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GENERAZIONE RABBIA

DI MAURIZIO MAGGIANI
ilsecoloxix.it

Ho manifestato i miei sdegni e i miei aneliti per le strade d’Italia dal 1968 al 1977. Ho smesso di farlo a Bologna, una bella mattina di fine estate quando, arrivato in ritardo al corteo delle “mitiche” giornate contro la repressione, lo lasciai sfilare da cima a fondo senza trovare dove inserirmi, senza riconoscermi in nessuno dei gruppi, delle facce, degli slogan, degli abbigliamenti. Ero diventato troppo vecchio per quella roba, o troppo prudente, o troppo saggio, o troppo codardo; non so, ma ero davvero e definitivamente da un’altra parte.

Un quarto di secolo dopo mi sono trovato a Genova, residente della Zona Rossa con cartellino, inutile, di giornalista accreditato appeso al collo. Ho assistito a tutte le manifestazioni a cui mi è stato possibile, cercando di vedere e capire, e ho partecipato a quella del sabato, la grande manifestazione pacifica finita nei grandi pestaggi; ho salvato dalle manganellate due signore che portavano una maglietta con su scritto “un unico Padre, cinque miliardi di fratelli”, e sono io stesso stato salvato da una giovane famiglia che mi ha aperto la porta di casa.

Tornando al Secolo XIX, quella sera vidi all’Acquasola giovani togliersi le loro tute nere e rimettersi a modino sotto lo sguardo spensierato di un gruppo di poliziotti. Quella notte i “fatti” della Diaz, ed ebbi la certezza che il movimento pacifista internazionale era stato distrutto, intenzionalmente annientato. A parte l’affermazione di un principio di imperio – «l’abbiamo fatta finita con quei rompicoglioni!» fu l’articolata analisi che ascoltai dalla bocca di un alto dirigente del governo di allora – a parte la quasi fantascientifica supposizione che si volesse limitare con salda brutalità i limiti spaziali e di principio della partecipazione democratica, ancora oggi mi sfugge la lungimiranza di quell’opera demolitoria.

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Sono passati dieci anni e assisto, non più di persona ma attraverso i canali di informazione internazionali ufficiali e no, ad altre manifestazioni; ad Atene, a Parigi, a Londra, a Roma. Forse dovrei essere lì, e vedere e toccare con mano per capire davvero, ma se posso azzardare un giudizio su una realtà che percepisco solo virtualmente, allora mi sento di dire che quello che i giovani manifestanti, i loro volti e le loro azioni, le loro parole, io non le conosco, e men che meno le riconosco. Sideralmente lontani da quell’ultima mia manifestazione di Bologna e da quel sabato di Genova.

Giovani, e ancor più che giovani, ragazzi. Non sono marziani, sono i miei figli, sono la nuova generazione. Non parlano lingue sconosciute, ma la mia. Non chiedono cose a me ignote, ma cose che posso comprendere bene. Solo che dicono e fanno ogni cosa in modo diverso, nuovo. E la novità, la grande novità, è la rabbia. Non che io non conoscessi questo sentimento, ma la loro e una rabbia, un profondo, interiore, assoluto scontento, e un’energia nel manifestarlo, una forza che io non ho avuto, né visto, da ragazzo, giovane uomo, adulto. E con quella loro rabbia, che gli vedi insorgente come un geyser, intrattenibile nelle parole, hanno cominciato a rompere, a spaccare.

Vedendo i filmati dalle stupefatte capitali d’Europa, non è così difficile riconoscere i professionisti, quelli che lavorano con metodo a sfasciare e picchiare, quelli che da secoli fanno il lavoretto sporco degli infiltrati, ma è facile vedere che non ci sono solo loro, che il gesto di violenza è diffuso. Credo che lo sarà sempre di più. Perché è nella natura delle cose che sia così, irreparabilmente intrinseco allo stato delle nazioni. E lo sappiamo bene, non c’è nessuna analisi speciale da fare, nessun dibattito che non sia una ipocrita pappina consolatoria.

Non si può spedire un’intera generazione nel vuoto pneumatico pensando che non cerchi di tornare sulla terra, non la si può comprimere all’infinito nel nulla cosmico senza sapere che prima o poi esploderà. Questa generazione non ha niente di quello che hanno avuto i loro padri e che si sono ingegnati a dissipare, il pensiero per primo e la previdenza sociale per ultima. I loro padri che si sono mangiati il modo intero e ora li prendono anche in giro andandogli a spiegare che la festa è finita. Questa generazione non ha parole perché è da quando andava all’asilo che non trova un cane che la stia a sentire, che le dica qualcosa che valga la pena di essere ascoltato, buono o cattivo maestro che sia.

Questa generazione è frutto del ventre nostro, una pancia gonfia di supponenza e inverosimile egotismo. È come se non fossero mai nati quei ragazzi, tenuti nello stato inoffensivo di feti, ad avvizzire nella vita. E vorremmo che fossero ragionevoli. Portatori di una ragione tollerabile agli occhi di padri che si titillano nel sogno perverso di durare in eterno da eterni adolescenti, impotenti innamorati del potere. Ne abbiamo allevato qualcuno perché ci facesse da ventriloquo con toni più convincenti delle nostre voci screditate, ma non funzionerà, non ha mai funzionato.

Non sono tanti, al momento, quelli che ci stanno preoccupando; possiamo ancora illuderci che i più possiamo ancora tenerli a bada continuando a rifornirli di gadget e snack moderatamente aggiunti di anfetamine e narcotici. Ma se non fossimo dimentichi della storia, compresa la nostra, ricorderemmo che bastano pochi a renderci la vita scomoda, a tenerci in angosciante sgomento e paura per tutti i giorni che Iddio manda in terra, e alla fine sono i pochi quelli che fanno saltare in aria tutta la baracca.

Maurizio Maggiani
Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/
19.12.2010

via http://www.libreidee.org

Pubblicato da Davide

  • Saysana

    Tristemente…. vero.

  • Diapason

    Io ho il piede in due epoche di protesta. Pure io. Mi sento così…
    Ricordo il civilissimo e mai esagerato sdegno con cui ingenuamente sfilavo da ragazzetto, ricordo la sorda ma dimessa e compita rabbia, mista a disgusto, con cui un po’ meno ingenuamente (ma non abbastanza da permettermi gesti indeucati) sfilavo da adulto, e comprendo benissimo la furia cieca, sgangherata e totale, di questi (ancora, concordo) pochi esasperati.

    Sono contagiosi, aumenteranno. Oggi i cortei a Roma si stanno svolgendo nel segno della serenità (salvo esplosioni dell’ultima ora) ma c’è brace rovente sotto la cenere.
    E tristemente mi sorprendo ad augurarmi che l’escalation continui, che sempre più persone e sempre più classi sociali e sempre più professionisti e sempre più madri e padri si schierino accanto ai figli, ai fratelli minori.

    …Spaccate tutto, colpite quel che merita di esser colpito, devastate tutto quello che rappresenta coloro che hanno provocato questo stato di cose.
    La società della fuffa corrotta tenta di farvi studiare la fuffa preconfezionata per farvi diventare fuffa laboriosa a buon mercato che consumerà fuffa stupida ma costosa. La vostra risposta, purtroppo, temo sia l’unica adeguata: BERSERK MODE: ON.
    Mi dispiace da matti spalmare i miei sogni giovanili di società migliore su questa schifosa fetta di pan di delusione: ma hanno ragione quelli che dicono che senza violenza il potere non capisce.
    Spaccate tutto, fate quel che forse io, e i miei coetanei, dovevamo fare una quindicina d’anni fa e che, ingenuamente (perché speranzosi in un miglioramento) e anche un po’ pusillanimemente, abbiamo scelto di non fare, o rinunciato a fare, o semplicemente mai deciso di fare.

  • victorserge

    il popolo italico è attaccato ai suoi capi.
    siamo il popolo fascista per eccellenza, siamo il popolo che più di ogni altro ha dato lezioni al mondo su come si esercita il potere, siamo il popolo che ha dato un machiavelli, siamo un popolo che ha dato il rinascimento, siamo un popolo che ha dato il meglio e ha dato il peggio.
    siamo un popolo che ha sofferto invasioni e ha colonizzato in modo brutale.
    il popolo italiano è un popolo che ha sempre abbassato la schiena di fronte al potente: da sempre.
    ma all’interno di questo popolo fingardo, becero, scettico, doppio-giochista, infame, bigotto c’è sempre qualche figura che lo eleva al rango dei peggiori di sempre.
    oggi lo abbiamo al governo e lo ostentiamo con orgoglio.

    amiche italiane e amici italiani.
    nella nostra lunga storia ci manca una cosa che ogni più grande popolo al mondo ha conosciuto, e cioè una rivoluzione.
    a noi manca quell’ orgoglio di essere un popolo che sa governarsi e liberarsi di qualsiasi principe.
    ci siamo ribellati al borbone e all’asburgo, ma siamo stati sotto il tallone del savoia; ci siamo ribellati al savoia, ma solo perché ci aveva portati al fascismo; ancora non ci siamo liberati dal vaticano e ci stiamo confondendo col berluscone.

    italiani; ma quando avremo uno scatto d’orgoglio!!!!

    gli studenti sono soli, i loro padri e le loro madri dovrebbero vergognarsene!!!
    falliti del ’68 e ora beceri pusillanimi seguaci del più reietto conformismo di sinistra e di destra.

    operai marchionnizzati solo per continuare a fottersi l’orgoglio e fottere il futuro dei figli con la finta illusione delle briciole e delle telepredicazioni dei vari venduti in parlamento.

    sindacati fasulli che mercificano l’operaio come nemmeno marx avrebbe pensato, coi loro fondi pensione e pensioni integrative che ingrassano unipol e squali vari.

    eminenti vociatori televisivi, tg e tolc sciò, che strarubano fior di stipendi e che illudono la parte buona e ingenua del popolo al fine di non esacerbare mai i loro animi.

    avanti popolo alla riscossa bandiera rossa trionferà!!

    …..se non ora; quando?

  • victorserge

    no per dio!!
    basta con queste ammissioni di sconfitta!!
    ribellarsi, ecco cosa bisogna fare ribellarsi.
    e ogni minuto della giornata è sempre un giorno buono per ribellarsi!!

  • gabro

    …è vero, avete ragione, la rabbia aumenterà, deve aumentare! Io probabilmente sono a cavallo tra le due generazioni a confronto, più vicino a chi oggi “spacca tutto” piuttosto che a quella del caro Maurizio. Non crucciatevi per non aver agito come forse avreste dovuto, la colpa non è certo vostra. La nostra generazione ha avuto a disposizione quello che voi non avevate ancora, internet. Seppur tra mille deviate contraddizioni, il mezzo digitale ci ha aperto la mente sul “sistema” che viviamo, ci ha mostrato le falsità, ci ha mostrato chi tiene i fili, ci ha portato a conoscere il “Nuovo Ordine Mondiale”, ci ha spinto davanti ad una scelta, combattere o morire. La nostra è la generazione che può distruggere l’avidità dei banchieri e delle multinazionali, noi siamo quelli nati nell’era del risveglio e nostra è la responsabilità di cambiare il mondo, coadiuvati ed incoraggiati dalla vostra perchè sennò da soli non ci riusciremo. Noi siamo quelli che devono distruggere l’incapacità corrotta dei governi, schifosi lacchè dei globalisti, noi siamo quelli che sappiamo che l’unico voto “utile” di questa società è il NON voto. Noi siamo quelli che possiamo portare un nuova visione di società, non più basata sul denaro e sul successo personale ma sull’unione di tutti per tutti, uguali, determinanti e creativi. Un tempo si chiamava l’utopia anarchica, poi il “potere” l’ha ridotta a misera rappresentazione di squatter incapaci e sporchi, spogliandola del significato più profondo, l’uguaglianza. Ma la nostra generazione ha bisogno del risveglio della coscienza di tutti, ogni singolo uomo deve iniziare il suo risveglio interiore, deve richiamare la sua intelligenza per il bene comune, deve iniziare a comprendere davvero la Matrix in cui esiste. Niente è impossibile…ricordiamolo tutti.
    Il “potere” inizia a creparsi sotto i colpi dell’intelligenza, forza e coraggio!

  • Diapason

    Siate furbi, evitate qualsiasi lessico già utilizzato in passato, evitate di farvi etichettare come sessantottini: altrimenti la reazione dei narcotizzati sarà “…ecco, hanno solo trovato uno più bravo del solito a fomentarli con vecchie motivazioni” e non scenderanno in strada insieme a voi.
    Parlate il meno possibile, usate frasi secche e inoppugnabili, inventatevi un nuovo lessico: da foto e filmati e coi miei occhi quanto vi vengo a guardare vedo striscioni uguali a quelli di 15, 25 anni fa, 40 anni fa…
    Non va: dovete essere nuovi, incisivi, impossibili da accomunare a qualsiasi altra cosa già avvenuta, a qualsiasi altro concetto già espresso.
    Spaccate tutto ciò che davvero merita di esser spaccato, e se coinvolti in un dialogo, in una trattativa, siate sorprendenti e ingestibili.

  • Frikkio

    Grande post. Soprattutto la parte finale: sono incazzati, ma hanno internet, l’hipod, il wifi, fessbuk, si scambiano mesaggini e quant’altro. Drogati, cibernetici incazzati e inculati!

  • maristaurru

    Sentivo stanotte ad una qualche radio degli anziani che affermavano che oggi sarebbero andati a sfilare da supporto ai ragazzi, che non andavano lasciati soli. mi sembrava giusto e ci penso ancora, forse dovremmo veramente non lasciarli soli, che noi ci si senta o meno responsabili dello sfascio, alla fine conta e non conta, dovremmo passare dal dire e lagnare al fare, ci dovremmo incontrare, discuterne, capire come fae arrivare non tanto e non solo lo scontento, che in alto loco sanno bene che non siamo contenti , e non gliene frega un tubo, ma dovremmo fargli arrivare una qualche determinazione , decisione, cambiamento di comportamento nostro, di noi Italiani che ci ribelliamo al ricatto ed al furto del futuro dei nostri figli. Siamo noi che stiamo legittimando tutto lo schifo che ci circonda, che accettiamo di essere il penultimo Stato in europa per consistenza di retribuzione, siamo noi che accettiamo di farci togliere il 70% del nostro guadagno per darlo a chi ha già tanto e chiede ancora, siamo noi che permettiamo che sfruttino i nostri figli rubandogli il futuro, siamo noi che dobbiamo dire BASTA!!, farlo sentire, opporci e spaccare tutto e di più, non mandare avanti i giovani che a noi ci viene da ridere!!

  • Frikkio

    Magari incendiano qualche macchina e poi mettono il filmato su youtube oppure guardano dei filmati su youtube e tra un filmato e l’altro lanciano qualche molotov dopo avere visto su Anarkist coockbook come si fa!

  • Frikkio

    “… il popolo italico è attaccato ai suoi capi …”
    … ma parl per te. io i miei capi li brucerei tutti. Manco il panettone mi hanno dato quest’anno!

  • Diapason

    …E invece si sono dipinti le mani di bianco e stanno sfilando pacificamente, pensa un po’ 🙂
    Stanno creando disagi eh? Hanno bloccato per un bel po’ la tangenziale di Roma, e per chi ci vive questo significa solo morte per asfissia. Ma gli automobilisti invece di inveire scendono e applaudono, o strombazzano simpatia col clacson, pensa un po’ 🙂
    Sono discretamente sorvegliati, i tre cortei, da piccoli gruppi di agenti, che finora non hanno avuto alcun motivo di intervenire, pensa un po’ 🙂
    E l’imponente spiegamento di forze intorno alla Bastiglia romana si sta annoiando, un po’ esterrefatta, pensa un po’ 🙂

    Sempre possibile che tra poco qualche idiota snaturi il messaggio, intendiamoci… Ma se dovesse accadere, sicuramente TUTTI i manifestanti di oggi verrebbero etichettati come eventuali pochi, guarda un po’.

  • Frikkio

    … mani di bianco? Mmmmmm, capito, c’e dietro il grande Architetto dell’ Universo. Spetta, aspetta, lascia leggere queste cose a Franceschetti!

  • Diapason

    Ma chi se lo fila a Franceschetti…

  • oldhunter

    Io lo faccio da sessant’anni, da quando ne avevo 14, da solo e talvolta assieme ad altri, ma sempre inutilmente… La gente si ferma, mi guarda o ci guarda, assiste allo spettacolo, ma non partecipa, se ne va e tutto resta esattamente come prima. Quando va bene qualcuno mi dimostra a parole la sua simpatia, una inutile e solo verbale partecipazione; per di più dopo, quando non serve e mi fa venire solo la nausea. Sai, victorserge, cosa ho scoperto? Non serve a nulla! L’esempio non serve e neppure la rabbia di pochi… Il potere è talmente nelle mani di chi lo detiene che nulla glielo toglie… E sai chi glielo ha dato: noi, perdio, tutti noi con la nostra ignavia… in cambio del gadget del momento, dell’oggetto all’ultima moda, del posto assicurato, della raccomandazione, dello stipendiuccio che ci garantisce una vita miserevole e stupida sbavando e rodendoci l’anima per quei pochi che sembrano avere tutto, giocando al lotto e maledicendo la sfortuna, ma continuando a sognare il benessere delle futili cose che non avremo mai… Ci vorrebbe la rabbia di molti… altro che 100.000 ragazzi in piazza… ci vorrebbe qualcosa che facesse veramente tremare il palazzo… ci vorrebbe che anche i celerini e l’esercito si ribellassero… ma non accadrà… o non per ora.

  • Nemesi

    Purtroppo a protestare è solo una minoranza, in italia i precari sono 3,7 milioni su circa di 23 milioni di occupati, di cui 15 milioni sono dipendenti a tempo indeterminato “a pieni diritti”.
    Di conseguenza la maggioranza della gente li ha i suoi diritti, anche se molti hanno difficoltà ad arrivare a fine mese, questi “occupati stabili” hanno solo da perdere da una qualunque riforma del lavoro o del sistema che per loro è solo solo peggiorativa.
    Quello che nessuno osa dire è che si è prodotto una legislatura del lavoro a due classi sociali.
    Gli occupati con contratto a tempo indeterminato che sono “intoccabili” anche quando sarebbe “ragionevole” e poi ci sono i precari
    Questi se si assentano fin anche per un’influenza, non solo non vengono pagati, ma li si può licenziare tranquillamente.
    L’Unica soluzione sarebbe andare a intaccare i cosi detti “diritti acquisiti”, tanto per capirci parliamo di quei pensionati che sono andati in pensione a 37 anni, oppure di quei dipendenti che percepiscono fin anche la quattordicesima e la quindicesima.
    A questi bisogna aggiungere i quasi due milioni di impiegati nel pubblico che di fatto non servono e che in una qualunque azienda verrebbero mandati a casa.
    Poi ci sono altri centinaia di miglia di dirigenti pubblici la cui semplice esistenza è scandalosa. Aggiungendo anche circa 1,5 milioni di lavoratori che sono collegati in qualche modo al sistema pubblico, questi in un mercato realmente competitivo rimarrebbero a casa almeno nella misura di sue terzi.
    La verità è che per quanto i politici siano corrotti e sperperino, a nessuno conviene realmente riformare il sistema.
    Qualcuno ha detto che la violenza è foriera di eventi nefasti, questo è di sicuro vero, ma lo è di più per quei milioni di persone che rischierebbero di trovarsi disoccupati o anch’essi precari se il sistema venisse riformato.
    Essere mafiosi è solo la punta più estrema del livello di decadenza o corruzione morale di questo paese, perché ci sono tantissime situazioni intermedie che vanno dalla corruzione del piccolo funzionario, allo scambio di favori e raccomandazioni a scapito dei meritevoli, che di fatto vengono tollerati.
    In Italia ad essere marcia non è solo la politica, ma anche una grossa fetta della società.
    Quando le metastasi sono diffuse l’unica cosa ragionevole è asportare chirurgicamente la parte marcia e questo in politica vuol dire solo “eventi tragici e violenti”.
    Se questa crisi economica dovesse continuare, la discesa verso forme di autoritarismo mascherato da “democrazia” sarà sempre di più la norma.
    Non mi stupirebbe che si riorganizzassero nuove forme di gruppi terroristici armati, ne che rinascesse una nuova e abile strategia della tensione.
    Del resto negli anni di piombo lo stesso terrorismo non fu altro che uno sciagurato strumento funzionale all’ inasprimento della limitazione della libertà personale.
    E’ ingenuo pensare che chi tira i fili della protesta o soffi sul fuoco non aspiri a posizioni di potere.
    Del resto tutta la classe politica attuale è figlia, dei contestatori del ’68 e di chi lavorò alla repressione e alla strategia della tensione, non starete a pensare che quelli della P2 stavano a pettinar bambole!
    Ancora prima, alla fine della seconda guerra mondiale, molti si svegliarono come “antifascisti del giorno dopo”, furono i più spietati a mettere in atto vendette e linciaggi. Furono colpite persone solo per aver la colpa di essere familiari o congiunti di fascisti, poi ci furono le amnistie e tutto fu rimosso e non se ne parlo per quasi 50 anni!

  • pietroancona

    un articolo furbastro che spiega con una sorta di nichilismo cosa è la nuova generazione. Non dice una parola su quanto è accaduto: sulla legge Biagi, sulle difficoltà sempre crescenti a prendere l’ascensore sociale.

    Un ragazzo può anche laurearsi (ma questo diventerà sempre più difficile) Ma quando con 110 e lode e pubblicazione della tesi dopo la laurea si vedrà offrire cinquecento euro al mese per un lavoro precario di tre mesi che cosa ne è di lui? Che cosa ne sarà di lui?

  • pietroancona

    ho dimenticato di scrivere che nel pezzo letterario che è stato confezionato sottostà la tesi illustrata per primo dal signor Monti della Bocconi di Milano: gli anziani si mangiano le risorse dei giovani, il giochino della contrapposizione che spiegherebbe le difficoltà dei ragazzi di oggi con la relativa e bassa sicurezza sociale offerta agli anziani. Un gioco squallido della destra liberista che, pur sapendo di essere falsa, continua ad essere propalata secondo il principio goobelsiano che la propaganda ripetuta diventa verità

  • mat612000

    Molto meglio di Saviano. Molto più vero e reale.

  • Levandowski

    bla bla bla bla…solo belle parole ala vento…finiamola con questi nonnini dall’informazione di pancia…

  • Frikkio

    Eeeeee va be dai, l’ho gia’ detto, ma c’ha l’hiphone, l’hipod, fessbucc, il wifi, l’ hard disk col mega alimentatore, lo schermo tridimensionale e la banda larga. Con tutte queste cose puo guardarsi in internet lo squad, i qushquai, l’Audi, la Bmw bianca e una villetta con piscina, il moncler, le Lumberjack e che stracatacatacazzo piu’ ne so? Se no che s’e’ laureato a fare?

  • neutrino

    Si, peccato che questi rabbiosi giovani rappresentino il 5% più privilegiato della popolazione umana, e che il vuoto pneumatico in cui oggi evidentemente si trovano sia dovuto a idiozia o, peggio, colpevole e neghittosa ignoranza.
    La violenza dovebbero andarla a sperimentare in altre zone del mondo, (magari in qualche stato africano, o in centro america, dove pochi si scandalizzerebbero per le loro intemperanze) tanto per il fervore politico e l’entusiasmo che esprimono non sarebbe una grande perdita per le nostre attempate ma civili nazioni.

    Abbiamo il diritto, ancora, di poter discutere liberamente, organizzarci come cittadini. Abbiamo tempo, risorse finanziarie, mezzi di comunicazione, la possibilità di accedere a fonti di informazione illimitate, se confrontate con quello che era disponibile anche solo vent’anni fa. La maggior parte dei giovani è stata messa in grado di avere una qualche istruzione. Quale scusa vi può essere per questo blob di banalità sciatto-pacifista e teppismo?

  • bstrnt

    Il problema principale credo sia questo: non siamo un popolo ma una accozzaglia di individui per lo più senza dignità! Non si spiega altrimenti il nostro assenso nel farci governare da individui amorali, beceri, senza dignità … dei quisling, insomma.
    Lasciando pur perdere il passato, che pur la dice lunga, ma è mai possibile l’assordante silenzio che avvolge il fatto che dopo essere stati sudditi di quella dinastia di malviventi nota col nome di Savoia, da oltre 65 anni paghiamo un mutuo inestinguibile a dei buzzurri sanguinari extracomunitari a stelle e strisce che oltre a succhiarci il sangue, ci sodomizzano a piacere … sì, siamo una loro colonia e possono farci quello che vogliono perché siamo senza dignità e governati da quisling, checché ne dicano i cialtroni di Lega Nord con i loro motti menzogneri tipo: “padroni a casa nostra” !
    Come se non bastasse, grazie ai quisling e ai gauleiter che bivaccano in parlamento, siamo pure sudditi di un minuscolo amorale staterello, ben incuneato all’interno della capitale del nostro paese; pure quello ci dissangua e magari ci sodomizza in modo meno figurato dell’altro.
    Spero che le nuove generazioni, diseredate da questi centri di potere e dalle abiette figure che li rappresentano, sappiano mantenere vivida la loro rabbia in rotta di collisione contro questi obiettivi, che poi sono la causa scatenante della maggior parte delle vicissitudini di que

  • amensa

    bell’articolo, di pancia. peccato che non denunci l’ipocrisia di fondo, di noi ormai vecchi, checontinuiamo a pensare di aver abbassato la schiena, di aver accettato compromessi, di aver accettato la polverizzazione dei movimenti verso un individualismo esasperato…. per loro, per dare loro cosa ? un’istrruzione, che costa, un computer , che costa, mantenerli fino a 30 anni, che costa, ecc….
    per giustificare le nostre sconfitte , sosteniamo ancora che lo abbiamo fatto “per loro” quando invece, nella realtà, gli abbiamo annullato il futuro, la dignità, il piacere di conquistarsi la loro vita.
    è deprimente, per noi “vecchi” vederci per quello che siamo, anche se attaccati ai privilegi e agli agi conquistati dicendoci ch eera “per loro” ma era invece per noi stessi.

  • Freeanimals

    Ma non vi dice niente la giovane età dei dimostranti? “La stoltezza è legata al cuore del ragazzo; la verga della disciplina è ciò che la rimuoverà lungi da lui”, dice la Bibbia. Io penso che la pulsione aggressiva è fisiologica nell’uomo: nei giovani c’entrano anche gli ormoni come il testosterone. Il potere si sta accorgendo che i tempi sono maturi per incanalare tutta questa aggressività in maniera mirata e non è lontano il tempo in cui i servizi segreti al soldo dei potenti organizzeranno attentati falsa bandiera per creare un nemico fittizio verso cui indirizzare la violenza dei giovani dimostranti.
    Ai quali verranno date armi vere, una bella divisa luccicante e verranno mandati a morire contro il nemico fittizio, di modo che il potere si toglie veramente dalle scatole i rompicogl. e nel contempo diminuisce di un bel po’ la popolazione umana, che è il progetto a cui l’élite mira da diverso tempo.
    E voi continuate a credere che a questi “giovani privi di futuro” interessi qualcosa dell’università? O dei problemi sociali in genere? Provate a interrogarli uno alla volta: non hanno la più pallida idea di cosa state parlando! A questa generazione interessa solo menar le mani e presto saranno accontentati. Peccato che, con il loro testosterone del cavolo, ci trascineranno tutti verso la fatidica terza guerra mondiale!

  • IVANOE

    Non succederà mai niente.Come non è successo niente nel 68.L’unico movimento che è stato forse il più vicino alle apsettative della gente è stato quello del 77. Ma anche lì dopo poco è stato isolato dalla mentalità italiota.
    La nostra mentalità è quella di stare alla finestra a guardare, perchè finchè c’è anche appena un’alito di reddito che sia la pensione da fame, la cigs, l’indennità di disoccupazione oppure le famiglie a dare qualcosa per cui nascondersi e vigliaccamente sfuggire alla lotta… allora ecco lì che diventiamo tanti giuda.Sempre però pronti ad invidiare l’uomo o la donna da copertina per il loro corpo perfetto, il loro motoscafo la loro fuori serie ecc. ecc.E’ più facile invidiare che lottare…
    Questi piccoli piccolissimi moti studenteschi ( fuochi di paglia ) etero-diretti, strumentalizzati servono come il pane al potere ( come sempre )per fare in modo che non scoppi il vero incendio ( appiccare il fuocherello per fare terra bruciata agli altri ).
    Sapete quando si inizierà a vedere qualcosa ? Quando a scendere in piazza incazzati saranno i maturi padri di famigilia ( che hanno il polso della situazione familaire e non gli studentelli che finita la finta rivolta se ne vanno al pub a spese dei genitori ) magari operai e impiegati e allora li vedrete che non li fermerà nessuno nemmeno la celere e l’esercito schierati insieme.Bisognerà aspettare solo che cresca un pò la fame e l’invidia verso le classi furbescamente più agiate…

  • naicles

    Tu li hai interrogati?

  • Freeanimals

    Capii che qualcosa non andava, con i black bloc, quando a Genova, nel 2001, capitai in una piazzetta dove erano appena passati. Per terra era pieno di fogli e altro materiale cartaceo. I tavolini della LIPU, del mercato equosolidale e della Legambiente erano stati buttati per aria. I ragazzi volontari di queste associazioni mi dissero che avevano dovuto assistere impotenti alla furia di quei mascherati vestiti di nero.
    Ora, si può essere anarchici quanto si vuole. Si può odiare la società capitalista come meglio si crede e si può anche essere diffidenti verso associazioni che forse hanno fatto un business della protezione della natura e dei diritti delle minoranze sfruttate nel Terzo Mondo, ma a spaccare tutto è capace chiunque, mentre a salvaguardare le specie animali, gli ambienti naturali e a dare la giusta mercede agli operai e ai contadini dei paesi in via di sviluppo, non tutti ci riescono. Soprattutto questi quindicenni che non sanno nulla della fatica quotidiana dei volontari della LIPU, del circuito dei negozi equosolidali e di tutti coloro che fanno qualcosa di utile, anche se è sempre poco quello che si fa. Distruggere è più facile che costruire e quei quindicenni scalmanati, a Roma come a Genova, non avranno mai la mia simpatia.

  • RIPLAY

    E’ vero, dopo quello che è successo a Roma, oggi il potere guarda al propio futuro con amarezza, questa volta devono fare i conti con la “rabbia” di questi GGiovani. Il fumo nero sprigionato dalle macchine in fiamme che si alzava denso e minaccioso in cielo, era visibile anche dalla periferia di Roma, dai quartieri popolari, dalle zone industriali.

    Poi sono arrivati i pompieri……

  • neutrino

    Neanche la mia, per quanto possa contare!
    Condivido pienamente. E devo dire che questa voglia di comprendere e perdonare, e questo mesto colpevolizzarsi dei padri mi dà la nausea. Evidentemente anche l’educazione che hanno ricevuto da questi genitori fa la sua parte.

  • Freeanimals

    Ti ringrazio Neutrino! Cerco sempre di darmi una spiegazione dei fenomeni sociali a cui assisto, partendo da una base fisiologica e storica. Magari non sempre ci indovino, ma se quello che abbiamo visto a Roma, e che vedremo ancora, è aggressività, risulta utile, almeno per me, sentire cosa hanno da dire gli etologi. Konrad Lorenz, per esempio, scrisse “Il cosiddetto male”, un libro sull’aggressività, appunto. Ma non è stato l’unico. Penso a Erich Fromm, che non era nemmeno etologo.
    Dunque, ci sono stati nel passato dei regimi che hanno incanalato queste pulsioni giovanili e mi riferisco ai gladiatori (poveretti loro!), mentre in altre epoche tali pulsioni sono state lasciate scaturire disordinatamente e allora, di tanto in tanto, i potenti dovevano vedersela con rivoluzioni e insurrezioni varie.
    In epoca moderna, alcune società ci hanno provato con lo sport, certi tipi di sport. Ti faccio un esempio: pochi giorni fa la rissa in una partita di okey su ghiaccio è scattata dopo 6 secondi dall’inizio. Un vero record!
    In Italia ci hanno provato con il calcio, ma evidentemente non basta. La cosiddetta violenza degli hollygans straripa nella società civile e prima o poi qualcuno deciderà di incanalarla nella giusta direzione, ovvero in una bella santa guerra. Più o meno come quelle del XX secolo. Ciao.