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I CORPI UMANI COME FERTILIZZANTE ?

DI GENE LOGSDON
The Contrary Farmer

Pensavo di aver avuto un’idea originale, ma poi ho scoperto che migliaia di persone già ci avevano pensato. Pensavo ai cimiteri come a luoghi dove far crescere dei giardini, dove quello che resta dopo la morte crea nuova vita e rende la morte stessa un po’ meno ripugnante. Questo è quello che pensavo quando ebbi questa “nuova idea” ma poi ho visto che esiste un nuovo movimento: Avete sentito parlare di “funerali verdi”?
C’è un sacco di gente che vuol essere sepolta senza fluidi tossici di imbalsamazione come la formaldeide, in un sudario o in una scatola di cartone o in un’economica bara di legno immediatamente biodegradabile.
Visto che i nostri corpi si decomporranno perché non farli tornare alla natura come humus naturale per arricchire il suolo?

Così ho provato a divertirmi immaginando bizzarre visioni di cimiteri trasformati in giardini e frutteti di piante lussureggianti fertilizzate da tutto quell’azoto, fosforo, potassio, microelementi e sostanze organiche di cui si compongono i resti umani. La cultura dell’uomo riuscirà ad evolversi tanto da raggiungere immortalità, lasciando che i resti dei nostri corpi rientrino nella catena alimentare per contribuire alla salute dell’ambiente anche con la morte?

Vedo su Google che ogni anno stiamo seppellendo 90.000 tonnellate di acciaio, 14.000 tonnellate di lastre di acciaio, 2700 tonnellate di cofanetti di rame e di bronzo, 1.636.000 tonnellate di cemento armato, e circa 3.000.000 di litri di fluido per l’imbalsamazione, la maggior parte sono formaldeide che distrugge la vita microbiologica nel terreno. I numeri sono abbastanza approssimativi ma rendono l’idea.

La sepoltura verde non è un’idea nuova. La legge ebraica proibisce l’imbalsamazione e mi sembra che la legge islamica incoraggi la sepoltura dei corpi in un semplice sudario. Sembra essere piuttosto un problema della cultura occidentale che vuol fare un grande spettacolo per cercare di rallentare la decomposizione dei resti umani. L’Inghilterra richiede per legge che le sepolture avvengano dentro le bare, per esempio. Negli Stati Uniti, ci sono molte norme per una cosa e poche per un’altra ma, considerando la passione per scrivere regole su tutto, quelli che vogliono la “ sepoltura verde” stanno lavorando riscrivere le leggi.

La mia immaginazione vola verso un tempo in cui la razza umana avrà l’illuminazione e i cimiteri diventeranno rigogliosi giardini di frutta, cereali, ortaggi e alberi che daranno legno per le costruzioni (di bare?) Con un mercatino agricolo all’ingresso del cimitero per vendere i prodotti e magari le lapidi a forma di panche (c’è un cimitero a Washington DC, dove questo è già vero) dove i visitatori potranno riposarsi dopo aver curato il giardino cimitero, o aver potato i loro alberi di famiglia o semplicemente per rilassarsi mangiandosi qualche frutto fresco e chiacchierando rispettosamente.

In questo modo potrebbero ricordare i loro cari vedendo come crescono bene le loro piante e in questo modo i loro cari defunti potrebbero essere un po’ più vicini all’immortalità. I guardiani dei cimiteri potrebbero anche riposare in questi posti idilliaci e raccontare delle cose gradevoli sui vivi, anche su quelli che hanno idee politiche differenti dalle loro.

I cimiteri potrebbero diventare vere riserve naturali, come già avviene in alcuni di essi.
Dei fiori rari della prateria a volte compaiono nei cimiteri del Midwest. Un paio di inverni fa, nel cimitero in fondo alla nostra strada arrivò una insolita visita di uno stormo di (uccelli) crocieri rossi, che mangiavano i semi della cicuta, i quali non sono originari di qui ma si trovano solitamente nelle foreste arboree del crocieri, nel lontano nord.
Quell’anno a nord c’era carenza di cibo per i crocieri nel lontano nord e gli uccelli trovarono vita nel nostro santuario per i morti.

Mi chiedo se qualcuno ha calcolato quanto varrebbe il fertilizzante di tutte le salme che rinchiudiamo in casse di cemento e metallo ogni anno, o sempre più raramente in bare di legno resistenti all’umidità e prodotte con alberi già in via di estinzione.

Gene Logsdon
Fonte: http://thecontraryfarmer.wordpress.com
Link: http://thecontraryfarmer.wordpress.com/2012/11/14/human-bodies-for-fertilizer/

14.11.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ERNESTO CELESTINI

Pubblicato da Truman

  • Giovina

    Moneta… e tutto cio’ che con essa si puo’ ottenere.

    Alla fine feticismo assoluto ed esasperato.

    Immaginazioni, incubi notturni, previsioni…ultimamente in giro, qui e altrove, leggo articoli i piu’ demenziali; il denaro o la moneta, come vogliamo chiamarlo: re, principio, ossessione dei nostri pensieri. Dai “cazzeggi sul destino” allle visioni di Zibordi sul 2006, giornali, tv e web si concentrano sulla moneta.

    Nasciamo, viviamo e moriamo per la moneta.

    Del maiale non si butta via niente.

    Risparmio ed investimento.

    Buona domenica……..

  • Fabriizio

    Bellissimo articolo.

    Anzi articolo semplice, che illustra una idea bellissima.

    Concordo 100%.

    (l’unico che la potrebbe far sua è B.G.)

  • Primadellesabbie

    Il pragmatismo, che domina incontrastato in un’epoca segnata dal dominio della tecnica, pone gli anglosassoni, maestri di questo modo di pensare, sopra tutti gli altri. Il pragmatismo, dicevo, é accompagnato da una specie di corollario ossessivo, spesso utile, si tratta della preoccupazione economica: quanto ci costa? Se qualcuno scopre che secondo il senso comune una cosa costa troppo: si ‘deve’ intervenire, e molto raramente qualcuno si mette di traverso! Ho riscontrato molte volte l’utilità di questa attitudine che ne mette la prosaicità in secondo piano.

    Nonostante ciò, in questo articolo l’ultima frase suona insopportabilmente stonata, una qualche forma di rispetto per i resti delle persone che ci hanno preceduto su questo generoso pianeta, sforzandosi di capire qualcosa del grande mistero che ci circonda e ci assilla, dovrebbe impedire di proporre considerazioni di natura economica che ricordano gli studi per l’utilizzazione del guano.

    Altrettanto ‘irrispettose’, mi sembra, sono le varie attività indaffarate a cavare danari dal pittoresco (quale altro aggettivo?) desiderio di immortalità e di esibizione che siamo riusciti a installare attorno a questa ineludibile parte della nostra esistenza.

    Ricordo un dialogo da un racconto scritto da uno straordinario personaggio all’epoca dell’avventura francese in Estremo Oriente (a memoria):”…voi, in Occidente, allontanate la morte in ogni modo, seppellite i vostri morti in luoghi lontani e li dimenticate mentre qui, da noi, tutto ci ricorda i nostri antenati, noi viviamo assieme a loro, essi sono la polvere su cui camminiamo, che si posa sui nostri vestiti, l’aria che respiriamo…”.

  • Simulacres

    Considerata la nostra insipienza da vivi, v’è quantomeno la speranza di dare vita a un qualcosa di buono da morti.
    Il paradosso sarà che semi, alberi, fiori e frutti dei MORTI DI FAME! saranno sempre quelli più buoni, più belli e più ricercati perché “i meno alterati”.

    Mò ho finalmente capito perché quel povero cristo di Cristo disse: “beati gli ultimi perchè saranno i primi”.
    Sì…. a riscattare la vita da morti!

  • Aironeblu

    Forza lavoro in vita e fertilizzante dopo la morte, per la produzione questo e ancora di più! E perchè non anche mangime per le vacche texane, così oltre fertilizzare i latifondi Del Monte possiamo anche dare un contributo a Mc Donald’s!

  • karson

    Il mio prof di chimica lo sosteneva già negli anni ottanta, era molto avanti lui… diceva che se ognuno si seppelliva i suoi morti in un campo e poi ci metteva a dimora sopra una bella pianta di ciliegio (ad esempio) ogni che mangiavamo le ciliegie ci saremmo ricordati del nostro caro estinto…

  • Aironeblu

    Detta in questi termini suona più poeticamente che il “quanto possono valere i fertilizzanti ricavati dalla decomposizione dei nostri cadaveri”….

  • karson

    ahahaha… è vero! e ti assicuro che il mio prof lo pensava davvero.. ci diceva che in particolare x la carenza di fosforo e potassio in futuro questa ipotesi sarebbe stata sicuramente presa in considerazione

  • nigel

    In effetti, le possibilità di utilizzazione di un corpo umano sono infinite. Si puo’ incominciare subito dopo la morte espiantando le cornee e quando possibile cuore-fegato- reni per poi utilizzare il rimanente nelle fabbriche di cibo per cani e gatti e ancora per la produzione di concime organico ( destinazione ottimale, quest’ultima, per molti individui di nostra conoscenza). Tutto e’ molto interessante e rispondente alla logica della corretta gestione delle risorse planetarie, ma c’e’un piccolo particolare: nel corpo che appartenne a chi amammo in vita c’e’ comunque una sacralità che verrebbe inevitabilmente violata con le simpatiche procedure ipotizzate. La stessa cremazione, procedimento intrinsecamente violento ma da molti accettato in base all’equazione :Fiamme = Purificazione non e’ così incruento come molti credono (non a caso i forni sono insonorizzati). Quello che conviene e’ secondo me andare verso una dignitosa putrefazione, non ridicolmente incravattati nell’abito buono e con le scarpe ai piedi, ma avvolti nudi in un drappo di lino. FINALMENTE IN PACE

  • topol

    “Quello che conviene e’ secondo me andare verso una dignitosa putrefazione, non ridicolmente incravattati nell’abito buono e con le scarpe ai piedi, ma avvolti nudi in un drappo di lino. FINALMENTE IN PACE”

    Mi fa piacere non essere il solo a pensarla così!

  • ericvonmaan

    Come sempre, la buona fantascienza ha anticipato tutto
    http://en.wikipedia.org/wiki/Soylent_Green

  • nigel

    Siamo in molti, credo… 😉 Ciao

  • esca

    Ridere o piangere, questo è il dilemma! Ricapitolando: nasci, lavora, consuma, crepa e…concima! Siamo stati promossi di un grado…beh…

  • RicardoDenner

    Potremo fare delle utilissime centrali di biogas..naturalmente accanto all’ILVA..così anche l’inquinamento avrebbe una sua utilità…più cadaveri..più energia..e il PIL ne trarrebbe vantaggio..

  • yiliek

    questione di punti di vista….io invec mi chiedo che senso ha di farsi richiudere dentro una bara, per non parlare dei costi assurdi che le esequie comportano!

  • Santos-Dumont

    Ci ho pensato anch’io, ma potremmo associargli pure il Carousel de “La fuga di Logan” [it.wikipedia.org].