GELO CON WASHINGTON: ITALIA E ENI SONO TROPPO AMICHE DELLA RUSSIA

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DI MAURIZIO MOLINARI

lastampa.it

La partnership per il gasdotto
South Stream non piace agli
Usa: Roma deve diversificare


Le scelte di politica energetica di Silvio Berlusconi e dell’Eni preoccupano l’amministrazione Obama. Al Dipartimento di Stato i resoconti sul blitz del premier italiano in Turchia per suggellare il patto fra Erdogan e Putin sul gasdotto South Stream hanno sollevato malumori. «L’interesse italiano dovrebbe essere diversificare le fonti di approvvigionamento mentre in questa maniera si aumenta la dipendenza da Mosca» afferma un diplomatico ben a conoscenza del dossier. Poco lontano dal Dipartimento, in uno dei pochi caffè attorno a Foggy Bottom, un altro diplomatico usa toni più aspri chiedendo l’anonimato: «Non comprendiamo perché l’Eni si comporti da lobbista di Gazprom in Europa promuovendo con South Stream un oleodotto destinato a trasformare l’Italia nella nuova Ucraina d’Europa, totalmente dipendente dal gas di Mosca».
Il linguaggio poco paludato svela un’irritazione americana che nel mondo petrolifero è di pubblico dominio. Al 14° piano del grattacielo al numero 475 della Quinta Strada, l’Eurasia Group di Ian Bremmer produce resoconti periodici sulla rivalità fra il South Stream, con il quale la Russia vuole creare una nuova linea di trasporto del proprio gas verso l’Europa Occidentale, e il Nabucco, sostenuto da Washington e da un folto gruppo di Paesi europei, accomunati dal desiderio di importare gas non russo per scongiurare la dipendenza energetica dal Cremlino. «La competizione è sulla fonte a cui attingere per il gas - spiega John Levy, specialista di Eurasia Group per il Caucaso - perché South Stream è sostenuto da italiani, francesi e tedeschi, che da tempo fanno importanti affari con Gazprom, mentre Nabucco è voluto da chi cerca nuovi partner per gli approvvigionamenti».



Poco più giù sulla Quinta Strada, al numero 500, ha sede la società Louis Capital Markets il cui direttore esecutivo Edward Morse ha la fama di essere il maggior esperto mondiale di energia. Camicia celeste senza cravatta e gelato «Ben & Jerry» sul tavolo, Morse ritiene che la partita sia ancora più ampia: «Mosca vuole il South Stream per non dover più far passare il proprio gas destinato all’Europa Occidentale attraverso l’Ucraina, con cui è ai ferri corti, e al tempo stesso per essere lei a distribuire in Occidente il gas dei ricchi giacimenti kazaki e turkmeni», mentre Washington «ha interesse a non veder l’Europa dipendente dalla forniture russe», identificando fonti alternative di gas nelle «disponibilità potenziali di due Stati alleati come l’Azerbaigian e l’Iraq». Sono partite strategiche opposte perché gli Stati Uniti puntano a sfruttare il gas per integrare l’Europa con le repubbliche indipendenti del Caucaso e con l’Iraq, mentre Mosca sta tentando di creare un legame energetico con l’Europa Occidentale talmente consistente da indebolire i rapporti transatlantici, ovvero la solidità della Nato.


«Ciò che colpisce di questa partita è che al momento tanto South Stream che Nabucco sono progetti teorici, perché la Russia non ha gas a sufficienza per il primo e l’Azerbaigian non mette ancora a disposizione il gas per il secondo» aggiunge Morse, secondo il quale «siamo ancora nella fase della trattativa fra i due fronti» e per questo colpisce che «l’Italia, attraverso l’Eni, sta giocando con i russi a poche settimane di distanza dagli abbracci dell’Aquila fra Obama e Berlusconi». Agli specialisti del settore non è sfuggito che lo scorso 5 giugno a San Pietroburgo il vicepremier russo Igor Sechin - ex agente del Kgb, regista della politica energetica del Cremlino e fedelissimo di Putin - nel suo discorso sulle priorità di politica energetica della Federazione russa abbia nominato un unico personaggio straniero: l’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, plaudendo alla sua idea di «creare un’agenzia globale del greggio». Nella bozza del testo preparata dagli speechwriter di Sechin il nome di Scaroni non c’era, è stato Sechin ad aggiungerlo di proprio pugno. Ma gli americani non si fidano di Sechin, presidente della compagnia petrolifera Rosneft che ha ingoiato le proprietà della Yukos di Mikhail Khodorkovsky, l’oligarca leader dell’opposizione che Putin fece arrestare per evasione fiscale nel 2004 e sta scontando una condanna a otto anni di carcere.

Ciò che accomuna i diplomatici di Washington e gli analisti di petrolio di New York è l’impressione che l’Italia si sia schierata con la Russia nel grande gioco per gli equilibri energetici del XXI secolo, tanto più che il South Stream dovrebbe vedere la luce nel 2015, appena tre anni dopo il North Stream grazie al quale Mosca potrà esportare direttamente gas alla Germania senza dover più attraversare i territori delle confinanti e irrequiete Bielorussia e Polonia. E’ uno scenario che porta a prevedere che la Russia fornirà alla Germania ben il 60% delle importazioni di gas ed all’Italia almeno il 20%, consentendo a Gazprom di controllare nel 2015 il 33% del mercato europeo rispetto all’attuale 28. Il sospetto che circola a Washington è che «Berlusconi possa avere interessi particolari nell’aumentare i legami energetici con la Russia» ma nelle sue frequenti missioni negli Stati Uniti Scaroni ha spiegato che c’è continuità fra le scelte dei governi Berlusconi e Prodi perché sono frutto della situazione energetica in cui versa l’Europa.



Con la Germania che programma la chiusura totale delle centrali nucleari e la Spagna che fa altrettanto con quelle a carbone, la dipendenza dell’Ue dal gas è destinata ad aumentare. Se a ciò si aggiunge che la produzione europea di gas - Norvegia esclusa - è destinata nei prossimi anni a scendere da 250 a 150 miliardi di metri cubi annui per far fronte a un fabbisogno di 550 miliardi significa dover programmare un aumento delle importazioni, che al momento sono di 300 miliardi di metri cubi. E i maggiori fornitori rimangono Russia e Norvegia, seguiti da Algeria e Libia, con sullo sfondo lo scenario del gas liquido Lng presente nell’Africa meridionale. E’ questa la cornice che spinge l’Italia verso il South Stream, un progetto da 12 miliardi di dollari - per importare 63 miliardi di metri cubi annui - che Gazprom si è già impegnata a finanziare per la metà. Tantopiù che il Nabucco, secondo gli studi dell’Eni, è un progetto indebolito dalla mancanza di impegno degli azeri nel fornire gas e dall’impossibilità di portare quello turkmeno e kazako attraverso il Mar Caspio perché, trattandosi di un lago, far transitare un tubo richiederebbe l’avallo da parte di tutti i Paesi rivieraschi e la Russia, che è fra questi, si oppone.



Ciò che distingue il monopoli dell’energia è però l’incertezza delle alleanze perché trattandosi di geopolitica tutto può cambiare rapidamente, rimettendo in discussione gli attuali equilibri: un rasserenamento dei rapporti fra Mosca e Kiev taglierebbe le gambe al South Stream mentre se Teheran dovesse aprire a sorpresa all’America, l’Occidente avrebbe gas a sufficienza per far decollare il Nabucco. L’amministrazione Obama guarda invece in altra direzione: per garantire all’Europa l’energia di cui avrà bisogno nei prossimi 20 anni pensa a una ricetta composta da nucleare, energie rinnovabili, risparmi nei consumi e carbone pulito. Si spiega così quanto dice Morse sulla «novità europea più interessante del momento» ovvero il «boom di arrivi di carbone nei porti di Amsterdam, Rotterdam e Anversa». Le tensioni fra Italia e Stati Uniti sui temi energici sembrano destinate a segnare l’imminente debutto dei due ambasciatori Giulio Terzi a Washington e David Thorne a Roma.

Maurizio Molinari

Fonte: www.lastampa.it

Link: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200908articoli/46455girata.asp

17.08.2009


VEDI ANCHE: GIOVANNI PETROSILLO - ANCORA SU SOUTHSTREAM E NABUCCO

Commenti (25)

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    1. maumau 19 agosto 2009

      ah
      che è stato vicepresidente di Goldmann sachs è scritto anche sul suo profilo
      http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/direttorio/governatore

      ma l'hanno fatto togliere da wikipedia.

      il che la dice lunga..

    1. maumau 19 agosto 2009

      sa sinistra è d'accordo con Berlusconi(ricordate i pizzini di La Torre passati ad un esponente del Pdl in diretta tv,perchè messo in difficoltà da un dipietrista..?)per quanto riguarda difesa degli interessi dell banche (italiane) che ripianano i debiti sia di destra che dell'ex DS ,delle lobbie italiane(ad esempio quella del nucleare!)dei privilegi delle caste..
      quando è che va in disaccordo?
      Quando lo ordinano i capi della finanza internazionale che comandano le banche centrali e operano una attacco alla figura personale di un premier che per quanto detestabile,rappresenta cmq l'Italia..agendo vigliaccamente tramite giornali..

      ...come quella che fa capo a Goldamm sachs al cui capo c'è un certo Draghi che ha regalato i gioielli italiani alla finanza internazionale con le privatizzazioni
      dopo le speculazioni sulla lira di Soros(come quelle sul rublo che lo svalutò del 30% che costrinse grazie ad Eltsin,la Russia a privatizzare i suoi gioielli alla finanza anglo americana a due soldi,come Yukos,che poi però Putin si è ripreso cacciando anche la British Petroleum,sostituita dall'ENI, e tutti gli oligarchi corrotti e mandandolo in carcere,Abramovich non può tornare in Russia e non per caso è riparato in UK)

      Draghi dal 1984 al 1990 è stato direttore esecutivo della Banca Mondiale. Dal 2002 al 2005 è stato partner e membro del management Committee Worldwide della Goldman Sachs(la voce su Wikipedia è stata cambiata solo alcuni giorni fa e riportava correttamente 'vicepresidente con incarichi esecutivi per l'Europa' ).

      In un incredibile conflitto di interesse Goldamm sachs con le privatizzazioni di Draghi(che durarono 10governi ,iniziate da Amato,Ciampi,Prodi) acquisisce,tramite un suo fondo,Whitehall, tutti i beni immobili di ENI (anche questo è stato tolto da Wikipedia e come riporta correttamente il sole24ore
      http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-71358/eni-immobili-whitehall-goldman/ e come riporta anche repubblica http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/12/02/whitehall-conquista-gli-immobili-dell-eni.html )

      ecco come i banchieri mondiali riescono a controllare anche wikipedia..
      e sarà sempre peggio!

    1. maumau 19 agosto 2009

      si, certi articoli sono infami...
      quando dice ''Iraq alleato USA'' c'è da vergognarsi...e svela anche i veri motivi della conquista americana dell'Iraq,col oltre 1 milione di morti lo schiavo senza vergogna,lo definisce alletato....
      ossia il dominio energetico dell'Europa...e quando una nazione(gli USA) dominano energeticamente e militarmente(basi nato)un'altra regione(l'Europa)la dipendenza è totale.

      Come disse qualcuno il fine ultimo di ogni intento USA e Israeliano sono l'Europa,il nuovo ratto e nuova violenza carnale fatta dal toro padrone(zeus)
      ma cosi' come nel raccontare il mito di Europa si nasconde che il Zeus prima si tamutò in toro e poi non bastando di nuovo in aquila(quindi doppio infingimento)alla fine violentò Europa,cosi' USA ed Israele (o meglio le lobbie mondialiste che hanno base in USA Israele e anche in Europa ma che ovviamente non la difendono,ma la sfruttano) vogliono ricattarla e violentarne la popolazione..

      Come scrive il prezzolato giornalista sembra che ciò che avvantaggia gli USA sia bene per l'Italia ma non spiega il perchè ,lo dà per assunto...
      non è superpartes ma di parte ,non fa analisi economiche ,solo ha operato una scelta a monte ,di tipo ideologico,senza spiegare però quale sia l'ideologia..
      Cinicamente aggiunge che se l'Iran(dopo l'Iraq)divenisse alleato USA(e questo essendo fallito il golpe politico non potrebbe avvenire che con una guerra) come avvenuto per l'Iraq,allora il Nabucco avrebbe il petrolio
      e gli USA potrebbero pensare all'Europa..

      Ridicolo poi presentare gli USA come chi si preoccupa del bene dell'Europa.

      Ma quel giornale è il giornale degli Agnelli ,la cui proprietà è passata agli Elkann ,banchieri alsaziani(e non dico altro..il cognome parla da solo!)
      quando tutti sappiamo che la FIAT doveva andare agli iraniani e solo una serie di numerosi e sospette morti in un brevissimo lasso di tempo lo ha impedito .
      Soprattutto quella del nipote Edoardo Agnelli che non voleva rinunciare ai suoi diritti sulla Fiat e che contrario alle acquisizioni da parte degli Elkann e si era convertito all'Islam iraniano
      la morte sospettissima http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=239608 come fa capire anche l'introduzione del giudice Imposimato,le ridicole indagini che fanno acqua da tutte le parti
      ,una persona caduta da un viadotto altissimo che non ha fratture agli arti ed altro..,perchè in vero li ci era stato portato!
      E poi cosi' come la regina Diana non poteva avere un figlio musulmano essendo la principessa di Inghilterra cosi' la FIAT simbolo dei rapporti italo-americani,non dimentichiamo l'amicizia di Agnelli con Kissinger,ex capo CIA e ministro esteri americano, non poteva andare ad un musulmano http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/11_Novembre/03/battistini.shtml ovviamente il corriere nel suo stile riporta la notizia ma poi cerca di minarla..ma appunto si tratta del corriere..
      nella foto si vede Edoardo in religiosa attesa dell'incontro con Khatami il film culto in Iran sulla storia di Edoardo Agnelli è ovviamente censurato in Italia www.edoardo.ws )

      ciao

    1. mikaela 19 agosto 2009

      Il commento sopra dice tutto.
      Pero' per una volta e una sola,
      Paolo Barnard aveveva ragione ,o no ? quando scrisse al Times per chiedere spiegazioni degli insulti che scrivevano su Papi.Aveva ragione, o no? quando diceva che la sinistra e' andata ad unirsi alla destra.Per una volta e una sola tutti quelli che lo stanno denigrando solo perche' supporter di quell USionista di Travaglio, ditelo che Barnard aveva ragione. Ma cominciate ha capire chi tiene il guinzaglio di Travaglio ,o no?

    1. LonanHista 18 agosto 2009

      viene voglia di bestemmiare nel leggere simili sconcezze......GLI USA CHE SI PREOCCUPANO DELL'ENERGUA DELL'EUROPA?.......e south stream e north stream che possono garantire il gas russo all'europa occidentale sarebbero progetti negativi? SOLO PERCHé BYPASSANDO I PAESI DELL'EST NON SI PUò PAGARE LORO LA TANGENTE PROMESSA DAGLI AMERICANI....cioè diventate nostri alleati e vi diamo il gas...CHE PERò è PAGATO DAI CITTADINI EUROPEI...visto che quando l'ucraina chiude i rubinetti a pagare siamo sempre noi.......................MA LA VERA RAGIONE DI TUTTO(già scritta e riscritta) è il gas iraniano....cioè prima non si mensiona l'iran.....ma si menziona addirittura l'iraq....INFIME IL PENNIVENDOLO SCRIVE CHE GLI IRANIANI POTREBBERO DARE IL LORO GAS PER IL PROGETTO NABUCCO....(vera ragione dei casini elettorali fomentati in iran e cioè che con un cambio di regime i riformsti avrebbero dato petrolio e gas agli aamericani...MA VINCENDO AHMANINEJEAD...E CON IL SOUTH STREAM..IL GAS IRANIANO ARRIVERà IN EUROPA TRAMITE RUSSIA E SI SPERA TRAMITE ITALIA....mentre l'austria ha un accordo da 30 miliardi di dollari per il gas iraniano..........QUESTA è LA VERA RAGIONE DELLE SOMMOSSE IN IRAN,,,DELLO SPUTTANAMENTO DI BERLUSCONI.....e cioè che il soth stream serve a convogliare in europa, via italia e turchia il gas iraniano......sfuggendo alla tangente imposta dagli americani....E IL BELLO è CHE L'UNITà, IL GIORNALE DEL FU PCI HA SCRITTO UN ARTICOLO POCHI GIORNI FA...CONTRO IL SOUTH STREAM E LA RUSSIA E CONTRO BERLUSCONI.....e a favore degli americani.......ci si rende conto l'UNITà...CHE SCRIVE UN ARTICOLO PRO INTERESSI AMERICANI E A SCAPITO DEGLI INTERESSI ITALIANI ED EUROPEI...esaltando il progetto nabucco voluto dagli americani perché è un modo per fornire a gratis di gas(A NOSTRE SPESE) i paesi dell'est alleati degli usa...quelli dele rivoluzioni arancioni.............................................MA SE QUESTO BRANCO DI PECORE CHE è IL POPOLO ITALIANO NON SI SVEGLIA è TUTTO INUTILE E FANNO BENE I PADRONI A SCORTICARE A SANGUE LE PECORE...........................SVEJJJAAAAAAAAAAAAA PECORONI!!!

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