FEDERICO PIZZAROTTI: NON SO SE MI RICANDIDO CON IL M5S …

FEDERICO PIZZAROTTI: NON SO SE MI RICANDIDO CON IL M5S …

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Il Pizza stavolta l’ha fatta grossa … come nelle migliori tragedie greche il figlio ha ucciso il padre e ha fornicato con la madre, dando vita ad una poltiglia di politically correct erede delle migliori tradizioni fancazziste … dopo lunghi e laboriosi mesi di sterzate furbescamente orchestrate, conflitti burrascosi con i vertici, e ammiccamenti con consiglieri esponenti del Pd cittadino e regionale, ecco che il Pizza scopre le carte e rilancia, scaricando le responsabilità sul gruppo dirigente nazionale di cattiva gestione delle relazioni tra i comuni e il centro e di altre deliziose amenità. In verità è probabile che il sindaco si sia sentito vittima dello statuto troppo rigido del M5S, e per evitarlo si sia concentrato su di una strategia più vantaggiosa, quella del simulare e dissimulare, promettere e disattendere, sorridere e nicchiare … neanche fosse il centauro redivivo di Machiavelli, impegnato nella solita muta quotidiana: volpe o leone?

A seconda delle occasioni infatti ha giocato di astuzia o di forza, fin dal luglio 2012, quando 50 minuti prima di una nuova conferenza stampa riguardante il programma del Festival Verdi, l'amministratore delegato Enrico Maghenzani dell'orchestra Teatro Regio di Parma venne raggiunto da una telefonata da parte del presidente della Fondazione Teatro Regio, nonché sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, che diede la comunicazione della sostituzione dell'orchestra del Teatro Regio con la Filarmonica Arturo Toscanini, contravvenendo quindi al programma elettorale, consegnando in un sol colpo il lavoro a chi già ce l'aveva e licenziando senza giusta causa 50 professionisti con famiglie a carico. (http://www.tgcom24.mediaset.it)

Poi nonostante l’espresso e tassativo divieto di Beppe Grillo, il Pizza si candidò nel settembre 2014 come consigliere provinciale, stringendo un accordo con Pd e centrodestra (FI) per eleggere l'esponente del Pd Filippo Fritelli, sindaco di Salsomaggiore Terme, alla presidenza della Provincia di Parma. Ma il sindaco se la cavò con un breve comunicato alla cittadinanza dalla sua pagina Facebook: "Ai detrattori della responsabilità o a chi un giorno criticherà il sindaco di Parma perché dialoga con le altre istituzioni, rispondo che probabilmente loro non hanno né nel cuore né nella testa l'onore e l'onere di rappresentare 190 mila parmigiani, e a nessuno, se non a loro stessi, dovranno rendere conto. Rappresentare una Comunità così vasta vuol dire avere coscienza di rappresentare anche chi non mi ha votato e chi non la pensa come me. E questi cittadini, lo dico chiaro e tondo, non sono meno cittadini degli altri".

Dunque fu una scelta in aperto dissenso con Beppe Grillo, che sul blog aveva scritto: “Il M5S continuerà a non presentare le proprie candidature in un organo politico del quale auspica la soppressione. Non partecipiamo alla distribuzione delle poltrone”, scelta che ha rischiato di spaccare il Movimento. Se avesse scelto di sostenere “il listone unico”, Pizzarotti sarebbe stato quasi sicuramente espulso dal Movimento. Ma dopo la presa di posizione a mancare è stato l’appoggio dei suoi consiglieri: così in una riunione la decisione di fare il passo indietro. Poi altra astuzia gratuita la rete sempre più fitta di incontri ravvicinati con la regione (Pd) e la falsa guerra a Iren che sembra essere diventata il bancomat del comune.

Il 22 settembre 2012 infatti Parma aveva celebrato il "Dies Iren - La fine degli inceneritori", dato che i motivi per eliminarli apparivano chiari: danneggiano la salute, l'ambiente, fanno aumentare i costi dello smaltimento dei rifiuti scaricati poi sulla collettività. La vicenda poi era proseguita con la Procura che aveva chiesto il sequestro dell'inceneritore di Ugozzolo, sostenendo un'inchiesta che avrebbe indagato 10 persone per presunte mancate autorizzazioni alla realizzazione dell'opera, e quindi accusate di abuso edilizio e abuso d'ufficio. Infatti il gruppo Iren che stava realizzando l'inceneritore di Parma nasceva il 1° luglio 2010 dalla fusione di Enìa in Iride, azienda quotata in Borsa tra i cui azionisti vi erano i comuni interessati alla fornitura di servizi ai cittadini: Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Genova, Torino. Quindi i sindaci e le amministrazioni comunali, da quel momento si ritrovano ad essere sia clienti che azionisti … un'inezia di conflitto di interessi, che permetteva al gruppo di agire quasi sempre in regime di monopolio. Per di più il gruppo ha accumulato fino ad oggi più di due miliardi di debiti.

Ora il problema delle multiutility è piuttosto noto: i servizi essenziali per il cittadino, erogazioni energetiche e idriche, più lo smaltimento dei rifiuti vengono gestiti da società esterne al Comune, che scaricano i costi di amministratori delegati, consiglieri di amministrazione, presidenti, sulla comunità sotto forma di aumento delle tariffe, e infine queste società vengono quotare in Borsa anche se operano in regime di sostanziale monopolio, partecipate da parte degli stessi clienti a cui forniscono i servizi.

Infatti Iren S.p.a. è responsabile delle gestione di energia, acqua e rifiuti in una forma privatistica, mirata esclusivamente al profitto, è l'espressione del continuo e logorante drenaggio del capitale pubblico nelle tasche dei privati, infatti i sindaci non detengono più il controllo della multiutility, ormai le decisioni sono totalmente in mano ai manager che governano il gruppo. Iren è frutto della fusione tra enti gestori delle risorse territoriali, una volta pubblici (Amps) poi diventati privati, in province e comuni amministrati dal Partito Democratico, quindi l’ente è a tutti gli effetti un’emanazione del Pd, uno dei feudi più potenti del Pd, del resto la strategia rientra perfettamente nelle dinamiche neoliberiste e privatistiche dei beni pubblici, inaugurate da tempo da parte di un partito che si definisce un difensore dello stato sociale e del welfare, e di sinistra.

Ora il sindaco Pizzarotti, che in campagna elettorale aveva sferrato un forte attacco ad Iren e alla gestione privata delle risorse comuni, sembra che oggi ne stia legittimando l’esistenza a tal punto da aver preteso, in accordo con il pd, la vicepresidenza, quindi oggi il sindaco Pizzarotti è responsabile del mantenimento di tali poteri e compartecipe della privatizzazione dei beni comuni, per di più controllando i nomi del Cda di Iren, è possibile osservare come i soggetti alla guida dell’azienda siano anche al comando delle maggiori imprese private: banche, finanziarie o multinazionali.

E la nomina di Lorenzo Bagnacani a vice presidente del Gruppo Iren, nel febbraio 2013, rientra in questa logica … perché il conflitto d’interessi era particolarmente evidente e non rispettava le regole del MoV, che si era sempre dichiarato per la trasparenza nelle nomine nelle aziende pubbliche, infatti il Bagnacani era anche amministratore di società appaltatrici di Iren e nominato però nell'asset della multiutility. Che la nomina di Bagnacani sia stata quindi il risultato di un accordo politico fra Pd e la giunta sembra evidente, perché difficilmente un amministratore interno ad Iren avrebbe potuto chiedere lo spegnimento dell’inceneritore.

Quindi la gestione privatistica delle risorse pubbliche, provoca necessariamente un aumento delle tariffe, infatti da quando è stato installato l’inceneritore le tariffe sono aumentate del 60%, e mentre prima dell’inceneritore il costo di smaltimento era di 116 €/ton, successivamente è stato portato a 156 €/ton, per il 2014, e Iren ha chiesto 189 €/ton per il 2015. Per di più l'appalto di Iren per la raccolta rifiuti scaduto il 31 dicembre 2014 è stato dal sindaco rinnovato senza alcun contratto, in palese contrasto con le indicazioni dell’ANAC dove si stabiliva di procedere ad un bando di gara. (parma.blogautore.repubblica.it)

E ciò è accaduto nonostante le imprese europee avessero aderito alla divulgazione da parte del Comune di una ‘Manifestazione d'interesse TMB’, proposta in via puramente informativa (oggi è sempre più evidente),dando anche garanzia di trattare il rifiuto urbano residuo post-differenziata per 60 euro a tonnellata, evitando così il ricorso al forno. Occasione persa, perché il Trattamento Meccanico-Biologico (TMB) è una tecnologia d'avanguardia, di lavorazione a freddo dei rifiuti indifferenziati, che sfrutta l’abbinamento di processi meccanici a processi biologici quali la digestione anaerobica e il compostaggio, dove appositi macchinari separano la frazione umida (l’organico da bioessicare) dalla frazione secca (carta, plastica, vetro, inerti ecc.); quest’ultima frazione può essere in parte riciclata oppure usata per produrre combustibile derivato dai rifiuti (CDR) rimuovendo i materiali incombustibili. Il trattamento meccanico biologico di ultima generazione per esempio viene utilizzato a TelAviv (Israele) e Sydney (Australia):

Nell’iter di realizzazione del termovalorizzatore di Parma poi, si era evidenziata una “distorsione della concorrenza” che avrebbe portato la multiutility Iren a “una posizione di vantaggio” rispetto ad altri potenziali operatori economici. Così dice l’Autoritànazionale anticorruzione, che interviene sulla vicenda del forno di Ugozzolo e sul suo percorso di costruzione dopo la denuncia presentata nel 2012 da due avvocati no-termo Arrigo Allegri e Pietro De Angelis. In un documento di 15 pagine, l’Autorità traccia un netto giudizio anche sulle vicende che dal 2004 al 2013 hanno portato all’approvazione e poi alla costruzione e accensione dellimpianto di Ugozzolo, soffermandosi in particolare su tre criticità:

  • La convenzione per la gestione del servizio rifiuti
  • La legittimità delle procedure per la realizzazione del Polo Ambientale Integrato (Pai)
  • Gli effetti sulla concorrenza.

Tra le irregolarità emerse, ci sarebbe stato proprio il ruolo privilegiato di Enìa (oggi Iren), società a partecipazione pubblica che nel 2006 subentrò nella convenzione con il Comune per i servizi idrici e rifiuti, al posto della vecchia municipalizzata Amps, ereditandone i contratti. In questo modo la società, avrebbe avuto un vantaggio sugli altri concorrenti per la gestione del servizio e la costruzione dell’inceneritore. L’accordo per la realizzazione del Pai era stato firmato quando ancora la società era del Comune, e nella pratica, secondo l’autorità nazionale, l’ha resa “l’unica possibile realizzatrice del Pai”, conferendole una posizione di privilegio: “Anche se il servizio di gestione rifiuti si mettesse a gara, l’impiantistica rimane totalmente in mano a Iren, con una evidente distorsione della concorrenza”. (www.ilfattoquotidiano.it)

Ma le irregolarità comincerebbero ancora più lontano, proprio dalla convenzione con cui nel 2004Ato2, l’Autorità d’ambito territoriale, affidava ad Amps, la vecchia municipalizzata per i servizi (poi diventata Enìa e oggi Iren), il trattamento e l’avvio al recupero e allo smaltimento dei rifiuti. Tutte fasi che escludevano quindi lo smaltimento in un impianto come quello di Ugozzolo. Nel 2007 però, Comune ed Enìa “con un’interpretazione estensiva” della convenzione, inseriscono anche l’inceneritore, e quindi un impianto di recupero del rifiuto. E questo, nonostante tale attività fosse specificatamente esclusa dalla convenzione, come contesterà anche nel 2011 l’Antitrust.

Poi con la trasformazione di Amps in Enìa la società ha ereditato compiti e contratti di una ex municipalizzata, ma Enìa è diventata poi un soggetto privato, e quindi l’inceneritore è da ritenersi “un’opera di pubblico interesserealizzata da un soggetto privato”.

Ecco perché il sindaco, dopo aver archiviato in fretta la manifestazione del settembre 2012, in piazza con Grillo per celebrare il funerale di Iren, muta velocemente atteggiamento, e in seguito a questo interminabile reality-show, sembra poi deviare verso una strana deriva, che ha danneggiato non solo la sua credibilità, ma anche quella del M5S nazionale, che si sta proponendo come nuova forza politica, trasparente ed integerrima, ed ha impedito a Parma di diventare il simbolo di una svolta decisiva delle politiche ambientali infrastrutturali, mentre avrebbe avuto benissimo l'opportunitàdi fermare, o comunque ritardare i lavori dell'impianto di Ugozzolo, se solo avesse richiesto il rispetto da parte di Iren dell’accordo sulle opere di compensazione.

Ma nella città ducale la gente mormora, la giunta comunale è arrivata all'espulsione di due consiglieri, Mauro Nuzzo e Fabrizio Savani, rimasti fedeli al mandato dei 5stelle, e si prospettano futuri rimpasti per un eventuale Pizzarotti bis, un probabile appoggio esterno del gruppo consigliare Pd per le prossime elezioni, una sorta di larghe intese in salsa ducale neoliberista … insomma il trionfo del Pd e della privatizzazione dei beni pubblici.

Inaugurate già da tempo dai tagli ai servizi educativi (nidi e scuole dell'infanzia) attuati dal Comune, tagli che non rispettano un bene prezioso per Parma, un pezzo della sua storia e della sua tradizione scolastica e culturale, insieme all'esternalizzazione dei posti letto delle Case Protette, tutte scelte politiche in totale contrasto con il programma elettorale.

Purtroppo … i cittadini di Parma che hanno creduto in Pizzarotti e nelle sue promesse elettorali di cambiare le sorti della città, rispetto al mal governo dei partiti precedenti, ora dovranno ricredersi,
a meno che il sindaco decida di stupire ancora, in un altro senso però … temo invece che il giovane e promettente uomo politico che garantiva equità sociale e democrazia diretta non ci sia più, è rimasta la solita marmellata istituzionale, la solita palude politica indecifrabile e inquietante, facciata di convenienza per oscurare le vere intenzioni … in tutta onestà credo che fosse difficile per il Pizza guastare maggiormente la propria credibilità e quella del M5S.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

2.02.2016

Riferimenti

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/21/inceneritore-parma-anac-ce-stata-distorsione-concorrenza-favorita-iren/1163754/

http://parma-comunica-stampa-parma.blogautore.repubblica.it/2016/01/29/amici-di-beppe-grillo-raffica-di-accuse-al-sindaco-pizzarotti/

http://www.beppegrillo.it/2014/11/aiutiamo_pizzarotti_a_chiudere_linceneritore_di_parma_aiutiamopizzarotti.html

Commenti (53)

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    1. guru2012 3 febbraio 2016

      Podemos e Syriza sono fenomeni diversi da M5S, non li metterei sullo stesso piano. Quanto all'interesse dei popoli, lo devono fare i popoli stessi, questo era chiaro fin dall'inizio del movimento, la democrazia rappresentativa è finita. Ciò che mi dispiace è che per una volta, in Italia, abbiamo avuto la possibilità di uscire dal marciume pseudo-ideologico in cui siamo immersi da anni e non l'abbiamo colta. Ora si fa scura: il movimento pagherà a caro prezzo il mancato sostegno popolare e si frantumerà. Ricorda che PER LA PRIMA VOLTA dei rappresentanti delle istituzioni hanno deciso di tagliarsi lo stipendio. Solo questo basta, un gesto tra mille parole. Ah, ma già, c'è dietro Soros.

    1. Gtx1965 2 febbraio 2016

      vedi Rosanna... ti voglio bene perchè desideri il meglio, ma in qualunque gioco chi ha il banco, il padrone del casinò, vince sempre... questo è il sistema "democratico" in cui credi dove poteri sovranazionali decidono su tutto, vedi ttip... i referendum hanno un valore tale che non ti voglio qui rammentare quello sell'acqua; pubblica o meno... sryza o come si scrive... insomma non mi puoi biasimare se sono scettico... ciao, giulio

    1. venezia63jr 2 febbraio 2016

      A tutti i romantici, vi dedico una canzone:

      https://www.youtube.com/watch?v=xMfpiIkBacc



    1. Vocenellanotte 2 febbraio 2016

      Mi sembrava, però suonava bene detto dal maestro della realpolitik.


    1. spadaccinonero 2 febbraio 2016

      molto scarso il loro operato, Rosanna


      molto molto
    1. MarioG 2 febbraio 2016

      Mi sa che ha fatto confusione.

      La frase attribuita a Metternich e': "L'Italia e' un'espressione geografica".
      Quello che dice lei e' un altro.
      Per forza poi l'assale l'incredulita'.
    1. spadaccinonero 2 febbraio 2016

      nessuno osa commentare questo post ih ih ih


      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=92932&highlight=
    1. yago 2 febbraio 2016

      Non è stato facile finora trovare candidati all'altezza del loro mandato, è ovvio che questo succeda in un movimento giovanissimo. Le defezioni e le espulsioni sono la norma quando mancano rapporti consolidati. Il movimento è fatto solo in piccola parte di coloro che sono stati eletti mentre chi li ha votati di sicuro non fa trasformismi di pensiero. Se era disgustato dai soliti politici non sono i Pizzarotti di turno a fargli cambiare idea.

    1. Rosanna 2 febbraio 2016

      Arridaje ... ma chi ti costringe a leggere scusa? se l'enfasi fosse fine a se stessa potrei capire ... invece credo che l'enfasi possa anche emergere dalla rabbia di aver colto in flagrante l'ipocrisia del politico di turno ... e possa essere una tecnica piuttosto diffusa nel mondo giornalistico del clickbait ... dove il lead deve essere accattivante per attirare i lettori, e quindi riuscire a divulgare quello che si vuol dire ... l’informazione online penso che sia popolata da modalità di tutti i colori e di tutte le forme, un clickbait che cura la forma per rendere più appetibile il contenuto, fino a contenuti a tasso informativo pari a zero ...

      credo di aver dato qualche informazione utile con questo articolo ... grazie anche a qualche clickbait

    1. Rosanna 2 febbraio 2016

      Strano però che tu ti senta "oltre il pci o il msi ecc. ecc.", mi sembra che tu ti sia trovato in accordo con quello che dice Grillo appunto "siamo oltre" ... "né di destra né di sinistra" ... e poi io mi riferirei invece "a fasi ormai folkroristiche" ... quando per esempio dico che "non più la sacralità del modello fordista del
      capitalismo produttivo, ma la fase globalizzata del capitalismo
      finanziario... ", per non parlare della confusione di ruoli tra un partito e un sindacato

      che dire ... forse la linea risente di una intermittenza di connessione che non ci permette di comunicare ...

    1. andriun 2 febbraio 2016

      Quale stupore ingiustificato. Da che mondo e mondo nessuno sputa nel piatto dove mangia. E se il mondo oggi è effeminato e/o eccessivamente ben predisposto verso i gay (ovviamente mi riferisco al mondo occidentale), lo fa perchè mamma USA(e non a caso ho usato mamma e non papà) determina le politiche da adottare dentro e fuori i propri confini che non per nulla sono normalmente politiche di mercato.


      M5S non fa eccezione a questo disegno il resto fa da cornice alla classica apparenza di cui il popolo italiacano prettamente effeminato, sembra andarne ghiotto: dove si fanno gli elogi e chi fa il proprio dovere e/o si reagisce positivamente quando qualcuno rinuncia ad una parte del proprio stipendio per costruire una deviazione con tanto di targa segnaletica in onore dell'onestà. Forse una delle tante assurdità di cui ci troviamo a nostro malgrado ad essere testimoni nel nostro Bel Paese.

      Se il "popolo" M5S è così generoso potrebbe sempre istituire un fondo personale da destinare ai bisognosi: famiglie e/o persone con difficoltà economiche. Certo magari lo farebbero anche, purchè gli fosse riconosciuta la pubblicità del gesto, altrimenti come si dice "nisba"(non se ne fa nulla). Quindi: "nulla di nuovo da segnalare".

    1. Rosanna 2 febbraio 2016

      Perfettamente d'accordo con te, per di più nessuno finora ha notato il vero problema della contesa in atto, tra il PD che privatizza i beni pubblici, con le multiutility come Iren, che è un colosso aziendale energetico privato, che fa essenzialmente i suoi interessi ... a danno sempre del pubblico ...

      e dall'altra parte i 5 stelle che stanno sostenendo una guerra a difesa dei beni pubblici, e di una ricerca di modalità di smaltimento dei rifiuti molto meno inquinante ed anche meno dispendiosa ... nel caso di Parma questa guerra è fallita, per insipienza del sindaco e della giunta, che hanno riproposto la vecchia malsana politica, collusa con i poteri forti delle banche e degli interessi privatistici ...

      ti ricordo anche che due consiglieri sono stati espulsi, perché sono rimasti fedeli al vincolo di mandato ...

      https://www.youtube.com/watch?v=BYaC3EqsGyQ

    1. IVANOE 2 febbraio 2016

      Cara Rosanna, io sono oltre il pci o l'msi ecc. ecc.
      L'operaio che non ce la fa a campare è uguale a destra ed a sinistra la povertà o la precarietà non ha colore politico o ideologia...è uguale per tutti...se mancano i soldi alla gente mancano sia che tu voti a sinistra a destra, con tutto il rispetto tu ti riferisci a fasi ormai folkristiche...
      Il M5S è in malafede perchè non ha voluto creare consenso tra i lavoratori, presentandosi sia come partito che come sindacato operativo...e che dici se avesse messo in un programma sindacale . aumenti retributivi e 35 ore alla settimana per far lavorare tutti...tu come pensi che l'avrebbero preso la gente ?
      A te la risposta...

    1. IVANOE 2 febbraio 2016

      Cara Rosanna, io sono oltre il pci o l'msi ecc. ecc.
      L'operaio che non ce la fa a campare è uguale a destra ed a sinistra la povertà o la precarietà non ha colore politico o ideologia...è uguale per tutti...se mancano i soldi alla gente mancano sia che tu voti a sinistra a destra, con tutto il rispetto tu ti riferisci a fasi ormai folkristiche...
      Il M5S è in malafede perchè non ha voluto creare consenso tra i lavoratori, presentandosi sia come partito che come sindacato operativo...e che dici se avesse messo in un programma sindacale . aumenti retributivi e 35 ore alla settimana per far lavorare tutti...tu come pensi che l'avrebbero preso la gente ?
      A te la risposta...

    1. Black_Jack 2 febbraio 2016

      Anche meno enfasi a tutti i costi non stonerebbe

    1. Rosanna 2 febbraio 2016

      Mi dispiace che tu non l'abbia capito, ma il M5S non poteva "rifare" la
      sinistra, perché la sinistra è morta e sepolta, viviamo una fase nuova,
      storica e politica, non più la sacralità del modello fordista del
      capitalismo produttivo, ma la fase globalizzata del capitalismo
      finanziario ... quindi il MoV ha cercato di rispondere alle esigenze
      storiche del momento ... una condizione in cui gli operai votano
      Berlusconi e odiano Marx ... e la comunicazione mediatica ha convinto
      tutti che il mercato è bello e la spesa pubblica è il peggiore di tutti i
      mali ...

      una condizione storica in cui il mercato si è
      appropriato dello stato per farne un brand ad uso commerciale:
      patrimonio pubblico, paesaggio artistico, diritti sociali, lavoro,
      welfare state ...

    1. Vocenellanotte 2 febbraio 2016

      Perfetto!


      Leggendo i commenti mi assaliva un senso di impotenza e di incredulità. Mi tornava alla mente il detto di Metternich che governare gli italiani non è difficile, è inutile.

      Grazie per il tuo lucido e sereno contributo. Come meglio non avrei potuto fare io.
    1. Vocenellanotte 2 febbraio 2016

      Perfetto!


      Leggendo i commenti mi assaliva un senso di impotenza e di incredulità. Mi tornava alla mente il detto di Metternich che governare gli italiani non è difficile, è inutile.

      Grazie per il tuo lucido e sereno contributo. Come meglio non avrei potuto fare io.
    1. Rosanna 2 febbraio 2016

      L'anno dell'esplosione del problema banche è appena iniziato, quindi il bello deve ancora venire, c'è una guerra economica in atto, da parte delle banche tedesche contro quelle italiane, per di più c'è il rifiuto teutonico di ogni forma di solidarietà nei nostri confronti, non vogliono prendersi rischi, dato che siamo pieni zeppi di titoli del debito pubblico, contenenti un rischio default ...

      quindi se arriva il collasso, del resto già anticipato dal bail-in, il problema morale diventerà per forza prioritario rispetto a tanti altri ...

      http://sollevazione.blogspot.it/2016/01/banche-lattacco-tedesco-allitalia-di.html [sollevazione.blogspot.it]

    1. pippo74 2 febbraio 2016

      Cara Rosanna, premesso che conciliare le esigenze di governo con quelle relative alle giuste istanze di protesta sia alquanto complicato, e quindi riconosco a Pizzarotti qualche attenuante, per il resto concordo abbastanza con quanto hai scritto. Il sindaco di Parma a mio avviso non è riuscito nella non facile impresa di conciliare i due aspetti sopra richiamati ed ha preferito rinnegare quasi completamente le istanze movimentiste dei 5 stelle a favore di uno smarcamento da quelle istanze incentrando la propria azione amministrativa all'insegna della realpolitik.

      Ciò che più fa cadere le braccia non sono le differenti posizioni che uno può legittimante avere sull'operato di Pizzarotti, quanto piuttosto i commenti insulsi e senza un minimo di aggancio alla realtà dei fatti che leggo sopra, commenti volti esclusivamente a denigrare un movimento che, con tutti i difetti che può avere, e ne ha, è pur sempre meglio non dico una, ma almeno cento volte rispetto a qualsiasi forza politica presente oggi nel panorama politico nazionale.

      Quanto alle accuse di essere emanazione di pseudo poteri forti made in USA, Soros e menate varie, che dire, qui siamo al complottismo più becero, senza un minimo non dico di prove, ma quantomeno di appigli, di indizi, ecc. Zero nada de nada, se non illazioni senza il minimo fondamento e/o riscontro con la realtà. Insomma semplicemente penosi.

      Saluti

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