FANTASMI DELLA REALTA’ E POTERE DEI BANCHIERI

FANTASMI DELLA REALTA’ E POTERE DEI BANCHIERI

DI IDA MAGLI

italianiliberi.it

Si stanno rappresentando in questi giorni, in diversi paesi d’Europa, straordinarie commedie dell’assurdo. Gli attori più in vista sono gli uomini di Governo - in Francia, in Spagna, in Grecia, in Germania, in
Italia - ma sono coadiuvati talmente bene in questa recita da tutti gli altri responsabili della vita politica e sociale, e prima di tutto dai giornalisti, che noi, poveri cittadini-sudditi, non riusciamo a capire perché il loro frenetico agire ci sembri così privo di una concreta direzione di senso e temibile proprio per questo.Lo spettacolo offerto dagli “attori” italiani è tragico e surreale al tempo stesso. Berlusconi, Tremonti, Bossi, recitano a meraviglia i loro piccoli scontri sul bilancio, sul trasferimento di qualche
Ministero al Nord, sulla necessità del governo centrale di aiutare lo smaltimento dei rifiuti a Napoli, come se davvero questi fossero i problemi politici di una Nazione che non soltanto deve provvedere alla
vita ordinata di 60 milioni di persone ma che, per la sua posizione geografica, per i suoi impegni con l’Ue e con la Nato, è al centro di interessi economici e militari a livello mondiale.

Le opposizioni stanno al gioco con una puntualità e una solerzia quasi incredibili, tenendo ben fissa l’attenzione dei cittadini, ma in apparenza anche la propria, sui piccoli particolari di queste dispute come se davvero fossero racchiusi qui i maggiori problemi degli Italiani. Se qualche volta la polemica sembra diventare più forte, è soltanto perché lo scambio di invettive ha assunto termini maggiormente violenti e volgari, ma si tratta in tutti i casi di invettive a vuoto: servono ad alimentare la commedia. Della politica vera, dei drammatici problemi veri, non parla nessuno, né al governo né all’opposizione.

I problemi più importanti

Sono problemi che chiunque è in grado di vedere e che, volendo limitarsi esclusivamente ai più gravi ed impellenti, possiamo indicare nel modo seguente:

  1. L’inesistenza dell’Europa come realtà politica, dalla quale però dipendiamo come se esistesse (la vicenda della guerra in Libia decisa da Sarkozy ne è una soltanto una delle ultime e sconvolgenti prove).

  2. L’appartenenza dell’Italia alla Nato, organizzazione militare che non si sa più a quale direttiva politica obbedisca data la mancanza di un’autorità politica europea e la contemporanea perdita di potere dei singoli Stati d’Europa (nessuno s’interroga, per esempio, su quale ruolo stia svolgendo nella politica estera l’Inghilterra, sempre sorella degli Stati Uniti ma con un piede dentro e uno fuori dell’Ue).

  3. Il potere assoluto dei banchieri, a livello mondiale ed europeo, che ha completamente esautorato i politici nazionali e sta mano a mano svuotando l’essenza stessa dei singoli Stati costringendoli a vendere i loro possessi e finanche il proprio territorio (la Grecia è soltanto la prima di una catena già pronta).

  4. L’irrazionalità di una sola moneta come espressione e strumento di 17 Stati totalmente differenti per il loro peso politico e le loro dimensioni economiche. E’ evidente che, o si disfa al più presto questa costruzione sul vuoto, oppure si verificherà un catastrofico fallimento collettivo. C’è forse bisogno di una qualsiasi dimostrazione in questo campo? L’euro è soltanto il diverso nome del marco. Un marco privo, però, dello Stato di cui era espressione. Per questo la Germania ha funzionato fino adesso come lo “Stato ombra” dell’euro. Ma è chiaro che la Germania non può continuare a reggere questa mastodontica finzione senza farsi trascinare anch’essa nel baratro: prestarsi soldi fra debitori (l’Italia, tanto per fare un esempio, ha iscritto nelle uscite del proprio bilancio il denaro prestato alla Grecia) è una pratica da “pazzi”, che nessun “povero” metterebbe in atto e che nessun usuraio accetterebbe, ma che i banchieri della Bce e del Fmi fingono di trovare normale e necessaria, spingendola fino all’estremo al solo scopo di rimanere alla fine “proprietari”, concretamente proprietari di tutta l’ Europa dell’euro.

  5. L’eliminazione degli intellettuali dalla leadership, concordemente attuata da tutti i partiti europei, fatti esperti dallo scontro-sottomissione degli intellettuali nella Russia bolscevica. I partiti più importanti in Europa sono anche oggi quelli essenzialmente comunisti, reduci del comunismo e più o meno suoi eredi. L’Italia ne rappresenta la più fulgida testimonianza: il Presidente della Repubblica è appartenuto per tutta la vita, fino dai tempi di Stalin, al Partito comunista. Con il trattato di Maastricht gli intellettuali sono stati praticamente aboliti; non si sente più nessuna voce che possieda autorità tranne quella dei banchieri. Segno evidente di una tragica realtà: se sono morti gli intellettuali, è morta la civiltà europea.

  6. La complicità di tutti i mezzi d’informazione con il disegno dei politici e dei banchieri. Una complicità così assoluta quale mai si era verificata prima nella storia perché non obbligata da nessuna censura. Gli oltre 500 milioni di cittadini d’Europa coinvolti nell’operazione disumana di lavorare senza saperlo al proprio suicidio, vi sono stati condannati non tanto dai politici quanto dai giornalisti. Senza il silenzio dell’informazione non sarebbe stato possibile condurre in porto un disegno di puro potere quale quello in atto.

Politici e banchieri in commedia

Se ciò che ho messo sinteticamente in luce è il quadro generale, per quanto riguarda i piccoli avvenimenti di quest’ultimo periodo a casa nostra non si può fare a meno di rilevare gli errori compiuti dai partiti di governo. Il Pdl e la Lega avrebbero avuto il dovere di piegarsi almeno per un momento a riflettere sui motivi delle sconfitte riportate nelle ultime elezioni e nei referendum. Per farlo, però, sarebbe stato necessario abbandonare il gioco della finzione come unica attività dei politici, uscire dalla “rappresentazione”, scendere dal palcoscenico dell’assurdo, cosa che evidentemente non hanno il coraggio di fare. Che non sia facile è chiaro. Bisognerebbe, infatti, rivelare agli Italiani che la sovranità e l’indipendenza della Nazione non esistono più, che tutte le funzioni vitali della società e del potere sono state consegnate in mani straniere e che quello che sembra ancora autonomo ed efficiente è di fatto pura apparenza. E’ sufficiente un solo esempio.

Tutto il gran parlare e il gran manovrare che si verificato in questi giorni intorno ai nomi del Signor Draghi, del signor Bini Smaghi e di altri importanti banchieri, appartiene al mondo della “rappresentazione”, della “commedia surreale”. In realtà i politici e il governo italiano non possiedono in questo campo alcun potere. Il signor Draghi, il signor Bini Smaghi, il signor Trichet (presidente della Bce) sono, chi in un modo chi in un altro, i proprietari, i possessori, gli “azionisti” delle Banche centrali. La Banca d’Italia, la cui direzione il signor Draghi sta per lasciare nelle mani del probabile signor Bini Smaghi, non è per nulla la Banca “di” Italia, non appartiene allo Stato italiano; quel “di”, particella possessiva, è un falso perché si tratta di una banca di proprietà di cittadini privati, possessori, come il signor Draghi, di parti del suo capitale, e continua a portare il nome di quando era effettivamente di proprietà dello Stato italiano ed emetteva la moneta dello Stato, esclusivamente allo scopo di ingannare i cittadini italiani. Stesso discorso si può fare per la Banca centrale europea, anch’essa proprietà di ricchissimi banchieri privati come i Rothschild, i Rockfeller e gli altri banchieri possessori del capitale della Banca d’Inghilterra, della Banca d’Olanda e ovviamente anche della Banca d’Italia come il signor Draghi. Lo Stato italiano, quindi, non ha, come nessun altro Stato europeo, alcun potere sulle nomine e tutto il gran parlare che si è fatto sul rispetto delle “procedure” da parte del Governo, sull’approvazione da parte del Parlamento europeo della nomina di un “illustre italiano” nelle vesti del signor Draghi, è stata una commedia, finzione allo stato puro: i banchieri si scelgono, si cooptano fra loro, tenendo nascosto il proprio potere dietro la copertura dei politici.

In conclusione: non c’è nessuno, in Italia, che non lavori a ingannare i cittadini, ivi compresi - è necessario ripeterlo e sottolinearlo - i giornalisti, la cui complicità è determinante in quanto costituisce il fattore indispensabile alla riuscita della rappresentazione.

Rimane la domanda fondamentale: perché i politici hanno rinunciato al proprio potere trasferendolo nelle mani dei banchieri? Nessuno ha ancora dato una risposta soddisfacente a questo interrogativo ed è questo il motivo per il quale siamo tutti paralizzati: siamo prigionieri in una rete fittissima ma non sappiamo contro chi combattere per liberarcene.

Il regno di Bruxelles

Laddove i banchieri non sono soli a comandare, troviamo insieme ad essi altri privati, non soggetti a nessuna votazione democratica, quali i Commissari dell’Ue e i Consiglieri del Consiglio d’Europa, di cui probabilmente gli Italiani non conoscono neanche il nome. In quel di Bruxelles le commedie dell’assurdo abbondano, tanto più che, lontani da qualsiasi controllo, si sono moltiplicati i ruoli, gli attori e i fiumi di denaro necessari alle rappresentazioni. Gli obbligati “passaggi” di alcune normative attraverso il Parlamento europeo, per esempio, costituiscono soltanto una delle innumerevoli, mirabili finzioni che sono state ideate per ingannare i poveri sudditi dell’Ue. Infatti le decisioni importanti vengono prese in ristretti gruppi di élite (il Bilderberg, l’Aspen Institute, per esempio) e la loro consegna al Parlamento obbedisce ad un rituale pro-forma, ad un’apparente spolverata di democraticità, così come soltanto pro-forma vengono consegnate poi per la ratifica finale ai singoli Parlamenti nazionali.
Il nostro Parlamento, ubbidientissimo e servile come nessun altro, a sua volta le approva senza preoccuparsi neanche di farcelo sapere. A tutt’oggi l’80% delle normative in vigore in Italia è dettato da Bruxelles, ma gli Italiani credono ancora di essere cittadini di uno Stato sovrano.

Insomma, dobbiamo guardare in faccia la realtà: lo Stato italiano esiste soltanto di nome e noi, suoi sudditi, serviamo a tenere in vita, con i nostri soldi e la nostra credulità, una miriade di istituzioni “crea carte” e “passa carte” prive di reale potere. Si tratta, però, di istituzioni che, come succede sempre negli Stati totalitari, creano per sé a poco a poco il potere che non possiedono costruendo e organizzando cerchi sempre più larghi di nuove istituzioni, di inestricabili burocrazie. Non per nulla un esperto della Russia bolscevica quale Bukowski ha affermato che l’Ue ne costituisce una copia. Non si tratta di un’affermazione esagerata: gli avvenimenti che lo provano sono sotto gli occhi di tutti, anche se per la maggioranza dei cittadini, accecati dalla “rappresentazione” della democrazia, è difficile accorgersene. Ma presto la burocrazia mostrerà la durezza della sua faccia.

Dittatura europea e Val di Susa

E’ di questi giorni lo scontro dei cittadini con il governo “democratico” a causa della cosiddetta “Alta velocità” in Val di Susa. Si tratta di un’opera imposta dall’Ue, ovviamente non per collegare Torino a Lione, affermazione incongrua e ridicola, ma per poter fingere che l’Europa sia un unico territorio, trasformando le Alpi e l’Italia in un “corridoio” europeo (non sono io ad avergli dato questo nome: l’hanno chiamato così coloro che si sono autoproclamati proprietari dell’Europa). “Traforare le Alpi”per far passare un treno da Torino a Lione è un’operazione talmente folle che è impossibile trovare aggettivi sufficienti a definirla. L’insensibilità dei padroni dell’Europa e dei loro servi italiani per ciò che è la “natura”, il territorio, il paesaggio, come la prima e assoluta bellezza di cui è divinamente ricca l’Italia, sarebbe sufficiente a negarne l’autorità e il potere. Deve essere comunque chiaro a tutti, e affermato con assoluta determinazione, che il territorio di una Nazione è proprietà del suo popolo, e non può essere alienato in nessun modo se non per espressa volontà del popolo.

I politici odierni non sono monarchi, non possiedono, come un tempo i re, i territori che governano. Il governo italiano ha dimostrato in questa occasione, più e meglio che in molte altre, il suo disprezzo per la democrazia, opponendo la forza della polizia alla sovranità dei cittadini, mentre il suo primo dovere sarebbe stato quello di rifiutare l’imposizione dell’Ue per un’opera ingegneristicamente mostruosa, rischiosa fino all’impossibile, priva di una qualsiasi giustificazione.
Appellarsi al denaro fornito dall’Ue, come i politici sono soliti fare, costituisce l’ennesima prova del disprezzo che nutrono per l’Italia, per il suo territorio, per la sua bellezza. Una prova, inoltre, della loro incapacità a credere che esista qualcuno al mondo la cui anima non somigli a quella dei banchieri.

Ida Magli

Fonte: www.italianiliberi.it

Link: http://www.italianiliberi.it/Edito11/fantasmi-realta-potere-banchieri.html

5.07.2011

Commenti (25)

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    1. AlbertoConti 8 luglio 2011

      Nei tempi antichi si pagava "la decima" e periodicamente venivano rimessi i debiti, cioè azzerato il sistema finanziario, che ripartiva per un nuovo ciclo d'accumulo del debito-credito. Oggi i governi socialistizzanti impongono un complesso sistema fiscale più oppressivo che redistributivo della ricchezza. Risultato: botte piena e moglie ubriaca per pochi, schiavitù economica per la massa di base. E no cari miei! O si fa l'una cosa o si fa l'altra, o si snellisce lo Stato e il suo fisco con giubilei programmati su tempi dell'ordine della generazione (max 30 anni), o si fa lo stato sociale per davvero, con meccanismi che impediscano l'evasione fiscale. Se non lo si capisce agendo responsabilmente di conseguenza, il sistema arriverà spontaneamente ad un collasso spaventoso, che è esattamente quello che già si vede fuori dalla finestra nonostante il continuo tentativo di esorcizzarlo. Quando il dollaro, finalmente, salterà, quello sarà il più grande ed il più brutto (socialmente) giubileo della storia.

    1. Skaff 8 luglio 2011

      "Rimane la domanda fondamentale: perché i politici hanno rinunciato al proprio potere trasferendolo nelle mani dei banchieri?"

      Perche' sono svezzati e cresciuti da loro. Non si tratta di due categorie opposte. A un certo punto della storia i banchieri (e piu in generale tutti i poteri economici) hanno cominciato a creare politici in provetta, spesso direttamente prestati dalle banche alla politica (Prodi).

      Di base non esiste piu' alcun politico perche' la popolazione non sovvenziona alcun partito, lo fanno le banche e le corporation.

    1. amensa 8 luglio 2011

      Riusciranno mai, gli stati, ad azzerare i loro debiti ?

      Leggo con curiosità come Moody’s segua una vera e propria strategia nel colpire gli stati periferici dell’europa, con l’intento più o meno evidente di destabilizzare l’Euro, distrarre l’opinione pubblica mondiale, da quello che invece è e resta il cardine della crisi attuale e futuro, ovvero il dollaro.

      Un declassamento di 4 punti in una volta potrebbe avvenire solo in conseguenza di un crollo dell’economia del paese, cosa che non è avvenuta, mentre tutte le condizioni attuali erano già perfettamente note anche 3 mesi fa.

      Quindi questo declassamento non può che avere ragioni diverse da una onesta valutazione del debito sovrano.

      E dato che a me puzza, allora vado a vedere subito in che condizioni si trova l’economia americana.

      E allora leggo che il budget per il 2012 proposto da Obama di 3729 miliardi di dollari, ha un deficit di 1101 miliardi di dollari, ovvero più del 30%, a fronte di “tagli” per 61,500 miliardi di dollari.

      Quindi un deficit di più di 1000 miliardi e tagli per 60. Non c’è che dire, come esempio di finanza allegra direi che gli USA battono la Grecia di diverse lunghezze.

      Ma loro stampano dollari, e finché il resto del mondo li accetta in pagamento, non accadrà nulla, anche se il solo deficit federale supererà il 100% del PIL.

      Ma è proprio su questo fatto che vorrei fare alcune considerazioni.

      La “manovra” in gestazione da 40 miliardi di euro rappresenta circa il 2% del PIL italiano e dovrebbe servire solo a riportare il bilancio dello stato in pareggio.

      Il debito pubblico è più del 110% del PIL, e cioè un po’ meno di 1900 miliardi di euro.

      Supponendo che la media degli interessi pagati su tale debito sia del 3% (ottimista), siamo a circa 60 miliardi l’anno di soli interessi.

      Volendo quindi ripagare il capitale, a 70 miliardi l’anno, continuando a pagare sempre gli interessi e supponendo che non aumentino, ci vorrebbero più di 70 anni.

      Sarebbe quindi pensabile, socialmente parlando, con i criteri fiscali attuali e le spese dello stato attuali, aggiungere ai 40 miliardi altri 70 miliardi di prelievo per i prossimi 70 anni senza uccidere sia l’economia ma anche gli italiani che lavorano?

      E questo parlando di Italia, alla quale i mercati chiedono interessi ancora decenti sul debito, ma pensiamo alla Grecia, con un debito del 140% su PIL, che paga interessi vicino al 15%.

      Direi che debiti simili non saranno mai ripagabili, tutt’al più si riuscirà a pagare gli interessi, ma mai il capitale, e questo vale per la Grecia, ma anche per la Germania, la Francia, l’U.K. e soprattutto gli USA, per non parlare del Giappone il cui debito sfiora il 200% del Pil.

      Di qui l’osservazione che, se tali debiti non sono ripagabili, perché imporre sacrifici enormi alle popolazioni solo per pagare gli INTERESSI ?

      Che senso ha, se non ridurre in schiavitù intere popolazioni, il richiedere il pagamento di tali enormità ?

      Notate che io sono sempre stato favorevole all’etica per cui i debiti vanno pagati, ma se tale pagamento esula dalle possibilità materiali, non è il caso che paghi anche e soprattutto chi ha continuato a concedere credito a dei governanti incoscienti, incapaci di fare bilanci in pareggio o meglio in attivo, prelevare quante risorse occorrevano da TUTTA la popolazione con un criterio fortemente progressivo ( in modo che chi più ha, più paghi in percentuale)?

      Non è forse altrettanto disdicevole chi ha illuso il debitore, spingendolo a consumare più del giusto, continuando ad aumentargli i finanziamenti, e quindi alzando il livello del debito, fino a renderlo impossibile da ripagare ? Non sono forse gli interessi inclusivi del rischio default?

      Il sistema monetario e finanziario attuale ha semplicemente mostrato di essere sbagliato, non si è autoregolato, non ha portato allo sviluppo ma a crisi sempre più gravi e ravvicinate, la mancanza di etica e di controlli verso la finanza ha reso il tutto ormai ingestibile, è ora di rendersi conto di questo risultato disastroso.

      E allora falliscano gli stati, azzerino i debiti con mosse unilaterali, e se devono fallire i sistemi bancari mondiali, falliscano, e si riparta da basi più corrette, dove il debitore venga reso responsabile di quanto fa, ma anche il creditore sia chiamato a rendersi più responsabile dei crediti che concede. Rimandare tale “morte” finanziaria, ormai non ha più senso se non quello di imporre sacrifici enormi proprio a coloro che la ricchezza reale la creano, per permettere alle solite lobbies finanziarie di accumulare sempre più crediti, e con essi, ridurre in schiavitù intere popolazioni.

      Cosa sta accadendo in Islanda dovrebbe essere maggiormente pubblicizzato.

      Un popolo, seppur numericamente piccolo, si è ribellato alla condanna di ripagare i disastri che i loro banchieri hanno causato, li hanno messi in galera, ed ai creditori hanno risposto picche …… “dovevate essere più accorti ….. i nostri banchieri vi hanno fregati, ma noi al massimo, vi consegniamo loro”.

      Fine della storia.

    1. AlbertoConti 8 luglio 2011

      Che ci provasse Beppe Grillo a mettere il cappello sui notav della val di Susa posso anche capirlo, e non approvarlo, ma che lo faccia la destra mi sembra veramente troppo. Comunque la brava Ida Magli di ragioni ne ha da vendere, e le sa vendere bene, chapeau! (anche se in questo caso nicchia sulla questione monetaria; per prudenza?). Proverò piuttosto a rispondere alla domanda di fondo: "perché i politici hanno rinunciato al proprio potere trasferendolo nelle mani dei banchieri?" I motivi sono sostanzialmente due e sono concorrenti nel rafforzare questo terribile status quo, qui ben descritto. Il più banale è la dipendenza economica della macchina politica dal potere di turno. Il consumismo ha prodotto il marketing, la macchina pubblicitaria, la macchina mediatica come formatrice dell'opinione, e tutto questo è stato monetizzato, è diventato il principale businnes sul mercato di massa, venduto a peso d'oro. Senza i soldi per comprarne una fetta nessuna forza politica può oggi sopravvivere, e perciò si prostituisce al potere economico, nella stessa logica del "do ut des" del mercato stesso. Solo dopo, una volta fatta casta, ha la forza di autofinanziarsi fiscalmente, legiferando impunemente in tal senso anche contro l'esplicito parere contrario dei cittadini "rappresentati" (classica presa per i fondelli in nome della democrazia ormai negata dai fatti). Le concessioni corporative, il voto di scambio, il populismo elettorale ecc. ecc. sono un di cui di questo meccanismo, che supera il limite di bilancio (statale) solo grazie al supporto economico dei centri di potere finanziario. Accettando e sostenendo l'ideologia del "libero mercato" la politica si è automaticamente messa in vendita al miglior offerente, ben sapendo di dare così un colpo mortale alla libertà in senso lato, compresa quella del mercato stesso. La seconda è più forte risposta è in quest'ultima considerazione, nella resa delle ideologie tutte (anche la tua cara Ida Magli) allo strapotere economico di un economia di massa finanziarizzata, cioè allo strapotere ideologico del mito della crescita infinita, della pancia piena per tutti, del dio denaro che tutto può e tutto governa. Ma proprio qui casca l'asino, perchè questo dio è veramente falso, non solo ideologicamente, ma proprio nella sua costruzione, nelle sue basi fondative, nella sua gestione bancaria, nelle sue regole globalizzanti. E' una truffa che si rivela in ogni sua sfaccettatura, basti dire che i suoi chierici si chiamano "traders".

    1. Nauseato 8 luglio 2011

      Ida Magli, classe 1925

      Come ascoltare una sinfonia ... Poi vien da dire: ecco, e quindi ? Purtroppo le strade per combattere sono sempre tutt'altro che chiare. Ma è già qualcosa.

      E vien anche da chiedersi come faccia a scrivere per i due peggio giornalacci tra i giornalacci italiani ...

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