GRILLO IL FALSO PROFETA CHE PIU' BRITISH NON SI PUO'

GRILLO IL FALSO PROFETA CHE PIU' BRITISH NON SI PUO'

DI AURELIANO FERRI

movisol.org

C'era una volta un leader politico che predicava l'invasione della Libia, la sparizione dei partiti, di voler ridurre la popolazione mondiale al massimo a due miliardi di individui e diceva che lo Stato doveva accollarsi i debiti delle banche fallite.

No, non stiamo parlando di Mussolini, Hitler o Filippo d'Edimburgo, ma semplicemente di Beppe Grillo.

Quelle sopra elencate non sono le uniche "stranezze" dell'ex-comico genovese, reperibili nei suoi scritti (come l'ultimo libro a quattro mani con Gianroberto Casaleggio "Siamo in Guerra", edizioni Chiarelettere, 2011), nei sui spettacoli e nel programma dei "Grillini"; molte delle folgoranti novità che Grillo va predicando non sono altro che minestre rancide riscaldate, fatte con ingredienti vecchissimi ed ammuffiti, proprio come il principe consorte d'Inghilterra e ultraconservatori della sua risma, magari vestiti da giacobini.

Non ci credete? Grillo vi pare un rivoluzionario modernista, addirittura progressista? Facciamo un veloce excursus di alcune delle sue proposte, perché ciò permette di ripercorrere molti dei temi scottanti che infiammano la politica italiana da circa vent'anni.

I partiti sono il male assoluto?

Coloro che seguono il movimento larouchiano da più tempo forse ricorderanno gli esilaranti fumetti satirici realizzati negli anni Ottanta da Claudio Celani per la rivista Nuova Solidarietà in cui Bettino Craxi veniva ritratto in pantaloncini, camicia nera, fez[1], e con il nome di Crasso Balilla. All'epoca il movimento di LaRouche, infatti, non risparmiava critiche feroci ad una classe politica che si stava rendendo responsabile di ciò che allora era allo stato embrionale e che, successivamente, avverrà in pieno e alla luce del sole, ovvero della svendita dell'Italia ai poteri della finanza internazionale e dei mercati, attraverso il divorzio tra Banca d'Italia e Tesoro, l'affidamento al FMI ecc.[2]

Quando però nel 1992, dopo l'incontro del Britannia[3], scoppiò Mani Pulite, il movimento di LaRouche denunciò fin dal principio che si trattava non di un coraggioso rigetto del malaffare, ma di un tentativo eterodiretto (peraltro riuscito) di spazzare via un'intera classe politica che, per quanto non integerrima, probabilmente si sarebbe opposta a quello che sarebbe arrivato di lì a poco, ovvero la svendita della nostra economia attraverso le privatizzazioni, le liberalizzazioni e la finanziarizzazione dell'economia[4].

Una pletora di giornalisti, opinionisti, politici e, da ultimo, comici, cominciò invece a battere e batte quindi da vent'anni sul tema trito e ritrito della corruzione e dei costi della politica in un malcelato sforzo di far passare queste cose come la causa del declino del nostro Paese. Le stesse anime belle che si stracciano le vesti per le malefatte e i costi (per carità a volte veramente eccessivi, facciamo a capirci) delle varie "caste", mancano poi completamente di denunciare altre malefatte di altre e ben più potenti e intoccabili caste, come quella della finanza internazionale. Così come altri costi, superiori di parecchi ordini di grandezza, come gli interessi sul debito, dipendenti completamente dai mercati finanziari, o i costi derivanti dalle privatizzazioni e liberalizzazioni, o l'arretratezza delle infrastrutture. Per non parlare di quelli connessi con l'entrata e la permanenza nell'Euro. Tutti derivanti dalle scelte "tecniche" o "tecnocratiche" intraprese negli ultimi venti anni.

Grillo sull'argomento partiti usa spesso un linguaggio veemente che ricorda a più riprese le invettive di F.T. Marinetti, di D'Annunzio[5] o di Mussolini sullo stesso argomento; peccato che quelle poi portarono sì alla abolizione dei partiti, ma non all'aumento della "democrazia dal basso" come vorrebbero Grillo e Casaleggio.

La stessa abolizione totale di ogni forma di finanziamento pubblico della politica invocata dai "Grillini" suona veramente stonata. Sorge infatti legittimo il dubbio su chi si accollerebbe in quel caso i costi della politica (che per quanto riducibili esistono e lo sa bene chi fa politica come noi), a parte le ricche centrali di potere nazionale o internazionale. Grillo vorrebbe far credere che la campagna per le amministrative del 2011 sia stata fatta dal Movimento 5 Stelle a costo zero, con un camper prestato e la gente che gli portava da mangiare bussando alla porta; una favoletta così la si può raccontare a qualche adolescente che non abbia mai fatto politica, specialmente quella "scomoda".

Insomma il populismo antipartitico, che solletica gli istinti peggiori dell'opinione pubblica e che nasconde i veri e più urgenti problemi è, oltre che menzognero, vecchio come il cucco e figlio di un modo di fare politica filo-oligarchico: innumerevoli sono stati gli scandali presunti o direttamente falsi che hanno colpito leader antipatici all'Impero Britannico: Enrico Mattei e Aldo Moro in primis.

Economia e infrastrutture

Grillo non fa mistero della propria sintonia con le teorie di Serge Latouche, Jeremy Rifkin ed altri profeti del pessimismo antiumano e antiscientifico che predicano il sottosviluppo di ritorno, pardon, la "decrescita felice".

Su questo argomento ci pare di sparare sulla Croce Rossa; ci è bastato far uscire dai gangheri Maurizio Pallante[6] e farlo arrivare a proporre di diventare tutti vegetariani per risolvere il problema dell'acqua in Africa… (sic!).

Il movimento internazionale di LaRouche si batte da decenni contro la frode ambientalista che si cela ogni volta dietro l'ennesima presunta "emergenza" per il pianeta, confezionata allo scopo di bloccare lo sviluppo nei paesi che minaccerebbero con esso il primato dell'oligarchia finanziaria di stampo anglo-olandese. Ricordate il buco nell'ozono? O l'acqua che doveva finire nel 2000? O la minaccia del raffreddamento globale, che andava di moda negli anni Settanta e poi si è trasformata in riscaldamento globale e ultimamente in "cambiamenti climatici" (ovvero il "non ci sono più le mezze stagioni" dei vecchietti al parco)?

Già alla fine dell'Ottocento il presidente americano ed agente britannico Theodore Roosevelt (da non confondere con F.D. Roosevelt) predicava il "Conservazionismo", ovvero il padre dell'ambientalismo moderno, in base al quale i nemici degli Stati Uniti cercarono (e in buona parte riuscirono) a bloccare lo sviluppo della frontiera americana verso Ovest[7]. Per non parlare delle paturnie ambientaliste di Hitler.

Ci troviamo ancora di fronte a cose vecchissime e ci chiediamo: cosa c'è di rivoluzionario nel cavalcare argomenti di facile presa, grazie alla macchina propagandistica delle potenti (e ricchissime) centrali come il WWF (del nazista principe Bernardo D'Olanda), Greenpeace e i loro sodali italiani come Legambiente e FAI, che vanno a solleticare i particolarismi e i localismi più miopi? Stiamo parlando del no alla TAV, del no al nucleare, il no al Ponte di Messina, il no agli inceneritori, il no ai rigassificatori o alle infrastrutture in genere che Grillo sostiene tutti.

Già diversi anni fa denunciammo chi c'era dietro il movimento no-TAV, ovvero le solite cariatidi dell'aristocrazia fondiaria[8] che vanno a braccetto con i miliardari antinuclearisti del Club di Roma che dagli anni settanta predicano le più allucinanti imminenti catastrofi.

Ecco, proprio il Club di Roma è l'organizzazione principe che sta dietro la spinta neo-malthusiana che prende corpo in movimenti come quello di Grillo e altri: questi aspiranti genocidi dicono di voler ridurre la popolazione mondiale a due miliardi di individui al massimo e Grillo lo ripete sia nel suo programma[9] del 2007, che in "Siamo in Guerra"[10]. E questo sarebbe un leader preoccupato del bene comune? Meno espliciti sono Grillo e questi signori sui metodi che occorrerebbero per decimare a tal punto la popolazione mondiale: incentivando le malattie e la mortalità, specialmente infantile, le guerre, le carestie, il taglio delle energie disponibili (attraverso soprattutto la guerra contro il nucleare).

Questa è la deriva ideologica di coloro (sia di destra che di sinistra) che non credono nel potenziale creativo del genere umano, che lo ha portato da poche centinaia di migliaia di individui a circa sette miliardi e persino a mettere piede sulla luna. Ai tempi di Malthus le uniche fonti di energia disponibile erano quella muscolare (animale e umana) e il carbone di legna: non era stato ancora scoperto il carbone fossile, l'elettricità, il petrolio, la fissione nucleare e da ultimo la fusione nucleare che rappresenta la prossima frontiera.

Mentre in particolare Grillo e Casaleggio intrattengono i propri lettori affermando apoditticamente che "il nucleare è morto", altrove, Russia, Cina, India, Francia, Sud Africa e tanti altri paesi investono massicciamente su di esso e lo stesso Giappone è tornato sulla sua decisione affrettata di spegnere i reattori[11]. Forse gli altri sono tutti stupidi e noi il paese più intelligente del mondo insieme alla Germania (fatto che ricorda altre alleanze più sinistre in passato trai due paesi), o le cose magari stanno diversamente? Per non parlare del falso problema dei combustibili esausti (le cosiddette "scorie") o del riciclo[12] degli stessi, che viene effettuato in molti paesi (e definito invece da Pallante un vaneggiamento da visionari).

Che cosa c'è, ci domandiamo quindi, di rivoluzionario nel no al nucleare o il no alla TAV? Oggi a nostro parere è rivoluzionario chi chiede di mettere in atto certe politiche di sviluppo[13] e che deve scontrarsi con forze avversarie, tanto preponderanti di mezzi, quanto povere di argomenti scientifici e che vorrebbero tornare ad un passato che guarda con nostalgia al feudalesimo.

Il richiamo al feudalesimo e all'aristocrazia nera (che più nera non ce n'è) è anche la passata collaborazione di Grillo con il professor Giacinto Auriti, il nostrano promotore della carente (per usare un eufemismo) teoria sul signoraggio[14]. Salvo poi abbandonare certe frequentazioni, forse per troppo rischio di discredito.

Anche la ventilata proposta grillina di nazionalizzare le banche, se da una parte solletica il sentimento "di pancia" di tanti che vedono nelle banche (impossibile biasimarli troppo) il male assoluto, dall'altra suona molto come quello che fece Mussolini: nazionalizzare le banche, salvando gli speculatori dalla bancarotta e accollando all'Italia i debiti di gioco degli istituti di credito. Non c'è spazio nel pensiero grillino, tagliato con l'accetta, per qualcosa come la separazione bancaria tra banche ordinarie e banche speculative che fu istituita nel 1933 da F.D. Roosevelt; perché? Ci viene il sospetto: forse perché questo sarebbe troppo punitivo realmente per i banchieri come ha detto Monti?

Politica internazionale

Mentre per quel che riguarda le faccende interne italiane Grillo sembra confuso ma combattivo, è quando si avventura in terra incognita, ovvero in politica internazionale che mostra tutta l'incertezza di un pensiero debole e ondivago. Grillo e Casaleggio ci informano che in Italia non c'è stata la rivoluzione, mentre in Libia sì, grazie al fatto che la lì gente si informa su internet? Quale illuminato cambio di poteri ci siamo persi qui nel Bel Paese per la nostra incurabile arretratezza; oggi potevamo avere anche noi le bandiere di Al-Qaeda (o magari altre bandiere sempre nere) a sventolare sui palazzi del potere: insomma il bagno di sangue avvenuto in Libia, sarebbe secondo Grillo e Casaleggio una vittoria dei giovani che si sono organizzati spontaneamente grazie ai social network[15].

Questo fatto è veramente illuminante. Una verità così sorprendente andava detta subito; bisognava dirlo a quell'assassino seriale di Obama: se lo avesse saputo non avrebbe mandato a bombardare i civili, tanto c'era Facebook!

Allo stesso modo ultimamente Grillo si è messo a fare da cassa di risonanza per le agenzie di propaganda che sparano a zero sugli sforzi di pace in Siria, accusando unilateralmente il governo siriano di atrocità, mettendosi quindi a braccetto con la dottrina blairiana e sposata da Obama della RTP, la Responsability to Protect, ovvero la dottrina che vuole seppellire definitivamente il trattato di Westfalia, il quale, appunto, si basava sugli stati nazionali sovrani[16] , con la scusa degli interventi umanitari, storia ormai vecchia che risale alla guerra dei Balcani.

Certe posizioni di Grillo ricordano quelle del mega-speculatore internazionale George Soros, citato dal comico genovese addirittura come modello di capitalismo etico in uno spettacolo del 2003[17]. Soros è infatti impegnato sul fronte internazionale a suon di milioni di dollari (piccola parte dei suoi guadagni fatti scommettendo sulla pelle della gente[18]) per legalizzare la droga[19], a suo dire aiutare i poveri, combattere per i "diritti umani" in nome di quella che lui ha definito la Open Society, ovvero una società non più modellata su schemi sperimentati, ma una sorta di democrazia universale dal basso, in cui ciascuno conta uno e lo stato nazionale sovrano non esiste più. Anche queste sono cose vecchissime: già nel 1913 H. G. Wells, l'antesignano della globalizzazione, teorizzava cose molto simili nel suo libro, intitolato appunto "The Open Conspiracy"[20].

Internet

Abbiamo già citato Marinetti, ma c'è anche un altro aspetto che accomuna il pensiero di Grillo a quello dei futuristi: l'esaltazione per le nuove tecnologie. Attenzione: come Marinetti Grillo odia la tecnologia pesante che accomuna al guadagno delle multinazionali; Grillo esalta la rete internet come quella che rivoluzionerà le nostre vite e porterà a suo dire l'umanità addirittura a produrre beni, ognuno in proprio, grazie al PC e alla rete ad alta velocità.

Anche qui, forse qualcuno potrà anche essere abbacinato da tali roboanti affermazioni, ma ci chiediamo: come porteremo l'acqua per rinverdire il Sahel, il cibo a chi non ne ha, l'energia nei più reconditi angoli della terra, le materie per essere lavorate? Mah lo chiederemo a Pallante, l'amico di Grillo, ricordandogli come la decrescita abbia dato i suoi frutti stupendi in Africa, America Latina, Sud-Est e Sud-Ovest asiatico.

Conclusioni

Sono Grillo e Casaleggio stessi ad affermare che il loro movimento non ha un vero programma predefinito, ma che esso sarebbe sempre in evoluzione. Infatti il programma o gli argomenti vengono scelti di volta in volta a secondo di quello che la gente chiede: una sorta di partito prêt-à-porter.

Queste affermazioni possono essere viste come una sorta di manifesto di progressismo, oppure, come purtroppo riteniamo, come la quintessenza del populismo. Il fenomeno del populismo è ben radicato nella storia d'Italia e oltre Mussolini, nel dopoguerra ha visto ripetere temi e stilemi da parte ad esempio di Achille Lauro, da Giannini del Fronte dell'Uomo Qualunque, fino ai Radicali e, appunto, i Grillini[21].

Vantandosi di avere 8 milioni di contatti via internet, Grillo è come se conducesse sondaggi continui e in tempo reale cavalcando di volta in volta l'argomento più "sentito" dalla gente, soprattutto i frequentatori della rete.

Ma come funziona con wikipedia, tanto esaltata da Grillo, gli argomenti più dibattuti in rete sono quelli imposti dalle centrali di propaganda filo-oligarchiche. Provate a cancellare le calunnie scritte sul conto di Lyndon LaRouche o Jacques Cheminade sulla incensata enciclopedia internettiana e troverete il famoso muro di gomma su cui rimbalza ogni tentativo: la potenza di fuoco di chi le dissemina è di gran lunga più forte di qualsiasi sforzo. Altro che democrazia internettiana dal basso o "ognuno vale uno in rete".

Su tanti argomenti Grillo, preso da solo, pare ondivago e prudente: sulla guerra in medio Oriente, la questione palestinese, come sull'uscita dall'Euro non c'è spessore, ma solo ambigue affermazioni fatte per sondare il pubblico.

Un'ultima osservazione: le posizioni grilline, aldilà dei proclami e delle colorite espressioni, ci paiono estremamente affini a quelle ad esempio di un governo Monti: non c'è molta differenza tra la decrescita pallantiana e l'austerità imposta dalla BCE o dal FMI, quanto meno in termini di risultati; così come non riusciamo a distinguere l'avversione ai partiti del comico da quella di un Monti o di un Van Rompuy.

Ci dispiace per i suoi tanti seguaci in buona fede, molti dei quali anche nostri amici, ma quando Grillo comincerà a parlare di voler seriamente tornare ad un sistema di valute sovrane; ad un sistema creditizio anziché monetario; di voler seriamente riformare il sistema finanziario internazionale cominciando col separare le banche ordinarie dalle banche speculative; a denunziare lo scopo anti-russo e anti-cinese nella spinta di guerra attuale, allora forse potremo cominciare a pensarne bene.

Fino a quando quelli come Grillo o Travaglio si concentreranno sui ladri di polli e lasceranno in pace gli stupratori del genere umano, le uniche cinque stelle che intravediamo sono quelle che i loro adoranti seguaci vedranno prendendo sonore cantonate.

Aureliano Ferri - Movimento Internazionale per i Diritti Civili - Solidarietà
Fonte: www.movisol.org
Link: http://www.movisol.org/12news139.htm
3.07.2012

NOTE:

[1] - Ancor prima di Forattini come fu riconosciuto da Panorama.

[2] - Successivamente il Movimento Solidarietà difese anche Craxi quando si fece promotore dello scudo spaziale SDI e della sovranità italiana in campo internazionale.

[3] - "Documentazione riepilogativa sul complotto del Britannia".

[4] - "Transparency International, la madre di tutte le Mani Pulite".

[5] - Non si può fare a meno di notare come D’Annunzio, un artista come Grillo, era a capo del fascismo prima di Mussolini.

[6] - Andrea Pomozzi, "L'infelice decrescita" e "Il grillo pallante, LaRouche e gli zombie".

[7] - Anton Chaitkin, "Treason in America, from Aaron Burr to Averell Harriman", Executive Intelligence Review, 1998.

[8] - "I lanzichenecchi della contessa Dall'Onda scaldano i motori" - Massimo Lodi Rizzini, "150 anni di NO TAV".

[9] - Claudio Giudici, "Il programma politico di Grillo è stato 'dettato' dal principe Filippo d'Edimburgo” - "Beppe Grillo e il Partito britannico".

[10] - Qui la drastica riduzione della popolazione mondiale viene data persino per inevitabile.

[11] - Il Giappone riaccende i reattori, Il corriere della Sera, 1 luglio 2012.

[12] - "Le scorie? Il punto forte dell'industria nucleare" - "Il combustibile nucleare è rinnovabile".

[13] - Il fatto che il governo Monti e l’Europa spingano per la TAV non va confuso con le politiche generali altrimenti deflazionistiche e antiumane di queste istituzioni, essendo la TAV un progetto che parte da lontano, da quando si credeva ancora nel potenziale di sviluppo degli investimenti infrastrutturali di lungo respiro; diciamo che è un progetto che sopravvive nonostante l’UE, non certo grazie ad essa.

[14] - Aureliano Ferri, "Su Ezra Pound e Signoraggio" - "Risposta ad un lettore su Ezra Pound, signoraggio, ecc.".

[15] - Siamo in Guerra, pag. 39

[16] - Ultimamente Grillo su questo argomento ha mostrato una certa moderazione, mettendo in evidenza non tanto il suo senso critico, a nostro parere, quanto un modo ondivago di blandire l’opinione pubblica.

[17] - Soros ammise che quando era giovanissimo a Budapest vendeva altri ebrei ai nazisti per soldi.

[18] - George Soros gestisce il patrimonio della Corona britannica; è noto il suo ruolo sulla speculazione contro sterlina e lira nel ‘92 che fece crollare del 30% la nostra valuta; ricordiamo anche la sua intervista al Guardian in cui diceva di non essere un moralista ma solo uno che fa soldi, e che se questo porta alla miseria intere nazioni non è un suo problema: "Due procure indagano su Soros" - "Come i Rothschild controllano il Quantum Fund"

[19] - "Soros, re della droga libera".

[20] - H.G.Wells, "The Open Conspiracy", Praeger, 2002.

[21] - Invitiamo a leggere l’interessante saggio di Marco Tarchi, "L'Italia Populista", il Mulino, 2003 per ritrovare temi e toni ben noti ai grillini in tanti movimenti italiani che li hanno preceduti.

Commenti (62)

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    1. cardisem 8 luglio 2012

      Concordo! Il 15 ed il 25 per sento sono una gran cosa. Ascolta questa. Nella città in cui vivo ero andato giusto per sentire ad una riunione di 5 stelle: ripeto per sentire. Mi aspettavo di trovare poche persone con cui poter scambiare qualche parola. Infatti, il posto era piccolo. Quando sono arrivato la gente era così tanto che non entrava. Si è dovuto affittare una sala più grande in un albergo vicino. Ma ascolta anche questa: la sala costava 200 euro che erano da pagare. Con una colletta ne sono stati subito raccolti 300 e ne sono rimasta in cassa 100. Inoltre, nella sala, non c’era un leader, ma tutti potevano parlare e dire la loro. Si è anche parlato di Beppe Grillo ed è stato chiesto se lui era il Capo dei Capi. È stato risposto che anche lui conta per uno ed il Movimento è cosa che prescinde da lui. Può prendere tutte le direzioni che vuole. Sempre nella città in cui vivo (e credo nelle altre) ricevo continuamente inviti a gruppi di studio su singoli problemi cittadini... Non posso andarci a tutti. Ed ancora ascolta questa: sempre nella stessa strada, qualche mese prima, aveva avuto luogo una riunione del PdL (di cui ho la tessera!). Ma quale differenza! La gente che era venuta ed era pur numerosa era tutta composta da... clienti! Gente cioè che sta nell’indirizzario di questo o quel personaggio della politica e che promette favori o fa sperare in qualche favore se viene fatto salire al potere... La gente come scimmie ammaestrate non faceva che applaudire a comando! Vi è stato perfino un collegamento telefonico con Franco Frattini, che parlava da dove? Da Israele! Era andato a prendere ordini... Beppe Grillo ha invece attaccato Israele... E la campagna diffamatoria che anche qui si sta conducendo viene proprio da Israele che ha al suo servizio i nostri parlamentari... Conclusione: Beppe Grillo non è né un pozzo di scienza né il comune leader carismatico, di cui abbiamo fin troppo le scatole rotte... Se ha un merito, un grande merito, grandissimo merito è di aver aggregato dalla sera alla mattina una fetta di popolo italiano che va dal 15 a 25 %. Se in questo gruppo ci siamo noi (io mi ci trovo), siamo noi che dobbiamo dare i contenuti a ciò che vogliamo, non deve e non può dircelo Beppe. Lui ci ha messo insieme. Cosa fare e dove andare lo dobbiamo decidere noi.

    1. RicBo 8 luglio 2012

      Già diversi anni fa denunciammo chi c'era dietro il movimento no-TAV, ovvero le solite cariatidi dell'aristocrazia fondiaria[8] che vanno a braccetto con i miliardari antinuclearisti del Club di Roma che dagli anni settanta predicano le più allucinanti imminenti catastrofi.

      Grillo è chiaramente un populista e un "gatekeeper" del sistema di potere e del modello economico attuali.

      Ma per capire che questo articolo è un calderone di accuse messe in piedi con l'intento di una penosa autodifesa dello stesso sistema basta rileggersi la frase qui sopra.

    1. cardisem 8 luglio 2012

      Nessuno in questo frangente può “astenersi”. Si, mi asterrò alle prossime elezioni se ci saranno le stesse liste di prima... ma se trovo le Cinque Stelle, queste restano per me preferibili alle altre. E tu cosa vedi di meglio? Sarei curiose di sentirlo, senza mettermi necessariamente in polemica con te. Capire come gli altri la pensano fa parte di una sana democrazia. Se leggi gli altri miei commenti, trovi una maggiore articolazione dei miei argomenti, il principale dei quali è l’individuazione di una campagna strumentale di diffamazione contro Beppe Grillo: chi ci sta dietro? Cosa vuole ottenere?

    1. GRATIS 8 luglio 2012

      Tempo fa, su un blog di cui nn ricordo il nome, ho letto questo concetto: Grillo è l'unica probabile Alternativa DEL sistema, non AL sistema. Ripensandoci non posso che ritenere questa la migliore valutazione tanto di Grillo, quanto del sistema stesso.

    1. Jor-el 8 luglio 2012

      scusate, volevo scrivere "Terrorismo" ;-)

    1. Jor-el 8 luglio 2012

      Terrorimo antipopolare. Che schifo.

    1. Mariano6734 8 luglio 2012

      con piacere accetto suggerimenti su cosa leggere: dove leggo quello che hai scritto sulla documentazione cronologica degli attachi a Grillo?

      grazie,

      Mariano

    1. karson 8 luglio 2012

      io non so se grillo sia quello che viene descritto in questo articolo, ma mi sembra che sia l'unica leva ( al momento) per scalzare questa classe politica (tutta) che ha portato l'Italia in queste condizioni, e con un debito pubblico da 2000 miliardi che pagheremo per generazioni.. io penso che la maggioranza di chi vota per grillo, lo fa proprio per questo motivo, vuole mandare a casa tutta questa gente che si rigenera nella politica, passando magari dall'estrema destra all'estrema sinistra (spesso anche con condanne sulle spalle) pur di rimanere attaccato ad una qualsiasi poltrona parlamentare. Il popolo non ne può più.. vuole cambiare! certo forse grillo non è quello che sembra.. amen, si prenderà un'altra cantonata! ma almeno ( spero) avremo facce nuove in parlamento, e non gente che sta li da 30 anni e che ha imparato alla perfezione come fregare gli Italiani.
      Questo è (secondo me) lo spirito dei più che hanno intenzione di votare per grillo. è sbagliato?

    1. cardisem 8 luglio 2012

      Se vai a leggere quello che ho scritto, ti posso documentare che cronologicamente questi attacchi a Grillo sono tutti partiti da quando è stato segnalato dalla Israel Lobby un suo vecchio video dove attaccava Israele e denunciava la pulizia etnica della Palestina. Puoi trovare in rete il video con molti miei commenti. Ne sono certo: questi attacchi a Grillo sono preordinati. Naturalmente, si potrà discutere quanto si vuole su Beppe Grillo ed è bene lo si faccia. Ma qui vi è una insidiosa e malevola opera di manipolazione. Ciò che agisce è la “Israel lobby” ed il trollismo al suo servizio che ha indicato in Beppe Grillo un suo bersaglio. Chiedo agli internauti di Come don Chisciotte: vogliamo prestarci al gioco? ne siamo complici e consapevoli? Vogliamo farci prendere per i fondelli? Io direi di concentrare l’attenzione sulla campagna di diffamazione contro Grillo e sul suo carattere strumentale.

    1. AlbertoConti 8 luglio 2012

      Sono anni che seguo movisol, perchè fa anche analisi pregevoli sui mali del capitalismo reale. Così come gli "austriaci" e la MMT recentemente sponsorizzata da Barnard. Non me ne vengono in mente altre sui due piedi, ma tutte queste "scuole" di pensiero economico-monetario finiscono alla fine per cadere clamorosamente di fronte a fatti storici altrettanto eclatanti di quelli che giustamente criticano. Larouche è un onesto miliardario americano, che ha fallito la sua carriera politica e, a parer mio, la sua ricerca teorico-filosofica delle verità sociali. Per una volta non facciamo il puerile giochino dei buoni e dei cattivi. La fenomenologia economica e sociale è così complessa e variegata che quasi chiunque può accreditarsi dicendo molte cose giuste, ma non per questo siamo obbligati a berci altrettante puttanate dalla stessa fonte.

    1. cardisem 8 luglio 2012

      Ripeto che non sono un fan di Beppe nel senso che non prendo ordini da lui, anche se ho partecipato alla “marcia su Roma”, vado a qualche riunione del Movimento Cinque Stelle e provo genericamente simpatia per l’uomo. Può darsi che mi sbagli su lui e quando me ne sarò accorto lo dirò. Ma fino a quel momento mi sento di spezzare una lancia in suo favore piuttosto che in favore di tutti gli altri squallidi personaggi che vedo sulla scena e nei salotti televisivi che anzi non vedo più per il troppo disgusto che suscitano in me. Se qualcuno sa indicarmi uno meglio di Grillo, è pregato di farmene il nome... Beppe ha detto questo o fatto quello? Nessuno ha la verità in tasca e sa le cose giuste da fare. Un movimento è qualcosa che nasce e va: si vedrà poi strada facendo cosa ne viene fuori. Ma io una cosa so per averla vista nascere da qualche mese a questa parte: un campagna programmata di diffamazione contro Grillo. Ne ho visto il primo segno in un attacco lanciato da “Informazione Scorreggia” per un video di qualche tempo fa, dove Beppe Grillo paragonava gli israeliani ad Attila e denunciava la pulizia etnica della Palestina, ponendosi in contrasto con le linee di politica estera dei mainstream... Poi viene uno da Israele a fargli un’intervista, dove si ricorda quel video... Poi il “Corriere di Sion” riprende quella stessa intervista... poi... poi... Ed ecco che arriviamo anche a «Come don Chisciotte» che pubblica il testo delirante e profetico di questo signore...Aureliano Ferri... chi è? Si vuol mettere lui al posto di Grillo? Dobbiamo seguire lui e il suo verbo? Conclusione: la società italiana ha bisogno di “movimenti”, di uno, cento, mille “movimenti”: Beppe è un “movimento”. Il nemico della società italiana sono i “partiti”, ovvero il sistema della rappresentanza politica, dove ti fanno votare come una bestia dentro un recinto, e poi ti ridono in faccia... Viva Beppe Grillo! Altri cento, mille come lui!

    1. Arazzi 8 luglio 2012

      "se non Grillo cosa altro?" - se non c'è altro non c'è altro, astieniti.

    1. Mariano6734 8 luglio 2012

      Premetto di essere molte scettico su quanto riguarda grillo e grillini.
      Tuttavia l articolo mi sembra molto debole. Le idee di Grillo, come di chiunque altro, non sono deboli solo per essere giá portate avanta da qualcun altro. La novitá assoluta non esiste quasi mai, né in storia né in politica e molto spesso neanche nella Scienza. L accusa di populismo sará anche fondata (credo lo sia), ma per essere valida deve essere sostenuta da argomentazioni piú profonde (ad esempio: ma quale é l obiettivo di Grillo? vi é qualcuno dietro di lui? se si, chi e perche?).

      Per quanto riguarda l indifferenza di Grillo per la questione Palestinese - che lungi dall essere marginale, credo sia molto connessa alle ambizioni dell oligarchie internazionali, dalla prima guerra mondiale ad oggi - avrei da ridire: sembra che Grillo qualche parolina contro l unico stato basato sulla razza pura la abbia detta (es.http://www.giornalettismo.com/archives/381302/beppe-grillo-diventa-un-caso-in-israele/).

      Punto piú debole dell articolo é che non mostra quali, secondo l autore, siano i punti importanti che non include l attivitá di grillo, e soprattutto quale alternativa, anche solo ideologica, l autore offre.
      Io quasi detesto i Grillini, con il loro spirito "il problema é solo l italia tutto il resto del mondo non mi frega"... ma qua ci vogliono analisi piú profonde del problema della situazione mondiale per criticare i Grillini. Analisi fatte altrove, e non in questo articolo.

    1. robotcoppola 8 luglio 2012

      L'ennesimo articolo SUBDOLO che si presenta come critica ma che invece ha l'obiettivo di sputtanare un movimento popolare in alto contrasto con le caste al potere ...



      Ok distruggiamo pure questa possibilità! Perfetto! Alternative?



      Bersani, D'Alema, Berlusconi, Alfano, Casini, Vendola. ecc ecc



      Fanculo! Preferisco "rischiare" con Grillo!

    1. sandman972 8 luglio 2012

      Non posso far altro che constatare che la m**da è arrivata al ventilatore...fino a due anni fa Grillo era censurato; fino ad un anno fa chi scriveva del M5S lo faceva sfottendoli; poi c'era incredulità e supponenza; adesso tutti gli si scagliano contro; tra un annetto questa gente sarà tutta pronta a salire sul carro dell'eventuale vincitore.



      Continuo a chiedere a questi personaggi benscriventi e saccenti quale sia la LORO illuminata alternativa: perchè se avete avuto le idee prima del M5S (bravi!) ma non siete stati in grado di aggregarvi intorno una preferenza che oscilla tra il 15 ed il 25% dei votanti, mi dispiace ma siete poca cosa.

    1. epicblack 8 luglio 2012

      ".... con un camper prestato e la gente che gli portava da mangiare bussando alla porta; una favoletta così la si può raccontare a qualche adolescente che non abbia mai fatto politica, specialmente quella "scomoda"...."

      Argomenti meglio Signor "vero profeta". Non se la può cavare solo con la parola "favoletta". Troppo facile sputtanare con generiche illazioni solo perchè il Grillo non sostiene le fulgide idee del suo "santone".
      Se ha le prove che la storia del camper e della gente che gli porta da mangiare non corrispende al vero, lo dimostri. Altrimenti la favoletta è lei e il suo movimento aerosol... propugnatori di autostrade e ponti sullo stretto...

    1. Saysana 7 luglio 2012

      Per mantenere la discussione su linee pacate direi che, a parer mio, questo signore ha scritto veramente una marea di puttanate arranpicandosi per di piu' sugli specchi per poter scrivere di giusta lunghezza sto popo' di articolo.





      Comunque meno male che ci sono persone cosi' illuminate che ci mettono in guardia su questi personaggi cosi' pericolosi per la demoKrazia.

      Noi siamo cosi' ignoranti che abbiamo proprio bisogno di gente cosi' visto che non ce la facciamo a ragionare con la nostra testa.





      Gli consiglierei infine di andare a chiedere consiglio anche allo spirito dei (sicuramente) suoi idoli tipo Lenin e Stalin, visto che tira in ballo nomi come Mussolini e Hitler, e vedere un po' come sono andate le cose da quelle parti cosi' magari ci riuscirete, dopo tutti questi decenni, ad emulare il glorioso passato comunista anche in Italia.

    1. Tanita 7 luglio 2012

      Questo articolo é molto pericoloso, a prescindere da Grillo.
      Ad esempio:
      "nazionalizzare le banche, salvando gli speculatori dalla bancarotta e accollando all'Italia i debiti di gioco degli istituti di credito
      Ma mi scusi l'autore, CHI paga adesso i debiti delle banche? Dove vanno i soldi che si risucchiano con le "manovre"?
      PERCHE' si devono fare le manovre? Se la Banca Centrale fosse italiana o quantomeno, la BCE degli Stati invece che di banchieri privati, le truffe dei banchieri se le dovrebbero risolvere loro. E magari verrebbero sottomessi alla giustizia. Invece governano loro perche le finanze DEGLI STATI sono nelle loro mani. Non 'e che deva spiegare quanto si viene discutendo da tempo in questi fori.
      Ma per favore.

    1. SentieroIndiano 7 luglio 2012

      refuso: "Sempre che anche Grillo NON abbia in programma di portare la nave italia su scogli pericolosi"

    1. SentieroIndiano 7 luglio 2012

      Sono d'accordo con le tesi esposte nell'articolo tranne che sulle considerazioni sul movimento NO TAV che considero uno dei più coraggiosi movimenti che si battono per i diriti dei cittadini contro gli interessi delle lobbies infiltrate nello stato che invece dovrebbe proteggere gli interessi della popolazione.
      Ricordo che anni fa il blog di Beppe Grillo si occupava quasi esclusivamente di ambientalismo, energia pulita, decrescita ma un bel giorno cominciò di punto in bianco a scrivere di politica tanto che ne fui molto sorpreso perchè in precedenza mai aveva toccato direttamente quei temi.
      Credo che alle comunali Beppe Grillo abbia raggiunto il suo picco massimo di successo elettorale stranamente aiutato da certi telegiornali che sembrava non facessero altro che parlare del fenomeno Grillo nelle settimane prima delle elezioni.
      Grillo è un gatekeeper: orienta i cittadini arrabbiati verso temi inutili ed impedisce che la loro rabbia si trasformi in reale rivolta.
      Grillo ha comunque paura di vincere le elezioni perchè al governo non saprebbe cosa fare ma questo non sarebbe neanche un grosso problema pensando che l'attuale governo agisce sempre contro gli interessi della nazione e dei cittadini: meglio avere al timone uno che non sa governare la nave piuttosto che qualcuno che la sta deliberatamente puntando contro gli scogli. Sempre che anche Grillo abbia in programma di portare la nave italia su scogli pericolosi.

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