Hub vaccinale, un luogo non sicuro

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Di Eleonora Capuozzo Krainer per ComeDonChisciotte.org

Prenoteresti un viaggio con una compagnia aerea che registra un incidente ogni 9.442 voli?

Un recente studio scientifico che ha analizzato la frequenza di incidenza di miocardite in 192,405,448 vaccinati per Sars-CoV-2 negli Stati Uniti tra il Dicembre 2020 ed Agosto 2021, ha mostrato come la frequenza della infiammazione cardiaca post vaccinazione si sia verificata ogni 9.442 vaccinazioni nei maschi di età compresa tra 16 e 17 anni, ogni 14.144 vaccinazioni nei maschi nella fascia di età dai 12 ai 15 anni, ed ogni 19.083 vaccinazioni nei maschi di età compresa tra 18 e 24 anni per il vaccino BNT162b2 (Vaccino BioNTech-Pfizer), ed ogni 17.761 vaccinazioni per il vaccino mRNA-1273 (Vaccino Moderna).

La risposta è no, nessuno prenoterebbe quel volo con quella compagnia aerea. Il rischio di incidenti aerei nel mondo occidentale è nell’ordine di 1 incidente ogni milione di voli. Si calcola che sia più probabile un incidente in auto o attraversando la strada. Ed è per questo che la gente si affida al pilota di bordo e durante il decollo, chi sta viaggiando per raggiungere una località turistica, ha già il sorriso sulle labbra.

Ebbene in Italia, per poter lavorare e per poter avere una vita sociale bisogna sottoporsi alla vaccinazione per Sars-CoV-2. Anche se sei sano e giovane, anche se il tuo rischio di Covid grave è per la tua fascia di età dello 0.00001%, sei obbligato a prenotare quel “volo” che parte da un HUB vaccinale, dove ogni migliaia di vaccini ci sarà qualche incidente che creerà non pochi problemi alla tua salute. E tutto questo non servirà nemmeno alla comunità perchè i cosiddetti vaccini Covi-19 attualmente utilizzati nel mondo occidentale non prevengono l’infezione da Sars-Cov-2, come dimostrato da autorevoli studi scientifici su The Lancet, oggi considerata la migliore rivista al mondo di malattie infettive.

In tali studi viene ribadito che il soggetto vaccinato si infetta e può infettare il prossimo nella comunità, esattamente come il soggetto non vaccinato. Vi invito a leggere i due articoli ai link sottostanti.

https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(21)00648-4/fulltext

https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(21)00768-4/fulltext

Ripercorriamo le barbarie.

Con Decreto Legge n. 44 del 1 Aprile 2021 il Governo, con a capo Mario Draghi, ha stabilito in forza dell’emergenza epidemiologica da Sars-Cov-2, che tutti gli operatori del comparto sanitario che svolgevano la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali fossero tenuti a sottoporsi alla vaccinazione per la prevenzione dell’infezione da Sars-Cov-2.

Tale imposizione aveva durata fissata fino al 31.12.2021 ed in caso di rifiuto, il sanitario veniva assoggettato a “sanzioni”. Ad esso infatti seguiva il demansionamento ad incarichi che non comportassero contatti interpersonali, con conseguente applicazione del diverso trattamento retributivo corrispondente, oppure, qualora il predetto demansionamento non risultasse possibile, come avvenuto nella stragrande maggioranza dei casi, la sospensione dal lavoro con perdita integrale dello stipendio.

La norma summenzionata ha pertanto introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento un ricatto dietro precisa minaccia e ciò in assenza di un obbligo vaccinale diretto in senso proprio. O i sanitari accettano di vaccinarsi o perdono il diritto al lavoro e alla retribuzione, e dunque il loro sostentamento viene direttamente minacciato. Lo scopo della norma è proprio imporre la vaccinazione a chi non vuole effettuarla attraverso il ricatto alimentare.

Con similare provvedimento attuato con Decreto Legge n. 105 del 23 luglio 2021, la tecnica di spingere alla vaccinazione dietro minaccia è stata utilizzata anche in riferimento al cd. “Green Pass”. Dal 6 agosto 2021 è stato vietato a chi non è in possesso dei requisiti previsti dalla norma di accedere ad una serie di servizi, tra cui ristoranti, bar, palestre, piscine, musei, cinema, teatro, concerti; dunque, di fatto, la vita sociale e comunitaria del soggetto non in possesso del Green Pass è stata gravemente compromessa. Tali requisiti erano alternativamente aver effettuato la prima dose di vaccino, aver effettuato un tampone negativo nelle 48 ore precedenti oppure essere guariti nei sei mesi precedenti dal Sars-Cov-2.

Con i successivi decreti legge n. 111/2021 e 127/2021, l’obbligo di Green Pass è stato esteso, dapprima al comparto scolastico ed universitario e, quindi, a tutto il mondo del lavoro: chi non si vaccina o chi non accetta di farsi un tampone a sua totale cura e spese ogni 48 ore subisce il divieto di lavorare e dunque perde, come già accaduto ai sanitari, la fonte del proprio sostentamento.

Con decreto legge n. 172/2021 tutto il personale scolastico, il comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, la polizia locale sono diventati oggetto di ricatto vaccinale: chi non fa il trattamento perde la retribuzione fino al 15 giugno 2022. Con il medesimo provvedimento l’obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari è stato esteso parimenti al 15 giugno 2022 ed è stata altresì esclusa la possibilità di adibire il non vaccinato a mansioni diverse e ciò sia per i sanitari che per tutti gli altri soggetti obbligati.

Con i decreti legge emanati nel corso delle festività (n. 221/2021 del 24 dicembre, n. 229/2021 del 30 dicembre e n. 1/2022 del 7 gennaio 2022), il Governo, sempre con il fine di usare metodi di coercizione verso chi non vuole vaccinarsi, ha esteso l’obbligo vaccinale indiretto (“Super Green Pass”), tra l’altro (oltre che per tutta una serie di attività di comune esercizio), per: l’utilizzo dei trasporti pubblici e la pratica degli sport di squadra anche all’aperto. Quanto sopra, si noti, per tutti i soggetti con almeno 12 anni di età, inclusi, quindi, studenti delle scuole medie e superiori ed adolescenti in genere. Questo nonostante i dati epidemiologici dell’Istituto superiore di sanità indichino che il rischio di mortalità per il Covid-19 sotto i 30 anni sia dello 0,0%.

Si rimanda ai dati dell’Istituto Superiore di Sanità al link https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-decessi-italia#1 che riporta le caratteristiche di 138.099 pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 in Italia, dall’inizio della sorveglianza al 10 gennaio 2022, riportati dalla Sorveglianza Integrata COVID-19 coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e nello specifico, dai dati su 2 anni di sorveglianza integrata emerge che l’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è 80 anni (mediana 82, range 0-109, Range InterQuartile – IQR (1° quartile=74; 3° quartile=88).

Effetti avversi

Gli effetti avversi dei vaccini Covid-19 sono stati documentati da numerosi studi scientifici, e cito alcuni dei lavori di ricerca recenti con il link per la loro consultazione integrale:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34750810/ Titolo Neurological side effects of SARS-CoV-2 vaccinations – traduzione Effetti neurologici collaterali delle vaccinazioni SARS CoV 2 – su Acta Neurol Scand. 2022 Jan;145(1):5-9. doi: 10.1111/ane.13550. Epub 2021 Nov 8.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34032555/ Titolo Guillain-Barre syndrome should be monitored upon mass vaccination against SARS-CoV-2 – Traduzione La sindrome di Guillain-Barre deve essere monitorata dopo la vaccinazione di massa contro SARS-CoV-2 su Hum Vaccin Immunother. 2021 Sep 2;17(9):2957-2958. doi: 10.1080/21645515.2021.1922061. Epub 2021 May 25.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34668274/ Titolo Neurological autoimmune diseases following vaccinations against SARS-CoV-2: a case series – Traduzione Malattie neurologiche autoimmuni a seguito di vaccinazioni contro SARS-CoV-2: una serie di casi su Eur J Neurol. 2022 Feb;29(2):555-563. doi: 10.1111/ene.15147. Epub 2021 Oct 31.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34668274/ Titolo Post SARS-CoV-2 vaccination Guillain-Barre syndrome in 19 patients – Traduzione Sindrome di Guillain-Barre post vaccinazione SARS-CoV-2 in 19 pazienti. su Clinics (Sao Paulo). 2021 Oct 11;76:e3286. doi: 10.6061/clinics/2021/e3286. eCollection 2021

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34525410/ Titolo SARS-CoV-2 vaccinations may not only be complicated by GBS but also by distal small fibre neuropathy – Traduzione Le vaccinazioni SARS-CoV-2 possono non solo essere complicate da GBS ma anche dalla neuropatia distale delle piccole fibre su J Neuroimmunol. 2021 Nov 15;360:577703. doi: 10.1016/j.jneuroim.2021.577703. Epub 2021 Aug 28.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34370408/ Titolo A variant of Guillain-Barre syndrome after SARS-CoV-2 vaccination: AMSAN – Traduzione Una variante della sindrome di Guillain-Barre dopo la vaccinazione SARS-CoV-2: AMSAN su Ideggyogy Sz. 2021 Jul 30;74(7-08):286-288. doi: 10.18071/isz.74.0286.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34751262/ Titolo Association between vaccination with the BNT162b2 mRNA COVID-19 vaccine and Bell’s palsy: a population-based study – Traduzione Associazione tra vaccinazione con il vaccino BNT162b2 mRNA COVID-19 e paralisi di Bell: uno studio basato sulla popolazione su Lancet Reg Health Eur. 2021 Dec;11:100236. doi: 10.1016/j.lanepe.2021.100236. Epub 2021 Nov 4.

Ed inoltre, riporto un elenco non esaustivo di ulteriori studi scientifici pubblicati sugli effetti avversi di cui indico il link per la lettura ed in parentesi l’argomento:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34751491/ (Vitiligo post vaccinale)

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34753210/ (Dermatosi eusinofila post vaccinale)

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34751995/ (Pitiriasi lichenoide e eruzione varioliforme acuta post vaccinale)

https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2021.06.29.450356v1 (Trombocitopenia dopo somministrazione ChAdOx1 nCov-19)

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34751013/ (Trombocitopenia immune dopo vaccino ChAdOx1 nCoV-19)

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC8546144/ (Alterazioni patofisiopatologiche successive a vaccinazione, lo studio raccomanda ulteriore cautela nel vaccinare soggetti che soffrono di diabete, squilibrio elettrolitico, disfunzione renale e disturbi della coagulazione)

https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.05.03.21256520v1 (Riprogrammazione sistema immunitario adattivo ed innato)

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34696485/ (Studio in vitro sulla proteina Spike che localizzata nel nucleo inibisce la riparazione del danno al DNA)

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34614328/ (Incidenza delle miocarditi post vaccinazione da analisi dati ottenuti tra il December 2020 ed il Maggio 2021 in Israele)

https://meridian.allenpress.com/aplm/article/doi/10.5858/arpa.2021-0435-SA/477788/Autopsy-Histopathologic-Cardiac-Findings-in-Two (Risultati cardiaci istopatologici dell’autopsia in due adolescenti dopo la seconda dose di vaccino COVID-19, 2022 Feb)

https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2788346 (Incidenza delle miocarditi post vaccinazione da analisi dati ottenuti tra Dicembre 2020 ed Agosto 2021 negli Stati Uniti)

Sul danno cardiaco vale la pena riprendere l’ultimo studio citato, che analizza i dati tra il Dicembre 2020 ed Agosto 2021 negli Stati Uniti in un numero elevatissimo di soggetti, equivalente a n = 192,405,448 dai 12 anni in su,  di cui sopra i 12 anni di età il vaccino BNT162b2 (Vaccino Pfizer-BioNTech) e dai 18 anni di età il vaccino BNT162b2 (Vaccino Pfizer-BioNTech) o il vaccino mRNA-1273 (Vaccino Moderna). Lo studio ha comparato l’incidenza di miocardite post vaccinale con i tassi attesi di miocardite calcolati utilizzando i dati sui sinistri 2017-2019. Tra le 192.405.448 persone che hanno ricevuto un totale di 354.100.845 vaccini ad mRNA, delle 1.991 segnalazioni di miocardite a VAERS, 1.626 hanno soddisfatto la definizione di caso di miocardite. Di quelli con miocardite, età media, 21 anni (IQR, 16-31 anni). Tempo mediano di insorgenza dei sintomi, 2 giorni (IQR, 1-3 giorni). I maschi rappresentavano il 82% dei casi di miocardite. I tassi di segnalazione per casi di miocardite entro 7 giorni dalla vaccinazione contro il COVID-19 hanno superato i tassi di miocardite previsti in più strati di età e sesso. I tassi di miocardite erano più alti dopo la seconda dose di vaccinazione. In particolare, gli adolescenti maschi dai 12 ai 15 anni, 70,7 per milione di dosi del vaccino BNT162b2 (un caso di miocardite ogni 14.144 vaccinazioni). Nei maschi di età compresa tra 16 e 17 anni 105,9 per milione di dosi del vaccino BNT162b2 (un caso di miocardite per 9.442 vaccinazioni). Nei maschi di età compresa tra 18 e 24 anni 52,4 per milione di dosi del vaccino BNT162b2 (un caso di miocardite per 19.083 vaccinazioni) e 56,3 per milione di dosi del vaccino mRNA-1273 (un caso di miocardite per 17.761 vaccinazioni).

Il rischio di provocare un danno alla salute temporaneo o permanente o di causare la morte con la somministrazione del vaccino per Sars-Cov-2 nei soggetti sani, che hanno un rischio statisticamente trascurabile di sviluppare una forma grave di Covid-19, è stato del tutto marginalizzato dal Governo Italiano. Si è ideologicamente insistito con l’obbligo vaccinale indiretto rivolto a tutta la popolazione attraverso la politica del Green Pass e successivamente del Super Green Pass, che di fatto impedisce a chi non è vaccinato sia di lavorare sia di avere una vita sociale.

Per di più, nel dibattito mediatico quotidiano, chiunque abbia voluto discutere dell’inopportunità di sottoporre tutti i cittadini ad obbligo vaccinale indiretto attraverso il Green Pass e la sospensione dal lavoro per chi ne sia sprovvisto, è stato ridicolizzato se non addirittura sottoposto ad una selvaggia gogna mediatica. Si ricordi il caso del poliziotto della Questura di Genova morto suicida dopo essere stato messo alla gogna mediatica nella trasmissione di La7, per aver comunicato in messaggi privati ai colleghi il suo scetticismo sui vaccini a cui sarebbe stato obbligato per poter continuare a lavorare. Link all’articolo relativo al suo suicido https://www.informazionelibera.org/notizie-da-italia-e-mondo/vaccini-e-greenpass-suicidio-di-un-agente-delle-forze-dell-ordine-di-genova-dopo-il-servizio-di-piazza-pulita-di-la7.html

Tale marginalizzazione del rischio vaccinale e dall’altro la totale esclusione dalla vita sociale dei non vaccinati per non essere in possesso del cosiddetto Green Pass, desta preoccupazione e sgomento. Ancor più avendo anche letto di tantissime testimonianze rilasciate da soggetti privati, che online descrivono di presumibili invalidanti effetti avversi post inoculazione vaccino e centinaia di articoli di stampa locale che denunciano la morte di persone sottoposte a vaccino per Covid-19, sovente sopraggiunta persino poche ore dopo la somministrazione. Si veda uno dei gruppi Facebook sugli effetti avversi denominato Danni collaterali, amministrato dal noto politico On. Paragone, che conta tantissime testimonianze, per altro molte delle quali riguardano episodi di malasanità, allorquando tali soggetti affetti da presumibili effetti avversi post vaccinali, in accesso al pronto soccorso, dichiarano di essere stati rimandati a casa senza diagnosi accurate e presumibilmente senza che i medici segnalino alla Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) gli effetti avversi insorti dopo il vaccino. Link al gruppo Facebook amministrato da On. Paragone, al quale risultano iscritti ad oggi oltre 275.000 persone https://www.facebook.com/groups/1003033940534138

Rispetto al rischio di morte o di gravi effetti avversi post inoculazione del vaccino, si è prontamente intervenuti sul vaccino a vettore virale Astrazeneca, ritenuto rischioso per i giovani, e dunque sostituito per molte categorie di soggetti con i vaccini a RNA messaggero Pfizer e Moderna, a partire già dalla primavera del 2021. Numerose restano però le testimonianze relative al fatto che gli effetti avversi, anche potenzialmente mortali, sono presumibilmente persino maggiori con tali tipo di vaccino a RNA messaggero. Si vedano le dichiarazioni pubbliche rilasciate dalla Dottoressa Gismondo su LA7 https://www.youtube.com/watch?v=YQVCWBfWbP8.

Il Dott. Frajese, medico e professore universitario, risponde in modo inequivocabile sugli effetti avversi da vaccino in una intervista riportata al link: https://www.mag24.es/2021/11/10/reazioni-avverse-i-medici-stanno-zitti-per-evitare-che-venga-stroncata-la-loro-carriera-laccusa-del-grande-endocrinologo/

Cito un estratto dell’intervista nella quale sono presenti importanti dichiarazioni: «{Giornalista} Lei è endocrinologo, che cosa vede sul fronte delle reazioni avverse? {Frajese} Mi sta accadendo di vedere due tipologie di disturbi. La prima sono riattivazioni importanti di patologie autoimmuni. {Giornalista} In che senso? {Frajese} In termine tecnico si chiama flare up, una sorta di fiammata di ritorno, come la tiroidite di Hashimoto e morbo di Graves, due tipologie serie di infiammazione tiroidea. (Giornalista} Perché? {Frajese} Perché il vaccino riprogramma la cellula e modula il sistema immunitario. Questo aspetto non è stato ancora approfondito adeguatamente. La produzione dei sub-componenti del sistema immunitario non la conosce nessuno, cominciano a essere pubblicati dei dati preliminari su MedRX, report sulla modificazione di cellule natural killer. Le patologie autoimmuni come quelle alla tiroide si riattivano nel corso di questo processo. {Giornalista} E la seconda? {Frajese} Noto molti disturbi al ciclo mestruale. Anche di adolescenti. {Giornalista} Sono fenomeni gravi? {Frajese} Nelle ricadute sulla fertilità, sì. {Giornalista} Effettivamente nell’ultimo aggiornamento dell’EMA sulla farmacovigilanza, le irregolarità mestruali sono state inserite per la prima volta a quasi un anno dalla somministrazione delle prime dosi. Perché c’è voluto così tanto? {Frajese} Perché nei trials non si potevano monitorare, in appena due mesi. Diciamo che noi medici stiamo vedendo sul campo le ricadute degli effetti avversi. {Giornalista} Ci sono molte altre patologie? {Frajese} Sto seguendo sindromi di Guillain-Barré, parestesie, trombosi e disturbi coagulativi. Anche queste sono state riportate negli aggiornamenti. Ho una paziente che ha perso il controllo della sensazione della vescica. Ha 52 anni e ora ha il catetere. {Giornalista} Eppure, si tende a escludere sempre la correlazione. Come fa ad essere sicuro che c’entri il vaccino? {Frajese} I neurologi non hanno alcuna idea di quale sia la causa, la temporalità è successiva al vaccino, i meccanismi di azione sono plausibili con l’inoculo. Si deve fare una lunga opera di studio di ogni caso. {Giornalista} È perché non c’è ancora molta letteratura a disposizione? {Frajese} Esattamente. Non avendo letteratura a disposizione chi è che rischia di prendersi del no-vax per mettersi a studiare le reazioni avverse? Purtroppo, tanti di noi stanno andando alla cieca o preferiscono fare finta di nulla.».

Vi sono altre testimonianze rese alla stampa da medici, in particolare da medici sportivi e medici ospedalieri raccolte per il reportage della giornalista Angela Camusso pubblicato dalla Rivista Panorama del 1 Dicembre 2021 n. 49 (2892) sugli effetti avversi. Si leggano le dichiarazioni rese dai medici Dott. Alessandro Capocci e del Dott. Fabrizio Salvucci, entrambi cardiologi alle pagine 11 e 12. Cito la testimonianza del Dott. Salvucci che così dichiara «Fino al 1 ottobre, in 30 anni non avevo mai fatto segnalazioni alla farmacovigilanza, ora ne ho dovute fare nove in 21 giorni soprattutto dopo la terza dose».

Si ascoltino le dichiarazioni dal minuto 53:18 del medico patologo e professore universitario Dr. Mariano Bizzarri, nel suo intervento dal titolo The Puzzle of Statistics, sul rischio di danno cardiaco nei minori maschi, alla conferenza pubblica di Generazioni Future, interamente online al link https://www.youtube.com/watch?v=n_fgI0yBPXc.  Il Dr. Bizzarri ha analizzato i dati pubblici del registro statunitense, cosiddetto CDC, dichiarando che i minori di sesso maschile dopo la somministrazione del vaccino a RNA messaggero sono ad altissimo rischio di sviluppare una miocardite. Bizzarri dice che in proporzione, rispetto ai soggetti adulti, un minore maschio rischia 20 volte di più una miocardite con la somministrazione del vaccino a RNA Messagero.

Ancora una dichiarazione su presumibili danni gravi post inoculazione pubblicata sul blog ComeDonChisciotte.org, resa da un medico del 118 che ha chiesto di rimanere anonimo, presente al link https://comedonchisciotte.org/il-medico-del-118-rompe-lomerta-sui-piu-fragili-il-vaccino-anti-covid-e-larma-letale/

Cito: «Possiamo dire che questi vaccini stanno facendo piazza pulita di tutti i fragili. (…) io se mi permetto di azzardare un sospetto di diagnosi, mi prendono per pazzo. Per i colleghi, il vaccino non può dare controindicazioni, c’è proprio un gap, un vuoto. Non lo vanno proprio a cercare il sintomo. Come ci dicevano all’università, una malattia che non conosci è una malattia che non esiste, intendendo dire che se tu non vai a cercare i sintomi, non puoi fare la diagnosi. (…) … Quando arrivo sul luogo dell’intervento, la prima cosa che chiedo è se siano vaccinati o meno. Perché i vaccinati mi spaventano, gli possono succedere cose che non mi aspetto, di tutto. I capillari vengono in qualche maniera rovinati da questi farmaci, e quindi perdono sierosità. Mi è capitato addirittura in pazienti che non avevano mai avuto problemi di questo tipo, di ritrovarmeli con l’ascite [accumulo di liquido nella cavità addominale NdR]. Ma quello che tu chiedi si può avere solo con autopsie accurate, e nel caso dei sospetti morti da vaccino, per preservare la proteina Spike, dovrebbero farsi entro 72 ore dal decesso.»

In data 7 febbraio 2022 sul Giornale La Verità Anno VII Numero 37 alla pagina 2 sono riportate le dichiarazioni della patologa Dott.ssa Clare Craig. Cito articolo: «Clare Craig, patologa clinica britannica, fa parte del gruppo Hart (Health advisory & recovery team): è un’associazione di specialisti e scienziati (…) Di recente, l’equipe ha diffuso un appello per chiedere alle autorità una «indagine urgente sui decessi tra i giovani di sesso maschile». Il sospetto, inquietante, è che possano avere a che fare con la campagna vaccinale. (…) {Giornalista} I maschi non sono quelli più esposti ai problemi cardiaci correlati alla vaccinazione? {Clare Craig} «Esatto ». {Giornalista} Scusi, però negli Stati Uniti hanno vaccinato milioni di bambini. Se ci fossero stati tanti «incidenti», sarebbe stato impossibile non accorgersene. {Clare Craig} «Attenzione: nel sistema Vaers ci sono 70 segnalazioni di bambini. morti dopo il vaccino. Credo ci siano degli indizi ovunque, ma non abbiamo il sistema adeguato per reagire a queste problematiche». {Giornalista} Come mai? {Giornalista} «Le persone che sarebbero incaricate di prendere provvedimenti sono le stesse persone responsabili della vaccinazione dei bambini. È il problema che si presenta anche con i certificati di morte dei piccoli». {Giornalista} Cioè? {Clare Craig} «Li compila lo stesso pediatra che li ha vaccinati… (…) L’obbligo vaccinale è pericoloso. (…) Il principio in virtù del quale noi operiamo in medicina è quello del consenso informato; è ovvio che esso non possa essere compatibile con la coercizione. Nella Dichiarazione universale di bioetica e diritti umani, è stato chiarito che gli individui devono poter decidere su ciò che succede al loro corpo e che ciò che decidono non può essere ignorato, né per il bene della società né per il bene della scienza. Mi spaventa come la gente sia intrappolata in una bolla che si autoalimenta» .

Dagli Stati Uniti arrivano ulteriori informazioni da approfondire sui danni da vaccino e che riguardano anche i dati provenienti dai trials clinici italiani. Su questo inquietante aspetto la Organizzazione senza fini di lucro denominata Public Health and Medical Professionals for Transparency – con ufficio legale in 1090 Texan Trail, Suite 534, Fort Worth, Texas, 76051 –  ha depositato un’istanza di accesso agli atti cosiddetta procedura FOIA, alla UNITED STATES DISTRICT COURT NORTHERN DISTRICT OF TEXAS, contro la Food and Drug Administration sui dati dei trials clinici sul vaccino a RNA messaggero Pfizer. La Corte texana ha accolto l’accesso agli atti e per ora la Food and Drug Administration ha rilasciato una piccola quantità di quei dati. Dai dati per ora ricevuti e resi pubblici da Public Health and Medical Professionals for Transparency emergono presunte gravi irregolarità rispetto ai report da reazioni avverse da vaccino Pfizer, e tali dati riguardano anche quelli provenienti dall’Italia. I documenti della Pfizer fino ad ora resi pubblici dopo l’accesso agli atti sono tutti scaricabili sul sito ufficiale della Public Health and Medical Professionals for Transparency al link https://phmpt.org/pfizers-documents/

Un commento su tali irregolarità è apparso sulla pagina web https://trialsitenews.com/fdas-forced-hand-drops-pfizers-bombshell-safety-document/ dedicata ai dati dei trials. Si trascrive una traduzione della pagina web summenzionata.

Cito: «Tale richiesta depositata in agosto 2021 presso UNITED STATES DISTRICT COURT NORTHERN DISTRICT OF TEXAS Case 4:21-cv-01058-P Filed 09/16/21 è stata accolta dalla Corte. La falla nella salvaguardia dei dati in stile cupola di ferro della Pfizer e della Food and Drug Administration (FDA), è arrivata sotto forma di un rilascio del Freedom of Information Act (FOIA) con la richiesta depositata il 27 agosto 2021, per accedere a tutta la documentazione Pfizer su cui la FDA aveva fatto affidamento per autorizzare il vaccino Pfizer-BioNTech Covid-19 per l’autorizzazione all’uso di emergenza. (…) La richiesta FOIA è stata emessa da un gruppo di oltre 30 scienziati e accademici che hanno intentato una causa civile contro l’agenzia perché non hanno pienamente ottemperato alla richiesta, poiché è stato rilasciato meno dell’1% della documentazione e con la FDA che ha preso posizione che tutti i dati sarebbero stati condivisi entro il 2076. Successivamente, l’agenzia governativa ha avuto l’audacia di posticipare ulteriormente la data al 2096. Ciò era dovuto alla loro recente divulgazione dell’esistenza di migliaia di pagine aggiuntive, per un totale di 451.000 rispetto a quanto originariamente dichiarato 320.000 pagine. Tuttavia, la velocità con cui la FDA è disposta a rilasciare la documentazione non è cambiata e rimane a 500 pagine al mese. Vale la pena notare che la FDA ha impiegato solo 108 giorni per rivedere tutta la documentazione di Pfizer prima di autorizzare il vaccino Pfizer BNT162B2 per l’uso dell’autorizzazione di emergenza il 1 dicembre 2020. (…) Le prime centinaia di pagine dei documenti Pfizer appena rilasciati sono state condivise sul sito Web del PHMPT. Il fulcro di questo rapporto investigativo è incentrato sul documento di 38 pagine, intitolato “Analisi cumulativa dei rapporti di eventi avversi post-autorizzazione di PF-07302048 (BNT162B2) ricevuti fino al 28 febbraio 2021”. Il rapporto è stato preparato da Pfizer, tra il 1 dicembre 2020 e il 28 febbraio 2021. Le segnalazioni di eventi avversi provengono da Stati Uniti, Regno Unito, Italia, Germania, Francia, Portogallo, Spagna e altri 56 paesi. (…) Nel breve periodo di tre mesi in cui i dati sono stati “riportati spontaneamente a Pfizer”, sono stati registrati 42.086 casi con 158.893 eventi. Secondo i dati, si può interpretare che mediamente la persona (caso) avrebbe sofferto di poco meno di quattro sintomi (eventi). Particolarmente preoccupante, la FDA ha scelto di proteggere gli interessi di Pfizer oscurando il numero totale di dosi (…), ostacolando la capacità di calcolare i tassi di incidenza e fornire un’analisi significativa dei dati. Un altro fatto profondamente preoccupante è incentrato su importanti limitazioni citate da Pfizer: (…) 2990 casi in cui il sesso è sconosciuto 6876 casi in cui l’età è sconosciuta 9440 casi in cui i risultati sono sconosciuti. Un’altra anomalia che risalta è che per gli esiti dei casi, Pfizer ha scelto di includere coloro che si stanno riprendendo da eventi avversi nella stessa categoria con quelli guariti. (…) In modo allarmante, l’analisi prende atto del fatto che c’è stato un volume così grande di eventi avversi, classificati come “casi gravi” in quel breve periodo di tempo, che Pfizer ha dovuto assumere più dipendenti a tempo pieno e rendere la tecnologia significativa modifiche per far fronte all’elaborazione delle segnalazioni voluminose rispettando anche le tempistiche di segnalazione regolamentari. (…) All’interno del documento autogenerato da Pfizer, emerge una grave bandiera rossa: sono state registrate 1228 persone morte entro tre mesi dall’assunzione del vaccino, mentre nessun record tiene conto del genere dei partecipanti allo studio deceduti. Questi dati, che hanno significative implicazioni sulla sicurezza (…) Coloro che difendono la sicurezza del vaccino Pfizer hanno sollevato l’argomento che “la correlazione non implica causalità, in cui due eventi che si verificano insieme non stabiliscono una relazione causa-effetto”. La pagina 10 dell’analisi Pfizer presenta un importante rischio identificato di anafilassi con nove decessi segnalati. Quattro su nove si sono verificati lo stesso giorno in cui gli individui sono stati vaccinati. Pfizer ha sottolineato che questi individui avevano condizioni mediche di base, ma che tutti e quattro morissero lo stesso giorno in cui hanno ricevuto il vaccino, suggerisce una potenziale causalità di morte vaccinale. Nella Tabella 7 delle pagine 16-17, sono stati riportati 1403 casi di AESI cardiovascolari (Evento avverso di interesse specifico) e segmentati come segue: Aritmia; insufficienza cardiaca; Insufficienza cardiaca acuta; Shock cardiogenico; Coronaropatia; Infarto miocardico; Sindrome da tachicardia posturale ortostatica; cardiomiopatia da stress; Tachicardia. La latenza di insorgenza dell’evento rilevante variava da meno di 24 ore a 21 giorni. Ciò significa che gli eventi rilevanti si sono verificati da un periodo inferiore a 24 ore fino a 21 giorni dalla somministrazione del vaccino, con una mediana inferiore a 24 ore. 136 eventi rilevanti sono stati fatali. Pertanto, il 50% di questi esiti rilevanti (inclusi i decessi) si è verificato meno di 24 ore dopo aver ricevuto il vaccino. Questo indica ancora una volta la causalità della morte del vaccino. Tuttavia, Pfizer in qualche modo conclude: “Questa revisione cumulativa del caso non solleva nuovi problemi di sicurezza. La sorveglianza continuerà.’ Quando si esamina la categoria “AESI immunomediati/autoimmuni”, sono stati segnalati 1050 casi, con poco più di tre volte più femmine colpite rispetto ai maschi: ci sono stati 12 esiti fatali. La mediana della latenza di insorgenza dell’evento rilevante era inferiore a 24 ore, il che suggerisce ancora una volta la causalità della morte del vaccino. Le donne sono state x3 volte più colpite dagli eventi avversi del vaccino. In generale, in ogni categoria di AESI (eventi avversi di particolare interesse), le donne sono state generalmente tre volte più colpite rispetto agli uomini. Tuttavia, da nessuna parte questo è stato così pronunciato come nel caso dell’anafilassi (una reazione allergica potenzialmente pericolosa per la vita), in cui le donne erano oltre otto volte più colpite. Dei 1002 casi di anafilassi segnalati che soddisfacevano il livello di Brighton Collaboration di 1-4 (il livello 1 è il più alto livello di certezza diagnostica dell’anafilassi) 876 femmine sono state colpite rispetto a 106 maschi. Le donne erano anche significativamente più colpite da eventi cardiovascolari; 1076 femmine sono state segnalate come casi rispetto a 291 maschi. I dati statisticamente significativi rivelano la reale possibilità di rischi per la sicurezza dei vaccini specifici per genere. Tuttavia, da nessuna parte nell’analisi di Pfizer la società commenta questi dati, ma riafferma invece con sicurezza che “la revisione cumulativa dei casi non solleva nuovi problemi di sicurezza”. (…) Degno di nota, inoltre, che i dati associati all’Uso in gravidanza e allattamento siano stati in qualche modo esclusi nell’analisi originale presentata alla FDA. Nella versione modificata vengono segnalati 413 casi avversi di cui 84 classificati come gravi. Gli esiti della gravidanza per le 270 gravidanze sono stati riportati come aborto spontaneo (23), esito in sospeso (5), parto prematuro con morte neonatale, aborto spontaneo con morte intrauterina (2 ciascuno), aborto spontaneo con morte neonatale e esito normale (1 ciascuno) . È allarmante che Pfizer affermi che “non sono emersi segnali di sicurezza dalla revisione di questi casi di utilizzo in gravidanza e durante l’allattamento”. I dati contenuti nel documento pesantemente redatto sembrano contraddire questa valutazione ottimista. Nei soggetti pediatrici di età < 12 anni, che originariamente mancava dall’analisi di Pfizer, sono stati segnalati 34 casi di cui 24 classificati come gravi. Il fatto che ai bambini piccoli sia stato somministrato il vaccino Pfizer desta preoccupazione poiché l’autorizzazione all’uso di emergenza non è stata concessa all’azienda per la somministrazione alla popolazione pediatrica in quel momento. Inoltre, la fascia di età ha sollevato un notevole allarme dato che è “da 2 mesi a 9 anni”. Il rapporto non ha dati su quanti bambini in totale hanno ricevuto il vaccino, quindi non c’è modo di calcolare i tassi di incidenza per estrapolare un’analisi significativa. (…) È evidente che molti degli effetti collaterali seri e minacciosi non sono stati inclusi, anche se l’analisi cumulativa di Pfizer delle segnalazioni di eventi avversi post-autorizzazione è stata prodotta per la FDA il 30 aprile 2021. (…) Mentre questo autore si sforza di rimanere il più obiettivo e imparziale umanamente possibile, una revisione approfondita di questo rapporto suggerisce che la FDA e la Pfizer sembrano nascondere al pubblico l’intera portata degli effetti collaterali del vaccino Pfizer-BioNTech. Se questa ipotesi è effettivamente vera, allora l’agenzia di regolamentazione “Gold Standard” e la prestigiosa multinazionale farmaceutica hanno buttato fuori dalla finestra l’intero concetto di consenso informato. È anche una farsa che mesi dopo, la FDA abbia trascinato i piedi (espressione letterale tesa a voler dire che la FDA sta volutamente lavorando lentamente, NDR) e rilasciato questo importante documento di sicurezza basato su segnalazioni di casi di eventi avversi ai sensi della legge FOIA. Le segnalazioni di casi svolgono un ruolo importante nella farmacovigilanza. Il riconoscimento del legame tra talidomide somministrato alle madri e malformazioni nei loro bambini è stato innescato da un caso clinico. Forse ancora più devastante – e una presa in giro dell’intero punto dei sistemi normativi avanzati destinati a garantire la sicurezza pubblica – sarebbe se la FDA vincesse la disputa in corso per ritardare il rilascio delle informazioni, allora il pubblico dovrebbe aspettare altri 75 anni per accedere a tutti i dati, che per allora sarà troppo tardi.»

Il 6 gennaio 2022 la UNITED STATES DISTRICT COURT FOR THE NORTHERN DISTRICT OF TEXAS FORT WORTH DIVISION ha ordinato alla FDA quanto segue, cito dal giudizio dinanzi la Corte e relativa sentenza: The FDA shall produce the remaining documents at a rate of 55,000 pages every 30 days, with the first production being due on or before March 1, 2022, until production is complete. (Traduzione mia: La FDA produca i documenti rimanenti a una velocità di 55.000 pagine ogni 30 giorni, con la prima produzione prevista entro il 1 marzo 2022, fino al completamento della produzione.)

Sempre dagli Stati Uniti recentemente, il 24 gennaio 2022, è divenuta nota la dichiarazione dell’Avv. Thomas Renz in rappresentanza di 3 ufficiali medici dell’esercito americano in cui in una audizione pubblica ha spiegato, dinanzi una commissione presieduta dal Senatore Johnson del partito Repubblicano, che nell’esercito americano vi è un aumento inspiegato dei tumori tra i soldati americani del 300%, un aumento del 300% degli aborti tra di soldatesse e un aumento del 1000% di problemi neurologici nell’ultimo anno comparato ai dati dell’ultimo quinquennio, registrati da un sistema di vigilanza di incidenti medici cosiddetto Defence Medical Data Base acronimo DMED, in uso nelle forze armate americane, e tale aumento coincide con il periodo in cui i militari in servizio presso esercito, marina e aviazione americana sono stati soggetti ad obbligo vaccinale. Si rimanda alle dichiarazioni dell’Avv. Thomas Renz pubblicate al seguente link dove l’intera audizione è stata trasmessa in streaming: https://rumble.com/vt62y6-covid-19-a-second-opinion.html?fbclid=IwAR3xQ65mxqB6K_cFtQujSFc7WZnpfZ3zikTKEflWfa4UtRRJ9H92KHJfJVM

Si ascolti il punto dello streaming alla quarta ora, e precisamente il minuto 54 dopo la quarta ora di streaming, allorquando si ascolta la testimonianza dell’Avv. Thomas Renz in rappresentanza degli ufficiali medici militari Dr. Long, Dr. Siglof, Dr. Chambers. Il senatore Johnson chiarisce prima della testimonianza che ha inviato al Dipartimento della Difesa americana una richiesta di protezione di tali dati.

Attualmente in Italia il vaccino è richiesto anche ai soggetti guariti dal Covid-19 da più di 6 mesi, nonostante gli studi scientifici indichino che i guariti dal Covid-19 acquisiscono una persistente e robusta immunità naturale che in caso di re-infezione consente un decorso lieve e con una bassa carica virale. Le evidenze scientifiche dimostrano che nei guariti è rilevabile una immunità cellulare di memoria persistente, sicuramente rilevabile a distanza di anni. L’immunità acquisita con l’infezione da Sars-Cov-2 permane stabilmente nel tempo e ciò è confermato dai bassi tassi di reinfezioni che scendono fino allo 0,01% e si azzerano totalmente nei minori. Diversi articoli su riviste scientifiche autorevoli hanno dimostrato che i soggetti che sono guariti dalla Covid sviluppano anticorpi e mantengono una memoria immunitaria per lunghissimo tempo, molto oltre un anno. Si rimanda ad articolo sulla rivista scientifica Nature al link https://www.nature.com/articles/s41564-021-01051-2

Inoltre, lo studio scientifico presente al link https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.08.24.21262415v1.full.pdf esplora i dati dopo che la variante Delta è diventata dominante in Israele, e che dimostra che la Delta elude più facilmente i vaccini rispetto ai ceppi più vecchi. I ricercatori hanno scoperto che le persone completamente vaccinate avevano molte più probabilità di avere un’infezione da Covid rispetto alle persone con un’immunità naturale per la malattia. Complessivamente i partecipanti che sono stati sottoposti a doppia vaccinazione avevano 5,96 volte più probabilità di essere infettati e 7,13 volte più probabilità di manifestare sintomi tra cui tosse, febbre e mancanza di respiro. Hanno anche esaminato cosa succede dopo ai soggetti vaccinati già da tre mesi ed i ricercatori hanno riscontrato, in questo caso, una probabilità di infezioni 13,06 volte superiore tra gli individui immunizzati e una probabilità 27 volte maggiore di manifestare sintomi.

Ulteriore letteratura a sostegno della protezione naturale può essere approfondita ai link dei singoli articoli scientifici:

https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(21)00676-9/fulltext

https://www.science.org/doi/full/10.1126/science.abf4063

https://www.science.org/doi/full/10.1126/science.abh1766

https://www.thelancet.com/pdfs/journals/lancet/PIIS0140-6736(21)00575-4.pdf

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/eci.13520

https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.08.24.21262415v1

https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.07.03.21259976v2

https://www.thelancet.com/pdfs/journals/lancet/PIIS0140-6736(21)00675-9.pdf

https://www.thelancet.com/pdfs/journals/lanres/PIIS2213-2600(21)00158-2.pdf

https://academic.oup.com/cid/article/74/2/294/6251701?login=false

https://www.nature.com/articles/s41586-021-03647-4?amp%3Bcode=7bafb609-23c2-4665-804b

https://www.nature.com/articles/s41586-020-2550-z?flip=true

Pertanto, per i guariti dalla Covid-19 il rilevamento dei titoli anticorpali non è assolutamente esaustivo dell’immunità, poiché i livelli di anticorpi neutralizzanti circolanti cominciano fisiologicamente a degradare già dopo il ventesimo giorno dall’infezione e nel contempo si assiste ad un aumento dei livelli di cellule B e T di memoria in grado di evocare risposte specifiche non solo nei confronti della proteina Spike, ma anche di altre proteine strutturali virali. Contrariamente agli anticorpi, le cellule B e T di memoria permangono stabilmente e, oltre a provvedere ad eliminazione diretta delle cellule infettate dal virus, sono in grado di provocare ex-novo boost anticorpali dopo ogni riesposizione e addirittura sempre più efficaci nel riconoscimento del virus anche nelle sue varianti.

I clinical trials condotti dalle aziende farmaceutiche produttrici dei vaccini, non contemplavano specifiche somministrazioni di dosi adiuvanti ai guariti dal Covid19: non esistono a tutt’oggi dati sperimentali validati in merito e non si possono escludere effetti avversi diretti o indiretti, immediati o a medio e lungo termine né è dimostrato un reale incremento di efficacia contro l’infezione. È quindi impossibile un’obiettiva valutazione del rapporto rischio/beneficio nella vaccinazione dei soggetti guariti. Recenti evidenze dimostrano che una precedente infezione da Sars-Cov-2 risulta essere associata a un significativo aumento del rischio di qualsiasi effetto collaterale della vaccinazione. Appare dunque evidente che il cosiddetto super green pass ottenuto per guarigione da Covid19, durando 6 mesi, costringe il cittadino a vaccinarsi a partire dalla scadenza del pass per poter accedere ai luoghi di lavoro e per poter svolgere una vita sociale. In conclusione, il soggetto guarito, sottoposto a vaccinazione, a fronte di un beneficio pressoché nullo, affronta unicamente i rischi derivanti da potenziali effetti avversi anche correlati al suo stato. Allo stato iniziano ad emergere studi scientifici che dimostrano la pericolosità di vaccinare soggetti guariti dal Covid19. Si veda al link l’articolo scientifico https://www.journalofinfection.com/article/S0163-4453(21)00277-2/fulltext Titolo Previous COVID-19 infection, but not Long-COVID, is associated with increased adverse events following BNT162b2/Pfizer vaccination – Traduzione La precedente infezione da COVID-19, ma non il Long-COVID, è associata ad un aumento degli eventi avversi in seguito alla vaccinazione BNT162b2/Pfizer.

Ritorniamo alle barbarie

L’Avv. Mori, noto per aver lanciato in rete una Querela contro Draghi, ripercorre nella stessa dei passaggi che voglio qui riproporre.

Con il decreto n. 1 del 7 gennaio 2022 viene impedito di lavorare a tutti coloro che hanno più di cinquant’anni e non hanno fatto il vaccino fino al 15 giugno 2022, e viene imposto l’uso del tampone ogni 48 ore sostanzialmente per qualsiasi attività sociale. Obbligo di tampone da cui i vaccinati sono invece esclusi, ancora una volta a riprova di come detto strumento sia una misura prettamente ricattatoria, diretta a spingere al vaccino, e non una scelta diretta alla tutela della salute pubblica. Se fosse la salute l’obiettivo l’obbligo di tampone sarebbe stato imposto anche ai vaccinati, che come evidenziato dai dati e dagli studi scientifici possono contagiarsi e contagiare allo stesso modo dei non vaccinati. Ma ovviamente l’obiettivo era solo il ricatto, ribadisce nella querela l’Avv. Mori e spiega che la Repubblica ex art. 3 Cost. avrebbe in realtà il dovere opposto di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando l’uguaglianza tra i cittadini, impediscono sia il pieno sviluppo della persona umana che l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Il Governo italiano ha deciso di escludere una fetta importante della popolazione dalla società e di ricattarli quotidianamente. Tale ricatto non trova alcuna legittimazione neppure nell’art. 32 Cost., norma che consente l’imposizione di trattamenti sanitari con legge, ma mai di trattamenti che siano lesivi del “rispetto della persona umana”. Vietare ad un cittadino di lavorare, così impedendogli di sopravvivere, è certamente contrario al rispetto della persona umana.

Un ordinamento può introdurre in linea teorica un obbligo vaccinale generalizzato secondo gli stringenti limiti costituzionali e può prevedere sanzioni per gli inadempienti ma tali sanzioni possono riguardare la sfera amministrativa (una multa ad esempio) o essere elevate a violazioni di rango penale. Ma un ordinamento non può legiferare attraverso l’arma del ricatto od imporre sanzioni che di per sé ledano la dignità umana come il divieto di lavorare e di avere una vita sociale.

La stessa sanzione penale, anche qualora comportasse il carcere, risulterebbe più umana del divieto di lavorare in sé, laddove si consideri che in carcere è garantito al detenuto vitto e alloggio. Il divieto al lavoro, incidendo invece sulla stessa possibilità di sopravvivere di un individuo, equivale nei fatti ad una sorta di pena di morte indiretta, o si cede al ricatto o non si può sopravvivere. Tale tecnica legislativa è radicalmente illegittima anche rispetto all’art. 27 Cost. che rammenta che in ogni caso le pene non possano consistere in trattamenti contrari al senso di umanità.

L’obbligo vaccinale stesso in questo caso non ha alcuna legittimità visto che gli stringenti limiti per introdurlo non sono stati rispettati. Occorre infatti sottolineare come la Corte Costituzionale abbia più volte specificato cosa significhi tale precetto statuendo come la salute del singolo non possa mai essere subordinata a quella collettiva e dunque “che la previsione che esso (il trattamento medico imposto) non incida negativamente sullo stato di salute di colui che vi è assoggettato, salvo che per quelle sole conseguenze che, PER LA LORO TEMPORANEITÀ e scarsa entità, appaiono normali di ogni intervento sanitario e, pertanto, tollerabili” (cfr Corte Cost. 5/2018 e 258/1994). Temporanea dunque è solo quella reazione avversa che si conclude con la guarigione.

Nel caso di specie manca, poi, la stessa utilità della vaccinazione del singolo per la tutela degli altri, data la totale inefficacia dei vaccini nel contenere i contagi , circostanza che non può essere in alcun modo contestata e che, con riferimento alla situazione attuale ed all’emersione della variante Omicron, è stata ammessa in ogni sede, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità sui contagi d’altronde parlano da soli.

Non vi è inoltre dubbio alcuno che i vaccini anti Covid, ammesso e non concesso che così possano qualificarsi dal punto di vista tecnico-scientifico, diretti a proteggere dall’infezione in esame, risultino essere trattamenti ultra sperimentali (anche questo può essere negato solo da chi è plagiato dalla propaganda), poiché sottoposti ad autorizzazione condizionata e conseguente monitoraggio addizionale post commercializzazione in virtù dell’emergenza, i cui effetti nocivi sia a breve che a lungo termine sono ancora in fase di valutazione; fatto di cui il Governo è perfettamente consapevole come prova la ben nota introduzione del cd. scudo penale in materia di vaccinazione anti Covid.

Purtroppo nonostante la valutazione sia in corso, molti degli effetti nocivi a breve termine sono già emersi in questi primi mesi di sperimentazione. Il rapporto numero nove di farmacovigilanza dell’AIFA – link https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1315190/Rapporto_sorveglianza_vaccini_COVID-19_9.pdf – chiarisce infatti che al 26 settembre 2021 si contavano già 608 morti post vaccino (cfr. pag. 13 del rapporto) di cui il 3,7% su 435 valutati correlabili all’assunzione del farmaco stesso per un totale inaccettabile di 16 morti. Per un 30,6% (133 casi) la correlazione resta indeterminabile ma non esclusa dalla scienza e per un 6,2% inclassificabile per mancanza di elementi sufficienti. In definitiva quindi solo il 59,5 % delle morti avvenute post vaccino non pare correlabile. Per non parlare delle reazioni avverse che secondo la farmacovigilanza (pag. 11) sono oltre 101.000 di cui 14,4% gravi con tasso di eventi gravi avversi di 17 ogni 100.000 somministrazioni. Il tutto con buona pace della normale tollerabilità delle conseguenze. Si ricorda che la vigilanza è purtroppo passiva e che dunque per definizione non ogni reazione avversa viene segnalata, anzi è plausibile che questi dati raffigurino solo la punta dell’iceberg.

Nel nono rapporto AIFA sulla Sorveglianza dei vaccini Covid-19 inoltre, un gruppo di analisti ha anche ipotizzato degli inaccettabili errori di calcolo, che distorcerebbero la percezione della pericolosità, spiegati al seguente link https://www.resistenzaconsapevole.it/Anomalie-AIFA

I bugiardini dei singoli vaccini vengono così aggiornati dalle autorità preposte mano a mano che gli effetti avversi emergono, ad esempio la miocardite e la pericardite, che insorgono quantomeno in un caso ogni diecimila inoculazioni, erano effetti avversi ignoti in principio, ma poi riconosciuti ufficialmente solo a luglio 2021.

Si sottolinea altresì che il Governo ha agito anche in totale spregio del Regolamento UE 953/2021, direttamente applicabile nel nostro ordinamento, così come rettificato nella prima erronea traduzione il luglio 2021, che recita testualmente: “È necessario evitare ogni discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate (…) o hanno scelto di non essere vaccinate”. L’ultima inciso, oggetto di rettifica, non compariva nella traduzione italiana del testo del regolamento ma compariva, fin dal principio, nel testo originale in lingua inglese: “or choose not to be vaccinated”. Per mero tuziorismo difensivo si sottolinea come l’art. 17 del regolamento 953/2021 reciti: “Il presente regolamento entra in vigore dal giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (n.d.s. 15.06.2021). Esso si applica dal 1 luglio 2021 al 30 giugno 2022”.Ed ancora a chiusura: “Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri”. In claris non fit interpretatio.

Merita infine menzione lo scandalo assoluto del consenso informato. Il Governo impone un trattamento dietro ricatto, ma poi pretende che la vaccinazione sia espressamente dichiarata da ogni singolo individuo come completamente spontanea.

La querela redatta dall’Avvocato Mori è stata accolta da molti cittadini come invito a presentarsi in Procura e depositare l’atto. Ad oggi, tutte le querele depositate sono state archiviate. E qui dobbiamo fermarci e chiederci, con il sistema giudiziario che ci ritroviamo, lento, farraginoso, negligenze, quali armi ci rimangono per contrastare il ricatto vaccinale?

Di Eleonora Capuozzo Krainer per ComeDonChisciotte.org

Eleonora Capuozzo Krainer, diploma post laurea in psicologia alla London Metropolitan University dopo la laurea in scienze politiche in Italia, è da sempre appassionata di ricerca scientifica in ambito medico e psicologico clinico e coltiva da anni l’interesse sul tema dell’efficacia dei farmaci in uso per disturbi psichiatrici e neurologici.

Ha frequentato numerosi corsi professionali nelle aree del counselling, della terapia cognitiva e della terapia sessuale. Nel 2009 ha iniziato ad avvicinarsi alla psicoanalisi frequentando seminari tematici. Ha lavorato come esperto perito per casi giudiziari che hanno coinvolto minorenni vittime di abuso sessuale, fisico e psicologico.

Nel 2018 ha lanciato in Italia Soultrainer, piattaforma di sostegno psicologico online via chat e video.

È membro del National Council of Psychotherapists britannico.

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Massimo A. Cascone

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