Francia, la somma non fa il totale

le pen

di Roberto Pecchioli
ereticamente.net

Il primo turno delle elezioni presidenziali francesi evoca una battuta di Totò: è la somma che fa il totale. Nella fattispecie, in negativo; la somma non fa il totale, poiché si è manifestata una volta di più un’anomalia delle sedicenti democrazie liberali: la maggioranza dei cittadini ha votato contro il sistema, ma il sistema ha vinto. Il 24 aprile questa verità sarà confermata dal ballottaggio tra Emmanuel Macron, il presidente in carica, giovin signore della scuderia Rothschild prestato alla politica e Marine Le Pen, la sua avversaria, definita esponente dell’estrema destra.

Lo schema è lo stesso delle precedenti elezioni e uguale sarà il risultato, benché sia certo che lo scarto di voti tra l’uomo dell’oligarchia e la donna dell’opposizione sarà assai più contenuto rispetto al 2017, quando funzionò alla perfezione lo schema classico della politica – non solo francese – , ovvero la conventio ad excludendum, il cordone sanitario contro la Le Pen, già sperimentato nei confronti del padre Jean Marie.

Uno sguardo ai numeri: Macron ha ottenuto poco più del 27 per cento, la Le Pen ha superato il 23, distanziando di circa mezzo milione di voti il terzo arrivato, Jean Luc Mélenchon, campione della sinistra sociale. Devastante la sconfitta delle sigle politiche che dominano la scena transalpina da decenni: un umiliante 4,7 per cento per la rappresentante della destra moderata, Valérie Pecresse, addirittura l’1,7 per Anne Hidalgo, socialista, sindaco in carica di Parigi. Modestissimi gli esiti degli ecologisti e del candidato comunista, fedele alleato dei socialisti. Lusinghiero, per contro, il risultato del candidato rurale conservatore, Jean Lassalle, che, senza mezzi, ha superato il 3 per cento dei voti. Contraddittorio il 7 per cento raccolto dal polemista di estrema destra Eric Zemmour, ebreo di origine nordafricana, che ha mobilitato un notevole seguito giovanile ed imposto non pochi temi della campagna.

Urne vuote per i due candidati ultra comunisti e residuale il 2 per cento del sovranista Dupont Aignan, l’unico che cinque anni fa si schierò con Marine Le Pen al ballottaggio. Interessante il dato dell’astensione, che ha raggiunto il 28 per cento – un primato – a cui va unito un cospicuo numero di cittadini non iscritti alle liste elettorali, un adempimento preventivo che la Francia condivide con gli Usa.

Un francese su tre non ha votato e una percentuale largamente superiore al 50 per cento (Le Pen, Mélenchon, Lassalle, Dupont Aignan, l’ultrasinistra, in parte i sostenitori di Zemmour e dei comunisti “ufficiali”) è andata a forze anti sistema. Tuttavia, queste perderanno, perché la somma non fa il totale, ovvero è impensabile che gli oppositori di Macron e dell’establishment convergano in numero massiccio sulla candidatura Le Pen. Al contrario, il riflesso condizionato di sbarrare la strada all‘estrema destra ha determinato – a spoglio ancora in corso – l’unanime schieramento a favore di Macron di comunisti, socialisti, ecologisti e della tramortita destra moderata. E’ arrivato anche l’atteso appoggio al suo successore dell’ex presidente Sarkozy.

Criptico l’atteggiamento di Mélenchon, che ha esortato a non dare il voto a Marine Le Pen, evitando però di schierarsi con Macron. Sembra che molti non gli daranno retta: un terzo dei suoi sarebbe disponibile a votare Le Pen. Comunque sia, la vittoria di Macron non è in dubbio, anche se il distacco non sarà enorme. Il sistema di potere vincerà nonostante sia manifestamente minoritario tra i cittadini. Uno scenario simile a quello italiano, somigliante sempre più a quello spagnolo e tedesco. Le ex “grandi” famiglie politiche del Novecento che si dividono il potere fingendo di contenderselo (socialisti, popolari, liberali) hanno sempre meno seguito nell’opinione pubblica, ma riescono a mantenere la presa sulla società perché i loro avversari sono politicamente incompatibili tra loro, litigiosi, preda di contrapposizioni e idiosincrasie del passato. Divide et impera, la più vecchia lezione del potere.

La somma non fa il totale e milioni di persone, in Francia, in Italia e ovunque, si rifugiano nell’astensione, nell’indifferenza rancorosa, nella radicalizzazione parolaia. Pensiamo, in chiave italiana, all’immensa delusione grillina, che nel 2018 radunò un elettore su tre ed è stato istantaneamente addomesticato e cooptato nei meccanismi di potere. Non diverso il destino della Lega, diventata alleata del governo Draghi, viceré dei poteri forti il cui incarico è liquidare quel che resta della sovranità, dell’economia e della nazione.

Significative le reazioni italiane all’esito elettorale, con il solo Salvini a favore della Le Pen, mentre Berlusconi elogia il “liberale e moderato “Macron e Giorgia Meloni si dichiara neutrale, in attesa del partito di Zemmour e della minoranza gollista anti Macron. Un intellettuale conservatore, Marco Gervasoni, si augura la vittoria di Macron in quanto di destra. Diciamola tutta: ha ragione. L’ex funzionario dei Rothschild ed ex ministro socialista è il prodotto di un’intuizione di Giovanni Agnelli: la miglior destra è il centrosinistra. Destra del denaro e sinistra dei costumi che si incontrano al centro per gli affari, come ha scritto un intellettuale socialista, Jean Paul Michéa. Macron è l’incrocio perfetto della sinistra “progressista” benestante – al caviale, dicono in Francia – e della destra reale – liberale, atlantista, mercatista.

Improprio è ormai considerare Marine Le Pen di “estrema destra”. E’ la preferita degli operai francesi e delle classi basse: il suo programma sociale è tutt’altro che liberista e le parole d’ordine sull’immigrazione e la cultura della cancellazione, assai nette, sono meno radicali di quelle di Zemmour, la cui base elettorale sono le classi medio alte. Si ripete lo schema già sperimentato in America: Trump rappresenta i valori morali tradizionali e ampi settori territoriali e sociali di sconfitti della globalizzazione; i democratici i ceti alti urbani e il radicalismo sui temi etici e societali.

Il 10 aprile 2022 la Francia ha dimostrato che lo schema destra-sinistra non significa quasi più nulla. E’ utilizzato dal potere per conservare il potere demonizzando l’avversario, ricattando e riunendo sotto di sé ambienti e classi i cui interessi divergono dalle politiche concrete poste in essere dai gruppi dirigenti, tanto di centrosinistra che di centrodestra. Il partito unico di sistema vince in quanto persiste l’incapacità di rintracciare un terreno comune di una vasta opposizione che è insieme politica, sociale, etica, valoriale.

Lo schema è evidente a chi osservi la realtà senza paraocchi: non destra-sinistra, bensì alto-basso, centro-periferia, esclusi-garantiti, città-zone rurali e suburbane, vincenti-perdenti della globalizzazione, globalisti-sovranisti e identitari. In questo senso, voteranno Macron soprattutto gli impiegati pubblici, i professionisti, gli addetti di alto livello delle nuove tecnologie, i dipendenti dei settori economici “forti”, le grandi città. Il resto della società gli è già nemica, come mostra la rivolta dei gilè gialli, le ondate di scioperi e di manifestazioni popolari, l’accanita opposizione all’aumento dell’età pensionabile.

Ogni notte la Francia è scossa da disordini mentre in almeno settecento, ottocento quartieri (le banlieues) le forze dell’ordine non entrano più, di fatto sottratte all’autorità dell’orgogliosa République. La notte delle elezioni ha visto devastazioni in varie città, a dimostrazione di quanto il modello giacobino dell’assimilazione di ingenti masse extraeuropee sia fallito clamorosamente, così come i tentativi di integrazione. La Francia è oggi ciò che l’Italia sarà molto presto.

Gioca un ruolo importante la geopolitica. La Francia ama considerarsi una grande potenza senza esserlo, ma conserva un certo grado di indipendenza internazionale. Macron non ha sposato acriticamente la linea americana sul conflitto in Ucraina e ha bisogno di accordi con l’asse russo-cinese che avanza in Africa, dove è enorme l’interesse francese sui paesi la cui valuta è ancora il franco coloniale emesso da Parigi. Marine Le Pen interpreta un sentimento diffuso promettendo, in caso di vittoria, di far uscire il paese dal comando integrato Nato, una posizione gollista.

Tuttavia, la domanda da porsi è un’altra: può davvero la leader del Rassemblement National diventare presidente? La risposta è no. L’Europa, il sistema atlantico, l’oligarchia non eletta d’Occidente può tollerare – con fastidio crescente – la fronda della piccola Ungheria, sopportare l’anomalia polacca in chiave antirussa, ma non può accettare una Francia disallineata, sovranista e protagonista di politiche migratorie, finanziarie e sociali non in linea con i propri interessi. Una vittoria della Le Pen precipiterebbe probabilmente la Francia in un clima insurrezionale il cui fuoco sarebbe attizzato dalle centrali finanziarie, economiche e militari globaliste.

Ciò significa che perfino l’orgogliosa Francia è un paese a sovranità limitata e la democrazia – ossia la partecipazione e decisione del popolo sul proprio destino – non è che una parola vuota. Funziona finché vince chi è gradito a lor signori, diventa estremismo, populismo e tout court fascismo o comunismo se un popolo decide in maniera difforme dalla volontà di chi domina il mondo e controlla stampa, economia, cultura, finanza, politica. Sotto Macron, il gigantesco fondo Black Rock è penetrato in Francia con un successo travolgente, così come un colosso delle consulenze, Mc Kinsey.

Già sospettato di aver pilotato la campagna presidenziale del 2017 conformemente agli interessi americani, il gruppo ha ottenuto contratti per 2,3 miliardi di euro per lavorare su questioni che vanno dalla riforma delle pensioni alla digitalizzazione. Nonostante la tradizionale forza e qualità dell’alta dirigenza francese, Macron ha privatizzato le grandi scelte, per di più ad un’azienda straniera. Mc Kinsey è accusata altresì di non aver pagato un soldo di imposte in Francia: è probabile, giacché le aziende di servizi – deterritorializzate come i Gafam – riescono a sfuggire al fisco dovunque, con una rete di società, fatturazioni carosello e sedi fittizie nei paradisi fiscali. Secondo il politologo francese Thierry Meyssan, “il gruppo McKinsey ha compiuto una vera impresa eleggendo alla presidenza un politico inesperto per distruggere la società francese”.

McKinsey e il Boston Consulting Group sono diventati consulenti del governo in materia di difesa, clima e politica migratoria, nonché nello sviluppo delle strategie epidemiche. Ce ne sarebbe abbastanza per cacciare il presidente, sospettato anche di evasione fiscale nei periodi in cui lavorava come intermediario d’affari di alto livello. Voci, sospetti, forse, che si abbatterebbero però come macigni sul candidato Macron se non fosse il prescelto del sistema. Nel 2017 venne montato contro il suo avversario più accreditato, il gollista François Fillon, uno scandalo finito nel nulla, l’accusa di avere avuto alle dipendenze, da parlamentare europeo e con uno stipendio impiegatizio, la propria moglie. Strada spianata per l’enfant prodige.

Crediamo ancora nella volontà popolare, nella regolarità sostanziale delle elezioni, nella possibilità reale che vincano le istanze del popolo, quali che siano? Alle brutte, se l’alternativa è sgradita ai piani superiori, organizzano una bella campagna di demonizzazione. Ha funzionato per anni, funzionerà anche al ballottaggio tra Macron e Le Pen. Ancora una volta, la somma non farà il totale. Tuttavia, forse sarà l’ultima volta: presto l’onda, da qualunque parte provenga, chiunque la incarni, non riusciranno più a fermarla. Oppure sospenderanno le inutili lungaggini, le stanche procedure della “loro” democrazia. In Italia lo hanno già fatto.

Roberto Pecchioli

Fonte: https://www.ereticamente.net/2022/04/francia-la-somma-non-fa-il-totale-roberto-pecchioli.html

Commenti (51)

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    1. Bertozzi 19 aprile 2022

      Bella sta cosa delle 'elezioni', è una fiction o una serie di Netflix? Quante parole al vento. Anche se il 90% dei francesi votasse Le pen vincerebbe comunque Macron, il resto è fumo negli occhi, sveglia.

    1. Arthur 18 aprile 2022

      Riguardo alla vicenda francese sono sempre stato convinto che l'operazione Zemmour sia stata pianificata da una certa lobby (indovinate quale?), allo scopo di sottrarre voti alla Le Pen e consentire a Melenchon di superarla, estromettendola in tal modo dal ballottaggio con Macron.
      Ci sono quasi riusciti, ma i francesi di destra hanno fiutato la trappola poiché sono meno stupidi di quanto si pensi (a differenza degli utili idioti di sinistra che votano Macron e di quelli di destra che hanno votato Zemmour).

      La mia personale opinione (e non solo mia) è che Melenchon sia in realtà, insieme a pressoché tutta la gauche, un finto anti-sistema ovvero l'altro lato della moneta falsa sulla quale si trova il gollista Macron, il quale è stato scelto dalle élites per far convergere i voti di socialisti e gollisti sbarrando così la strada alla Le Pen.

      Proprio oggi su Le Monde leggevo di nuove indagini della magistratura francese su presunte appropriazioni indebite relative a finanziamenti, di cui Le Pen sarebbe accusata.
      Ma che coincidenza!
      Una settimana prima del ballottaggio.

      Mio Dio, quanto spero che i Francesi rinsaviscano...

    1. danone 16 aprile 2022

      Bisognerebbe far capire a chi ancora va a votare, di smettere di andarci e a chi già non ci va più, che non basta non andarci più, bisogna fare qualcos'altro perchè cambi qualcosa, non basta non andare a votare per toglierci dai piedi questi pidocchi, vampiri di consenso non informato, usurpato al cittadino lobotomizzato.
      Servono progetti sociali alternativi, che soddisfino bisogni reali, organizzati dal basso, dalla gente che ha smesso di andare a votare e che non aspetta il messia o gli alieni per sperare nuovamente in un futuro normale.

    2. sbregaverse 16 aprile 2022

      NON MI DIRE che stai a cucinare qualcosa di Fusion filosofale alla Dieguito ?

    3. danone 16 aprile 2022

      C'è sempre qualcosa che bolle in pentola.

    4. sbregaverse 16 aprile 2022

      Sì ed il profumo, per adesso, è grato.

    5. Arian Van Heisen 17 aprile 2022

      Senza un Leader non c'è progetto, senza progetto non aggreghi..!
      in questa fase non bisogna recarsi alle urne non c'è alternativa.

      La Le Pen ne è la dimostrazione , aveva il progetto ed al momento di realizzarlo si è dimostrata non adeguata come Salvini dei semplici ARRUFFAPOPOLO

    1. natascia 16 aprile 2022

      Gli elettori hanno meditato, sofferto e compreso la gravità del momento storico e le difficoltà quasi insormontabili per la liberazione dalla morsa mediatica-finanziaria-sanitaria. Penso che questo valga per tutto l’occidente.Soprattutto in Francia esiste una forza mentale singola e sociale che, se ben orientata, può dare luogo a forme di resistenza invincibili. Il Presidente- donna adeguato c’è.

    2. sbregaverse 16 aprile 2022

      È la prova del nove dei Giletti Gialli ?!

    3. Arian Van Heisen 17 aprile 2022

      Forse gli elettori lo avranno anche capito manca chi li canalizza
      nella giusta direzione ci manca un Putin ...!

    1. Divoll 16 aprile 2022

      Capisco le premesse, ma l'autore di questo articolo ha la boccia di vetro?

    1. omega 16 aprile 2022

      Bell'articolo, anche se eccessivo in alcune considerazioni e carente sull'analisi. Condivido nella sostanza.

    1. Eugiorso 16 aprile 2022

      Teniamo conto che il gioco va oltre la Francia: dopo la pagliacciata demokrat-occidentaloide del secondo turno delle presidenziali e la (scontata) vittoria del verme atlantista macron, sacatteranno le sanzioni contro il petrolio russo, mettendoci tutti (particolarmente in Italia) ancor di più nella merda.
      Non è significativo che attendano il voto al secondo turno delle presidenziali francesi, per annunciare sanzioni "anti.russe" (in verità contro i popoli europei) ancora più draconiane?
      Non vuol forse dire che la loro fetida demmmokrazzia è il nostro principale nemico, sul piano politico?

      Cari saluti

    1. UnaMenteCritica 16 aprile 2022

      Quello che stiamo vivendo è il frutto del lavoro incessante dell'ingneria sociale.
      Ogni persona per tornare libera fovrebbe leggere:
      The Tavistock Institute of Human Relations - Shaping the Moral, Spiritualof The United States of America. Di Coleman, John


      Appreso cio, tutto il resto è svelato.
      Non conoscendo il principio si rimane schiavi di valori e convinzioni che non vi appartangono, ma sono state indotte fin dalla nascita, a fin che le folle rimangano schiave dei pochi.

      Libro che nessuno ha tradotto.
      Libro che dovrebbe esserre studiato fin dalle elementari, affiancato al libro Pensieri lenti e Veloci.

      Cartwright scriveva:
      ​Principio uno:
      "È considerato un principio base, praticamente da tutti gli ​psicologi che il comportamento di una persona sia guidato dalla sua ​percezione del mondo in cui vive...

      Ne consegue da questa formulazione ​che un modo per cambiare il comportamento di una persona è ​modificare il suo struttura cognitiva. La modifica della struttura cognitiva ​negli individui per mezzo dei mass
      media ha diversi prerequisiti, che ​possono essere enunciati sotto forma di principi."

    1. mystes 16 aprile 2022

      "La somma non fa il totale e milioni di persone, in Francia, in Italia e ovunque, si rifugiano nell’astensione, nell’indifferenza rancorosa, nella radicalizzazione parolaia.". In queste poche parole vi è tutto il dramma della democrazia moderna che in realtà non riesce più a esprimere nulla essendo stata svuotata di ogni contenuto che l'aveva resa accettabile negli anni passati. Ma visto che il potere ha deciso di governare con l'oligarchia io dico à la guerre comme à la guerre, ossia chi sta abusando del potere deve essere affrontato non con le chiacchere e con bei discorsi ma con sistemi forti e adeguati. Altrimenti, fra venti anni non ci saranno più i Macron e i Draghi ci saranni i loro figliastri handicappati e violenti.

    2. omega 16 aprile 2022

      Il problema comunque non sono solo i sistemi, ma la condivisione ampia e organizzata dell'uso dei sistemi stessi. La disobbedienza individuale serve ma è strategicamente e tatticamente difensiva.

    3. Arian Van Heisen 17 aprile 2022

      Il partito vincente è il NON VOTO aspettando un vero Leader stile Putin.
      Ne Votez Pas

    1. Eugiorso 16 aprile 2022

      La chiave dell'inganno elitista, malamente nascosto dalle dinamiche (perverse) della demmmokrazzia occidentaloide, è' proprio nelle dichiarazioni post primo turno del sinistro mélenchon, pensionato di una "rivoluzione" mai scoppiata e presunto propugnatore di temi sociali (normalmente vietatissimi nel sistema dittatoriale occidentaloide che sta dietro il truffaldino schermo demmmokratikko!).
      Il suddetto verme ha una lista civetta - per togliere voti ancora una volta alla Le Pen, per quanto oggi "edulcorata" rispetto al 2017 e anni precedenti!) ed evitare rischi al sodomizzato dalla guardie del corpo macron, facendolo rivincere.
      Infatti, usciti i risultati (senza brogli? Chissà ...) quel vecchio sinistroide servo del sistema ha subito detto: neanche un voto alla Le Pen! E al boia macron? Chissà ...
      Se il sinistro "lista civetta" mélenchon fosse stato sincero, visto che il principale nemico è quello che detiene la presidenza - di logica! - avrebbe detto: neanche un voto a macron e ... (caso mai) non votate per la Le Pen, cioè astenetevi al secondo turno!
      Chiaro, no?
      Perciò il gioco elitista in Francia è scoperto: il compito di quel verme di mélenchon è ancora quello (come nel 2017) di togliere voti al candidato un po' "alieno" - cioè non troppo gradito la potere effettivo elitsta e occidentaloide - perché qualche giovane disoccupato e qualche operaio avrebbe potuto votare per la Le Pen contro macron .... Facendo vincere a macron il primo turno, seppur di misura
      Poi, al secondo turno, quello di non far confluire qualche voto in più alla Le Pen, sperando che invece qualche voto vada al gerontofilo servo Rothschild macron e così il gioco è fatto per la seconda volta!

      Cari saluti

    2. omega 16 aprile 2022

      Condivido. Ritengo però che il "verme" abbia anche la funzione di contenitore alternativo di sinistra del voto ex socialista.

    3. Arian Van Heisen 17 aprile 2022

      All' Arruffa popolo Le Pen hanno fatto cambiare idea i poteri forti come a Salvini, quindi anche se vincesse ( non succederà ) cambierà poco se non il suo patrimonio in fallimento, qualche voto in più non cambia il partito vincente è il NON VOTO aspettando un vero Leader stile Putin.

      Ne Votez Pas

    1. Martin 16 aprile 2022

      Da quando in qua Gervasoni sarebbe un intellettuale, e da quando in qua sarebbe un conservatore. E' un giornalista come tanti, asservito a USA e UE.

    1. PietroGE 16 aprile 2022

      Ci sarebbe molto da dire sulle elezioni francesi. Credere che Mélenchon, massone del Grande Oriente di Francia, sia un candidato antisistema è come credere alla Befana, dopo il primo turno ha subito detto " non un solo voto alla destra", più chiaro di così!. Il fatto che la sinistra francese sia rappresentata dalla massoneria dimostra come questa forza politica abbia ormai toccato il fondo e già cominciato a scavare. Il terreno comune alle forze antisistema non si ottiene se non si rompe il monopolio della proprietà dei mezzi di comunicazione (e di manipolazione) di massa del Paese. Lo spostamento verso il centro della Le Pen è stato intelligente, così come la rinuncia alla reintroduzione del Franco che le aveva fatto perdere le elezioni del 2017, la mobilitazione cosiddetta 'antifascista' ( in realtà diretta dal potere finanziario internazionale) però è già partita e bisognerà vedere la presa che avrà sulla parte dell'elettorato condizionata come il famoso cane di Pavlov. Zemmour è la versione XXI secolo del Cohn-Bendit del 68, riprende i temi cari alla destra identitaria per 'governare' il movimento e indirizzarlo sugli interessi della famosa lobby. Così come negli USA, la lobby si distribuisce equamente tra destra e sinistra in modo tale da poter fare i suoi interessi chiunque vinca. Quello che prima o poi farà saltare gli equilibri, però, sarà la crisi sociale dovuta alla mancata (e impossibile) integrazione di milioni di immigrati dal terzo mondo..chiunque vinca le elezioni la settimana prossima.

    2. Martin 16 aprile 2022

      Errore enorme e purtroppo comune!!! La lobby ebraica neoglobal, maggioritaria negli USA (circa l'85%), e da tempo in conflitto con la lobby territorialista israeliana, e' INTEGRALMENTE schierata pro Biden e estremamente ostile a Trump.

    3. PietroGE 16 aprile 2022

      Dimentichi che i neocon ebraici sono da sempre integrati nel partito repubblicano, anche se sono diventati anti 'trumpisti' recentemente. Dopo tutto sono quelli che hanno scatenato la guerra contro l'Iraq, perché, come diceva Wolfowitz, l'Iraq era 'fattibile' e la dottrina Wolfowitz era praticamente identica alla dottrina Bush. Cioè la politica estera americana era di fatto decisa dalla lobby. Il genero di Trump poi è quello che aveva organizzato il cosiddetto 'piano di pace' in Palestina che prevedeva la pulizia etnica di Israele e il trasferimento degli arabi in Giordania. Ecc. ecc. gli esempi si sprecano.

    4. omega 16 aprile 2022

      Condivido nella sostanza, ma l'immigrazione non è la principale causa della crisi sociale francese.

    5. oriundo2006 16 aprile 2022

      La crisi è crisi di identità e di ... portafoglio: l'economia non è in buone condizioni, complice anche qui l' euro e sopratutto le idee demenziali che albergano nelle squinzie al potere a Bruxelles e Frankfurt. Nulla di nuovo. Lamento l' inesistenza di una alternativa all' interno del FN prima ancora che nei canditati di sx o di dx 'alternativi' ( de che ? sono tutti massoni ).
      Non è possibile che la Le Pen si ripresenti per la terza volta per esser presumibilmente trombata ancora. Si vede che le piace questo aspetto masochista della politica...( oppure anche lei come la Giorgia nostrana sia stata cooptata sottotraccia per aumentare le sue possibilità di elezione ).
      A me, mezzo fr come sapete, piace tutto assai meno e contrariamente a PietroGE, che saluto, credo che la posizione neocentrista assunta, la faccia scivolare irrimediabilmente in un neogollismo da parata del 14 Luglio e basta: grand gueule, proclami tronitruanti ma poca sostanza.
      Idee scarse e ricicciate infinite volte, nessuna chiara ipotesi alternativa e fattibile su Bruxelles: pensare che Marine possa davvero ( se dovesse vincere ) imporsi in Eu e nei rapporti con la USNato è da illusi anche se non do nulla per scontato in questa epoca 'terminale'. L' unico fatto confortante è che il deep state francese NON è a favore di Macron, che ha stemperato certi suoi punti per cercare un compromesso di vivibilità almeno formale.
      Conoscendo i miei conterranei, è un compromesso comunque di assai breve durata e molto di facciata, anche se il deep deve comunque assicurare la stabilità istituzionale. Cova molto malcontento nel Club Med italiano e francese, senza parlare di quello greco. Pensare che elezioni possano risolverlo è veramente non capirci nulla di questo nostro momento 'terminale'.
      Non escludo nulla, ma temo che l' ultima parola definitiva la dia il confronto folle con la Russia piuttosto che le gonnelle della politica ( non è pol cor lo so...ma non mi presento e non devo compiacere nessuna ! ).

    6. Arian Van Heisen 17 aprile 2022

      La Le Pen ha smarrito la via, ha perso il treno.. è una donna. come tutte le femmine non ci si può fidare hanno il tradimento nel loro DNA.

    7. Arian Van Heisen 17 aprile 2022

      1. Sai che mossa sportarsi al centro ...! = perdere voti. non è capace di tenere insieme una famiglia figuriamoci un partito
    8. natascia 17 aprile 2022

      La figura del padre gioca molto.

    9. Arian Van Heisen 17 aprile 2022

      Non è all' all' altezza del Padre, ne di guidare un cambiamento, aveva il progetto lo ha rinnegato arriverà seconda andrà nel dimenticatoio come semplice Arruffapopolo tipo Salvini.

    10. Arian Van Heisen 17 aprile 2022

      " Lo spostamento verso il centro della Le Pen è stato intelligente, così come la rinuncia alla reintroduzione del Franco che le aveva fatto perdere le elezioni del 2017"

      Oppure errore fatale di una semplice arruffapopolo stile Salvini ?
      aumentano i non votanti,... segno di una sfiducia e mancanza di un vero Leader che se la fa sotto quando i poteri forti si fanno sentire eti fanno cambiare idea...!

    11. PietroGE 17 aprile 2022

      I sondaggi danno Macron in vantaggio 54 a 46. Non è uno svantaggio insuperabile per la Le Pen, tutto dipenderà dal tasso di astensione e da quello che farà l'elettorato di Mélenchon. Così vicina alla vittoria non c'era stata mai.

    12. Arian Van Heisen 17 aprile 2022

      Alle precedenti i tempi non erano maturi per la vittoria, anche se in termini di consensi erano molto superiori a quelli attuali, anche se dovesse farcela ( non credo proprio ) per i Francesi non cambierà nulla, ed i consensi saranno molto inferiori a quelli ricevuti nel 2017.
      Aumenteranno solo i non votanti.
      La somma dei voti non fa il totale

      Ne pas Votez

    13. BrunoWald 17 aprile 2022

      Non ho mai sopportato la retorica femminista, ma non bisogna nemmeno cadere in quella opposta. Basta una conoscenza sommaria della Storia per farsi un'idea di quanti uomini abbiano il tradimento nel loro DNA. E comunque "tutte" è un'assurdità: a morire al fianco di Mussolini c'era Claretta, mica Almirante.

    14. Arian Van Heisen 18 aprile 2022

      Si stava parlando di grandi Leader capaci di cambiare la storia o di farla.! la femmina non può esserlo per natura Leader , potrà magari completare un 'uomo, ci sono state grandi Donne , ma mai Leader .
      Poi che ci siano traditori ache tra i maschi è pacifico, non è questione di retorica semplicemente di affinità elettive della natura .
      La femmina umana è come il gatto ti sta vicino finchè trova la convenienza altrimenti se ne va, non è fedele salvo rare eccezioni.

      Nei tempi non esistono Donne che hanno cambiato o fatto la Storia , solo capaci di cambiare spesso il letto, tipo Cleopatra.
      ,

    15. BrunoWald 18 aprile 2022

      A dire il vero, dai miei gatti ho ricevuto molto amore. Quando vogliono qualcosa da noi ce lo fanno capire chiaramente, te l'assicuro... Perciò è facile riconoscere anche l'affetto genuino.
      Per il resto, i tuoi discorsi mi ricordano quelli delle femministe sui "maschi", tutti oppressori e potenziali strupratori ecc... Su CDC c'era la signora Petzova, la quale auspicava un'umanità amorfa e asessuata (cioé, morta...) poiché vedeva proprio nell'inestirpabile differenza tra i sessi l'origine di tutti i mali.
      Io sono del parere esattamente opposto: e non si può affermare la differenza, e poi disprezzare uno dei due sessi, o entrambi. È su quella polarità che si regge la vita.

    16. Arian Van Heisen 18 aprile 2022

      Forse non ci capiamo od non riesco ad esprimere il concetto , la fedeltà non è una prerogativa del Gatto questo non significa che non sia affettuoso ( Arian li preferisce ai Cani che indubbio sono più fedeli ) non disprezzo affatto le Femmine anzi mi piacciono , ma hanno ruoli e prerogative differenti a quelli Maschili dovuti alla loro natura .
      La diversità è un valore non una limitazione.

    1. Nestor Halak 16 aprile 2022

      Purtroppo mi pare tutto vero. Speriamo nell'imponderabile.

    1. nicolass 16 aprile 2022

      Marine tutta la vita...

    2. Arian Van Heisen 17 aprile 2022

      A perso il treno ..! Salvini 2 ..

    1. LuxIgnis 16 aprile 2022

      Avrei preferito che Melenchon fosse arrivato al ballottaggio, era una strada da percorrere, ma sbaglia ora a non voler appoggiare la Le Pen. E' vero che è distante dalle sue idee ma è anche vero che è molto sgradita alle istituzioni europee, ad esempio come in quest'articolo:
      https://t.me/rtinotizie/325
      Poi tutto è da vedere, non mi fiderei molto della Le Pen ma sempre meglio che riavere Macron.

    2. BrunoWald 16 aprile 2022

      Non è che "sbaglia": fa il suo sporco lavoro di gendarme del sistema, sull'ala sinistra. Vedi gli ottimi commenti di PietroGe, Oriundo ed Eugiorso. In quanto alla Le Pen, non mi fido neanch'io, anche se per motivi diversi dai tuoi. Sta di fatto che saremo sempre perdenti, tutti noi, per il motivo che trent'anni or sono Carlo Terracciano sintetizzò nella seguente frase: "tra il rosso e il nero, il banco (la banca...) vince!"

    3. Accattone il Censore 17 aprile 2022

      Purtroppo, c'è ancora chi, come Pecchioli, estensore di questo fuorviante articolo, che considera Marine Le Pen alternativa al sistema. Consiglio, in proposito, questo mio articolo del 2019: https://comedonchisciotte.org/lo-strano-caso-di-matteo-salvini-e-di-marine-le-pen/

    4. Arian Van Heisen 17 aprile 2022

      Arriverà il giorno che il Rosso ed il Nero si fonderanno e per il banco saranno dolori.

    5. Arthur 18 aprile 2022

      Ne sei convinto?

    6. Arthur 18 aprile 2022

      Io invece credo che sia un bene che non sia arrivato a superare la Le Pen, poiché la miserabile uscita fatta sui voti alla Le Pen dimostra che non ha a cuore il bene della Francia e del popolo francese.
      La sinistra è morta.

    7. LuxIgnis 18 aprile 2022

      Pensi forse che la Le Pen a parti invertite avrebbe invitato a votare per Melenchon?
      Se lo pensi sei un illuso e conosci poco delle dinamiche della politica.

    8. Arian Van Heisen 18 aprile 2022

      Lo penso, più che convinto.

    9. BrunoWald 18 aprile 2022

      Cosa c'entra? Ci facciamo le ripicche, come i bambini? Siccome non mi dai la caramella, non ti presto il pallone?
      La questione è che di fronte al nemico comune ci si unisce, o si è complici. Infatti, nessuno dei due è quello che dice di essere, sono là per rappresentare gli "opposti estremismi" in modo da puntellare il sistema: sono ottant'anni che funziona così. E noi come gonzi continuiamo a cascarci.
      Comunque, per Melenchon non voterei neanch'io; invece, se ci fosse - poniamo - un ballottaggio tra Draghi e Marco Rizzo, sosterrei quest'ultimo senza esitare... Vorrei vedere invece quanti compagni voterebbero, contro Draghi, per un "fascista" (uno vero, non quelli che sono l'equivalente dei finti indiani nei western di una volta...).

    10. LuxIgnis 18 aprile 2022

      C'entra proprio per quello che hai detto tu. Sono dinamiche politiche molto immature, non voglio dire per forza che siano strutturali al sistema perché non credo sia così né per l'uno né per l'altro. Ma non sono nemmeno rivoluzionari. Ma stupidi sì. Hanno paura che se ci si schiera con la parte avversa poi il proprio elettorato gliela farebbe pagare
      Sono proprio loro che si fanno le ripicche.

    11. Bertozzi 19 aprile 2022

      Infatti, è la destra che vince e governa ovunque, fin troppo viva quella.

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