IL 2010 DEGLI U.S.A: DICHIARARE GUERRA IN TUTTO IL MONDO

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI RICK ROZOFF
Stop NATO

Il primo gennaio inaugura l'ultimo anno della prima decade del nuovo millennio e
di dieci anni consecutivi di guerre condotte dagli Stati uniti in medio oriente.

A partire dal 7 ottobre 2001, missili e bombe si abbattono sull'Afghanistan, le operazioni di guerra americane all'estero non si sono fermate un anno, un mese, una settimana o un giorno nel ventunesimo secolo.

La guerra in Afghanistan, il primo conflitto aereo e di terra degli U.S.A. in Asia dalle disastrose guerre in Vietnam e in Cambogia negli anni sessanta e all'inizio dei settanta, e la prima guerra di terra e campagna asiatica della N.A.T.O., cominciò alla fine della guerra in Macedonia del 2001, lanciata dalla N.A.T.O. occupando il Kossovo, una guerra in cui il ruolo delle truppe statunitensi è ancora da delineare e affrontare correttamente e che ha portato alla migrazione di quasi il 10% della popolazione della nazione. Nel primo caso, Washington invase una nazione in nome della lotta al terrorismo; nel
secondo, contribuì al dilagare del terrorismo. Allo stesso modo, nel 1991 gli U.S.A. e i suoi alleati occidentali hanno attaccato le forze irachene in Kuwait ed hanno lanciato un
devastante e mortale attacco con missili Cruise e bombardamenti in Iraq nel nome della difesa della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale del Kuwait e nel 1999 diedero il via ad un attacco aereo di 78 giorni contro la Yugoslavia per calpestare e minare drasticamente i principi dell'integrità territoriale e della sovranità nazionale nel nome dell'ultimo pretesto di guerra, il cosiddetto intervento umanitario.

Due anni dopo la "guerra umanitaria", l'ossimoro più ripugnante a cui il mondo abbia mai assistito, cedeva il passo alla guerra globale contro il terrorismo, mentre gli Stati Uniti e i suoi alleati della N.A.T.O. invertivano la rotta nuovamente, continuando però a dichiarare guerre d'attacco [n.d.t: guerre non giustificate da uno scopo di difesa, considerate un crimine nel diritto internazionale] e "guerre
d'opportunità", ogni volta che volevano, a dispetto delle contraddizioni e di ogni logica, dei
casi precedenti e del diritto internazionale.

Dopo numerose campagne mai completamente conosciute per reprimere insurrezioni, alcune
già in corso (come in Colombia), altre nuove (come nello Yemen), gli U.S.A invasero l'Iraq nel marzo 2003 con una "coalizione di volontari" comprendente soprattutto nazioni dell'Europa orientale candidate
ad entrare nella N.A.T.O. (quasi tutte ora diventate full member dell'unico blocco militare del mondo in cambio del loro servizio).

Il Pentagono ha inoltre messo in campo le forze speciali e altre truppe nelle Filippine ed ha lanciato un attacco navale, aereo e missilistico in Somalia, oltre ad assistere all'invasione della nazione da parte dell'Etiopia nel 2006. Inoltre Washington ha armato, addestrato e sostenuto le forze armate di Djibouti nella loro guerra di confine con l'Eritrea. Infatti Djibouti ospita quello che è, fino ad oggi, l'unico impianto militare permanente degli U.S.A in Africa, Camp Lemonier, una base navale, sede della Combined Joint Task Force - Horn of Africa, CJTF-HOA, collocata al di sotto del nuovo comando militare statunitense in Africa, l' AFRICOM, dal momento della sua nascita, il 1° ottobre 2008. L'area di cui è responsabile la Combined Joint Task Force- Horn of Africa copre Djibouti, l' Etiopia, l' Eritrea, il Kenya, le Seychelles, la Somalia, il Sudan, la Tanzania, l' Uganda, lo Yemen e, come "aree di influenza" le Comore, le Mauritius e il Madagascar.

Ciò vuol dire la maggior parte delle coste occidentali del Mare Arabico e dell' Oceano Indiano, tra le aree geografiche strategiche più importanti del mondo.

Truppe degli U.S.A, aerial drones [n.d.t.: veicoli aerei senza pilota dotati di telecamere e/o missili], navi da guerra, aerei ed elicotteri sono in azione in tutto questo vasto tratto di terra e di acqua.

Dopo la minaccia del senatore (e una volta quasi vice-presidente) Joseph Lieberman che lo scorso 27 Dicembre ha dichiarato che "Lo Yemen sarà la nostra prossima guerra" e in seguito alla precedente dichiarazione del capo del Comando Sud e comandante generale delle forze militari N.A.T.O. in Europa, Wesley Clark, che due giorni prima ha sostenuto che "Forse dovremmo mettere piede lì giù", è evidente che la nuova guerra degli Stati Uniti per il nuovo anno è già stata scelta. Infatti a metà dello scorso dicembre, gli aerei da guerra degli U.S.A hanno partecipato al bombardamento di un villaggio nel nord dello Yemen che è costato la vita a 120 civili e ne ha feriti altri 44, mentre la settimana successiva un jet da combattimento ha realizzato numerose incursioni aere sulla casa di un ufficiale superiore della provincia di Sa'ada, nel nord dello Yemen.

Il pretesto per intraprendere realmente una guerra nello Yemen è attualmente il tragicomico "tentato attacco terroristico" di un giovane nigeriano su un aereo diretto a Detroit il giorno di natale. Il
bombardamento mortale degli U.S.A nel villaggio dello Yemen appena citato si è verificato dieci giorni
prima e inoltre è avvenuto nel nord della nazione, anche se Washington sostiene che le cellule di al-Qaeda operano dall'altra parte del Paese.

L'Africa, l'Asia e il Medio oriente non sono gli unici campi di battaglia in cui gli Stati Uniti sono attivi. Il 30 ottobre del 2009 gli Stati Uniti hanno firmato un accordo con la Colombia per acquisire l'uso sostanzialmente privo di limiti e di restrizioni di sette nuove basi militari nella nazione sudamericana, incluse alcune postazioni nelle immediate vicinanze sia dal Venezuela che dall'Ecuador.
L'intelligence statunitense, le forze speciali e altro personale saranno coinvolti in operazioni già in corso per reprimere le insurrezioni e dirette contro le Forze Rivoluzionarie della Colombia (FARC) nel sud del Paese, e saranno impegnati nel sostenere la delega colombiana a Washington per attacchi in Ecuador e in Venezuela, che saranno delineati per essere diretti contro i membri delle FARC nei due stati.

Prendendo come obiettivo due nazioni fondamentali e in sostanza l'intera Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA), Washington sta preparando il terreno per un potenziale conflitto militare in Sud e Centro America e nei Caraibi. Dopo il sostegno statunitense al colpo di stato in Honduras il 28 giugno, questa nazione ha annunciato che sarà il primo stato membro dell'ALBA ad uscire dall'Alleanza e il Pentagono manterrà, e forse amplierà, la sua presenza militare alla base aerea di Soto Cano in Honduras.

Un paio di giorni fa il governo colombiano ha annunciato la costruzione in corso di una nuova base militare al confine con il Venezuela e l'attivazione di sei nuovi battaglioni aerei, e poco dopo un membro olandese del parlamento, Harry van Bommel, ha dichiarato che gli arei-spia degli U.S.A. stanno usufruendo di una base aerea in un'isola delle Antille olandesi, Curaçao, presso la costa venezuelana.

In Ottobre, una pubblicazione delle forze armate statunitensi ha rivelato che il Pentagono spenderà 110 milioni di dollari per modernizzare ed espandere sette nuove basi militari in Bulgaria e in Romania, dall'altra parte del Mar Nero a partire dalla Russia, dove verranno stanziati, per i primi contingenti, oltre 4.000 soldati.

All'inizio di dicembre gli Stati Uniti hanno siglato lo “Status of Forces Agreement” (SOFA) con la Polonia, che confina con il territorio russo di Kaliningrad, che permette all'esercito statunitense di stanziare soldati ed equipaggiamenti militari sul territorio polacco. Le forze militari statunitensi si serviranno di Patriot Advanced Capability-3 (PAC-3) e standard Missile 3 (SM-3), che fanno parte del sistema globale del Pentagono per intercettare i missili.

Più o meno nello stesso momento il presidente Obama ha fatto pressioni sul primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan per installare nel suo Paese le componenti di uno scudo missilistico. "Abbiamo discusso il ruolo costante che possiamo giocare come forze alleate N.A.T.O. nel rafforzare il profilo della Turchia nella N.A.T.O. e nel coordinarsi in maniera più efficace riguardo a punti critici come la difesa dai missili" secondo le parole del leader americano.

Il ministro degli esteri Ahmet Davutoglu ha fatto intendere che il suo governo non considera Tehran come una minaccia missilistica per la Turchia in questo momento. Ma gli analisti sostengono che se verrà realizzato uno scudo missilistico comune N.A.T.O., una mossa del genere potrebbe costringere Ankara a entrare in questo sistema.

Il 2010 vedrà il primo dispiegamento di truppe straniere in Polonia dopo la rottura del patto di Varsavia nel 1991 e l'installazione dei "più efficaci, più rapidi e più moderni" (secondo le parole di Obama) mezzi di intercettazione dei missili e strumenti radar nell'Europa dell'Est, nel Medio Oriente e nel sud del Caucaso.

La forza militare U.S.A in Afghanistan, sito della guerra più lunga e su più vasta scala di tutto il mondo, raggiungerà le 100.000 unità all'inizio del 2010 e con altri 50.000 soldati in più di altre nazioni della N.A.T.O. e vari "vassalli e tributari" (Zbigniew Brzezinski) rappresenterà il più vasto dispiegamento militare in ogni zona di guerra del mondo.

I missili drone statunitensi e della N.A.T.O. e gli attacchi degli elicotteri d'assalto in Pakistan aumenteranno, così come le operazioni per reprimere le insurrezioni nelle Filippine e in Somalia, insieme a quelle nello Yemen, dove la CIA e le forze speciali dell'esercito sono già scese in campo.

Il sito dell'esercito statunitense ha annunciato recentemente che ci sono stati 3.3 milioni di schieramenti in in Afghanistan e in Iraq dal 2001 con due milioni di soldati degli U.S.A. inviati nelle due zone di guerra.

In questo nuovo millennio ancora agli esordi, i soldati americani sono già stati inviati
in centinaia di migliaia di nuove basi e in zone di guerra in corso o già conclusa, in Albania, Bosnia, Bulgaria, Colombia, Djibouti, Georgia, Israele, Giordania, Kosovo, Kuwait, Kyrgyzstan, Macedonia, Mali, Filippine, Romania, Uganda e Uzbekistan.

Nel 2010 saranno inviati soldati all'estero in numero ancora più elevato per presidiare basi aeree e siti missilistici, supervisionare e partecipare ad operazioni di contenimento delle insurrezioni nel mondo contro i più disparati gruppi ribelli, alcuni dei quali secolari, e lanciare azioni militari in Sud Asia e
altrove. Saranno collocati su navi da guerra e sottomarini, equipaggiati con missili Cruise, con missili nucleari di largo raggio e con squadre di portaerei sui mari e gli oceani del mondo.

Costruiranno ed amplieranno le loro basi, dall'Europa all'Asia centrale e meridionale, dall'Africa al Sud America, dal Medio Oriente all' Oceania. Ad eccezione di Guam e di Vicenza in Italia, dove il Pentagono sta enormemente ampliando gli impianti esistenti, tutte le strutture in questione si trovano in nazioni e in regioni del mondo dove l'esercito statunitense non era mai stato così comodamente sistemato. Praticamente tutti i nuovi accampamenti diventeranno basi utilizzate per operazioni di "bassa portata", in genere nell'est e nel sud dell'Europa, dominata dalla N.A.T.O.

Il personale dell'esercito statunitense sarà assegnato al nuovo Global Strike Command e destinato ad aumentare il controllo e le azioni di guerra nel Circolo Artico. Saranno al comando della Missile Defense Agency per consolidare una rete mondiale per intercettare i missili, che faciliterà la possibilità di un primo attacco nucleare, ed estenderanno questo sistema nello spazio, la frontiera finale della corsa alla conquista del dominio militare assoluto.

I soldati statunitensi continueranno a diffondersi in tutto il mondo. Ovunque, tranne ai confini della loro nazione.

Titolo originale: "2010: U.S. To Wage War Throughout The World"


Fonte: http://www.globalresearch.ca

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31.12.2009


Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FRANCESCA

Commenti (62)

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    1. Tonguessy 13 gennaio 2010

      Posso essere d'accordo. Se le cose vanno come vanno è perchè i fucili hanno la meglio sui ragionamenti. La mia non era una difesa dei fucili, ma una tragica constatazione.

      Sull'amore: se ha bisogno dei fucili e di mietere vittime per imporsi (notare il verbo), che razza di amore è?

      Discorso interessante, risposta molto gradita.

    1. oldhunter 13 gennaio 2010

      Se non sbaglio, si stava parlando di principi, di leggi morali. Ed è fuorviante replicare all’enunciazione di un principio con l’esempio storico di una risposta concreta indotta da necessità contingenti. Sono piani diversi. Si dovrà concordare che il pensare che “La ragione ha delle ottime argomentazioni, ma i fucili ne hanno sempre una in più” costituisce proprio la base del perpetuarsi di violenze ed ingiustizie in un gioco senza fine di azione-reazione in cui le vittime sono sempre le schiere infinite dei più deboli. Ma ritornando sul piano dei principi e delle leggi morali, sarebbe un errore ed una ingenuità sostenere che qui non sia talvolta da sempre e ovunque contemplata una risposta anche violenta all’ingiustizia. Ma qui è la motivazione quella che giustifica l’atto: apparentemente strano a dirsi, ma è ancora l’amore!

    1. Tonguessy 13 gennaio 2010

      Ho dei dubbi su quello che dici....

    1. glomer 13 gennaio 2010

      Il problema dell'umanità? E' che le persone intelligenti hanno molti dubbi mentre gli stupidi ed ignoranti sono fermamente convinti...:-((

    1. AlbertoConti 13 gennaio 2010

      L'unica guerra preventiva che vorrei è contro la FED, la BCE, Wall Street, la City, i summit segreti in Svizzera e nel resto del pianeta, ecc. ecc. fino alle caste e castine politiche, mediatiche, economiche .....

      E dove porterebbe questa "guerra santa"?

      Esattamente qui! Al centro dellla nostra stessa coscienza.

    1. Cornelia 13 gennaio 2010

      Un conto è una guerra preventiva ad un Paese industrializzato, con un potenziale bellico notevole e guidato da un matto.

      Un conto è fare guerre preventive contro Paesi dove si vive nelle tende e non si hanno neanche gli occhi per piangere, con il pretesto di un fumoso "terrorismo" che può essere tutto o niente, e soprattutto che può essere completamente inventato a fronte delle concretissime fabbriche di cannoni di Hitler.

      La guerra preventiva degli USA contro l'Afghanistan o lo Yemen o anche l'Iraq è una vergogna per l'umanità.

      Le guerre preventive andrebbero fatte contro quelli grossi e minacciosi, ma come vediamo ogni giorno, tutti si affrettano a leccare i piedi a costoro...

    1. Tonguessy 13 gennaio 2010

      Fammi capire: a te interessa che un individuo "cercando di astrarsi dalle proprie convinzioni politiche e religiose" dica quello che in realtà pensa ma non fa? Il tutto mentre sono ormai chiari i meccanismi di come le opinioni (quindi le convinzioni politiche e religiose) sono create, formate e consolidate nei popoli che tanto ami? O sbaglio a capire?

    1. Rossa_primavera 13 gennaio 2010

      Dunque mi sembra di capire che tu dica che in alcuni casi sarebbe giusto fare una guerra preventiva che provochi migliaia di morti per evitarne milioni,giusto?Perche' dici che e' insensato se poi tu stesso mi hai risposto sensatamente e con la risposta che anche io avrei dato se mi fosse stata posta la stessa domanda?

    1. Rossa_primavera 13 gennaio 2010

      Mi interessava solo sapere il parere personale,puramente personale,di ciascun blogger su questo fatto,per un attimo cercando di astrarsi dalle proprie convinzioni politiche e religiose per vedere le diverse valutazioni etico morali.Che senso ha, chiedi tu?Beh il fatto che il mondo sia governato da persone del tutto prive di scrupoli morali non esclude che tali scrupoli,forse,siano presenti in tanti cittadini per bene che io credo esistano ancora anche nella nostra vituperata Italia.Il punto di vista etico morale puo' essere irrilevante per i padroni del vapore,ma io volevo sapere appunto cosa pensavi tu,i blogger la gente,il popolo insomma,che io amo profondamente da buona socialista.

    1. cassamc 13 gennaio 2010

      Rossa primavera quello che tu dici è insensato perchè come può fare una guerra illegittima a salvare milioni di persone? è una cosa inconcepibile! si hai ragione quando dici che con un colpo di stato illegittimo sarebbe stato possibile evitare la seconda guerra mondiale, ma il colpo si stato e il rovesciamento di un governo non è una guerra, a un caso potrebbe esserlo. Il fatto è che tu puoi anche salvare un milione di vite con una guerra, magari facendo 100.000 morti. Bè non credo sia la meglio soluzione. La guerra è da condannare sempre e comunque perchè porta solo dolore e sofferenza e morte e poi? è lo stesso discorso che fa l'america sgancia le bombe sopra gli altri stati con scritto sopra "democrazia" e dicono noi non facciamo guerra ma esportiamo la nostra democrazia, e bè come dargli torto.

    1. Tonguessy 13 gennaio 2010

      "Amore per i propri simili visti sempre come fratelli (anche fratelli che sbagliano)".

      Grazie a dio la guerra di liberazione dai "fratelli che sbagliano" non ha usato la dialettica, le preghiere e l'armamentario di cui sono sempre forniti teologi e metafisici. Se ne sono andati grazie alle bombe ed i fucili, i nostri amati "fratelli che sbagliano". E con le bombe e fucili sono quotidianamente ridotti all'accettazione della ragione dei "fratelli che sbagliano" migliaia e milioni di persone al mondo.

      La ragione ha delle ottime argomentazioni, ma i fucili ne hanno sempre una in più.

      Amen

    1. Tonguessy 13 gennaio 2010

      Il punto di vista etico-morale è assolutamente irrilevante ai padroni del vapore, come altri hanno giustamente scritto. Mettersi a ragionare su principi che non appartengono alle logiche di spartizione della torta è quanto meno fuorviante. Bisogna quindi analizzare le VERE cause della SGM e andare oltre i movimenti metafisici. Un dato tra tutti: la IG Farben fu la maggiore finanziatrice del nazionalsocialismo, e sebbene apparentemente smenbrata dopo la disfatta nazista continua ad operare tra noi attraverso le sussidiarie Hoechst, Bayer, Agfa, Basf. I vertici nazisti di allora hanno continuato a dirigere le sussidiarie per decenni. Gli alleati, così certosini nel bombardare Dresda dove si erano rifugiati moltissimi profughi della disfatta nazista, non hanno MAI bombardato gli stabilimenti della Farben, che è uscita intatta dal conflitto. Auschwitz era in realtà un laboratorio della Farben dove gli schiavi (gli internati) lavoravano gratis fino alla morte per sfinimento. E così via. Che senso ha parlare di punto di vista etico-morale?

    1. oldhunter 13 gennaio 2010

      L'unica forza morale che non abbisogna di altra forza se non quella insita nella propria natura, è in sostanza l'amore disinteressato. Amore per i propri simili visti sempre come fratelli (anche fratelli che sbagliano), amore che si esprime come giustizia, solidarietà e partecipazione. Amore che non è mai avere, possedere, prendere, ma fondamentalmente "dare" e che poco o nulla si cura di se.
      Questa forza morale è sempre stata espressa da pochi singoli individui in ogni dove sulla terra: donne (le madri ne sono spesso un esempio) e uomini superiori che hanno illuminato la storia creando oasi di pace, ma è l'esempio di questi pochi o molti che dovrebbero indicare la strada alle nazioni ed alle società.
      Non può e non deve esserci altra meta individuale e di gruppo: tutto il resto ne discende.
      Un saluto a tutti.

    1. Rossa_primavera 13 gennaio 2010

      Quello che dici e' sacrosanto,ma la mia domanda era,una guerra preventiva e illegale contro Adolf Hitler,che pero' avesse risparmiato i miliono di morti della seconda guerra mondiale,sarebbe stata in parte accettabile dal punto di vista etico-morale?Parlo nel caso dunque in cui il tiranno in questione sia un uomo capace di scatenare un inferno a livello mondiale,non un rais alla Saddam o qualche piccolo dittatorucolo moderno,ma uno che minacci realmente la pace nel mondo.

    1. Tonguessy 13 gennaio 2010

      Forse vale la pena di ricordare le parole di Hermann Goering al processo di Norimberga:

      "certo che la gente non vuole la guerra! Perchè dovrebbe un poveraccio volere rischiare la propria vita
      quando se gli va bene se ne ritorna a casa tutto d'un pezzo?
      Naturalmente la gente comune non vuole
      la guerra. Nè in Inghilterra, nè in Russia nè in America, nè in Germania, per quello che conta.

      Si capisce benissimo. Ma, dopo tutto, sono sempre i leader della nazione a determinarne la politica ed
      è sempre una semplice questione di irretire le persone, sia che si tratti di una democrazia, di una
      dittatura fascista , di un parlamento o di una dittatura comunista."

      "C'è una differenza" sottolinea l'intervistatore"in una democrazia la gente comune ha sempre modo di
      esprimere il proprio pensiero attraverso i suoi rappresentanti eletti, e negli Stati Uniti solo il
      congresso può dichiarare guerra"

      "Oh, tutto questo è bene ed è bello ma, sia che abbia o che non abbia voce in capitolo la gente può
      essere portata dalla parte dei leader. E' molto semplice.
      Tutto quello che bisogna fare è dichiarare
      che sono attaccati e che chiunque contraddica ciò è un pericoloso pacifista senza amor patrio che
      espone la propria patria al pericolo.
      Funziona sempre in qualsiasi paese"

    1. Rossa_primavera 13 gennaio 2010

      Dunque mi sebra di aver capito che in ogni caso una guerra preventiva e' secondo te sbagliata,giusto?Comunque grazie per l'attenzione e la risposta.

    1. mistermister 13 gennaio 2010

      Beh, in realtà sono partito un po' da lontano.
      Anche Hitler per difendere i Sudeti fece un accordo od invasione preventiva in Cecoslovacchia.

      Il concetto della "prevenzione" oramai è, anzi viene, giustificato dal Potere nei confronti del "singolo".
      Nell'era tencologica-televisiva il messaggio è rivolto a Te direttamente
      (ricordamoci il famoso Poster America I Want YOU")

      Se Tu, la Tua famiglia i Tuoi figli sono in pericolo di vita, Noi Ti salviamo
      perchè ci sono i Terroristi, i cattivi !!!

      Quindi dobbiamo invadere questo o quel paese.

      E' ovvio, in senso civico, umanitario, filosofico etc etc
      che non si possono sacrificare le altre vite per salvare la Tua.

      Questo in una Società Giusta

      Ma la nostra non lo è.

      Quindi ognuno pensa alla propria pelle, se per salvarla muoiono milioni di altri "chi se ne frega"

      Oramai ci stanno convincendo

      Forse lo capiremo quando, bussando alla ns. porta ci diranno

      "E' il Tuo turno, amico la festa è finita !!!"

    1. Rossa_primavera 13 gennaio 2010

      Grazie per la risposta chiara ed anche articolata nella sua spiegazione,anche se abbastanza differente dalle mie opinioni.Solo l'ultima frase mi risulta un po' oscura:cosa intendi per supremazia morale che non ha bisogno di altra forza che non quella propria e chi detiene secondo te questa supremazia?

    1. oldhunter 13 gennaio 2010

      La risposta al problema è semplice ed assoluta: la guerra "preventiva" è sempre ed in qualsiasi caso immorale e riprovevole! Tanto più quando a scatenarla è la potenza mondiale dominante quando agisce per motivi abbietti quali gli interessi esclusivi di una élite del paese.
      Ovviamente la casistica offerta dalla storia dell'uomo è innumerevole e tale da prestarsi a bizantinismi e discussioni infinite che sembrerebbero giustificare ora questa ed ora l'altra delle parti. Il principio da applicare è che qualsiasi tentativo di dominio sugli altri è sempre e in ogni caso inaccettabile e da condannare. Tranne uno: quello della supremazia morale che non ha bisogno di altra forza che non quella propria per essere universalmente riconosciuta da chiunque.

    1. Rossa_primavera 13 gennaio 2010

      Grazie per avermi dato il tuo parere anche se,gentile mister mister,perdonami ma hai un po' svicolato.Saluti

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