GRECIA: L'IRRAZIONALE ROMANTICISMO EUROPEO ???

GRECIA: L'IRRAZIONALE ROMANTICISMO EUROPEO ???

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Scialuppa in vista … Su Der Spiegel Magazine si legge: «Festa della razionalità ! La crisi greca ha chiuso il periodo dell'irrazionale romanticismo europeo. Finalmente torna la ragione.»

«Se fosse una questione solo di soldi e di numeri, i greci sarebbero già volati fuori dall'euro, se sono ancora in Europa devono ringraziare i romantici del Nord Europa, i più grandi romantici e sognatori, ora questo periodo volge al termine, un'Unione senza la "culla della democrazia" era impensabile fino a qualche tempo fa, ora non fa più paura a nessuno.»

L'articolo prosegue naturalmente, corredato di una bella immagine, dove due greci baffuti, ballano il sirtaki e bevono vino greco, insomma fanno la bella vita con il portafoglio stracolmo di euri, spalmati su di una bianca scogliera che spicca su di un mare azzurro cielo.

https://magazin.spiegel.de/digital/?utm_source=spon&utm_campaign=centerpage#SP/2015/29

Lo si era detto già da qualche anno, da quando i paesi del sud Europa vennero definiti Piigs, cioè luridi maiali e fannulloni, dai paesi del nord invece laboriosi, seri e produttivi. Reminiscenze di una memoria infame, quando gli ebrei sotto il regime nazista venivano raffigurati come diabolici usurai, sporchi comunisti, virus micidiali che avrebbero infettato tutto il globo terrestre.

Non è stato solo un braccio di ferro tra Grecia e Germania, ma uno scontro che trascende i confini territoriali ellenici per coinvolgere le sorti di tutta l'Eurozona e mutare la dinamica dei rapporti di forza politici ed economici, tra gli stati. L'attuale Eurozona sta per implodere su se stessa, ma l'implosione naturalmente verrà pilotata dalle potenze dominanti, che stanno governando il transito verso un organismo del tutto nuovo.

La crisi greca infatti ha mostrato chiaramente l'esistenza di un forte conflitto tra Wolfgang Schäuble, ministro delle Finanze tedesco, espressione del potere teutonico della Bundesbank e Mario Draghi, presidente della Bce, ed espressione del potere euroatlantico di Goldman Sachs. La Germania dunque, divenuto lo stato egemone grazie all'euro, ora sembra voler sganciarsi dal progetto europeo, così come lo abbiamo conosciuto finora. La miccia che darà fuoco al sistema potrebbe essere proprio la Grecia, perché l'accordo concluso non può ritenersi realizzabile, dato che il debito greco è assolutamente insostenibile e le gravose misure di bailout non faranno che peggiorarne le condizioni.

Schäuble infatti è sembrato fortemente interessato ad un Grexit, le cui prospettive anche ora non sembrano del tutto scongiurate, e sulle posizioni di Berlino si sono schierati alcuni paesi dell'area mitteleuropea, quali: Slovenia, Slovacchia, Austria, Finlandia, Lituania, Olanda, Estonia. Sembra quasi di assistere alla ricostituzione di un nuovo bacino di potere economico finanziario imperiale, che attrae con forza centripeta i paesi limitrofi intorno a Berlino. Invece la Francia di Hollande ha appoggiato Tsipras nella realizzazione della sua proposta negoziale, in chiave diametralmente polemica con la Germania, che vorrebbe scavalcare i progetti euroatlantici ed escluderla dal nuovo assetto mitteleuropeo.

La rigida intransigenza con cui il "falco" Schäuble ha condotto i negoziati, stanno a dimostrare che ormai Berlino, dopo aver dissanguato i paesi del sud, e aver notato un progressivo aumento dei dissensi eurocritici tra i vari populismi, ha in mente altri progetti di egemonia imperiale. Ormai la sopravvivenza dell'euro sembra non essere più così necessaria, e mentre Draghi ha cercato finora in tutti i modi di salvarlo da un possibile tracollo, con iniezioni ricostituenti di QE, ora il nuovo potere mitteleuropeo di Berlino si sta ribellando alle imposizioni euroatlantiche, scortando l'Eurozona verso un'uscita controllata dalla moneta unica.

Berlino insomma, assumendo posizioni sempre più oltranziste, dimostra di non avere nessunissima intenzione di consegnare all'Ue un potere politico, perché ciò equivarrebbe a condividere con i Piigs assetti fiscali e debitori, quindi forse meglio sganciarsi dal sistema, diventato ormai esplosivo per vari motivi (movimenti populisti ribelli, sfaldamento dell'asse franco-tedesco).

Martedì scorso il ministro ha fatto ulteriori commenti, sostenendo che molti tedeschi sarebbero favorevoli al Grexit. Nel corso poi della riunione dell'Eurogruppo durante il fine settimana Schäuble aveva anche suggerito che il governo di Atene avrebbe potuto emettere dei "pagherò" per rispondere ad una parte delle necessità nazionali, per pagare stipendi e pensioni, indicando con precisione il possibile utilizzo degli Iou ("I Owe You), un riconoscimento di debito scritto privo di effettivo valore legale, uno strumento già utilizzato durante la crisi del '29 e nella California del 2009.

Questo potrebbe essere il senso della rigidità di Schauble durante i negoziati con la Grecia, ma per il momento ha ceduto ancora una volta di fronte ai diktat dello zio Sam. Anche se il Grexit non è ancora scongiurato, infatti il Fmi ha fortemente criticato l'accordo di salvataggio di 82-86 miliardi per i prossimi tre anni, concordato con la Grecia, sostenendo che il debito greco è ormai "altamente insostenibile", e ha sollecitato la riduzione del debito ben al di là del limite considerato oggi.

Come dice poi Giulietto Chiesa, il "piano di punizione" della Grecia, che Tsipras ha portato a Bruxelles, ma che è stato scritto dal ministero delle Finanze di Hollande, non contiene nessun elemento che faccia anche solo presumere che il debito greco sia in qualche modo solvibile, e che quindi possa rappresentare la speranza di un futuro migliore per i suoi cittadini.

Questo dimostra che il piano di aiuti e riforme sembra essere una vera riparazione di guerra, espressione della fine del concetto di Europa intesa come unione pacifica di stati disposti a collaborare per il bene comune, aventi dunque obiettivi e finalità economiche culturali comuni, e si è invece rivelato un'accozzaglia di stati che si pongono in relazione di rapporti di forza darwiniani, in cui vige la legge della giungla. Niente di nuovo sotto il sole del resto, tutto era stato predisposto fin dal sorgere di questa Unione Europea criminale, che opera per ridistribuire le ricchezze pubbliche, conquistate attraverso tanti anni di lotte sindacali e sacrifici sociali, e consegnarle all'avidità criminale delle oligarchie finanziarie.

Sappiamo che il FMI non è un'organizzazione di volontariato che salvaguarda diritti democratici e benessere sociale, ma esattamente il contrario, dunque il prestito di miliardi in giro per il mondo serve appunto a sottoporre a ricatto usuraio i paesi economicamente depressi, che in seguito alla cura ormonale diventano schiavi del loro stesso debito, alimentato ad arte. E' questo uno dei fondamenti del funzionamento dell'economia politica secondo il modello economico neoliberista. Tramite il privilegio di emettere il denaro, i banksters possono assicurarsi anche il potere politico, in quanto strozzano e ricattano la politica degli stati, prestando ad usura e impadronendosi dei loro assets economici, con il consenso dei politici maggiordomi e dei popoli ignari e sprovveduti.

Dunque ora il FMI, espressione del potere degli USA, è entrato in rotta di collisione con l'Unione Europea, probabilmente le ragioni dello scontro derivano dalla difficoltà degli Usa di governare con la consueta autorevolezza la possibile disgregazione dell'Eurozona, che si sta delineando in maniera sempre più credibile sotto i nostri occhi. Infatti il FMI, durante i negoziati della crisi greca, ha consegnato in un rapporto riservato a Reuters, un testo inviato a tutti i membri dell'Eurogruppo, che riconferma ciò che aveva già dichiarato prima del referendum, mostrandosi un improbabile partner politico dello stesso Yanis Varoufakis. I punti del rapporto infatti contraddicono clamorosamente la dottrina Schäuble imposta alla Grecia:

1) dovete raddoppiare il periodo di grazia per la Grecia (da 15 a 30 anni);

2) dovete tagliare non un pochino, non 'abbastanza', ma tanto il debito, perché il debito è tecnicamente insostenibile. Non ristrutturarlo, bensì tagliarlo (haircut). (Pier Luigi Fagan)

I due punti sono stati sostenuti da Varoufakis e Tsipras nella lunga trattativa durata cinque mesi, dunque perché l'Ue, nelle vesti brutali di Schauble, contraddice apertamente il Fmi?

Credo che la ragione consista non solo nel ribilanciamento dei pesi interni al Fondo, cosa che ha a che fare con la nuova banca BRICS e con gli equilibri geopolitico-economici su scala globale, come dice Fagan, c'è anche una novità tutta europea, cioè una nuova ridefinizione di Unione Europea, che mostra il suo volto criminale senza mostrare alcun pudore, perché ormai grazie all'euro è maturata una tale divergenza di potere economico tra i paesi "virtuosi" e quelli "maiale", tale da poter mostrare impunemente la protervia arrogante di Schauble, che tenta di sganciarsi dalla dipendenza Usa.

Sta di fatto che anche il Financial Times sostiene che Christine Lagarde potrebbe rifiutarsi di condividere l'accordo, dato che il FM ha detto e ripetuto fin dal 2010, in un rapporto oscurato dall'Ue, che il debito di Atene non è considerato sostenibile. La dichiarazione nel merito: "Il Fondo monetario internazionale ha inviato un forte segnale sul fatto che potrebbe ritirarsi dal nuovo programma di salvataggio della Grecia, in quanto in un’analisi riservata sostiene che il debito del paese è alle stelle e gli obiettivi di avanzi primari fissati da Atene non possono essere raggiunti. … Il debito della Grecia infatti può essere reso sostenibile solo attraverso misure di riduzione del debito che vadano ben al di là di quanto l’Europa è stata disposta a prendere in considerazione fino ad ora. In base alle sue regole, il FMI non è autorizzato a partecipare ad un piano di salvataggio se il debito di un paese è considerato insostenibile e non vi è alcuna prospettiva che il paesepossa tornare suimercati obbligazionari privati ​​per il finanziamento. Il FMI ha forzato le sue regole per partecipare a precedenti salvataggi greci, ma il rapporto suggerisce che questo ora non è più possibile."

Le conseguenze di tali dichiarazioni sono palesemente esplosive, perché equivalgono ad un'esplicita volontà da parte del FMI di rifiutare il pacchetto di salvataggio della Ue per la Grecia, a meno che la Germania e le potenze creditrici finalmente non si decidano ad una drastica riduzione del debito.

Intanto qualcuno dell'Eurogruppo ha cominciato a dire che il prestito ponte alla Grecia lo si fa coi fondi europei, quindi non li dovrebbero sborsare solo i 18 paesi dell'euro, ma tutti i disgraziati 28 paesi dell'Ue.

Insomma … voleranno stracci bagnati sulle orecchie … speriamo solo stracci

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

16.07.2015

http://it.sputniknews.com/economia/20150714/744391.html

http://federicodezzani.altervista.org/grexit4-nella-mischia/?doing_wp_cron=1436859000.8085091114044189453125

http://www.spiegel.de/wirtschaft/soziales/griechenland-so-koennte-die-brueckenfinanzierung-funktionieren-a-1043565.html

https://magazin.spiegel.de/digital/?utm_source=spon&utm_campaign=centerpage#SP/2015/29/1000

https://magazin.spiegel.de/digital/?utm_source=spon&utm_campaign=centerpage#SP/2015/29

http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=121944&typeb=0&fmi-contro-ue-il-debito-greco-va-tagliato

http://www.bbc.com/news/business-33531845

http://www.ft.com/home/europe

http://www.zerohedge.com/news/2015-07-14/imf-may-walk-away-greek-bailout

http://www.theguardian.com/business/2015/jun/30/greek-debt-troika-analysis-says-significant-concessions-still-needed?CMP=share_btn_tw

Commenti (53)

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    1. Veron 17 luglio 2015

      Cito L'Espresso:

      La Germania sta facendo affari d'oro in Grecia. Dall'inizio della crisi ad oggi ha investito 8,7 miliardi di dollari (primato assoluto) e aumentato considerevolmente le sue esportazioni nel Paese ellenico. È l'altro aspetto dell'aspro confronto in atto tra Angela Merkel e Alexis Tsipras, tanto che ad Atene si parla apertamente di una politica di “neocolonizzazione” portata avanti da Berlino.

      In questi anni di sacrifici per la popolazione greca, la Deutsche Telecom ha aumentato dal 40 al 60 per cento la sua partecipazione in Ote (la compagnia telefonica di Stato). Fraport, la società che gestisce gli aeroporti di Francoforte, si è presa i 14 scali regionali più appetiti, tra cui Corfù, Rodi e i due di Creta. L'export tedesco verso Atene è passato dai 4 miliardi e 737 milioni del 2012 ai 4 miliardi 955 milioni del 2014 (ultimo dato disponibile). Si va dai prodotti chimici (27,4 per cento del totale) a quelli alimentari (15,1); dalla meccanica (10,1) all'elettronica (7,2).

      Per investire in Grecia Berlino usa come strumento un Istituto di credito creato nel 1948 nell'ambito del piano Marshall, il “Kreditanstalt für Wiederaufbau”, che ha già sostenuto i laender dell' Est dopo la caduta del Muro di Berlino. Lo shopping tedesco riguarda soprattutto i settori del turismo e delle energie rinnovabili (eolico e solare). La Federazione commerciale greco-tedesca stima in 120 il numero delle aziende tedesche presenti in Grecia, danno lavoro a 29 mila persone.

      La Germania, infine, vende ad Atene armamento bellico. Gli ultimi casi (corredati dal sospetto di tangenti): due sommergibili per un costo totale di 1,3 miliardi di dollari e 70 carrarmati Leopard.


    1. natascia 17 luglio 2015

      I nostri limiti fisici e mentali sono ormai superati dalla tecnica e la nostra animalità e' tornata più prepotente che nel periodo pre-industriale. L'uomo non e' pronto e non lo sarà mai, ad un governo mondiale che curi in modo centralizzato i conflitti e le istanze di ciascun territorio o gruppo etnico. La nostra unicità non lo contempla e nemmeno lo ritiene un valore. L'unico valore universale deve essere la : NON INGERENZA. Se i piu' forti possono, che donino o aiutino, ma senza ingerire. Una regressione cognitiva in attesa di una sostanziale diminuzione demografica mondiale è inevitabile.

    1. GioCo 17 luglio 2015

      Splendido contributo, a cui forse potrei dare un modesto sostegno.
      Tanto per cominciare osservando nel concreto una evidenza, cioè come si passa dall'analisi economica a quella individuale: la Grecia e i greci, non come individui di un altro contesto, ma come una visione dottrinale, uno spettro idealista che si impone come inappellabile "vero".
      Quando ci sono operazioni di restyle estetica di immagini pubbliche è sempre bene fare particolare attenzione, tanto più se riguardano l'impalcatura ufficiale di uno Stato.
      Ovviamente è difficile fare capire alla massa che il primo fronte incontrato nelle operazioni di manipolazione dell'opinione è la revisione simbolica, che deve sempre coincidere con il momento storico contingente e la tradizione. Non dico "i greci sono una schifezza perché i tedeschi sono molto meglio" perché così non può funzionare, ma siccome ho bisogno che i greci assorbano le questioni già esternalizzate, le incorporino placidamente come veleni dati nel gelato a bambini, allora dico ai tedeschi (non ai greci) cosa sono i greci. La forzatura è evidente, parlo al pubblico tedesco e indirettamente anche a quelo greco, dando un giustificazione per i sacrifici chiesti ad entrambi i soggetti che si possono così riconoscere "tedeschi" o "greci" e distribuendo in questo modo già i compiti, poichè il tedesco si vedrà ufficialmente appagato nel sapersi carnefice così come il greco si sentirà vittima ineluttabile della propria innocenza, sarà passivizzato.
      Ma al contempo scrive già la condanna europea nell'analisi, perchè non parla di europa, di interessi comuni. L'evidenza quindi è la deriva neo-colonialista tedesca, una politica dal corto respiro e innestata dentro la bomba geopolita Cino-Russa.
      Per ora la scommessa quindi è di una dissoluzione dentro la sua sede dei Piigs che dovrà formare poi una specie di "cuscinetto di contenimento", una muraglia politica e territoriale saldamente ancorata attorno a centro. Non esattamente una europa germanica, ma una fortezza per il contenimento e la regolazione dei flussi dei disperati, in virtù di un triplice aumento già visibile verso cui proteggersi: distribuzione e relativa intensità dei conflitti armati locali, distribuzione e relativa intensità di eventi drammantici ambientali, difficoltà di accesso alle risorse.
      La "fortezza" servirà qundi per garantire un territorio di relativa stabilità geopolica, geostrategica ed economica, che assicuri l'accesso privilegiato alle risorse del centro e concentri l'attività produttiva. Attorno il cuscinetto rimarrà un territorio di contenimento delle masse più disagiate ma non ancora del tutto disperate (come quelle esterne), una specie di collettività di serie B.
      Il processo della macchina propagandista si è messo in moto.
      La Russia agisce come parter e sposa questa politica, l'America invece accarezza vecchi sogni rivoluzionari (instaurare una sorta di muro di dittature eterodirette, vecchie soluzioni o problemi moderni) senza per altro che vi sia più una base ideologica per sorreggere l'intento, e quindi per ora inanella una scofitta politica dietro l'altra, ma non è detto che le due pressioni finiscano per fondersi tra loro in un aborto continentale, dai fragili e molto tristi esiti.
      Osserviamo oltre questo una sostanziale perdita di senso nell'agito politico, non solo quello buono o cattivo, ma proprio banalmente "qualsiasi". C'è un appartente vuoto profondo di pensiero che non riesce a reggere le scelte, è una navigazione a vista e nella nebbia più fitta.
      Da Evola a Marx, il '900 ci ha lasciato con pesanti eredità incompiute mal diregire e peggio comprese, per lo più consumate come deliri, febbri epidemiche. Abbiamo già passato il caos ideologico, adesso stiamo raccogliendo il semintato ed è il vuoto dei cadaveri raziocinanti dell'età d'oro dell'economia, di questo prurito spirituale dentro cui viviamo, riempito a tratti da bagliori, da allucinazioni spaventose sul futuro.
      Mal si coglie il responsabile nella borghesia, termine che oggi significa niente e nessuno. Possiamo dire che lo sbarcato dal gommone fa parte della "classe": quale sarebbe? Come si distingue un ricco da un altro se i capitali sono bit dentro un computer? Possiamo dire che il lavoro sia un bene quando è la base per generare il bisogno artificioso di "benessere"? Possiamo dire che "possedere" è un diritto a prescindere, universale e inviolabile, quando senza il pensiero positivista rimane di essa il significato: "entità incorporea che manifesta la sua volontà nel corpo di un ospite non sempre consenziente"?
      Si combatte da secoli una guerra sotterranea, tra chi elegge il Dio dell'Ordine e chi quello del Caos, ma dell'uno e dell'altro oggi, non ci rimangono in mano che drappi malconci che raffigurano icone sempre più inquietanti.
      Dov'è l'alternativa?

    1. TizianoS 17 luglio 2015

      Ti ringrazio per l'esauriente risposta.

    1. Rosanna 17 luglio 2015

      Sì, hai ragione, in realtà l'inchiesta del Magazin Spiegel riporta all'interno una serie di articoli sul caso della Grecia, non tutti sono così ostili, ma questo invece lo è in modo particolare, ne traggo altri interventi:

      "Il caso della Grecia porta il romanticismo europeo al termine, soprattutto i tedeschi si sono spesso fatti un'idea trasfigurata dei Greci, questo spiega il livello della loro delusione ..."

      gli articoli non si possono leggere completamente per esteso, però credo di poter rispondere ai tuoi dubbi:

      1) con "nostri" il giornalista intende dire che il romanticismo tedesco ha trasfigurato l'immagine dei greci, che sono stati considerati da sempre amici affettuosi e persone civili
      2) con "avvicinamento" intende dire che l'inchiesta cerca di capire il comportamento dei greci che appaiono appunto "strani"
      3) con "strani" intende dire che si sono comportati spesso in maniera irresponsabile, appunto come nell'immagine, dato che si fanno prestare soldi e fanno la bella vita ...

      https://magazin.spiegel.de/digital/?utm_source=spon&utm_campaign=centerpage#SP/2015/29/136184574



    1. MarioG 17 luglio 2015

      Beh, si': si nota una certa schizofrenia da parte di chi crede fortissimamente nell'uscita dall'euro, e poi, prospettato il grexit dallo stesso odiatissimo Schauble, si scalmana coi soliti consunti richiami al passato della Germania.


      Forse condivide l'analisi su
      http://www.conflittiestrategie.it/si-capisce-infine-o-siete-ancora-ciechi-di-glg


    1. AlbertoConti 17 luglio 2015

      Il ciclo di Frenkel si sta concludendo per i PIIGS ma con tempistiche e modalità
      diverse. Per la Grecia si è già concluso da diversi anni, ma non nel senso
      dell'Argentina, cioè con un ritorno alla moneta propria, perchè tale soluzione
      per il primo dei paesi falliti avrebbe compromesso gli interessi bancari ancora
      in gioco. Si è preso tempo con l'alibi dei piani di salvataggio condizionati,
      che hanno in realtà salvato non lo stato greco ma le banche europee, con l'altro
      obiettivo raggiunto di continuare lo spennamento finale dei polli più grossi e
      robusti.

      Ora semplicemente non si può più mentire oltre, ma nemmeno più
      serve perchè si sa benissimo che la truffa dell'euro ha il suo ciclo, e niente e
      nessuno potrà allungarlo oltre ogni ragionevole limite. Quando un baro ha
      spennato a poker quasi tutti i giocatori ha tutto l'interesse ad abbandonare il
      tavolo, che non può più offrirgli altro se non grane.

      Questa pantomima
      tra germania e USA, rappresentati da Lagarde e Draghi, è solo una baruffa di
      principio, sulle modalità e certo anche sui fini, strategicamente intesi.
      Paradossalmente fa più paura un europa disgregata agli americani che agli
      europei stessi, quelli che hanno vinto ovviamente la guerra dell'euro. Ma tra i
      grandi emettitori di derivati, le big bank americane e la big bank tedesca, non
      c'è poi questa grande divergenza di interessi.

      In fondo sia la grexit
      alla shaubel che il "condono" alla lagarde otterrebbero lo stesso scopo, e la
      risposta delle borse ne conferma il successo, fin da ora che l'accordo non
      rispecchia ne l'una che l'altra strategia, ma solo il solito rinviare il
      problema prendendo altro tempo (il tempo è il motore delle banche speculative).
      Con la piccola Grecia si fanno le prove di un blob finanziario che tutto assorbe
      nel futuro prossimo. Tanto poi in quello remoto saremo tutti morti, secondo la
      logica di chi opera sui "mercati".

      Ma tutta questa merda ha da finire,
      insieme all'impero morente e a quello del IV reich che speriamo muoia nella
      culla.

    1. TizianoS 17 luglio 2015

      Ho una curiosità: "la bella immagine" dello Spiegel, come riportato dall'articolista, "dove due greci baffuti, ballano il sirtaki e bevono vino greco…" porta il seguente titolo:

      UNSERE GRIECHEN
      ANNÄHERUNG AN EIN SELTSAMES VOLK

      che tradotto vorrebbe dire:

      I NOSTRI GRECI
      AVVICINAMENTO AD UN POPOLO STRANO

      Non capisco perché vengano chiamati "nostri", cosa sia questo "avvicinamento" e infine perché siano definiti "popolo strano".

      Ho cercato queste parole nell'articolo, ma nessuna di esse vi compare.

    1. Rosanna 16 luglio 2015

      Già ... speriamo che fra i tre litiganti il quarto ne possa godere ...
      il quarto saremmo noi

    1. Rosanna 16 luglio 2015

      http://goofynomics.blogspot.it/2015/01/cosa-sapete-della-grecia-fact-checking.html [goofynomics.blogspot.it]

      Interessante post di Bagnai che spiega i retroscena delle fandonie sulla Grecia
      Cosa sapete della Grecia? (fact checking)

    1. Rosanna 16 luglio 2015

      PietroGE, anche tu l'hai capito vero? Me ne ero accorta ... però non credo che la responsabilità dei paesi del sud sia quella che indichi tu, o almeno solo in parte ... cercherò di spiegarmi,

      l'introduzione della moneta unica, con il vincolo esterno, grazie a quello che viene definito il "Ciclo di Frenkel", ha favorito fortemente le esportazioni dei paesi del nord, Germania in primis, che ha fatto protezionismo sui propri prodotti, aumentando le tasse sulle importazioni e tenedo l'inflazione più bassa del resto d'Europa, quindi la Germania ha barato alla grande, imbrogliando i Piigs che si sono visti inondare di prodotti ... l'Italia degli anni '70 '80 stava superando la competitività del comparto industriale della Germania, poi nell'anno '81 c'è stato anche il Divorzio tra Tesoro e Banca d'Italia, quindi i tassi d'interesse sui buoni del tesoro sono volati alle stelle ...

      l'euro è stato una vera e propria trappola che ha danneggiato le economie del sud, che hanno dovuto adottare una moneta troppo forte per le loro esigenze. Quindi la Grecia non sarebbe in queste condizioni se non fosse stata sfruttata, con iniezioni anche di QE che hanno aiutatao molto di più le banche che non l'economia reale.

    1. Tashtego 16 luglio 2015

      Insomma, abbiamo di nuovo tre blocchi di riferimento, più o meno come all'inizio della seconda guerra mondiale: un blocco anglofono (forse ora anglosionista) facente capo agli USA, uno Teutonico,ed uno intorno alla Russia... più o meno... Differenze: in Italia non abbiamo più il Duce, ma restiamo un paese con governanti da operetta e siamo militarmente occupati con tanto di atomiche negli hangar, alcuni paesi ex terzo-mondo ora sono potenti ed hanno armi nucleari e non pare si vogliano appiattire sulle linee anglofone (anni di colonialismo presentano oggi il conto?). Chissà se il confronto si manterrà su un piano economico... ( a parte medioriente e paesucci deboli non legati ad uno di questi tre blocchi, che sono già terra di conquista..)

    1. PietroGE 16 luglio 2015

      Si, si sta ricostituendo un blocco politico economico mittel-Nord europeo con la Germania al centro e in questo blocco, che fa della competitività e del rigore ficale i suoi principi base, mal si collocano Paesi come Italia Grecia Spagna e Portogallo, mentre la Francia è destinata tuttalpiù fare da junior partner.

      I pregiudizi nei confronti dei "mediterranei" c'erano già da prima, ma questo dramma greco non ha fatto che amplificarli. A proposito, lasciamo stare paragoni con gli ebrei.
      La domanda è sono giustificati? Se io prendo come metro di giudizio quello che è successo dall'introduzione dell'euro in poi, devo concludere che hanno ragione. Improvvisamente Paesi che erano abituati a pagare interessi sul denaro a due cifre si sono visti tagliare questi interessi. Che cosa è successo? Hanno usato questa possibilità per ammodernare il sistema economico e migliorare la competitività? Hanno rinnovato la infrastrutture e incrementato la spesa per ricerca e sviluppo? Niente di tutto questo! Hanno aumentato la spesa pubblica e l'assistenzialismo.

      La Germania ha fatto l'unica proposta realista compatibile con la condizione dell'economia greca : uscita dalla zona euro in cambio di (quasi) azzeramento del debito. La dose di realismo ha fatto imbufalire gli utopici europeisti della sacralità della zona euro, condivisione del debito, eurobond, unione politica e simili sciocchezze. Chi ha un concetto di moneta comune tra stati sovrani che differisca in modo sostanziale da quella esistente, si faccia avanti e dica con chiarezza cosa deve diventare l'euro.

      Quanto al disaccordo con il FMI, la cosa si fa interessante per le conseguenze geopolitiche di lungo termine, oltre che per la concorrenza euro-dollaro. Sarebbe un lungo discorso.
      Resta una domanda : se il FMI non vuole prestare soldi a Paesi il cui debito non è sostenibile, perchè dobbiamo farlo noi?

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