EUTANASIA DI UNA NAZIONE

EUTANASIA DI UNA NAZIONE

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com/

E così, zitti zitti, hanno portato la pensione di vecchiaia a 70 anni e quella d’anzianità oltre i 66 anni [1], andando ben oltre ogni altro Paese europeo.
Il provvedimento, a grandi linee, interessa chi è nato dopo il 1955 ed inciderà sempre di più con l’avanzare dell’anno di nascita: l’avevano annunciato da tempo che l’età della pensione sarebbe stata “collegata” con l’aspettativa di vita.
E, con questa bella pensata, siamo i primi a raggiungere la fatidica “quota 70”: per vostra conoscenza, i regimi pensionistici europei (vedi nota [2]) sono tuttora orientati verso questi valori di età legale per la pensione:

Francia: 60 anni, con riduzioni per i lavori usuranti e possibilità di prosecuzione fino a 65.
Germania: 65 anni, con pensione d’anzianità a 63 ed a 60 (con riduzione dell’assegno) per chi ha avuto periodi di disoccupazione;
Spagna: 61 anni e 30 di contribuzione, 60 anni per chi ha iniziato a lavorare prima del 1967.

Non prendiamo in considerazione sistemi pensionistici come quello inglese – che prevede un’età massima di 70 anni già oggi – oppure quello svedese – che si basa più sugli anni di cittadinanza piuttosto che su quelli di contribuzione – perché sono strutturalmente molto diversi dal nostro. In quei casi, l’età di pensionamento non è comparabile con la nostra, giacché le condizioni sono molto diverse e ci sono più variabili e possibilità per il lavoratore.
Francia, Germania e Spagna hanno invece una struttura simile alla nostra, perciò sono utili per capire lo “sfregio” che l’attuale governo sta per fare: non mettono le mani nelle tasche degli italiani – nelle loro ed in quelle del 10% di ricconi che li sostiene meno che mai – semplicemente, porteranno via letteralmente la vita al rimanente 90%. Anche quelle dei fessacchiotti che sgobbano e poi li votano: spiacente, ma è così.

Prima di proseguire, vorrei precisare che chi scrive non è minimamente toccato dalle attuali “novità” in campo pensionistico: questo per sgombrare il campo da possibili “conflitti d’interesse”.

Il sistema pensionistico italiano è quello, fra quelli europei, che destina percentualmente meno risorse all’uopo, mentre la gestione previdenziale dell’INPS era in attivo per un miliardo l’anno già prima della controriforma Damiano del 2007 (quando c’è da massacrare i lavoratori, sedicenti destre e sinistre trovano accordi “miracolosi”), e di ben 17 miliardi l’anno dopo l’intervento del “Mazzarino” del centro-sinistra.
Non sono ancora disponibili stime precise sui “risparmi” che porterà la Sacconi-Tremonti ma, prendendo come base l’incremento dell’attivo dalla Dini alla Damiano, è facile capire che faranno un ricco “bottino”.

Ci sono, a questo punto, due punti da chiarire:

a) Se vi siano serie basi demografiche, sociologiche, storiche, scientifiche od etiche per un simile provvedimento;
b) Le vere motivazioni della riforma Sacconi-Tremonti.

L’incremento della vita media che c’è stato nell’ultimo mezzo secolo non è da imputare a mutazioni genetiche: semplicemente, una serie di “accidenti” che prima troncavano la vita anzitempo, con l’incremento della protezione sanitaria sono stati debellati.

Possiamo ascrivere a questi interventi della medicina una serie di malattie od incidenti che un tempo conducevano a morte quasi certa (ad esempio tetano, morsicature di vipere, emorragie, meningite, tifo, colera, ecc) ed una serie di malattie un tempo mortali (polmonite, broncopolmonite, infezioni varie, TBC, ecc) che oggi sono debellate o tenute a bada con gli antibiotici.
Il risultato finale è stato – unito alla forte riduzione della mortalità infantile – il crollo della mortalità nell’età dell’adolescenza ed in quella della riproduzione. Ci sono stati alcuni “settori” d’incremento – pensiamo alle droghe, all’AIDS, agli incidenti stradali, ecc – ma nulla che possa minimamente essere messo in relazione con la mortalità precoce della prima metà del ‘900.
Dobbiamo, inoltre, considerare che le generazioni che oggi hanno più di 70 anni sono ancora nate nell’era “pre-antibiotici”, oppure hanno dovuto sopportare vicende di selezione terribili: si pensi a chi è sopravvissuto alla ritirata di Russia od alla guerra in Africa.

La demografia italiana è in costante calo e la popolazione viene mantenuta pressoché costante con l’immigrazione – questa, è bene dirlo, specificatamente richiesta dagli imprenditori, salvo poi criminalizzare l’immigrato per ottenere condizioni di lavoro che rasentano la schiavitù – e si tratta, dunque, di un meccanismo innaturale, le leve del quale non sono nella demografia stessa, bensì nella sfera di decisione politica.
La scienza non ha mai sostenuto che vi sia stato – in tempi biologici così brevi – una modificazione genetica del cosiddetto “orologio biologico”: nonostante il clamore mediatico che le trasmissioni televisive embedded propinano, la scienza afferma che la nostra aspettativa di vita – accidenti permettendo – non è cambiata nei secoli.
In altre parole, il genoma umano è il medesimo almeno da secoli [3]: ciò che può influenzare la longevità sono le abitudini di vita, lo stress, l’inquinamento, ecc. La scienza afferma che è possibile raggiungere una maggior longevità, ma che la stessa è il risultato di più fattori, fisici e psicologici.

Vorremmo sapere quale “bonus” – inteso come valore aggiunto alla propria aspettativa di vita – acquisisce un lavoratore a progetto a tempo determinato, il quale – per anni ed anni – non avrà nessuna sicurezza del proprio futuro, dovrà ingoiare come un rospo che permettersi d’avere un figlio sarà una grossa incognita, oppure vivere sapendo che, in caso di malattia, non avrà protezione sociale.
Qui divergono le prospettive “ottimiste” della scienza: si basano su parametri “ideali” senza scendere nella realtà delle vite quotidiane. Un semplice “provvedimento” come la pensione a 70 anni, più parecchi anni di precariato, quale effetto avrà sull’aspettativa di vita?

Se non basta la scienza, possiamo ragionare sul semplice buon senso: un operaio edile di 70 anni, potrà portarsi la carrozzella sul tetto? Che gioia, affidare i propri figli in gita scolastica ad un autista settantenne! O un treno?
E, tutto questo, mentre intere generazioni di giovani appassiscono nei call centre.

Passiamo ora ad analizzare le vere ragioni di un simile provvedimento.
Siccome le gestioni previdenziali sono fortemente in attivo, l’unica ragione per un simile innalzamento può derivare dal cedere della “gamba nascosta” della gestione: l’assistenza.
A differenza delle altre nazioni europee, l’Italia non ha separazione fra l’assistenza e la previdenza: i soldi per le pensioni e per i sostegni al reddito (cassa integrazione, ad esempio) provengono dalla stessa cassa.
Come può, un governo, garantirsi la pace sociale di questi tempi? Dando un po’ d’elemosina a chi perde il lavoro.
Ma, per farlo, non s’assume la responsabilità in proprio – ossia non s’inserisce come arbitro fra le imprese ed i lavoratori – ossia non partecipa al gioco come attore responsabile: semplicemente, prende soldi dalle casse previdenziali e distribuisce elemosine. Quella “solidarietà caritatevole” con la quale si riempiva la bocca George Bush.

Un simile percorso, però, conduce alla generale de-responsabilizzazione nel mondo dell’impresa: che mi frega – pensa l’imprenditore – se tutto va a rotoli? Salvo i capitali creati con il “nero” in Lussemburgo – se, poi, serviranno nuovamente in Italia me la caverò con il 5% dello “scudo fiscale” – e butto tutto nel deretano agli operai.
Salvo la piccola impresa – la quale, semplicemente, va a gambe all’aria e lascia sul lastrico i lavoratori – le imprese italiane pretendono soldi per produrre (incentivi) e ferree garanzie se le cose vanno male. Quante FIAT sono state pagate, nei decenni, con soldi pubblici?
Accidenti, che classe imprenditoriale!
Sommando i due effetti, se ne ottiene un terzo.

Aumentando l’età pensionabile in un quadro di sempre minor protezione sociale, s’aumenta la mortalità nella fascia fra i 60 ed i 70 anni, cosicché le prestazioni pensionistiche da fornire sono annullate in mancanza d’eredi (l’INPS trattiene tutto), e dimezzate per vedove e vedovi. Un bel malloppo.
Dunque, l’accusa di omicidio premeditato – alla luce dei fatti sopra esposti – non è proprio campata per aria: in aggiunta, sappiamo che fanno tutto questo per potersi permettere ogni anno 18 miliardi di auto blu, tangenti, case gratis, puttane e tutto il resto.
Ogni volta che sento parlare di “inevitabile” necessità di “rivedere” l’età pensionabile, quindi, mi torna alla mente Goebbels, e la mano corre a cercare la fondina.
Cosa bisogna fare?
Per prima cosa smetterla di seguire il giochino “destra-sinistra” sul quale campano. Poi, smetterla di seguire la TV: anche quando sembra tutto sommato accettabile, quasi sempre cela una pozione velenosa: perché, altrimenti, hanno ostacolato qualunque possibilità di TV indipendenti? La “pluralità” che doveva garantire la legge Gasparri – l’aumento delle frequenze disponibili – dov’è finita?

Per seconda cosa dobbiamo saper distinguere fra scenari macroeconomici e le situazioni nazionali e locali.
Il grande scenario internazionale è certamente dominato dalle grandi holding, e potrete chiamarle come più vi aggrada: multinazionali, sistema finanziario, Bilderberg, Illuminati, ecc.
Ma, a queste strutture, non potremo mai opporci proprio perché transnazionali e, in alcuni casi, semiocculte.
In campo nazionale e locale, invece – proprio perché chi va a sedersi sugli scranni diventa responsabile delle sue azioni direttamente – possiamo opporci e dobbiamo farlo, ne va della nostra vita e di quella dei nostri figli.
Come opporsi?

Inutile pensare di creare nuovi partiti o movimenti adesso, sarebbe del tutto inutile, e la Storia è zeppa d’avanguardie rivoluzionarie fucilate nei cortili delle caserme.
La strategia vincente passa ancora e sempre per l’informazione – l’attuale classe politica lo sa, e cerca di controllarla in modo ferreo – e finché potremo farlo dal Web alla luce del sole lo dovremo fare. Qualora le leggi liberticide che stanno per varare dovessero metterci un bavaglio, trovare – ma insieme! E qui mi rivolgo ai tanti colleghi scrittori, giornalisti e bloggher – i mezzi per lavorare su piattaforme estere in lingua italiana, mediante pseudonimi, per aggirare la censura. I modi, se si vuole, si trovano: altre soluzioni sono auspicabili e, se migliori, da attuare.

Ultima cosa: saper distinguere, al nostro interno, le vere voci di dissenso perché intenzionate a portare costrutto dal chiacchiericcio dei troll e dei debunker che postano dalle sedi dei partiti, siano essi di governo o d’opposizione.
Fin quando accetteremo di comportarci come i Polli di Renzo, di strada ne faremo poca.

Sarebbe inutile e prolisso, in questa sede, tornare a riproporre gli infiniti esempi di una diversa gestione sociale che più volte abbiamo approfondito: energia, decrescita, reddito di cittadinanza, nuova agricoltura, nuovi trasporti, turismo, ecc.
Il nostro Paese potrebbe essere ricchissimo: solo che, una masnada di ladri ed imbroglioni, da circa un trentennio ha occupato le leve del potere. Come scalzarli?

Ricordate un antico proverbio orientale: “Quando l’allievo è pronto, giunge il Maestro”. Invece di scannarci per cose di poco conto – oppure lasciar spazio ai soliti furbetti del quartierino con più targhe, che si fingono “utenti qualunque” – impariamo ad usare l’informazione in modo militante.
Alle ultime elezioni, meno del 60% ha votato: non era mai successo, soprattutto per delle elezioni locali. E’ il segno che qualcosa sta cambiando: il momento della riscossa s’avvicina.
La strada è questa, però non basta che pochi scrivano: molti devono diffondere e discutere. Altrimenti, gli alieni mascherati che ci schiavizzano, c’avranno in pugno.
Grazie.


Carlo Bertani

Fonte:
">http://carlobertani.blogspot.com

Link:
">http://carlobertani.blogspot.com/2010/06/eutanasia-di-una-nazione.html

9.06.2010

[1] Fonte:
">http://www.repubblica.it/economia/2010/06/08/news/da_2_a_5_anni_in_pi_di_lavoro_cos_il_governo_allunga_l_attesa-4656798/index.html?ref=search

[2] Fonte:
">http://www.francoceccuzzi.it/wordpress/pdf/sistema_pensionistico_europeo.pdf

[3] Fonte: http://www.geragogia.net/editoriali/ambientelongevita.html



Articolo liberamente riproducibile nella sua interezza, ovvia la citazione della fonte.

Commenti (45)

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Nascondi area commenti 5 caricati
    1. Eli 10 giugno 2010

      Dunque si nascondono dietro una richiesta della Commissione Europea, per giustificare l'innalzamento dell'età pensionabile delle donne nel pubblico impiego. Per la verità la Corte di Giustizia Europea aveva imposto che Rete 4 andasse sul satellite per lasciare il posto ad Europa7, nel 2008. Ma poiché ciò non è stato fatto, è partita la procedura d'infrazione, e poiché di nuovo il provvedimento venne ignorato, abbiamo pagato per anni 370.000 euro al giorno di multa. Sì, avete letto bene, 370.000 euro al giorno. E forse ancora li paghiamo. Evidentemente per le TV del satrapo di Arcore si possono infrangere i diktat della Corte di Giustizia, e pagare le multe. Chiedetevi perché il debito pubblico cresca a dismisura.
      http://forum.sky.it/rete-4-procedura-infrazione-ue-e-conflitto-intereso-fortifi-t102405.html
      Non sono una dipendente del pubblico impiego, per prevenire qualsiasi commento sul mio interesse.

    1. Eli 10 giugno 2010

      Ieri a Roma era una bella giornata limpida e serena.
      Un aereo bianco, privo d'insegne, è andato avanti ed indietro per ore, fino al pomeriggio, a disegnare strisce e losanghe di veleni vari. Oggi il cielo ha perso l'azzurro, è lattiginoso, opaco, e l'aria afosa e soffocante. Ecco perché diventa inutile qualsiasi pensiero di pensione: semplicemente moriremo prima. Spostare in avanti l'età pensionistica è pura follia, non solo perché impedisce di trovare un lavoro ai giovani, ma perché nella terza età aumenta la morbilità, così come sono in aumento le malattie iatrogene, e diminuisce la produttività. Siamo un paese destinato all'estinzione dello spirito, più che alla decrescita delle culle. Nel sentire la ministra promossa agli orali senza aver fatto gli scritti, esponente di questa mignottocrazia da basso impero, decantare il provvedimento perché "aumenterà la produttività, ci renderà più competitivi, e le risorse andranno ad un fondo che aiuti le donne con maggiori servizi", ho provato il senso di nausea che sempre mi prende quando ascolto chi parla del nulla.
      Inutile dire che dell'articolo condivido tutto, finanche le virgole. Resistenza ogni giorno.

    1. victorserge 10 giugno 2010

      bertani parla di intessere una rete di informazione.
      a me viene un dubbio.
      spegnere la tv? ok.
      spegnere il web no?
      sottrarsi d-e- f- i- n- i- t- i- v- m- e- n- t- e.

      più libri meno web; ecco la ricetta.

      quali libri?
      ad ognuno la sua scelta.

    1. stefanodandrea 10 giugno 2010

      Condivido tutto. Salvo l'affermazione che non si devono costituire nuovi partiti. Qui il dissenso è radicale. La democrazia, se ancora significa qualche cosa, consente e impone ai cittadini di organizzarsi in partiti. Se quelli che ci sono non ci soddisfano, la strada obbligata, per chi intende occuparsi di ppolitica, è di organizzarne altri. Un partito che non sia né di destra né di sinistra è necessario. E deve trattarsi di un partito "italiano" (giistamente Bersani dice che al livello nazionale possiamo fare qualche cosa). Questo partito stiamo cercando di costruirlo con il laboratorio di Alternativa. Invito pubblicamente Carlo Bertani a visitare i forum di Alternativa e magari a partecipare anche solo come simpatizzante. Oppure si unisca ad altri e organizzi un altro laboratorio o movimento. Tutti i piccoli partiti e movimenti che si vanno organizzando (per il bene comune, la decrescita felice, Alternativa, Movimento Zero, gruppi di signoraggisti, Antimperialisti, il Movimento a cinque stelle e altri) dovranno poi confluire, attraverso una fase costituente, che non dovrà svolgersi su internet, in un'unica formazione, che io chiamerei Fronte Popolare Italiano (se qualcuno ha un nome migliore me lo suggerisca). Questa è l'unica strada da percorrere. La controinformazione, alla lunga, rischia di diventare un gioco e di assumere un sapore stantio. Ci si informa per riflettere. E in politica si riflette per agire.
      Se saremo fucilati o se saremo l'avanguardia nella guerra civile che scoppierà quando la Lega tenterà di promuovere la secessione

    1. esca 10 giugno 2010

      "Vorrei precisare che chi scrive non è minimamente toccato dalle attuali novità in campo pensionistico: questo per sgombrare il campo da possibili, conflitti d’interesse". Chi commenta sì, ma a questo punto penso che sugli eventuali conflitti d'interesse ci si possa passare tranquillamente sopra, visto che la manovra punta a spostare la data del percepimento di una pensione a MAI, poichè si morirà prima regalando così di fatto quello che si è versato per una vita; almeno si potesse decidere di fare questa beneficienza a favore di qualcuno che ne ha bisogno...
      Gli esperti dicono inoltre che le aspettative di vita sono aumentate (non si muore più facilmente per un raffreddore o di infezione a causa del miglioramento delle condizioni igieniche di molti paesi nel mondo -non di tutti -) ma in compenso sono aumentate patologie letali come i tumori, le leucemie, e mettiamoci pure le malattie neurodegenerative che portano prima ad un deperimento organico generale e poi alla morte, che guardacaso colpiscono proprio persone in età sempre più giovane. Per tutti questi doni sappiamo chi ringraziare (non ultime le vaccinazioni a tappeto a partire dall'età infantile e anche tutti i nanocomposti distribuiti nell'aria o nei materiali di consumo che quotidianamente respiriamo e utilizziamo) e soprattutto ricordare che tali eventi, non casuali, sono profondamente collegati. Questi progetti hanno origini lontane nel tempo e non è solo questione di un trentennio. Concordo sul fatto che l'informazione resta, ad oggi, una delle migliori terapie preventive contro questo ed altro.

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