GLI IDIOTI, LA LEGA E BERLUSCONI

GLI IDIOTI, LA LEGA E BERLUSCONI

DI EUGENIO ORSO

pauperclass.myblog.it


Se non ci fosse di mezzo una guerra civile, un intervento aereo internazionale ed una situazione di rischio nell’intero Mediterraneo, ci sarebbe da ridere.

Noi non ridiamo di certo, nell’incertezza che ancora grava sul numero di morti in Libia, e su quanti dovranno ancora morire prima che la guerra finisca, ma constatiamo che tutti gli idioti e gli individui in malafede che hanno “creduto” in Berlusconi difensore della sovranità nazionale, nel suo governo appoggiato dal puntello xenofobo-leghista ed alimentato dal consenso degli evasori fiscali, dei socialmente stupidi e degli ignoranti manipolati, oggi incassano una smentita integrale e si prendono, purtroppo soltanto in senso figurato, una bella legnata sui denti.Fino a ieri o all’altro ieri, c’erano coloro che esaltavano Berlusconi ed il suo miserabile blocco di potere quale baluardo dell’autonomia dello stato italiano nei rapporti internazionali, dei sovrani interessi del paese e di quelli dell’industria nazionale.


Il trattato di amicizia con la Libia di Gheddafi, l’intesa con il rais per bloccare sulle coste d’Africa i migranti, gli interessi in termini di approvvigionamento energetico e gli affari in Libia, dal gas alle ferrovie, avrebbero costituito una prova della volontà berlusconiana e del suo esecutivo di tenere alta la bandiera dell’Italia, muovendosi nello scacchiere mediterraneo [ed internazionale] con una qualche autonomia.
Gli industrialotti locali hanno pregustato, e in qualche caso concretamente ottenuto, alcune commesse dalla Libia, fino a poco fa un paese abbastanza tranquillo e abbastanza ricco.


Autonomia nazionale rispetto a chi e a cosa, si chiederà qualcuno? Ma rispetto agli USA, naturalmente, alla grande finanza ed alla famosa “manina di oltre oceano”.
Finalmente! Hanno pensato qualche idiota, apostata marxista e neocapitalista, qualche intellettuale da operetta e qualche teorico fallito [facilmente riconoscibile in rete] … Finalmente qualcuno che non partecipa ai Britannia Party e si muove con un po’ di indipendenza, in modo goffo ma spregiudicato, facendo marameo alle amministrazioni americane [e cucù alla Merkel], disattendendo ogni volta che gli è possibile i diktat d’oltre oceano ed i sovrani, onninvasivi interessi della finanza anglo-americana.


Tanto più che i contatti con i “cattivi” della terra, come il terribile Putin del celebre lettone, sembravano fruttuosi, tali da portare, ad esempio, alla partnership Eni-Gazprom ed alla partecipazione alla costruzione degli ambiti gasdotti [non importa se con o senza tangenti].


Ma poi si è visto che di intenzioni che si suppongono buone sono lastricate le vie dell’inferno, ed il baciamano fatto a Gheddafi da Berlusconi si è rovesciato nella partecipazione dell’Italia ai bombardamenti sul compound-caserma del rais a Tripoli.
Una partecipazione limitata, per la verità, che prevede l’impiego di qualche aereo – del resto, l’Italia mette già a disposizione le basi ed è parte dell’alleanza NATO – non più di una ventina, anche se in un alcune dichiarazioni si parla di otto velivoli [27 aprile, 8 aerei pronti al decollo con il loro carico di morte, secondo La Russa], in altre di dodici aviogetti.


Ma non importa il numero, quello che conta è “il pensiero” …


Ed il pensiero è che Berlusconi e l’Italia da lui soggiogata sono asserviti alle grandi potenze d’occidente, tanto che il recente incontro del cavaliere con Sarközy ci ha rivelato, secondo un Bossi furente, che l’Italia è ormai diventata una colonia della Francia … anche grazie a Berlusconi.


Quella che è sembrata ad alcuni la resa di Berlusconi ai francesi, arriva contestualmente ad una serie significativa di eventi, dall’affaire Lactalis-Parmalat ai bombardamenti per compiacere gli “alleati”, fra i quali Sarközy.


L’Italia colonia della Francia nel Mediterraneo?


Forse … e speriamo almeno di diventare con il tempo “territorio metropolitano francese”, come sono la Guadalupa e la Martinica.


Non si può sempre dire di sì – come fa Berlusconi, quando si trova davanti a qualcuno più potente e determinato di lui [quasi tutti] – ha tuonato Bossi, con i suoi parlamentari, esponenti di partito e ministri nell’inedita veste dei pacifisti che si preoccupano di fermare la guerra e di proteggere i popoli nordafricani, in ciò confortati da una base allineata ed improvvisamente apprensiva per le sorti dei libici!


Se fino a ieri la lega padano-bossiana, dai vertici alla base, dal parlamento italiano al più profondo nord, voleva mitragliare i barconi degli scafisti, condannando i poveri migranti ad una fine atroce ed illudendosi, in questo modo feroce, di risolvere alla radice il problema dei flussi migratori, oggi la stessa, dai vertici alla base, da Borghezio al bottegaio delle valli bergamasche, si scopre improvvisamente pacifista, contraria ai “bombardamenti umanitari”, attenta alla tutela dei diritti dei popoli più sfortunati ed animata da un Humanitas che fino a ieri non avremmo neppure sospettato …


Un’altra conversione di massa leghista, dopo di quella al crocefisso ed al cattolicesimo romano?


C’è da dubitarne, purtroppo, e qualche sospetto in proposito dovrebbe nascere persino nei bimbi che hanno da poco raggiunto l’età scolare.


C’è dunque una frattura in quel blocco politico che mantiene in carica, ad ogni prezzo [anche a costo della svendita dell’Italia] Berlusconi, e questa frattura si ripropone nella base elettorale, formata da evasori fiscali, socialmente idioti, ignoranti manipolati, beoti, farabutti, ingenui, distratti, eccetera?


Calderoni contro La Russa? L’impresario veneto o lumbard contro il bauscia milanese o brianzolo, berlusconiano con tanto di SUV?


La spaccatura sembra seria, questa volta, al punto che c’è stato il prudente rinvio del consiglio dei ministri, per non far affiorare le divisioni interne allo stesso esecutivo.


La Lega farà veramente cadere il governo, a breve termine, come sperano i fantasmi dell’opposizione, privi di sostanza e di programma politico, a partire dal patetico Bersani?


Azzardo una previsione, in proposito: io dico di no.


La Lega si comporterà – alla fine della fiera, dopo aver abbaiato ed essersi agitata, dopo aver soddisfatto il suo popolino con proclami roboanti – come fecero anni addietro, in una situazione vagamente simile, i comunisti italiani di Diliberto e Cossutta, che spaccarono Rifondazione, ma poi rimasero con il culo saldamente posato sulle poltrone … di governo.


Ma nel frattempo qualche aereo italiano parteciperà ai bombardamenti su Tripoli, Parmalat diventerà in gran parte francese, e grazie ad una grande OPA politico-economica, alla quale Berlusconi non ha né la forza né la volontà di opporsi [probabilmente non gliene importa nemmeno …] la Francia fagociterà l’Italia, mangiandosi le parti buone e sputando i resti.


Finirà così?


Forse, del resto per sapere quello come andrà a finire, in questa Italia ormai priva di sovranità, con un governo incapace, un’opposizione inesistente ed una guerra alle porte, potrebbero non bastare – non dico le mie superficiali note – ma i vaticini della Sibilla Cumana.

Eugenio Orso

Fonte: http://pauperclass.myblog.it/

Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2011/04/27/gli-idioti-la-lega-e-berlusconi-di-eugenio-orso.html

27.04.2011

Commenti (35)

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Nascondi area commenti 15 caricati
    1. kulma 28 aprile 2011

      In effetti martiusmarcus non ha tutti i torti. I post da sputtanamento hanno un po' stufato.

      Però quanto scritto da Orso non può che essere condivisibile. Ci sono troppi, anche qui dentro, che credono in un Berlusconi contrario ai poteri forti. Terzaposizione lo aveva detto da subito (vado a memoria): appena Obama dirà qualcosa Berlusconi si rimetterà in riga. Profetico.

      E' una vera e propria bastonata sui denti dei berluscones dell'ultim'ora (immagino tutti ex-marxisti). Io penso che Freda provochi, ma purtroppo non siamo tutti uguali e molti suoi lettori abboccano.

    1. martiusmarcus 28 aprile 2011

      Orso dileggia i "berluscones", e fa di ogni erba un fascio. Come spesso gli capita non riesce a porsi delle domande intelligenti, e invece ha delle risposte (per lo più emotive e infeconde) per tutti e per tutto. Le domande da porsi invece sarebbero parecchie, e molto a monte della questione "berlusconi". La prima che mi viene in mente: l'Italia è una nazione? e la Libia? Bisogna sostenere l'idea di confine nazionale, o bisogna abolirlo? O continuare a vivacchiare disattendendo domande così cogenti? Questo vale per chi è lontano dal popolo e al volante della sua cayenne, come per il turnista della piaggio che non si può più neanche ammalare senza perdere la giornata. Il problema più grosso - la madre di tutti i problemi - è che nell'era dell'atomocrazia non c'è più spazio per alcuna "comunità reale". C'è spazio dunque solo per le "libere" elezioni, e per l'indignatio telematico-blogghista di cui il Sig. Orso e il Sig. Barnard sono maestri. Sfogate fratres...

    1. terzaposizione 28 aprile 2011

      Il nuovo Mattei,da caricatura del Duce ad imitazione di Badoglio.
      Adesso LaGrassa si accorge che il pifferaio scadente che ha sostenuto per anni è degno del Britannia.

    1. radisol 28 aprile 2011

      Ripeto, Orso è tutto meno che marxista e/o radical-chic .... proviene anzi dal neofascismo più spinto ...... quindi ragioniamo su ciò che dice e non in base a schieramenti da ultras da stadio, questo sì cosa da beoti .....

    1. terzaposizione 28 aprile 2011

      Gli "industrialotti locali che pregustavano business in Libia" caro Orso,sono fior di aziende che nel settore petrolifero pip-line/off shore, rappresentano il meglio della produzione e progettazione mondiale,finchè non finiranno in mano cinese come stà accadendo.A marzo c'era la fiera OMC2011 dedicata al pertolifero,i pick-up toyota bianchi in mano agli insorti sono di un'azienda italiana,confiscati.
      Non viviamo tutti di poesia Orso nè di pubblicazioni lette dall'1% della popolazione,purtroppo c'è chi come il sottoscritto vive (sopravvive direi) non exportando straccetti,cenci fatti in Asia e griffati a Prato,ma di prodotti Hi-Tech e i soli mercati rimasti senza la prepotente presenza dei ns. Alleati o Liberatori,sono quelli dove non c'è manco la Goldman Sach.

    1. Tonguessy 28 aprile 2011

      Buono a sapersi. Quindi succede che tra i destrorsi ci sia un'evidente spaccatura? Non mi era mai successo di notare Dana74 mentre attacca quelli che stanno dalla sua stessa parte. E la tesi, tutta di destra, che Berlusconi sia il nuovo Mattei, perchè Orso la dovrebbe sbugiardare così?
      Il mistero si infittisce.....

    1. Albert_Wesker 27 aprile 2011

      Ci sono purtroppo ancora degli idioti che credono che l'Italia sia stata
      liberata dai partigiani e non dagli alleati ma ormai sono sempre meno
      per fortuna come testimoniano le sempre piu' scialbe celebrazioni del 25 aprile

    1. Albert_Wesker 27 aprile 2011

      Infatti l'articolo non e' per nulla marxista anzi e lo si intuisce bene:
      sicuramente non e' marxista nemmeno dana 74 col suo commento al
      vetriolo sulla resistenza.

    1. Albert_Wesker 27 aprile 2011

      Chi sono i socialmente idioti?E soprattutto signor Orso cosa propone
      per i socialmente idioti,gli ignoranti manipolati,i beoti,i farabutti,gli
      ingenui,i distratti,cioe' la base dell'elettorato leghista?Togliere loro il
      voto perche' indegni?Farli votare ma il loro voto vale solo meta'?
      Farli votare e il loro voto vale solo in caso di parita'?Questa arroganza
      intellettuale da radical chic e' vagamente indisponente,di chi ha la
      presunzione di sapere tutto e di aver percepito cio' che il volgo e il
      popolino non arriveranno mai a capire.
      E comunque questi beoti incolti e rozzi signor Orso sono gli unici che
      da tempo propugnano il ritiro dell'ITALIA da ogni azione di guerra come prevede la nostra costituzione:niente piu' libia,iraq e afhanistan.
      E alla fine si trovano dunque a pensarla esattamente come lei caro
      signor Orso,omen nomen.Si trova schierato dalla parte dei rozzi,beoti
      ed incolti:complimenti

    1. fix 27 aprile 2011

      Al fine di una seria politica il teatrino Italia e' una buffoneria.

      Si tirano i remi in barca per conti vari, quando il deficit e' inarrivabile

      per essere coperto, ed e' il deficit dell' iniquita' di base di tutto e di tutti i sistemi.

      L' unico investimento possibile e' fare guerre, all' americana.

      L' america oltre oceano, ha sempre fatto la parte mascherata di icona che agisce in giusto,

      ma vedere la stessa scena presa direttamente da paesi europei, ha doppiamente l' immagine da farsa.

      E' caduto pure un tabu' che sembrava dimenticato e che lascavamo ai soli stati uniti o al limite alla russia.

      Se anche i cosi detti piccoli si muovono, significa che e' scontro a campo aperto,

      che siamo arrivati alle bricciole, e che non c'e' piu' nessun ritegno.

      Avanti alla mano, di volta in volta. Lo sconquasso che coinvolge azioni del genere,

      ancora non lo immaginiamo. Un semplice e vero 11/9 in italia o in francia, ci farebbe pensare meglio a cosa stiamo facendo.



      Siamo in un mondo di rimbambiti, dove anziche' dire le cose come sono realmente,

      e prendere le distanze giuste, ci si accoda a "cosi fan tutti". Bene. Avanti allora.

      Manderanno le forze di terra, arriveranno miliaia di immigrati, ci beccheremo questo e altro.

      La gente deve scendere in piazza e dire quello che sono le cose semplici che servono.

      Pace, lavoro, meno sprechi, e via per sempre a politici e imprenditori, banchieri ed affaristi.

      Uno stato sovrano, moneta sovrana, confini sovrani, scuola ed istruzione vera e non da rimbambiti come lo e' ora,

      sanita' per tutti, rispetto dell' ambiente e della normalita' del vivere di tutti.

      Sto' ancora dormendo e sognando.

    1. Truman 27 aprile 2011

      NIENTE FOGLIE DI FICO di Gianfranco La Grassa



      Non più tardi di una settimana fa, di fronte alle richieste di Usa, Inghilterra e Francia di un maggiore impegno e della partecipazione ai bombardamenti in Libia, mentre Frattini era sensibile a tale invito, Berlusconi affermò recisamente che l’Italia aveva già dato abbastanza, che non avrebbe mai inviato aerei a bombardare anche perché memore del passato coloniale del nostro paese. Dichiarazioni smentite in un baleno, appena ricevuta una telefonata di Obama; completo e immediato allineamento, approvato subito dal presdelarep. Si cerca di sostenere che verranno usati missili di estrema precisione per colpire obiettivi solo militari. Queste sono foglie di fico, la cui ipocrisia è più fastidiosa di qualsiasi cinismo. Il presdelarep osa poi sostenere che si tratta di decisione in linea con quella già presa a marzo, immagino con il voto favorevole alla Risoluzione dell’Onu che istituiva solo una no fly zone sulla Cirenaica con lo scopo dichiarato (ovviamente falso) che si trattava di intervento umanitario per salvare civili dagli attacchi di Gheddafi.



      Tutte enormi menzogne che disgustano appunto perché si mente senza nemmeno un minimo di pudore. I bombardamenti, per ammissione delle varie agenzie di stampa occidentali (che riprendono quelle arabe degli Emirati), sono avvenuti anche su Tripoli. Il Vicario Apostolico di questa città, Mons. Martinelli, ha già più volte denunciato morti di civili nella Capitale libica; per non parlare delle altre zone e città bombardate, adesso anche con droni per uccidere i “nemici” (popolazione civile) senza rischiare la vita dei propri militari; un po’ come quando si buttarono atomiche sulle due città giapponesi, ammazzando oltre mezzo milione di civili, con la scusa che, accorciando così la guerra, si sarebbe salvata la vita di alcune migliaia di soldati americani.



      Non c’è nessuna continuità tra questa selvaggia aggressione alla Libia e la Risoluzione dell’Onu che fingeva di voler soltanto preservare una zona di non sorvolo di Bengasi e area circostante per impedire i bombardamenti libici (presunti, vista la scarsissima consistenza di quell’aviazione). Qui siamo ormai in piena aggressione della Tripolitania, cioè, in definitiva, della Libia tout court. La Risoluzione Onu, già voluta da paesi neocolonialisti e che da tempo preparavano la sovversione in Cirenaica, come testimoniato persino da giornalisti di Libero e del Giornale, non autorizzava comunque nessun raid in altre zone né sulla Capitale; tanto meno consentiva il tentativo di assassinare Gheddafi in un qualche suo rifugio. Questa è pura e semplice criminalità comune. Non ci sono nemmeno le giustificazioni formali di Irak, Serbia e Afghanistan. Non l’invasione del Kuwait, non le presunte persecuzioni degli albanesi del Kosovo, non le “Torri gemelle”, ecc. Si è organizzata la secessione della Cirenaica e si è preteso che Gheddafi non reagisse; infine, si è deciso di aggredirlo anche nella zona che non era stata messa in discussione, semplicemente volendo estrometterlo con la forza dal governo del paese.



      E’ come se gli altoatesini scatenassero una guerra civile per effettuare secessione dall’Italia, pretendessero che lo Stato italiano se ne stesse tranquillo, ottenessero protezione da paesi europei che ci bombardassero; e infine, questi stessi paesi ne approfittassero per estendere i bombardamenti a tutto il paese e a Roma, intimando al Governo italiano di dimettersi e di lasciare il passo ad emissari loro e degli altoatesini al fine di ridurci a colonia. Nessuno ha però più la sensibilità e la moralità minima per accorgersi che si sta facendo ai libici ciò che nessuno di noi vorrebbe fosse fatto a noi stessi. No, quelli sono ancora una volta “selvaggi”: come gli etiopi del Negus che “andavamo a “civilizzare”, come quando si cantava “Tripoli, bel suol d’amore…..noi ti verremo a liberar”. Noi siamo appunto i “civili” che hanno diritto di colonizzare gli altri. La vergogna è totale; e Berlusconi ha poco da dire che l’Italia non vuol rinverdire il suo passato coloniale, poiché con l’ultima mossa l’ha fatto.



      Un altro personaggio ha terminato il suo iter: dall’appoggio alla repressione del movimento ungherese da parte dell’Urss (1956) al viaggio a Washington (1978) quale sostanziale “ambasciatore” del Pci e, infine, all’approvazione di unirci a Obama, Cameron e Sarkozy nel bombardare uno Stato sovrano. Viene solo da sorridere all’ironia della sorte che fa si che Berlusconi, dopo aver parlato dei crimini dei comunisti, dopo aver accusato tutti quelli che tramano contro di lui di essere ancora comunisti, alla fine si trova dalla loro stessa parte a compiere quegli atti di cui lui li ha sempre accusati. Bene, anche questo dimostra quanto ridicola sia la distinzione tra destra e sinistra.



      Sappiamo che questo totale “sbandamento” del premier dipende dal venire meno di due punti di forza della sua politica estera: la Libia, appunto, e gli ambienti russi facenti capo a Putin, che dà l’impressione di dover adesso affrontare una dura battaglia almeno fino al prossimo anno (per cui ha fondato il partito “Forza Russia”) onde evitare che si ripresentino nuovi “Gorbaciov”, già all’orizzonte (anzi, credo, già installati). Tuttavia, queste indubbie “attenuanti” non servono a giustificare chi si credeva uno statista. Se il premier lo fosse stato, non avrebbe avuto l’inversione di rotta degli ultimi sei mesi. Certo, la causa sta nell’accerchiamento, nella presenza di una falsa sinistra effettivamente antinazionale; con presenza di elementi della stessa risma anche sulla “destra”, che non a caso imporranno, con l’aiuto dei “primi bombardatori della Libia” (i francesi), l’uomo del “panfilo Britannia”, della Goldman Sachs, ecc., al vertice della BCE. Al di là di tale causa primaria, tuttavia, sta la pochezza dell’uomo, privo di una visione politica dotata di una qualche ampiezza. Era sostenuto da altri punti di forza internazionale; indebolitisi questi, è caduto nelle sabbie mobili dove si agita affondando sempre più.



      L’autonomia italiana non è più a rischio, è ormai semplicemente finita, schiacciata. Ne vedremo il seguito nelle vicende delle nostre aziende strategiche (Eni, Finmeccanica, ecc.), per le quali si apriranno alcune prospettive, ben più limitate delle attuali, solo se accetteranno un netta subordinazione ai piani e opportunità statunitensi. A questo punto, non ha più alcun senso la permanenza di Berlusconi in politica. Lui pensa di essersi salvato, cedendo ormai del tutto agli Usa. Forse i suoi calcoli si riveleranno esatti da un punto di vista strettamente personale, pur se ne ho qualche dubbio: potrebbe fare la fine della “sinistra” che, una volta “spremuta”, è di fatto gettata nel cestino dei rifiuti. Vedremo. In ogni caso, sappiamo chi verrebbe se Berlusconi se ne andasse; sappiamo che si perfezionerebbe infine l’operazione iniziata nel 1992-93 da “mani pulite”; con alle spalle Confindustria (allora agnelliana) e la “manina d’oltreoceano”.



      Tuttavia, il premier non serve ormai più ad intralciare tale manovra. Un ciclo si è chiuso. Personalmente, non credo abbia tutti i torti Stefania Craxi a sostenere che Berlusconi se ne dovrebbe andare. Sbaglia a dare anche lei risalto ai festini, alle questioni di scarsa serietà o moralità, ecc. Fior di capi di Stato e di Governo hanno fatto sempre le stesse cose (più o meno) di Berlusconi; solo avendo maggiore controllo di certi apparati di Stato (e di Intelligence), ed è qui il vero lato debole, da non statista, di costui. In ogni caso, o l’Italia trova una sua forza nazionale o è finita sul serio ogni sua residua autonomia. Saremo un paese vassallo. Ormai lo saremo in ogni caso, se continua la pantomima di questi anni. O una nuova forza o il servaggio. Punto e a capo.




      http://conflittiestrategie.splinder.com/post/24490982/niente-foglie-di-fico-di-gianfranco-la-grassa [conflittiestrategie.splinder.com]

    1. radisol 27 aprile 2011

      Comunque, a scanso di equivoci, Eugenio Orso è tutto meno che un veterocomunista .... viene anzi dal neofascismo e pubblicava ancora poco tempo fa i suoi scritti sulla rivista di destra "Opposta Direzione" e sulle "edizioni del veltro" di Claudio Mutti, ex Ordine Nuovo ..... insomma, per dire qualcosa di sensato su questo allucinante governo che dichiara guerre senza nemmeno discuterne al suo interno e senza porsi il problema delle conseguenze, non occorre essere marxisti .... giorni fa qualcosa del genere l'ha scritta persino Vittorio Feltri ....

    1. Tonguessy 27 aprile 2011

      Analisi condivisibilissima, a parte l'idea che "la spaccatura sembra seria, questa volta". Se parlavi di spaccatura di palle sono d'accordo. Ma se, come sospetto, parlavi di spaccatura all'interno dell'esecutivo ho il sospetto che nella patrie (notare il francesismo) di Pulcinellà tutto va a bunga bunga alla fine della fiera (a puttane oppure a taralluci e vino, a seconda del grado di forbito moralismo).

      Notevole comunque che ci sia qualcuno che FINALMENTE, dati alla mano, voglia sbugiardare i vari Freda e soci che da anni parlano dell'intelligentissima mossa da parte del cavaliere di affrancarci dal dominio imperialista USA.

      Character assassination, eh, Barnard? Ma che cazzo....questi giocano alla pentola da beccare con la pertica. Ogni tanto il giochino riesce, ma è il classico dato fuori statistica. La statistica parla ben d'altro: sono pazzi furiosi e non hanno la minima idea di cosa significhi Res Publica nè cosa stiano facendo lì a Montecitorio/Quirinale a parte intascare scandalose prebende.
      Bravo Eugenio!

    1. Tonguessy 27 aprile 2011

      e che dire allora degli idioti che vanno a pescare la domenica mattina alle 4? E degli idioti che amano la musica ambient poi?

      mah....

    1. dana74 27 aprile 2011

      "malafede che hanno “creduto” in Berlusconi difensore della sovranità nazionale"
      Che dire invece di quelli idioti che credono che il 25 aprile sia una liberazione E GUAI a dissentire da questo dogma, i democratici tolleranti NON AUTORIZZANO?

      Ma come, liberazione non significa poter esercitarla quella sovranità?
      No, non ci interroghiamo a riguardo Orso vero?

      "la Francia fagociterà l’Italia, mangiandosi le parti buone e sputando i resti."
      Oddio, che è scattata una vena nazionalista? Occhio che diventi "xenofobo", ah già, vale per gli altri.

      Riflessione interessante di Di Monaco:

      http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?p=18755

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