FACCIAMO COME LA GRAN BRETAGNA, DISSE L'ITALOPITECO

FACCIAMO COME LA GRAN BRETAGNA, DISSE L'ITALOPITECO

DI PAOLO CARDENA'

vincitorievinti.com

Alla luce del risultato del referendum in Gran Bretagna (per l’analisi del qual quale, considerando le profonde implicazioni, mi riservo qualche ora di ulteriore ragionamento prima di produrre un post più articolato), non poteva mancare l’Italopiteco che chiama il referendum anche in Italia.
Semplicemente impossibile. Scordatevelo. Pensatene un’altra.
Ieri, proprio mentre si votava in Gran Bretagna, l’indice FTSE 100 della borsa di Londra era sui massimi da novembre, come se nulla fosse, salvo poi precipitare oggi alle luce del risultato.

In Italia, questa calma (apparente) sarebbe impossibile, per il semplice motivo che il nostro paese non è la Gran Bretagna e non ha la sterlina, ma l’euro, ossia la moneta contro la quale il referendum verrebbe indetto.
Se venisse indetto un analogo referendum in italia (è evidente che il referendum sarebbe contro l’euro), già fin dalla decisione della data (cioè molti mesi prima), i mercati venderebbero debito italiano (e non solo) facendo schizzare lo spread e il costo del debito.
Come già scritto più volte in questo sito, nessun investitore sano di mente si sognerebbe mai di investire nel debito di un paese che, dalla sera alla mattina, potrebbe essere ridenominato in una valuta che incorporerebbe un valore inferiore rispetto a quello della valuta originaria. Quindi, perché rischiare? si chiederebbero gli investitori. E con un semplice clic sul pc dall’altra parte del mondo, venderebbero tutto il debito pubblico italiano (e non solo debito pubblico) che hanno in portafoglio e abbandonerebbero l’Italia.
Accadrebbe che l’Italia, che deve rinnovare ogni anno circa 400 miliardi di euro di titoli di stato, non avrebbe più investitori disposti ad acquistare titoli di stato; quindi farebbe default nel giro di qualche mese, ad essere ottimisti. Il che porterebbe a rilevanti conseguenze sociali, economiche, con riflessi sulla stabilità finanziari e sull’ordine pubblico. Insomma non esisterebbe nemmeno una serenità sociale necessaria per garantire il corretto svolgimento del referendum
Tenuto conto che che le banche italiane hanno in portafogli oltre 400 mld di titoli di stato, le vendite del debito italiano da parte degli investitori esteri metterebbero sotto pressione tutto il mercato obbligazionario, e i titoli di stato perderebbero di valore. Tutto ciò si rifletterebbe sui bilanci delle fragili banche italiane, aggravando in modo esponenziale una situazione già di per sé complessa.
Giova appena ricordare che la crisi dello spread del 2011, iniziò con la Deutsche Bank che vendette appena una decina di miliardi di titoli di stato, a cui seguirono vendite più massicce da parte di altri investitori istituzionali esteri.
In questa ipotesi (cioè nel caso di referendum) i multipli sarebbero assai superiori, e per un lasso temporale molto lungo, visto che per preparare un referendum occorrono dei tempi abbastanza dilatati. Durante il periodo di “gestazione” del referendum, il debito italiano sarebbe esposto a livelli crescenti di stress anche in ragione ai risultati dei sondaggi referendari. In questo lasso di tempo (assai lungo), l’Italia, essendo ancora nell’euro, non potrebbe neanche contare su una banca centrale nazionale idonea ad acquistare debito, sostituendosi così agli investitori esteri (cosa che invece potrebbe fare e magari farà la Bank of England).





Commenti (40)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 20 caricati
    1. consulfin 25 giugno 2016

      D'accordo sulla scarsa gestibilità del referendum: per decisioni simili si deve essere tempestivi.

      Qualcosa in più però l'Autore avrebbe potuto prenderlo in considerazione.
      Conseguenze sociali? Ma qui stiamo assistendo alla riduzione dell'aspettativa di vita! Quali altre conseguenze peggiori conosciamo?
      Crolla la borsa di Londra? non direi. O, meglio, non ancora: a febbraio, i valori della borsa di Londra erano più bassi di ieri. Ha perso molto di più la borsa italiana (quasi il 400% in più) ma non può essere colpa del Brexit se siamo più vulnerabili, sono convinto che questa nostra debolezza sia molto più ascrivibile alla nostra presenza nell'UE che non alle scelte di uno stato estero. Ad ogni modo, la borsa italiana ha perso quanto guadagnato con la morte di Cox: guadagni fatti su un cadavere. In altri termini, farina del diavolo.
      Dice, tutti vendono i titoli di stato italiani, i prezzi crollano, gli interessi salgono.
      Tutti vendono, è impossibile. Ci devono essere compratori per fare una compravendita, non bastano solo i venditori. Se si verificasse davvero il panico paventato dall'Autore, chi mai potrebbe pensare di comprare? Ergo, per i titoli italiani non ci sarebbe più mercato, a nessun prezzo. Eventuali compratori vorrebbero uno sconto fortissimo: quali operatori finanziari potrebbero essere diposti a sopportare perdite ingenti sul capitale? I privati cosiddetti cassettisti probabilmente no, ed ecco che ci si preoccupa delle fragili banche italiane. Allora io dico che, se si fosse in procinto di affrontare un evento simile, tanto varrebbe cogliere l'occasione per togliersi dalle scarpe tutti i sassolini, banche e sistema finanziario compresi, permettendo così la nascita di una "nuova era", con banche finalmente al servizio della collettività (detto tra noi, che bello sarebbe se, ad un certo punto, in pieno panico, potesse spuntare per interposta persona una manina pubblica disposta a comprare, che so, buona parte dei titoli a sconto del 50%: questo sì che sarebbe un bel caso di riduzione del debito!). Ma nel frattempo bisogna finanziarsi e questa è una gatta da pelare: la soluzione del referendum sarebbe dannosa, non c'è alcun dubbio, anche perchè la partita non sarebbe finita col referendum ma bisognerebbe aspettare il tempo necessario per "riedificare" tutto il sistema-Italia ex UE (e se ci mettiamo tanto a fare la Salerno-Reggio Calabria, figuriamoci...).
      Gli interessi salgono? Se i corsi scendono... Però per i titoli a scadenza. Qui bisognerebbe vedere la durata media del debito italiano che adesso non ricordo e non ho tempo per controllare. Sugli altri titoli non succede niente.
      A questo punto bisognerebbe anche prendere in considerazione le possibili conseguenze dell'uscita dall'UE. È chiaro che, se si sceglie di uscire, lo si fa perchè dentro si sta male, quindi ci si aspetta che una volta "fuori" le cose vadano meglio (l'andamento della bilancia dei pagamenti dall'entrata in vigore dell'euro ci potrebbe dare una mano nella valutazione) e se andassero meglio (ma potrebbe andare peggio di come sta andando?) gli impegni finanziari si potrebbero affrontare con minore sforzo, anche in virtù della riforma del sistema bancario cui accennavo sopra.

    1. ProjectCivilization 25 giugno 2016

      La Crisi Economica NON E' un fenomeno naturale .

      Ma il popolano piegato alla religione la accetta come fenomeno naturale .

      L'Economia non ha misteri , tu fai un lavoro utile , e sei piu' ricco .

      Se non vivi da solo...e' il gruppo che deve fare un ventaglio di lavori utili , a favore di tutti i componenti .

      Senza tassarli....indebitarli....multarli....bollettarli....votarli....fatturarli....scontrinarli....

    1. spadaccinonero 25 giugno 2016

      se hai un debito di un milione la banca ti possiede, se hai un debito di MILIARDI sei tu che possiedi la banca...


      mi raccomando fatevi sempre lavare il cervello dalla televvvisssione
    1. Tanita 25 giugno 2016

      "Giova appena ricordare che la crisi dello spread del 2011, iniziò con
      la Deutsche Bank che vendette appena una decina di miliardi di titoli
      di stato, a cui seguirono vendite più massicce da parte di altri
      investitori istituzionali esteri
      ".

      Rieccoci con gli assiomi dogmatici che discendono dalla volontá divina del Dio Mercato: "la crisi dello spread del 2011".

      Lo "spread", signore, é uno strumento di terrore di massa, una variabile controllata e stabilita a seconda delle convenienze dei Market Makers, che sono tutt'altro che divini. Si manovra ed utilizza allo scopo del saccheggio.

      Basta vedere gli spread a confronto per rendersene conto.

      "Il Mercato" non é un'entitá assettica di evoluzione oggettiva.

      "La Crisi" non é un fenomeno naturale.

      E via dicendo.



    1. maristaurru 25 giugno 2016

      concordo al 100% e temo che di tempo ne sia rimasto poco, come poco è rimasto da dare

    1. ProjectCivilization 25 giugno 2016

      Insomma ...il sistema non la corrompe....perche' non le da abbastanza...e lei e' libero di orientarsi in altro modo . Lo fara' ?

    1. RenatoT 25 giugno 2016

      non ho la televisione da almeno 16 anni...


      Anche tutti gli altri stati hanno un debito pubblico e il signoraggio applicato... ma se la pa si sorregge non sul lavoro ma sulla clientela.... si ha il disastro.. signoraggio + debito bruciato nel nulla.
    1. totalrec 25 giugno 2016

      Non capisco perché tanta gente sia fissata coi referendum. Cioè, lo capisco benissimo: perché è così che ci hanno abituati a ragionare. E' evidente dalle passate consultazioni dello stesso tipo, e lo sarà ancor di più con quella britannica, che non è il referendum il sistema per uscire da questa prigione. Ci vogliono altri e più spicci sistemi.

      (GF)
    1. mago 25 giugno 2016

      vero al 100 per 100...quando non avremo piu`nulla da svendere e o saremo talmente poveri da non pagare gli strozzini ci daranno il benservito,possiamo solo fare tesoro di cosa succederà alla Grecia compagna di cordata-


    1. clausneghe 25 giugno 2016

      Quindi il signor Cardenà ci dice che è impossibile uscire da questa gabbia che è la UE pena ulteriori casini e impoverimenti,

      Si dimentica che l'unica cosa impossibile in questo mondo è sfuggire alla morte, alla quale ogni vivente è destinato. Il resto sono ciance, in specie le leggi, poichè l'uomo le fa e l'uomo le disfa.Poi per scendere nel personale, a me questa UE non può portarmi via più niente, mi ha già preso tutto, o meglio, mi ha lasciato senza lavoro e senza reddito.
      Cosa volete che me ne freghi dei grassi banchieri o dei loro servi e servucoli?
      Vadano al Diavolo assieme a tutta questa UE dei miei cog..ioni.

    1. KATANGA 25 giugno 2016

      se si ha un dente marcio e non ci sono dentisti si lega il dente a una pietra e si tira!

      se poi la pietra colpisce la moglie e rotolando ammazza la nonna IL DENTE VA TOLTO!!!!!COMUNQUE!
      in questo caso il dente marcio e' gia' infetto e non ci sono dentisti ne pietre,
      A MANO, A STRAPPO.... MA VA TOLTO! SE NO SI MUORE!
    1. SerUgo 25 giugno 2016

      Caro Renato mi permetto di darti un consiglio sempre se credi di poterlo accettare, altrimenti puoi cestinarlo e continuare nelle tue convinzioni, gurdando il dito mentre si cerca la luna.

      Ti consiglio di cercare in rete i video e la vita del Professor Giacinto Auriti in primis, poi il purtroppo defunto Avvocato Nando Joppolo, Professor Nino Galloni, Professor Antonio Maria Rinaldi, Avvocato Alfonso Luigi Marra, Avvocato Giuseppe Palma, Avvocato Marco Mori, Marco Saba, e se poi hai una mente aperta e curiosa ne troverai altri di esperti in rete che ti potranno spiegare i motivi e le vere ragioni del fantomatico debito pubblico.
      Ultimo consiglio garatisco sempre con molto rispetto,
      Spegni la televisione ed accendi il cervello, vedrai un mondo che forse prima non conoscevi.
      Buona Vita, con sincero Affetto Umano
    1. PietroGE 25 giugno 2016

      Oddio, l'autore non ha tutti i torti, un referendum chiamato solo dall'Italia avrebbe conseguenze molto gravi dal punto di vista finanziario..e magari poi gli italiani votano per restare in Europa, il danno e la beffa.

      Questo però non ci risparmia le stesse conseguenze se un altro Paese, Francia o Olanda, decide per il referendum. Uno può girare la frittata come gli pare, con un debito del genere l'Italia non andrà mai da nessuna parte. Una ristrutturazione del debito dovrebbe essere uno scenario da preparare, anche se con la dovuta discrezione.

    1. SerUgo 25 giugno 2016

      Perfetta risposta che finalmente fá luce sulla barbara, stupida, mediocre credenza imposta nelle nostre impoverite menti riempite di concetti totalmente inesistenti nella vera realta della vita.


      Questo signor dottor Cardená e la sua categoria sono coautori del problema e lui si permette di fare pure la parte del professore che ci redarguisce come bambini.

      La miseria umana nel mondo banco-finanziario é talmente vasta, che mi da forti conati ogni volta che la sento blaterare.

      Ripeto cocordo con la Tua risposta, sperando che altri orgogliosi ITALIANI si ergano a difesa di una Nazione che prima della ascesa di questi fantomatici dottoroni era la 7° Potenza Economica Mondiale, 3° in Europa. Se lo ricordi Dr. Cardená lei e la sua schiera di illuminati colleghi di merende.
    1. RenatoT 25 giugno 2016

      Si festeggia quando vengono piazzati qualche miliardi di titoli e poi ci si lamenta che il debito sale.

      Quale investitore darebbe soldi allo stato italiano che notoriamente è basato sulla corruzione e le clientele. Milioni di dipendenti della PA che tra parenti, amanti e amici raggiungono forse il 50% della popolazione.
      Un debito pubblico che è espressione di tutti gli stipendi/pensioni/corruzione degli ultimi 50 anni.. prestati, non meritati e quindi non guadagnati. Non si rendono conto che tutti i beni terreni delle loro famiglie, hanno solo aumentato il debito e prima o poi andranno restituiti.

      Meglio che questo avvenga subito su 2200 miliardi invece che fra qualche anno, magari su 3000... tanto li si arriverá... la baracca si regge solo sul debito... e si sa che chi ha solo debiti e di fatto non produce nulla... a parte le clientele, deve fallire.
    1. SerUgo 25 giugno 2016

      Buongiorno al Dr. Cardená,

      Affermato Private Banker e Consulente Finanziario come si fregia definire nel suo Blog.
      Io Italopicoteco ringrazio L' Esimio Dottore per l' approfondita analisi data al Paziente Italia,
      noto la dovizia di sintomatologie esposte di questo gravissimo malato, ora sempre nella mia mente Italopicoteca sorge una irrefrenabile domanda per L' Esimio Dottore.

      Ma qual' é la cura che questo luminare della medicina finanziaria somministrerebbe al sudetto
      Paziente?
      Che sempre ragionando da Italopicoteco credo sia realmente troppo ma troppo " Paziente " verso certi suoi suppostamente illuminati e purtroppo abitanti.
      Con speranzosa umilta Italopicoteca attendo di essere erudito da cotanta mente illuminata.
      Ringrazio per la preziosa pazienza nel leggermi e resto in religiosa attesa.


    1. Luposolitario 25 giugno 2016

      .....eppure non è difficile da capire!! Concordo pienamente.

    1. ProjectCivilization 25 giugno 2016

      Noi che non siamo predatori massoni , non abbiamo nessun motivo per prestare attenzione alcuna alle borse . E lo dice un ex tecnico di investimenti in titoli . La borsa e' il nulla , e gli indici ...ancor meno....

    1. annibale51 25 giugno 2016

      Gioverebbe ricordare al sig. Paolo Cardenà che lo scenario da lui descritto prima o dopo accadrà! Referendum o non Referendum i famosi mercati da lui citati guarderanno solo al CAPITALE. Nel nostro caso caro Paolo sarà la Germania stessa a dirci fino a quando potremo rimanere nell' euro. Da perfetta STROZZINA (ti basta la vicenda Eurobond per capire Paolo? o ci speri ancora? ti basta il caso del pesos argentino legato al dollaro in cambio fisso degli anni 90? siete, te e gli altri europeisti, così duri di comprendonio per non capire la cretinata dell' euro-marco? o avete deciso che saremo schiavi dei tedeschi? perché caro Paolo ho la sensazione che ci permetteranno di rimanere nell' Euro fino a quando ci saranno CAPITALI da IPOTECARE! Il giorno che saranno finiti (in mancanza di crescita quanto manca?...qualche annetto forse?) la bella Germania ci darà un bel calcio nel sedere...SEMPRECHE' NON VOGLIA RIDURCI ALLA SCHIAVITU', quella vera! Hai capito te e tutti gli altri genietti di questa Europa? CI SIETE O CI FATE?

    1. Toussaint 25 giugno 2016

      Assolutamente d'accordo. In tanti l'hanno già detto. Un referendum Italexit sarebbe impossibile da indire per le ragioni ben espresse, fra gli altri, dall'autore.


      A meno che non fosse chiaro fin da subito il suo fallimento, e quindi la vera ragione per cui sarebbe stato indetto:il rafforzamento degli euristi.

      Si esce dall'Eurozona con un blitz, oppure con una decisione concordata a livello comunitario (opzione meramente scolastica), oppure conseguentemente al crollo generale dell'eurozona. Ma nessun referendum, buono solo per far contenti i grillini.

Visualizzati 20 di 40 commenti approvati.