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GIANNI ALEMANNO CHIEDE LA TESTA DEL PROFESSOR ANTONIO CARACCIOLO

DI MIGUEL MARTINEZ
kelebek.splinder.com

Interrompo, spero brevemente, la serie su Adolfo Urso e i musulmani, per aprire una parentesi su Gianni Alemanno contro la libertà di pensiero. Il tema, però, è sempre il tentacolare partitone dei postfascisti.

Il professore Antonio Caracciolo, ricercatore di filosofia del diritto alla facoltà di Scienze Politiche di Roma, è un convinto liberale. Il suo interesse per la politica è nato pochi anni fa, quando cercò – con il successo che si può immaginare – di portare qualche forma di democrazia in Forza Italia.

In seguito, il suo interesse si è spostato verso la difesa della libertà di espressione, in particolare nei confronti delle agguerrite organizzazioni sioniste italiane. Ha analizzato con grande attenzione i metodi usati da queste organizzazioni per intimidire i critici della politica israeliana nel suo blog Civium Libertas.

In questo contesto, Antonio Caracciolo si è a volte occupato anche della libertà di ricerca sulla Seconda guerra mondiale e quindi della questione del cosiddetto “revisionismo” o “negazionismo“.

Ribadisco qui per chiarezza la mia posizione: credo in linea di massima a quella che possiamo chiamare la “versione ufficiale” dello sterminio degli ebrei durante la guerra e trovo in genere discutibili i metodi dei cosiddetti “revisionisti” o “negazionisti”.

Allo stesso tempo, trovo inaccettabile che in diversi paesi si possa rischiare anni di carcere per aver espresso dubbi sulla veridicità di qualche episodio storico.

I “revisionisti” o “negazionisti” sono pochi, e quindi non trovano difensori; ciò permette facilmente di aprire un varco gigantesco nell’impianto della legislazione liberale. [1] Si pensi ad esempio a come nella Repubblica Ceca, la legge “antinegazionista” abbia infilato tra le attività punibili con tre a otto anni di carcere, anche il “sostegno all’odio di classe” se espresso “per mezzo stampa, alla radio, alla televisione o in maniera analogamente efficace“. Anche gli scioperanti diventano negazionisti…

Perciò una simile legislazione va combattuta a prescindere da chi colpisce. E quindi va difeso senza esitazione anche il vero credente nell’ufologia, nella superiorità della razza germanica o nel regno segreto di Shambhala, come va difeso quello che scrive “i ricchi li impiccherei tutti”. Poi lo si può contestare furiosamente sul piano della discussione.

Tranquilli, comunque. Antonio Caracciolo non appartiene ad alcuna di quelle categorie. Non si esprime sulla storia, ma unicamente – in quanto filosofo del diritto – sulla violazione degli articoli 21 e 33 della Costituzione implicita nel tentativo di imporre anche in Italia leggi che vietino il dibattito storico.

In questo contesto, ha documentato tutti i casi di violazione del diritto alla libera espressione che ha potuto raccogliere.

Il blog di Antonio Caracciolo è in rete ormai da molto tempo, e non ha fatto notizia. Finché l’altro giorno un certo Marco Pasqua si sveglia e scrive un articolo in prima pagina su Repubblica, sotto il titolo:

“”Lo sterminio degli ebrei è una leggenda” prof negazionista, shock alla Sapienza”

E via:

“DEFINISCE l’Olocausto una “leggenda” sulla quale esistono “solo verità ufficiali non soggette a verifica storica e contraddittorio”. Una “leggenda” usata “per colpevolizzare moralmente i popoli vinti”. Anche le camere a gas, “ammesso e non concesso che queste siano mai veramente esistite”, sono una delle tante verità “da verificare”.

Marco Pasqua o non sa leggere i blog, oppure mente. Antonio Caracciolo non ha mai sostenute tesi “negazioniste” o di altro tipo a proposito della Seconda guerra mondiale. Antonio Caracciolo ha difeso e difende la libertà di ricerca e di espressione di altri, e lo fa in quanto liberale che non ha mai espresso alcuna simpatia per il fascismo o per altri regimi.

All’articolo di Marco Pasqua, che scopre l’acqua tiepida di un blog che sta lì ormai dall’agosto del 2007, fanno immediatamente eco i repressori di professione.

Il primo è Gianni Alemanno, il sindaco postfascista di Roma (quello che sostiene che l’Università di Roma “ è ostaggio di 300 piccoli criminali“):

“Mi attiverò con il rettore – ha spiegato – affinché il professore venga sospeso. Chiederò ovviamente accertamenti. Ho letto che è anche iscritto a un club di Forza Italia. Faremo verifiche anche in questo senso.”

Calcolate che è dal Medioevo che i sindaci non hanno il diritto di dire alle università cosa devono insegnare e cosa no; ma il rettore dell’università, Luigi Frati (storico barone di Medicina), risponde subito ringraziando

“il sindaco per la sollecitudine in questa circostanza. Ci stiamo attivando per valutare un provvedimento disciplinare nei confronti di Caracciolo” ha fatto sapere Frati.”

Luigi Frati coglie l’occasione di presentarsi come un martire, dicendo di essere “stato ad Auschwitz a sedici anni“. Presumiamo da turista più che da internato, a meno che non abbia un chirurgo plastico migliore di quello di Daniela Santanchè:

Luigi Frati, di ritorno dalla deportazione

Ma non solo i postfascisti ad accanirsi. Anche da sinistra si alza l’urlo dell’ignoranza repressiva.

Flavio Arzarello, coordinatore nazionale della Fgci (i giovani del PdCI), non si fida del manganello di Alemanno:

“Chiediamo, nei fatti e non a chiacchiere, l’allontanamento immediato dall’insegnamento del Prof negazionista della Sapienza Antonio Caracciolo.”

Proprio come il presidente del consiglio comunale di Roma, Marco Pomarici, dinamico berlusconiano, per il quale

“non è tollerabile che determinate affermazioni circolino liberamente nella più grande Università europea, per di più, in un corso dove si insegna la filosofia del Diritto. Simili teorie possono generare odio e recrudescenze di antisemitismo è di tutta evidenza quindi che Caracciolo non è adatto all’insegnamento e va allontanato”.”

Ma Marco Pomarici non era quello che un po’ di tempo fa diceva, “nel fascismo ci sono stati anche diversi elementi positivi”? 

Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica – un signore di cui ci siamo già occupati qui in passato – si auspica addirittura il carcere:

“Questi “signori” in alcuni paesi europei, purtroppo ancora non in Italia, sono perseguiti dalla legge per le tesi che sostengono.”

Riassumiamo. Privatamente, su un blog personale, un ricercatore di diritto sostiene la libertà di parola in base agli articoli 21 e 33 della Costituzione. Per questo, viene chiesta la sua espulsione dall’università (con postfascisti e poststalinisti che convergono rossobrunamente) e viene sognato il suo arresto.

Ma Luigi Frati, nel proprio ruolo istituzionale di rettore dell’Università della Sapienza, ha fatto qualcosa di ben più strano che sostenere la Costituzione su un proprio blog privato. Ne parleremo nella prossima puntata.

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebek.splinder.com/
Link: http://kelebek.splinder.com/post/21552679/Gianni+Alemanno+chiede+la+test
23.10.2009

Nota

[1] Si pensi se la legge vietasse rigorosamente i linciaggi in piazza, tranne per i gobbi e “alcune altre persone assimilabili”. I gobbi sono pochi, non toccherà certo a me; e così lascio passare questa eccezione. Finché non scopro un giorno di appartenere anch’io alla categoria degli “assimilabili”.

Pubblicato da Davide

  • sursum

    No, il divenire non è innocente e il signor Per Caso è di una malizia insuperabile e squisita. Che colpo perfetto sbattere sulla prima pagina del Corriere, per una scenetta intima trasformata in sceneggiata, il governatore del Lazio, Pino Marrazzo, il figlio di Giuseppe Marrazzo, zelante cronista del Processo di primo grado per Piazza Fontana, tutto sconcerti e grida! Sorprenderlo là, il cattolico rampante del PD, mentre mugola io non c’entro anche se c’ero. Dalle stelle alle stille (le lacrime con cui cercherà il perdono della famiglia privata – moglie e tre figlie – e di quella pubblica – gli elettori).Vittima di una estorsione a opera di quattro carabinieri, che gliene avrebbero chiesti ottantamila per non svelare all’Italietta curiosa chi era quella ‘persona’ (uhm: un neutro sospetto… Che si trattasse di danteschi “mal protesi nervi”, oggi così à la page?) con cui si intratteneva, il governatore, evidentemente non a ragionare di politiche locali.

    Qui vi parla Giuseppe Marrazzo dalla corte d’assise di Catanzaro. Oggi, i neofascisti si sono permessi di sfidare il Presidente della corte d’assise…

    Trent’anni dopo, le maschere mutano, ruotano sul loro asse, il recto lascia il posto al verso, e il guardiano dell’ordine, il carabiniere, rivela il suo fatale alter ego, il delinquente, e il figlio del moralista viene beccato a fornicare per vie extramorali, e magari anche un po’ cafone (ci sono vizi e vizi, infatti, e soprattutto viziosi e viziosi…). Vuoi vedere che gli unici che non mutano, gli unici che non fluttuano in questa imbarazzante mascherata mondana, sono quei neofascisti atipici che tanto spavento e indignazione mettevano a Marrazzo padre?

  • vic

    Dal barbiere.

    barbiere scozzese: Legga qui: “non è tollerabile che determinate affermazioni circolino liberamente nella più grande Università europea
    semisbarbato: Niente di nuovo, i soliti blagoni del sud. Nelle liste delle universita’ di qualita’ quelle italiane sono lontane dalla cima da un pezzo, purtroppo. E il popolo pure. A parte il fatto che l’Italia e’ in Sudamerica da un bel po’.

    Sipario

  • renatino

    Ed in Sudamerica è piena di nazifascisti!! 😉

    Massì, caliamo un pietoso sipario su questa nostra società ipocrita!!

  • DanieleS85

    Complimenti a Martinez.
    Un articolo ottimo ed incisivo.
    A tutti gli “alternativi” che non difendono Caracciolo perché secondo loro “la libertà di espressione va bene, ma non per i negazionisti”, ricorderei questo breve ma splendido scritto di Bertold Brecht:

    Prima di tutto vennero a prendere gli zingari

    e fui contento, perché rubacchiavano.

    Poi vennero a prendere gli ebrei

    e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

    Poi vennero a prendere gli omosessuali,

    e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

    Poi vennero a prendere i comunisti,

    ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

    Un giorno vennero a prendere me,

    e non c’era rimasto nessuno a protestare.

  • 1sasso

    Secondo me IL MOSSAD conosce molto bene i segreti di MARRAZZO E ALEMANNO e li tengono per le palle.
    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=19296

  • 21

    Potrebbe darsi che qualcuno scopre chi sono veramente quei signori,

    che gli lasciano intendere di dover fungere da difensore…

    Illuso e forse ignaro d’esser invece usato.

    La triste situazione occorre per molti, tanti, troppi e da un’esagerazione di tempo.

    1) http://www.israelite.net/appeal.pdf

    2) http://www.israelite.net/hebrew.pdf

    3) http://www.israelite.net/disperse.pdf

    e un saluto affettuoso Benjamin Freedman (R.I.P).

    Grazie per pazientare della mancata inclusione dei pdf già tradotti.

    Ciao ciao;)

  • Galileo

  • snypex

    Domanda:

    si puo’ dire che t.blair e’ una bufala senza essere perseguitati?

    Risposta:

    si! solo nel caso in cui i suoi seguaci hanno fatto approvare una norma di legge dal tuo parlamento che dichiara perseguibile chiunque ne parli con detrazione.

    Altrimenti non interessa a nessuno, neanche ai pidocchi che t.blair potrebbe avere in testa.

    PIU’ CHIARO DI COSI’….

  • Georgius

    A parte le ragioni di stretta geopolitica che muove i comportamenti dei nostri “politici” di “PUNTA”…punta di spillo, ovviamente, perché oltre queste persone non riescono ad andare, e facendo ogni scansione delle possibili ragioni che spingono specifici comportamenti, NON POSSIAMO esimerci dal considerare questi politici altro che delle teste di cazzo.
    Un qualsiasi altro personaggio con un minimo di dignità quelle cose che è chiamato a fare o a dire NON le direbbe. Georgius Locutus Est.

  • renatino

    Mi domando e domando: se Pasqua non avesse pubblicato quell’articolo su Repubblica chi lo conosceva questo Prof. Caracciolo?! Secondo me solo i sionisti e gli antisionisti.
    Io non sono nè l’no nè l’altro. Leggo e mi faccio un’opinione.
    Ho letto un pò il blog del prof e qualche suo vecchio articolo tipo questo:
    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=12038

    che dichiara:

    “Personalmente, non sono convinto della “colpevolezza” di Priebke. Non perché l’ufficiale tedesco non sia stato responsabile dei fatti che gli vengono addebbitati, ma perché trovo inadeguato il concetto di responsabilità individuale in fatti catastrofici collettivi, bellici ed ambientali che sconvolgono ogni sicura determinazione delle responsabilità da parte di singoli individui.
    Mentre nessuno mai ne parla, io penso sempre al gesto “eroico” degli attentatori di via Rasella, che pare avessero previsto la reazione che vi fu poi e che avrebbe dovuto avere l’effetto di suscitare nuovo odio contro i tedeschi, fino al giorno prima alleati ed il giorno dopo nemici ed occupanti: i soliti giri di valzer all’italiana. Mi chiedo quale fosse il valore strategico di quell’attentato e soprattutto paragono il loro starsene nell’ombra con il comportamento dei kamikazi musulmani, che nella loro disperazione uccidono per prima se stessi.”

    Questo prof oltre ad occuparsi dei sionisti e non, dovrebbe occuparsi appunto anche di quei calabresi (suoi conterranei) che, al tempo della marcia su roma, abitavano a san lorenzo e che fu l’unico quartiere a roma a ribellarsi.
    Ed anche di come vennero trattati i soldati italiani dopo l’8 settembre dai suoi (del prof) amichetti soldati tedeschi. Testimonianza di mio padre (del 35) e di mio nonno abitanti a castro pretorio a roma dove c’è ora la caserma della polizia: nei sotterranei della caserma (via di castro pretorio) erano ammassati i soldati italiani che dalle finestrelle strillavano aiuto per la fame e per la sete.
    Perchè il prof. non ci giustifica, visto che ci sta, anche i crimini di guerra commessi dal Maresciallo Badoglio in Etiopia e di Graziani in yugoslavia?!
    Ma l’art. 21 e 33 vale anche per il Mein Kampf e chi lo sostiene?!
    Se la risposta è si allora mi azzittisco.

  • myone

    Ascoltavo un economista che parlava dell’ italia e del milione di imprese a rischio.
    Diceva che come economia, l’ italia a conti fatti e a situazione, e’ pari a un paese dell’ est.
    Anche se sono in europa, picchiano ancora duro per quanto riguarda la legge e come interpretarla.

  • myone

    Ho ascoltato un intero servizio su un personaggio ebreo, ritenuto il guru spirituale dell’ interpretazione spirituale della tora, della caballa e di tutto quello che e’ ebraismo. Tiene conferenze da ogni dove, ha un sacco di accoliti che contano in ogni settore del mondo che conta e che e’ immagine, sa’ 4-5 lingue, e’ terapeuta, e’ anche altro che mi sfugge, e in fine, applica la sapienza e la saggezza della tora, per formare e mantenere menti nel settore del bisnes e della finanza. Gia’ qui la dice tutta. Frai personaggi noti in ascolto, la considerazione era magnanime e generale; finalmente qualcunoche ci apre la mente nella conscenza della bibba. Fra gli interpellati di parte, ebrei e filo ebrei, la loro considerazione, era la medesima del guru’, che poi vi diro’. Nel mezzo, in diretta, qualche parola su un passo di un fatto bibblico, e solo solo ad ascoltare che diceva nelle poche parole dette, mi si e’ sceso l’ oblio. In pratica, se volessi ingnorantemente fare un sunto su per giu’, quella che viene considerata la crema intellettuale religiosa e culturale di quel contesto, e’ a come mi e’ sembrato, in islam moderno raffinato e appropiato delle tematiche culturali e del dire, aggiornato aggiornato continuamente ai giorni d’ oggi, dove racchiude continuamente un messaggio modello o stile scientologi a sfondo bibblico, con un po’ di colore sprint alla testimoni di geova, e ricca di metafore e deduzioni esegetiche, da partire con la testa, per chi non ce l’ ha. Volendo sintetizzare, quello che sintetizzava lui e tutti coloro che erano ebrei, liofilizzato e confezionato, era a questa maniera: Dio ci ha dato una conoscenza, una promessa, e una terra per adempierla, la scioa’ e’ l’ imput del prezzo che abbiamo pagato, il suo ricordo e’ la forza che ci fa andare avanti, e l’ adempimento e’ il nostro intento e la nostra missione. Avete presente un missile o razzo, che si esula dal mondo, per brillare su in aria? … la stessa cosa.
    Quando si va’ a religione, e si naviga nel tempo della (storia), e’ sicuramente il pretesto giusto, per essere ipocriti. Quando si condanna un dire, e il giudizio non e’ un’ altra verita’ che solamente perche’ e’ vera, prevale da se’, allora, ci si nasconde dietro all’ ingnoranza, alla presunzione, e si fa presto a prendere le vie corte, quelle di un potere, anche fosse solo per dire, non per contraddire o controbattere, ma per penalizzare e far tacere.
    Di fatto, nessuno parla di giustizia reale ai giorni nostri, e dice semplicemente come si deve attuare. Tutti hanno filtri dove nascondersi, e abbagliare fumo nelgi occhi, quando poi, nella realta’, le cose sono le peggiori che si possano vedere. Ma sono passate per verita’ pure quelle. La verita’ finta, per cose finte, dove farci male il meno possibile, e il male, appliggerlo agli altri, quelli cattivi, in tutti i sensi.
    Di fatto sto’ che, il potere l’ hanno chi non fa’ mai il vero, e spesso per non dire sempre, fanno il peggio, o il vero secondo la legge di (questo) mondo.

  • myone

    Chi commette crimini commette crimini, che siano di una parte o dall’ altra, quello che hanno fatto, e’ uguale, alla fine. La differenza e’ da come lo si vede o vuol vedere. Dopo l’ errore, il rimedio non ci sara’ mai. Quello che fa piu’ paura e che e’ il male difettoso di oggi, e’ che uno disse una volta; nessuno tocchi caino…. ed io interpreto, e continuate all’ abele. Ma vedo che tutti vanno in cerca di caini, diventandolo forse piu’ di caino stesso. Uccide piu’ la parola che la spada, e la parola oggi miete di tutto, fuorche’ una verita’ aggiornata alla coscenza e alla volonta’ per l’ oggi del nostro tempo. Rincorriamo fantasmi e contenzioni, e questo dimostra come siamo lontani dall’ essere capaci di concretizzare cose vere.

  • babau

    Io sono per la libertà di espressione ma non credo per questo di dover difendere una persona che ha opinioni che non mi piacciono, non so se il giornale repubblica si sia inventato le frasi del prof.caracciolo o le abbia levate dal contesto del discorso o no.
    Se il professore non ha fatto quelle affermazioni lo scriva chiaramente….
    Finchè non lo scrive chiaramente io non mi sento affatto di doverlo difendere.

    Durante la seconda guerra mondiale in europa sono morte 60 milioni di persone di tutti i tipi, religioni e idee politiche, per colpa delle dittature naziste e fasciste e di vari governi di altri stati e dei potenti industriali signori della guerra.
    Anche se non fosse stato ucciso neanche un ebreo sarebbe comunque una tragedia così grande da essere da monito a tutte le generazioni future.

    Al giorno d’oggi ci sono così tante verità che non vengono alla luce, anche se fosse vero che un numero inferiore di ebrei è stato ucciso nei campi di concentramento, varrebbe la pena battersi per fare uscire fuori questa “verità”?
    Secondo me difendere la libertà d’opinione non vuol dire difendere qualcuno che in definitiva ha delle idee squallide, che fa il professore all’università , che fa parte di un partito di governo etc..

    Difendere la libertà d’opinione e portare alla luce verità nascoste non è cosa facile, conviene focalizzare le energie su cio che veramente conta e non genericamente difendere chiunque sia apparentemente o meno attaccato dai mass media.

    Per me il prof.Caracciolo puo dire quello che vuole ma le sue idee se le difenda lui io difendo le mie

  • babau

    Volevo aggiungere, secondo me il prof.Caracciolo è stato strumentalizzato dai media in questa vicenda , questo non vuol dire comunque che le sue idee non siano squallide

  • cesare52

    @Galileo. Arirubbo di nuovo. Genio.

  • cesare52

    Gianni Alemanno sindaco di Roma – Prof. Luigi Frati barone facolta di medicina – Flavio Azzarello coordinatore giovani del PCDI cosa hanno in comune questipersonaggi?. E’ semplice sono compagni. Di merenda.]*** Della serie “Il mostro di Firenze non è morto ma vive e lotta insieme a noi”. Azzarello se puoi vergognati più degli altri, almeno tu che hai partecipato alla manifestazione per la libettà della stampa e la libertà di espressione.

  • cesare52

    @baubau. Proprio perchè non condivido neanche una virgola di qualcuno, proprio per questo ne difendo la libertà di espressione. Per poi magari dirgliene di tuttii colori e contestarlo punto per punto. Dopo non prima. La libertà d’espressione deve valere soprattutto per colui con cui non siamo d’accordo. Garantirla solo a chi ci da ragione , a casa mia si chiama didattura, totalitarismo. Questo non vuol dire approvare. Leggiti la frase in cima a CDC. Prima non la pensavo così ci sono arrivato con il tempo e con la vita vissuta. Per il resto sono d’accordo con te. Ma ne riparleremo dopo che qquesta incredibile provocazione sarò smontata. Non riguarda solo il prof. Caracciolo ma noi tutti in prima persona.

  • cesare52

    @renatino. Io la penso come te. Ma qua non è in discussione quello che tu richiami. Qui è in discussione la censura preventiva di opinioni. Io non approvo quello che tu dci ma mi batterò perchè tu le possa dire. per poi magari farti il culo su ogni virgola. Ma dopo non prima. Altrimenti si crea un precedengte: si possono esprimere solo idee accettate dalla maggioranza. Tu capisci che questo si chiama totalitarismo. Adesso fa comodo a me che sono daccordo con la maggioranza. E se un domani la maggioranza cambia

  • Erwin

    Nel tentativo,mio,di restare coi piedi per terra ,quindi al reale, vorrei chiedere al Luigi Frati ,rettore, cosa si dovrebbe andare a vedere a Dachau?

    Forse la camera a gas che lui ha sicuramente visto,quando aveva 16 anni?

    Ora il rettore dovrebbe sapere che la situazione attuale di quella “gaskammer” è questa:_______ http://farm4.static.flickr.com/3257/2738025549_0379f9dbb8.jpg________

    Mai usata!________

    Quindi il corifero rettore ci spieghi che cazzo si deve andare a vedere ,per documentarci sul preteso sterminio ebraico?

    ….ma si tranquillizzi tale rettore,è in buona compagnia come testimonial del preteso olocausto ebraico:________

    1) Il polacco Woitila ,ad Auschwitz,si è inchinato davanti ad una targa dove era scritto 4.000.000 di morti.Con il suo gesto ha detto al mondo che quella era la VERITA ,davanti alla quale si inchinava’!________

    2) Il successore di Woitila,Ratzinger,ad Auschwitz, si è inchinato davanti ad una targa dove è scritto “circa ” 1.500.000 di morti.Con il suo gesto ha detto al mondo che quella era la VERITA ,davanti alla quale si inchinava’!_______

    Quindi due illustri precedenti…quindi il rettore è in buona compagnia di sprovveduti,nel migliore dei casi.
    Di agenti della disinformazione,nel caso di una loro funzione .
    Di falsari di storia nella peggiore delle ipotesi.

  • Tonguessy

    E’ peggiore un “falsario di storia” che si inchina davanti a persone mai morte (magari per pura ignoranza, e Shiva mi perdoni se qui difendo i due peggiori papi dell’ultimo secolo) o il “falsario di storia” che volutamente, scientemente ridimensiona il fenomeno sociale che più di ogni altro ha causato morti del secolo scorso?
    Priebke come “karma” degli attentatori di via Rasella è una tesi da “falsario di storia” o una verità che dovremmo caracciolamente tutti noi accettare? E perchè allora Caracciolo non pensa che l’attentato di via Rosella fosse (ardeatine!) il “karma” che giustamente colpì quella compagnia del battaglione Bozen? Chi manipola chi? Chi falsifica cosa?

  • veg65

    … concordo pienamente 😉

  • veg65

    … grazie per l’articolo molto ben fatto, ma bisognerebbe valutare bene il fenomeno mediatico (sulla scena politica e sociale) e vittimistico (dalla parte degli ebrei) che si sta compiendo contro Caracciolo, visto che la libertà di espressione e la libertà di pensiero sembrano essere sempre più avvolte nella nebbia.

  • babau

    Si la frase in cima al sito don chisciotte è una bella frase ma come ogni frase rimane una frase inadatta a coprire l’intero spettro della realtà.
    La realtà è più complessa di qualisasi frase.
    Paradossalmente, se qualcuno volesse censurare tutto quello che scrivi e chiudere il sito don chisciotte in maniera violenta e questa persona fosse criticata dai mass media, tu cosa faresti? ti batteresti per la sua libertà di opinione?
    Un altro paradosso: se Berlusconi dalle sue 3 televisioni cominciasse a esprimere opinoni estremamente violente contro qualcuno che odia e che non ha mezzi adeguati per rispondergli, e qulache altro politico gli imponesse di non farlo, tu ti schiereresti a favore della libertà di parola di berlusconi?

    Questi sono solo paradossi e la realtà è diversa, come ho scritto nel mio post precedente il prof caracciolo ha secondo me il pieno diritto di esprimere le sue opinioni.
    Ma se veramente , durante le sue lezioni quindi con l’autorità di un professore universitario ha detto che l’olocausto è una leggenda e affermazioni del genere le sue opinioni puo difendersele da solo.

    Non sono di certo io che decido quali opinioni siano consentite dallo stato italiano, e ripeto che per me ognuno dovrebbe poter esprimiere la sua opinione a parità di mezzi di comunicazione.

    Io posso solo decidere se dare il mio sostegno individuale a opinioni, e sinceramente a Caracciolo non lo darei perchè considero le sue opinioni inesatte e molto parziali.

  • babau

    Quello che io penso riguardo alla strategia di controllo “stato contro negazionisti”:
    Lo stato vuole limitare la libertà di espressione: non certo quella dei negazionisti ma quella di chi critica lo stato stesso e a questo scopo usa i negazionisti.

    Se non viene dato supporto ai negazionisti in nome della libertà di parola lo stato cerca a quel punto di varare delle norme piu generiche contro la libertà di espressione per una sorta di “par condicio” e mettere a tacere l’opposizione.

    Se viene dato supporto ai negazionisti in nome della libertà di parola allora lo stato cerca di varare norme più generiche contro la libertà di espressione per una sorta di difesa delle vittime del nazismo.

    Io penso che in questo caso l’unica via d’uscita per la libertà di parola sia investigare sui fatti e informare sull’ effettiva verità dei fatti per evitare strumentalizzazioni senza schierarsi ne con lo stato e ne con i negazionisti.

    In questo senso apprezzo gli articoli su Caracciolo che forniscono informazioni importanti e non riportate dai mass media, ma consiglerei di prendere piu le distanze da un personaggio che ha una critica molto ristretta limitata solo ai sionisti e che sembra avere le fettine di salame sugli occhi su tutti gli altri problemi del mondo che non coinvolgono i sionisti, oppure semplicemente informare sui fatti senza esprimere opinioni.

    Questo è il vescovo negazionista riabilitato dal papa

  • tersite

    ripeto: priebke, prima di ridiventare priebke, prestava soldi a strozzo a piazza vittorio-Roma. E non era manco troppo rispettato, che sappia io, né riconosciuto per ciò che era stato.

  • tersite

    non conoscevo A. Caracciolo e, per il cognome che porta e i suoi trascorsi in forza italia, nemmeno mi sta troppo simpatico di primo acchitto, ma per me ha ragione:è inutile continuare a vedere il mondo e la sua storia con gli occhi di un bambino, Priebke è un sicario, un esecutore come potenzialmente possono esserlo molti altri. Occorre far luce sulle reali responsabilità e cause, A.C. forse voleva dire che più delle ss furono lobbies e multinazionali e banche a causare guerre e massacri! cmq i commenti soprastanti offrono come sempre un notevole contributo all’argomento trattato.

  • Tonguessy

    Dirò di più: la parcellizzaione delle coscienze lavora proprio per destabilizzare lo spirito critico. Se sei uno specialista (che tu sia il boia o un matematico poco conta) farai solo quello che hai imparato a fare, decontestualizzandolo. E la parcellizzazione ha bisogno di linguaggi specialistici per potere attecchire. Davanti ad un linguaggio specialistico cascano le mandibole, ci si avvia a fare quanto detto.
    Detto questo non so cosa Caracciolo porti di nuovo nel senso appena esposto e perchè chi non è negazionista ha “gli occhi di bambino”. Nè tantomeno mi associo alla tesi che vuole nessuno responsabile davanti al crimine. Io sto con T. Szasz il quale dice che se siamo tutti uguali lo dobbiamo dimostrare specialmente davanti alle nostre responsabilità, e l’inutile fuga verso una immotivata “incapacità di intendere e volere” quantunque “necessaria” per il buon andamento del regime suona come una beffa alle orecchie delle vittime o dei loro parenti.

  • castigo

    renatino:

    Ho letto un pò il blog del prof e qualche suo vecchio articolo tipo questo: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=12038
    che dichiara:
    “Personalmente, non sono convinto della “colpevolezza” di Priebke. Non perché l’ufficiale tedesco non sia stato responsabile dei fatti che gli vengono addebbitati, ma perché trovo inadeguato il concetto di responsabilità individuale in fatti catastrofici collettivi, bellici ed ambientali che sconvolgono ogni sicura determinazione delle responsabilità da parte di singoli individui.

    infatti priebke non fu condannato per la strage in se, dato che le convenzioni internazionali prevedono il diritto di rappresaglia, ma per averne fucilati alcuni di troppo.
    in pratica lo condannarono per aver fatto male i conti…..

    Mentre nessuno mai ne parla, io penso sempre al gesto “eroico” degli attentatori di via Rasella, che pare avessero previsto la reazione che vi fu poi e che avrebbe dovuto avere l’effetto di suscitare nuovo odio contro i tedeschi, fino al giorno prima alleati ed il giorno dopo nemici ed occupanti: i soliti giri di valzer all’italiana. Mi chiedo quale fosse il valore strategico di quell’attentato e soprattutto paragono il loro starsene nell’ombra con il comportamento dei kamikazi musulmani, che nella loro disperazione uccidono per prima se stessi.”

    e che c’è di strano nel farsi certe domande??
    anche secondo me i “partigiani” hanno fatto una cazzata, soprattutto se hanno condotto questa azione “eroica” contando di scatenare una reazione alla inevitabile rappresaglia.
    ma come sai è facile fare i finocchi con il culo altrui.
    certo, non tutti sono dei salvo d’acquisto…… almeno però si dovrebbe avere la decenza di tacere sul presunto “eroismo” di quella azione.

    Questo prof oltre ad occuparsi dei sionisti e non, dovrebbe occuparsi appunto anche di quei calabresi (suoi conterranei) che, al tempo della marcia su roma, abitavano a san lorenzo e che fu l’unico quartiere a roma a ribellarsi.

    presumibilmente se ne sono già occupati gli storici ufficiali
    è di ciò di cui si sente la mancanza che ci si deve occupare.

    Ed anche di come vennero trattati i soldati italiani dopo l’8 settembre dai suoi (del prof) amichetti soldati tedeschi.

    non trovo il punto dove ha scritto che sono suoi amici.
    me lo indichi, per favore??

    Testimonianza di mio padre (del 35) e di mio nonno abitanti a castro pretorio a roma dove c’è ora la caserma della polizia: nei sotterranei della caserma (via di castro pretorio) erano ammassati i soldati italiani che dalle finestrelle strillavano aiuto per la fame e per la sete.

    non se n’è occupata la magistratura a suo tempo (o se l’ha fatto non è giunta ad alcun risultato, fermata da politici dello stesso calibro di quel bombarolo mancato di alemannino), non saranno certo i prof allineati che risolveranno qualcosa.
    la realtà, tristissima, è che quei poveretti sono morti due volte, abbandonati da tutti la prima ed utilizzati come cavalli di troia da politicanti da strapazzo la seconda.

    Perchè il prof. non ci giustifica, visto che ci sta, anche i crimini di guerra commessi dal Maresciallo Badoglio in Etiopia e di Graziani in yugoslavia?!

    non lo fa perchè quelli sono crimini, le fosse ardeatine rientrano invece nel novero delle azioni di rappresaglia ammesse dai trattati internazionali.
    tant’è che il diritto di rappresaglia fu applicato pure da usa, gb e fr nella germania occupata, e persino in proporzioni superiori a quelle applicate dei tedeschi (si parla di 100 a 1)……

    Ma l’art. 21 e 33 vale anche per il Mein Kampf e chi lo sostiene?!

    vale per tutti.

    Se la risposta è si allora mi azzittisco.

    e perchè mai??
    il bello è che vale anche per te.

    e comunque, che senso ha combattere queste “assurdità” a colpi di leggi speciali??
    se ci sono documenti incontrovertibili li si lasci parlare, questi “negazionisti”.
    se sono solo panzane, che male possono fare, di fronte alla Verità??
    i dogmi sono utili solo alle cose la cui esistenza non può essere dimostrata, alle quali si deve credere per “fede”.
    è forse questo il caso dell’olocausto??
    a sentire certe campane si direbbe di sì……

  • castigo

    babau:

    Si la frase in cima al sito don chisciotte è una bella frase ma come ogni frase rimane una frase inadatta a coprire l’intero spettro della realtà.
    La realtà è più complessa di qualisasi frase.
    Paradossalmente, se qualcuno volesse censurare tutto quello che scrivi e chiudere il sito don chisciotte in maniera violenta e questa persona fosse criticata dai mass media, tu cosa faresti? ti batteresti per la sua libertà di opinione?
    Un altro paradosso: se Berlusconi dalle sue 3 televisioni cominciasse a esprimere opinoni estremamente violente contro qualcuno che odia e che non ha mezzi adeguati per rispondergli, e qulache altro politico gli imponesse di non farlo, tu ti schiereresti a favore della libertà di parola di berlusconi?

    sì ad entrambe le domande.

    Questi sono solo paradossi e la realtà è diversa, come ho scritto nel mio post precedente il prof caracciolo ha secondo me il pieno diritto di esprimere le sue opinioni.
    Ma se veramente , durante le sue lezioni quindi con l’autorità di un professore universitario ha detto che l’olocausto è una leggenda e affermazioni del genere le sue opinioni puo difendersele da solo.

    ma allora che senso ha combattere queste “assurdità” a colpi di leggi speciali??
    se ci sono documenti incontrovertibili li si lasci parlare, questi “negazionisti”.
    se sono solo panzane, che male possono fare, di fronte alla Verità??
    i dogmi sono utili solo alle cose la cui esistenza non può essere dimostrata, alle quali si deve credere per “fede”.
    è forse questo il caso dell’olocausto??
    a sentire certe campane si direbbe di sì……

    Non sono di certo io che decido quali opinioni siano consentite dallo stato italiano, e ripeto che per me ognuno dovrebbe poter esprimiere la sua opinione a parità di mezzi di comunicazione.

    Io posso solo decidere se dare il mio sostegno individuale a opinioni, e sinceramente a Caracciolo non lo darei perchè considero le sue opinioni inesatte e molto parziali.

    si può parlare e discutere e ricercare la verità su QUALUNQUE argomento….. tranne l’olocausto.
    se ci si azzarda anche solo a “pensare” che ci sia qualcosa che non torna è come avvicinarsi troppo all’alta tensione…. si muore.
    perché?????
    anche solo il fatto che il termine “olocausto” venga comunemente inteso come riguardante esclusivamente lo “sterminio” degli ebrei dovrebbe far pensare…. dato che ci furono altri “olocausti” nella storia.

  • lalo

    El Alemanno dovrebbe chiedere la testa….anche di Gladstone.
    Questo fascista che ignora le sofferenze del popolo palestino,dimostra una deliberata indiferenza nella sua difesa ad oltranza del colonialismo israeliano.

  • totonno

    Cito il grande Solgenitsin ……

    ” In ogni momento storico c’è una quota di vili e di meschini, o di criminali assetati di sangue, su cui il Potere malvagio – qualunque sia – può contare per compiere atti ripugnanti: come delatori, aguzzini, kapò, linciatori, si offrono volontariamente. Non importa l’etichetta ideologica: ogni scusa è buona agli asini per scalciare, quando gli danno il permesso di farlo.”

    …… in questo caso gli asini servi di sion si sono rivelati con veemenza per schiacciare il professoruncolo , precario ,che a 54 anni è ancora ricercatore con stipendio da fame che ,ingenuamente crede di essere in un paese libero.
    Cosi ci tocca vedere tutti sti parassiti con il sedere incollato alle poltrone strapagati dai soldi nostri , dei contribuenti , che spezzano le ossa al ” negazionista ” i nomi di questi prodi li conosciamo e guarda caso sono trasversali fedeli ad una sola ideologia che è la stessa dell’eccidio di Gaza.

    Facciamoci gli auguri ragazzi ci aspettano tempi durissimi ……………

  • tersite

    l’articolo di A. Randazzo mi è venuto in soccorso….. non si tratta di negazionismo(termine prevalentemente usato dai media di regime), per occhi di un bimbo intendo dire: cercare di avere una visione più matura e meno caricaturale della storia. …….Ahh, la Randazzo..!

  • cesare52

    @baubau.grazie per il video, anzi i video. La tua è una riflessione intressante. Ci penso ancora un ò poi tiu rispondo. Hai toccato dei punti che non avevo considerato. Comunque una riflessione acuta ed intelligente. Complimenti

  • bstrnt

    Le nullità assolute hanno necessità di evidenziarsi angariando persone che esplicitano una loro idea fuori dal coro.
    Ma la costituzione non garantisce a chiunque di esporre le proprie idee, o vi qualche passo che esplicitamente indica idee che non devono venir divulgate?
    Sul nulla si è sempre disposti a fare un casino, poi, quando si tratta di soggiogare intere popolazioni a trattati abominevoli, ne è l’esempio Lisbona 2 (si è mai discusso minimamente di cosa comporta?), vige il più assordante silenzio. Ergo, i sé dicenti politici sono quantomeno dei ciarlatani, quando non specificamente dei quisling o gauleiter per conto di entità innominabili.

  • Ricky

    Non posso che ribadire il concetto già espresso in un mio post all’articolo della Randazzo:
    La libertà di espressione non può essere assoluta, la società non é ancora così evoluta da riuscire a proteggersi da chi cerca di risvegliare i suoi istinti più violenti e brutali.
    Ho letto Caracciolo e penso che certe tesi vanno fermate prima che producano danni, cioé prima che diano pretesto a guerre, violenza e sopraffazione, casi per cui non é moralmente accettabile sostenere una presunta libertà di epressione. Senza nascondersi dietro la tesi che con gli stessi parametri andrebbero processati interi Paesi. E’ vero ma é un modo comodo per lasciare le cose come stanno.

  • cardisem

    Vi prego di dare la massima diffusione possibile sulla rete. Credo che sia ormai evidente il disegno politico. Si vuol introdurre anche in Italia la legge vigente in Germania, Francia, Austria, Svizzera. Io ne offrirei il pretesto.

    Antonio Caracciolo

    Allegato:

    9. Rottura del riserbo. – Penso di avere il senso delle istituzioni. Avevo mantenuta riservata la corrispondenza ufficiale tra me, il rettore, ed il prof. Lanchester, professore incaricato dell’istruttoria, ma avendo il prorettore Bartolomeo Azzaro non rispettato lui il necessario riservo su un’istruttoria in corso, non vedo perché dovrei farlo io. Egli si pronuncia in pratica già emettendo sentenza ed assumendo una versione dei fatti da me tempestivamente smentita presso il Rettore Frati, che troppo occupato ad andare in trasmissioni televisive dove si parla di me, non trova il tempo per leggere la corrispondenza che pure gli mando. Lui medico, che sulla materia olocaustica non va oltre l’Enciclopedia Britannica vuole da me una dimostrazione, con letteraura, su un ambito disciplinare (campi di concentramento) dove mi sono dichiarato sempre estraneo, ma nel quale non hanno certo maggiori conoscenze delle mie rettore e prorettore, entrambi medici, valentissimi quanto si vuole nelle loro competenze, ma sprovvisti di cultura storica. Qui si prepara il mio linciaggio. Dunque anche io rendo pubblico ciò che doveva restare riservato e mi appello alla società civile:

    Si trasmette la nota del 23/10/2009 prot. n. 133/09 a firma del Rettore.
    Ripartizione II Settore II
    Personale docente, ricercatori e assistenti.
    Ripartizione II Settore I
    Personale docente, ricercatori e assistenti.

    Caro Rettore, Caro Prof. Lanchster,
    Ho già inviato ieri sera all’indirizzo di Luigi Frati una lettera di carattere più privato.

    Questa mattina mi ero già autonomamente attivato per smentire quanto apparso su Repubblica ed ho tempestivamente inviato copia a Luigi Frati con eguale posta. Mi giunge adesso questa richiesta alla quale posso rispondere tempestivamente allegando copia della Lettera già inviata a Repubblica. Vi sono e vi saranno altre mie smentite ad altri organi, ma non mi vengono ora richieste.

    Tutti gli addebiti e le contestazioni che mi vengono fatte in sede extrauniversitaria, vengono da me respinti e confutati in sede extrauniversitaria nei tempi tecnici necessari.

    Circa le interviste televisive (due concesse e altre rifiutate) debbo lamentarmi di come sia stato totalmente espunto il contenuto essenziale di ciò che intendevo dire, riassunto nell’allegata lettera, compresa la parte sulla “cittadina” di Dachau che si inseriva in un ampio contesto e che in verità quando parecchi anni fa visitai Dachau mi diede quella impressione comparativa che mi è sfuggita in un contesto di pressione indebita da parte degli intervistatori che cercavano lo scandalo a tutti i costi. Non era una deliberata provocazione, ma era davvero una forma di sconforto che all’epoca ebbi per il degrado secolare della mia Calabria che amo molto. Non sostenendo io tesi “negazioniste” in quanto non mi occupo di questa materia non mi sono chiare le richieste fatte, e verrò a chiedere di persona quale ne sia il senso, ma se l’università pensa di organizzare un convegno, ove i tempi siano maturi, sarò lieto di venire ad ascoltare.

    In merito allo specifico richiesto posso rassicurare che i temi che hanno suscitato tanto scalpore non vengono né mai sono stati trattati nei miei corsi per il semplice fatto che non rientrano nelle mie competenze e nei miei interessi. Non mi stanco invece mai di ribadire, nelle sedi appropriate, in quanto filosofo del diritto, che è mio vivo interesse la tutela massima del diritto alla libertà di pensiero e di ricerca, un diritto che vedo sempre più minacciato e per il quale sono in forte apprensione. Da qui credo sia nata una voluta strumentalizzazione. Prego vivamente il Rettore di farsi lui latore presso il ministro di queste mie fondate preoccupazioni e magari di trovare per me un margine di tempo durante il quale io possa riferire a lui su quei pericoli che sento imminenti.

    Nel mio ultimo di corso la didattica ha riguardato: a) Posizione e Concetti, etc, di Carl Schmitt, da me tradotto e prefato; b) La Tirannia dei Valori. Ho purtroppo avuto quest’anno un solo studente assiduo e altri non assidui, anzi pochissimo assidui (una sola volta venuti).

    È con amarezza che debbo constatare che il Rettore non abbia sentito il bisogno di ascoltarmi prima di rilasciare le dichiarazioni che ha rilasciato e che suppongo siano tagliate come quelle a me estorte. Colgo qui occasione per rispondergli sulla ricerca storica nel senso che la materia in oggetto è di competenza degli storici di professione. Devo però aggiungere come a tutti gli storici debba essere garantita un’assoluta ed eguale libertà di ricerca e di pensiero. Come filosofo del diritto a me questa loro libertà sta ancora più a cuore di quanto forse gli stessi storici non siano consapevoli.

    Resto in attesa di un appuntamento per un incontro con il prof. Lanchester e con lo stesso Rettore, durante il quale io possa dare ogni chiarimento desiderato.

    Cordialmente
    Antonio Caracciolo
    Filosofo del diritto

    Allegato 1:
    Al Direttore della Repubblica,
    e p.c. Al Rettore Luigi Frati

    Ho trovato nella vostra edizione di ieri 22 ottobre un articolo di tal Pasqua interamente a me dedicato. Trattasi di una totale alterazione e falsificazione del mio pensiero non perché le frasi riportate non possano essere a me riconducibili, ma perché trattasi di una collazione di frasi staccate dal loro contesto organico di migliaia e migliaia di pagine in continua elaborazione e modificazione. Il tutto deve essere inteso unitariamente se si vuole conoscere il mio pensiero. Stante la continua elaborazione e l’ingente mole di testi e di argomenti trattati, è però sempre necessaria la mia interpretazione autentica per chi ne voglia fare un uso esterno ai miei blogs: non ho autorizzato né estratti né manipolazioni. Simili metodi venivano usati dal Tribunale dell’Inquisizione per mandare sul rogo moltissime persone. In un certo senso vi ringrazio per avermi fatto intendere come mai prima d’ora la differenza abissale fra la libertà di stampa che è solo vostra (a mio danno) e la libertà di pensiero che è mia e di ogni comune cittadino, anche analfabeta. Non ho dunque che da sconfessare interamente il contenuto dell’articolo di Pasqua in quanto manipolato nel senso sopra detto.

    Peraltro il Pasqua, che mi aveva inizialmente raggiunto sul cellulare, nel quale ho fornito spiegazioni essenziali da lui comunque non riportate nell’articolo, ha poi omesso di chiamarmi il giorno successivo sul mio telefono fisso, avendo io consentito di chiarirgli meglio quanto necessario e di seguito sinteticamente riportato.

    Non mi occupo professionalmente e scientificamente di temi riguardanti i campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale. Come filosofo del diritto mi occupo invece dei temi attinenti la libertà di pensiero e di ricerca. Essendo a me noto che sui temi suddetti in paesi come Germania, Francia, Svizzera e spero non anche in Italia esiste una lunga detenzione penale per quelle che io ritengo mere opinioni o tesi o ipotesi di lavoro in quanto tali lecite e garantite non solo dalla nostra costituzione ma anche dalla dichiarazione universale dei diritti dell3uomo, io ho inteso scendere pubblicamente in campo per la strenua difesa di questi valori costituzionali che sento minacciati: libertà di pensiero e libertà di ricerca, che chiaramente suppongono un loro oggetto, che potrà essere mutevole nel tempo e che nel caso specifico riguarda i campi di concentramento, non oggetto di mia occupazione scientifica e professionale.

    Questo è quanto: nulla di più e nulla di meno. Il resto è dettaglio e strumentalizzazione, alla quale credo il vostro giornale sia uso.

    Antonio Caracciolo
    – Filosofo del diritto
    Allegato 2:
    Al Direttore del Corriere della Sera

    A titolo cautelativo avverto di essere stato raggiunto ieri telefonicamente, nella mia abitazione, da un giornalista di nome Griso, se ben ricordo, il quale intendeva in pratica estorcermi un’intervista per me lesiva, facendo seguito e in linea a quanto già apparso su Repubblica, testé da me smentita.

    Con il giornalista Griso vi è stata una lunga e snervante conversazione dove ho dovuto fare una lezione di deontologia giornalistica. In sostanza, il giornalista non voleva riportare ciò che io effettivamente penso, ma ciò che lui voleva artatamente io dicessi. Purtroppo questo scherzo mi è stato fatto nelle interviste televisive che ho forse incautamente concesso, fidando nella correttezza della stampa e della televisione italiana. Ho autorizzato Griso a riportare testualmente una sola mia affermazione, da lui a me forsennatamente richiesta: “Non sono un negazionista” e pur sganciata dal suo contesto.

    Non trovando però affidabile deontologia, né cultura in chi mi voleva intervistare, giudicare e condannare, deve intendersi NON AUTORIZZATA qualsiasi eventuale intervista o cosa venga su di me riferita ed a me attribuita senza che da me sia stata vidimata e sottoscritta.

    Non leggo abitualmente il Corriere, ma vi sarà ulteriore mio intervento se qualcosa dovesse apparire.

    Distintamente
    Antonio Caracciolo
    – Filosofo del diritto

    La posizione dei professore incaricato della procedura sembra sostenere che io neppure nella mia vita privata, neppure nella mia casa privata, beninteso al di fuori dell’università io abbia diritto ad una vita privata di essere autonomamente pensante. Ma un’eguale pretesa non mi pare sia stata imposta ad un illustre Collega della Sapienza che è parte organica di quell’«Informazione Corretta” da cui è partita l’operazione: posso essere attaccato impunemente, ma non posso e non devo difendermi. Il Rettore Frati, come ho potuto constatare, non legge la corrispondenza che io gli mando. Insiste con le sue letture dell’Enciclopedia Britannica che è la sola fonte di conoscenza di cui dispone. La mia linea di difesa sulla quale non debordo, oltre a quella nota, è che la materia “Campi di concentramento” non rientra nell’ambito disciplinare IUS 20, cioè filosofia del diritto. Io non mi sono mai occupato e mai mi occuperò professionalmente di “campi di concentramento”, al cui riguardo la mia competenza professionale è uno zero assoluto, per cui nulla possa negare e nulla posso affermare. Diverso se mi si vuol chiedere una professione di fede, ma la professione di fede non è un atto di scienza. Rientra invece perfettamente nel mio ambito disciplinare tutta la problematica della libertàdi pensiero e di ricerca, che io vedo violate in paesi come la Germania e la cui identica legislazione si sta tentando di introdurre in Italia. Io qui mi trovo ad essere il capro espiatorio di questa operazione. Lancio l’allarme a tutta la società che è possibile raggiungere e allertare.

    Fonte:
    http://civiumlibertas.blogspot.com/2009/10/mi-dicono-che-sono-in-prima-pagina-si.html

    PS – Tutta questa storia parte da «Informazione Corretta», di cui è redattore fisso è il collega della mia università Giorgio Israele, matematico, il cui sionismo è noto ai quattro venti. A lui è lecito essere sionista e fare propaganda sionista. A me non è lecito criticare Israele, pubblicare il rapporto Goldstone, accettando i risultati approvati dalla Commissione sui diritti umani. Due pesi due misure!