Il cervello umano, arma semisegreta dell’ospizio Occidente

Cervello_Intelligenza-artificiale

Di Roberto Pecchioli
ideeazione.com

Prima ci hanno decerebrato, denaturato, reso inoffensivi, docili animali umani da salotto incapaci di difendere se stessi, proteggere figli e famiglie, reagire ai soprusi. Adesso, messo alle strette dalla geopolitica multipolare, il canuto, sfiancato Occidente, il Grande Ospizio descritto da Eduard Limonov, sta elaborando un’arma tecnologica nuova di zecca per conservare una stanca egemonia, sottomettere i popoli al suo suprematismo, alla sua risibile democrazia dominata dal denaro, alla sua litania dei diritti. È il cervello umano, sì, proprio il contenuto delle nostre teste, sterilizzate da decenni di propaganda, programmazione neurolinguistica, esperimenti psico sociali.

L’apparato militare-industriale (i due termini sono simbiotici) ha fatto un ulteriore passo sulla strada della manipolazione umana, la via per trasformare l’antiquato homo sapiens in un cyberuomo sorvegliato da remoto, addirittura utilizzabile come arma. Eterogenesi dei fini per il povero omino occidentale, pacifista, tremebondo, impaurito, pazientemente programmato da generazioni. La Nato, l’apparato militare che difende quel che resta del dominio occidentale nel mondo, ha infatti aggiunto ai tradizionali ambiti della guerra - terra, mare, aria - e ai più moderni spazio e cyberspazio, un nuovo settore, il campo cognitivo.

Non si tratta solo di trasmettere determinate idee o comportamenti, come nella propaganda tradizionale e nelle operazioni psicologiche (psyop), ma di alterare la cognizione, influenzando il processo attraverso il quale arriviamo a idee, intuizioni, credenze, scelte e comportamenti. L’obiettivo non è l’esercito nemico, ma l’uomo comune, utilizzato come arma nelle battaglie.

“La guerra cognitiva è uno degli argomenti più discussi all’interno della NATO”, ha affermato il ricercatore François Du Cluzel. Lo scienziato militare francese è autore di un articolo di capitale importanza intitolato ” Guerra cognitiva ” per il think tank Nato Innovation Hub. La guerra cognitiva si sovrappone alla guerra dell’informazione, alla propaganda classica e alle operazioni psicologiche, penetrando in profondità nel cervello dei destinatari. In una guerra dell’informazione, si cerca di controllare il flusso di notizie. Le operazioni psicologiche implicano l’influenza di percezioni, credenze e comportamenti. L’obiettivo della guerra cognitiva è “armare tutti” e “l’obiettivo non è attaccare ciò che pensano gli individui, ma come pensano”. E’ una guerra contro la cognitività, il modo in cui il nostro cervello elabora le informazioni e le trasforma in conoscenza. Mira direttamente al cervello: consiste nell’hackerare l’individuo per programmarne il cervello.

Ovvia l’inquietudine di leggere – su una rivista di studi strategici della principale alleanza militare del mondo- concetti e obiettivi di questo tipo, che negano in radice la libertà individuale e la democrazia – totem e tabù d’Occidente- e vanno addirittura a intaccare la natura umana, la struttura antropologica e l’essenza dell’umano. I dottori Stranamore della Nato, per conseguire l’obiettivo di fare di ciascuno di noi un’arma, si rivolgono a tutti i campi di conoscenza più innovativi: psicologia, linguistica, neurobiologia, logica, sociologia, antropologia, scienze comportamentali, “e altro”. Questo oscuro “e altro” può significare qualsiasi esperimento sulla carne viva dell’essere umano concreto, un immenso potenziale di pericolo per la nostra vita, la nostra libertà, forse per la sopravvivenza stessa della specie homo sapiens.

Un’operazione gigantesca di architettura sociale che “parte sempre dalla comprensione dell’ambiente e del target; l’obiettivo è comprendere la psicologia della popolazione target”. Target nel linguaggio commerciale designa i potenziali acquirenti di un prodotto o i destinatari di un messaggio pubblicitario, ma significa obiettivo, bersaglio. Ce lo dicono con chiarezza: l’obiettivo siamo noi, proprio io e te.

La base rimangono le tecniche tradizionali di propaganda e disinformazione, migliorate dalla tecnologia attuale e dai progressi della conoscenza. “Ora il comportamento può essere previsto e calcolato a tal punto”, continua Du Cluzel, “che l’economia comportamentale guidata dall’intelligenza artificiale dovrebbe essere classificata come scienza dura piuttosto che scienza morbida.”. La distinzione non è di poco conto, giacché la differenziazione riguarda il rigore metodologico, l’esattezza e obiettività delle conoscenze e delle tecniche. In parole semplici, le scienze naturali sono considerate “dure”, mentre le scienze sociali (psicologia, sociologia, eccetera) vengono descritte come “morbide”. Il salto è compiuto: gli scienziati al servizio della tecnostruttura di potere ritengono di essere pervenuti a certezze, all’elaborazione di metodologie indiscutibili dai risultati certi, prevedibili, ripetibili su vasta scala. In corpore vili, il nostro.

Il ragionamento non fa una grinza: poiché quasi tutti sono attivi su Internet e sulle reti sociali, gli individui non sono più destinatari passivi della propaganda; con la tecnologia odierna, partecipano attivamente alla sua creazione e diffusione. La conoscenza su come manipolare questi processi “è facilmente armabile”. L’ esempio è il caso Cambridge Analytica. Grazie ai dati forniti volontariamente a Facebook, vennero stilati precisi profili psicologici individuali, riguardanti una vasta popolazione di elettori. Normalmente, le informazioni sono utilizzate per veicolare annunci pubblicitari personalizzati, ma possono essere utilizzate per altri scopi, come manipolare le elezioni e determinarne l’esito. La guerra cognitiva “sfrutta le debolezze del cervello umano”, riconoscendo l’importanza delle emozioni nel guidare la cognizione. La cyberpsicologia, che studia l’interazione tra esseri umani, macchine e intelligenza artificiale rivestirà un ruolo sempre più importante.

Altre tecnologie sono le neuroscienze e le tecnologie NeuroS/T (Emerging Neurosciences and Technology, tecnologie e neuroscienze emergenti) oltreché le NBIC (nanotecnologie, biotecnologie, tecnologie dell’informazione, scienze cognitive), compresi gli sviluppi nell’ingegneria genetica. I NeuroS/T possono essere agenti farmacologici, accoppiamenti cervello-macchina, ma anche informazioni psicologicamente disturbanti. Influenzando il sistema nervoso attraverso la conoscenza o la tecnologia, si possono causare modifiche nella memoria, nella capacità di apprendimento, nei cicli del sonno, nell’autocontrollo, nell’umore, nell’auto-percezione, nella capacità di afferrare il processo decisionale, nella fiducia e nell’empatia, nella forma fisica e nel vigore. Du Cluzel scrive: “Il potenziale di NeuroS/T di creare insight e la capacità di influenzare la cognizione, le emozioni e il comportamento degli individui è di particolare interesse per i servizi di sicurezza e di intelligence, e per le iniziative militari e di guerra. “L’insight è la capacità di vedere dentro una situazione, o dentro sé stessi: la percezione chiara, l’intuizione di fatti esterni o interni.

La guerra centrata sui processi cognitivi individuali rappresenta un allontanamento radicale dalle forme tradizionali di guerra, che, almeno in linea di principio, cercavano di tenere fuori i civili. Nella guerra cognitiva, il cittadino è l’obiettivo (target) e il suo cervello il campo di battaglia. Cambia la natura della guerra, gli attori, la durata e il modo in cui la guerra viene combattuta.

Secondo Du Cluzel, “la guerra cognitiva ha una portata universale, dall’individuo agli stati e alle multinazionali”. Non si vince più occupando il territorio o regolando i confini su una mappa, perché “l’esperienza ci insegna che mentre la guerra nel regno fisico può indebolire un esercito nemico, non raggiunge tutti gli obiettivi”. Con la guerra cognitiva, l’obiettivo finale cambia: “Qualunque sia la natura e lo scopo della guerra, alla fine si riduce a uno scontro tra gruppi che vogliono qualcosa di diverso, e la vittoria significa quindi la capacità di imporre il comportamento desiderato a un pubblico prescelto”. Si tratta dunque, di fatto, di operare una conversione ideologica e comportamentale nella popolazione target.

Il nemico non sono solo i civili nei territori occupati, ma anche gli stessi cittadini, che secondo la NATO sono facili bersagli per le operazioni cognitive nemiche. “L’ essere umano è l’anello debole. Questo deve essere riconosciuto per proteggere il capitale umano della NATO”. Poi giunge la franca confessione: “l’obiettivo della guerra cognitiva non è solo quello di danneggiare i soldati, ma anche le società. Questo modo di fare la guerra assomiglia a una guerra ombra e richiede il coinvolgimento di tutto il governo per combatterla”. La guerra può quindi essere combattuta con o senza i militari, ed è potenzialmente infinita, “perché per questo tipo di conflitto non si può concludere un trattato di pace, né firmare una resa”.

È evidente che dietro la guerra cognitiva è condotta una battaglia per il controllo del nostro cervello, ovvero delle idee, delle emozioni e dei sentimenti, architrave delle credenze e delle scelte concrete. Ciascuno di noi diventa un’arma, teleguidata da remoto o manipolata da chi esercita il controllo sulla cultura, la comunicazione, l’istruzione. Du Cluzel rileva che “il cervello sarà il campo di battaglia del XXI secolo” e che “gli esseri umani sono il territorio da conquistare”.

Come accade nelle società cariche di ipocrisia, tenta un’impossibile giustificazione etica. “L’essere umano è molto spesso la principale vulnerabilità e questo deve essere riconosciuto per proteggere il capitale umano della Nato, ma anche per poter sfruttare le vulnerabilità dei nostri avversari”. Tuttavia, il punto è l’ammissione esplicita che “l’obiettivo della guerra cognitiva è danneggiare le società, non solo i militari”. Lo studio descrive questo fenomeno come l’armamento della scienza del cervello. Ma sembra ovvio che lo sviluppo della guerra cognitiva porterà a una militarizzazione della società umana, dalla psicologia, dalle relazioni sociali più intime alla mente stessa.

Questa militarizzazione onnicomprensiva si riflette nel tono paranoico del rapporto, che avverte di “una quinta colonna integrata, dove tutti, inconsapevolmente, si comportano secondo i piani di uno dei nostri concorrenti”. Ecco i veri complottisti! In altre parole, il documento mostra che la NATO vede la propria popolazione come una minaccia, potenziali cellule dormienti nemiche, quinte colonne che mettono in discussione la stabilità delle “democrazie liberali occidentali”.

Lo sviluppo di nuove forme di guerra ibrida arriva in un momento in cui le campagne militari prendono di mira le popolazioni nazionali a un livello senza precedenti. L’Ottawa Times ha riferito che l’esercito canadese ha approfittato della pandemia per condurre una guerra dell’informazione contro la popolazione, testando tattiche di propaganda sui civili. Rapporti interni suggeriscono che questa notizia sfiora solo la superficie di un’ondata di nuove tecniche di guerra non convenzionali impiegate dalle forze armate occidentali in tutto il mondo. “La guerra cognitiva cerca di cambiare non solo ciò che le persone pensano, ma anche il modo in cui agiscono”, ha scritto il governo canadese in una dichiarazione ufficiale.

“Gli attacchi al campo cognitivo implicano l’integrazione di cibernetica, informazione/disinformazione, psicologia e capacità di ingegneria sociale. La guerra cognitiva posiziona la mente come uno spazio di battaglia e un dominio conteso. Il suo scopo è seminare dissonanza, innescare narrazioni contraddittorie, polarizzare l’opinione e radicalizzare i gruppi. La guerra cognitiva può indurre le persone ad agire in modi che possono sconvolgere o frammentare una società altrimenti coesa.” Sulla coesione delle società occidentali stendiamo un pietoso velo.

Per Du Cluzel la guerra cognitiva è l’arte di usare la tecnologia per alterare la cognizione degli obiettivi umani. Queste tecnologie “integrano i campi delle NBIC: nanotecnologie, biotecnologie, tecnologie dell’informazione e scienze cognitive. Il tutto forma una sorta di cocktail che consente di manipolare ulteriormente il cervello”. Il nuovo metodo di attacco “va ben oltre” la guerra dell’informazione o le operazioni psicologiche. “La guerra cognitiva non è solo una lotta contro ciò che pensiamo, è una lotta contro il modo in cui pensiamo, e possiamo cambiare il modo in cui le persone pensano”.

È in gioco il controllo su come il nostro cervello elabora le informazioni e le trasforma in conoscenza. In altre parole, guerra cognitiva non è solo un altro nome per la guerra dell’informazione. È una guerra contro il nostro processore individuale, il cervello. Il ricercatore della NATO sottolinea che “questo è estremamente importante per noi militari” perché “ha il potenziale, sviluppando nuove armi e nuovi modi per danneggiare il cervello, per coinvolgere le neuroscienze e la tecnologia in molti approcci diversi per influenzare l’ecologia umana, poiché tutti sapete che è molto facile trasformare la tecnologia civile in tecnologia militare”.

Per quanto riguarda chi potrebbe essere l’obiettivo della guerra cognitiva, Du Cluzel conferma che riguarda tutti. “La guerra cognitiva ha una portata universale, a partire dall’individuo fino agli Stati e alle organizzazioni multinazionali. Il suo campo d’azione è globale e mira a prendere il controllo degli esseri umani”.

Se crediamo ancora alla favola bella della libertà, dei diritti umani, della democrazia, alla superiorità etica del modello liberal liberista occidentale, allora probabilmente la guerra cognitiva ci ha già raggiunto, manipolato e modificato nel profondo.

Di Roberto Pecchioli
ideeazione.com

Fonte: https://www.ideeazione.com/il-cervello-umano-arma-semisegreta-dellospizio-occidente/
09.07.2022


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Commenti (38)

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    1. absitiniuriaverbis 15 luglio 2022

      Chi vede è separato dal visto, ma il visto non è separato da chi vede.

      Proprio come l'oro è separato dagli ornamenti, ma gli ornamenti non sono separati dall'oro.

      Proprio come l'acqua è separata dalle onde, dalle bolle, dalla schiuma. Ma le onde, la schiuma, le bolle non sono separate dall'acqua.

      Non risolve i problemi, sono d'accordo, li mette in prospettiva.

    2. sbregaverse 15 luglio 2022

      Più semplice: NON esiste alcunché di separato.

    1. Primadellesabbie 15 luglio 2022

      Quella suggerita dall'articolo è una buona pista da seguire per cercare di capire il mondo in cui viviamo, ma non è la sola.

      L'uomo è da sempre circondato dai suoi simili e dalla natura, la novità è rappresentata dagli oggetti, gli innumerevoli oggetti che l'industrializzazione, sostituendosi all'artigiano e alla natura, produce e impone a ritmo sempre più incalzante da un paio di secoli in qua.

      Credo che nel rapporto inevitabile e inesorabile, collettivo e soggettivo, libero (?) o pilotato, talvolta travolgente, con gli oggetti, che si materializza dal primo vagito e ci accompagna per tutta la vita, stia uno dei segreti per guidare il gregge.

    2. IlContadino 15 luglio 2022

      "Prima di tutto bisogna comprendere che il sonno nel quale vive l'uomo non è un sonno normale, ma ipnotico. L'uomo è ipnotizzato e questo stato è continuamente mantenuto e rinforzato in lui. Si potrebbe pensare che esistano 'forze' per le quali sia utile e vantaggioso mantenere l'uomo in uno stato ipnotico, impedendogli di vedere la verità e comprendere la sua situazione."
      Proprio ieri sera leggevo il buon Gurdjieff (un toccasana prima del letto, vai a dormire sapendo di essere già addormentato, dormi al quadrato:-))
      Quel 'forze' messo tra virgolette mi dà da pensare parecchio

    3. danone 15 luglio 2022

      In un altro passaggio mister G spiegò che l'intero Raggio di Creazione è contro l'evoluzione interiore dell'uomo.
      La direzione del Raggio, dall'Assoluto mondo-1, alla Luna mondo-96, si può considerare come la direzione dei fenomeni e delle forze naturali dell'eco-sistema in cui nasce ed è immerso anche l'uomo.
      Colui che desta se stesso ricordandosi di sè, l'Io Sono, si accorge che deve lottare contro le correnti naturali del Raggio, che lo mantengono-trattengono nel suo mondo, sulla Terra mondo-48, e lo portano naturalmente verso la Luna mondo-96, mentre lui vuole risalire il Raggio, dal suo mondo 48-Terra, su su fino ai mondi 24-12-6-3 ed infine raggiungere l'Assoluto.
      Come un salmone che deve vincere la corrente del fiume per risalirlo, così l'uomo, che si desta alla sua coscienza per ottenere auto-coscienza, conoscenza oggettiva di sè e del mondo, deve imparare a risalire la corrente naturale del Raggio di Creazione.
      Poichè tutto è Dio-Assoluto, esiste una piccola formula esoterica che rinchiude tutto questo..
      "Dio Santo, Dio Forte, Dio Possente", dove Dio Santo rappresenta il tutto, l'Assoluto, Dio Forte é la Sua Volontà che si manifesta nelle forze creatrici dei mondi e nella direzione del Raggio di Creazione, dal mondo 1 giù giù fino al mondo 96, Dio Possente rappresenta la Volontà dell Influenza C, che non è il covid, ma è l'insieme delle Forze Coscienti del Creato, che aiutano l'uomo in questo lavoro di risveglio, sostenendolo nella volontà di risalire la corrente del Raggio, fino ai mondi sottili superiori del mondo 12-6 ed infine 3, oltre non si va con la propria individualità auto-cosciente, perchè nel mondo 1, non siamo più Noi, ma siamo Lui in Lui :-))

      Questa struttura e dinamica dei fenomeni del Mondo, se reale, spiega anche la natura e le intenzioni di chi oggi sulla Terra rende la vita così difficile e travagliata all'uomo e perchè lo fa.

    4. sbregaverse 15 luglio 2022

      Dannatissimo uan è tutto dannatamente più semplice : assoluto e relativo, noumeno e fenomeno, essere e non essere, prima e dopo,sono IMPIALLACCIATI in maniera indissolubile nell' ADESSO.

    1. IlContadino 14 luglio 2022

      La guerra cognitiva la si vince facile facile: cibo semplice che non affatica il sistema, un po' di natura per rimanere in contatto con se stessi, due bicchieri in compagnia e una trombatina di tanto in tanto (facoltativa). Ecco come ci si mantiene sufficentemente lucidi.
      Che poi, se sei riuscito a non farti inoculare fino ad ora direi che sei già bella che apposto. Non ti fotte più nessuno!

    1. Arthur 14 luglio 2022

      Mah, secondo me c'è una parte consistente e maggioritaria della popolazione occidentale che è già decerebrata.
      E corrisponde grosso modo al numero dei vaccinati.
      Però voglio concedere che alcuni, sotto ricatto, abbiano ceduto e se ne siano poi pentiti, quindi molti non sarebbero decerebrati ma deboli, o vigliacchi, e forse disperati per la propria inqualificabile condotta.
      Però resta una parte consistente che ha proprio il cervello fritto.
      Quindi, al di là delle tecniche manipolatorie, bisogna tristemente prendere atto che ci sono orde di imbecilli la cui stupidità scaturisce da un'ignoranza interiore, cioè dello spirito, a prescindere da tutto il resto.
      Il potere, in definitiva, adopera tattiche per conteggiarli e per far si che restino come sono o, al limite, sterminarli perché li reputa inutili.
      In certi momenti di rabbia, che mi porta a ragionare in maniera fredda e quasi insensibile (cosa che confligge con la mia indole naturale), penso che, tutto sommato, se fossero sterminati l'umanità ci guadagnerebbe.
      Poi, però, la mia educazione cristiana, che mi ha scolpito nella coscienza un senso di pietà per i derelitti (e lo siamo un po' tutti poiché nessuno può dire di non aver mai sperimentato la debolezza che è propria della natura umana non ancora trasfigurata e rinata), riaffiora immancabilmente e alla fine provo un senso di pena sia per loro che per me stesso, che, devo ammettere, verso questi miserabili provo una repulsione difficilmente reprimibile.

    2. Cleon XIII 15 luglio 2022

      Comprendo il tuo sentire, ma non riesco ad essere così categorico. A mio parere il cul de sac in cui ci troviamo non è dovuto tanto a una maggioranza di imbecilli pronta a subire gioiosamente ogni sopruso, quanto alla totale assenza di un pensiero critico organizzato, alla mancanza, cioè, di un'élite intellettuale anti-sistema in grado di riconoscersi e riprodursi.

    3. Hospiton 15 luglio 2022

      Lobotomizzazione di massa-assenza di intellettuali anti-sistema...il "padronato" è riuscito a innescare un circolo vizioso dal quale non sarà semplice uscire.

    4. Arthur 15 luglio 2022

      Comprare legno, chiodi, sega e martello.

      Et voilà:

      Ovviamente scherzo... 😉

    1. sbregaverse 14 luglio 2022

      sPecchio li sPecchio li delle mie brame
      sei il più togo del reame.

    2. Arthur 14 luglio 2022

      Sto cercando di capire il senso di questa cosa che hai scritto.
      Ah, tu non puoi immaginare quanto io mi diverta a cercare di decifrare i tuoi post che sono talvolta criptici, come questo.
      😀

    3. sbregaverse 14 luglio 2022

      È apprezzamento a Pecchioli giocando con la frase della favola della regina cattiva.
      s Pecchio li poi specchia molto bene il pensiero di molti di noi e fornisce quasi sempre un' immagine specchiata del reale.

    4. JA 14 luglio 2022

      Insomma una conoscenza riflerssa tipo questa: come lo specchio riflette sè stesso con l'oggetto riflesso, così l'uomo conosce sè stesso con l'oggetto conosciuto. :)

    5. sbregaverse 14 luglio 2022

      Perfetto, ora posso essere bannato senza che il sito possa soffrire della mia assenza.
      Ja ,tu ci sarai sempre per rincuorare i nostalgici.

    6. Arthur 14 luglio 2022

      Omnis mundi creatura, quasi liber et pictura, nobis est in speculum.

    7. JA 14 luglio 2022

      E’ molto semplice ma l’aforisma è poesia la spiegazione prosa.
      Ci sono vari tipi di specchi: piatti, concavi e convessi; e ognuno, riflettendo l’oggetto secondo le sue leggi di riflessione, conosce solo come lui riflette l’oggetto più che l’oggetto stesso.
      Così ci sono vari tipi di sensi (animali e umani), razze ed individui e ognuno riflette l’oggetto secondo le sue leggi estetiche di riflessione conoscendo, più che l’oggetto (in frarosso, raggi x, ultravioletto,…), le sue leggi di rifletterlo oltre che le sue differenti capacità fisionomiche rispetto ad un’altro.
      Confronta i due scritti: oltre alla disgustosa lunghezza la prosa fa schifo.

    8. JA 14 luglio 2022

      Questo ha un'altro senso però.

    9. Arthur 14 luglio 2022

      Certo, ma tutto ciò che esiste e con cui veniamo a contatto nella nostra esistenza (persone, cose, eventi, idee, emozioni, sensazioni, parole, suoni, musica, silenzi) ci parla, come un libro aperto o un dipinto o un sontuoso gioco di specchi, di un quid, un qualcosa che trascende tutto, una Verità che dobbiamo imparare a decifrare.
      Così facendo conosceremo meglio anche noi stessi.
      Non è solo un imperativo morale ed un doveroso ossequio alle nostre facoltà mentali, ma anche un passatempo divertente, ricreativo e soprattutto paideutico.

    10. JA 14 luglio 2022

      Sì ma lì si dice che ci sono cose da leggere io invece dico che ci sono differenti lettori.
      Punto di s-vista sottile ma fondamentale.

    11. Arthur 14 luglio 2022

      Se al mondo non ci fossero differenti lettori sarebbe tutto molto più noioso e omologato.

    12. sbregaverse 14 luglio 2022

      Sì ogni cosa è DIO.

    13. Arthur 14 luglio 2022

      Quello che dici è vero, tuttavia credo che esista la possibilità, per quanto difficile, di conoscere l'oggetto nella sua intima essenza o comunque avvicinarsi molto, nonostante i nostri filtri.
      E il filtro principale è quasi sempre costituito da noi stessi.

    14. JA 14 luglio 2022

      Tu ragioni secondo l'infame dualismo (vedi Lichtenberg) giudeo-cristiano: anima-corpo, spirito-materia,..; ma in fisionomia non c'è interno che non si manifesti esternamente: solo due facce di una stessa medaglia. Come il pesce che cambia colore a seconda dello stato psicologico in cui si trova.
      Il problema è lo sbaglio di lettura dovuto alle capacità fisionomiche del lettore. Da cui specialisti dottori più o meno bravi in medicina.

    15. JA 14 luglio 2022

      Uno Tutto e di Tutto parte. Suona meglio. :)

    16. Arthur 14 luglio 2022

      Questo sarebbe panteismo.
      Secondo il Cristianesimo non è così.
      Ma non voglio aprire una discussione teologica su questo e mi limito a dire che nel Credo niceno si afferma "per mezzo di Lui tutte le cose sono state create", nel senso che l'atto creativo (tra Dio e Universo) è speculare, cioè riflette quello di generare Cristo che si compie all'interno della Trinità.
      Tale atto creativo è diverso da quello della generazione di Cristo poiché c'è differenza tra generare e creare.
      Ci sarebbe altro da dire, ma mi fermo qui.

    17. sbregaverse 14 luglio 2022

      A me DIO piace pensare che DIO è il polpastrello che batte, l' azione di battere è sempre DIO, adesso DIO, sul tasto DIO il pensiero DIO.
      OGNI COSA.

    18. Arthur 14 luglio 2022

      Ja, tu a volte sei un filino esagerato...
      Io credo che tu non abbia un'idea molto chiara del Cristianesimo, che è molto molto diverso dall'Ebraismo.

    19. JA 14 luglio 2022

      Oddio.

    20. sbregaverse 14 luglio 2022

      Io sono quei che è.
      Ehyeh asher ehyeh

    21. sbregaverse 14 luglio 2022

      Appunto !
      N.B. Anche il punto esclamativo è
      DIO.

    22. Primadellesabbie 15 luglio 2022

      Questa volta era troppo facile, sembra che in questo post tu abbia evocato uno specchio nero.

    23. sbregaverse 16 luglio 2022

      Sì anche Grimilde, la regina cattiva, si serve di uno specchio da negro mante.

    1. JA 14 luglio 2022

      Già, ospizio.
      Creato dal giudeo-cristianesimo prima e il giudeo-bolscevismo poi.
      Lavoro perfetto, da popolo eletto.

    2. Tipheus 14 luglio 2022

      Da buon nazista continui a non capire nulla del Cristianesimo. Nemmeno che gli eredi del nazismo sono tutti ben riciclati nelle attuali élite occidentali. Fa nulla.

    3. JA 14 luglio 2022

      Da buon tifoso mi sà tu capisca poco di ciò che leggi. Fa nulla, ho le spalle più forti ti quello che tu possa mai immaginare.

    4. Arian Van Heisen 15 luglio 2022

      Tu si che hai capito tutto ...! chissà quanti best sellers AngloUsa Giudei hai letto che fanno parlare i Defunti..?
      eheheh.!

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