Grecia 2020 – fare spazio

Settembre è trascorso con un’escalation continua delle tensioni tra Turchia e Grecia, con quest’ultima nel ruolo di vittima sacrificale, destinata a togliersi progressivamente di mezzo per fare spazio agli appetiti turchi, assecondati da una Germania nel ruolo del falso amico, che parla di pace, ma appoggia chi vuole la guerra, favorendo accordi inconfessabili, firmati dai Quisling del XXI secolo, tipo Mitsotakis. Accordi che hanno la precondizione di una smilitarizzazione delle isole greche davanti alla Turchia, sinistramente simile alla smilitarizzazione di Cipro nel 1974 che fu seguita dopo pochi mesi dall’invasione turca dell’isola, mai rientrata. E la morsa si stringe intorno ai greci, fiaccati dalle disposizioni anti Covid e pressati dai migranti, sempre più sfrontati nelle loro azioni, a partire dall’incendio di Mòria, a Lesbo, accuratamente organizzato, fino alla ripresa in grande stile delle incursioni sul confine terrestre con la Turchia, spesso fronteggiate solo dagli abitanti del luogo. Fino a quando? Certo non aiutano la resistenza le misure anti-Covid in via di inasprimento, nonostante la metà dei casi di positività al virus si registrino nell’unica categoria non sottoposta a nessun tipo di restrizione, ovvero gli immigrati.

 

Da “Mória e il suo morso” – pubblicato Domenica 13 settembre 2020

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Troppo è troppo. Dobbiamo finalmente smetterla con il cosiddetto angelismo e con tutta la sua propaganda che viene costantemente riscaldata con una salsa emigrazionista. I servizi segreti della Turchia, le ONG tedesche compatibili, se necessario islamiste, e i loro complici Antifa e simili, nominati da Sóros, rafforzano da tempo la linea dei loro misfatti. Il tempo sta accelerando. Questo piccolo mondo, pieno di cospiratori e agenti mafiosi a tutti i livelli, si è appena aggiunto al caos di Lesbo, a partire dalla pianificazione e dall’esecuzione tattica dell'”Operazione Fuoco” nel campo di Mória.

(…)

La storia è nota, già perché si ripete; i gesti sono chiari. A seguito di messaggi SMS e altri incitamenti sul campo, un nucleo di circa 400 giovani leader islamisti, quelli che la propaganda ordinaria chiama “minori non accompagnati”, è all’origine dell’incendio di Mória, dopo aver attaccato le forze dell’ordine, che erano poche sul posto al momento degli eventi. Meno di due ore prima che il campo andasse in fiamme e, come per caso, tre fuochi sono stati… appiccati nella parte occidentale di Lesbo, il che, come… previsto, ha ritardato di molto l’arrivo dei vigili del fuoco a Mória.

Mória è finita. Abitanti di Lesbo, stampa greca, settembre 2020

(…) Si sa anche che prima dell’incendio è stato inviato un messaggio SMS molto esplicito a tutti gli inquilini del campo di Mória, esortandoli a marciare su Mitilene, la capitale di Lesbo, “perché il campo stava per essere totalmente evacuato”, (94.3 FM, 11 settembre). Quindi, non ci sono state vittime, mentre sappiamo che gli incendi accidentali in tali condizioni causano normalmente molti feriti. Sì, è stata un’operazione, interamente calcolata.

Tra i primi piromani nel campo, secondo il rapporto dell’intelligence greca, c’erano molti afghani, o anche parenti di piccoli gruppi islamisti, e altrettanti servizi segreti turchi o forse tedeschi, chi lo sa? Secondo le fonti disponibili, i piromani hanno poi gridato: “Bye bye Mória” per poi subito … aggiungere: “Se Allah vuole, domani tutta la Grecia sarà bruciata, come Mória stasera”.

Bye-Bye Mória” è diventata subito una canzone e tanto uno slogan, ripreso in concerto dagli Antifas e assimilato il giorno dopo, ad Atene come altrove in Grecia e nell’Europa occidentale. In una guerra totale, la propaganda è totalitaria. Il puzzle orchestrato diventa una parata di anime belle e sensibili da Zurigo a Berlino, poiché l’umanitarismo è l’ultimo oppio dei popoli decollati e acculturati, che lavorano per la loro stessa scomparsa. Bella musica e poveri tamburi di marketing che battono… camminate idioti.

Bye-Bye Mória – Noto immigrazionismo. Atene, 12 settembre

Ancora più grave, allo stesso tempo, Antifa si sono radunati nella città di Orestiáde vicino al confine con la Turchia sul fiume Evros, attaccando selvaggiamente gli agenti di polizia che Atene ha inviato lì per fermare la nuova intrusione dei migranti; tra loro ci sono molti agenti dei servizi segreti turchi e jihadisti. Due poliziotti sono rimasti gravemente feriti, uno è stato accoltellato e ci sono stati arresti, (stampa locale del 12 settembre).

Quando è troppo è troppo, siamo in guerra e qualsiasi governo veramente nazionale avrebbe messo tutte queste persone in prigione per molto tempo. Queste organizzazioni devono già essere classificate come terroristi, lavorando in buona intesa con il nemico e quindi messe fuori combattimento in modo radicale.

A parte il fatto che il ministro per i Migranti, Nótis Mitarákis, è ovviamente dalla parte degli immigrati. Soprattutto agendo contro la volontà dei greci quando insiste sulla politica di colonizzazione della Grecia da parte dei… inviati di Erdogan. (…) Li sta installando in tutta la Grecia, già facendo di buona parte del centro di Atene… la futura Islamabad sotto l’Acropoli, così come sta installando nuovi campi a Lesbo per la popolazione ormai errante di Mória.

Nuovi… coloni. Atene, settembre 2020

I miei amici di Chios mi dicono che Mitarákis, quel ragazzone dei notabili storici locali dell’isola – quello che i turchi hanno già massacrato in passato – “avrebbe perso qualche milione di euro per aver investito nel settore immobiliare a Londra”. E nella speranza di recuperare i suoi… milioni, sarebbe così tenuto dalla stessa mano invisibile”(…) sono soprattutto i loro interessi privati e di casta a prevalere su quelli della società e della patria. “Mitarákis, però, deve diffidare del popolo… perché il popolo lo aspetta alla svolta della storia”. Questo è quello che i miei amici dicono di sapere, quindi consigliamo ai giornalisti di indagare sul caso Mitarákis, o anche sul caso di… Mitsotákis.

(…) Nel suo comunicato, POES, il sindacato militare denuncia con virulenza questi nuovi misfatti. “E’ una provocazione e il peggior disprezzo, per non parlare di tutta questa indignazione contro le nostre forze armate, che sono in allerta da quasi due mesi e che al momento le autorità politiche le stanno mobilitando a favore dei migranti mentre quelle delle ONG rimangono semplici spettatori”.

Sì, perché quelle delle ONG sono lì principalmente per i loro affari, e non gliene frega niente del destino dei loro clienti forniti da Erdogan.

Quelli delle ONG, semplici spettatori. Lesbo, settembre 2020

(…)

Non siamo idioti, e non siamo rimbecilliti di recente. Nella terra di Tucidide, sappiamo che quest’ultima vicenda migratoria, soprattutto se presentata come tale, è solo un altro problema geopolitico (…) No, non piangeremo sulla sorte dei nostri invasori e ancor meno su quella dei… gentili organizzatori [NdT – GO: sono gli animatori dei Villaggi ClubMed] e soprattutto dei grandi approfittatori del traffico di esseri umani, tra cui l’ONU, le ONG, che insieme ai noti contrabbandieri, con tutta la complicità del profondo stato della Turchia, storico paese pirata della regione, partecipano alla traversata del Mar Egeo, diversi miliardi di dollari e di euro ogni anno. Questa è la prima dimensione della vicenda attuale.

(…)  A questo livello è stata creata un’intera rete, una rete compiuta che, oltre all’aspetto umanitario volontariamente evidenziato, è spesso oscura e nascosta. È quindi un segreto di Pulcinella dire che le ONG vengono utilizzate come veicolo ideale per altre attività oscure. Più specificamente, alcune ONG operano in coordinamento con i trafficanti turchi, mentre altre fungono da copertura per i servizi segreti stranieri”.

“È noto che le ONG, come l’UNHCR, sono generalmente diventate… professionisti dell’accoglienza. Sono interessati al problema perché offre loro un ruolo e, soprattutto, fondi. Per le ONG e per l’UNHCR, i rifugiati-migranti sono i loro clienti, vivono da loro e attraverso di loro. Non è quindi affatto strano che, sotto la maschera della cosiddetta azione umanitaria, essi tendano a mantenere questo povero stato del mondo, invece di ridurre il fenomeno dell’immigrazione clandestina”.

(…)

Tutto fa pensare che il caos di Lesbo sia solo una prova di ciò che può accadere quando il segnale viene dato simultaneamente in tutta la Grecia, e soprattutto nella capitale, affinché gli agenti dormienti scatenino il caos ovunque, facilitando così il possibile attacco delle forze armate turche al nostro spazio.

(…) Mentre la commissione mafiosa invia sulla scena il suo portavoce, Janissary Schinás, il governo del traditore Mitsotákis ha appena noleggiato un aereo della compagnia Egea per portare alcuni dei cosiddetti minori non accompagnati a Salonicco, dove saranno nuovamente ospitati, nutriti e riciclati a spese dei contribuenti.

C’è però un dettaglio in questa storia che solo i partecipanti al programma Mazarákis della serata dell’11 settembre 90.1 hanno osato rivelare. Quando questi minori fasulli sono stati gentilmente portati all’aeroporto di Lesbo, molti coltelli, lame e altri oggetti bellici sono stati sequestrati prima dell’imbarco, grazie ai soliti rilevatori di cui gli aeroporti sono dotati ormai da tempo.

Secondo qualsiasi stato di diritto, i portatori di tali armi – così massicciamente, e giustamente equiparati a bande terroristiche organizzate – avrebbero dovuto essere arrestati. Invece, la polizia di Mitsotákis ha chiuso un occhio, e queste persone, altamente protette dalla Commissione e da Berlino, hanno potuto salire a bordo dell’aereo; libere, impunite per i loro misfatti, e persino poste sotto l’accogliente stella dell’industria alberghiera e della ristorazione di Salonicco (…)

Tuttavia, e per non lasciare nulla al caso… la difesa della sovranità di… Il suo Paese, Mitsotákis la pedina di Berlino, ha ritenuto opportuno ringraziare Merkel per il suo coinvolgimento nella vicenda. In un op-ed che aveva pubblicato sulla stampa internazionale… Mitsotákis ha sviluppato espressamente l’idea che alcune zone marittime erano state rivendicate sia dalla Grecia che dalla Turchia e che era stato addirittura preparato un accordo scritto tra i due Paesi sotto la pressione della Merkel, ma che la vicenda era poi crollata, mentre la Turchia si era tirata indietro, anche sulla stampa greca.

Peggio ancora, il testo della “moderazione” tedesca accettata da Mitsotákis prevedeva addirittura la smilitarizzazione delle isole greche dell’Egeo… mentre la Turchia ha istituito, dopo l’invasione di Cipro nel luglio 1974, un intero esercito, chiamato appunto Esercito dell’Egeo, destinato ufficialmente a prendere d’assalto le isole greche. (…)

La nostra umile opinione ci porta a dire che Mitsotákis ha già tradito tanto quanto suo padre quando era al comando. Tutto indica un’escalation in parte controllabile, solo per drammatizzare, dando il pretesto per future “negoziazioni”(…) se non che la guerra è già in corso e un’escalation non è mai realmente controllabile perché gli obiettivi geopolitici e islamisti della Turchia sono prima storici e poi isterici. Tanto più che la Turchia sotto Erdogan come sotto i suoi successori non fermerà la sua aggressione, poiché il suo delirio nazionalista, ottomano e islamista la spinge al crimine e che in questi casi solo la coercizione, cioè la forza, può contenerla. Tucidide e i curdi ne sanno qualcosa, così come gli altri Poteri che allora erano portatori di potere e che erano altrettanto spinti da certi interessi, non necessariamente quelli del popolo.

(…) Presto queste persone trasmetteranno il seguente messaggio: È meglio tirarsi indietro e negoziare, piuttosto che correre il rischio di una guerra e la perdita di vite umane. Così il Quisling Mitsotákis non critica mai Berlino o Bruxelles. Ingoia tutto(…)

Allo stesso tempo, la Turchia ha organizzato un accerchiamento navale dell’isola di Kastellórizo, condizione indispensabile per l’attacco nonostante il… “accordi”? Sakellaropoúlou, l’altro burattino installato alla Presidenza della Repubblica da Berlino, Bruxelles e Sóros, visiterà Kastellórizo in occasione della giornata della memoria nazionale. Il 13 settembre 1943, Kastellórizo fu il primo territorio nazionale ad essere liberato dalle forze greche e britanniche durante… l’altra guerra nel Mediterraneo orientale.

Il paese reale è già arrabbiato. Tanto quanto le sue forze armate. (…)

Tempo presumibilmente mite. Ad Egina, sul suo antico porto, sono in corso nuovi scavi archeologici. Sotto il sole e il peso dei secoli. Noi ammiriamo. I nostri pochi turisti pensano che il paese che visitano, disseminato di antichità, sia solo bello e caldo. Nelle stesse acque calde, da più di un mese ormai, la marina nazionale pattuglia e combatte la pirateria turca; solo per il carburante costa quasi due milioni di euro al giorno. Nel frattempo, la Germania è ufficialmente preoccupata per gli acquisti di armi che la Grecia potrebbe fare dalla Francia, ad esempio, mentre Berlino vende attrezzature militari ad Ankara senza alcuna clausola che escluda l’uso di tali armi contro un paese della cosiddetta Unione Europea. In altre parole… la cosiddetta Unione è già morta.

Troppo è troppo. “Sappiamo che al momento del suo incontro con Erdogan a New York alcuni mesi fa, il presidente della Turchia ha annunciato molto bruscamente a Mitsotákis che Ankara avrebbe comunque firmato un accordo sul tracciato dei confini marittimi con il governo libico della cosiddetta unità nazionale di Fayez al-Sarraj. Solo che Mitsotákis, su ordine di Berlino, ha fatto finta di ignorarla, soprattutto per non reagire.

Non dimentichiamoci di Cipro. Atene, settembre 2020

Il “Jerusalem Post” pubblicherà questa settimana un rapporto che è, diciamo… interessante.

“Negli ultimi mesi si è scoperto che un gruppo di hacker iraniani aveva attaccato i conti di molti ufficiali della marina greca. L’obiettivo dell’attacco era di violare la posta elettronica e gli account dei social media degli agenti. L’attacco è stato effettuato da un gruppo di hacker iraniani chiamati Charming Kitten o APT-35. Questo gruppo d’attacco iraniano è ben noto in tutto il mondo e ha una reputazione notoriamente infame. (…) Il gruppo d’attacco iraniano è riuscito a violare un gran numero di conti personali e a divulgare informazioni personali, documenti, foto e video, elenchi di numeri di telefono e indirizzi di conti, coordinate bancarie, numeri di carte di credito e altro ancora. L’attacco è stato scoperto da un team di ricercatori dell’IBM che ha esposto video in cui hacker iraniani eseguono l’attacco contro ufficiali della marina greca”.

“Non si sa cosa abbia motivato il gruppo d’attacco iraniano e perché siano stati attaccati in particolare gli ufficiali della marina greca. (…) In questo momento di alta tensione nel Mediterraneo e nel Mar Egeo, è possibile che gli iraniani abbiano agito in collaborazione con i turchi e abbiano effettuato il cyber-attacco per loro conto, date le limitate capacità turche in quest’area”. Ancora più strano, la stampa greca non ne parla.

(…)

Sul terreno ci stiamo preparando. Mentre la NATO… sta “legalizzando” l’aggressione turca chiedendo agli F-16 greci di stare lontani dagli F-16 turchi mentre questi ultimi stanno violando lo spazio aereo greco, le forze armate greche stanno considerando o addirittura sviluppando i loro missili ATACMS terra-terra nelle nostre isole nell’Egeo orientale, l’ultimo deterrente se si vuole far credere ad alcuni analisti.

(…)

La storia ci è nota, l’attualità parla da sola, i nostri politici sono marci, sentiamo qua e là: “Uccidiamoli allora”… politicamente intendo. Troppo è troppo perché hanno appena attraversato il Rubicone. Ma abbiamo fatto molta strada… e non abbiamo dimenticato Cipro.

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Da “Alto tradimento” – pubblicato Giovedì 24 settembre 2020

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(…) Il burattino Mitsotákis inizia ora apertamente le discussioni con Erdogan. Atene accetta il presupposto della “smilitarizzazione” delle isole dell’Egeo greco. In altre parole, lasciarli indifesi contro il predatore opposto; tutti agli ordini di Berlino. I colonnelli nel loro povero tempo avevano richiamato la divisione dell’esercito greco di Cipro. Solo pochi mesi dopo, le orde di Attila invasero l’isola tanto cara a Seferis. Decisamente, il 1974 non è lontano, tranne che non deve essere ripetuto.

(…)

In un paese inventato dai politici, tradiamo mentre respiriamo, con o senza muso generalizzato. La Germania e la NATO hanno esercitato una pressione… una pressione apprezzabile, quindi va tutto bene. La Grecia e la Turchia hanno ritirato le loro navi da guerra dalle acque dell’Egeo, la Turchia annuncia una pausa “solo tecnica” nel suo programma di esplorazione petrolifera… tra i greci, il mondo è così bello, “spazio per il dialogo”… solo che è già iniziato in segreto a Berlino.

(…)

Mentre il sipario dell’economia cala ogni giorno di più senza riuscire a rialzarsi, il governo Mitsotákis ha già da tempo avviato colloqui con la Turchia via Berlino. Eléni Souraní, diplomatico e consigliere personale di Mitsotákis, ha addirittura scavalcato il suo presunto ministro degli Esteri, Níkos Déndias… con i suoi strani affari esteri. Anche i media l’hanno finalmente ammesso.

L’idea… la capitolazione greca non è nuova, è prima di tutto tedesca, turca e altrettanto derivante dai misteri della NATO e della Commissione europea. Dato il “nuovo contesto” e la sua lucentezza, Erdogan ha già parlato con Jens Stoltenberg e Ursula von der Leyen. Questo ci rassicura.

 

La ZEE dell’UE, la Grecia e il nazionalismo turco. Agosto 2020
Le rivendicazioni della Turchia. Stampa francese, 2020

I fatti ci sono. Ad esempio, è stato quando, fin dall’inizio, la Turchia nazionalista-islamica ha dichiarato forte e chiaro che la mappa di Siviglia, cioè la delimitazione della zona economica esclusiva ufficiale – ZEE – della cosiddetta Unione Europea “non può essere considerata come base per discussioni future”.

 

Va ricordato che questa mappa è stata prodotta su richiesta dell’Unione Europea dall’Università di Siviglia negli anni 2000, sulla base del principio che ogni isola avrebbe avuto diritto alla sua Zona Economica Esclusiva e che da allora la Turchia non ha riconosciuto le acque territoriali di nessuna isola greca, nemmeno di Creta. (…) Allo stesso tempo, per la Germania, così come per una certa America, tra cui l’ambasciatore di Washington ad Ankara, “la mappa di Siviglia non ha alcun valore nel diritto internazionale”. Questa è esattamente la tesi della Turchia, ne fa addirittura un prerequisito per l’inizio del “dialogo”. E il “dialogo”… inizia proprio perché Mitsotákis ha già… offerto alla Turchia il confine che vuole nel suo delirio islamo-nazionalista. La stampa di Atene comincia a dirlo in mezze parole… è enorme. “Il governo sta cambiando la sua politica nei confronti della Turchia”.

 

Inondazioni in Tessaglia. Regione di Karditsa, settembre 2020

Nel frattempo, una tempesta mediterranea descritta come insolita ha travolto una parte della Grecia… va detto, con la testa ben sott’acqua. Sono state colpite anche le isole Ionie e la Tessaglia, compresa la regione e la città di Karditsa. Il risultato: tre morti, tre dispersi, centinaia di capre annegate, niente acqua potabile e niente elettricità, decine di ponti distrutti e villaggi di montagna tagliati fuori dal mondo, per non parlare dei raccolti totalmente distrutti, almeno per quest’anno.

(…) I poveri stanno morendo e i poveri non si mobiliteranno più, nemmeno per salvarsi la pelle, pensano nei ministeri e nei saloni di Atene. Capolinea. Fine… della ragione. Mitsotákis circondato dalle sue guardie del corpo è stato ampiamente fischiato a Kardítsa. Le immagini circolano solo su Internet. Le TV greche non hanno visto nulla.

(…)

E ora, senza avvertire gli abitanti e ancor meno i funzionari locali eletti, la mafia dell’Ufficio per le Migrazioni dell’Onu sta installando questi falsi minatori in tutta la Grecia. Il 23 settembre gli abitanti di Kamména Voúrla, nella Grecia centrale, hanno scoperto che in un albergo in bancarotta vicino alla scuola, una sessantina di coloni erano appena stati installati sotto la protezione della polizia. La reazione in corso è immediata. Basta.

Residenti arrabbiati di Kamména Voúrla. Il 23 settembre, la stampa locale

E mentre gli invasori stanno saccheggiando le chiese e le cappelle intorno ai campi, le chiese e le cappelle del Paese costrette a riceverle, le ONG della Nebulosa Sóros, sia pangermaniste che criptoislamiche, chiedono la scomparsa delle croci… “troppo visibile, per non offendere la sensibilità dei musulmani” al momento del loro… sbarco. (…)  al confine con la Turchia vicino al fiume Evros, fu su iniziativa di un monastero e delle unità dell’esercito sul posto che fu installata una grande croce, illuminata di notte. Ben visibile dalla terra dei soliti invasori, non è passato inosservato alla stampa di Erdogan, quest’ultima si sarebbe addirittura lamentata con Merkel che … “gli infedeli dall’altra parte della strada alla fine la demolirebbero”.

La Croce sull’Evros. Stampa greca, settembre 2020

(…)

Tuttavia, alcune ONG finiscono per denunciare le menzogne e i crimini perpetrati in questo modo contro i popoli e le nazioni d’Europa. È il caso di Rebecca Sommer, un’ex attivista tedesca a favore dei migranti… a parte il fatto che ora denuncia queste ONG con un comportamento colonialista. “L’ONG Seawatch è coinvolta non solo nella tratta di esseri umani, ma anche nel traffico di droga.

Seawatch-Antifa fornisce ai migranti passaporti regolari – illegalmente, naturalmente – in modo che possano lasciare l’isola con questi passaporti e viaggiare in altri paesi… con la droga nel loro bagaglio. Mi vergogno di essere tedesco qui. Ci sono un numero incredibile di ONG tedesche che si comportano come se fossero i padroni di quest’isola e di questo Paese. Ho sentito da due tedeschi che hanno persino usato i droni per spiare una base militare greca e che sono stati arrestati la settimana scorsa per questo”.

(…)

Sotto la pressione dei fatti, è solo con il senno di poi che i media del regime finiscono per ammettere che più della metà dei casi come i ricoveri ospedalieri COVID sono in realtà migranti entrati illegalmente in Grecia, ma che hanno accesso prioritario alle strutture sanitarie pubbliche. Lo dice forte e chiaro il presidente del sindacato dei lavoratori ospedalieri della funzione pubblica.

Mentre si preparano i colloqui con i turchi per presto a Costantinopoli, il bastardo politico Mitsotákis ha appena nominato Pávlos Apostolídis a capo della delegazione greca. È un diplomatico appartenente al think tank filo-turco ELIAMEP, finanziato da Sóros. Tra gli altri diplomatici è rivolta, si rifiutano di andare, il governo fa fatica a trovare volontari per accompagnare… questo compagno dei turchi nella bocca del lupo grigio. (…)  Mitsotákis teme già che i testi siglati di nascosto a Berlino possano trapelare, salvo che prima o poi, in Turchia o in Grecia, finiscano per essere pubblicati. (…) Mitsotákis è tedesco dalla testa ai piedi. E poi… ci sarà il terremoto. Berlino vuole ridurre la Grecia per alimentare la bulimia di Erdogan. La Grecia, protettorato tedesco e soggetto al nuovo Impero Ottomano tanto quanto Erdogan sogna. Ecco per chi lavorano gli agenti di Sóros e Erdogan in Grecia, oltre che per Mitsotákis. Il primo ministro greco… Il greco capisce solo la lingua tedesca, la sua famiglia è tedesca, anch’essa antigreca. Mitsotákis non si rende conto che in questi casi c’è sempre un punto di rottura”, radio 94.4 FM, zona mattina del 24 settembre.

Questa è la storia che si ripete fino alla fine. È giunto il momento di liberarsi di tutti questi parassiti politici del nostro paese. È una questione di sopravvivenza per la nazione greca.

Una grande storia e poi una piccola storia. Da casa, il nostro Hermes della crisi greca è stato operato di nuovo. È tornato dopo qualche giorno… di ricovero. Dita incrociate… anche le gambe.


Da “Valore geopolitico” – Mercoledì 30 settembre 2020

Articolo originale QUI

(…)

Quasi settecento scuole secondarie sono occupate dai loro alunni per protestare contro l’obbligo di indossare le maschere e per denunciare la mancanza di mezzi. Quasi un centinaio di altre scuole sono già chiuse a causa di COVID-19, ufficiale e collaudato. Il nuovo anno scolastico è piuttosto precario. (…) radio 90.1 FM, pomeriggio del 28 settembre.

Nella stessa serie di cause con effetti collaterali garantiti, dopo il divieto della vita notturna decretato questa settimana, i giovani e anche i meno giovani ora occupano gli spazi aperti delle città e, se necessario, le piazze delle chiese per buona parte della notte, prendendo già in giro la beffa. Mitsotákis e la sua gente hanno appena ordinato la chiusura di tutti i negozi tra la mezzanotte e le cinque del mattino in Attica, nella regione di Atene, come in altre parti del paese(…)

Greci e giovani che occupano i posti a sedere notturni. Atene, settembre 2020, stampa greca

 

Allo stesso tempo, questi politici fittizi, (…) finiscono per ammettere che per quasi la metà dei casi asintomatici rilevati positivi, (…) sono di coloni musulmani immigrati che sono entrati illegalmente nel paese (…) e che (…) sono stati trasferiti dalle isole alla Grecia continentale e prima ad Atene. Proprio quelli che la lingua ufficiale di Mitsotákis, Tsípras e Sóros chiama eufemisticamente “persone che hanno trovato ospitalità in Grecia”.

I greci poi osservano. Seguono gli errori di calcolo della cosiddetta politica sanitaria e fanno i loro calcoli. Prima di tutto, gli ospedali sono a corto di letti per la terapia intensiva, la Grecia avrebbe dovuto averne quasi 3000, tranne che la politica di austerità della Germania, la potenza coloniale all’interno della cosiddetta UE, ne ha diviso il numero per quattro, per non parlare della drastica riduzione della sanità pubblica a quasi la metà di quella che era prima del 2010. Poi c’è il traboccamento umano nei trasporti pubblici, compresi gli aerei turistici… compresi gli aerei turistici. Gli autobus ad Atene, per esempio, sono mal puliti e disinfettati. Nelle scuole, il personale addetto alle pulizie è spesso carente quanto i disinfettanti, così come in molti altri servizi pubblici, regionali e comunali.

(…) le misure di controllo dei coronavirus agli ingressi del paese, negli aeroporti e nei porti si sono rivelate irrisorie, oppure non hanno funzionato come avrebbero dovuto. Il coronavirus è entrato in Grecia principalmente attraverso il turismo e altrettanto attraverso… I vacanzieri di Erdogan. Questo sviluppo era ovviamente in qualche misura inevitabile.

(…)

Il risultato è stata una diffusione ampiamente incontrollabile del coronavirus tra i migranti. E questo è uno dei motivi per cui l’Attica e la prima Atene hanno oggi una così alta “carica virale”. Ciò è supportato dal fatto che negli ospedali pubblici di Atene gli immigrati clandestini, o addirittura legalizzati dalla mafia immigrata, affetti da coronavirus, (…) costituiscono il 55% dei pazienti.

(…) tutto l’aumento della capacità ospedaliera acquisita nel periodo precedente, che era stato piccolo e realizzato essenzialmente grazie alle donazioni degli armatori, è stato di fatto praticamente annullato. (…)

Mitsotákis e i suoi epidemiologi interni, che sono, va detto, in gran parte pagati dalle multinazionali dei farmaci e dei vaccini, stanno minacciando apertamente la popolazione con un ulteriore confinamento, se necessario ripetutamente, “perché la seconda ondata è qui e ce ne sarà anche una terza intorno a Natale” autunno greco.

(…) L’unica… carica virale che incombe sulla Grecia e che minaccia la sua stessa esistenza è proprio Mitsotákis, il suo simile. Per dirla senza mezzi termini, l’intero sistema politico, un intero regime, dovrà essere abbattuto. Per volere di Berlino, Bruxelles e della Nato, il bastardo politico Mitsotákis ha avviato colloqui con la dittatura di Erdogan, terreno fertile del terrorismo islamista, che all’inizio erano segreti e che ora sono stati ufficializzati. Senza alcuna legittimità, in flagrante violazione della Costituzione, sta cedendo la sovranità greca ai turchi, a cominciare dall’isola di Kastellórizo, per la quale Mitsotákis accetta apertamente di avere “un’influenza marittima limitata”. Allo stesso tempo, il disarmo delle isole greche è iniziato in pratica, così come il disarmo del confine terrestre con la Turchia sul fiume Evros.

(…)

È in corso, e segue da vicino la visita di Dóra Bakoyánni nella regione questa settimana per calmare gli animi, per preparare i… nativi alla visita di Mike Pompeo, Segretario di Stato americano (…)

Pompeo ha visitato in primo luogo il nord della Grecia, Alexandroúpolis in Tracia, vicino al confine con la Turchia, dove è in fase di allestimento una nuova grande base americana, (…)  Perché allo stesso tempo, con il pretesto di riorganizzare le forze armate greche secondo gli unici interessi geostrategici della Nato del secolo che è ancora nostro, il governo “greco” ha appena annunciato l’imminente ritiro della 7° Brigata motorizzata con sede a Provatónas, nella regione di Evros. Per gli abitanti, così come per le autorità locali, questo è uno shock. Abitanti, scolari, negozianti, sindaci di comuni, tutto questo vero paese ha dimostrato ad Alexandroúpolis di esigere il mantenimento di questa grande unità protettiva del nostro confine di fronte alla rapacità della Turchia.

Abitanti, scolari, negozianti. Stampa locale di Evros, settembre 2020

(…) le solite fonti governative hanno annunciato a secco “che la decisione è già stata presa”. (…)

Perché, nella stessa ottica, viene annunciato anche il ritiro delle unità di artiglieria pesante dalle isole greche del Mar Egeo. La spiegazione ufficiale è che in un certo futuro… saranno sostituite da armi più moderne che la Grecia un giorno acquisterà da Israele. E’ proprio questo ritiro delle forze greche dal confine che la Turchia chiede e poi attacca quando arriva il momento, ed è proprio la dittatura di Berlino, della NATO e di Bruxelles.

(…) altri analisti stanno già confrontando allo stesso modo il tradimento di Cipro da parte dei colonnelli negli anni ’70 a quello di Mitsotákis nel 2020, tradendo sia la Grecia che Cipro. (…) Il parametro sconosciuto dell’equazione, tuttavia, è l’atteggiamento del sistema politico greco, che dal 2015 colonizza sistematicamente le isole dell’Egeo con popolazioni musulmane, creando forti basi di minoranze eterogenee sotto il controllo dell’Unione Europea, con l’ovvio obiettivo… della “bosnificazione” del Paese. Dato che la Turchia si è dichiarata protettrice della popolazione musulmana, possibili rivolte nelle isole tra la popolazione cristiana e i coloni daranno inevitabilmente luogo a una nuova invasione turca delle isole disarmate, in linea con gli eventi di Cipro.

(…)

Per affogare i pesci grossi e creare un diversivo, le autorità greche hanno finalmente preso provvedimenti contro le ONG a Lesbo. Si tratta delle organizzazioni mafiose di fatto, “Mare Liberum”, “Sea Watch”, “FFM” e “Josoor International Solidarity”. Trentatre dei loro leader sono stati accusati di reati penali e le accuse sono pesanti. Organizzazione del traffico di esseri umani, operazioni di disorientamento volontario della guardia costiera greca, spionaggio. (…)  E’ una buona notizia… sospettosamente programmata.

(…) La smilitarizzazione delle isole e quindi l’annientamento della loro difesa farebbe della Grecia l’ostaggio ideale nelle mani della Turchia. Qualsiasi possibile negoziato avviato dal governo Mitsotákis che porti al disarmo parziale o totale delle isole dell’Egeo sarà l’atto più atroce della storia della Grecia moderna quanto lo storico tradimento dell’ellenismo a Cipro. Il sistema politico non ha alcuna legittimità per agire in questo modo, il che si aggiunge al tradimento che da dieci anni impone la troika tedesca alla Grecia. (…)

(…) Non resta che il valore geopolitico della Grecia attuale, che è a dir poco inestimabile. Si trova soprattutto nel nord della Tessaglia, così come nel sud del Peloponneso. Quindi non è Atene, e nemmeno il mitico Peloponneso. Si tratta dell’Epiro, di Salonicco e della Macedonia greca, della Tracia, dell’arcipelago greco dell’Egeo e naturalmente di Creta.

(…)

Mimi de Greekcrisisis, all’età di 17 anni, resiste ancora. La… sola via d’uscita per la salvezza!

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Traduzione a cura di Franz-CVM