IL CLUB DEI FALSI DISSIDENTI

IL CLUB DEI FALSI DISSIDENTI

DI ANTONELLA RANDAZZO

lanuovaenergia.blogspot.com/

La cosa che più rafforza un sistema di potere è l’incapacità dei dominati di vedere tale sistema e di mobilitarsi per contrastarlo. Attualmente nel nostro paese (e non solo) la maggior parte delle persone è in grado di vedere che nella propria vita c’è qualcosa che non quadra, si tratti delle bollette che aumentano in poco tempo, dello stipendio che diventa sempre più misero o del cibo reso sempre più caro e adulterato.

Non vedere i problemi è impossibile, ma ciò nonostante, moltissime persone persistono all’interno della propaganda e non sono in grado di vedere la vera realtà politica, economica e finanziaria.

Diverse falle del potere attuale appaiono evidenti, altre meno. Alcune appaiono soltanto a pochi, a quelli che sanno osservare con più attenzione la realtà.

Non molti si accorgono, ad esempio, dell’attuale “club” di falsi dissidenti che si sta formando in Italia. Si tratta di persone che denunciano disinformazione, corruzione o ingiustizie, ma si guardano bene dall’indicare i veri responsabili di tutto questo, anzi, quando possono, esaltano o prendono ad esempio proprio coloro che in realtà sono gli artefici dei problemi del nostro paese.

Di chi si tratta? Se pochi si accorgono di questi falsi dissidenti significa che si tratta di persone stimate, amate, idealizzate o comunque considerate erroneamente come al di fuori del sistema. E’ proprio in virtù della fiducia che esse suscitano che sono state assoldate e hanno una certa visibilità mediatica, pur denunciando “disinformazione”.

I falsi dissidenti si riconoscono perché godono di uno spazio mediatico che un vero dissidente può soltanto sognare. Essi sono come schizofrenici: lamentano mancanza di attenzione mediatica ma di fatto ne hanno (ad esempio scrivono su importanti testate); criminalizzano l’attuale sistema ma vi appartengono, ricevendo denaro da apposite società ben inserite nel sistema; a parole vorrebbero fare la rivoluzione, ma si guardano bene dall’andare oltre i limiti loro imposti.
Inoltre, essi hanno numerosi paladini che li difendono a spada tratta quando qualcuno osa mettere in dubbio la loro onestà. Ad esempio, da recente il giornalista Paolo Barnard ha definito alcuni falsi dissidenti “idioti”. Pur non condividendo completamente il suo punto di vista (io più che di idioti parlo di “corrotti” perché non credo che queste persone pecchino nelle capacità mentali), non ho potuto fare a meno di notare l’aggressività smisurata che si è abbattuta contro di lui nei post di commento al suo articolo (vedi http://comedonchisciotte.org/controinformazione/modules.php?name=News&file=article&sid=6097).

In questi post, c’era chi lo definiva matto, chi invidioso, chi ignorante, chi superficiale. Il tono oltre misura dei commenti non poteva non far pensare che si trattasse di persone “fans” dei personaggi in questione.

Il problema non è ammirare un Travaglio o un Grillo - ognuno può fare quello che vuole e continuare a seguirli se lo ritiene giusto e utile - il problema è che i “fans” di questi personaggi sono talvolta oltremodo suscettibili, e si scagliano in modo bestiale contro chiunque abbia il coraggio di mettere in dubbio la buona fede dei loro idoli.

A parte l’intolleranza del voler a tutti i costi che gli altri vedano i loro beniamini esattamente come li vedono loro, che non qualifica di certo queste persone in modo positivo, c’è anche il voler colpire personalmente l’avversario, oltrepassando il luogo di discussione, e pervenendo a metodi incivili e beceri, come gli insulti personali o le polemiche su piccoli dettagli. Quando non si sa competere sul piano argomentativo, si passa a quello emotivo, cercando di destabilizzare la persona facendola apparire matta o invidiosa. Come se andare contro personaggi di regime fosse proficuo o appagante quanto crogiolarsi nell’illusione della loro presunta onestà.

Impedire agli altri di esprimere dubbi sui beniamini che godono del beneplacito del sistema, e accanirsi con post di insulti, sterili polemiche o attacchi inopportuni contro chi ha il coraggio di dire la verità, serve anche a distogliere l’attenzione dal fatto che oggi i media sono controllati quasi del tutto, e persino Internet, che dovrebbe permettere di conoscere meglio fatti e persone, spesso non è altro che lo specchio della realtà mediatica esistente.

Sta di fatto che questi personaggi, finti dissidenti, sotto la guida delle società che li dirigono e controllano, stanno cercando di creare una nuova formazione politica o di avere più peso politico. L'obiettivo sarebbe quello di addomesticare la dissidenza, inducendo anche i più scettici a votare queste formazioni pseudo-dissidenti per assaporare il godimento di vedere innocui e dentro il gregge anche quelli che altrimenti non vi starebbero. E la gioia risulta ancora più intensa quando si tratta di “allineare” persone che si sono accorte che molte cose non quadrano. La vittoria è ancora più grande quando ci fanno credere che stiamo agendo contro di loro, e invece stiamo cadendo nelle loro trappole.



Su cosa si baserà l’inganno? E’ difficile prevedere quanti cadranno nella trappola, ma è possibile capire le caratteristiche che questa formazione avrà: parlerà di buttare fuori i corrotti, di "pulire" il Parlamento, di migliorare le condizioni dei lavoratori o di abbassare gli stipendi e il numero dei parlamentari.

I nuovi personaggi entreranno nell’arena politica esattamente come tutti gli altri, e come gli altri attueranno le stesse tecniche. Alcune tecniche, ad esempio, sono state descritte da un manualetto scritto dall’Associazione spagnola indipendente “La Prosperidad”, che ha fatto una serie di ricerche per far capire ai cittadini come i mass media ingannano. Cito alcuni brani dell’interessante libro (Escuela Popular “La Prosperidad” di Madrid, “Tecniche di disinformazione” Datamews, Roma 2004):

“In una società che voglia essere considerata democratica è necessario che l’informazione sembri libera… il risultato è un sistema ampio e sottile di manipolazione… Ci sono banche che finanziano i mezzi di comunicazione, le imprese che ne sono proprietarie o che ne posseggono le azioni… sull’orientamento dell’informazione influisce l’ideologia dei giornalisti e dei redattori… la loro fedeltà all’impresa ed anche una certa tendenza all’autocensura… Il contesto di una notizia, quello passato e quello presente, è fondamentale per una comprensione ed un’analisi reale. Solo così è possibile valutare seriamente un avvenimento e formarsene un’opinione. Ma quando al lettore mancano gli elementi base di un fatto, è assai difficile che riesca a farsene un’opinione. Ragion per cui… al giornale risulta più facile imporre la sua. La decontestualizzazione può essere di due tipi:

Decontestualizzazione storica… (e) notizie-puzzle: cioè la dispersione e la frammentazione delle cause/effetto di un fatto che ne impediscono, o quanto meno ne complicano, la visione d’insieme e le possibili conseguenze…
In tutti i paesi c’è una lista di “questioni riservate”, censurate e chiuse a tutta l’informazione… La conoscenza (di queste questioni) è proibita per decisione politica… L’informazione sui partiti politici, sulle loro beghe interne, sui loro problemi, è ampia e continua… (mentre) di alcuni argomenti non si parla mai… (ad esempio) delle banche, (delle) multinazionali… implicati nei commerci internazionali più torbidi e redditizzi… (del) Fmi, la Bm, il Gatt, l’Omc… Chi controlla questi organismi? Chi ed in funzione di quali criteri decidono le politiche da attuare?...

La scelta delle fonti risponde spesso ad una strategia di manipolazione…(spesso) la pubblicazione di (un) fatto era funzionale a determinati interessi”.


I falsi dissidenti si metteranno anche loro ad alimentare le beghe politiche, denunciando i mali che affliggerebbero la politica e citando casi di grave corruzione. Ma essi, ad esempio, non chiederanno la soppressione dell’attuale sistema partitico, che è corrotto e manovrato dall’alto, oppure non chiederanno che la sovranità monetaria venga restituita al popolo, e nemmeno segnaleranno lo strapotere dell’impero statunitense quale fonte di numerosi problemi del pianeta: miseria, fame, guerre, torture, massacri, ecc.

Quando questi falsi dissidenti avranno potere politico dovranno obbedire a chi li ha finanziati e a chi ha dato loro quella necessaria visibilità mediatica, che mai nessun vero dissidente potrebbe avere.

Alcuni di questi paladini sono Grillo, Travaglio e Di Pietro. Travaglio, pur non essendo (per il momento) un potenziale candidato politico, rappresenta ormai, per chi è onesto nelle valutazioni, un modello di questo falso dissenso, utile a trastullare la massa impoverita e frustrata. E’ un giornalista che proprio dalle denunce di corruzione di alcuni personaggi politici ha tratto guadagno e fama. Egli però si guarda bene dall’uscire dal seminato in cui i suoi padroni lo hanno messo. Può dire peste e corna di Berlusconi, ma non può fare altrettanto con i banchieri-imprenditori che hanno creato Berlusconi; può denunciare il tal politico o il tal imprenditore, ma non può far emergere le basi truffaldine del sistema, denunciando i crimini che avvengono in Medio Oriente o nel Terzo Mondo. Travaglio è esperto nel vendere se stesso. Protetto e avallato da coloro che lo hanno assoldato, egli fa quello che deve fare: mettere la realtà sul piano di singole persone e dettagliate beghe politiche o giudiziarie. Nonostante l’esistenza di corrotti e mafiosi, per Travaglio occorre ammirare la “Democrazia occidentale”, e “proteggerla”, “imporla”, persino con la forza. Quale idea può essere più rappresentativa della propaganda attuale che questa?

Grillo, invece, parla di “presa per il culo” dei politici verso i cittadini, però non ha detto granché quando Di Pietro si è in passato unito alla coalizione del Pd. All’epoca della candidatura di Veltroni, come mai tante critiche rivolte a quest’ultimo (chiamato da Grillo Topo Gigio) e nessuna critica a Di Pietro, che aggregandosi al Pd lo avrebbe sostenuto?
Come mai Grillo parla tanto di debito pubblico ma non spiega che in realtà si tratta di una truffa dei banchieri?
Come mai oggi Grillo vuole candidarsi alle primarie del Pd ma non spiega quale sarebbe il suo programma per abbattere l’attuale sistema che in molti casi egli ha giudicato iniquo?

Certo uno può obiettare: Grillo è sempre meglio di un Bersani o un Franceschini. In effetti, peggio di questi personaggi non si potrebbe. Però non si può accettare il meno peggio senza rendersi conto che il personaggio non è realmente indipendente come si crede e che dunque non potrebbe farci uscire dal pantano in cui ci troviamo. Ad esempio, chiediamoci: Grillo potrebbe avere in Parlamento la maggioranza che oggi ha Berlusconi? E se la avesse abolirebbe le leggi che permettono lo sfruttamento lavorativo? Darebbe sovranità monetaria al popolo? Ritirerebbe i militari dall’Afghanistan? Sarebbe in grado di arginare il potere coloniale statunitense sul nostro paese?

A mio avviso, l’attuale sistema non permette a personaggi indipendenti di acquisire un reale peso politico, e se lo facessero all’interno del sistema stesso, significherebbe che sono indipendenti soltanto in apparenza.

Attualmente sia Grillo che altri personaggi appaiono talvolta ambigui. Grillo è un comico simpatico, col suo accento genovese e il suo fare da predicatore da “comitiva”. I suoi guadagni però sono stranamente molto alti e i suoi argomenti sempre più ristretti e contingenti.

Di Pietro era aggregato ad un gruppo politico che ha candidato anche personaggi in odor di mafia o inquisiti per mafia, come Vladimiro Crisafulli e Bartolo Cipriano. Come mai nelle piazze concordava con Grillo nel fare piazza pulita dei personaggi corrotti o in odore di mafia dal settore politico e poi risulta vicino a un gruppo politico che non si fa scrupoli a candidare personaggi del genere? Eppure, dopo le elezioni e l’insediamento del nuovo governo, ha avuto ancora il coraggio di parlare contro i “pregiudicati che stanno in Parlamento” (durante la manifestazione in Piazza Navona), senza ricordare che tali personaggi erano stati candidati anche nella lista dove c’era lui.

Come mai Grillo, Travaglio e Di Pietro si sono così coraggiosamente messi dalla parte del magistrato De Magistris ma poi non denunciano, ad esempio, i legami fra mafia e autorità statunitensi? Forse non sanno che i traffici mafiosi più importanti (droga, armi, ecc.) sono coordinati dagli Usa, che per il controllo della produzione di droga hanno organizzato guerre? E' difficile che non ne siano al corrente, eppure non ne parlano. I loro discorsi si sono fissati su Berlusconi, Franceschini e pochi altri politici. Ma questi politici, come ben sanno molti, non sono lì per reale volontà dei cittadini, ma perché due grandi coalizioni politiche, controllate dall’alto li hanno candidati e li fanno essere ciò che sono.
Questi pseudo-dissidenti si fermano ai burattini e non parlano di chi organizza lo spettacolo e ne cura la regia. Abbattere i burattini non serve a nulla: gli stegocrati creeranno altri burattini, magari assai più efficaci dei vecchi. Per questo i veri dissidenti devono andare a scovare chi crea il sistema, chi arruola la “casta” e chi organizza i traffici mafiosi. Se non si va fino in fondo, è come limitarsi a vedere la punta dell’iceberg e credere che sia tutto ciò che c’è.



I falsi dissidenti si comportano come se l’Italia fosse un paese libero, come se non fosse una colonia che paga gran parte dei propri guadagni a persone che si comportano come i peggiori mafiosi.

Come mai né Di Pietro, né Travaglio e né Grillo parlano della corruzione della Banca Centrale Europea e della Federal Reserve? Se lo facessero continuerebbero a godere della stessa attenzione mediatica di cui godono attualmente?
Come mai non parlano abbastanza di massoneria, mafia e controllo dei Partiti?

Luigi De Magistris, per poter “sopravvivere” nonostante le indagini che in passato lo hanno esposto alla vendetta del gruppo di potere, ha dovuto candidarsi alle ultime elezioni europee, ottenendo una vittoria. Si, perché, i falsi dissidenti non lo dicono, ma se parli di mafia, di massoneria o di crimini che riguardano personaggi politici importanti, ti chiederanno il conto: cercheranno di cooptarti (magari offrendoti parecchi soldi), oppure di trascinarti in tribunale con false accuse; finché non si decide di lasciar perdere, oppure di aggregarsi ad un Partito politico, facendosi eleggere per avere l’immunità parlamentare e magari potersi ancora permettere di dire la propria attraverso canali mediatici (nei limiti del possibile).

Travaglio si è fatto paladino della libertà di informazione, ma chissà perché lui è ben accetto in Tv e quando si trova lì non si cura di informare gli italiani su ciò che non viene loro detto, limitandosi a scagliarsi contro singoli politici.



I falsi dissidenti agiscono come fossero nell’arena e dovessero provocare una catarsi della rabbia dei cittadini, e si scagliano contro chi sanno che suscita rabbia e frustrazione, guadagnando le ovazioni e gli applausi scroscianti della folla.

Travaglio appare molto più attento alla sua carriera che all’informazione pubblica.

Egli viene presentato nella trasmissione “Annozero” come un personaggio di altissima qualità, addirittura ponendo uno scenario che mostra ingrandita la sua firma. Negli ultimi tempi ha ricevuto diversi premi, gli manca soltanto lo scettro di “Miss Italia”.

Nonostante la notevole protezione mediatica, negli ultimi tempi, molti si sono resi conto che Travaglio non è così obiettivo come vorrebbe far credere. Non si vogliono negare alcuni meriti a questo giornalista, come ad esempio quello di aver portato a galla i legami inquietanti fra Berlusconi e la mafia. Ma non bisogna pensare che avendo fatto importanti denunce su diversi personaggi loschi egli sia indipendente e obiettivo nelle sue esternazioni.



L’attuale sistema ha disperatamente bisogno di personaggi che godano della fiducia dei cittadini. Non soltanto di quelli che si informano alla Tv, ma anche di quelli assai più smaliziati che amano anche leggere l’informazione su Internet.
Occorre dunque che vengano creati personaggi che appaiano dalla parte dei cittadini, ma siano a servizio del sistema. Queste persone saranno contrapposte ad altre, per avere uno scenario variegato, che nasconda il consistente controllo mediatico.

Gli stegocrati fanno in modo che si formino fazioni: ovvero i giornalisti dei giornali di destra contro quelli dei giornali di sinistra, e dunque nascono articoli degli uni contro gli altri che si lanciano le medesime accuse: faziosità, mancanza di professionalità o attenzione alla carriera. In realtà tutti questi personaggi, nella misura in cui accarezzano e assecondano il proprio padrone, non sono veri giornalisti ma “impiegati mediatici”, ovvero personaggi che devono vendere una merce, e questa merce è la propaganda di regime e non l’informazione corretta. Per evitare di dare vera informazione, tutto fa brodo.

Ma tra le beghe varie, si capisce che personaggi come Travaglio vengono utilizzati anche per fungere da esca per “catturare” chi avrebbe inclinazione a scoperchiare le molteplici truffe e imbrogli del sistema.

Uno potrebbe dire: “ma tolti Grillo, Travaglio e Di Pietro chi ci rimane?"

Questo è il punto: un sistema che fabbrica persino i dissidenti potrebbe essere in una botte di ferro dato che le persone non sarebbero messe in grado di vedere altre “lotte” contro il sistema che quelle volute dal sistema stesso. E molte osanneranno i falsi dissidenti, disposte ad insultare i veri per proteggerli.

La scomoda verità è che nessuno di noi può più permettersi il lusso di vivere nell’illusione che dal sistema stesso possa emergere qualcuno che “ci salverà” dal degrado sociale, morale e materiale in cui ci stanno trascinando le nostre autorità, che sono serve del gruppo di potere anglo-americano.

Nessuno ci salverà se non lo faremo noi stessi. Lo stato attuale del pianeta richiede consapevolezza, l’aprire gli occhi per guardare i paradossi dell’assetto criminale che ci ha sottomessi per secoli. Non c’è altra via che questa: svegliarsi dall’ipnosi collettiva e non essere più disposti a farsi tiranneggiare.

D'altronde, non potrebbe esistere alcun tiranno se non ci fosse nessuna persona disposta a formare il gregge.

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Per approfondire:

Articoli:


“L’uno e l’altro”

http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/07/luno-e-laltro.html


“Intrallazzi mediatici”

http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/07/intrallazzi-mediatici.html


“Castronerie varie”

http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/07/castronerie-varie.html


“La protesta ieri e oggi”

http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/07/la-protesta-ieri-e-oggi.html

Libri:

Acerno Stella (a cura di), “L'inganno quotidiano. I media, l'informazione e i diritti umani”, Fratelli Frilli Editori, Genova 2004.

Ballardini Bruno, “Manuale di disinformazione. I media come arma impropria: metodi, tecniche, strumenti per la distruzione della realtà”, Castelvecchi, Roma 1995.

Berger René, “Il nuovo Golem: televisione e media tra simulacri e simulazione”, Cortina Editore, Milano 1992.

Davi Klaus, “I contaballe. Le menzogne per vincere in politica”, Marsilio, Venezia 2006.

Escuela Popular “La Prosperidad” di Madrid, “Tecniche di disinformazione” Datamews, Roma 2004.

Fracassi Claudio, “Sotto la notizia niente”, Libera Informazione, Roma 1994.

Marletti Carlo, “Media e politica”, Franco Angeli, Milano 1984.

Commenti (95)

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    1. LucaV 14 luglio 2009

      Il debito pubblico una truffa dei banchieri...
      Il debito pubblico è una truffa dei politici con la complicità dei banchieri. I banchieri truffano sulla moneta di carta, inflazionandola e manipolandola.
      Come Grillo, Travaglio, Di pietro, la Randazzo non vuole che la società si liberi veramente, vuole solo cambiare sistema.
      Una società libera veramente è una società dove ognuno è artefice del proprio destino. Senza STATO, anche Marx l'aveva capito...i suoi "seguaci" molto molto meno.

    1. icemark 14 luglio 2009

      Interessante questo articolo, soprattutto nella spiegazione iniziale dei falsi dissidenti, ma la domanda che mi pongo è: chi sono i veri dissidenti? Quelli falsi sono "persone stimate, amate, idealizzate o comunque considerate erroneamente come al di fuori del sistema", ma questa definizione non si applica anche a Barnard e alla Randazzo stessa? Che ne so io chi è dentro e chi fuori dal "sistema"? Mica sono Morpheus, il problema è che c'è gente che crede di essere l'Oracolo (vedi Matrix).
      Solito problema di (noi) sinistri, sempre a litigare, sempre a dire "quello no, perchè...", basta avete stufato, così non si va da nessuna parte, lo volete capire?

    1. buzz 14 luglio 2009

      eh già. ma che siano dissidenti veri su questo non ci piove.

    1. Tonguessy 14 luglio 2009

      Parlando di Barnard sotto accusa su Comedonchisciotte:"Il tono oltre misura dei commenti non poteva non far pensare che si trattasse di persone “fans” dei personaggi in questione."
      Beh, io sono uno di quelli che lo hanno cazziato. E non sono in alcun modo un fan di quelli che definisci il club dei falsi dissidenti. Piuttosto ti sei mai chiesta che ruolo abbia Barnard? Non credi che chi semini zizzania con modi da portuale e frasario da camionista (non me ne vogliano..si tratta di frasi fatte) nella già lacerata compagine alternativa stia facendo il gioco della controparte? Se leggi bene tra i post trovi degli interessanti commenti di berluscones che sghignazzano per quanto si piglino a pesci in faccia gli "uomini contro". Lanciare bombe a grappolo contro chi potenzialmente starebbe dalla tua parte è segno di maturità civica e politica secondo te? Io sono convinto che Barnard sia anche lui un falso dissidente. Probabilmente è un buona fede, al contrario degli altri membri del club, ma la differenza tra loro e lui sta tutta lì. Divide et impera: chi meglio di lui, che con quei modi insopportabili lancia secchi di letame in faccia a chiunque, sa interpretare le necessità del sistema di mantere isolate le varie intelligenze che popolano ciò che una volta si chiamava Sinistra?

    1. buzz 14 luglio 2009

      Leggevo l'articolo, in merito al quale concordo pienamente e mi chiedevo se sotto avrei trovato la solita sfilza di insulti dei soliti piccoli fans.



      E infatti.



      Dubitare di tutto o credere a tutto sono due soluzioni ugualmente comode che ci dispesano entrambe dal riflettere.

      (H. Poincaré)

    1. berotor 13 luglio 2009

      Io ancora non ho davvero chiaro che cosa proporrebbero Antonella Randazzo e Paolo Barnard (li unisco per comodità, mi perdonino, perdonatemi la semplificazione esagerata). Dichiarate che i vari Grillo-Travaglio & co. siano dei servi del sistema mascherati da dissidenti, e perché, perché si scagliano contro i pesci piccoli (?). Ad esempio, Travaglio: quest'uomo viene accusato di zelo eccessivo perché riduce il suo campo di inchiesta ai soliti politici, Berlusconi in primis, ma si guarderebbe dal toccare i grandi banchieri, i politici guerrafondai statunitensi, il signoraggio, gli ufo ecc. Ma cristo, un giornalista deve o non deve essere zelante fino all'eccesso?! Deve o non deve rompere i coglioni?! Poi, Travaglio è o non è un giornalista di cronaca politica e giudiziaria italiana?! Per uno studioso, per un giornalista in questo caso, ritengo che sia un segno di grande professionalità non uscire dal proprio campo, non parlare di cose che non sa, ridurre il proprio oggetto di studi. Quando Travaglio ha parlato di Palestina, ha o non ha sparato cazzate e Barnard lo ha sputtanato?! E allora, che Travaglio parli dei processi di Berlusconi quanto vuole, perché sa di cosa parla, e lo sa fare bene. Ma che voi vi incazzate se un idraulico fa l'idraulico, e se magari gli piace pure?!
      Per quanto riguarda Grillo, bisogna limitarsi a cosa ha fatto finora e cosa propone: ha creato dal nulla un movimento popolare, ha fatto conoscere argomenti e tematiche che forse senza il suo sostegno sarebbero ancora sconosciute, propone cose (in tema di risorse energetiche ad esempio) che i politici contemporanei si cagherebbero sotto solo ad accennarle. Dite che non è senza macchia, ma io non avevo mai pensato il contrario. Dite che anche lui non si scaglia contro i veri artefici dei mali del mondo: bè immagino che la strategia politica di Barnard/Randazzo sarebbe quella di dare dell'assassino a Obama davante alle telecamere di mezzo mondo... ammazza che strategia politica, che finezza diplomatica! Sarebbe politicamente morto appena concluso il discorso. Grillo mi sembra già abbastanza destabilizzante di suo, se davvero vuole fare qualcosa di concreto (ricordatevi bene questo aggettivo), se non vuole limitarsi alle chiacchere (ricordatevi questo sostantivo stavolta), non c'è bisogno che si suicidi politicamente prima ancora di cominciare. Io non so se si presenterà veramente alle primarie o se stia solo provocando, ma spero che sia vero, perché sarebbe proprio un bel divertimento vederlo sfasciare la politica italiana dall'interno, a cominciare dal pd. Io è questo che gli chiedo, destabilizzazione.
      Riguardo invece a Barnard/Randazzo, anzi solo Barnard: ricordi "concreto" e "chiacchere"? Bisogna scegliere. Parli tanto di concretezza, ma sei fermo ancora alle chiacchere. Almeno parla chiaramente: se vuoi la Rivoluzione, dillo! anzi no, fallo! Ma il fucile lo devi imbracciare tu per primo, o vuoi comandare gli insorti con il mouse da casa tua? Se continui così ti sputtani definitivamente, e tanti come me non ne sarebbero felici, perché la stima è ancora tanta.

    1. anacrona 13 luglio 2009

      mente penetrante come un dardo di balestra...hai fatto ancora centro antonella

    1. Bloody_mary 13 luglio 2009

      Bravissima Antonella,dimostri che la sinistra conserva ancora almeno la
      sua capacita' di autocritica:piuttosto di votare Grillo,uno che non ha fatto
      altro che gettare letame fino a ieri sul pd,voto anche Fini.

    1. Bloody_mary 13 luglio 2009

      Che poker di tagliagole.

    1. mug 13 luglio 2009

      Penso che votero' Grillo alle primarie, se non altro gile lo devo...
      Votai Berlusconi alla sua prima candidatura, che volete, avevo 21 anni ed ero cresciuto col mito dell'imprenditore che si era fatto da solo...
      Naturalmente non commisi piu' lo stesso errore, per compensare votai verdi alle elezioni seguenti (bisognava cambiare e il mondo necessita di Verdi, veri naturalmente...).
      Poi non votai piu', solo referendum...
      Nel frattempo erano successe cosi' tante cose, cosi' tante informazioni, e devo dire che il primo che mi apri' gli occhi fu proprio Grillo!
      Non avevo mai sentito parlare di signoraggio (e lo sentii da lui), delle commissioni della comunita' europea (e lo sentii da lui), dei Termovalorizzatori (e lo sentii da lui) e tutte queste porte mi si aprirono in faccia, e dietro ogni porta se ne aprivano altre, e altre, cosi' cominciai a navigare tra le informazioni e mi allontanai da Grillo, formai un mio pensiero (tornavo spesso sul blog ma, in effetti, le informazioni interessanti erano sempre piu' misere, sempre piu' sull'italietta, sempre meno approfondite).
      Veleggiavo, e veleggio, tra finanza, ecologia, oligarchie, picco del petrolio, massoneria, imperialismo, guerre, senza mai trovare una fine, una soluzione, o meglio, una mia soluzione l'ho trovata.
      Si chiama Permacultura, seguo un corso che dura un anno. Corsi di agricoltura, allevamento, bioedilizia, sostenibilita' energetica e idrica, fitodepurazione,...
      In piu' aprofondisco e aprofondisco.
      Ho comprato un terreno, costriro' una casa di paglia, seguiro' il corso approfondito (durata due anni) e forse un giorno insegnero', intanto faccio il mio lavoro, ben chiaro, non sono un ricco frikkettone!!!
      Tutto questo per dirvi due cose, uno a Grillo un voto glie lo devo e due rivoluzioniamo noi stessi e il mondo ci seguira'.
      Grazie

      Ps. Antonella scrivi moolto bene, grazie

    1. ottavino 13 luglio 2009

      Che caduta di stile, Antonella!. Sia te che Barnard dovreste smettere di scrivere per un pò...un periodo di riflessione, una vacanza....
      Ma cosa vuoi che ce ne importi dei falsi dissidenti, dei veri dissidenti, degli idoli...ma quali idoli? La situazione è molto triste. Bisogna comportarsi come a un funerale. Abbiamo una nazione morta, milioni di morti (viventi), una cultura morta, un relazionarsi morto...Contegno e espressioni contrite, grazie. Durante un funerale si evitano polemiche e si parla sottovoce....

    1. barlavento 13 luglio 2009

      Cara Antonella il tuo articolo è di una logica ineccepibile. Il problema per uno che volesse essere VERO dissidente è rimanere vivo. Di seguito ti do' i nomi di 4 dissidenti VERI che per ora riescono a mantenersi in vita: Fidel Castro, Hugo Chavez, Ahmadineyad, Kim Jong.Il.

    1. sheridan 13 luglio 2009

      E te pareva!,

      dopo Barnard ci mancava solo la sig.ra/rina Randazzo a esercitarsi nel gioco di chi ce l'ha piu' lungo.
      Forse vi sfugge un particolare, voi (Randazzo e Barnard) coi vostri scritti al massimo avete la forza si smuovere vostra suocera o il vostro lattaio di fiducia, Grillo, fara' anche qualche errore, ma ha la forza di smuovere qualche milione di persone. Inutile che continuate a rompere le p.... affermando che ce l'avete piu' lungo di Grillo, Travaglio o Di Pietro, coi vostri scritti fate solo danni seppur marginali in quanto limitati appunto alla suocera o al lattaio.

    1. guru2012 13 luglio 2009

      Beppe Grillo candidato alle primarie del PD, invece, la trovo una cosa geniale. Non credo che si realizzerà.

      Tutta questa lunga tiritera per dirci che è un "dissidente fabbricato dal sistema"? Può darsi, non siamo anche tutti noi, funzionali a questo sistema?
      Il Parlamento pulito, la legge sul conflitto d’interessi, l’acqua pubblica, il no al nucleare e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, il massimo di due legislature per i parlamentari, wi-fi gratuito, l’informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato a ogni soggetto politico, chi altri sta parlando di queste cose in giro?

    1. ventosa 13 luglio 2009

      Concordo sostanzialmente anche con la Sig. ra Randazzo,.
      Però sto ancora aspettando qualcuno che mi indichi, non cosa fare, che attiene alle scelte personali e di cose da fare ce ne sono, ma come fare!
      Aggregare il folto gruppo di illuminati che gironzola per il mondo e che si sta trasferendo sul web, ma a quel punto si creerebbe un gruppo, ed allora ci sarebbe bisogno di un coordinatore, ma se le attività fiorissero ci sarebbe bisogno i collaboratori, e se si collabora a tempo pieno bisognerebbe pur portare a casa la pagnotta(Non siamo mica tutti scrittori o giornalisti!), ed avanti così, ad libitum. Me sembra 'na storia che se ripete da quanno esiste er monno...(Scusate l'escursione), pensate che Grillo ha iniziato così!
      Quello che voglio dire, rispettando il pensiero di chiunque, è che se vogliamo che il mondo cambi, dobbiamo cambiare noi, se vogliamo che il modo cambi più velocemente, bisogna fare qualcosa e quindi parlare ed analizzare, se non finalizzato all'azione, diventa un bell'esercizio ed un'occasione di crescita, ma che serve a sfamare(Chi più, chi meno) solo chi campa di penna.
      Io sto percorrendo la mia strada, come ciascuno di noi, ma non riesco a trovare la via maesta: se qualcuno la conosce, si faccia avanti.
      E non parlatemi di rivoluzioni, che non le hanno mai fatte i poveracci, manovaanza semplicemente morta in battaglia.

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