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FALLITI E SERVI ALLO SBARAGLIO

DI EUGENIO ORSO
pauperclass.myblog.it

Non sono affatto sicuro che Beppe Grillo dice bene, cogliendo la sostanza delle cose, quando si rivolge alla mignatta neoliberale Bersani – apostata del comunismo e capofila politico dei servitori delle Aristocrazie finanziarie nella penisola – in questi esatti termini:
«Si rassicuri, lei non è un fascista. E’ solo un fallito. Lo è lei insieme a tutti i politici incompetenti e talvolta ladri che hanno fatto carne da porco dell’Italia e che ora pretendono di darci anche lezioni di democrazia. Per rimanere a galla farete qualunque cosa. A Reggio Emilia si celebra Pio La Torre mentre si tratta con l’Udc di Cuffaro. Amen.»Non credo che Bersani, con molte altre marionette al servizio del neocapitalismo finanziario, nell’agone politico nazionale, sia da considerarsi soltanto un fallito, e quindi un incapace e un incompetente, frutto di una “selezione inversa” e del depotenziamento della politica in uno stato sempre meno sovrano, perché i padroni globali della classe dominante, che lo tengono saldamente al guinzaglio, non sono disposti a tollerare troppo a lungo, oltre un certo limite, l’incompetenza, l’incapacità, il fallimento, che potrebbero improvvisamente ritorcersi contro di loro e i loro interessi.

Un fallito incapace non è certo il miglior servo, tenendo conto che per le sue “caratteristiche” potrebbe fare dei danni rilevanti anche al padrone, e per giunta, come ben sappiamo, la classe dominate globale è in grado di sostituire i suoi servitori, e fra questi i politici nazionali liberaldemocratici nei paesi sottomessi, senza eccessive difficoltà, quando arriva il momento buono, come è accaduto nel novembre dello scorso anno con Silvio Berlusconi, alla guida del governo.

Senza dubbio il capoccia pidiino Bersani, assieme a molti altri esponenti della sua camarilla politica (e delle camarille apparentemente avverse), ha contribuito a fare “carne di porco” del paese e degli italiani, come afferma Grillo, ma non per mera incapacità, per sconcertante approssimazione, per pressappochismo innato, per pura necessità di sopravvivenza della burocrazia politica (e della sinistra degenerata) che il suddetto rappresenta.

Venendo al dunque, per quanto mi riguarda Bersani potrà essere tutto – un apostata, un imbroglione, un mentitore, un servo dei grandi poteri, addirittura un “ommemmerda”, in compagnia di tanti altri capi e capetti della sinistra neoliberista postcomunista – ma non proprio e non esattamente un fallito incapace, come sembra sostenere con forza l’arrabbiato Beppe Grillo, il quale probabilmente si illude di “sparare sulla Croce Rossa”, o sugli zombie caracollanti, come nei noti filmetti americani del genere.

Considerando che il destino dell’Italia è interamente nelle mani delle Aristocrazie finanziarie occidentali, e che la politica minore liberaldemocratica non ha più alcun potere decisionale effettivo sulle materie che contano (dalla moneta all’istruzione pubblica e alla sanità), Bersani, da bravo e fedele lacchè, sta soltanto eseguendo gli ordini esterni che gli piovono dall’altrove e dall’alto, assumendo comportamenti politici conformi al ruolo che d’autorità è stato assegnato ai leader di partito, a lui e naturalmente agli altri compari nella sua stessa condizione “servile”, senza distinzione alcuna di schieramento parlamentare: dagli Alfano in Berlusconi ai Casini in Caltagirone.

Si illude forse il buon Beppe che questi avversari visibili sul tormentato terreno politico nazionale, “hot line” e livello più basso della catena di comando globalista, crolleranno di schianto quando e se ci saranno le politiche, e si apriranno le porte per un cambiamento “democratico” che rispetti la (sempre più fantomatica) volontà popolare, ma probabilmente così non sarà, perché la regia è esterna e sapiente, la legge elettorale si lascia scrivere, per togliere seggi alle liste di Grillo e darli ai servitori delle Aristocrazie globali, per predeterminare gli eletti e le maggioranze future fedeli alla “linea Monti”, e cioè quelle preconizzate, non a caso, anche dal tristo Napolitano.

In poche parole, se si resta all’interno del sistema, come ha fatto il buon Beppe, accettando le sue regole e partecipando ai suoi riti (in tal caso elettorali), si è già sconfitti in partenza e ci si può pure illudere, illudendo nel contempo milioni di italiani in supposta buona fede, di aver a che fare con ridicoli zombi della politica, con cadaveri che attendono sepoltura, con falliti congeniti, con meri incapaci, facili da sconfiggere e da mettere da parte.

A Bersani è stato assegnato il compito di ingannare gli italiani – assolto finora abbastanza bene dalla sinistra di sistema e da lui stesso – di votare le controriforme del lavoro e del pubblico impiego senza creare problemi a Monti (manomissione dell’articolo 18 e Spending review di tagli a tutto al settore pubblico), riuscendo, però, attraverso funambolismi e menzogne, a trattenere il grosso del consenso dei lavoratori dipendenti e degli statali, e di costruire alleanze politiche, con annessi cartelli elettorali, aderenti ai diktat programmatici euroglobalisti, in continuità con l’attuale governo del Quisling Monti, questo perché è il merdosissimo Pd (e mi si perdoni, una volta tanto, per l’elegante espressione) che dovrà vincere le prossime politiche, con o senza i pur utili compari centristi dell’Udc di Casini/ Cuffaro.

Bersani, esattamente come fanno i suoi pari grado Alfano e Casini, ascolta la “Voce del Padrone”, interpreta i desideri e la volontà della potente Aristocrazia finanziaria, e agisce di conseguenza, commettendo certo qualche errore (errare è umano anche per lacchè e servitori), fino ad ora, però, mai irreparabile, ma, in non pochi casi, raggiungendo comunque gli obiettivi assegnati e salvando così il suo posteriore di servo.

Infatti, finora sono passate senza scossoni sociali rilevanti tutte le misure di Monti, anche quelle che incideranno nella carne viva dei lavoratori pubblici e privati, grazie all’opera del Pd di Bersani, integrata dall’azione della CGIL della Camusso.

A ben vedere, quello che il Padrone ha assegnato a Bersani, e a tutto il suo “pool” di rinnegati sinistroidi, non è un compito facile, e non è certo un compito che può essere assolto da un fallito-incapace, da un totale incompetente nelle (raffinate) arti dell’imbroglio delle masse e della menzogna politica, per le quali Bersani e la nomenklatura burocratico-partitica pidiina sono molti versati.

Si tratta di simulare un blocco sociale rappresentato ed uno straccio di programma politico puntualmente disatteso, in occasione delle prossime elezioni per il parlamento, di trattenere il voto di coloro che sono i più colpiti dalle controriforme montiane – lavoratori dipendenti pubblici e privati, pensionati, precari, eccetera – che, fra l’altro, dovrebbero costituire il grosso della base elettorale di Bersani e del Pd, continuando, però, fino all’ultimo a sostenere con il voto parlamentare il massacro sociale operato da Monti, ben sapendo che una volta al governo si continuerà sulla stessa linea, e le politiche adottate non potranno che essere quelle euroglobaliste imposte dall’esterno.

Ci vuole “mestiere” – oltre che una buona dose di cinismo, di malafede e un’assoluta assenza di Etica – per ottenere simili risultati, altro che “falliti”, cadaveri o zombie!

Certo che per fare cose del genere ci vuole anche una certa dose di incoscienza, e naturalmente un robusta dose di fiducia nella tenuta sistemica complessiva, perché sono proprio i servi come Bersani che “ci mettono la faccia”, che si espongono in prima persona massacrando la popolazione – non le Aristocrazie globali, che li manovrano standosene comodamente nell’”empireo cielo” neocapitalistico! – e se qualcosa andrà male, veramente male (rivolte di massa, insurrezioni distruttive, paese fuori controllo sull’orlo della frantumazione) con buona probabilità saranno loro, per primi, a pagarne personalmente le conseguenze.

Bersani questo lo sa, o almeno riesce ad intuirlo, e ne ha dato dimostrazione nelle sue passate dichiarazioni, riconoscendo il pericolo che corre assieme ai suoi pari-grado: con il solito linguaggio colorito e approssimativo, il pericolo dei “cazzotti” per tutti, politici (cioè lui stesso) e tecnici (ossia la squadra di Monti, venduta dai media come quintessenza “tecnica”).
Ma Bersani sa anche che questo esito è abbastanza improbabile, almeno nel breve-medio periodo, perché gli strumenti di dominazione neocapitalistici hanno agito in profondità, nell’arco di oltre un ventennio, flessibilizzando e rendendo imbecille una buona parte della popolazione.

Lo stesso berlusconismo è servito allo scopo, quale forma italica, peculiare, di idotizzazione della popolazione, della quale ha beneficiato – oltre che Berlusconi per un certo periodo – il sistema nel suo complesso (se ne vedranno ancora per un po’ i frutti venefici) e lo stesso Bersani, con tutto il Pd.

Per questo motivo, reazioni di massa, decise e violente, destabilizzanti, insurrezionali o addirittura rivoluzionarie, sono molto improbabili, e ciò mette relativamente al sicuro i servi politici delle Aristocrazie globali dominanti come Pier Luigi Bersani, il suo compagno di partito Napolitano e il “capo-tecnico” imposto al paese, Mario Monti.

Tutto questo il buon Beppe Grillo dovrebbe capirlo, e quindi dovrebbe sapere che non ha a che fare con pittoreschi zombi, o poveri falliti, ma con professionisti dell’inganno, della menzogna, del nascondimento della realtà al servizio del Nuovo Capitalismo finanziarizzato.
Ma mi viene il sospetto (fondato?) che Beppe Grillo, il quale scrive i suoi post e le sue dichiarazioni “ufficiali” in stretta collaborazione con l’inseparabile Gianroberto Casaleggio, facitore del celebre blog, queste cose le sa fin troppo bene (sia lui sia l’informatico-politico Casaleggio) e se le scrive lo fa unicamente per raggiungere obiettivi politici e di consenso.

Per quanto riguarda l’accusa di “fascismo”, che rimpalla da una sponda all’altra nella polemica Grillo-Bersani, faccio presente che tale accusa ha delle finalità ben precise, simili alle accuse di “comunismo”, di “antisemitismo”, di “populismo”, e via elencando.

Si tratta di accuse infamanti che ovviamente, nella grandissima parte dei casi, non hanno fondamento, ma data la demonizzazione neoliberale e democratica di tutto ciò che non è sistema neocapitalistico e pensiero unico, servono per delegittimare l’interlocutore impedendogli di partecipare al dibattito, un dibattito che deve sempre essere, all’interno del sistema, “politicamente corretto” ed esclusivamente fra veri “democratici”.

Quindi Bersani come del resto afferma lo stesso Grillo, non è certo fascista, così come non è (e ancor di meno, se possibile) comunista, o populista (leggi dalla parte del popolo), o addirittura antisemita (leggi critico nei confronti dello stato d’Israele).

In conclusione, contraddicendo un po’ Beppe Grillo che attacca il segretario del Pd puntello di Monti, Pier Luigi Bersani, oltre a non essere fascista (né comunista, né populista, né antieuro) non è un fallito, perché altrimenti i globalisti lo avrebbero già eliminato dalla scena, e non è un incompetente, nel suo ruolo di servo della nuova classe dominante global-finanziaria, perché fino ad ora ha assolto in modo abbastanza accettabile (senza infamia e senza lode) i suoi compiti principali, che sono quelli di supportare le controriforme di Monti in parlamento, rendere applicabile il programma trasmesso l’altro anno dalla BCE e mentire al popolo italiano, imbrogliandolo.

Il premio del Padroni per il fedele servitore politico Bersani?

In futuro, forse, la presidenza del consiglio dei ministri, con buona pace per il buon Beppe Grillo.

Eugenio Orso
Fonte: http://pauperclass.myblog.it/
Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2012/08/27/falliti-e-servi-allo-sbaraglio-di-eugenio-orso.html
27.08.2012

Pubblicato da Davide

  • lanzo

    Purtroppo concordo in toto con l’articolo. Per quanto riguarda le “reazioni di massa”… Non fatemi ridere, in Italia reazioni di massa non ce ne sono mai state (a parte Cola di Rienzo e Masaniello, ma sono durate pochissimo) MA, se mai ci fossero, ci sarebbe una ben consistente massa di forze della repressione armate contro cittadini disarmati a fargli passare la voglia.
    Informatevi, per 10 posti in polizia si presentano a centinaia di migliaia a fare il concorso. Gli stessi “precari” antisistema, se gli danno 4 soldi, si trasformerebbero in squadracce, felici di manganellare chiunque.
    Gia’ abbiamo la piu’ alta percentuale pro capite di sbirri per ogni cittadino, che le polizie transnazionali, qui non servono proprio. Di morti di fame disposti a massacrare altri + morti di fame di loro, ne abbiamo in abbondanza.

  • Giancarlo54

    Concordo con Orso, Grillo non ha capito una mazza di niente. Accettando di scendere nell’agone elettorale e continuando a parlare di democrazia non si rende conto che è sceso nel campo proprio dei suoi avversari, i quali, magari, gli consentiranno di entrare con qualche decina di deputati in parlamento, ma poi lo “corromperanno” perchè la democrazia corrompe. La democrazia è oramai (per me lo è sempre stata) in mano alle elite finanziarie, sono le elite finanziarie, è il denaro, che decide chi comanda, mica il popolo. Il popolo non ha mai deciso niente e mai deciderà niente. Scendendo nello stesso campo di Bersani, Grillo si è condannato a morte e con lui tutti coloro che credono di poter risolvere qualche cosa andando alle urne a mettere una X su una scheda elettorale.

  • Nauseato

    Sostanzialmente d’accordo e con le parole di Orso (poteva però dire le stesse cose usando un quarto delle frasi impiegate allo scopo) e con le tue osservazioni.

    A meno di allearsi con la criminalità organizzata e no (ma lo scrivo solo per rendere l’idea … non è ovviamente pensabile) qualsiasi forma di insurrezione verrebbe letteralmente spazzata via in 10 minuti. A meno forse di rapporti numerici al di là di qualsiasi realistica immaginazione.

    E non mi si parli della lodevole quanto fantomatica “disobbedienza civile”. Che suona come l’Araba Fenice: che vi sia ciascun lo dice, cosa sia nessun lo sa. Amen.

  • Truman

    Il ragionamento di Orso è corretto, ma strategicamente credo abbia ragione Grillo. Ricordando il buon vecchio Mao, Bersani è un lacchè dell’impero, e l’imperialismo è una tigre di carta.

    Insomma Bersani, rappresentante del partito del vuoto pneumatico, può assumere infinite forme, ma sono solo le forme del vuoto. Si potrebbe dire che o è un genio o è un fallito. E poichè è nostro nemico è meglio considerarlo un fallito. Ma in realtà è solo un monumento alla mediocrità: grigio, amorfo e refrattario come tutta la dirigenza del PD.

    Provo a spiegarmi con altre parole: Bersani ha partecipato con forza alla grande impresa di svuotare da ogni significato il più grande partito del (centro)-sinistra. Adesso ci sono solo macerie da spazzare. E lui fa parte delle macerie.

  • Giancarlo54

    E dimmi un po’, caro Truman, come pensi di vincere l’Impero? Con una X sulla scheda elettorale?

    PS: l’imperialismo è talmente un “tigre di carta”, per citare Mao, che la “creatura” di Mao è stata conquistata anch’essa dall’imperialismo.

  • Primadellesabbie

    Nelle sezioni del PCI, dopo il colpo di stato in Cile, la parola d’ordine era: “state tranquilli se non volete fare la fine di Allende”. E così fecero la fine di Occhetto. Riuscirono a sciogliere il partito con il più alto tasso di gente per bene che il Paese abbia mai avuto, e che da qualche parte potrebbe esserci ancora. I dirigenti allo sbando, sciolti ormai da qualunque etica di riferimento (l’operaio era già stato sostituito da architetti illuminati, femministe ed altri soggetti nel frattempo installatisi), maturarono la necessità di arrivare al governo. Anche perché i nuovi clienti (vedi parentesi precedente) non avevano la leggendaria pazienza dell’operaio. Profittarono del trambusto provocato dalla scomparsa dell’URSS e quando si riaccesero le luci avevano cambiato giacca. E, sorpresa, avevano scelto la giubba di quelli che avevano governato fino a quel momento…forse spostando lievemente i bottoni…

    L’articolo di Orso mi sembra aderente agli sviluppi fino ad oggi. Riguardo a Bersani non so, ma uno che, essendo Ministro, parla di “lenzuolate”…

    Vengo al dunque. Qualsiasi stimolo o “scossone sociale” sarebbe controproducente se nel frattempo non venissero forniti, a questi o a nuovi dirigenti (visto che da soli non ci arrivano) come minimo: a) il soggetto politico di riferimento, dato che l’operaio (almeno quello fin qui immaginato) sembra estinto, capace di far convergere almeno la gente per bene di cui sopra e b) dato che l’intoppo contingente é economico, le iniziative, mai abbastanza spregiudicate e fuori dalle righe, tali da rimediare il disastro, essere tollerabili dalle persone che compongono il Paese, essere inaccessibili agli attuali governanti ed estranee alle “aristocrazie finanziarie”.

    Troppo difficile? Allora mettiamoci l’animo in pace e aspettiamo il simpatico Grillo.

  • guido

    Se proviamo a guardare dall’alto il pantano della cosidetta “politica” ci accorgeremo che anche il Grillo è uno degli attori che partecipa alla recita a soggetto, dove tutti improvvisano seguendo però una traccia predefinita.

    Per grandi linee si deve andare verso la disgregazione politica, economica e sociale: tutti contro tutti.

    Lo scopo è quello di demolire quel che resta della organizzazione nazionale, togliere alla gente le certezze, le credenze e gli usi, i fondamenti del proprio modo di essere, di sentire e rappresentarsi.

    Ci vorranno ancora molti anni di sofferenza e forse anche eventi traumatici prima di arrivare al caos.
    Dopo si vedrà chiaramente, e allora sarà accettata più che imposta con la forza, la struttura che già oggi è in fase di avanzata costruzione.
    Saluti.

  • Nauseato

    😀 … ihihih

  • Primadellesabbie

    Esatto! Posso aggiungere che la scelta dei tempi é perfetta essendosi esaurita l’inerzia che ha mantenuto fin qui equilibri sociali ampiamente sottovalutati ed anche la scelta del Paese avendo gli italiani, a forza di contemplarsi l’ombelico, perso, più di altri contatto con la realtà?

  • tania

    Non si tratta banalmente del fatto che Bersani sia un burattino e i sostenotori del PD degli sprovveduti . Vorrei fare notare che Grillo e i sostenitori del M5S , a parte la retorica , appartengono essenzialmente alla stessa identica cultura . Si tratta della cosiddetta “coscienza democratica” che accomuna il nulla di Grillo/Casaleggio e del M5S e il nulla di Bersani/Repubblica e del PD ( insieme a tutti gli altri ) e che è essenzialmente il pensiero di destra ( libertà per chi ha , per tutti gli altri legalità ) . E se dico “nulla” non lo faccio per essere inutilmente offensiva , ma perché considero la loro “coscienza democratica” veramente priva di sostanza . Insomma , per gli autori anticapitalisti , che si rifacevano all’idea della storia come storia di lotta di classe , la “democrazia” poteva essere solo in quanto “d. consigliare” , “d.popolare” , “d.progressiva” eccetera . La “democrazia” così , senza aggettivi ( quella appunto dei conservatori ) è una formula che non avrebbe senso per un anticapitalista . E ora , appunto , esiste solamente la “coscienza democratica” . E il nocciolo di tutta la questione credo stia nel termine stesso “coscienza” . In quanto “con-scienza” , coscienza significa detenere una scienza , essere depositari di un sapere certo . Avere una coscienza democratica vuol dire allora credere di sapere una volta per tutte cosa sia il “cratos” del popolo . Il fatto è che il cosiddetto “popolo” , altro non è se non una mutevole , perennemente mutevole , molteplicità infinita di gente , cosicchè quando la sua presunta “normalità” viene difesa , tanto più la “normalità” si rivela un principio regolatore del tutto insufficiente . Non esiste nessuna coscienza democratica , non per una questione di volontà , ma perché non può proprio esistere letteralmente .

  • Tonguessy

    Escludendo la X sulla scheda elettorale, quale sarebbe la soluzione definitiva che mette al tappeto l’Impero?

  • Cornelia

    Vabbè, insomma, che dovemo fà? La rivoluzione?
    Sono d’accordissimo: appena la cominciate, arrivo subito.
    Attendo con fiducia.

  • Tao

    L’appellativo “zombie”, per i politici compromessi col capitalismo dei disastri, è del premio Nobel Paul Krugman. Bersani, invece, non lo sa.

    La volete sapere una piccola curiosità?

    Quello che Bersani, dal palco della Festa Democratica, ha definito linguaggio di tipo fascista, ovvero l’appellativo “zombie” ( http://internetepolitica.blogosfere.it/2012/08/bersani-contro-grillo.html ) riferito ai politici, è tutt’altro che un’accusa populista di bassa lega. E’ una definizione usata da Paul Krugman ( http://en.wikipedia.org/wiki/Paul_krugman ) , premio Nobel per l’Economia, in un articolo del New York Times di due anni fa che titola proprio “Quando vincono gli zombies ( http://www.nytimes.com/2010/12/20/opinion/20krugman.html?_r=2&scp=8&sq=zombie&st=Search ) “.

    Sì, il premio Nobel usa proprio la parola zombies. Chissà se Bersani sa chi è Paul Krugman, che invece Grillo e i suoi sicuramente conoscono. Dice Krugman:

    I fondamentalisti del libero mercato hanno sbagliato su tutto – eppure ancora dominano la scena politica oggi più che mai.

    Non vi ricorda tanto qualcuno? Ancora Krugman:

    Per prendere in prestito il titolo di un libro recente dell’economista australiano John Quiggin sulle dottrine economiche che la crisi dovrebbe aver definitivamente sepolto ma che invece vivono, noi siamo ancora -e forse più che mai- governati dall’economia zombie. Perché? Parte della risposta, di certo, è che coloro che avrebbero dovuto sopprimere le idee zombie hanno invece cercato di scendere a compromessi.

    Si, decisamente ci ricorda qualcuno.

    Certo, per Bersani è più facile fare la vittima e strillare che si tratta di accuse fasciste, da web ( http://politicaesocieta.blogosfere.it/2012/08/bersani-contro-grillo-fascisti-del-web-venite-qui-a-dire-che-siamo-zombie.html ), da berlusconiani di ritorno, piuttosto che invitare i propri elettori a leggere e capire Paul Krugman.

    A casa mia, questo si chiama populismo.

    (Grazie a Giorgio dei gufi per la segnalazione)

    Debora Billi
    Fonte: http://crisis.blogosfere.it/
    Link: http://crisis.blogosfere.it/galleria/2012/08/bersani-zombie-non-lo-dice-grillo-ma-il-nobel-paul-krugman.html/1
    27.08.2012

     

  • bysantium

    Come sempre si può sostenere tutto e anche il contario, non ci mancano le idee e le capacità dialettiche per farlo.
    Ma c’è una considerazione, relativamente a Grillo, difficilmente contestabile e cioè che, in questo momento, è visto come l’unica espresssione anti sistema , sicché un suo successo assumerebbe il significato di condanna del sistema ( cosa poi succederà lo scopriremo solo vivendo ma intanto si sarà mosso l’attuale encefalogramma piatto ).
    Quindi, dato che io mi reputo antisistema, non mi perdo in mille elucubrazioni e vado al dunque : da una parte vota chi dice sì al sistema dall’altra chi dice no, come in un referendum, punto!
    Chi si astiene, a mio avviso e in questo momento, tace e acconsente al sistema.
    Dopo aver scritto ciò, credo che chiederò all’amministrazione di Comedonchisciotte di poter cambiare il nickname, che non merito, per cederlo ad uno dei tanti sottili ideologi che in fatto di bizantinismi sono ineguagliabili.

  • Georgejefferson

    Di macerie Mao se neo intende,con i suoi 30 mln di morti,il buon vecchio Mao

  • Georgejefferson

    Basta eliminare fisicamente i dissidenti,Mao insegna

  • Tonguessy

    Norme, regole e convenzioni sociali riguardano la sicurezza e la coscienza tranquilla. “Lo fanno tutti”, “si fa così” rappresentano la medicina preventiva ed efficace per la coscienza sporca….le convenzioni rendono la vita confortevole: proteggono la vita vissuta perseguendo l’interesse personale.
    Zygmunt Bauman “Le sfide dell’etica”
    Basta quindi affiancare ad ogni tematica di interesse personale il concetto di democrazia, et voilà! Coscienza democratica perenne multiuso ready made.
    Il meglio del pressapochismo culturale e della distanza dal potere inteso come servizio reso alla comunità. Consoliamoci….

  • Tonguessy

    Riuscirono a sciogliere il partito con il più alto tasso di gente per bene che il Paese abbia mai avuto

    Causa non poco dolore leggere questa frase. La verità è che Pinochet, burattino sanguinario nelle mani della destra di Friedman ed i suoi Chicago boys, segnò una svolta drammatica nel PCI. Si trattava di scegliere tra finire come i prigionieri torturati dello stadio di Santiago oppure….Occhetto (in estrema sintesi). Evidentemente i vertici del PCI, dopo avere sventato qualche insurrezione armata (Genova 1960 ad es) si accontentarono dell’eurocomunismo. Cioè lo scivolo politico che ha accompagnato il PCI verso gli attuali bassifondi della politica, ovvero il PD, portabandiera di quel neoliberismo che in ogni parte del mondo è sfociato (con varie sfumature) nel regime di Pinochet. E ormai ci siamo.

  • paolodegregorio

    Concordo con le conclusioni di Orso.

    Nel merito della polemica osservo l’aspetto comico e tragico: si attribuisce il termine fascista ad un movimento che ha raccolto 350.000 firme per tre leggi di iniziativa popolare e si ritiene democratico chi tali firme le ha messe in cantina al Senato, senza alcuna discussione parlamentare.
    E le leggi di iniziativa popolare sono previste dalla Costituzione.

    e inoltre…

    Bersani ha perso la testa! Ha dato una visibilità enorme a Grillo e al suo movimento politico, in una fase in cui tutti i media a reti unificate avevano steso un velo di silenzio.
    Come al solito, si è sviluppato un dibattito infinito e confusionario sulla etichetta di “fascisti” data da Bersani al M5S.

    Ma la cosa è semplicissima: nel PD si sono accorti che l’unico che gli può togliere voti è Grillo, e che lo stesso Bersani sarebbe spazzato via, insieme a tutti i vecchi politicanti, dalla proposta di legge del M5S di non essere rieleggibili dopo due legislature (retroattivo), che il M5S è l’unica organizzazione politica in Italia che ha messo per scritto e a disposizione di tutti in Rete il suo programma politico. Piuttosto che discutere di questo programma è meglio demonizzare l’avversario ed insultarlo, come nella migliore tradizione catto-paracul-comunista.

    Dopo aver, per molti mesi, affibbiato inutilmente l’etichetta di antipolitica, e resesi conto, con un certo ritardo mentale, che si trattava dell’unico movimento organizzato che, dopo averne discusso con i suoi iscritti, ha stilato un programma e l’ha messo ai voti, dando una lezione di democrazia a tutti, ecco arrivare all’arma estrema: “FASCISTI”, credendo che questa tecnica, variamente collaudata negli anni passati, possa ancora funzionare.

    Quella di Bersani mi sembra una mossa disperata, segno di estrema debolezza, che taglia i ponti verso qualsiasi rinnovamento e oggettivamente apre alle forze politiche più retrive e conservatrici con cui condivide l’appoggio al governo Monti, per continuare a governare insieme, in nome di una emergenza e di una crisi che non finiranno mai.

    Gli elettori del PD devono rendersi conto che finora hanno votato un partito diviso, con dirigenti inamovibili, incapace di rinnovarsi, bloccato politicamente dalla componente cattolica, dalla rivalità tra D’Alema e Veltroni, che accetta finanziamenti dall’Ilva (98.000 euro) senza spiegare il perché, che ha rinnegato la sinistra ed è oggi pienamente centrista, che non mette in discussione il monopolio delle TV, né la responsabilità del capitalismo nella crisi strutturale che viviamo, e va per questo abbandonato senza rimpianti.
    Paolo De Gregorio

  • Giancarlo54

    Siamo su un forum pubblico……..

  • Giancarlo54

    Non c’è niente da fare. Ripeto quanto detto mille volte: SIAMO FOTTUTI!

  • Giancarlo54

    No, no, no. Chi vota, qualsiasi voto da, sostiene il sistema democratico. Il sistema democratico fonda la sua “legittimità” e le infamie che ne conseguono sul voto popolare. E’ il voto popolare, seppur inutile, che auto legittima la democrazia. I tiranni democratici possono fare tutte le infamie che vogliono tirando, appunto, in ballo la loro legittimazione derivante dal voto popolare che, ripeto, non conta in pratica nulla, ma conferisce ai politicanti la legittimità del “fare”. Ci vota, è complice, punto.

  • Giancarlo54

    La democrazia è una regime come un altro. E come in tutti i regimi umani, dall’epoca delle caverne ad oggi, il popolo non ha mai contato un capzo nell’ambito decisionale. I tiranni traggono la loro legittimità dalle manifestazioni oceaniche, i governanti democratici da coloro che si recano ogni 5 anni alle urrne mettendo una bella X su uno qualsiasi dei simboli presenti. Ma anche in questo caso è chi stampa le schede e mette i simboli sulle schede ad aver in mano il potere.

  • Tonguessy

    Vendi pesci o fabbrichi roulottes? Se vuoi di non sequitur ce ne sono infiniti. Quello che ti ho chiesto, visto che votare non serve a nulla: qual’è il tuo colpo alla mascella che mette KO l’Impero?

  • Skorpio_B3

    Bersani e co è + spazzatura che maceria

  • Skorpio_B3

    Nella cultura italiana uno dei geni è Gabriele Paolini:
    http://www.youtube.com/watch?v=V_DpGvQNvU4

  • Jor-el

    Però, che genio questo Padrone! Ha bisogno di un servo che sembri un rincoglionito e allora, cerca che ti cerca, trova questo intelligentissimo uomo (Bersani), brillante, profondo, carismatico, capace, sveglio, furbo come una faina, che però è abilissimo a sembrare… un rincoglionito! 😀

  • Primadellesabbie

    Lei ha capito e le sono grato di avermelo detto. Cordiali saluti

  • Primadellesabbie

    Non dimentichi l’esempio archetipico! Al secolo Ronald Reagan.

  • zapper

    insomma
    questi hanno cominciato a studiare da bravi bimbi negli anni ’70 e ’80 con i vari segre, macaluso, napolitano (il comunista preferito di kissinger),
    e poi hanno dato l’esamino a londra nel ’94:
    http://archiviostorico.corriere.it/1994/febbraio/26/Occhetto_Londra_piace_padroni_della_co_0_94022611888.shtml

  • Viator

    Ottimo articolo. Il PCI ha smesso di rappresentare gli interessi dei lavoratori già dai primi anni 70, quando ha cominciato ad appoggiare la necessità dei “sacrifici” e dell’ “austerità” e i suoi dirigenti hanno cominciato a mandare i figli a fare i dirigenti bancari.

    Alla fine gli unici che hanno saputo prevedere cosa ci riserbava il futuro sono state la Brigate Rosse quando denunciavano il SIM (stato imperialista delle multinazionali). Il loro linguaggio veteromarxista li rendeva ostici e poco credibili, e invece avevano capito a cosa puntava il processo di ristrutturazione capitalista: una dittatura mascherata del grande capitale che si globalizza per annientare le tutele della classe lavoratrice, legate alla dimensione dello stato-nazione.

    Chi l’avrebbe mai detto…

  • Mondart

    Vediamo di definirlo una volta per tutte questo “impero”: chi sarebbero gli IMPERATORI di tale non meglio definito Impero ???

  • Giancarlo54

    L’unica cosa che so e che votando si sostiene quello che tu chiami “impero” e che io chiamo democrazia. Claro?

  • illupodeicieli

    Se non si è organizzati, se non ci sono i soldi, le campagne elettorali non si possono fare: diceva così anche La Grassa riferendosi al Fli di Fini. C’è da ricordarsi della legge elettorale che con sbarramenti o altri trucchi potrebbe penalizzare ,anzi lo farà, i partiti (simpatici o convincenti e con programmi “validi”) tipo Lega, Idv, M5S o altri. In più c’è il risultato ottenuto dal governo con la campagna sull’evasione fiscale che scinde un elettorato che dovrebbe capire chi è il nemico e quali siano le cose da fare: così facendo il commerciante che fa credito al pensionato, è il nemico del pensionato e voterà Pd. Mentre il commerciante, che voterà Lega o Pdl, non lo fa perchè è nemico del pensionato. Grillo poi perderà o non avrà abbastanza se l’attenzione verrà spostata da lui ad altri, Pd compreso.

  • Tonguessy

    Bella logica, non c’è che dire. Sei tu che hai tirato fuori l’Impero:
    E dimmi un po’, caro Truman, come pensi di vincere l’Impero? Con una X sulla scheda elettorale?
    e adesso salta fuori che sono IO a tirarlo fuori? Solo critiche distruttive, leggo. Nessuna proposta sensata.

  • Aloisio

    invece bersani è proprio un fallito.Anche se ha un po’ di potere,è un fallito.
    Uno che si mette in politica per fare gli interessi della gente,anzi della gente meno abbiente, e poi svende tutto per interesse proprio è un fallito. Anche se diventasse miliardario e diventasse il presidente del parlamento europeo o dell’Onu, rimarrebbe un fallito .Quindi,per me, Grillo ha detto giusto.

  • Giancarlo54

    Sopravviverò alle tue critiche e alle tue proposte “sensate”.

  • Truman

    Provo a rispondere a due domande.

    Tonguessy:

    Escludendo la X sulla scheda elettorale, quale sarebbe la soluzione definitiva che mette al tappeto l’Impero?

    Intanto la X sulla scheda elettorale non è esclusa a priori. Se ci sono le condizioni (candidato valido, partito non putrefatto) si può anche votare.
    Poi la soluzione definitiva non esiste. Quando i cittadini si disinteressano della politica, pensando di aver delegato qualcun altro, prima o poi il loro potere svanisce. Solo con una cittadinanza attiva c’è qualche speranza.

    E allora il primo obiettivo è l’informazione. E’ quello che facciamo qui (e sul blog di Grillo): lottare contro l’imbecillità con le armi dell’informazione, anche se a volte è dura.
    Poi si applica Sun Tsu: “Chi si trova in condizioni di inferiorità deve resistere”. E anche qui Grillo risponde bene quando dice “non ci arrenderemo mai”.
    La strategia da adottare è suggerita dai no-global: “pensa globalmente e agisci localmente”.
    Allora bisogna combattere i Quisling dell’impero. Oggi il primo nemico è Monti e il secondo è Draghi.
    E poi i potenti ci danno in continuazione ordini impliciti, del tipo “evitare i pagamenti in contanti”, disapprovare gli evasori, guardare in cagnesco i cinesi che ci rubano il lavoro (o i rumeni, o i polacchi).

    Bisogna riconoscere questi tentativi di dare ordini e disubbidire. Disubbidire quanto più possibile. Evitare di guardare lo sport, tornare al contatto diretto con la realtà, se possibile coltivare un pezzetto di terra o un giardino, prendersi tempo per riflettere, santificare le feste con la meditazione invece che con lo shopping nei centri commerciali.
    E poi bisogna aggregarsi, organizzarsi in gruppi e movimenti, trovare geometrie variabili difficili da infiltrare, confrontarsi, agire anche nelle minuzie, frequentare le conversazioni di bar e insinuare il dubbio nelle persone.
    Ci potrebbe essere molto altro, ma qui serve l’inventiva sterminata di miliardi di persone. (Però dimenticavo che bisogna mantenere in allenamento l’immaginazione, la capacità di inventare soluzioni ai problemi della propria vita).

    Mondart:

    Vediamo di definirlo una volta per tutte questo “impero”: chi sarebbero gli IMPERATORI di tale non meglio definito Impero ???

    Ho già spiegato su che non è prioritario sapere chi sta al vertice, bisogna combattere chi lo rappresenta localmente, i vari Monti e Fornero, ma anche Bersani e Camusso.
    Comunque ci doveva essere un articolo di Paolo Barnard sui pochi nomi dei potenti del mondo, se serve lo rintraccio. Anche un elenco dei partecipanti al Bilderberg è valido come esempio.

  • Truman

    Cornelia, riposa tranquilla, la rivoluzione non si fa. Ma qualche bella rivolta potrebbe essere educativa per il potere.

  • Georgejefferson

    Certo,e’il punto di vista…riguardo agli ideali,umani,politici in senso alto del termine e’un fallito…dal punto di vista del servilismo ai rentiers…e’un riuscito,per loro ovviamente

  • siletti86

    Articolo di grande lucidità e semplicità! Complimenti ad Orso.

  • Aloisio

    Giusto ! Purtroppo i politicanti sono le marionette dei finanzieri apolidi si trasformano facilmente in “comici”, l’essenziale è mantenere il “potere”.
    “Haec omnia tibi dabo, si cadens adoraveris me!”, .

  • ws

    si e’ in realta’ e’un “sistema”.”impero” ( bao, amerikano, “turbocapitalista” ect…) e’ la sua evidente forma politica con cui si sta manifestando alla massa meno sprovveduta..

    ed essendo questa una discussione politica ” impero” puo’ andare

  • ws

    Se ci sono le condizioni (candidato valido, partito non putrefatto) si può anche votare.

    si ma giusto per buttare un sasso nell’ ingranaggio e solo finche ‘ resta un “sasso”,

    perche’ ,se questo ennesimo “antisistema” non e’ ( come quasi sempre .. vedi di pietro :-)) allevato dal e nel ” sistema ” ,la “storia” ci mostra che COMUNQUE il sistema” e’ finora riuscito sempre ad incapsulare ” il sasso” , generalmente :

    1) comprandolo ( e trasformandolo in lubrificante .. come il PD , LEGA ect..:-))…

    2)le restanti volte , quando la 1 non riesce , semplicemente eliminandolo e spesso trasformadolo pure in un educativo “baubau” per le “masse”

  • mincuo

    Non so Aloisio quanti di quelli che si mettono in politica lo fanno per fare gli interessi della gente. Però adesso che tu mi assicuri che gran parte lo fa per quello, mi sennto più tranquillo.

  • bstrnt

    La democrazia corrompe?
    Bisogna capire che cosa si intende per democrazia; quelle occidentali non sono democrazie, ma solo bieche plutocrazie criminali!

  • gm

    Per quanto riguarda grillo e il M5s, dopo la sorpresa delle ultime amministrative, potete esser certi che tutta l’infame accozzaglia dei partiti farà carte false per metterlo in condizione di non nuocere alle prossime politiche (sempre che non saranno quantomeno rinviate a data da definirsi) o di nuocere il meno possibile.
    Se grillo e il M5s non fosse solo un movimento di opinione qual è, con forti venature di semplice “rifiuto” di questa classe politica (giusto, ma non basta) e di moralizzazione politica (giusta, ma non basta), forse potrebbe svolgere la funzione di utile vettore della protesta popolare per scardinare e mandare al macero questo ignobile governo assieme a tutti i suoi infami sostenitori di tutti i colori (da alfano a vendola e passando anche per qualche demagogo ex magistrato dalle mani molto sporche).
    Purtroppo non credo che sarà così e, ammesso che una nuova legge elettorale fatta ad uso e consumo della casta politica attuale, non riesca a vedere la luce prima delle nuove elezioni o , comunque, non riesca ad arginare il fenomeno, il M5s prima svolgerà semplicemente il ruolo di semplice raccoglitore e contenitore di elettori malcontenti dei vari partiti, poi o sarà stritolato allo stesso modo della fu “lega nord” o di movimenti simili oppure si auto dissolverà.
    Se grillo, oltre alle sue esibizioni (anche divertenti) sui palchi, fosse capace di fare quello che nessuno oggi fa (mobilitare le masse nelle città di tutta italia, organizzare proteste di massa anche dure) forse avrebbe qualche chance in più di non essere sopraffatto dalla melma in cui invece finirà probabilmente impantanato come tanti altri prima di lui.
    Tuttavia, poiché questo offre il convento, possiamo solo sperare che il M5s contribuisca, anche suo malgrado, al COLLASSO POLITICO di questo sistema politico italiano particolarmente ignobile e disgustoso rispetto anche a tutti gli altri analoghi sistemi europei.
    Un sistema (di classe e falsamente democratico) che però si vanta di legittimarsi tramite il “consenso elettorale” è anzitutto necessario demolirlo proprio sul terreno “elettorale” dal quale pretende di attingere la sua legittimazione.
    Perciò, un rifiuto esteso del voto sarà l’arma migliore per raggiungere questo (primo) risultato di DELEGITTIMAZIONE.
    Ma anche una significativa affermazione di movimenti come quello di grillo potrebbe essere d’aiuto a determinare questo COLLASSO POLITICO del sistema!
    Si potrebbe obiettare che, anche in presenza di una estesa astensione dal voto, il sistema comunque avrebbe i mezzi per legittimarsi in quanto, pur sostenendosi su forze politiche che rappresentassero solo su una minoranza del popolo, se queste forze risultassero formalmente vincenti sarebbero di per sé sufficienti per formare un nuovo legittimo governo.
    E’ vero e, infatti , è motivo di ulteriore repulsione verso questa cosiddetta “democrazia” che non siano fissati per legge dei parametri di rappresentatività tali da invalidare un’ elezione quando le forze politiche, nel loro complesso, non ricevessero il voto della maggioranza dei cittadini aventi diritto di voto.
    Tuttavia è evidente che, nella sostanza se non nella forma, il sistema sarebbe delegittimato e qualunque governo fosse formato sarebbe espressione solo di una sostanziale “dittatura” che non potrebbe non diventare maggiormente odiosa alla grande maggioranza del popolo. Un evento sconvolgente del tipo di questo ipotizzato e auspicato, sarebbe quindi solo il primo, fondamentale passo per una maggiore presa di coscienza da parte delle masse popolari sull’illegittimità del potere e, quindi, sulla via di un ancora maggiore e più incisivo sconvolgimento del potere capitalistico-finanziario che ci attanaglia e attanaglia tutta l’europa.

  • gm

    Al commento di Viator (leggere più sotto) vorrei rispondere: forse se le BR anziché fare i “signori della guerra” avessero maggiormente sostenuto le lotte popolari non avrebbero fatto la fine che hanno fatto. Senza volerli considerare dei “fascisti rossi” come diceva il vigliacco PCI del tempo e nonostante forse avessero intuito dove voleva andare a parare il capitalismo, diciamoci la verità: non sono stati capaci di incidere minimamente nella realtà. Forse non c’erano le condizioni mentre ci potrebbero essere oggi (o domani), forse le loro analisi erano troppo viziate da concetti vecchi, resta il fatto che erano troppo dediti a una guerra solitaria contro altri “signori della guerra” e forse furono anche strumento della strategia di alcuni servizi segreti di paesi dell’est (es. i servizi cecoslovacchi e/o quelli della ex germania dell’est) che mal sopportavano gli orientamenti berlingueriani che , se per loro rappresentava un cuneo micidiale per la distruzione del sistema di tutti i paesi vicini alla russia e della stessa russia (cosa puntualmente verificatasi), da noi ha portato quel partito ad essere quello che oggi abbiamo sotto gli occhi: un partito passato armi e bagagli alla peggiore fazione capitalistica interna (quella che ci lega mani e piedi al carro americano e a quello della merkel), agli ordini delle politiche aggressive della Nato e totalmente borghese nei suoi componenti come nei suoi programmi che, nel migliore dei casi, sono solo falsamente tinteggiati di populismo. Questo partito è diventato ed è oggi il principale nemico delle classi popolari (e in questo termine includo anche almeno alcuni strati della classe media oggi sempre più depauperata) assieme e forse ancora più dello stesso Pdl.

  • Tonguessy

    hmm…forse hai sbagliato a collocare la mia domanda, che si rifaceva a quanto sostenuto da Giancarlo54. Quello che volevo dire che se è utile dare delle proposte sensate (come quelle che hai dato tu e che mi trovano d’accordo) è inutile (o utile per versi a noi controproducenti) demolire un sistema senza averne prima previsto un altro. Che poi è l’accusa che muovo allo stesso utente. Disubbidire è un obbligo morale dato che il sistema è basato sull’ubbidienza. Ma bisogna avere ben chiari i motivi delle disubbidienza, per dare senso ad un tipo diverso o opposto di ubbidienza (a favore dei prodotti locali, ad esempio, o a favore della diversità culturale, biologica, politica).

  • Truman

    @Tonguessy: si, la collocazione della mia risposta è discutibile, ma mi interessava rispondere ad una domanda che era rimasta senza risposta. In particolare mi interessava chiarire che tale domanda era errata.
    Per il resto credo che siamo abbastanza allineati.

  • castigo

    però intanto non hai risposto…. qual’è la strategia che proponi per abbattere l’impero??

  • Jor-el

    Il problema delle Brigate Rosse è che il loro progetto politico prevedeva, come obiettivi intermedi una spaccatura VERTICALE dell’apparato del PCI (una linea rivoluzionaria si fa strada fra i militanti del partito, per sintetizzare) e una spaccatura ORIZZONTALE del sindacato (operai che si ribellano ai dirigenti, per sintetizzare). Questi due processi non si sono verificati, il blocco PCIsta ha tenuto e, anzi, ha collaborato fattivamente con polizia e magistratura per distruggere il movimento rivoluzionario. Le BR, isolate, non hanno potuto fare altro che andare allo sbaraglio, a un confronto militare diretto, con tutto quel che ne consegue (infiltrazioni, delazioni, tradimenti, pentitismi, manipolazioni esterne). L’errore delle BR è stato non contare affatto sul movimento rivoluzionario e puntare tutto sul ravvedimento di una parte del PCI. Alla fine, i PCI ha usato le BR per distruggere il movimento rivoluzionario. Gli amici americani hanno provveduto a completare l’opera irrorando il sociale con una valanga di eroina proveniente dai “combattenti della libertà” jhaidisti loro alleati contro l’URSS in Afghanistan. Così, un’intera generazione politica è andata in malora.

  • gm

    certo, quelle che indichi sono alcune delle ragioni del loro fallimento.
    Ma all’origine di tutto credo che ci fosse un’errata lettura del carattere “rivoluzionario” della classe operaia. Secondo me questa classe, pur essendo importante per qualsiasi processo di superamento del capitalismo (ma siamo ancora in un sistema semplicemente capitalistico?) non ha più da tempo (anche ai tempi delle BR) alcuna funzione demiurgica. Nè credo che ce l’abbia il cosiddetto “operaio sociale” di negriana memoria. Forse La Grassa (“conflitti e strategie”) è riuscito a cogliere meglio di altri i caratteri peculiari del moderno (o dei moderni) capitalismo. Ma anche le sue teorie mi convincono solo in parte perché mi sembra che metta troppo l’accento solo sui conflitti interni ai vari poli capitalistici sostanzialmente trascurando le “masse popolari” ( almeno fin quando, a suo dire, i vari gruppi capitalistici non si scanneranno di nuovo tra di loro in una nuova fase “policentrica” tipo quella che si verificò nel periodo delle due ultime guerre mondiali) e preferendo puntare l’attenzione sui “ceti medi” (che, credo anch’io che dovrebbero essere almeno in parte coinvolti in un qualche processo di trasformazione sociale). Comunque, mi sembra che, a meno di soprese storiche, per la costruzione di un moderno partito rivoluzionario (con o senz armi) siamo purtroppo a zero o sottozero.