di Valentina Bennati
comedonchisciotte.org
Fluidità e disforia di genere sono sempre più argomenti mainstream, proposte cavalcate da cantanti e personaggi dello spettacolo, adorati e imitati dai giovani che, in un'età delicata come l'adolescenza, ne fanno manifesto di autonomia e libertà.
Attenzione, però, perché la mancata corrispondenza tra il sesso assegnato alla nascita e il genere a cui ci si sente di appartenere viene affrontata con farmaci che sospendono lo sviluppo sessuale prima di entrare nella transizione vera e propria, quella che culmina con la chirurgia che cambia i connotati in maniera definitiva.
È un percorso che viene presentato come facile, come una conquista della società, invece è difficile e doloroso e non di rado causa problemi di salute a lungo termine e infelicità.
Consiglio di leggere l’articolo che segue. Pubblicato dal quotidiano online Linkiesta, riporta le lettere di genitori disperati, alle prese con protocolli di psicologia affermativa e terapie di ormoni dei propri figli.
Parla di una realtà diffusa, forse ancora da molti ignorata, ma in verità subdolamente spinta sempre più e normalizzata a dispetto del buon senso e della natura.
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(da linkiesta.it)
Buongiorno,
ho appena letto il vostro bellissimo articolo sulla disforia di genere e sugli ormoni bloccanti per la pubertà e desidero ringraziarvi per avere acceso un faro su questo argomento di cui ancora si parla pochissimo, ma i cui numeri sono in continuo aumento.
In queste ultime settimane ho letto molto e mi sono documentata, e ho visto che il protocollo in Italia è quello della psicologia affermativa, che afferma una diagnosi che i ragazzi si sono già fatti da soli e questo mi sembra allucinante. In più si affronta con estrema semplicità un percorso che porterà una medicalizzazione a vita e ad operazioni chirurgiche mutilanti e invalidanti. E se questa non fosse la diagnosi giusta? Se anche solo per uno su cento fosse una diagnosi sbagliata sarebbe già uno di troppo.
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voglio ringraziarvi per aver trattato l’argomento della disforia di genere. Sono un genitore di GenerAzioneD.
Si parla molto di bambini e giovani adolescenti ed è una assurda realtà, purtroppo sempre più presente. Vorrei portare la Vostra attenzione anche sui giovani adulti. Ho una figlia di ventisette anni, cresciuta come tante altre bambine senza manifestare problematiche particolari, ballando le sigle dei cartoni animati con le sue amiche, con i giochi delle bambine, bambole e trucchi. Unico disagio: la separazione dei genitori quando aveva otto anni.
Dopo dieci anni la relazione finisce, in seguito alla sua decisione di diventare un uomo. Dalle confidenze fatte alla madre sulla relazione finita arrivano le conferme di anni di violenze psicologiche, e perversioni, che la portano ad una profonda depressione e sentimenti di inadeguatezza, frequenti attacchi di panico e difficoltà nelle più semplici relazioni umane. Il tempo sembra essersi fermato nella sua mente, il rapporto con la realtà è quello di una ragazzina adolescente e non di una giovane donna di venticinque anni. Inizia gli incontri con una psicologa ma non segue il protocollo “affermativo” e decide di cambiarla, per una psicologa “affermativa”.
Essendo maggiorenne ed economicamente indipendente, non ha ancora informato me o la madre della sua decisione di transizione. Finché, con un discorso preimpostato che non sembrava proprio essere suo, mia figlia spiega la sua intenzione, l’ho ascoltata con attenzione cercando di capire quale sia il suo sentire ed è un dolore immenso accorgersi che nei suoi discorsi nelle sue spiegazioni non ci sia alcuna consapevolezza ma solo l’illusione che “diventando” un uomo la sua vita potrà essere felice. Un dolore immenso che mi accompagna ogni giorno, sapendo che in un momento di fragilità psicologica ha preso una decisione che la sta portando a danneggiare irrimediabilmente il suo corpo sano, una decisione verso la quale è stata accompagnata da chi conosce solo la facciata che lei si è voluta costruire e soprattutto senza indagare cosa nasconda quella facciata.
Poco più di un’anno e trascorso dalla decisione di “diventare uomo” sono bastati solo sei mesi per il percorso dalla psicologa, comprensivo di visita psichiatrica in cui viene definita una “plausibile” disforia di genere, quindi visita endocrinologica ed assunzione ormoni di testosterone. Poco più di un anno è passato dalla sua decisione, dopo otto mesi di testosterone ha ottenuto il cambio dei documenti ed è lista di attesa per la mastectomia bilaterale.
Per un genitore è un’angoscia devastante continuare a pensare a cosa sta succedendo nella testa, nell’anima di tua figlia, a quanto dolore possa esserci. Resto annichilito dalla velocità e facilità con cui le strutture sanitarie atte a “tutelare” la salute si siano mosse nei confronti di mia figlia, portandola a percorrere un percorso a senso unico esclusivamente trans affermativo, senza neanche voler provare a risolvere in altro modo il suo evidente stato di malessere dato da dieci anni di relazione “tossica”. Non voglio escludere a priori che possa esserci la necessità di questa soluzione, ma non può e non deve essere l’unica ed esclusiva via da percorrere, neanche nel caso si tratti di giovani adulti con evidenti problemi psicologici di altra natura, che secondo il protocollo affermativo non vengono considerati.
Grazie
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Buongiorno,
sono la mamma di una ragazza di sedici anni e vorrei ringraziarvi per aver dato spazio alle nostre voci e aver acceso in noi un briciolo di speranza. Nel 2021 mia figlia di quattordici anni, dopo il lockdown e dopo aver frequentato assiduamente social network, internet e youtuber, che considera dei modelli, si è dichiarata maschio. Contro la nostra volontà, ha intrapreso una transizione sociale con i suoi coetanei e a scuola, fortunatamente non in casa dove, nonostante le difficoltà, non abbiamo ceduto.
Da sempre contraria, insicura, con una bassa autostima, problemi scolastici, inconsistenza nelle relazioni, disagio per le sue differenze fisiche (è stata adottata), paura dell’abbandono e ansia, abbiamo dovuto iniziare presto a farla seguire da uno psicoterapeuta. Tuttavia, le due esperienze precedenti con la terapia non sono state positive; ci veniva continuamente detto che dovevamo ascoltarla e accontentarla, altrimenti avremmo rischiato di “perderla”. Attualmente, grazie all’aiuto fondamentale di GenerazioneD, abbiamo iniziato un percorso con una terapeuta esplorativa.
Ciò che desideriamo è che nostra figlia si prenda il tempo necessario per esplorarsi e per poter fare le sue scelte in modo consapevole. Il percorso sarà lungo, ma non potrà mai essere veramente felice finché non risolverà il suo disagio interiore. Ciò che le ricordiamo sempre è che noi saremo sempre al suo fianco!
Grazie per la grande opportunità che ci state dando, per far si che le famiglie come la nostra possano apprendere di non essere soli, possano condividere il grande peso di una condizione così dolorosa.
Una mamma che dopo aver pianto a lungo non si è arresa e ha cercato disperatamente qualcuno che ascoltasse quello che sentiva nel suo cuore.
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Sono un padre la cui figlia quindicenne si è dichiarata transgender poco dopo il difficile periodo del lockdown senza aver mai manifestato in precedenza alcun disagio col proprio corpo. Il primo impatto con una psicoterapeuta affermativa non ci ha incantato. Pur nella totale confusione e in preda a uno strazio che non auguro a nessuno, senza smettere di amarla nemmeno un secondo, ci siamo messi in ascolto del suo grido di dolore. Dovevamo capire, noi, ma soprattutto lei, le cause di tutto cio, dopo un’infanzia senza alcun segno di disagio col proprio corpo. Senza affermarla come maschio, ma nemmeno senza spingerla verso la femminilità, senza terapie farmacologiche, ha avuto lo spazio ed il tempo grazie ad una terapeuta esplorativa di capire chi è: una giovane ragazza che si affaccia con grande timore alla vita adulta. L’essere maschio era una corazza protettiva, che non le serve più.
Se non avessimo avuto la forza di contrastare il messaggio alimentato da terapeuti, scuola, social che la transizione è la soluzione di tutti i mali, forse nostra figlia ora sarebbe rovinata per sempre.
Grazie per aver raccontato una diffusissima realtà che viene ignorata o normalizzata a dispetto del buon senso .
Un padre.
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Buongiorno,
mio figlio classe 2006, dopo aver subito la pandemia e la didattica a distanza ha cominciato ad incupirsi e deprimersi cambiando a trecentosessanta gradi. Il 3 dicembre 2023, senza segnali premonitori, ci ha detto di vivere in un corpo sbagliato, di sentirsi fin da bambino una femmina.
Per noi è iniziata la gestione sofferente della bomba deflagrata. Dopo alcuni mesi ci siamo rivolti, dietro consiglio di uno psichiatra delle nostre zone, a un servizio di psicoterapeuti universitari specializzati (così narrano sul sito) di terapia AFFERMATIVA di genere. Agli inizi abbiamo creduto a tutto quello che ci hanno detto. Abbiamo imparato neologismi (cisgender…transgender….nonbinary….fluidità…..), e ascoltato questi psicoterapeuti invitare nostro figlio a non vergognarsi di presentarsi alla società come femmina, pretendendo nomi e pronomi femminili. Insomma se un adolescente ti si presenta e dice di sentirsi Elvis Presley invece di esplorare l’evidente disagio lo inviti ad andare in un negozio di strumenti e comprarsi una chitarra elettrica!
Ho capito ben presto la sinfonia ideologica per nulla scientifica che si celava dietro alla pseudo terapia, ma soprattutto ho iniziato a documentarmi sul web cercando in fonti scientifiche (non su TikTok, o simili). Ho scoperto che in questi ultimissimi anni quei paesi europei pionieri del cambio di sesso stanno facendo o hanno fatto dietro front sulla materia, anteponendo un approccio logicamente esplorativo psichico a quello ciecamente affermativo.
Le statistiche dicono che i coming out degli ipotetici futuri trans sono aumentati del quattrocento per cento rispetto al pre pandemia. Come può la natura essere impazzita? Ovviamente non è così! La mente dei ragazzi vulnerabili e deboli è volubile, specialmente nel bel mezzo della loro età evolutiva. In realtà non si ritrovano in un corpo sbagliato, ma è la loro mente che improvvisamente interpreta il proprio corpo come estraneo. Un elemento da combattere e mutare. E le istruzioni per farlo sono alla portata di tutti su Internet. Un dismorfismo sintomo di un sottobosco devastato da chissà quali fiamme e quali psicosi e paure.
La scienza “cieca” ufficiale in questo caso raccomanda di accompagnare i ragazzi dove desiderano senza indagare, senza critica, senza dubbi. Per similitudine è come invitare una/un anoressica/o che vede sempre più grasso il proprio corpo a fare una dieta ferrea o offrire anabolizzanti ad un bodybuilder elefantiaco! Insomma, la scienza medica psichiatrica e psicoterapeutica viene buttata nel cesso. E se non possiamo somministrare bevande alcoliche ai minori, possiamo rimpinzarli di bloccanti della pubertà e ormoni, e addirittura avviarli al macello delle proprie membra. Un simile approccio di altre branche mediche sarebbe considerato delirante, nazistoide e messo fuori legge a suon di bombe mediatiche.
Mio figlio ha seguito come tanti altri il vademecum delle azioni e intenzioni che spopola sul web, cedendo compiacente al lavaggio di cervello dei social che propugnano questo palesissimo contagio sociale che si incunea tra le flebili maglie dell’insicurezza e del disorientamento che caratterizzano da sempre un adolescente. La definisco: circonvenzione digitale di minore infra lockdown.
Sono sempre più critico verso gli psico-pseudo-psicoterapeuti affermatori e non mi sono arreso, memore di quel bambino e adolescente brillante, sorridente e vitale ora perso nelle nebbie, ho trovato un associazione di genitori di disforici che annaspano nella melma come me. L’ho sottoposto ad una valutazione psicodiagnostica che ha evidenziato e certificato gravi disturbi della personalità che hanno generato effluvi distorti di pensieri fino al ripudio della propria identità non solo di genere. Attualmente stiamo nelle fasi iniziali di un nuovo percorso terapeutico che si pone come obiettivo un approccio olistico (come ora in Svezia, Regno Unito, Finlandia, Norvegia e altri paesi) che affronti e risolva i grandi traumi passati e presenti, conoscendoli, capendoli e sciogliendoli.
È diabolico pensare che la transizione possa essere la panacea di tutti i mali: «Se verniciamo un ferro arrugginito senza carteggiarlo e ripulirlo, molto presto esploderà la ruggine all’esterno, dopo avere completamente corroso la struttura interna». Basta ideologizzazioni politiche per raccogliere voti, basta stereotipi per il business, basta sterili confronti di una cultura becera che demonizza l’altro. Spazio alla scienza e alla medicina con evidenze e follow-up consuntivi di verifrica e controllo. La disforia è un sintomo. Tutti hanno diritto di risalire alle cause ponendovi rimedio per non soffrire più. L’orientamento sessuale stesso è vittima della moderna ideologia trans: meglio essere trans etero che dichiarare la propria omosessualità. Questa si che è omofobia propugnata.
Cordiali saluti.
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Buonasera,
grazie di cuore per l’interessamento al tema. Ho apprezzato enormemente il suo articolo. Sono una mamma interessata al tema e la sofferenza è qualcosa che mi sta devastando. Anche io sono un essere umano e sto male. Ho i miei problemi. La mia bambina non c’è più. Ora è un miscuglio di ideologia ripetuto a memoria. Fino al lockdown era una femmina, dopo il lavaggio del cervello è un maschio. Ora è una sedicenne confusa e infelice, preda di attacchi di ansia e depressione. Vuole solo cambiare sesso. Non ne vuole sapere di parlarne con cognizione di causa. Ha subito un abuso prima della pubertà e ha sicuramente una situazione non facile. Non so più dove sbattere la testa. Siamo seguiti da psicologi e psichiatri, per fortuna non affermativi.
Grazie per l’attenzione e grazie per aver avuto il coraggio di scrivere un articolo così potente.
Una mamma disperata.
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Buongiorno,
volevamo complimentarci e ringraziarvi per l’articolo uscito sul vostro giornale. Siamo genitori di una ragazzina che è stata una bimba libera e felice, capace di giocare con maschi e femmine, fuori dagli schemi. A dodici anni, durante il lockdown, il buio: ansia, tristezza, depressione, isolamento. Ne è uscita mesi dopo creandosi una spessa corazza. Dichiaratasi trans come gli influencer che seguiva su Instagram o TikTok, ha tagliato i lunghi capelli, fasciato il seno e voltato le spalle al suo corpo, al suo nome, al suo genere. È bella, ma forse per via di una corporatura più grossa di molte compagne, si sentiva brutta. Un pesce fuor d’acqua. Per non soffocare e “uscita dalla competizione”: «Non sono femmina, sono trans». Ondate di approvazione e visibilità l’hanno travolta, pompando e rinforzando la sua nuova armatura, e fomentando l’odio per la bambina e la ragazza che era stata.
Per molto tempo ci è sembrato di essere i soli a pensare che confermarle di essere un maschio a soli tredici anni potesse farle credere che cambiare sesso sia qualcosa che si può fare senza problemi (come credeva lei, imbambolata da ciò che circola in rete, purtroppo anche da fonti che dovrebbero essere autorevoli). Eravamo i soli a preoccuparci delle rinunce future (maternità, piacere sessuale, salute, capelli), «eh ma pensate troppo avanti», come se i genitori non facessero questo di mestiere. Poi abbiamo trovato pensieri critici in inglese, poi un gruppo di genitori preoccupati come noi, poi qualche psicologo onesto e coraggioso. E finalmente se ne parla, grazie ad articoli come il vostro! I genitori non possono essere costretti a prendere decisioni così pesanti sulla base della minaccia del suicidio! Soprattutto quando non esistono prove che la transizione medica riduca i tassi di suicidio, anzi.
Purtroppo moltissimi giovani stanno male e sono a rischio autolesionismo e suicidio, ma per aiutarli non possiamo assecondare i loro sintomi e sentimenti del momento, privandoli di esperienze future di cui ancora non sanno niente. È ciò che accade con i bambini disforici. Ma, visto che la disforia di solito passa con la crescita, quando si troveranno menomati ci chiederanno il conto.
«Chi ha deciso questo destino per me?».
«Lo volevi tu».
«Ma avevo 10 anni, il genitore eri tu».
«Me lo ha detto il dottore che era meglio così».
«E sulla base di cosa lo ha detto?».
«Diceva che i bambini come te poi si suicidavano».
«Ah quindi prima delle transizioni infantili i bambini si ammazzavano?».
«No, la disforia passava quasi sempre con la crescita. Molti diventavano adulti omosessuali».
Grazie per il vostro interesse.
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Buongiorno,
inizio col ringraziarvi per avere iniziato a parlare dei seri problemi legati alla epidemia di presunta disforia di genere che sta colpendo i nostri figli adolescenti.
Sono una mamma come tante che da un giorno all’altro si è ritrovata ad affrontare la dichiarazione della figlia quindicenne di essere nata e trovarsi nel corpo sbagliato. Dopo i primi mesi di completo smarrimento e non lucidità di pensiero, dovuta anche a tutta la narrazione mainstream che inizialmente ho trovato nel web, ovviamente a senso unico verso l’unica soluzione, cioè assecondare mia figlia in tutto e per tutto e accompagnarla verso il percorso affermativo di genere. Poi nelle tante notti insonni e disperate, facendo ricerche, mi sono imbattuta in alcuni siti di genitori stranieri quali Genspect, Amanda e altre storie strazianti dei detransition, nei quali si parlava di contagio sociale. Questi racconti davano una spiegazione alle domande che mi ero posta, sul perché ora ci sono più ragazze a presentare tale disagio, il periodo dell’esplosione di numeri subito dopo il lockdown, e l’esposizione esagerata ai social.
Mia figlia in quel periodo è rimasta nella sua stanza immersa nei social, dove si è convinta grazie ai cosiddetti influencer che la risposta a tutti i suoi disagi era di essere transgender. Dopo aver contattato la prima psicologa che ovviamente seguiva la massa e quindi l’affermazione, continuando le mie ricerche ho appreso da alcuni Detrans che la psicoterapia che effettivamente li aveva aiutati era stata quella cognitivo interpersonale. Mi sono messa alla ricerca di un centro che facesse questo tipo di terapia, e nel 2021 abbiamo iniziato. Oggi mia figlia è quasi maggiorenne ma dopo due anni e mezzo dall’inizio della terapia ha desistito, sta bene nel suo corpo di piccola donna, non soffre più di ansia e depressione ed è veramente felice.
Sono fiera di fare parte dell’associazione GenerazioneD, anche se mia figlia ora sta bene, continuerò a stare al fianco e sostenere tantissimi genitori che stanno soffrendo e si sentono abbandonati, come lo sono stata io.
Cordiali saluti
Una mamma come tante
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Sono una madre la cui figlia quindicenne poco dopo il difficile periodo del lockdown si è dichiarata transgender, senza aver mai manifestato in precedenza alcun disagio col proprio corpo. Vivere questa situazione da genitori è difficile e doloroso, anche perché la psicologa a cui abbiamo chiesto aiuto e i professori a scuola hanno immediatamente cominciato a chiamarla col nome maschile che si è scelta senza chiederci nulla. Faticosamente, anche grazie all’associazione GenerAzioneD, abbiamo trovato un’altra terapeuta e con fatica e tanto amore ora vediamo la luce in fondo al tunnel.
Grazie per aver affrontato un tema così delicato, c’è davvero bisogno che se ne parli.
Una mamma
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paulbressac 18 febbraio 2024
buon giorno
si possono sicuramente incontrare altrettante testimonianze a favore di queste pratiche, di famiglie totalmente felici con questa realtà. Perché il problema è proprio questo: "la realtà". E negli anni '80 c'è stato chi ha cercato di definire la realtà che la sessualità umana avrebbe dovuto affrontare: se per fare un figlio non è più necessaria la relazione sessuale tra uomo e donna come cambierà il desiderio e il corpo umano? Invece di affrontare questa realtà che iniziava a delinearsi la società ha risposto come risponde oggi l'autrice dell'articolo: erano discorsi contro la "natura" dicevano, contro il "buon senso", insomma a questa realtà in cambiamento hanno contrapposto i soliti "valori eterni". So giá che è inutile chiedervi di definire questi concetti (tutte le volte che l'ho fatto ho ricevuto come risposta insulti, ironia o silenzio) ma vorrei chiedere se l'umanità non è comunque una parte della natura? E se non lo è quali sarebbero i criteri che giustificano questa esclusione?
absitiniuriaverbis 18 febbraio 2024
Non trovo affatto fuori luogo questa tua riflessione. Vado a braccio...con i rischi del caso.
Tutto e tutti siamo fatti di quelle particelle partorite, nel corso dei miliardi di anni, dalle fucine della materia: le stelle.
Quindi appare necessario, o almeno ragionevole, ritenere che siamo tutto e tutti parte di un Tutto. Mi mancano parole adeguate ma ci provo.
Non mi sembra il caso di fare ricorso a teorie evolutive degli umani che Darvin stesso sconfessava. Però si osservano negli. umani cambiamenti sia a livello fisico che, e forse soprattutto, psichico (autoindotti o provocati ad hoc).
Quindi se l'istinto di riproduzione verrà (diverrà) sostituito o rimpiazzato da altro, la continuita' della specie potrebbe essere in discussione.
Ovvero, qual'e il limite di tempo che farebbe la differenza tra 'viviamo così a lungo che fare figli è irrilevante' e 'forse sono vicino a tirare le cuoia e magari mi manca un figlio/a per dare continuità a quello che ho messo in cascina'?
Come scriveva il Verga: passata la libidine, è solo il timore di perdere la 'rrobba' che ci fa generare progenie?
A ruota libera e senza rileggere.
Martin 18 febbraio 2024
La linea decisiva e' stata oltrepassata dichiarando l'aborto - come mezzo di contraccezione di massa- un diritto.
Jimbo 18 febbraio 2024
Quando non si interiorizza un'ecografia del feto o peggio si fa finta ...
Concordo al 100%
natascia 18 febbraio 2024
Cancellato da me perché fuori tema.
absitiniuriaverbis 18 febbraio 2024
Presenti una tua valutazione sulla visione 'femminile' dell'aborto.
Tuttavia nel mio andare a braccio sul tema proposto da @paulbressac non ho né parlato né sfiorato il discorso aborto.
Ho nominato istinto alla procreazione, fare figli in relazione all'aspetto (mutato) della relazione sessuale.
Che non è affatto parlare di aborto.
Forse mi sono perso qualcosa.
Forse ti va di chiarire?
natascia 18 febbraio 2024
commento cancellato da me.
natascia 18 febbraio 2024
Mi scusi il mio è stato un commento fuori tema
absitiniuriaverbis 18 febbraio 2024
Grazie del chiarimento, scuse non necessarie. Siamo qui per confrontarci e cercare di capirci.
Ti sono in debito.
paulbressac 18 febbraio 2024
buona sera
Vorrei far osservare all'autrice dell'articolo che esistono numerosi animali che nel corso della loro vita cambiano di sesso, anche più di una volta. Quindi perché "a dispetto della natura"?
Certamente non ci sarà nessun chiarimento a rispetto di questa affermazione.
Grazie per l'attenzione
paulbressac 18 febbraio 2024
Sono molti anni che vivo fuori dall'europa potresti informarmi dove l'aborto è stato dichiarato un "mezzo di contraccezione di massa"?
absitiniuriaverbis 18 febbraio 2024
Si, il cambiamento è fatto noto.
Escludendo gli insetti, pare che il 5% possa cambiare sesso nel corso della vita od anche molte volte al giorno.
Esistono casi che documentano anche come il cambio di sesso non impatti la 'fedeltà' al partner.
Forse dovresti indrizzare il tuo commento direttamente all'autrice...
paulbressac 19 febbraio 2024
Buon giorno
Perché indirizzare direttamente all’autrice? Come lei giustamente dice "siamo qui per confrontarci e cercare di capirci". Ma forse consapevole di non avere la capacità di sviluppare i concetti che fondamentano il testo l'autrice, come la maggior parte dei componenti della redazione, preferisce non farci capire e non confrontarsi.
Grazie per l'attenzione
Martin 19 febbraio 2024
E'stato dichiarato un diritto, non un mezzo di contraccezione di massa, ma nella realta' tale e' diventato, basta osservare i numeri.In alcuni Paesi occidentali, i numeri sono vicini a o superano quelli delle gravidanze. Negli anni 70 e 80 i pro aborto argomentavano che sarebbe stato una misura emergenziale, ed invece e' ormai un fenomeno di massa, equivalente appunto ad un mezzo di contraccezione di massa.
BrunoWald 19 febbraio 2024
Le risposte ai tuoi quesiti sono semplicissime, non è affatto necessario tirate in ballo i "valori eterni":
Ora che ti ho risposto, permettimi di fartela io una domanda: se sai già che è inutile chiederci di definire dei concetti, perché perdi tempo con noi trogloditi? Dev'esserci senz'altro qualche altra tribuna in cui la tua sapienza e apertura mentale sarebbero altamente apprezzate.
BrunoWald 19 febbraio 2024
Non sono l'autore dell'articolo, ma sei talmente simpatico che mi sento obbligato a risponderti: se esistono animali che cambiano di sesso nel corso della loro vita, ciò risponde evidentemente a dinamiche biologiche, e perciò assolutamente naturali, proprie di determinate specie.
Se invece Pino è nato col pisello e gli crescono i pelacci, mentre Gina ha la pelle morbida e le donano i vestiti attillati, ciò non cambierà "naturalmente", ma solo attraverso una serie di passaggi arbitrari e assolutamente artificiali.
Ora, se Pino è un omosessuale adulto che vorrebbe assomigliare a Grace Kelly, sono affari suoi. Se invece Pino e Gina hanno 14 anni, o 12, o magari anche 10 o di meno, nessuna persona decente permetterebbe loro di rovinarsi l'esistenza, soltanto perché i Testimoni di Soros vorrebbero trasformare la realtà nel loro incubo preferito, complice l'idiozia criminale di sedicenti "insegnanti" e "psicologi".
Complimenti: ci vuole una malafede non comune per mischiare insieme dei fenomeni naturali con i pesanti interventi chirurgici e farmacologici spinti da una manipolazione sociale sempre più aggressiva.
BrunoWald 19 febbraio 2024
Effettivamente, noi siamo qui per confrontarci: tu invece, per esibire la tua arroganza e supponenza nei confronti di coloro che a tuo dire non avrebbero "la capacità di sviluppare i concetti"...
Se ti rispondo a tono mi cancellano il commento, per cui mi limiterò a ricordarti l'essenziale: il presente articolo non tratta della sessualità, né dell'omosessualità, o dei cambiamenti del costume; tratta invece del dramma vissuto da numerose famiglie per via del comportamento criminale di certe istituzioni e sedicenti professionisti che, anziché proteggere i minorenni con personalità fragili e immature, non esitano a sacrificarli sull'altare della demenziale ideologia gender fluid & affini.
Una ideologia imposta dal potere globalista con tutto il potere di fuoco delle sue artiglierie mediatiche, nel quadro più ampio della sua guerra contro l'umanità, finalizzata alla decrescita e allo spopolamento.
Valentina Bennati 20 febbraio 2024
Perché non dovrei rispondere? Eccomi qua, provo chiarire. Se ci sono animali che cambiano sesso è perché questo ha previsto per loro la natura, al contrario in questo articolo si sta parlando di cambiamenti di sesso indotti attraverso interventi chimici e chirurgici, andando quindi a cambiare 'artificialmente' una condizione precedentemente data dalla natura.
Le testimonianze di alcuni genitori fanno intuire, inoltre, anche forzature sul piano mentale e obiettivamente, considerati i numeri di questo fenomeno, senz'altro cresciuto rispetto al passato, è inevitabile chiedersi quanto alla fine possano essere condizionanti i messaggi che arrivano dal mondo esterno (media, social, scuola, mondo dello spettacolo, ecc ecc ..). Senza considerare il peso che possono avere eventuali professionisti chiamati a interfacciarsi con un/una giovane che sta attraversando un periodo delicato come l'adolescenza che naturalmente può essere ricco di entusiasmi, ma anche di inquietudini, squilibri, insicurezze.
Ecco, credo che ogni tentativo di manipolazione delle menti giovani, malleabili, a maggior ragione se stanno attraversando un momento difficile, sia deprecabile, per non dire criminale.
Valentina Bennati 20 febbraio 2024
L'autrice sta semplicemente leggendo solo adesso, con un paio di gorni di ritardo, i commenti all'articolo e certamente non vuole evitare il confronto :) infatti ho appena risposto al suo commento sopra.
Un cordiale saluto
absitiniuriaverbis 20 febbraio 2024
Condivido questa visione.
Andarci con i piedi di piombo, come si diceva una volta.
Nessuno nega che esistano comportamenti ai due estremi della gaussiana che racchiude gli umani.
Tuttavia, riconoscerle e imparare a conviverci è un fatto (cultura e consapevolezza) mentre cercare di ricavarne un business per giunta a scapito di esseri fragili ed immaturi lo trovo immorale.
Si è persa la misura in funzione di un unico dio che non è il denaro ma il potere che il denaro ha foraggiato e continua a foraggiare costantemente.
Quello che mi lascia perplesso del tuo scritto, anche se lo capisco, è l'ironia ed i giudizi ad hoc che esprimi sulla persona.
Chi sia costui, attraverso cosa sia passato, quali valori abbia o meno fatto suoi, quali esperienze lo abbiano segnato... non lo sappiamo.
E quindi, di mio, mi tengo lontano dagli apprezzamenti ad personam.
BrunoWald 20 febbraio 2024
Comprendo bene la tua perplessità.
Infatti, di solito cerco di dialogare in modo sereno con tutti, anche se non sempre ci riesco: mio limite, senza dubbio.
Nel caso in questione, a provocare il mio sarcasmo è stata la supponenza con cui si interpella l'interlocutore - non solo l'Autrice, ma in generale chi condivide il contenuto dell'articolo - dando al contempo per scontata la nostra incapacità di argomentare.
Non ci ha dato apertamente dei bigotti trogloditi, ma era abbastanza implicito...
Detto questo, ho ecceduto nei toni e fai bene a farmelo notare.
Complimenti invece a Valentina, per la pacata risposta.
Martin 20 febbraio 2024
Secondo me il colpo di grazia lo assesta rammentando che in natura tra i mammiferi - esempio visibile a tutti, i cani - l'omosessualita' esiste solo come comportamento sostitutivo e non come scelta esclusiva o alternativa. E' una osservazione assolutamente scientifica e obiettiva, ma quando uno la menziona, una minoranza di gays risponde che non gliene puo' fregare meno (che va anche bene), mentre la maggioranza si arrabbia, e anche parecchio.