GIULIETTO CHIESA: IO, DI PIETRO E QUEI SOLDI

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI ALESSANDRO GIGLIOLI

gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it


Antonio Di Pietro? «E’ un uomo di potere, ma soprattutto è una persona sleale e scorretta, che usa il finanziamento pubblico per assicurarsi il controllo totale del suo partito, e quindi per conservare e incrementare il suo ruolo nella scena politica italiana».



Giulietto Chiesa, 70 anni a settembre, è stato eletto all’Europarlamento nel 2004 proprio nella lista capeggiata da Di Pietro, in un’alleanza di breve durata tra l’ex pm e Achille Occhetto. Chiesa, appunto, era candidato “in quota” a Occhetto e fu eletto a Strasburgo dopo la rinuncia dell’ex segretario del Pds. Il divorzio politico, poi, divenne una sanguinosa questione di soldi e di finanziamento pubblico che Di Pietro «si prese per intero», lasciando a secco l’altra componente, che lo portò in tribunale.

Ora che Di Pietro è indagato proprio per una presunta appropriazione non lecita di rimborsi elettorali, Piovonorane ha chiesto a Chiesa di raccontare la sua versione e i suoi ricordi di quel 2004.

Iniziamo da quando lei divenne europarlamentare con l’Italia dei Valori.


«Per la precisione, era una lista di coalizione tra Antonio Di Pietro e Achille Occhetto. Io fui chiamato appunto da Occhetto, che mi propose di candidarmi. Poi ebbi un colloquio con Di Pietrò e tutto sembrò andare bene».

In che senso?


«Io posi una questione per me dirimente, quella del pacifismo e dell’opposizione alla guerra in Iraq. Spiegai a Di Pietro le mie posizioni in merito, e lui mi rispose che non era ferratissimo sul tema ma si fidava di me, insomma non c’erano problemi. Così accettai la candidatura».



E poi?


«La lista andò male, meno del due per cento. Con due eletti, ovviamente Di Pietro e Occhetto. L’ex segretario del Pds però scelse di restare senatore e si dimise. Quindi gli subentrai io, primo dei non eletti».

E con Di Pietro?


«All’inizio ci fu una separazione consensuale, morbida. Insomma, avevamo capito subito che l’alleanza tra lui e Occhetto non aveva funzionato in termini di voti e quindi conveniva a tutti andare per la propria strada. Da una parte lui, con l’Italia dei Valori, dall’altra parte noi – diciamo – “occhettiani”, che ci chiamavamo Il Cantiere. Ma, ripeto, all’inizio non litigammo. Anzi, Di Pietro mi chiese di iscrivermi al gruppo liberal-democratico, per fargli avere più peso, e io accettai, anche se ero un po’ perplesso».

E poi?


«Poi passò l’estate e in autunno il gruppo del Cantiere – Occhetto, Novelli, Veltri, Falomi e altri – mi chiese di andare da Di Pietro per domandargli una parte del “rimborso elettorale” che lo Stato aveva dato alla nostra lista comune, cioè due milioni e mezzo di euro. Avevamo anche noi l’affitto della sede da pagare, i manifesti da stampare, insomma le solite cose».

Quanto volevate?


«Guardi, eravamo ben consci che Di Pietro era l’asse portante di quella lista, però anche noi avevamo portato i nostri voti ed eletto un eurodeputato. Insomma, non ci sognavamo nemmeno di chiedergli la metà e quindi lasciammo decidere a lui».

In che senso?


«Io andai a trovare Di Pietro nel suo ufficio di Strasburgo e gli chiesi, cortesemente: “Secondo te, quanto ci spetta?”».

E lui?


«Apriti cielo. Perse quasi subito la calma, s’inalberò furibondo e iniziò a urlare che non ci spettava neanche una lira. Gridava: “Io non vi devo niente, sei tu che devi tutto a me, se sei qui è tutto merito mio” e così via. Non l’avevo mai visto alterarsi così e non mi aspettavo che alzasse la voce in quel modo. Fu di una volgarità offensiva».

E lei?


«Io gli feci presente che c’era una questione di lealtà e di correttezza politica, ma anche giuridica, perché non poteva tenersi tutto visto che il gruppo parlamentare eravamo noi due e ci si era appena divisi. Lui si mise a ridere e mi disse: “Sì sì, provateci pure a portarmi in tribunale, tanto avete firmato una delega secondo la quale il finanziamento pubblico spetta tutto a me”».

Che cosa avevate firmato?


«Ecco, io al momento nemmeno capii. E rimasi zitto. Ma tornato a Roma lo chiesi a miei compagni del Cantiere: scusate, che cosa abbiamo firmato?».

E alla fine lo avete capito?


«Sì: con molta amarezza scoprimmo che nel giorno dell’accettazione delle candidature, nell’ufficio del notaio di Di Pietro in piazza del Tritone, quello ci aveva messo in mano un bel po’ di carte da firmare e tra queste c’era anche l’accettazione che i rimborsi elettorali andassero tutti a Di Pietro. Ovviamente nessuno di noi quella carta l’aveva letta, se non altro per educazione: vai dal notaio che ti fa firmare la candidatura e mica pensi che ci sia sotto la fregatura. Invece era proprio così: come le assicurazioni che ti rifilano le clausole vessatorie in fondo al contratto».

Quindi?


«Abbiamo intentato lo stesso la causa civile, ritenendo che il modo in cui ci era stata estorta quella firma la invalidasse. E abbiamo anche cercato di trovare una mediazione con Di Pietro. Ma lui niente, non ha voluto sganciare un euro. Comunque il procedimento giudiziario è ancora in corso».

Allora secondo lei ha ragione Veltri, quando accusa Di Pietro di essersi intascato i rimborsi con false autocertificazioni?


«Guardi, io sull’indagine penale non voglio entrare, anche perché si riferisce a un’altra questione. E non penso che Di Pietro usi il denaro del finanziamento pubblico per arricchimento privato. Ma sicuramente, avendo una gestione molto personalistica del partito, sa che il controllo dei finanziamenti è fondamentale per continuare a garantirsi questo suo ruolo di padrone. E quindi perpetuare e allargare il suo peso nella politica italiana. E lo fa senza badare né alla correttezza, né alla lealtà. Di Pietro è semplicemente un pezzo della Casta».

Alessandro Giglioli

Fonte: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it

Link: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/06/22/giulietto-chiesa-io-di-pietro-e-quei-soldi/

22.06.2010

Commenti (43)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 20 caricati
    1. wiki 25 giugno 2010

      io penso che Di pietro sia più onesto di molti altri...

    1. bstrnt 24 giugno 2010

      Se si legge attentamente quanto riportato nell'articolo, a Di Pietro viene mossa solamente l'accusa di aver fatto il furbo o il baro. L'azione di Di Pietro sarebbe stata riprovevole qualche decennio fa, ora, abituato il popolo bue all'immondo teatrino della marmaglia politicante, la cosa viene vista senza troppa indignazione; ecco dove ci porta la "inflazione di colpa"!
      Però c'è da dire che Di Pietro è avezzo a scivolare spesso su queste buccie di banana, con l'inchiesta sul G8 di Genova per esempio ....
      Questi scivoloni sono abbastanza esplicativi sulla persona Di Pietro, ma tendono a venir visti come paliuzze al confronto delle travi che ci elargisce continuamente il PDL (e non solo) con i suoi vari sodali.
      Personalmente ritengo Gliulietto Chiesa molto più corretto e coerente di Di Pietro, anche la sua pratica politica è molto diversa dal momento che tende a fornire agli interlocutori una chiave di lettura della realtà per una più approfondita comprensione dei fatti.
      In poche parole Di Pietro può essere configurato come un predicatore, che può predicare bene anche razzolando male, Giulietto Chiesa come un esperto che cerca di mettere a disposizione dell'interlocutore le sue conoscenze, anche se poi non nasconde di certo (nel giusto o nello sbagliato) quanto pensa, cosa che ritengo più corretta poiché cerca di fornire anche una chiave di lettura dei fatti.
      Forse saranno queste figure i politici del futuro, figure come Giulietto Chiesa, Solange Manfredi (invito tutti a vedere su Youtube la spiegazione alcuni articoli del trattato Lisbona 2) poiché tentano di fornire ai comuni cittadini le armi per comprendere la realtà al fine di sostituire la decrepita e putrescente democrazia rappresentativa, con una più attuale e sensata democrazia partecipativa.

    1. Gabbiano 24 giugno 2010

      E quello che ho scritto io, infatti l'ho definito Agnostico.Uno che difende i diritti dei lavoratori italiani avrebbe appoggiato gli interessi dell'azienda italiani, ma come hai detto tu non ha scritto un cazzo.

      MAI

      Mai mettersi contro i poteri forti

      Ti ricordo che Berlusconi si è fatto in quattro per difendere il nostro progetto South Stream che è al 50% dell'ENI

    1. Tonguessy 24 giugno 2010

      E dove cazzo l'hai letto in quell'articolo che Chiesa sta difendendo North o South Stream? Ha solo spiegato com'è messa tutta la storia.

    1. yiliek 24 giugno 2010

      cazzo davvero!! ho visto proprio ora l'articolo su quelle mozzarelle ma io sostengo che sta noi col nostro stile di vita fare le scelte giuste!

    1. yiliek 24 giugno 2010

      quoto pure io!!!

    1. Gabbiano 24 giugno 2010

      " Chiesa sostiene che senza una classe dirigenziale che voglia mettersi in gioco e far aprire gli occhi ai cittadini non è possibile alcun tipo di rinascita politica. Se non esistono intellettuali in grado di risvegliare le coscienze, di informare, di sostenere con la propria guida un nucleo di persone attive "

      qui potrai leggere come ha difeso a spada tratta il progetto Nort Stream Ah Ah Ah.Ma fammi il piacere, dimmi dove leggi che Chiesa difende gli interessi degli italiani ?io direi agnostico.Tutti sappiamo che anche dopo non è stato per niente obbiettivo nei confronti di Berlusconi che è stato l'unico politico a difendere questo progetto e come dice il proverbio,gli altri pur di non tromb.la moglie si sarebbero fatti tagliare l'uccello [eticodns6.eticodns6.com] ">

    1. Tonguessy 24 giugno 2010

      Quoto. Facile criticare ciò che non si conosce e non si capisce senza azzeccare manco le virgole del discorso.


      A chi fosse interessato consiglio di leggersi il Manifesto Alternativa

      http://www.giuliettochiesa.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=13:manifesto-alternativa&Itemid=15

    1. alvise 23 giugno 2010

      Vi rivelo un segreto.A genova c'è una associazione, la

      http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1264&Itemid=27. Questa associazione, da almeno tre anni circa, ha denunciato nel loro sito, tutto quello che solo oggi esce su di pietro, anzi, ci sono anche più notizie di quelle che appaiono sui media.Questo perchè, il presidente ha degli agganci che gli passano notizie, confortate da documentazioni.Provate a dargli uno sguardo, vedrete che bel quadro su di pietro che ne esce, scoprirete fatti mai citati, come l'azienda di di pietro in bulgaria:

      http://www.genovaweb.org/doc/visura_suko_varna.pdf Come dicevo, l'associazione ha tutte le prove documentate (per pararsi il culo dalle querele del pulitore di mani), ed è una fonte di informazione ineguagliabile, ve lo assicuro.Chi ha stomaco e pazienza, per leggere tutto il nutrito dossier di questo padrone dell'idv, da oggi avrà una visione un po più completa di quella che può trasparire, per ovvi motivi, dai media nazionali.Poi se mai ci risentiamo.Buona lettura (se ce la farete).

    1. supervice 23 giugno 2010

      Senza voler fare l'avvocato del diavolo, vorrei sapere da quali problemi ti ha distratto Giulietto Chiesa. Riguardo al suo rapporto con Barnard, sappi che Chiesa non condivide quasi nulla dell'approccio politico di Barnard, che sa tanto di DIY in un mondo di squali. Chiesa sostiene che senza una classe dirigenziale che voglia mettersi in gioco e far aprire gli occhi ai cittadini non è possibile alcun tipo di rinascita politica.

      Se non esistono intellettuali in grado di risvegliare le coscienze, di informare, di sostenere con la propria guida un nucleo di persone attive e informate è ovvio che l'operaio, lo studentello o qualsiasi cane sciolto, pur adoperandosi come e quanto può, non potrà mai incidere una virgola nel tessuto sociale che lo circonda, perché ci penseranno altri (media, casta, 'sindacati', eccetera, eccetera) a formare o deformare l'informazione per condizionare la vita dei propri 'sudditi'.
      Non so se hai mai provato a parlare di politica con una qualsiasi persona che tu non conosci, proprio come Barnard vorrebbe che ognuno di noi facesse per informare chi ci circonda.
      Ebbene, questa persona ti riderà sul viso, perché la struttura della sua personalità e i valori che la sostengono sono già stati prefabbricati e instillati nel profondo della sua mente, e non basterai certo tu o io a fargli balenare un minimo di curiosità o a scalfire la sua ottusa corazza.
      Barnard invece pensa che qualsiasi morto di fame potrebbe riuscire, riunendosi con altri morti di fame, a fare la rivoluzione, a rovesciare l'esistente e poi anche a governare, avendo una grande esperienza nel gestire il proprio salotto di casa o la propria dittuccia di quattro dipendenti.
      Le cose non stanno così e lo sa anche il mio gatto: questo è il motivo per cui Chiesa non si pronuncia riguardo a quello che è successo a Barnard, perché non lo considera un intellettuale di valore, che possa essere di una qualsiasi utilità, se non quello di fare discutere su CDC su quante volte rimbalza con le donne.

    1. Gabbiano 23 giugno 2010

      il luccichio dei dindirindini gli hanno offuscato la vista così non ha letto il Trattato di Lisbona

    1. Gabbiano 23 giugno 2010

      per fare lo sceriffo deve essere integerrimo ,a me pare che voleva un lavoro molto piu' remunerativo di quello che faceva prima e in tanti hanno abboccato, però non si spacci per uomo pulito al servizio del popolo perchè anche lui è solo uno al servizio del potere.

    1. Gabbiano 23 giugno 2010

      " Mi pare che anche Chiesa parli solo di soldi,quindi non lo vedo tanto diverso.. "

      basta considerare quanto si sia prodigato per Zeitgest e 11/9 con meeting, conferenze,filmati, tutte a gratis vero? argomenti che hanno distratto tutti dai veri problemi che ci stanno affliggendo da quando sono nato

      Lui è come tutto il resto della sinistra ecco perchè non ha mai speso una parola a favore di- Censura Legale di Paolo Barnard [www.paolobarnard.info] -
      Chiesa fa parte del sistema.

    1. lachesi 23 giugno 2010

      ma scusate..è una storia che da un sacco di tempo viene ricordata ciclicamente,il rimborso delle votazioni,la laurea ottenuta nei tempi giusti,le case comperate in modo sospetto. Tutte cose gia dette e mi sembra che siano state spiegate davanti alle autorita competenti e Di Pietro è sempre satato assolto.
      Non dico che Di pietro sia il non plusultra dell'onestà ma, il fatto che venga messo in croce da tutti i giornali e tutti i tg,mi fa pensare che sia l'unico a non tacere davanti alla avvanzata di questo regime.
      Se Di Pietro fosse lo "zero" d'ellonestà ,dove quelli piu onesti sono in parlamento e i meno onesti sono in carcere,, i parlamentari si potevano contare sulle dita di una mano

    1. cris79 23 giugno 2010

      il senso del'intervista è che di pietro è cattivo perchè non ha dato una parte del malloppo(solo DUE MILIONI E MEZZO DI EURO :-) ) alla gang di giulietto chiesa? invece lui i soldi li voleva solo per amore del prossimo vero?
      Mi pare che anche Chiesa parli solo di soldi,quindi non lo vedo tanto diverso..
      Con questa intervista, senza volerlo giulietta chiesa ha gettato la sua di maschera..gira e rigira è sempre una questione di soldi...

    1. backtime 23 giugno 2010

      oltre all'associarmi aggiungo - De Magistris è andato in Irlanda a spingere i nostri connazionali a votare uniti per il Trattato, ora una mente ragionevole si chiederebbe: frutto del suo sacco o del partito venduto al sistema?

    1. oldhunter 23 giugno 2010

      ed io pure!

    1. daveross 23 giugno 2010

      @ranxerox non è tattica del meno peggio e non decanto nessuno.

      Non è tattica del meno peggio perché io Di Pietro non l'ho mai votato, quindi, tale tattica non la applico.

      Il mio commento era rivolto solamente alla situazione contingente. A me pare che la richiesta di Chiesa e Veltri sia pretestuosa dato che hanno firmato una carta che attribuiva tutti i rimborsi all'IdV. Tanto che il Cantiere prima delle elezioni del 2004 nemmeno esisteva!

      Poi, ora, dato che Di Pietro IN QUESTI GIORNI rappresenta quasi l'unico argine al dilagante padanesimo, berlusconismo / alleanze mafiose, questi attacchi non molto fondati fanno solo del male all'opposizione tutta. Anche a chi, come me e come te, non piace l'idealismo destroide che a volte aleggia in IdV.

      Cosa dobbiamo fare, lasciare le redini dell'opposizione a un politico di nicchia che ha un blog di nome 'megachip2'? Ti ricordo che i droidi berlusconiani hanno in mente di cambiare l'art.41 della costituzione!

    1. RINOGAETANO 23 giugno 2010

      non avete capito niente... si e' giocare sleale ma lo fa perche' secondo la sua convinzione bisogna eliminare il marcio. Ha ragione vauro quando lo disegna che vuole a tutti i costi la stellina da sceriffo amici

    1. wld 23 giugno 2010

      Mi domando se: ma l'avranno mai letto i nostri politici il trattato di Lisbona? Da quello che hai scritto su De Magistris credo proprio di no, parla di democrazia, potere, importanza, ma non si è fatto la domanda per chi? Non certo per il popolo Europeo; Questo trattato è transnazionale e priva (quando sarà in vigore) della sovranità di tutti gli stati della zona UE. Certo che non siamo messi molto bene, questi stanno litigando per ragioni di portafoglio, e intanto noi ci mangiamo le mozzarelle marce di colore blu.

Visualizzati 20 di 43 commenti approvati.