IERI SERA SAPENDO CHE C'ERA L'INTERVISTA A BAGNAI...

IERI SERA SAPENDO CHE C'ERA L'INTERVISTA A BAGNAI...

DI ROZ

comedonchisciotte.org

Ieri sera, sapendo che c'era l'intervista a Bagnai, mi sono sorbito tutto il resto di quella merda di trasmissione che è servizio pubblico.
Il contrasto con le immagini della crisi, le interviste ad imprenditori disperati e uomini e donne dalla dignità umiliata, e quel fighetto in cachemire di Della Valle, che discettava con bell'eloquio pacato della crisi, era ributtante.

L'importanza che gli dava Santoro, avendolo messo lì al centro della trasmissione, sorta di nume tutelare della disgrazia italiana, salvifico personaggio dalle doti taumaturgiche in quanto imprenditore desinistra, era da voltastomaco.L'unico momento in cui ha perso l'aplomb così british, il summenzionato fighetto, è stato quando si è visto brani di un convegno con gli industriali di Schio cui aveva partecipato Bagnai. Si è agitato sulla sedia, chiedendo chi fosse costui, da quale università buco di culo (non lo ha detto ovviamente, ma era evidente che il senso di fastidio con naso quasi arricciato con cui chiedeva chi fosse intendesse proprio questo) e ha sentenziato la solita idiozia delle materie prime che non abbiamo e che dovremmo pagare tanto ahimè. E che quindi il problema non era l'euro ma la produttività.


E certo che per lui che delocalizza il problema non lo è, l'euro. Le scarpe le fa fare in Romania.

Per lui il problema è la produttività.

E Santoro e gli altri lì ad ascoltare il nuovo messia.

Qui stiamo messi così.

Roz


Fonte: www.comedonchisciotte.org

30.05.2013

Commenti (41)

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    1. Georgejefferson 1 giugno 2013

      L'euro e' nemico dell'europa,ed e' stato chiamato euro apposta per associarne il nome al sogno europeo in buona fede.Proprio per i motivi da te esposti (aree valutarie ottimali) l'eur e' incompatibile per le genti.Ma lo e' come potere,come manganello di ricatto per un "tornare indietro" reazionario e ristabilire antichi ordini.

    1. mimmogranoduro 1 giugno 2013

      Caro Georgios ,lungi da me offendere qualcuno tantomeno tè-
      cerco di spiegarmi meglio-
      io sono contrario a questo sistema,sono del parere che quello che sta accadendo oggi ha origine ai primi anni 70 negli USA,si chiama credito al consumo,la storia è lunga e credo che ci troveremmo d'accordo-
      Il mio appunto è sulla moneta EURO-io sono del parere,che avere una moneta nazionale,senza affrontare i problemi della globalizzazione non serve a nulla-quando hai i fianchi scoperti,inutile cambiare arma,sei vulnerabile e quindi attaccabile-
      é del tutto evidente che questa classe politica e dirigenziale è del tutto inadeguata a rimettere in sesto l'europa e và cambiata-come?la crisi farà il lavoro sporco-quando la maggioranza dei cittadini si sara impoverita allora reagiranno,se gli daranno uno strumento democratico useranno quello,altrimenti altro-è la storia che lo insegna-
      Io non vedo tutta questa urgenza di discutere dell'euro,penso che il processo di unificazione europea sia una cosa giusta e quindi anche l'euro,-è del tutto evidente,che se a confrontarsi sono paesi che sotto il profilo economico finanziario sono quasi allo stesso livello ,trabocchetti e sgambetti non cè ne sono,ed è per questo che io dico che la vera europa è quella originaria senz'aperture ad est-l'est è stato la prima meta della delocalizzazione delle aziende italiane,ci fossero state le frontiere la storia sarebbe diversa-
      Poi amico mio,io da italiano una cosa te la devo dire-cosa c'entra la Germania,se tanto noi, che voi Greci da 20 anni diamo la maggioranza del nostro consenso elettorale a gente corrotta e corruttrice che si sono venduti pure la madre e il padre per i propri interessi?
      Cosa c'entra i vincoli di bilancio,se un paese come l'italia usa i soldi pubblici per comprare il consenso elettorale anziche investire per far crescere l'economia del paese?
      e certo che i tedeschi hanno preteso delle regole-stupidi noi,italiani(poichè rappresentati da autentici incapaci) che in sede comunitaria non abbiamo fatto valere la nostra posizione di creditori verso l'europa e impostati un accordo diverso-
      In quanto al peso storico culturale della Grecia sull'europa,sono perfettamente d'accordo,ma questa è un'altra storia-

    1. AlbertoConti 1 giugno 2013

      Il tuo è il problema di tanti: non sapere cosa è la moneta. L'euro non è solo BCE (che già basta e avanza per capire che è una fregatura). L'euro è anche e soprattutto Maastricht, Lisbona, Mes, Fiscal Compact, Commissione Europea, Troika, dittatura della finanza, fine della democrazia. Questo ed altro ancora è l'euro, la "nostra" moneta, o meglio la nostra trappola che ci ha rinchiuso in gabbia senza vie di fuga, col cappio al collo di un debito irredimibile e scontato fin dal progetto iniziale di una gara truccata tra ineguali. Tutte le cose che dici di volere sono l'esatto opposto dei connotati dell'euro. E a chi spera che si possano cambiare certi connotati senza distruggere l'euro tanti auguri, ma per favore andate a sbattere contro il muro di cemento armato senza di me.

    1. yago 1 giugno 2013

      Considero Della Valle uno strano personaggio , ambiguo ed enigmatico. Chiunque mastica qualcosa di economia conosce Bagnai ma Della Valle non lo ha mai sentito nominare e non ha mai sentito nominare neppure altri economisti di fama mondiale molto vicini alle teorie di Bagnai. Eppure con sfrontata saccenza si permette di esprimere pareri su argomenti non alla sua portata.E' il classico neoliberista di sinistra che apre bocca e gli da fiato.

    1. Georgejefferson 1 giugno 2013

      Ti do una notiza.Qui comandiamo noi hanno detto a prodi (ti do il link se vuoi) e ci hanno ingabbiati nella moneta pesante (per noi) ma leggera (per loro) apposta per i motivi (ed altri) da te espressi.Prima dici bisogna andare la con le palle,contemporaneamente che l'euro non centra (anzi bello perche "forte") dimostrando di non sapere nemmeno le basi.E poi sarei io quello dei discorsi poveri.

    1. Georgios 1 giugno 2013

      Mi dispiace ma sembra che non hai capito cosa ho detto e mi hai attribuito cose che non ho detto.

      Per prima cosa, certo, e' quello che dico anche io, ognuno deve essere padrone in casa propria. Peccato che non la pensino cosi anche i governanti. Che hanno messo le mani addirittura sulla costituzione dei propri paesi a tale scopo. Lo sai come verrà approvato d'ora in poi il bilancio dello stato (anche di quello italiano)? Lo sai che le condizioni poste dalla Germania per quel che riguarda debito e deficit sono ormai leggi dello stato (anche italiano)? E che, se non entro certi limiti economicamente assurdi, si dovrà tagliare la spesa pubblica - salute, istruzione, salari, pensioni etc? Vi hanno chiesto il parere quando l'hanno fatto? No. Ebbene, neanche a noi hanno chiesto il parere quando siamo entrati nell'euro.

      Seconda cosa, per essere padroni in casa propria si deve avere la propria moneta. Se no, non si e' padroni e basta. Se non si può stampare moneta, il debito e' la soluzione obbligatoria. In base ai criteri economici della UE di oggi, la Grecia, verso la fine degli anni 80, si trovava in una situazione peggiore di quella del 2010. Ti risulta che andò in default? No. Sai perché? Perché aveva la dracma e stampava.

      Terzo. L'esempio della California l'ho fatto per spiegare cosa e' uno stato federale che di unico non ha solo la moneta. La tua interpretazione del meccanismo economico che, supportato da un analogo meccanismo mediatico, ha trasformato un processo di saccheggio in elemosina (o sia pure in "aiuto") e' alquanto offensiva. Non vorrei puntarla sul nazionalistico e tralascio anche il peso specifico di cultura e di civiltà che la Grecia ha nei confronti dell'Europa. Sarebbe tuttavia utile dare un occhiata qui:

      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11816



      Conclusione della lettura: Magari non avessimo mai avuto nella nostra storia moderna nessun tipo di aiuto dall'Europa.

      Io pero' non sono un nazionalista nel senso estremista del termine. Rispetto tutti i paesi, tutte le culture, religioni, usi e costumi e, naturalmente, pretendo di essere rispettato allo stesso modo. Ritengo, appunto, che ognuno deve essere padrone in casa propria. E che solo dei popoli cosi, fieri e dignitosi della propria identità possano creare, in condizioni di rigorosa parità, un progetto europeo reale e utile per tutti. L'Europa dei popoli. Non quella dei banchieri.

      Mi sembra allora che in fondo tutti vogliamo la stessa cosa ma che quelli che ci governano marciano in direzione opposta. Sarebbe logico concludere che bisogna cambiare quelli che ci governano. Ed e' proprio qui che sta il problema. Quelli là con il loro "sistema democratico" non li puoi cambiare. Avete avuto l'esempio lampante dopo le ultime elezioni. Noi l'abbiamo avuto un anno prima.

      Dunque, che fare? Se vuoi un suggerimento leggi il primo paragrafo del capitolo "Cause politiche, economiche e sociali" qui:

      http://it.wikipedia.org/wiki/Primavera_dei_popoli



      Infine vorrei farti notare che se naturalmente da una parte non esiste paragone tra l'industria italiana e quella greca, dall'altra parte, lo smantellamento subdolo dell'industria italiana e' cominciato da più di vent'anni fa. Da quella stessa gente che oggi porta avanti "l'integrazione europea" dei banchieri. Qui (lo puoi leggere o guardare):

      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11789



      Saluti, malgrado tutto, amichevoli

    1. mimmogranoduro 1 giugno 2013

      Dici di essere Greco,e allora io ti dico ,che noi non siamo la Grecia,e penso che questo lo abbia capito anche tù-Il nostro debito pubblico è 1/4 del patrimonio nazionale,praticamente un niente-Noi siamo la 2° potenza manufatturiera europea(cio significa che facciamo economia reale),la Germania oggi non è la piu forte,è solo piu furba,e noi italiani,se vogliamo possiamo rimetterla al suo posto,con argomentazioni serie e documentate-noi al contrario di altri paesi,siamo creditori verso l'europa,non debitori,noi finanziamo l'europa,non prendiamo da essa-ecco basta questo a rimettere in riga Francia e Germania-
      Io da italiano ,sostengo ,che il mio paese è in grado di gareggiare alla pari con i big europei,ma non possiamo far niente contro l'aggressione dei paesi emergenti-Non è un caso,che per mè,l'europa è quella storica,la vecchia europa sotto il profilo economico sociale ,ha molto in comune,e quando si dividono molte cose ,ci si rispetta,e ci si teme a vicenda-Il vecchio blocco è giusto che si unifichi,la sua massa popolare ha una capacità di domanda interna capace di far ripartire i consumi e di conseguenza le produzioni,quindi l'occupazione-cosa vuoi che acquisti un Polacco,un Rumeno,un Serbo,con quei stipendi da fame?Il blocco est europeo,è il sud'america Usa,solo popoli da sfruttare e utilizzare per impoverire i vecchi europei-A me spiace dirlo,ma le cose stanno cosi-io reclamo il diritto di essere padrone in casa mia,e il vecchio blocco europeo è casa mia ,perchè l'ho costruito anche io,gli altri devono stare fuori-La solidarietà,che invochi tu,dalle mie parti si chiama elimosina-la Grecia non doveva entrare in europa e oggi paga dazio-la California è "Stati Uniti" e giustamente invoca la solidarietà dei suoi compatrioti-Io voglio aiutare la Spagna,il Belgio,la Francia,e perchè no,gli stessi Tedeschi,ma non voglio e non posso aiutare tutti-

    1. mimmogranoduro 1 giugno 2013

      Mi spiace che tu ponga una domanda cosi povera-
      Purtroppo ,noi italiani pensiamo di essere gli ultimi,coloro che devono accontentarsi delle briciole,poichè non siamo niente-
      questo è il modo di ragionare della nostra classe dirigente,che si è formata sul malaffare e sulle raccomandazioni,e siccome non sono in grado di produrre niente,pur di mantenere il loro status quo,si sono venduti loro,la mamma che li ha fatti e il paese tutto-Invece io ti dico che non siamo gli ultimi-siamo la 2° potenza manufatturiera europea,abbiamo il piu grande patrimonio artistico del mondo,siamo efficenti sotto il profilo alimentare-non siamo gli ultimi,e abbiamo la forza e il coraggio di competere alla pari,con gli altri colossi europei-(Francia e Germania)-basta che noi mandiamo una classe dirigente seria e responsabile a Bruxelles,e vediamo poi se ci ridono ancora dietro-vediamo se gli italiani sono solo spaghetti e mandolino-pensi che i partner europei sarebbero cosi felici d'averci fuori dall'area euro con il nostro potenziale produttivo,con la nostra tecnologia e con una posizione commerciale invidiabile sul mediterraneo,con una moneta nazionale?ecco basta riccattarli ,invertire i ruoli-Certo per fare questo ci vuole una classe dirigente con i CONTROCAZZI,altro che letta .berlusconi,bersani e montezemolo-e se non vogliono sentire,be allora muoia sansone con tutti i filistei-vuol dire che moriremo a casa nostra con la lira-ma dubito che gli altri vogliano puntare su questa opzione.sarebbe troppo rischioso ,per loro,s'intende-
      Questo sistema se non lo si ferma ci ucciderà-produrra prima fame e disperazione e poi qualche guerra-

    1. Georgios 1 giugno 2013

      E' curioso il fatto che tutte le tue argomentazioni (dazi, frontiere, circolazione di capitali etc) sono i presupposti per la moneta nazionale! Come fai a stampare metri cubi di euro stando nell'euro-zona? L'emissione della moneta e' controllata dalla BCE cioè dalla Germania. E' per questo che tutti i paesi sono indebitati, non gli bastava la moneta per cui facevano debiti.

      L'Italia, la Grecia, la Spagna etc esistevano economicamente prima dell'euro, no? Per cui esisteranno anche dopo l'euro.

      Per fare l'unione non basta la moneta comune. Ci vogliono ben altre cose che in una parola e' la "solidarietà", diciamo, federale. Se la California si trova in difficoltà interviene lo Stato Federale per aiutarla, non le ipoteca il suo Parco Nazionale o il Golden Gate Bridge in cambio di un mutuo.

      Invece con la sola moneta comune si fa il gioco del più forte. Indovina di chi. Solo nell'euro "possono comprarci per quattro soldi" come minaccia il grande... economista Della Valle. Non fuori dall'euro perché se fosse cosi ci avrebbero già comprati prima del 2001. Ne sappiamo noi qualcosa in Grecia.

    1. oriundo2006 1 giugno 2013

      Ti do ragione ed estendo: il problema è la nostra CLASSE DIRIGENTE. Della Valle & Company ma non solo. Questa ignorante, miope, stupida, servile classe dirigente che abbiamo non ci tirerà MAI fuori dal pantano in cui siamo. MAI. Non lo sa fare, intellettualmente sono spenti o superficiali, abituati a confrontarsi con yes man o colla casalinga di Voghera in Ok il prezzo è giusto, al meglio sono solo dei profittatori di salari e lavoro, recitano formule astratte senza neppure capirle, andranno e ci faranno andare sino in fondo, euro o non euro, lira o non lira: ma pensate davvero che tornare ad una moneta autonoma 'ceteris paribus' ci possa affrancare da costoro, dal predominio dei loro interessi sul bene comune, dalla necessità di programmare ad esempio i flussi migratori e dall'impossibilità di farlo: pensate che costoro ci lasceranno fare o che loro stessi si mettano contro la loro stessa agenda, naturalmente dettata da altri per ALTRI interessi, quelli che sanno farli i propri interessi ? Ma siete matti, Barnard e soci ? L'Euro è un rimedio ( di carta ) ad un male peggiore: il dominio di 'elites' nazionali senza poter avere un contraltare sul lato delle spese, essendo TUTTI a libro paga...( e chi vuol intendere intenda ): non vi ricordate le spese faraoniche dei democristiani ? Ma è un rimedio PEGGIORE del male se all'interno dell'EU la nostra voce è solo lo squittio di un topo di fogna o il frinire di qualche grillo impazzito. Avremmo senz'altro avuto di piu' in sede comunitaria se avessimo avuto una classe dirigente di peso, anche ladra ma di peso: ma con quei fessi che ci rappresentano che tipo di credibilità volete avere ? Specie se ci dobbiamo confrontare con pezzi da novanta come Germania, Francia Inghilterra. Morale: il peso di un Paese è dato dalla sua classe dirigente in primis e dal modo in cui avviene la circolazione ed il ricambio delle IDEE. Qui in Italia è da colonia sudamericana.

    1. Georgejefferson 1 giugno 2013

      E se i partner "ti dicono di no" ?Che fai?Poniamo che dici che bisogna obbligarli.E se ti dicono di no lo stesso?

    1. Georgejefferson 1 giugno 2013

      Attenzione che non esiste una "Ue che ci da i soldi",siamo creditori netti.Significa che diamo 10 e poi tornano 7,per semplificare

    1. nigel 1 giugno 2013

      Che cosa volete che dica, gente come Della Valle? Un personaggio ridicolo, reso credibile dal conto in banca su cui siede. Il Sistema ha trasformato il mondo per loro... per ora (alla faccia dei diritti umani, Amnesty International e altra fuffa ad uso e consumo degli idioti) sfruttano come negrieri il lavoro degli schiavi. Quando poi le economie dei Paesi occidentali saranno distrutte e i disoccupati non potranno acquistare i beni prodotti, premeranno perché vengano aperti i mercati interni dei Paesi dove hanno delocalizzato. Sono un meraviglioso strumento degli Illuminati.

    1. radisol 1 giugno 2013

      "De sinistra" Della Valle ? Ma quando mai ? Prima stava con Forza Italia, poi con l'Udeur di Mastella, ai tempi del secondo governo Prodi ... che poi alla fine Mastella è ritornato sotto l'ala protettrice del Berluska e Della Valle con lui ..... poi ha difeso a spada tratta il governo Monti ... ha un pò inciuciato un pò con l'ipotesi Montezemolo ... ed ora difende quello "di larghe intese" ... c'avete un concetto "de sinistra" veramente particolare .... Della Valle è un pò come Marchionne, anche se spesso litigano tra loro .... "moderno", poco paludato, a volte pure impertinente coi vari governi, malato pure un pò di protagonismo ... ma "capitalista" fino al midollo .... poi, il caso vuole, per la particolare produzione manifatturiera che porta avanti, che non abbia mai dato luogo a particolari licenziamenti di manodopera .... ma se appena gli cala l'utile, farebbe come tutti gli altri .... se poi chiunque c'ha qualche frizione, anche solo momentanea, con Berlusconi diventa "de sinistra" ... vabbè ... c'abbiamo concetti assai diversi di "sinistra" ....

    1. mediterraneo 1 giugno 2013

      Ma veramente!! Con quella faccia da RADICAL CHIC , da frocetto , si' , ma con il culo degli altri , Se avessi la bacchetta magica a questa genoria , i loro prodotti li farei fare SI all estero , ma dopo col ca..0 che ci scrivi MADE IN ITALY .E basta con questo MADE IN EUROPE ,come per dire che dovrei essere felice di questo , mentre bastano pochi km per fottersene altamente dei diritti dei lavoratori ( vedi QUELL altra feccia di FIAT IN SERBIA , senza contare chissa' quanti faccendieri padroni delle " GRANDI ?" firme Italiane fanno fare i loro vestiti oltre frontiera ,pero' vantandosi dell "eccellenza" Italiana , Ridatemi la LIRA in mano allo stato e non ai privati strozzini, SCAPPIAMO DA QUESTA MONETA USURAIA , e rimettiamo le FRONTIERE , io di stare dentro ad una organizzazione TER0R1STICA ( vedi Siria e Libia) non ci voglio stare
      FUCK THE EUROPE

    1. mimmogranoduro 1 giugno 2013

      Sono d'accordo anch'io con Della valle,il problema non è l'euro-
      Solo che il mio consenso si ferma qui-l'euro è un feticcio,possiamo anche eliminarlo e tornare alla lira,ma poi?
      Questa operazione ,farà tornare i milioni di posti di lavoro persi nel settore terziario e della microeconomia?io penso proprio di no.morire con l'euro o con la lira non fà nessuna differenza-
      Il vero problema è la globalizzazione,la libera circolazione delle merci,la libera circolazione dei popoli-certo sotto il profilo etico e morale ,il principio di un mondo libero e senza confini,è sinonimo di una società evoluta e perfetta,ma noi non siamo ne evoluti e tantomeno perfetti,quindi ebbene tornare con i piedi per terra e prendere la realtà per quella che è-
      L'europa,deve cominciare a parlare seriamente di una ridifinizione dei confini territoriali,e deve cominciare a parlare seriamente di dogane e dazi-
      Per mè Della Valle e Fiat,se vogliono andare a produrre fuori dai confini europei,devono poterlo fare liberamente,però,devono sapere che quando le loro merci,prodotte in paesi dove il costo del lavoro è infimo(vedi i 346,00 euri mensili per gli operai fiat SERBIA) quando vengono vendute in europa essi devono avere un prezzo uguale al sinonimo prodotto europeo-la differenza poi lo farà la qualità semmai -
      Questo è l'unico sistema per far tornare quei posti di lavoro che si sono trasferiti in quei paesi extra UE-
      Poi vediamo se questi signorotti impettiti ,pensano di andare a produrrere auto da E20.000,00 in paesi con stipendi da fame-vediamo se mister todds,va a fare scarpe da 200,00E in paesi che a mala pena possono permettersi le ciabatte-

      No l'euro non è un problema,ed è per questo che se ne parla,mentre di ridefinire frontiere ,dazi commerciali,e regolazione dei flussi migratori(in modo tale che il lavoro venga ridistribuito per prima tra i cittadini europei) neanche una parola-non sia mai che qualcuno , anziche soffermarsi sul dito cominci a scrutare la luna-

      Il fatto che i giornali USA consiglino all'Italia di uscire dll'euro deve far riflettere molto e non poco-
      Prima ci hanno affossato con la globalizzazione,ed ora con la demolizione del blocco storico europeo(poichè se l'italia esce dall'euro l'europa è finita),vogliono mandarci allo sbando totale,in modo tale da diventare delle prede indifese-
      Invece l'operazione da fare è proprio il contrario-Siamo italiani ed europei,cominciamo a fare cio che è nel nostro interesse-
      Chiudiamo le frontiere (quelle storiche),introduciamo i dazi alle merci in entrata-chiudiamo i flussi migratori,nazionalizziamo le banche e lanciamo un piano stratosferico di interventi infrastrutturali ed energetico,sovvenzionandolo stampando euro a metri cubi-incentiviamo l'agricoltura,e il turismo-io voglio tornare a comprare pantaloni,camicie scarpe ,bicchieri,piatti ,pentole, prodotte in italia o al limite in europa-basta con i prodotti extra UE-
      Sia ben chiaro,per me la Polonia ,e il resto dell'est non è europa-
      Naturalmente questo continente ha bisogno di una sburocratizzazione di almeno il 50% di quello attuale,altrimenti non si va da nessuna parte-

    1. clack 1 giugno 2013

      Credo che il ruolo di Santoro, come di chiunque altro sia parte attiva della cupola mediatica mainstream a reti unificate, non abbia bisogno di ulteriori analisi.
      Piuttosto, ci si dovrebbe domandare quale sia il grado di vitalità culturale di un paese in cui anche un personaggio come Gallino, che tra le altre cose ha partecipato alla stesura del libro Oltre l'austerità, si riduce a teorizzare la creazione di "occupazioni ad alta intensità lavorativa" per fronteggiare i problemi di disoccupazione.

      Il che non significa altro che: prendiamo persone in possesso di professionalità costruita a spese di sudore e investimenti e mettiamole a scavare e ricoprire buche, così da rendere ancora più profondo il gap ch ci separa dagli altri paesi dell'occidente avanzato.

      Qui
      http://temi.repubblica.it/micromega-online/ecco-dove-si-puo-creare-lavoro/
      l'articolo in questione, tra i commenti del quale c'è un mio intervento che smonta punto per punto e dimostra quanto siano inadeguate e dannose di posizioni simili.
      Tra l'altro ho rivolto personalmente le stesse rimostranze a Gallino che però non ha avuto il coraggio di rispondermi.
      Se anche i sociologi più progressisti si azzerbinano alle tesi confindustriali, uscita dall'euro o meno la solfa sarà sempre la stessa: lavoro come merce e persone come pezzi di ricambio liberamente spostabili da una postazione produttiva a un'altra, in funzione delle teorie volte al soddisfacimento delle esigenze di profitto dei padroni, ma che in realtà sono capaci solo di generare ulteriori e più profonde crisi.

    1. Deck85 1 giugno 2013

      Condivido parola per parola di quanto scirtto da Roz. Il problema è la competitività e non l'euro forte ha avuto il coraggio di dire quel cerebroleso in cachemire con gli occhialetti gialli. La gente sta male, ci vorranno, secondo le ultime stime 30-35 anni per uscire dalla crisi e quel maiale (sempre politicamente parlando) dice che il problema non è l'Euro.

    1. illupodeicieli 1 giugno 2013

      Chiedo perdono Brasa : hai ragione, e poi ci vogliono cento occhi per evitare che i soldi vadano,e in quantità, alle mafie e altrettanti perchè, raddoppi di binari o messa in sicurezza, siano realizzati nei tempi previsti e ...come Dio comanda.

    1. BRASA 1 giugno 2013

      attenzione però quando si parla di infrastrutture e che l'UE ci dà i fondi per le infrastrutture...
      I soldi per le infrastrutture finiscono in mano alle mafie, vd. TAV in Val Susa..

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