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FANTASMI DELLA REALTA’ E POTERE DEI BANCHIERI

DI IDA MAGLI
italianiliberi.it

Si stanno rappresentando in questi giorni, in diversi paesi d’Europa, straordinarie commedie dell’assurdo. Gli attori più in vista sono gli uomini di Governo – in Francia, in Spagna, in Grecia, in Germania, in
Italia – ma sono coadiuvati talmente bene in questa recita da tutti gli altri responsabili della vita politica e sociale, e prima di tutto dai giornalisti, che noi, poveri cittadini-sudditi, non riusciamo a capire perché il loro frenetico agire ci sembri così privo di una concreta direzione di senso e temibile proprio per questo.
Lo spettacolo offerto dagli “attori” italiani è tragico e surreale al tempo stesso. Berlusconi, Tremonti, Bossi, recitano a meraviglia i loro piccoli scontri sul bilancio, sul trasferimento di qualche
Ministero al Nord, sulla necessità del governo centrale di aiutare lo smaltimento dei rifiuti a Napoli, come se davvero questi fossero i problemi politici di una Nazione che non soltanto deve provvedere alla
vita ordinata di 60 milioni di persone ma che, per la sua posizione geografica, per i suoi impegni con l’Ue e con la Nato, è al centro di interessi economici e militari a livello mondiale.

Le opposizioni stanno al gioco con una puntualità e una solerzia quasi incredibili, tenendo ben fissa l’attenzione dei cittadini, ma in apparenza anche la propria, sui piccoli particolari di queste dispute come se davvero fossero racchiusi qui i maggiori problemi degli Italiani. Se qualche volta la polemica sembra diventare più forte, è soltanto perché lo scambio di invettive ha assunto termini maggiormente violenti e volgari, ma si tratta in tutti i casi di invettive a vuoto: servono ad alimentare la commedia. Della politica vera, dei drammatici problemi veri, non parla nessuno, né al governo né all’opposizione.

I problemi più importanti

Sono problemi che chiunque è in grado di vedere e che, volendo limitarsi esclusivamente ai più gravi ed impellenti, possiamo indicare nel modo seguente:

  1. L’inesistenza dell’Europa come realtà politica, dalla quale però
    dipendiamo come se esistesse (la vicenda della guerra in Libia decisa da Sarkozy ne è una soltanto una delle ultime e sconvolgenti prove).
  2. L’appartenenza dell’Italia alla Nato, organizzazione militare che non si sa più a quale direttiva politica obbedisca data la mancanza di un’autorità politica europea e la contemporanea perdita di potere dei singoli Stati d’Europa (nessuno s’interroga, per esempio, su quale
    ruolo stia svolgendo nella politica estera l’Inghilterra, sempre sorella degli Stati Uniti ma con un piede dentro e uno fuori dell’Ue).
  3. Il potere assoluto dei banchieri, a livello mondiale ed europeo, che ha completamente esautorato i politici nazionali e sta mano a mano svuotando l’essenza stessa dei singoli Stati costringendoli a vendere i loro possessi e finanche il proprio territorio (la Grecia è soltanto la prima di una catena già pronta).
  4. L’irrazionalità di una sola moneta come espressione e strumento di 17 Stati totalmente differenti per il loro peso politico e le loro dimensioni economiche. E’ evidente che, o si disfa al più presto questa costruzione sul vuoto, oppure si verificherà un catastrofico fallimento collettivo. C’è forse bisogno di una qualsiasi dimostrazione in questo campo? L’euro è soltanto il diverso nome del marco. Un marco privo, però, dello Stato di cui era espressione. Per questo la Germania ha funzionato fino adesso come lo “Stato ombra” dell’euro. Ma è chiaro che la Germania non può continuare a reggere questa mastodontica finzione senza farsi trascinare anch’essa nel baratro: prestarsi soldi fra debitori (l’Italia, tanto per fare un esempio, ha iscritto nelle uscite del proprio bilancio il denaro prestato alla Grecia) è una pratica da “pazzi”, che nessun “povero” metterebbe in atto e che nessun usuraio accetterebbe, ma che i banchieri della Bce e del Fmi fingono di trovare normale e necessaria, spingendola fino all’estremo al solo scopo di rimanere alla fine “proprietari”, concretamente proprietari di tutta l’ Europa dell’euro.
  5. L’eliminazione degli intellettuali dalla leadership, concordemente attuata da tutti i
    partiti europei, fatti esperti dallo scontro-sottomissione degli
    intellettuali nella Russia bolscevica. I partiti più importanti in
    Europa sono anche oggi quelli essenzialmente comunisti, reduci del
    comunismo e più o meno suoi eredi. L’Italia ne rappresenta la più
    fulgida testimonianza: il Presidente della Repubblica è appartenuto per
    tutta la vita, fino dai tempi di Stalin, al Partito comunista. Con il
    trattato di Maastricht gli intellettuali sono stati praticamente
    aboliti; non si sente più nessuna voce che possieda autorità tranne
    quella dei banchieri. Segno evidente di una tragica realtà: se sono
    morti gli intellettuali, è morta la civiltà europea.
  6. La
    complicità di tutti i mezzi d’informazione con il disegno dei politici
    e dei banchieri. Una complicità così assoluta quale mai si era
    verificata prima nella storia perché non obbligata da nessuna censura.
    Gli oltre 500 milioni di cittadini d’Europa coinvolti nell’operazione
    disumana di lavorare senza saperlo al proprio suicidio, vi sono stati
    condannati non tanto dai politici quanto dai giornalisti. Senza il
    silenzio dell’informazione non sarebbe stato possibile condurre in
    porto un disegno di puro potere quale quello in atto.

Politici e banchieri in commedia

Se ciò che ho messo sinteticamente in luce è il quadro generale, per quanto riguarda i piccoli avvenimenti di quest’ultimo periodo a casa nostra non si può fare a meno di rilevare gli errori compiuti dai partiti di governo. Il Pdl e la Lega avrebbero avuto il dovere di piegarsi almeno per un momento a riflettere sui motivi delle sconfitte riportate nelle ultime elezioni e nei referendum. Per farlo, però, sarebbe stato necessario abbandonare il gioco della finzione come unica attività dei politici, uscire dalla “rappresentazione”, scendere dal palcoscenico dell’assurdo, cosa che evidentemente non hanno il coraggio di fare. Che non sia facile è chiaro. Bisognerebbe, infatti, rivelare agli Italiani che la sovranità e l’indipendenza della Nazione non esistono più, che tutte le funzioni vitali della società e del potere sono state consegnate in mani straniere e che quello che sembra ancora autonomo ed efficiente è di fatto pura apparenza. E’ sufficiente un solo esempio.

Tutto il gran parlare e il gran manovrare che si verificato in questi giorni intorno ai nomi del Signor Draghi, del signor Bini Smaghi e di altri importanti banchieri, appartiene al mondo della “rappresentazione”, della “commedia surreale”. In realtà i politici e il governo italiano non possiedono in questo campo alcun potere. Il signor Draghi, il signor Bini Smaghi, il signor Trichet (presidente della Bce) sono, chi in un modo chi in un altro, i proprietari, i possessori, gli “azionisti” delle Banche centrali. La Banca d’Italia, la cui direzione il signor Draghi sta per lasciare nelle mani del probabile signor Bini Smaghi, non è per nulla la Banca “di” Italia, non appartiene allo Stato italiano; quel “di”, particella possessiva, è un falso perché si tratta di una banca di proprietà di cittadini privati, possessori, come il signor Draghi, di parti del suo capitale, e continua a portare il nome di quando era effettivamente di proprietà dello Stato italiano ed emetteva la moneta dello Stato, esclusivamente allo scopo di ingannare i cittadini italiani. Stesso discorso si può fare per la Banca centrale europea, anch’essa proprietà di ricchissimi banchieri privati come i Rothschild, i Rockfeller e gli altri banchieri possessori del capitale della Banca d’Inghilterra, della Banca d’Olanda e ovviamente anche della Banca d’Italia come il signor Draghi. Lo Stato italiano, quindi, non ha, come nessun altro Stato europeo, alcun potere sulle nomine e tutto il gran parlare che si è fatto sul rispetto delle “procedure” da parte del Governo, sull’approvazione da parte del Parlamento europeo della nomina di un “illustre italiano” nelle vesti del signor Draghi, è stata una commedia, finzione allo stato puro: i banchieri si scelgono, si cooptano fra loro, tenendo nascosto il proprio potere dietro la copertura dei politici.

In conclusione: non c’è nessuno, in Italia, che non lavori a ingannare i cittadini, ivi compresi – è necessario ripeterlo e sottolinearlo – i giornalisti, la cui complicità è determinante in quanto costituisce il fattore indispensabile alla riuscita della rappresentazione.

Rimane la domanda fondamentale: perché i politici hanno rinunciato al proprio potere trasferendolo nelle mani dei banchieri? Nessuno ha ancora dato una risposta soddisfacente a questo interrogativo ed è questo il motivo per il quale siamo tutti paralizzati: siamo prigionieri in una rete fittissima ma non sappiamo contro chi combattere per liberarcene.

Il regno di Bruxelles

Laddove i banchieri non sono soli a comandare, troviamo insieme ad essi altri privati, non soggetti a nessuna votazione democratica, quali i Commissari dell’Ue e i Consiglieri del Consiglio d’Europa, di cui probabilmente gli Italiani non conoscono neanche il nome. In quel di Bruxelles le commedie dell’assurdo abbondano, tanto più che, lontani da qualsiasi controllo, si sono moltiplicati i ruoli, gli attori e i fiumi di denaro necessari alle rappresentazioni. Gli obbligati “passaggi” di alcune normative attraverso il Parlamento europeo, per esempio, costituiscono soltanto una delle innumerevoli, mirabili finzioni che sono state ideate per ingannare i poveri sudditi dell’Ue. Infatti le decisioni importanti vengono prese in ristretti gruppi di élite (il Bilderberg, l’Aspen Institute, per esempio) e la loro consegna al Parlamento obbedisce ad un rituale pro-forma, ad un’apparente spolverata di democraticità, così come soltanto pro-forma vengono consegnate poi per la ratifica finale ai singoli Parlamenti nazionali.
Il nostro Parlamento, ubbidientissimo e servile come nessun altro, a sua volta le approva senza preoccuparsi neanche di farcelo sapere. A tutt’oggi l’80% delle normative in vigore in Italia è dettato
da Bruxelles, ma gli Italiani credono ancora di essere cittadini di uno Stato sovrano.

Insomma, dobbiamo guardare in faccia la realtà: lo Stato italiano esiste soltanto di nome e noi, suoi sudditi, serviamo a tenere in vita, con i nostri soldi e la nostra credulità, una miriade di istituzioni “crea carte” e “passa carte” prive di reale potere. Si tratta, però, di istituzioni che, come succede sempre negli Stati totalitari, creano per sé a poco a poco il potere che non possiedono costruendo e organizzando cerchi sempre più larghi di nuove istituzioni, di inestricabili burocrazie. Non per nulla un esperto della Russia bolscevica quale Bukowski ha affermato che l’Ue ne costituisce una copia. Non si tratta di un’affermazione esagerata: gli avvenimenti che lo provano sono sotto gli occhi di tutti, anche se per la maggioranza dei cittadini, accecati dalla “rappresentazione” della democrazia, è difficile accorgersene. Ma presto la burocrazia mostrerà la durezza della sua faccia.

Dittatura europea e Val di Susa

E’ di questi giorni lo scontro dei cittadini con il governo “democratico” a causa della cosiddetta “Alta velocità” in Val di Susa. Si tratta di un’opera imposta dall’Ue, ovviamente non per collegare Torino a Lione, affermazione incongrua e ridicola, ma per poter fingere che l’Europa sia un unico territorio, trasformando le Alpi e l’Italia in un “corridoio” europeo (non sono io ad avergli dato questo nome: l’hanno chiamato così coloro che si sono autoproclamati proprietari dell’Europa). “Traforare le Alpi”per far passare un treno da Torino a Lione è un’operazione talmente folle che è impossibile trovare aggettivi sufficienti a definirla. L’insensibilità dei padroni dell’Europa e dei loro servi italiani per ciò che è la “natura”, il territorio, il paesaggio, come la prima e assoluta bellezza di cui è divinamente ricca l’Italia, sarebbe sufficiente a negarne l’autorità e il potere. Deve essere comunque chiaro a tutti, e affermato con assoluta determinazione, che il territorio di una Nazione è proprietà del suo popolo, e non può essere alienato in nessun modo se non per espressa volontà del popolo.

I politici odierni non sono monarchi, non possiedono, come un tempo i re, i territori che governano. Il governo italiano ha dimostrato in questa occasione, più e meglio che in molte altre, il suo disprezzo per la democrazia, opponendo la forza della polizia alla sovranità dei cittadini, mentre il suo primo dovere sarebbe stato quello di rifiutare l’imposizione dell’Ue per un’opera ingegneristicamente mostruosa, rischiosa fino all’impossibile, priva di una qualsiasi giustificazione.
Appellarsi al denaro fornito dall’Ue, come i politici sono soliti fare, costituisce l’ennesima prova del disprezzo che nutrono per l’Italia, per il suo territorio, per la sua bellezza. Una prova, inoltre, della loro incapacità a credere che esista qualcuno al mondo la cui anima non somigli a quella dei banchieri.

Ida Magli
Fonte: www.italianiliberi.it
Link: http://www.italianiliberi.it/Edito11/fantasmi-realta-potere-banchieri.html
5.07.2011

Pubblicato da Davide

  • Nauseato

    Ida Magli, classe 1925
    Come ascoltare una sinfonia … Poi vien da dire: ecco, e quindi ? Purtroppo le strade per combattere sono sempre tutt’altro che chiare. Ma è già qualcosa.
    E vien anche da chiedersi come faccia a scrivere per i due peggio giornalacci tra i giornalacci italiani …

  • AlbertoConti

    Che ci provasse Beppe Grillo a mettere il cappello sui notav della val di Susa posso anche capirlo, e non approvarlo, ma che lo faccia la destra mi sembra veramente troppo. Comunque la brava Ida Magli di ragioni ne ha da vendere, e le sa vendere bene, chapeau! (anche se in questo caso nicchia sulla questione monetaria; per prudenza?). Proverò piuttosto a rispondere alla domanda di fondo: “perché i politici hanno rinunciato al proprio potere trasferendolo nelle mani dei banchieri?” I motivi sono sostanzialmente due e sono concorrenti nel rafforzare questo terribile status quo, qui ben descritto. Il più banale è la dipendenza economica della macchina politica dal potere di turno. Il consumismo ha prodotto il marketing, la macchina pubblicitaria, la macchina mediatica come formatrice dell’opinione, e tutto questo è stato monetizzato, è diventato il principale businnes sul mercato di massa, venduto a peso d’oro. Senza i soldi per comprarne una fetta nessuna forza politica può oggi sopravvivere, e perciò si prostituisce al potere economico, nella stessa logica del “do ut des” del mercato stesso. Solo dopo, una volta fatta casta, ha la forza di autofinanziarsi fiscalmente, legiferando impunemente in tal senso anche contro l’esplicito parere contrario dei cittadini “rappresentati” (classica presa per i fondelli in nome della democrazia ormai negata dai fatti). Le concessioni corporative, il voto di scambio, il populismo elettorale ecc. ecc. sono un di cui di questo meccanismo, che supera il limite di bilancio (statale) solo grazie al supporto economico dei centri di potere finanziario. Accettando e sostenendo l’ideologia del “libero mercato” la politica si è automaticamente messa in vendita al miglior offerente, ben sapendo di dare così un colpo mortale alla libertà in senso lato, compresa quella del mercato stesso. La seconda è più forte risposta è in quest’ultima considerazione, nella resa delle ideologie tutte (anche la tua cara Ida Magli) allo strapotere economico di un economia di massa finanziarizzata, cioè allo strapotere ideologico del mito della crescita infinita, della pancia piena per tutti, del dio denaro che tutto può e tutto governa. Ma proprio qui casca l’asino, perchè questo dio è veramente falso, non solo ideologicamente, ma proprio nella sua costruzione, nelle sue basi fondative, nella sua gestione bancaria, nelle sue regole globalizzanti. E’ una truffa che si rivela in ogni sua sfaccettatura, basti dire che i suoi chierici si chiamano “traders”.

  • amensa

    Riusciranno mai, gli stati, ad azzerare i loro debiti ?

    Leggo con curiosità come Moody’s segua una vera e propria strategia nel colpire gli stati periferici dell’europa, con l’intento più o meno evidente di destabilizzare l’Euro, distrarre l’opinione pubblica mondiale, da quello che invece è e resta il cardine della crisi attuale e futuro, ovvero il dollaro.

    Un declassamento di 4 punti in una volta potrebbe avvenire solo in conseguenza di un crollo dell’economia del paese, cosa che non è avvenuta, mentre tutte le condizioni attuali erano già perfettamente note anche 3 mesi fa.

    Quindi questo declassamento non può che avere ragioni diverse da una onesta valutazione del debito sovrano.

    E dato che a me puzza, allora vado a vedere subito in che condizioni si trova l’economia americana.

    E allora leggo che il budget per il 2012 proposto da Obama di 3729 miliardi di dollari, ha un deficit di 1101 miliardi di dollari, ovvero più del 30%, a fronte di “tagli” per 61,500 miliardi di dollari.

    Quindi un deficit di più di 1000 miliardi e tagli per 60. Non c’è che dire, come esempio di finanza allegra direi che gli USA battono la Grecia di diverse lunghezze.

    Ma loro stampano dollari, e finché il resto del mondo li accetta in pagamento, non accadrà nulla, anche se il solo deficit federale supererà il 100% del PIL.

    Ma è proprio su questo fatto che vorrei fare alcune considerazioni.

    La “manovra” in gestazione da 40 miliardi di euro rappresenta circa il 2% del PIL italiano e dovrebbe servire solo a riportare il bilancio dello stato in pareggio.

    Il debito pubblico è più del 110% del PIL, e cioè un po’ meno di 1900 miliardi di euro.

    Supponendo che la media degli interessi pagati su tale debito sia del 3% (ottimista), siamo a circa 60 miliardi l’anno di soli interessi.

    Volendo quindi ripagare il capitale, a 70 miliardi l’anno, continuando a pagare sempre gli interessi e supponendo che non aumentino, ci vorrebbero più di 70 anni.

    Sarebbe quindi pensabile, socialmente parlando, con i criteri fiscali attuali e le spese dello stato attuali, aggiungere ai 40 miliardi altri 70 miliardi di prelievo per i prossimi 70 anni senza uccidere sia l’economia ma anche gli italiani che lavorano?

    E questo parlando di Italia, alla quale i mercati chiedono interessi ancora decenti sul debito, ma pensiamo alla Grecia, con un debito del 140% su PIL, che paga interessi vicino al 15%.

    Direi che debiti simili non saranno mai ripagabili, tutt’al più si riuscirà a pagare gli interessi, ma mai il capitale, e questo vale per la Grecia, ma anche per la Germania, la Francia, l’U.K. e soprattutto gli USA, per non parlare del Giappone il cui debito sfiora il 200% del Pil.

    Di qui l’osservazione che, se tali debiti non sono ripagabili, perché imporre sacrifici enormi alle popolazioni solo per pagare gli INTERESSI ?

    Che senso ha, se non ridurre in schiavitù intere popolazioni, il richiedere il pagamento di tali enormità ?

    Notate che io sono sempre stato favorevole all’etica per cui i debiti vanno pagati, ma se tale pagamento esula dalle possibilità materiali, non è il caso che paghi anche e soprattutto chi ha continuato a concedere credito a dei governanti incoscienti, incapaci di fare bilanci in pareggio o meglio in attivo, prelevare quante risorse occorrevano da TUTTA la popolazione con un criterio fortemente progressivo ( in modo che chi più ha, più paghi in percentuale)?

    Non è forse altrettanto disdicevole chi ha illuso il debitore, spingendolo a consumare più del giusto, continuando ad aumentargli i finanziamenti, e quindi alzando il livello del debito, fino a renderlo impossibile da ripagare ?
    Non sono forse gli interessi inclusivi del rischio default?

    Il sistema monetario e finanziario attuale ha semplicemente mostrato di essere sbagliato, non si è autoregolato, non ha portato allo sviluppo ma a crisi sempre più gravi e ravvicinate, la mancanza di etica e di controlli verso la finanza ha reso il tutto ormai ingestibile, è ora di rendersi conto di questo risultato disastroso.

    E allora falliscano gli stati, azzerino i debiti con mosse unilaterali, e se devono fallire i sistemi bancari mondiali, falliscano, e si riparta da basi più corrette, dove il debitore venga reso responsabile di quanto fa, ma anche il creditore sia chiamato a rendersi più responsabile dei crediti che concede.
    Rimandare tale “morte” finanziaria, ormai non ha più senso se non quello di imporre sacrifici enormi proprio a coloro che la ricchezza reale la creano, per permettere alle solite lobbies finanziarie di accumulare sempre più crediti, e con essi, ridurre in schiavitù intere popolazioni.

    Cosa sta accadendo in Islanda dovrebbe essere maggiormente pubblicizzato.

    Un popolo, seppur numericamente piccolo, si è ribellato alla condanna di ripagare i disastri che i loro banchieri hanno causato, li hanno messi in galera, ed ai creditori hanno risposto picche …… “dovevate essere più accorti ….. i nostri banchieri vi hanno fregati, ma noi al massimo, vi consegniamo loro”.

    Fine della storia.

  • Skaff

    “Rimane la domanda fondamentale: perché i politici hanno rinunciato al proprio potere trasferendolo nelle mani dei banchieri?”

    Perche’ sono svezzati e cresciuti da loro. Non si tratta di due categorie opposte. A un certo punto della storia i banchieri (e piu in generale tutti i poteri economici) hanno cominciato a creare politici in provetta, spesso direttamente prestati dalle banche alla politica (Prodi).

    Di base non esiste piu’ alcun politico perche’ la popolazione non sovvenziona alcun partito, lo fanno le banche e le corporation.

  • AlbertoConti

    Nei tempi antichi si pagava “la decima” e periodicamente venivano rimessi i debiti, cioè azzerato il sistema finanziario, che ripartiva per un nuovo ciclo d’accumulo del debito-credito. Oggi i governi socialistizzanti impongono un complesso sistema fiscale più oppressivo che redistributivo della ricchezza. Risultato: botte piena e moglie ubriaca per pochi, schiavitù economica per la massa di base. E no cari miei! O si fa l’una cosa o si fa l’altra, o si snellisce lo Stato e il suo fisco con giubilei programmati su tempi dell’ordine della generazione (max 30 anni), o si fa lo stato sociale per davvero, con meccanismi che impediscano l’evasione fiscale. Se non lo si capisce agendo responsabilmente di conseguenza, il sistema arriverà spontaneamente ad un collasso spaventoso, che è esattamente quello che già si vede fuori dalla finestra nonostante il continuo tentativo di esorcizzarlo. Quando il dollaro, finalmente, salterà, quello sarà il più grande ed il più brutto (socialmente) giubileo della storia.

  • ROE

    Esatto!

  • radisol

    Ida Magli non è “di destra”, anche se innegabilmente ha spesso esercitato il ruolo di “copertura a sinistra” del centrodestra ….. na soprattutto è una donna ed una giornalista profondamente preparata ed intelligente ….. e comunque non credo sia un caso che questo articolo compaia su italianiliberi e non sul “Giornale” dove in genere la Magli scrive …..

  • lucamartinelli

    Trovo pochissimo di interessante in questo articolo della buona Ida, tutto trito e ritrito. Gia’ una volta mi sono permesso di chiederle se avesse cambiato pusher e mi sono tirato addosso le ire di alcuni amici. Purtroppo anche stavolta devo chiederle di astenersi dalle droghe. Allora ad un certo punto la Magli prende uno strafalcione che meta’ sarebbe bastato. A proposito di Napolitano. La Magli indica il Presidente “firmatutto” come esempio di una eredita’ pan-europea del comunismo e dice che Napolitano è comunista da sempre. Niente di piu’ falso. Napolitano è massone, infiltrato nel vecchio Pci, dove ha recitato bene il suo teatrino di finto-comunista. Potrebbe essere peggio: alcuni sottili analizzatori della sua vita sostengono che è agente Cia. Ma, al di la’ di tutto leggete cosa diceva negli anni ’40 il nostro entusiastico sostenitore del Nuovo Ordine Mondiale, quando era filo-nazista: “L’ Op. Barbarossa civilizza i popoli slavi”: dato che il nostro “sicuro Alleato è lanciato alla conquista della Russia” vi è la necessità assoluta di “un corpo di spedizione italiano per affiancare il titanico sforzo bellico tedesco”, allo scopo di “far prevalere i valori della Civiltà e dei popoli d’ Occidente sulla barbarie dei territori orientali”.

    Giorgio Napolitano – “BO'”, Luglio 1941, giorn. univ. del GUF di Padova .
    Cosi’ va il modo, amici e la Magli dovrebbe andare in pensione.

  • Nauseato

    Senza entrare troppo nel dettaglio, dove francamente avrei delle difficoltà … ma torna in mente il rapporto stilato dal Censis nel giugno 2010 …
    http://www.repubblica.it/economia/2010/06/03/news/censis_previsioni_al_2030-4536538/index.html?ref=search [www.repubblica.it]

    Dove si sosteneva che (copio e incollo l’occhiello che faccio prima …):
    «I risultati ottenuti dall’Istituto di Studi Sociali proiettando le attuali tendenze per i prossimi 20 anni. Per mantenere l’attuale tenore di vita il tasso di occupazione dovrà raggiungere almeno il 60,1%. Dodici miliardi di risparmi l’anno per far scendere il debito sotto il 100% del Pil» …

  • Tonguessy

    Ossantiddio! Questa me l’ero proprio persa! Per gli stessi identici motivi adesso si batte contro la barbarie dei territori meridionali di Gheddafi.
    GRANDE!

  • Eli

    Lucamartinelli, finalmente un commento sensato! Forse gli altri sono troppo giovani, e non sanno dell’appartenenza della Dottoressa Magli all’ala più reazionaria della destra. La preferivo decisamente quando era solo antropologa. Ora che fa la tuttologa, e vede comunisti dappertutto, come un Tremonti od un Papi Bunga-Bunga qualsiasi, è meno credibile. Anche se alcune cose del presente articolo sono condivisibili, decisamente dovrebbe andare in pensione.

  • istwine

    “Quindi un deficit di più di 1000 miliardi e tagli per 60. Non c’è che dire, come esempio di finanza allegra direi che gli USA battono la Grecia di diverse lunghezze.”

    con la differenza che uno è privo della possibilità di emettere moneta, l’altro lo fa. finanza allegra, ma lascia perdere, quale finanza allegra che c’è una disoccupazione allucinante? il deficit è una misurazione che non vuol dire un cazzo quando sei tu l’emittente della moneta. ve lo mettete in testa? che senso ha risparmia su una cosa che crei tu? non c’è più l’oro, fattevene una ragione e cambiate i vostri schemi di analisi.

  • vic

    Sara’ trito quel che dice ida Magli. Ma almeno lo dice, e pure in modo chiaro.

    Certo sarebbe bello se avesse qualche annetto in meno. Be’, si faccia avanti qualche suo nipotino ideologico allora. Ma mi raccomando che sappia essere chiaro come lei.

    Prendiamo B., ho appena sentito una sua intervista in cui si rammarica, dice che lui nella guerra contro la Libia non aveva nessuna intenzione di imbarcarsi. Posso capire se fosse il sindaco di Saltrio a rammaricarsi, ma che sia il primo ministro, ah no. Dov’e’ il senso di responsabilita’ e di coerenza con se stessi? E’ stato Napolitano a farmelo fare, asserisce B.

    Ida Magli a questa gente impartisce lezioni di chiarezza esemplari.
    Forse la costituzionee dell’UE dovevano farla redigere da gente come lei e non da gente come Amato.

    Allora che si fa con questa UE, questo Euro, questa BCE, questa Nato e queste caste?
    Sara’ una domanda trita e ritrita. Qualcuno prima o poi dovra’ porsela.
    L’impressione e’ che siano i Cinesi a porsela per primi ed a reagire per primi. Eppure nemmeno loro sono indenni dalle pecche della globalizzazione.

    Come si fa a non condividere cio’ che dice Ida Magli, che s’avvia a divenire la Cassandra dei nostri tempi.
    Chapeau, madame!

  • mikaela

    Ottimo articolo, grazie per il suo impegno,continui’ cosi’ e sii ancora piu’ esplicita nei suoi prossimi perche’ ho notato che fra gli utenti qualcuno pensa che lei non conosca il vissuto e i retroscena dei nostriPoliticanti

    Ho appena scoperto il blog fonte di questo articolo, non ho letto ancora niente ma l’inizio e’ ottimo.

    Il Movimento politico e culturale “Italiani Liberi” si propone di difen- dere e rafforzare l’identità naziona-
    le, storica e culturale degli Italiani e
    di ristabilire l’indipendenza dell’Italia uscendo dall’Unione europea.

    Italiani liberi presentazione e obiettivi qui’ [www.italianiliberi.it]

  • Nauseato

    Ad ogni buon conto ammetto la mia incapacità di capirlo e/ma non credo certo di essere il solo:
    per l’italia, alla fine, è stato un bene l’Euro ???? E se sì “quanto” …

    Alcuni sostengono convinti come pochi che se non fossimo nella moneta unica saremmo andati a scatafascio da tempo. Altri sostengono che se non fossimo entrati ne avremmo soltanto parecchio guadagnato.

    Ascolto le ragioni degli uni e dico “ah bé sì, in effetti” … poi quelle degli altri ed altrettanto vien da concludere “ah bé sì, in effetti” …

  • amensa

    se in un certo momento 1 kg di pane costa 5 €, e radoppi gli euro in circolazione ma non aumenti il pane in circolazione lo pagherai semplicemente 10 € al kg, ma mica ne avrai di più, sai ?
    la coglionata di chi crede che stampare denaro basti a far tutti ricchi, sta solo lì.
    discorso a parte solo per gli USA, ma solo perchè il dollaro è moneta non solo loro, ma del mondo intero, ma questo lo ho gia spiegato anche ai ……….

  • amensa

    se vuoi lo puoi trovare su “bloggo blogghino, ma te lo riporto per comodità.

    Sovranità monetaria – Svalutazioni competitive.

    Nell’ambito delle azioni possibili ad uno stato quando questi abbia la sovranità monetaria, ho già trattato dei vantaggi e svantaggi (molto più numerosi) legati all’emissione del denaro da parte dello stato, anziché da una entità indipendente.
    Sostanzialmente si può riassumere tale sciagura economica, nella ragion d’essere dei governanti di uno stato “democratico”, ovvero il loro desiderio di essere rieletti.
    Per ottenere tale fine sono disposti a fare bilanci in rosso, creando debito che pagheranno (interessi compresi) le generazioni future, ma sarebbero disposti anche a creare denaro per soddisfare i bisogni dello stato, almeno in parte, anziché raccogliere i mezzi mediante tassazione.
    L’unico problema è che in tal modo finirebbe di aumentare il circolante senza aumento dei beni e servizi, innescando processi inflazionistici.
    Un processo inflazionistico, come ho già illustrato in altri scritti, danneggia in primo luogo i redditi fissi, quelli da lavoro subordinato, creando invece un vantaggio per coloro che possono determinare autonomamente l’entità dei loro guadagni.
    Considerando inoltre che proprio le classi più povere mantengono in liquidità la maggior parte dei loro risparmi, mentre le classi più agiate ne investono la maggior parte, ecco che l’inflazione colpisce in misura maggiore i primi, offrendo guadagni inaspettati ai secondi.
    Ma lo stato, nel caso conservi la sovranità monetaria, può sempre fare delle “svalutazioni competitive”.
    Le varie monete, hanno un loro rapporto di interscambio, che tende ad egualiare il loro valore, riferito ai beni di più largo e comune consumo.
    Se in uno stato un chilo di pane costa 10A (intendendo con A la sua unità di misura monetaria) ed in un altro stato lo stesso chilo di pane vale 50B, potremo esser sicuri che la moneta B varrà circa 1/5 della moneta A.
    Se lo stato A fosse completamente autarchico, ovvero producesse al suo interno TUTTO cosa acquista la sua popolazione, tale rapporto avrebbe una valenza puramente teorica, in quanto la moneta A potrebbe avere qualsiasi rapporto con le altre monete, che nessuno se ne accorgerebbe, ma anche la cosa sarebbe completamente indifferente sia ad esso che agli altri stati, per assenza di interscambi di merci.
    Supponiamo invece che A sia uno stato sostanzialmente trasformatore, come l’Italia che non ha materie prime e nemmeno grosse risorse naturali.
    Per poter acquistare cosa consuma dovrà esportare dei suoi prodotti per bilanciare il costo delle merci importate.
    Ma le merci importate avranno due destinazioni dopo le opportune trasformazioni : consumo interno ed esportazione.
    Ecco allora, che per mantenere la bilancia commerciale in pareggio occorrerà che il valore aggiunto con il lavoro della trasformazione, compensi almeno il valore delle merci importate e consumate.
    Esattamente come in piccolo fa l’artigiano.
    Acquista materiali grezzi, li lavora e vende i suoi prodotti. La differenza tra quanto pagato e quanto ricavato sarà il suo guadagno, che userà per acquistare quanto gli occorre per vivere. ( questo esempio è semplificato per sottolineare il meccanismo quando in effetti ci sono le tasse, il risparmio, ecc….. a modificare le cifre).
    Quando, quindi si fanno le “svalutazioni competitive” ?
    Quando con altri mezzi non si riesce a portare in attivo, o almeno in pareggio , la bilancia commerciale.
    E questo perché non potendo modificare il prezzo di quanto importato, ma nemmeno quello di quanto esportato per effetto della concorrenza estera, l’unica grandezza modificabile è il valore della trasformazione.
    Ridurre quindi il valore della “trasformazione” dei beni significa rendere più competitive le merci sul mercato internazionale, e contemporaneamente rendere più care le merci importate sul mercato interno.
    Quindi diminuiranno le importazioni e tenderanno ad aumentare le esportazioni, riportando così in pareggio o addirittura in attivo la bilancia commerciale.
    Ma chi paga il prezzo di tale manovra ?
    Come ho già accennato, per un paese strettamente legato ai mercati internazionali, svalutare la moneta significa importare inflazione.
    Molte delle merci importate, voluttuarie ma anche essenziali, aumenteranno di colpo il proprio prezzo nella moneta locale.
    Fossero solo le merci voluttuarie ad aumentare il prezzo, sarebbe ancora poco male, ma per un paese come l’Italia, non autosufficiente per i combustibili, ad esempio, ma nemmeno per generi di prima necessità come il grano, tali aumenti si rifletteranno immediatamente su una larga gamma di prodotti.
    Coloro che potranno adattare i loro redditi in modo autonomo e indipendente, lo faranno, mentre per i redditi da lavoro o quelli fissi, inizierà il calvario degli “adeguamenti” che giungeranno, come da prassi con mesi e mesi di ritardo, e mai sufficienti a coprire l’intero differenziale creatosi.
    Così a pagare, saranno, come sempre nei casi di inflazione, le classi più deboli, costrette sempre alla rincorsa dell’indice dei prezzi, per recuperare il proprio potere d’acquisto, cosa che matematicamente non avverrà mai, nemmeno dopo secoli, essendo l’indice dei prezzi calcolato su una varietà di beni dei quali, tali classi, non usufruiranno mai, ma che partecipano comunque a diluire tali variazioni.
    Infatti quando si parla di inflazione percepita, oppure di necessità del calcolo dell’inflazione su panieri appropriati alle varie classi di reddito, si fa riferimento proprio al fatto che, se il costo del pane sale e il biglietto dell’aereo scende, per il calcolo generale l’inflazione è nulla, ma per chi mangia il pane ma non viaggia in aereo ( perché i soldi per viaggiare non ce li ha ) l’inflazione e quindi la perdita di potere d’acquisto sarà altissima.
    Chiaramente lo scopo ultimo delle svalutazioni competitive è quello di abbassare il valore relativo proprio delle retribuzioni e dei redditi fissi (pensioni), mascherando tale operazione come azione che colpisce l’intera popolazione, mentre in effetti la parte più benestante di essa recupererà immediatamente o quasi il proprio potere d’acquisto, mentre la meno fortunata pagherà per intero il costo del “risanamento”.
    Della serie, ”chi paga sono sempre gli stessi” ( e non certo i più ricchi).
    Ecco quindi, che chi auspica alla sovranità monetaria, per poter svalutare la moneta, non lo fa certo in nome e per conto delle classi più povere.

  • tania

    Non c’è nulla da fare : è sempre deprimente leggere Ida Magli alias Clara Petacci . E anche questa volta l’ho letta non per masochismo ma perché , avendo di solito stima verso ComeDonChisciotte , andando in fiducia mi aspettavo di leggere , se non qualcosa di nuovo , almeno buone intenzioni . Pazienza , sarà per la prossima volta : per adesso Clara Petacci rimane sempre Clara Petacci . Perché l’unica e sola funzione di questa velina è condire un argomento trito e ritrito con la solita becera propaganda reazionaria da MinCulPop a cui ci ha abituato Ida Magli . La nostra Clara Petacci non ci da notizie e in compenso , per promuovere l’ignorante e irresponsabile squallore di estrema destra , mistifica . Comunque , la categoria di “intellettuale europeo” che richiama Ida Magli è una categoria molto relativa : ad esempio la cultura europea ha espresso anche lo squallido darwinismo sociale delle varie Ida Magli ; oppure la cultura borghese europea ha anche inventato e costruito dall’alto il concetto di “Nazione” tanto caro alle varie Ida Magli e tanto importante per la difesa degli interessi borghesi . Ma la nostra Clara Petacci , riempiendosi la bocca di concetti vuoti come lei come il concetto di “nazione” , mistifica la realtà . Perché la difesa corporativa degli interessi borghesi del nazionalismo fascista che piacciono a lei , non solo è l’antitesi della democrazia partecipativa ma è soprattutto la realtà attuale : solo che , invece che agire a livello “nazionale” , agisce oggi a livello globale. E poi anche la categoria di “intellettuale bolscevico” che la propaganda di Ida Magli chiama in causa è talmente ampia che non vuol dire nulla : quegli intellettuali sovietici conniventi con lo stalinismo erano ad esempio conservatori come Ida Magli.. altri , quelli perseguitati , no . E ancora.. con tutte le critiche e la rabbia che si può provare verso lo Stalinismo , ma affermare che l’Europa neoliberista assomigli all’esperienza sovietica ecco , come dire , queste sono barzellette che si possono raccontare giusto lei Valerio Fiore e Borghezio . E ancora.. certo Napolitano era iscritto al PCI , ma Napolitano e tutto il correntone dei “miglioristi” che portarono alla svolta della Bolognina erano di sinistra come Margaret Thatcher o Gianni Agnelli . Infine la tesi di Ida Magli che “non c’è nessuno, in Italia, che non lavori a ingannare i cittadini” sottintendendo , implicitamente , che invece lei è onesta .. ecco questa ultima tesi è ovviamente esilarante e triste allo stesso tempo : prima di tutto , per fortuna , non c’è assolutamente bisogno di leggere Ida Magli per conoscere le fondamenta a-democratiche dell’Europa e del libero mercato in generale e , soprattutto , qualsiasi propaganda reazionaria , come quelle di Ida Magli , di onesto non ha nulla .

  • istwine

    te lo ha già spiegato AlbertoConti molto bene altre volte che stai dicendo fesserie. ad ogni modo prima o poi porterai qualche serie storica o qualcosa di concreto che metta in relazione aumento massa monetaria e inflazione, o aumento base monetaria e inflazione. così è la solita trita stronzata dell’accademia, la leggi ovunque, è una puttanata. auriti lo spiegò a suo tempo molto bene.

  • istwine

    sia chiaro, se citi zimbabwe e weimar ti dimostri molto ignorante, quindi stai attento a come argomenti.

  • amensa

    sono io che ho spiegato a lui che lui dice coglionate.
    se sei tanto convinto prova a spiegarmi dove sta l’errore in ciò che dico invece di rifarti la bocca con cio che dice chi non capisce una beata sega.

  • mikaela

    squallido darwinismo sociale delle varie Ida Magli ;

    Prima di tutto Charles Darwin non sposò mai le tesi razziste come alcuni hanno fatto pensare,poi leggo che sul piano politico, il darwinismo sociale servì a giustificare il colonialismo, l’eugenetica, il fascismo e il nazismo e mi chiedo che cavolo c’entra un antropologa come la Magli con il darwinismo inteso come soprafazione dei popoli visto che, al contrario di tanti che ci girano solo intorno lei lo dice chiaro e tondo che dobbiamo uscire dall’Euro perche’ sta’ uccidendo la nostra economia arricchendo solo i colonizzatori .

    schiaccia qui e trovi la conferma di quello che ho scritto [it.wikipedia.org]

    Una cosa importantissima che tu non hai capito, e’ che tutti i padroni(destra Sinistra Centro e tutti quelli che stanno al Governo sono d’accordo con il Grande Potere. I servetti invece, per dimostrare la loro fedelta’ al padrone si azzuffano si dibattono e li difendono a discapito della loro stessa sopravvivenza.

    La Magli tutto questo lo tiene molto chiaro nella sua testa e non sta’ risparmiando nessuno facendolo con tutta la grazia che si addice ad una signora di una certa eta’.

    Scoperto l’inghippo, trovata la soluzione,grazie all’aiuto e collaborazione di un onesto e bravo economista il suo dovere d’informatrice lo sta’ facendo ed e’ l’unica dopo Barnard che io sappia.

    Ps.Ma Giulietto quando si decide?Daiiii, convincilo! 🙂

  • tania

    Mikaela ti ringrazio per l’acida arroganza che mi riservi ogni volta ( ti confesso che immaginavo esattamente questo , quando mi avevi dato il “bentornata sul forum” ) .. ma permettimi , se l’avete capito tu e Paolo Barnard come funziona il “vero Potere” , vuoi che non l’abbia capito anche qualche altro centinaio di migliaia di persone almeno … oltre a voi due , molto prima di voi due e senza conoscere voi due? Non preoccuparti , non siete soli : per sapere di monetarismo , BCE , FMI , WTO , Trilaterale , Commissione Europea ecc ecc.. basta leggere ( per fare un esempio , ma ce ne sono tanti altri ) Galapagos su IlManifesto . E che Travaglio sia vergognosamente neoliberista , filosionista ecc.. e che i problemi sono “ben oltre”… e che la sovranità e la democrazia non stanno certo nei vari parlamenti.. ecc ecc.. ecco , guarda Mikaela , mi dispiace deluderti.. ma tutto questo lo sanno bene molte altre persone che non sanno nemmeno dell’esistenza tua e di Paolo Barnard . Per quanto riguarda invece la nostra Clara Petacci ho scritto che è una darwinista sociale perché lo è veramente : lei crede che la scala evolutiva sia applicabile anche socialmente e in cima a questa scala mette necessariamente l’uomo bianco europeo e in fondo alla scala mette ovviamente “l’extracomunitario” , “l’islamico” ecc..ecc.. E’ una squallida xenofoba . E’ tutto qua Ida Magli . E Ida Magli non spiega nulla e non informa di nulla .. fa semplicemente propaganda reazionaria . I motivi li ho spiegati sopra .

  • mikaela

    Tania non ti sto’ riservando nessuna acida arroganza, non entrare nei miei pensieri perche’ e’ l’unica cosa che l’essere umano non puo’ fare.

    Ho risposto a quello che leggo e vedo che la Sig.ra Magli e da piu’ di 1 anni che dice d’uscire dall’euro tanto quanto lo abbia detto Paolo Barnard, che poi tutti gli altri sanno e che nessuno lo ha detto gioca solo a loro favore.
    Devi ammettere che nessuno fra i giornalisti italiani si sia presa la responsabilita’ di mettersi contro la Destra la Sinistra e tutto il resto dei politicanti per paura di perdere quel piccolo tozzo di pane che si guadagnano facendo i servi del potere a discapito del’informazione che dovrebbe essere l’unica cosa da fare visto che hanno deciso di fare i giornalisti.

    Se non altro come hai fatto in passato devi riconoscere che Barnard e’ stato l’unico ad informare negli spazie che il grande potere glia ha lasciato noi cittadini.

    Io non ho letto nessuna firma rispettabile dell’informazione fare le stesse rivelazioni che ha fatto Barnard con nomi e cognomi.

    Ma tornando alla Magli io da quel poco che leggo e vedo su you tube non mi sembra che stia facendo propaganda ma libera e vera informazione cosa che nessuno ha fatto.

    Dai discorsi che sta’ facendo non mi sembra xenofoba, la regolamentazione dei flussi immigratori mi sembra una cosa giusta visto che mette a rischio la stabilita’ dei cittadini di uno stato.

    Sai benissimo che rispetto tutte le religioni e tutti i popoli avendo vissuto tanto per il mondo ma ti posso assicurare che senza controlli e senza una giusta percentuale numerica rispetto alla popolazione italiana l’Italia diventera’ la patria di tutti i diseredati e vittime di altri governi tiranni servi del grande potere.

    Abbiamo visto tutti quanto costa ai cittadini italiani difendere il proprio territorio in queste frontiere aperte, la comunita’ Europea non se ne sta’ facendo carico e gli unici a pagare per i problemi del resto del continete Africano o medioriente e lontano Oriente siamo noi cittadini.

    Io Credo invece che in questo momento cosi’ drammatico per tutta l’economia mondiale la cosa piu’ importante per noi europei e’ quella di riprenderci la nosta indipendenza uscendo dall’Euro e ricostruire la nostra economia, cosa che nessuno dice apertamente , tutti parlano di finanza, azioni, inflazione,debito pubblico, Euro forte ecc. ecc.ma nessuno capisce perche’ siamo alla fame.

    Qui abbiamo un Barnard idealista di quella vera sinistra che non esiste piu’ e la Magli idealista di quella Destra che non esiste piu’ che si incontrano in un pensiero unico con approcci diversi di presentazione.

    Uscire dall’Euro che ci ha uccisi e ripeto sono gli unici, gli altri si aggregano, fanno altre lotte che non porteranno alla risoluzione del problema, tergiversano ma tacciono, si adagiano e aspettano solo per salvare la loro poltrona senza colpire il potere che gli riserva quella poltrona.

    Tu paragoni la Magli alla Petacci (gli slogan sono sempre di grande effetto sugli ignoranti ma non sulla gente pensante)e dimentichi tutto quello che hanno fatto le dittature di Sinistra (che sicuramente conosci teoricamente meglio di me) al loro popoli.

    Cara Tania io sono di sinistra ma l’unica che riconosco e’ il comunismo cubano ed e’ l’unica che puo’ funzionare quando la gente muore veramente di fame, tutte le altre sinistre sono solo un paravento che fa presa sul popolo ma in realta’ sono al servizio del potere e da l’esempio ne sono tutte le isole caraibiche povere ma “democratiche ” dove la gente muore democraticamente di colera,di infezione ai reni di malattie infettive e ancora di piu’ di fame perche’ il potere gli ha tolto anche quei pochi alberi da frutta o i tuberi che dava la terra con il quale i poveri si nutrivano. Ciao M.

  • tania

    cerca su google ” il manifesto Guido Viale IL PREZZO DELLA CRISI ” ( porta pazienza , non so come si faccia a mettere i link .. ) . Riporto un estratto dall’articolo : “..gli Stati hanno ceduto il potere di creare il denaro – il diritto di «battere moneta» – al capitale finanziario. Quasi tutti gli Stati ..si sono pesantemente indebitati con il sistema finanziario..” . Certo nessuno di loro andrà mai in TV , ma questo per dirti che , per fortuna , Paolo Barnard non è solo in queste denunce . E Paolo Barnard ( credo , non ne sono sicura ) Guido Viale , Galapagos , Alfonso Gianni e altri non ne fanno una questione di uscita dall’Europa , ma di uscita da questo tipo di moneta : l’accento è posto sull’euro , sulla sovranità pubblica sull’euro : ci sono mille forme di sovranità pubblica che prescinde dal concetto di “nazione” . A Ida Magli invece non interessano gli ideali della democrazia partecipativa in quanto tali ma , partendo dalla stessa denuncia pone l’accento semplicemente sulla sovranità della “Nazione” Italia per combattere il “complotto dell’immigrazione” . I suoi scritti sono pieni di xenofobia e di esaltazione di un concetto falso e costruito dall’alto come quello di “Nazione” . Ma ogni persona onesta sa che i flussi migratori non sono orchestrati da alcun “complotto” , ma sono semplicemente la conseguenze della classica accumulazione primitiva del capitale , della caratteristica intrinseca al capitale di essere costretto alla “crescita” infinita , alla mercificazione infinita , alla colonizzazione . Ida Magli , per risolvere il problema dei flussi migratori e curare la sua xenofobia , dovrebbe iniziare a denunciare quel capitale “nazionalmente” italiano che sfrutta mano d’opera a 2 € al giorno in giro per il mondo , che privatizza terre risorse e saperi in giro per il mondo .. e che è l’unica causa dei flussi migratori . Per fare i fascisti come Ida Magli non ci vuole nulla : basta strumentalizzare gli argomenti e fare un pò schifo . Molto meglio ( parlando di persone che hanno affrontato lo stesso argomento ) Paolo Barnard , Guido Viale , Galapagos , Alfonso Gianni e tanti altri.. PS : c’è un famoso libro , di Karl Polanyi , “la grande trasformazione” , del 1944 .. che spiega molto bene ( e che parla ovviamente anche della questione monetaria ) come i fascismi del secolo scorso siano stati la risposta delle classi dominanti alla crisi del libero mercato . L’antitesi della democrazia partecipativa che è tutt’altra cosa e che a Ida Magli non interessa : a lei interessa il “complotto dell’immigrazione”.