L'importante e' uscire dalla gabbia dell'italiano. Che e' diventata troppo stretta, purtroppo.

      Cordialmente

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