GIANNI ALEMANNO CHIEDE LA TESTA DEL PROFESSOR ANTONIO CARACCIOLO

GIANNI ALEMANNO CHIEDE LA TESTA DEL PROFESSOR ANTONIO CARACCIOLO

DI MIGUEL MARTINEZ

kelebek.splinder.com

Interrompo, spero brevemente, la serie su Adolfo Urso e i musulmani, per aprire una parentesi su Gianni Alemanno contro la libertà di pensiero. Il tema, però, è sempre il tentacolare partitone dei postfascisti.


Il professore Antonio Caracciolo, ricercatore di filosofia del diritto alla facoltà di Scienze Politiche di Roma, è un convinto liberale. Il suo interesse per la politica è nato pochi anni fa, quando cercò - con il successo che si può immaginare - di portare qualche forma di democrazia in Forza Italia.

In seguito, il suo interesse si è spostato verso la difesa della libertà di espressione, in particolare nei confronti delle agguerrite organizzazioni sioniste italiane. Ha analizzato con grande attenzione i metodi usati da queste organizzazioni per intimidire i critici della politica israeliana nel suo blog Civium Libertas.

In questo contesto, Antonio Caracciolo si è a volte occupato anche della libertà di ricerca sulla Seconda guerra mondiale e quindi della questione del cosiddetto "revisionismo" o "negazionismo".

Ribadisco qui per chiarezza la mia posizione: credo in linea di massima a quella che possiamo chiamare la "versione ufficiale" dello sterminio degli ebrei durante la guerra e trovo in genere discutibili i metodi dei cosiddetti "revisionisti" o "negazionisti".

Allo stesso tempo, trovo inaccettabile che in diversi paesi si possa rischiare anni di carcere per aver espresso dubbi sulla veridicità di qualche episodio storico.

I "revisionisti" o "negazionisti" sono pochi, e quindi non trovano difensori; ciò permette facilmente di aprire un varco gigantesco nell'impianto della legislazione liberale. [1] Si pensi ad esempio a come nella Repubblica Ceca, la legge "antinegazionista" abbia infilato tra le attività punibili con tre a otto anni di carcere, anche il "sostegno all'odio di classe" se espresso "per mezzo stampa, alla radio, alla televisione o in maniera analogamente efficace". Anche gli scioperanti diventano negazionisti...

Perciò una simile legislazione va combattuta a prescindere da chi colpisce. E quindi va difeso senza esitazione anche il vero credente nell'ufologia, nella superiorità della razza germanica o nel regno segreto di Shambhala, come va difeso quello che scrive "i ricchi li impiccherei tutti". Poi lo si può contestare furiosamente sul piano della discussione.

Tranquilli, comunque. Antonio Caracciolo non appartiene ad alcuna di quelle categorie. Non si esprime sulla storia, ma unicamente - in quanto filosofo del diritto - sulla violazione degli articoli 21 e 33 della Costituzione implicita nel tentativo di imporre anche in Italia leggi che vietino il dibattito storico.

In questo contesto, ha documentato tutti i casi di violazione del diritto alla libera espressione che ha potuto raccogliere.

Il blog di Antonio Caracciolo è in rete ormai da molto tempo, e non ha fatto notizia. Finché l'altro giorno un certo Marco Pasqua si sveglia e scrive un articolo in prima pagina su Repubblica, sotto il titolo:
""Lo sterminio degli ebrei è una leggenda" prof negazionista, shock alla Sapienza"
E via:
"DEFINISCE l'Olocausto una "leggenda" sulla quale esistono "solo verità ufficiali non soggette a verifica storica e contraddittorio". Una "leggenda" usata "per colpevolizzare moralmente i popoli vinti". Anche le camere a gas, "ammesso e non concesso che queste siano mai veramente esistite", sono una delle tante verità "da verificare".
Marco Pasqua o non sa leggere i blog, oppure mente. Antonio Caracciolo non ha mai sostenute tesi "negazioniste" o di altro tipo a proposito della Seconda guerra mondiale. Antonio Caracciolo ha difeso e difende la libertà di ricerca e di espressione di altri, e lo fa in quanto liberale che non ha mai espresso alcuna simpatia per il fascismo o per altri regimi.

All'articolo di Marco Pasqua, che scopre l'acqua tiepida di un blog che sta lì ormai dall'agosto del 2007, fanno immediatamente eco i repressori di professione.

Il primo è Gianni Alemanno, il sindaco postfascista di Roma (quello che sostiene che l'Università di Roma " è ostaggio di 300 piccoli criminali"):
“Mi attiverò con il rettore – ha spiegato – affinché il professore venga sospeso. Chiederò ovviamente accertamenti. Ho letto che è anche iscritto a un club di Forza Italia. Faremo verifiche anche in questo senso.”
Calcolate che è dal Medioevo che i sindaci non hanno il diritto di dire alle università cosa devono insegnare e cosa no; ma il rettore dell'università, Luigi Frati (storico barone di Medicina), risponde subito ringraziando
"il sindaco per la sollecitudine in questa circostanza. Ci stiamo attivando per valutare un provvedimento disciplinare nei confronti di Caracciolo'' ha fatto sapere Frati."
Luigi Frati coglie l'occasione di presentarsi come un martire, dicendo di essere "stato ad Auschwitz a sedici anni". Presumiamo da turista più che da internato, a meno che non abbia un chirurgo plastico migliore di quello di Daniela Santanchè:



Luigi Frati, di ritorno dalla deportazione



Ma non solo i postfascisti ad accanirsi. Anche da sinistra si alza l'urlo dell'ignoranza repressiva.



Flavio Arzarello, coordinatore nazionale della Fgci (i giovani del PdCI), non si fida del manganello di Alemanno:

"Chiediamo, nei fatti e non a chiacchiere, l’allontanamento immediato dall’insegnamento del Prof negazionista della Sapienza Antonio Caracciolo."

Proprio come il presidente del consiglio comunale di Roma, Marco Pomarici, dinamico berlusconiano, per il quale

“non è tollerabile che determinate affermazioni circolino liberamente nella più grande Università europea, per di più, in un corso dove si insegna la filosofia del Diritto. Simili teorie possono generare odio e recrudescenze di antisemitismo è di tutta evidenza quindi che Caracciolo non è adatto all’insegnamento e va allontanato”."

Ma Marco Pomarici non era quello che un po' di tempo fa diceva, "nel fascismo ci sono stati anche diversi elementi positivi"?



Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica - un signore di cui ci siamo già occupati qui in passato - si auspica addirittura il carcere:

"Questi "signori" in alcuni paesi europei, purtroppo ancora non in Italia, sono perseguiti dalla legge per le tesi che sostengono."

Riassumiamo. Privatamente, su un blog personale, un ricercatore di diritto sostiene la libertà di parola in base agli articoli 21 e 33 della Costituzione. Per questo, viene chiesta la sua espulsione dall'università (con postfascisti e poststalinisti che convergono rossobrunamente) e viene sognato il suo arresto.



Ma Luigi Frati, nel proprio ruolo istituzionale di rettore dell'Università della Sapienza, ha fatto qualcosa di ben più strano che sostenere la Costituzione su un proprio blog privato. Ne parleremo nella prossima puntata.

Miguel Martinez

Fonte: http://kelebek.splinder.com/

Link: http://kelebek.splinder.com/post/21552679/Gianni+Alemanno+chiede+la+test

23.10.2009

Nota

[1] Si pensi se la legge vietasse rigorosamente i linciaggi in piazza, tranne per i gobbi e "alcune altre persone assimilabili". I gobbi sono pochi, non toccherà certo a me; e così lascio passare questa eccezione. Finché non scopro un giorno di appartenere anch'io alla categoria degli "assimilabili".

Commenti (37)

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    1. cesare52 23 ottobre 2009

      Gianni Alemanno sindaco di Roma - Prof. Luigi Frati barone facolta di medicina - Flavio Azzarello coordinatore giovani del PCDI cosa hanno in comune questipersonaggi?. E' semplice sono compagni. Di merenda.]*** Della serie "Il mostro di Firenze non è morto ma vive e lotta insieme a noi". Azzarello se puoi vergognati più degli altri, almeno tu che hai partecipato alla manifestazione per la libettà della stampa e la libertà di espressione.

    1. cesare52 23 ottobre 2009

      @Galileo. Arirubbo di nuovo. Genio.

    1. babau 23 ottobre 2009

      Volevo aggiungere, secondo me il prof.Caracciolo è stato strumentalizzato dai media in questa vicenda , questo non vuol dire comunque che le sue idee non siano squallide

    1. babau 23 ottobre 2009

      Io sono per la libertà di espressione ma non credo per questo di dover difendere una persona che ha opinioni che non mi piacciono, non so se il giornale repubblica si sia inventato le frasi del prof.caracciolo o le abbia levate dal contesto del discorso o no.
      Se il professore non ha fatto quelle affermazioni lo scriva chiaramente....
      Finchè non lo scrive chiaramente io non mi sento affatto di doverlo difendere.

      Durante la seconda guerra mondiale in europa sono morte 60 milioni di persone di tutti i tipi, religioni e idee politiche, per colpa delle dittature naziste e fasciste e di vari governi di altri stati e dei potenti industriali signori della guerra.
      Anche se non fosse stato ucciso neanche un ebreo sarebbe comunque una tragedia così grande da essere da monito a tutte le generazioni future.

      Al giorno d'oggi ci sono così tante verità che non vengono alla luce, anche se fosse vero che un numero inferiore di ebrei è stato ucciso nei campi di concentramento, varrebbe la pena battersi per fare uscire fuori questa "verità"?
      Secondo me difendere la libertà d'opinione non vuol dire difendere qualcuno che in definitiva ha delle idee squallide, che fa il professore all'università , che fa parte di un partito di governo etc..

      Difendere la libertà d'opinione e portare alla luce verità nascoste non è cosa facile, conviene focalizzare le energie su cio che veramente conta e non genericamente difendere chiunque sia apparentemente o meno attaccato dai mass media.

      Per me il prof.Caracciolo puo dire quello che vuole ma le sue idee se le difenda lui io difendo le mie

    1. myone 23 ottobre 2009


      Chi commette crimini commette crimini, che siano di una parte o dall' altra, quello che hanno fatto, e' uguale, alla fine. La differenza e' da come lo si vede o vuol vedere. Dopo l' errore, il rimedio non ci sara' mai. Quello che fa piu' paura e che e' il male difettoso di oggi, e' che uno disse una volta; nessuno tocchi caino.... ed io interpreto, e continuate all' abele. Ma vedo che tutti vanno in cerca di caini, diventandolo forse piu' di caino stesso. Uccide piu' la parola che la spada, e la parola oggi miete di tutto, fuorche' una verita' aggiornata alla coscenza e alla volonta' per l' oggi del nostro tempo. Rincorriamo fantasmi e contenzioni, e questo dimostra come siamo lontani dall' essere capaci di concretizzare cose vere.

    1. myone 23 ottobre 2009

      Ho ascoltato un intero servizio su un personaggio ebreo, ritenuto il guru spirituale dell' interpretazione spirituale della tora, della caballa e di tutto quello che e' ebraismo. Tiene conferenze da ogni dove, ha un sacco di accoliti che contano in ogni settore del mondo che conta e che e' immagine, sa' 4-5 lingue, e' terapeuta, e' anche altro che mi sfugge, e in fine, applica la sapienza e la saggezza della tora, per formare e mantenere menti nel settore del bisnes e della finanza. Gia' qui la dice tutta. Frai personaggi noti in ascolto, la considerazione era magnanime e generale; finalmente qualcunoche ci apre la mente nella conscenza della bibba. Fra gli interpellati di parte, ebrei e filo ebrei, la loro considerazione, era la medesima del guru', che poi vi diro'. Nel mezzo, in diretta, qualche parola su un passo di un fatto bibblico, e solo solo ad ascoltare che diceva nelle poche parole dette, mi si e' sceso l' oblio. In pratica, se volessi ingnorantemente fare un sunto su per giu', quella che viene considerata la crema intellettuale religiosa e culturale di quel contesto, e' a come mi e' sembrato, in islam moderno raffinato e appropiato delle tematiche culturali e del dire, aggiornato aggiornato continuamente ai giorni d' oggi, dove racchiude continuamente un messaggio modello o stile scientologi a sfondo bibblico, con un po' di colore sprint alla testimoni di geova, e ricca di metafore e deduzioni esegetiche, da partire con la testa, per chi non ce l' ha. Volendo sintetizzare, quello che sintetizzava lui e tutti coloro che erano ebrei, liofilizzato e confezionato, era a questa maniera: Dio ci ha dato una conoscenza, una promessa, e una terra per adempierla, la scioa' e' l' imput del prezzo che abbiamo pagato, il suo ricordo e' la forza che ci fa andare avanti, e l' adempimento e' il nostro intento e la nostra missione. Avete presente un missile o razzo, che si esula dal mondo, per brillare su in aria? ... la stessa cosa.

      Quando si va' a religione, e si naviga nel tempo della (storia), e' sicuramente il pretesto giusto, per essere ipocriti. Quando si condanna un dire, e il giudizio non e' un' altra verita' che solamente perche' e' vera, prevale da se', allora, ci si nasconde dietro all' ingnoranza, alla presunzione, e si fa presto a prendere le vie corte, quelle di un potere, anche fosse solo per dire, non per contraddire o controbattere, ma per penalizzare e far tacere.

      Di fatto, nessuno parla di giustizia reale ai giorni nostri, e dice semplicemente come si deve attuare. Tutti hanno filtri dove nascondersi, e abbagliare fumo nelgi occhi, quando poi, nella realta', le cose sono le peggiori che si possano vedere. Ma sono passate per verita' pure quelle. La verita' finta, per cose finte, dove farci male il meno possibile, e il male, appliggerlo agli altri, quelli cattivi, in tutti i sensi.

      Di fatto sto' che, il potere l' hanno chi non fa' mai il vero, e spesso per non dire sempre, fanno il peggio, o il vero secondo la legge di (questo) mondo.

    1. myone 23 ottobre 2009

      Ascoltavo un economista che parlava dell' italia e del milione di imprese a rischio.

      Diceva che come economia, l' italia a conti fatti e a situazione, e' pari a un paese dell' est.

      Anche se sono in europa, picchiano ancora duro per quanto riguarda la legge e come interpretarla.

    1. renatino 23 ottobre 2009

      Mi domando e domando: se Pasqua non avesse pubblicato quell'articolo su Repubblica chi lo conosceva questo Prof. Caracciolo?! Secondo me solo i sionisti e gli antisionisti.
      Io non sono nè l'no nè l'altro. Leggo e mi faccio un'opinione.

      Ho letto un pò il blog del prof e qualche suo vecchio articolo tipo questo:
      http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=12038


      che dichiara:
      "Personalmente, non sono convinto della “colpevolezza” di Priebke. Non perché l’ufficiale tedesco non sia stato responsabile dei fatti che gli vengono addebbitati, ma perché trovo inadeguato il concetto di responsabilità individuale in fatti catastrofici collettivi, bellici ed ambientali che sconvolgono ogni sicura determinazione delle responsabilità da parte di singoli individui.
      Mentre nessuno mai ne parla, io penso sempre al gesto “eroico” degli attentatori di via Rasella, che pare avessero previsto la reazione che vi fu poi e che avrebbe dovuto avere l’effetto di suscitare nuovo odio contro i tedeschi, fino al giorno prima alleati ed il giorno dopo nemici ed occupanti: i soliti giri di valzer all’italiana. Mi chiedo quale fosse il valore strategico di quell’attentato e soprattutto paragono il loro starsene nell’ombra con il comportamento dei kamikazi musulmani, che nella loro disperazione uccidono per prima se stessi."



      Questo prof oltre ad occuparsi dei sionisti e non, dovrebbe occuparsi appunto anche di quei calabresi (suoi conterranei) che, al tempo della marcia su roma, abitavano a san lorenzo e che fu l'unico quartiere a roma a ribellarsi.

      Ed anche di come vennero trattati i soldati italiani dopo l'8 settembre dai suoi (del prof) amichetti soldati tedeschi. Testimonianza di mio padre (del 35) e di mio nonno abitanti a castro pretorio a roma dove c'è ora la caserma della polizia: nei sotterranei della caserma (via di castro pretorio) erano ammassati i soldati italiani che dalle finestrelle strillavano aiuto per la fame e per la sete.

      Perchè il prof. non ci giustifica, visto che ci sta, anche i crimini di guerra commessi dal Maresciallo Badoglio in Etiopia e di Graziani in yugoslavia?!

      Ma l'art. 21 e 33 vale anche per il Mein Kampf e chi lo sostiene?!

      Se la risposta è si allora mi azzittisco.

    1. Georgius 23 ottobre 2009

      A parte le ragioni di stretta geopolitica che muove i comportamenti dei nostri "politici" di "PUNTA"...punta di spillo, ovviamente, perché oltre queste persone non riescono ad andare, e facendo ogni scansione delle possibili ragioni che spingono specifici comportamenti, NON POSSIAMO esimerci dal considerare questi politici altro che delle teste di cazzo.
      Un qualsiasi altro personaggio con un minimo di dignità quelle cose che è chiamato a fare o a dire NON le direbbe. Georgius Locutus Est.

    1. snypex 23 ottobre 2009


      Domanda:



      si puo' dire che t.blair e' una bufala senza essere perseguitati?



      Risposta:



      si! solo nel caso in cui i suoi seguaci hanno fatto approvare una norma di legge dal tuo parlamento che dichiara perseguibile chiunque ne parli con detrazione.



      Altrimenti non interessa a nessuno, neanche ai pidocchi che t.blair potrebbe avere in testa.



      PIU' CHIARO DI COSI'....

    1. Galileo 23 ottobre 2009

      ...

    1. 21 23 ottobre 2009

      Potrebbe darsi che qualcuno scopre chi sono veramente quei signori,

      che gli lasciano intendere di dover fungere da difensore...

      Illuso e forse ignaro d’esser invece usato.

      La triste situazione occorre per molti, tanti, troppi e da un’esagerazione di tempo.

      1) www.israelite.net/appeal.pdf

      2) www.israelite.net/hebrew.pdf

      3) www.israelite.net/disperse.pdf

      e un saluto affettuoso Benjamin Freedman (R.I.P).

      Grazie per pazientare della mancata inclusione dei pdf già tradotti.

      Ciao ciao;)

    1. 1sasso 23 ottobre 2009

      Secondo me IL MOSSAD conosce molto bene i segreti di MARRAZZO E ALEMANNO e li tengono per le palle.
      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=19296

    1. DanieleS85 23 ottobre 2009

      Complimenti a Martinez.
      Un articolo ottimo ed incisivo.
      A tutti gli "alternativi" che non difendono Caracciolo perché secondo loro "la libertà di espressione va bene, ma non per i negazionisti", ricorderei questo breve ma splendido scritto di Bertold Brecht:

      Prima di tutto vennero a prendere gli zingari

      e fui contento, perché rubacchiavano.

      Poi vennero a prendere gli ebrei

      e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

      Poi vennero a prendere gli omosessuali,

      e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

      Poi vennero a prendere i comunisti,

      ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

      Un giorno vennero a prendere me,

      e non c'era rimasto nessuno a protestare.

    1. renatino 23 ottobre 2009

      Ed in Sudamerica è piena di nazifascisti!! ;-)


      Massì, caliamo un pietoso sipario su questa nostra società ipocrita!!

    1. vic 23 ottobre 2009

      Dal barbiere.

      barbiere scozzese: Legga qui: "non è tollerabile che determinate affermazioni circolino liberamente nella più grande Università europea"
      semisbarbato: Niente di nuovo, i soliti blagoni del sud. Nelle liste delle universita' di qualita' quelle italiane sono lontane dalla cima da un pezzo, purtroppo. E il popolo pure. A parte il fatto che l'Italia e' in Sudamerica da un bel po'.

      Sipario

    1. sursum 23 ottobre 2009

      No, il divenire non è innocente e il signor Per Caso è di una malizia insuperabile e squisita. Che colpo perfetto sbattere sulla prima pagina del Corriere, per una scenetta intima trasformata in sceneggiata, il governatore del Lazio, Pino Marrazzo, il figlio di Giuseppe Marrazzo, zelante cronista del Processo di primo grado per Piazza Fontana, tutto sconcerti e grida! Sorprenderlo là, il cattolico rampante del PD, mentre mugola io non c’entro anche se c’ero. Dalle stelle alle stille (le lacrime con cui cercherà il perdono della famiglia privata - moglie e tre figlie - e di quella pubblica - gli elettori).Vittima di una estorsione a opera di quattro carabinieri, che gliene avrebbero chiesti ottantamila per non svelare all’Italietta curiosa chi era quella ‘persona’ (uhm: un neutro sospetto… Che si trattasse di danteschi “mal protesi nervi”, oggi così à la page?) con cui si intratteneva, il governatore, evidentemente non a ragionare di politiche locali.

      Qui vi parla Giuseppe Marrazzo dalla corte d’assise di Catanzaro. Oggi, i neofascisti si sono permessi di sfidare il Presidente della corte d’assise…

      Trent’anni dopo, le maschere mutano, ruotano sul loro asse, il recto lascia il posto al verso, e il guardiano dell’ordine, il carabiniere, rivela il suo fatale alter ego, il delinquente, e il figlio del moralista viene beccato a fornicare per vie extramorali, e magari anche un po’ cafone (ci sono vizi e vizi, infatti, e soprattutto viziosi e viziosi…). Vuoi vedere che gli unici che non mutano, gli unici che non fluttuano in questa imbarazzante mascherata mondana, sono quei neofascisti atipici che tanto spavento e indignazione mettevano a Marrazzo padre?

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