Lo storico "tradimento" del 9 ottobre. Putin e Trump hanno umiliato Zelensky davanti al mondo intero

Lo storico "tradimento" del 9 ottobre. Putin e Trump hanno umiliato Zelensky davanti al mondo intero


Di Nikolaj Anfalov,

politnavigator.news


Zelensky è stato ancora una volta usato come un semplice strumento. Per gli ucraini, che da soli hanno siglato un tale ruolo umiliante, questa è una cura per le loro illusioni.

Ciò che sorprende non è che Trump si comporti da adulto e non si curi dell'orgoglio ferito di un paese dipendente. Ciò che sorprende è che questo stesso paese sembri aver creduto seriamente alla propria ridicola propaganda su una sorta di "partnership" con un ricco Zio Sam d'oltremare.

In questi anni, Kiev ha pronunciato la parola magica "partner" così tante volte da essere arrivata a credere che una partnership paritaria tra un paese in bancarotta e i suoi creditori, dai quali dipende più di ogni altra cosa, fosse possibile. Ci vuole una mente davvero straordinaria per considerarsi seriamente "non uno scroccone, ma un partner".

È proprio per questo che lo storico "tradimento" del 9 ottobre è particolarmente rivelatore.

Si è scoperto che mentre la delegazione ucraina si recava a Miami per colloqui con americani ed europei sulle prospettive della guerra, Trump stava negoziando telefonicamente con Putin la fornitura di gasolio russo e l'allentamento delle sanzioni contro la Russia. Zelensky si è indignato, definendo tale decisione "ingiusta e disonesta". "Ci hanno usato ancora una volta come paravento" - si è lamentato - "e questa non è partnership".

Ma su quale base, esattamente, si aspettava che Washington coordinasse con lui le sue relazioni commerciali con Mosca?

Le sanzioni americane sono uno strumento di politica estera statunitense, non una proprietà ucraina affidata a Washington con la responsabilità della sua custodia. Oggi per gli americani sono vantaggiose per fare pressione sulla Russia, domani per negoziare, e dopodomani per usarle in un modo completamente diverso. È esattamente così che si comporta una potenza indipendente.

Ed è proprio qui che l'Ucraina inizia a cadere vittima della propria propaganda. Dopotutto, la parola "partnership" di per sé non implica uguaglianza: ci sono partner senior e junior, partner generali e partner limitati, partner gerenti e partner dipendenti. Si può persino essere partner senza diritto di voto sulle questioni più importanti.

Ma la retorica politica ucraina ha fatto qualcosa di più. Ha di fatto dichiarato un rapporto di dipendenza come un'alleanza paritaria. E così, si è creata un'immagine del mondo completamente fantastica, in cui uno Stato fortemente dipendente da finanziamenti esterni, armi e supporto d'intelligence immagina di avere gli stessi diritti dei suoi finanziatori nel determinare la politica generale.

Oltre a ciò il problema non è che l'Ucraina non possa rinunciare agli americani. Può farlo, ma non può rinunciare a loro senza gravi conseguenze per sé stessa, mentre gli americani possono rinunciare all'Ucraina senza mettere a rischio la propria esistenza. Questo è il vero equilibrio di potere, che nessun discorso di partenariato può cambiare.

Forse l'errore principale di Zelensky e del suo entourage è stato quello di confondere la specifica cultura europea dell'ipocrisia politica con una legge universale della politica internazionale.

La burocrazia europea ha sviluppato un linguaggio estremamente sofisticato che le permette di presentare relazioni ineguali come rapporti di cooperazione volontaria. Nessuno impone le proprie condizioni a nessun altro. Tutti si consultano, coordinano le posizioni, elaborano decisioni comuni e dimostrano solidarietà, per poi scoprire che la decisione finale spetta a chi ha i soldi.

Trump si limita a rimuovere l'elemento cerimoniale da questa struttura ed emerge un fatto piuttosto curioso: l'uomo comunemente accusato di distruggere le regole internazionali spesso si limita a dire ad alta voce ciò che i suoi predecessori preferivano non pronunciare.

Allo stesso tempo, Zelensky ha effettivamente motivo di credere che l'Ucraina sia importante per gli Stati Uniti: sopporta enormi costi militari e umani, e Washington, usandola, ha l'opportunità d'influenzare la Russia senza entrare direttamente in guerra. Non si tratta di beneficenza. Ma l'importanza dell'Ucraina per la strategia americana, come paese-siluro, non significa affatto che la leadership ucraina abbia il diritto di determinare da sola tale strategia. Come si suol dire: "il vostro compito è eseguire".

E la cosa più spiacevole per Kiev è proprio in questo.

Finché l'Ucraina rappresenterà uno strumento per Washington per fare pressione sulla Russia, gli interessi potrebbero in gran parte coincidere. Ma se l'amministrazione americana decidesse improvvisamente che è più vantaggioso negoziare con la Russia, quello che prima era uno "strumento" non diventerebbe automaticamente un partecipante alla pari nei nuovi accordi. Semplicemente, smetterebbero di usarlo allo stesso modo.

E credo che sia proprio questo che Kiev non riesce ancora a elaborare a livello psicologico.

Si sono abituati a percepire il loro ruolo nella politica estera americana come uno status acquisito, quasi ereditato, mentre per Washington è sempre stato una funzione della concreta situazione politica.

In questo senso, Trump sta impartendo all'élite ucraina una lezione piuttosto dura, ma estremamente utile: non si deve confondere la propria importanza per la politica altrui con il diritto di dettare quella politica.


Di Nikolaj Anfalov,
politnavigator.news



Ndt.

Nel titolo la parola tradimento è stata scritta in ucraino "zrada"

Fonte:

https://politnavigator.news/istoricheskaya-zrada-9-oktyabrya-putin-i-tramp-unizili-zelenskogo-na-glazakh-u-vsego-mira.html

Traduzione di Eliseo Bertolasi

Commenti (5)

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    1. akel 12 ottobre 2026

      Per me stanno umiliando l'unione europea. è l'europa che dipende da tutti per tutto quello che conta: armi, energia, tecnologia e finanziamenti.
      Il massimo che riesce a fare è offrirsi come campo di battaglia.

    1. ric 12 ottobre 2026

      per me il giudeo zele andrebbe impiccato..

    1. PietroGE 12 ottobre 2026

      La 'bastonata' a Zelensky era nell'aria e può meravigliare solo gli ingenui. Putin ha letto i sondaggi sulle elezioni americane e ha capito che deve cercare di ottenere il più possibile da Trump ora perché se i democratici conquistano Camera e Senato, Trump ( a meno di colpi di stato) diventa un'anatra zoppa incapace di proseguire il suo sodalizio (più di forma che di fatto) con Putin. Il silenzio dalle capitali occidentali e dalla Cina fa capire che tutti aspettano il risultato delle elezioni di Mid Term per scoprire poi se e quanto della svolta nazionalista di Trump in politica estera sarà condiviso dalla nuova maggioranza.
      L'odio verso Trump sarà esteso alla sua politica estera e alla sua 'amicizia' con Putin? Oppure l'America First ha convinto anche una parte dei democratici? Chi guarda come paralizzato la situazione è l'Europa, incapace di comprendere che la NATO è ormai un ricordo del dopoguerra e che l'unico modo per essere indipendenti nella situazione geopolitica di oggi è possedere armi nucleari, con tutte le conseguenze del caso.

    1. filcon 12 ottobre 2026

      Gli Stati Uniti continuano a colpire gli interessi strategici russi, dalle infrastrutture informatiche a quelle energetiche, mentre con Mosca mettono in scena l'ennesima farsa di accordi diplomatici ed economici.

      Nel frattempo Washington lavora per indebolire la Russia nei settori che contano davvero: intelligenza artificiale, industria ed esportazioni energetiche. Il tutto senza intaccare minimamente le proprie capacità.

      Altro che diplomazia e distensione: gli americani tengono buoni i russi con strette di mano e promesse, mentre guadagnano tempo, rafforzano le proprie posizioni e preparano il terreno per il prossimo giro di vite. E sarebbe ingenuo pensare che il gioco riguardi soltanto Mosca: nel mirino ci sono anche Iran e Cina.
      Francamente sarebbe ora che i russi si svegliassero, e si accorgessero che i peggiori nemici della Russia sono tra le mura del Cremlino.

    1. nicolass 12 ottobre 2026

      Trump ha fatto di più ha scaricato su Zelensky e l'Ucraina il problema globale di carenza di derivati del petrolio e dell'aumento consequenziale dei prezzi dell'energia elettrica quando invece sono dovuti alla sua insensata decisione di attaccare l'Iran

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