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FINANZCAPITALISMO, ULTIMA CHIAMATA

DI MARCO ROVELLI
nazioneindiana.com

Intervista a Luciano Gallino

Definirei il libro di Luciano Gallino Finanzcapitalismo (Einaudi, 19 euro) decisivo, per comprendere il mutamento radicale di paradigma avvenuto negli ultimi trent’anni. Siamo in un altro mondo, e conviene capirlo più in fretta possibile. Perché il tempo è davvero agli sgoccioli. Ho intervistato l’autore per l’Unità, qui pubblico l’intervista in versione integrale.

Sappiamo che l’alternanza tra fasi espansive e produttive e fasi speculative sono sempre state una costante nella storia del capitalismo (ce lo ha spiegato ad esempio Giovanni Arrighi). Ma lei ci fa capire che oggi siamo in presenza di una sorta di salto quantico: ci dice con molta chiarezza che siamo in una fase del tutto nuova, non più nel classico capitalismo industriale, ma nel finanzcapitalismo. E ci dice che questo salto quantico è un salto con esiti potenzialmente tragici.Vi è stato in questi ultimi trent’anni un enorme sviluppo del sistema finanziario a paragone dello sviluppo del sistema dell’“economia reale”: se all’inizio degli anni ottanta il volume degli attivi finanziari corrispondeva al Pil mondiale, al momento della crisi ammontava a oltre quattro volte il Pil. Il mondo è stato radicalmente trasformato da un processo patologico.
E’ enormemente e patologicamente cresciuta, in particolare nell’ultimo decennio, l’attività bancaria, che si continua a chiamare così anche se si tratta di attività finanziarie estremamente diversificate, non trattandosi più delle banche classiche depositi e prestiti, ma di conglomerati giganteschi che operano in ogni possibile settore.
E” enormemente e patologicamente cresciuta la finanza ombra, un sistema senza nome né indirizzo né identità, formata da una grande quantità di società di scopo (i cosiddetti “veicoli”), e da centinaia di trilioni di dollari di derivati scambiati tra privati (otc) che sono stati un elemento decisivo di destabilizzazione. In questo processo i bilanci delle banche sono diventati incomprensibili e ingestibili, perché molte attività sono state trasmesse ai “veicoli”, in particolare i titoli derivanti dalla cartolarizzazione, ovvero la trasformazione in crediti di debiti derivanti da prestiti alle famiglie o alle imprese (la crisi è iniziata da lì, negli Stati Uniti, dai derivati composti da mutui che le famiglie non erano più in grado di pagare).
E’ enormemente e patologicamente cresciuto il ruolo degli investitori istituzionali (compagnie di assicurazione, fondi pensione e fondi comuni di investimento): essi sono i “nuovi proprietari universali”, possedendo oltre la metà del capitale delle imprese di ogni genere.
E’ infine enormemente e patologicamente cresciuto il peso che le istituzioni finanziarie hanno assunto nel governo delle imprese. Dal 1980 in avanti si è affermato il criterio che un’impresa funziona unicamente per massimizzare il valore delle azioni, e questo ha modificato il criterio di governo e di gestione quotidiana delle imprese, con conseguenze ben visibili, drammaticamente, ogni giorno.
A causa di questo sviluppo abnorme, l’insieme del sistema finanziario non è controllabile da alcuna autorità, non solo per le sue dimensioni, ma anche per la sua composizione: chi parla di costruire “trasparenza del mercato finanziario” davvero non ha compreso i fondamenti della questione. Questo mercato finanziario non può essere trasparente. Siamo su un aereo senza pilota in cabina di pilotaggio. Bisogna riformare il sistema dalle fondamenta, mentre invece dopo la crisi non è stata intrapresa alcuna riforma.

Guardando la copertina del suo libro, dove vi è un grattacielo visto dal basso che ricorda la torre di Babele, viene naturale pensare che siamo di fronte a una sorta di  hybris degli umani, alla smisuratezza di un processo totalmente sfuggito di mano, che ha preso vita propria, fuori da qualsiasi controllo.

Sì, è così. E lo vediamo ogni giorno come l’intera economia sia totalmente a rimorchio del sistema finanziario. Lo vediamo anche da un punto di vista simbolico, ché il linguaggio della finanza ha permeato ogni ambito della civiltà, del discorso quotidiano. Ma se questo sistema tende all’assolutezza, ed è radicalmente incontrollabile, ciò equivale a uno svuotamento di fatto del concetto stesso di democrazia.

Peraltro questo processo, lei lo mette in chiaro molto bene nel libro, è stato determinato dalle scelte della politica, contrariamente alla  vulgata proposta e introiettata dalla politica stessa che si è dipinta come passiva e impotente di fronte ad esso.

Non è stato per nulla un processo naturale. E’ stato invece un grande progetto ideologico, culturale e politico avviato dagli anni cinquanta e che ha preso piede a partire dagli anni ottanta. Non è vero che la politica è stata sopraffatta dalla finanza: l’assoluta libertà di agire che ha acquisito la finanza è stata un’operazione politica, iniziata peraltro in Europa. Si parla, a questo di proposito, di un “consenso di Parigi” che ha preceduto il “consenso di Washington”. La crisi ha dimostrato l’assoluta falsità della tesi ideologica dell’autoregolazione del mercato, eppure essa continua a presentarsi come l’unica possibile. E questo lo verifichiamo anche nella continuità delle persone: il consiglio economico di Obama, ad esempio, è composto da banchieri che hanno avuto parte importante nella deregulation fatta sotto Reagan e Bush.

Europa degli anni ottanta, Obama: lei sta dicendo che anche il “centrosinistra” globale è caduto nella trappola?

Sì, le cosiddette “sinistre” hanno fatto proprio lo scenario secondo cui la globalizzazione è un fatto economico, laddove esso è stato un fatto eminentemente politico. E’ stato un progetto agevolato da organizzazioni internazionali che di democratico non hanno nulla, dal Fondo Monetario Internazionale alla Banca Mondiale alla Commissione Europea. Le sinistre socialdemocratiche hanno adottato il paradigma della signora Thatcher, credendo al fatto che “non ci sono alternative”: perciò le sinistre si sono distinte solo per “aiutare i più deboli”, e tamponare i disastri. Il mio timore è che ancora oggi non abbiano capito che cosa è successo: sono caduti nella scena del teatro, recitando la parte che la commedia (o meglio, la tragedia) gli ha assegnato, senza rendersi conto che stanno seguendo i dettami di in un immenso sistema industrial-finanziario, agevolato nella sua crescita dalla politica e che alla politica adesso spetterebbe incivilire.

Il successo di questo sistema è appunto anche ideologico: esso si presente come il trionfo della ragione (o forse di una coincidenza perfetta di razionale e reale), dove invece esso è, nella sua essenza, pura irrazionalità.

Il finanzcapitalismo ha in questo senso radicalizzato un’istanza propria del capitalismo industriale, che ha sempre pensato la crescita come una pietra filosofale. Crescita a ogni costo, a scapito del resto. Ma questa furente irrazionalità la vediamo al lavoro nei suoi esiti tragici, sia nella distruzione dell’ambiente e di qualunque tipo di ecosistema (e qui siamo giunti a un punto limite, davvero di non ritorno), sia nella quotidiana svalorizzazione delle persone. E le persone svalorizzate, infantilizzate come consumatori, non saranno mai in grado di salvare il pianeta.

Lei pensa che al punto in cui siamo è possibile un “contromovimento”, un’alternativa al disastro?

Un contromovimento è un’incognita grossa, nella presente situazione. Credo che una reazione ai danni globali di questo sistema che ci sta dominando possa prendere due direzioni. Una che potremmo definire socialdemocratica, una autoritaria, e in Europa quest’onda è certamente montante. E’ questo il grande dilemma è questo: e su questo il dado non è tratto.

Lei ha segnalato qualche passo possibile da fare.

Sì, per esempio la gestione dei fondi pensione, potrebbe essere un passo piccolo ma significativo. La gestione dei fondi pensione è affidata alle banche depositarie che fanno investimenti i quali assicurino un futuro ai fondi stessi, prescindendo del tutto da un investimento sostenibile, responsabile. I sindacati su questo dovrebbero essere più consapevoli e presenti.
Ci sono poi riforme che si possono avviare solo in ambito internazionale, ma bisognerebbe cominciare a parlarne: e invece quando se ne parla lo si fa tirando fuori i documenti dell’UE, che però non fa altro che invocare trasparenza e sorveglianza, ciò che equivale a mettere telecamere intorno a un edificio pieno di buchi e con le fondamenta che crollano e buio all’interno. E’ di questo buio che invece occorre discutere.

Marco Rovelli
Fonte: www.nazioneindiana.com
Link: http://www.nazioneindiana.com/2011/05/02/38921/#more-38921
2.05.2011

Pubblicato da Davide

40 Commenti

  1. I rentiers francesi sono esemplari famosissimi del parassitismo “finanziario”, rappresentano la radice profonda del fallimento sociale della rivoluzione francese, intesa come speranza di democrazia popolare compiuta. Ma dice bene Gallino, il processo “culturale” del primato della finanza è avviato negli anni 50, ed io direi ancor prima, perchè segna l’ascesa dell’impero USA. E’ la vittoria della forza armata anglo-britannica ad imporre il paradigma monetario-economico del mercatismo iperliberista a senso unico. Paradossalmente, dal punto di vista “tecnico”, ovvero riguardo al modello economico, i veri vincitori, a questo punto solo “morali”, sono proprio Germania e Giappone, coi rispettivi “miracoli” economici precedenti la seconda guerra mondiale. Il loro “modello di sviluppo” aveva fondamenta antitetiche allo schema di Ponzi su moneta-finanza della FED e del suo padrone Wall Street. Ed ha funzionato alla grande, ma evidentemente non abbastanza per prevalere anche con la forza delle armi. Sia chiaro che questa non è apologia dei corrispondenti regimi politici, giustamente giustiziati dalla storia. Parlo solo di come le loro economie hanno saputo in quegli anni interpretare la rivoluzione tecnologica e industriale. Ora però il modello vigente, come ogni schema di Ponzi, crolla su se stesso, muore per cause proprie, l’ingordigia dei superladri superprivilegiati ha fatto seccare lo stesso ramo su cui sono seduti più o meno da un secolo. Il motivo è molto semplice: il sole sorge ogni mattina per tutti, su un pianeta ormai stretto.

  2. Complimenti: un commento sintetico, lucido, intelligente. In poche parole quello che sempre vorremmo leggere in CdC……peccato che capita di rado.

  3. La crisi ha dimostrato l’assoluta falsità della tesi ideologica dell’autoregolazione del mercato, eppure essa continua a presentarsi come l’unica possibile.

    In una semplice frase si nota come il tizio non abbia la minima idea di cosa stia parlando, ma forse crede di avere la stessa botta di culo di Samuelson e sfornare cazzate senza che la gente se ne accorga e fare un pacco di soldi.

    Ho intervistato l’autore per l’Unità, qui pubblico l’intervista in versione integrale.

    Ora è tutto chiaro.

  4. Parallelamente alla sua attività di ricerca e d’insegnamento, ha ricoperto diverse e prestigiose cariche istituzionali.

    Dal 1979 al 1988 è stato presidente del Consiglio Italiano delle Scienze Sociali.

    Dal 1987 al 1992 ha rivestito la stessa carica nell’Associazione Italiana di Sociologia.

    È socio dell’Accademia delle Scienze di Torino, dell’Accademia Europea e dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

    Dirige dal 1968 la rivista scientifica Quaderni di Sociologia.

    Ha collaborato, inoltre con autorevoli quotidiani nazionali, in particolare tra il 1970 e il 1975 ha scritto su Il Giorno;

    dal 1983 al 2001 ha collaborato conLa Stampa e dal 2001 collabora conLa Repubblica .

    Fa parte del comitato scientifico della manifestazione “Biennale Democrazia”.

    Dal 2007, è il responsabile scientifico del Centro on line Storia e Cultura dell’Industria, progetto che promuove la conoscenza della storia industriale e del lavoro del Nord Ovest italiano dal 1850 a oggi, con finalità didattiche

    Luciano Gallino (Torino, 1927) è un sociologo, scrittore e docente di sociologia italiano.
    Uno tra i sociologi italiani più autorevoli, ha contribuito all’istituzionalizzazione della disciplina nel secondo dopoguerra, lavorando dentro e fuori l’accademia su tematiche che riguardano la sociologia dei processi economici e del lavoro, di tecnologia, di formazione e, più in generale, di teoria sociale
    [it.wikipedia.org]

    Dopo aver letto la biografia del grande professore Gallino che ha a suo attivo piu’ di 40 libri.

    Come mai un emerito professore di 84 anni si e’ ricordato solo ora di combattere il grande potere visto che aveva tutti gli strumenti per affrontare questi discorsi da un ventennio?

  5. La Storia ci ha consegnato trame un po’ più complicate da quelle che delinei. Il modello di sviluppo della Germana postnazista è in realtà….lo stesso della Germania nazista, con gli ex-nazisti ritornati prontamente a capo delle sussidiarie della IG Farben, l’industria per la quale fu istruita la seconda guerra mondiale da parte del Fuhrer: BASF, Agfa, Merck, Bayer etc…
    “Da questo momento (in vista della sconfitta finale) l’industria Tedesca deve fare tutti i passi
    necessari per assicurarsi la supremazia commerciale nel dopoguerra.
    Ogni industria dovrà fare alleanze con imprese estere senza attrarre
    alcun sospetto. Il partito nazista ed il Terzo Reich sosterranno ogni
    impresa con sostegno legislativo e finanziario”
    http://www.appelloalpopolo.it/?p=2216
    Questo tipo di capitalismo moderno doveva però fare ancora i conti con la speculazione affaristica (che chiami correttamente schema Ponzi) e che in realtà è la spiaggia cui approda il capitalismo postmoderno, fatto di cds, otc, back box economics etc….Lo scontro di capitali è in atto, e nessuno ne parla. Molto meglio il cadavere riesumato con photoshop di Osama.

  6. Chiamasi Argumentum ad Personam.
    Definizione
    Invece di valutare l’argomento, si critica la persona che lo espone. Ciò può avvenire in modi diversi.

    ad personam 1 (abusivo): invece di ribattere un’asserzione, l’argomento attacca la persona che l’ha fatta.
    Esempio: Tu puoi anche dimostrare che Dio non esiste, ma io so che è solo una tua fisima.

    ad personam2 (circostanziale): invece di attaccare un’affermazione, ci si sofferma sul rapporto tra il suo proponente e le circostanze in cui questi si trova.
    Esempio: Si può non dar credito a ciò che dice il Ministro delle Finanze sulle imposte, perché egli non sarà danneggiato dall’aumento. Si possono ignorare gli argomenti del Sig. Rossi perché sono basati su dati forniti dalla sua stessa azienda.

    ad personam3 (tu quoque): questa forma di attacco al proponente sottolinea come egli stesso non metta in pratica ciò che sostiene.
    Esempio: Dici che non posso bere, ma tu non sei mai stato sobrio più di un giorno.

    Critica
    Si mostri che attaccare la persona che enuncia una tesi riferendosi non a ciò che dice, ma a ciò che è o ai rapporti che ha, non porta argomenti, ma confonde la discussione, producendo un errore argomentativo.

  7. GhostBustersOnAcid

    bravissimo, ma che ne dici di spiegare cosa intendi? Perchè sai, condividere la tua opinione con noi comuni mortali trasformerebbe il tuo intervento inutile in un contributo.

  8. GhostBustersOnAcid

    dov’è il pulsante Like? 😉

  9. @Earth

    Caro Troll (ex amico per carpire la mia fiducia) saro’ anche vecchia rimbambita ma quando si tratta di analizzare riesco ad avere i miei momenti di lucidita’.

    Chiediti perche’ un professore di Psicologia (ti ricordi quando dicevi che Barnard era un coglione che non capiva niente di psicologia? Ricordo pure che qualcuno ti ha detto che Barnard era un giornalista laureato in psicologia ma tu insistevi comunque perche’ sei solo un Troll) dopo una vita passara a braccetto con il potere solo a 84 anni si mette contro il potere?

  10. Hanno rotto per tre anni sotto le considerazioni di Barnard , non hanno mai argomentato ma solo dileggiato, ne ho lette di tutti i colori e se vuoi ti posso anche ripostare qualche stuzzichevole commento.

    Ora che riesco un po’ a capire l’ingranaggio posso anche dimostrare quanta Ipocrisia c’e’ in giro.

    E poi guardacaso il Professore Gallina rilascia l’intervista proprio a Nazioneindiana dove collabora anche Saviano.

    Ti ricordi?

    C’e’ chi tira la scarpe e chi si cala le mutande?AH,AH,AH, ridici sopra perche’ ci hanno fottuti tutti mentre loro si riempivano il portagolio.

  11. Perchè la sociologia non serve a un cazzo, salvo rare eccezioni che non si chiamano Gallino.

  12. il pulsante Like sta in questo link e’ a loro che devi dire I like

    peccato che non si sia mai ricordato di postare questo link quando i soliti Troll rompevano e dileggiavano Barnard.

    argomentare.it [www.argomentare.it]

  13. E non volevo affatto sminuire quello che ha detto l’autorevole Prof.,anzi lo condivido, solo che a mio avviso poteva fare qualche cosa prima visto che ne aveva le possibilita’.

    Era un professore affermato che avrebbe potuto spiegare tanto ai suoi studenti e ai suoi lettori purtroppo se ne’ ricordato solo ora a giochi fatti.

    Grazie Prof. per il suo utile contributo (QUANTO COSTA IL SUO LIBRO?) in tanti abbiamo letto gia’ a gratis “Il Piu’ Grande Crimine” e l’abbiamo anche capito senza spendere un centesimo.

    HA PAGATO PAOLO BARNARD

  14. Invece avrebbe potuto fare tanto, solo se avesse voluto.

  15. “La crisi ha dimostrato l’assoluta falsità della tesi ideologica dell’autoregolazione del mercato”


    con questa frase l’autore del libro si riferisce al fatto che la recente crisi ha messo in evidenza l’inadeguatezza delle teorie neo-liberiste sulle quali si basa l’attuale sistema economico; e conclude:

    “eppure essa continua a presentarsi come l’unica possibile.”

    e continua

    “E questo lo verifichiamo anche nella continuità delle persone: il consiglio economico di Obama, ad esempio, è composto da banchieri che hanno avuto parte importante nella deregulation fatta sotto Reagan e Bush.”


    L’autore ha sottolineato il pensiero sopra già enunciato (nell’intervista), ossia che la politica ha favorito questo processo dalla deregulation fin’ora, il che è in parte corretto.


    Il “cloaca” scalpita alla frase “eppure essa continua a presentarsi come l’unica possibile”, in quanto pieno delle sue “austriache” convinzioni non coglie l’accusa di connivenza di poteri che ci stà dietro, ma vede solo l’appiglio per poter dichiarare un’altra strada possibile e tanto trascurata…


    Si! Quella ultra-liberista della scuola austriaca!


    Il “cloaca” è un seguace di Ludwig von Mises e Friedrich von Hayek…
  16. Caro Tonguessy, la tua critica è giusta, anzi giustissima!

    Però… troppi ce ne sono prima di Mikaela ai quali bisognerebbe rivolgere lo stesso monito…

  17. Se critica si puo’ chiamare un volgare copia e incolla senza mettere la fonte va bene.

    Credo che per fare nostro quello che si trova in rete gratis, e’ doveroso mettere il link per rispettare il lavoro degli altri come faccio sempre io.

  18. niente Rothbard?;)

  19. Giusto. Me ne sono dimenticato e mi scuso. Come vedi esiste anche la capacità di ammettere gli errori o le sviste
    http://www.argomentare.it/strumenti/fallacie/personam.htm

  20. mumble, mumble… Anarco-capitalismo o Anarco-surrealismo?

    Tu che consigli? 😉
  21. Invece di concentrarti a gettar fango addosso a chiunque non sia Barnard …. prova a leggerli i libri di Gallino . Gli istituti di ricerca sociologica da te citati non sono certo centri di “potere”. E che Gallino abbia scritto sullo stesso quotidiano dove scrive Saviano , non vuol dire che sia in malafede : credo che anche Barnard abbia scritto e lavorato per Montanelli e Santoro come Travaglio .. no ?

    • prenditela con WILIPEDIA io ho solo riportato quello che c’e’ scritto li’ e come sempre ho messo anche il link.
      Ho anche detto che ha fatto una ottima analisi e la condivido, peccato che si e’ ricordato a 84 anni, visto che aveva tutti gli strumenti per informare la gente nel corso degli ultimi 30 anni della sua vita.
    • leggerei qualche libro in italiano ma qui dove vivo non ci sono libri italiani in biblioteca.
    • Paolo Barnard aveva 33 anni quando comincio’ a lavorare a Samarcanda – Pensa che “S-palle quadrate ” che aveva gia’ a quella eta’- forse per questo sia Santoro che la Gabba se lo sono tolto di torno – avevano paura di fare la sua stessa fine.

    Io no spargo veleno su nessuno,ho riportato solo quello che ho letto in rete su fonti in cui in tanti attingono, ma se vuoi nessuno t’impedisce di cambiare la pagina di Wikipedia

  22. Ps. che nazioneindiana sia un quotidiano mi giunge nuova, pensavo fosse un blog di cui fa parte anche Saviano,
    il resto era solo un “rewinding” fra me e tonguessy.

  23. tu “spargi veleno” eccome .. Su wikipedia non c’è scritto che “si è ricordato a 84 anni” . Questa è opera tua . Non hai mai letto Gallino , non sai nulla di Gallino , ma ti affretti a scrivere che “si è ricordato a 84 anni” . Non è vero nulla , ma tu hai sentito il bisogno di scriverlo . Tu “spargi veleno” eccome .. sei molto brava a farlo .

  24. Quella evidenziata in blue era la mia domanda pero’ sino ad ora nessuno mi ha dato una risposta.

    Sto aspettando ancora.

  25. Buongiorno,vedo dai commenti e dall’articolo,che mi trovo in presenza di esimi tecnici,giornalisti,laureati, professori di ogni materia-grado e livello..molto bene!..vorrei esporvi la mia opinione.
    QUESTA NON E’ UNA CRISI GLOBALE CASUALE!!!
    Pensate davvero che NON SAPESSERO cosa stavano facendo?? con la “finanza creativa”
    pensate davvero che NON SAPPIANO cosa vuole dire aumentare ANCORA! il debito pubbilco americano.
    Pensate davvero,che si preoccupino di esportare la democrazia nel mondo?
    Pensate davvero che,NON SAPPIANO cosa produce una guerra,PRIMA,DURANTE e DOPO?
    Pensate davvero che l’europa tornerà competitiva e produttiva,invece che una nazione di COSTOSI PENSIONATI!
    …avrei altri “pensate”,ma ho poco tempo quindi concludo Io credo che,stiano per uccidere la vacca,dopo avere riempito il magazzino di latte,e salvato qualche provetta per il dopo..al dopo MOLTI NON SARANNO INVITATI.
    Saluti a tutti.

    Lucmartell.

  26. La tua frase scritta in blu non è una domanda , ma è un’affermazione falsa di chi si preoccupa solo di “spargere veleno” . O meglio è una domanda mistificatrice perché chiede il “come mai ? “ di una mistificazione , di un’affermazione falsa . Io ho letto questi suoi libri : “Globalizzazione e disuguaglianze, Laterza ” “Il costo umano della flessibilità, Laterza,” “Il lavoro non è una merce. Contro la flessibilità, Laterza” “Con i soldi degli altri. Il capitalismo per procura contro l’economia, Einaudi” . Sono tutte denunce ben documentate contro il pensiero unico neoliberista , contro le strutture internazionali del capitale ( FMI , WTO ecc.. ). Tu non sai di che parli , ma ti sei solo preoccupata di infangare una persona .

  27. E’ chiaro che tutto converge verso il vero olocausto, la III guerra mondiale. Francamente non so giudicare in che misura tutto ciò sia opera consapevole delle elites dominanti e in che misura invece sia conseguenza di automatismi sistemici sostenuti di fatto ma ignorati, più o meno consapevolmente, da tutte le componenti economiche che contano. So però che in un caso e nell’altro è dovere di ogni persona di buona volontà capire ciò che succede e fare tutto ciò che può per evitarlo.

  28. con questa frase l’autore del libro si riferisce al fatto che la recente crisi ha messo in evidenza l’inadeguatezza delle teorie neo-liberiste sulle quali si basa l’attuale sistema economico; e conclude:

    E quali sarebbero queste teorie? No perchè sono anni che spacciano la favoletta della “lotta contro l’inflazione” come necessaria, solo per scoprire poi che è il classicco mezzuccio per “rattoppare le falle con altre falle” e mettere miliardi di denari nelle tasche dei soliti noti. Un classico su questi schermi, offerto dalla solita regia da circa 100 anni ormai. Per i lcenteneraio infatti Bernanke e Geithner stanno preparando i botti. Ma ovviamente è colpa del capitalismo, giusto? E dimmi allora, da quando il capitalismo prevede che bisogna parare le chiappe alle grandi banche?

    “E questo lo verifichiamo anche nella continuità delle persone: il consiglio economico di Obama, ad esempio, è composto da banchieri che hanno avuto parte importante nella deregulation fatta sotto Reagan e Bush.”

    Ottimo. Perchè? Piccolo indizio al lettore curioso: come mai i politici si sono circondati di banchieri? Cosa loro erano incapaci di fare?

    Il “cloaca” scalpita alla frase “eppure essa continua a presentarsi come l’unica possibile”, in quanto pieno delle sue “austriache” convinzioni non coglie l’accusa di connivenza di poteri che ci stà dietro, ma vede solo l’appiglio per poter dichiarare un’altra strada possibile e tanto trascurata…

    Si! Quella ultra-liberista della scuola austriaca!

    Il “cloaca” è un seguace di Ludwig von Mises e Friedrich von Hayek…

    Giudizio arbitrario e superficiale che difficilmente ne invaliderà le opinioni, le quali sono anche state esposte in un ricco tomo liberamente reperibile in intrigante formato da tasca.

  29. Tu non hai voluto capire la mi critica,
    Ci sono ottime menti ottimi autori fra questi anche Gallino, e ci sono delle ottime pagine web scritte da ottimi giornalisti che fanno della ottima controinformazione e informano Gratis gli utenti.

    Se la gente comune avesse avuto la possibilita’ o la volonta’ di capire sicuramente pagherebbe anche 19 euro per un libro.

    Ma la gente e’ stata oblubilata dai paladini gatekeepers della controinformazione sia sui media che in Tv che in rete.

    Io credo che se si crede in una causa la si combatte con tutti i mezzi non solo a 19 euro a libro.

    Capisco anche che il Prof ha 84 anni pero’ se mi indichi una sua Web sarei ben felice di leggerla.

  30. Lungi da me di confrontarmi con le opinioni di tali economisti, non ne sarei all’altezza…

    Il fatto che non condivida una opinionione non significa che adirei una azione contro chi l’ha promossa per inficiarla, per carità!

    Ho semplicemente esposto la mia personale opinione sul tuo intervento giudicato criptico secondo altri.


    Non risponde a realtà che tutta l’economia occidentale poggia su basi liberiste così come suggerisce anche l’autore del libro?


    Non è forse evidente dalle tue allusioni e dal materiale del tuo blog che le tue opinioni in materia si rifanno al lavoro dei summenzionati economisti della scuola austriaca?


    E’ forse vietato per me, dissentire dalle tue argomentazioni con gli stessi modi con cui tu diessenti dai ragionamenti del Gallino?


    Non vedo nel mio post nessun giudizio, semplicemente non ce n’è ombra di un giudizio sulle tue opinioni.

    Non sono nè di parte, nè superficiale. Forse lo sei stato tu, visto che non sei riuscito a farti capire.


    Trovo inutile far finta di essere attaccati per poter gettare là quattro punti interrogativi che dovrebbero emulare un concetto, se hai delle opinioni divergenti avresti dovuto in primo luogo premurarti di spiegarle a chi te l’ha chieste, io la mia ce l’ho e mi pare di averla espressa senza sentire la necessità di screditare la tua.

    saluti
  31. Non so se Gallino abbia un blog , non credo . Non è memmeno un giornalista , non ha nemmeno la tempra di un giornalista . E’ un ex professore . Posso dirti che un paio di volte è venuto a Bologna non per pubblicizzare un suo lavoro , ma gratis .. contentissimo di divulgare al pubblico le sue competenze e la sue ricerche .
    Certo i libri che seguono la distribuzione classica costano , ma l’accusa di incoerenza ad una persona che attacca il sistema ma vive grazie ad esso è sempre complicata da fare . E’ come accusare d’incoerenza uno schiavo che vuole ribellarsi al padrone ma che accetta il cibo che al momento solo quel padrone gli può dare . Io sono stata contenta di aver messo da parte i 9,60 euro per il “Perchè Ci Odiano” di Paolo Barnard e sicuramente Gallino , anche se non è ne un giornalista ne un esperto della rete , ha già dimostrato di esser contento nell’offrire agli altri quello che sa . In più di una circostanza e sicuramente quotidianamente con colleghi e studenti .

  32. PS : Globalizzazione e disuguaglianze : 7,5 euro – Il costo umano della flessibilità : 5 euro – lavoro non è una merce. Contro la flessibilità : 8 euro – Con i soldi degli altri. Il capitalismo per procura contro l’economia : 11 euro

  33. Salve, Mikaela.
    Chi ti scrive non è un intellettuale(e non credo che CDC sia un sito per soli intellettuali, che ringrazio per le preziose informazioni e per gli interessanti interventi, ma soprattutto per persone desiderose di uscire dalla melma), ma una persona che frequenta CDC, ed altri siti, per cercare di sapere, di capire qualcosa di ciò che lo circonda.
    Barnard ha fatto una legittima e rispettabile scelta, con la quale, però, ha intrinsecamente tagliato fuori tutte le persone che non conoscono l’inglese o che, come il sottoscritto, fanno fatica a leggere articoli particolarmente lunghi, non immaginando quanto prezioso sia il suo lavoro per i comuni mortali.
    Quindi, ti prego, evita di ricordarci ogni volta quanto è bravo e quanto è bello. Quel che voleva dire l’ha detto, quel che dirà, beh, per molti purtroppo non sarà più possibile saperlo.
    Saluti.

  34. Come mai un emerito professore di 84 anni si e’ ricordato solo ora di combattere il grande potere visto che aveva tutti gli strumenti per affrontare questi discorsi da un ventennio?

    Come potrai leggere sopra il mio commento era questo e non avevo neanche nominato Barnard.

    E’ stato l’inervento di altri utenti che mi hanno portato a scrivere di lui.

    Per quanto riguarda l’inglese che non tutti conoscono voglio solo ricordarti che in questo forum la maggior parte degli articoli riportati sono tradotti dall’inglese,
    questo dovrebbe farti capire quanta ipocrisia e servilismo c’e’ nel mondo dell’informazione italiana.

    Quindi vorra’ dire che quando Barnard scrivera’ in inglese sicuramente ci saranno dei volenterosi traduttori che tradurranno il suo lavoro.

    Comunque come hai confermato Barnard ha gia’ fatto un prezioso lavoro e la sua Web e’ ancora in rete e io che come tanti ho apprezzato la sua onesta’ nessuno mi potra’ impedire di ricordarlo se la discussione lo richiede visto che questo e’ un forum di controinformazione e no “Carosello”.Saluti

  35. Tania, vedo che non ci capiamo proprio.
    Sono libri per una cerchia molto ristretta” Elite” gente bene che ne parla nei salotti bene.

    I Left gatekeepers italiani guidano le masse con Vaffa e parolacce e non arriveranno mai a niente(forse a una guerra civile con le dovute infiltrazioni naturalmente)

    Prima che questa Europa arrivava al punto di non ritorno, chi sapeva doveva dedicarsi alla causa se quella era la loro battaglia.
    Ora e’ troppo tardi ci hanno messo kO, informarsi per parlarne nei salotti fa solo “chique” ci volevano uomini che si esponnevano in prima persona 30 anni fa’ purtroppo era molto rischioso quindi torniamo sempre al solito discorso.
    Tanti sapevano ma avevano paura di perdere la poltrona al contrario di Barnard.

    Ps. Se leggi Wikipedia riporta anche lunghi periodi del professore, di collaborazione con la Repubblica e altri giornali.

  36. Sei Grande Mikaela !! . Il nostro Luciano Gallino fa parte di quella razza intellettuale bastarda, che si è messa al servizio della finanza capitalistica e ne ha tratto i benefici di carierra e di soldi. Il sociologo che insegna… Ora che il dollaro è al tramonto sotto un immenso debito amerikano, e questo lo sanno ormai tutti, come ogni sociologo (di merda che si rispetti) , va in controtendenza su quello che ha sempre sostenuto e lancia l’allarme per gli effetti delle dottrine liberiste Thatcheriane. Motivo,.. continuare a speculare letteralmennte al ribasso, tanto gli imbecilli dei suoi lettori non si ricordano cosa ha scritto dieci o ventanni prima.

  37. Nell’ ‘800 , prima del protezionismo della Belle Epoque , dominava una globalizzazione liberomercatista per molti aspetti simile a questa . E la moneta forte era la sterlina . Il dominio del mercato su ogni cosa vivente è un’idea che prescinde dalla moneta dominante in quel momento . l’Impero del Mercato ha avuto come monete dominanti la sterlina nell’ XIX sec e il dollaro dopo la Grande Guerra . La prossima moneta regina non la conosciamo ancora ma i meccanismi dell’Impero del Mercato saranno simili .
    Tornando a noi , il libro “Globalizzazione e disuguaglianze” di Gallino è stato pubblicato nel 2000 e prende molti passaggi da un altro suo libro : “disuguaglianze ed equità in Europa” , pubblicato nel 1993 .
    Ecco , L’Impero del Mercato ti sembrava in declino nel 1993 ? Ma soprattutto , credi che lo sia ora ?

  38. Grazie mikaela per la biografia di Gallino, condivido le tue perplessità.
    Il Gallino, l’Unità ed anche l”anarchico Rovelli scoprono l’acqua calda.
    Come se a suo tempo non avessero contribuito a santificare i pilastri economici che ora criticano e descrivono.