ECCO: L'ITALIA E' NELLE MANI DI QUESTO QUA. AUGURI
A cura di
Davide
- pubblicato in data 10 luglio 2014 - 42 commenti - 1.073 visite
DI ANDREA SCANZI
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Questo video ( clicca qui) è bellissimo: un saggio di conoscenza delle lingue straniere che fa impallidire Rutelli, ma non solo. Come ha scritto Mentecritica: "Quello che veramente sconvolge è l’assoluta insipienza tecnica dello speech, la totale vacuità dei contenuti, l’approssimazione terrificante dei concetti (..) La supercazzola in inglese, chiunque la faccia, non fa ridere perché, stranamente, gli stranieri la capiscono per quella che è: una stronzata. Una volta eravamo imbarazzati per l’egotismo priapico di Silvione. Da oggi, chi per lavoro è costretto a interfacciarsi con colleghi overseas, dovrà confrontarsi con la parabola di Meucci raccontata dall’unto del Signore 2.0 64 bit version".
Sempre Mentecritica (renzi-and-the-supercazzol-prematurated-with-dehating-to-the-right) ha sbobinato la parte in cui il Pacioccone Mannaro racconta la parabola di Antonio Meucci. Sognate tutti: "Meucci is a very good Italian (è ancora vivo?), but is “olzo” a terribol history, bicos meucci is the rial inventor of mo..telefon, I’m sorry with American people present here (risatina Madia) but olzo the congress of united states (con ditino professorale) in tu tausand (occhietti) tu, in tu tausend way I didn’t rimeber, recognizezed the founder the inventor of telefon is Antonio Meucci. Antonio Meucci is incredibol man (si sono messaggiati due minuti fa) forentaim, who worked in the tiater, the most ancient tiater in iurop, Teatro della Pergola (pronunciato alla perfezione), and he was a wolker and invented tth th the telefon to spiking about in the teater. A ginius. So, (agitazione convulsa) for fiù rison, he left Italy (beato lui) and he wasn’t ebol to ius the copirait, lessons, come si dice brevetto?, (Madia impassibile) laisens, in eiti seventy uan seventy tri (occhio al cielo Verdone like), I didn’t remebre esaclty the dei, so Bell arraived and in the History he uos the faunder and the inventor of the telefon".
Il video che vi propongo è uno dei tanti best of del renzismo inglese disponibili in Rete. Sono tutti, a loro modo, strepitosi.
Ecco: l'Italia è nelle mani di questi qua. Auguri. E soprattutto: "De-de-de-de-de...nau is de taim of de lancc".
(Un'ulteriore perla sono le risatine zelanti dei Gozi e Madia, come la Moretti che aveva annuito 128 volte a Renzi durante lo streaming con i 5 Stelle. In confronto Bondi era un dissidente di Berlusconi).
La tragedia qui non e' Renzi, la maggioranza degli italiani, sti ignoranti, vedendo il video non capirebbero gli errori di Renzi.
Georgios11 luglio 2014
Con la rivoluzione del 507 a.C. si e' formato il primo sistema democratico ad Atene. Democratico significa: Εκκλησία του Δήμου + Κρατώ --> Δημοκρατία cioè l'ecclesia che esercita il potere cioè Potere dell'assemblea del popolo. Che e' un nuovo sistema con un "cambiamento totale e drastico del sistema politico, economico e sociale". Questa e' stata la democrazia ateniese rispetto al precedente regime oligarchico. La possiamo chiamare allora una rivoluzione? Tutte le rivoluzioni da me riportate hanno avuto simili basi. Infatti le rivoluzioni si fanno per ragioni di stomaco non di estetica per cui necessariamente hanno questo triplice carattere da te descritto.
La ribellione poteva benissimo non essere concepibile in certi salotti
dell'epoca ma il mondo antico l'ha fatta. E non solo una volta. Infatti
c'era una polemica incessante tra le due correnti-concezioni dei due
poteri alternativi (oligarchico e democratico che non erano
semplicemente 2 partiti come li intendiamo noi oggi) che si e'
rispecchiata anche a livello filosofico e rappresentata dai più grandi
nomi dell'epoca.
L'Italia con il 68 e l'autunno caldo del 69, ma poi quasi tutto il mondo allora si trovava chiaramente in una fase rivoluzionaria anche se di bassa intensità qui in Europa. In ogni caso le rivoluzioni nella storia sono state molte ma la storia ufficiale le ha tenute sempre col profilo basso per le ragioni che dicevo nel precedente commento.
Quello che io propongo, non ipotizzo, e' di sconfiggerli per fare una nuova costituzione che garantisce meglio i nostri diritti. Li garantisce meglio non perché la carta che sarà usata sarà di migliore qualità, ma perché saremo noi a governare non altri a nostro nome.
Se la tua e' una constatazione di un'ingiustizia vuol dire che chi proletario e' ha la vita più difficile di altri malgrado la costituzione afferma che siamo tutti uguali. Di questo la nuova costituzione dovrà tenere conto.
Leggerò l'articolo su Putin. Ti ringrazio.
RosannaSpadini11 luglio 2014
Allora dovremmo metterci d'accordo sul termine "Rivoluzione", perché appunto il termine non esiste come concetto nel mondo antico, dato che non era concepibile una ribellione del popolo. Con il termine dovremmo solo intendere un cambiamento totale e drastico del sistema politico, economico e sociale, che non può più ammettere nessun recupero dei precedenti assetti storici.
Se il termine lo intendiamo in questo senso di vere e proprie rivoluzioni ce ne sono state poche. Allora potremmo includere anche il '68 che è stata una rivoluzione culturale, che molto ha segnato gli anni '70, tant'è che in quegli anni si ricordano le vere, ultime, importanti riforme sociali, quali: statuto dei lavoratori, riforma del diritto di famiglia, decreti delegati per la scuola, legge sul divorzio, legge sull'aborto.
Il terrorismo delle brigate rosse si è presentato come una rivoluzione contro il sistema, poi è degenerato nella violenza, ma del resto quale rivoluzione non è stata violenta? Di rivoluzioni fatte a colpi di mazzi di fiori non ne conosco. Il fenomeno poi si è rivelato per quello che era: solo terrorismo per eliminare definitivamente la sinistra.
A questo punto tu ipotizzi un nuovo patto sociale per fare una nuova Costituzione più democratica, con nuove garanzie per il cittadino. Ma se ci stanno distruggendo quella che avevamo, che difendevamo con le unghie e con i denti e che ci bastava, se fosse stata rispettata alla lettera?
Per quanto riguarda la mia affermazione "la media borghesia sta per essere spazzata via dal neoliberismo killer che la sta riducendo a proletariato", è la constatazione di un'ingiustizia, non perché io auspichi l'immobilismo sociale e l'impossibilità di passare da una classe all'altra, anzi per l'esatto contrario, dato che io auspico invece un'ampia mobilità sociale, nel rispetto però della proprietà privata, distribuita per merito e impegno, naturalmente, non per clientelismo massonico o mafioso.
Dimenticavo di segnalarti un bell'articolo su Putin, che propone un'analisi diversa dalla tua, ma molto interessante, quindi mi piacerebbe conoscere il tuo parere.
Marx e' stato un maestro nell'interpretare e spiegare la società classista oltre a fare l'analisi esatta del sistema economico capitalistico. E certamente e conformemente col punto di vista scientifico ha anche lui fatto qualche errore. E' più che naturale. Ma il senso della parola "maestro" che ho usato per il popolo vale anche per l'allievo Marx. E lui e' stato un bravo allievo del popolo.
Come prima osservazione, di rivoluzioni il mondo ne ha conosciute molte di più delle 5 che riferisci. La storia e' piena di rivoluzioni anche se poche vengono insegnate nelle scuole. P. es. c'è stata nel 507 a.C. forse la prima rivoluzione popolare nella storia, di carattere chiaramente sociale, quella che ha riportato Clistene, uno dei padri della democrazia, al potere ad Atene. E c'è stata nel 133 a.C. la rivoluzione della Πολιτεία του Ήλιου (Stato del Sole) in Asia Minore fatta insieme, fatto eccezionale per l'epoca, da schiavi, da ακτήμονες (senza terreni propri) e da povera gente di città, che si potrebbe definire come la prima rivoluzione proletaria della storia. Ci sono volute due spedizioni di legioni Romane per sconfiggere il popolo unito dato che la prima era stata battuta dalle forze rivoluzionarie dell'epoca. Quando dici 1789 sai di quante rivoluzioni parli? Tutto il 19o secolo e' pieno di rivoluzioni che hanno origine nel 1789 con ultima la rivoluzione del 1871 che ha dato vita (breve) alla Comune Parigina, di carattere chiaramente comunista (non nel senso di Stalin per carità). E le rivoluzioni del 20o secolo? Quella Messicana, quella Cinese, quella Cubana, quelle di tanti stati africani, quella dell'Algeria e via dicendo.
Tutta questa serie di rivolte non sta tanto ad indicare la progressiva vittoria rivoluzionaria nel mondo (che esiste, non viviamo come si viveva nella Persia di Dario), infatti siamo ancora qui e discutiamo addirittura se ce ne siano state. Sta ad indicare che questa lotta continua e non si fermerà mai finché l'uomo non avrà raggiunto quello stadio in cui saranno garantiti il suo diritto alla vita e la sua dignità. E' implicita l'esistenza di questa lotta: se io ti sfrutto tu non avrai vita facile ma non l'avrò neanche io.
La borghesia a suo tempo e' stata una classe rivoluzionaria e come tale ha portato grandi innovazioni e conquiste sociali. Ma dal momento che a sua volta e' diventata classe dominante, che ora deve applicare essa stessa lo sfruttamento (e la repressione) verso le classi subalterne, si e' dimenticata di Rousseau e di Hegel e cerca (come tutte le classi dominanti precedenti) di mantenersi al proprio potere. A tale scopo si presenta come fenomeno storico unico e universale perciò insuperabile e usa tutto il potere che si trova nelle sue mani. Propaganda, repressione, educazione e cosi via. Quel 99% che dici (ogni 99% della storia) di solito sta buono perché nella società regna l'ideologia della classe dominante che presenta come "ordine naturale" la sua supremazia tramite gli strumenti appena descritti.
Solo che ora anche la borghesia si trova ad una svolta. Infatti, sta perdendo il proprio potere da parte di un ristretto gruppo della finanza e dell'industria (un corpo sociale che si e' creato all'interno della classe borghese) che con un colpo di stato abolisce tutti gli strumenti di convivenza sociale che la borghesia aveva instaurato fin dal principio in accordo con le classi subalterne allora sue alleate. In parole povere abolisce la Costituzione. Ecco il perché delle tue domande su sindacati, presidente della repubblica, e cosi via.
E allora quello che dico io e' che e' tornato il tempo per riformare quella vecchia alleanza di tutte le forze sociali per sconfiggere gli squali e magari, di comune accordo e con la volontà popolare fare un patto sociale nuovo, fare una nuova Costituzione ancora più democratica di quella precedente, mettere in essere un nuovo sistema sociale più equo con maggiori garanzie per il cittadino. Non inorridire, non sto parlando di abolizione della proprietà privata. Sto parlando di democrazia partecipativa e di abolizione del carattere privato di ogni ente o servizio che deve servire la comunità. Energia, acqua, comunicazioni, sanità, scuola, trasporti etc.
Ho finito. Rimangono però 2 cose in sospeso.
La prima riguarda le BR. Il tuo racconto e' giusto. Ma togli il termine "rivoluzionario" dal discorso. Rivoluzionario significa massiccio, significa partecipazione. Non si può fare la rivoluzione ammazzando a destra e a manca con il popolo terrorizzato in casa.
La seconda e' una tua affermazione: "la media borghesia sta per essere spazzata via dal neoliberismo killer che la sta riducendo a proletariato". E' vero, ma non capisco come intendi il fenomeno. Si tratta di una semplice constatazione o ha anche il senso di una "ingiustizia"?
RosannaSpadini11 luglio 2014
Ritorniamo all'ipotesi di una possibile "Rivoluzione", evento che tu conosci bene dal punto di vista storico, eventi che segnano la storia moderna, perché nell'antichità non esisteva nemmeno la parola "rivoluzione", dato che non era concepibile una rivolta popolare. Il termine infatti vuol dire cambiamento drastico di sistema politico, economico sociale.
Dunque nella storia occidentale quante rivoluzioni ci sono state? Rivoluzione francese (1789), americana (1776), primavera dei popoli (1848), rivoluzione russa (1917), Resistenza (1943). Forse ne dimentico qualcuna? Se sono solo queste, ci sono state 5 rivoluzioni durante 2500 anni di storia (dalla nascita della democrazia ateniese).
Non faccio come gli tsiprioti che sostengono che il popolo non è pronto, sono convinta invece che oggi non sia possibile una rivoluzione, perché il popolo viene addomesticato da un sistema dell'informazione, talmente abile ed efficace, che impedirà ogni tipo di ribellione sociale, oppure il sistema sarà in grado di intercettarlo e reprimerlo con perizia. Per di più la classe borghese, che è stata fucina di civiltà e di progresso, oggi dov'è finita? L'alta borghesia è sfociata nella schiera degli squali, la media borghesia sta per essere spazzata via dal neoliberismo killer che la sta riducendo a proletariato.
Perché il 99% del popolo non si ribella di fronte all'1% che detiene il potere? Eppure sono 99 contro 1, non dovrebbero vincere? Ma le ideologie, che dovrebbero essere morte, o forse sono state sempre un bluff, in realtà sono dure a morire e impediscono loro di ribellarsi.
Qualche esempio poi di falsa rivoluzione fallita, che ha fortemente danneggiato proprio la sinistra? Le Brigate rosse, fenomeno violento di terrorismo rivoluzionario, sfocia nel sequestro di Aldo Moro, viene pilotato dalla Cia, e demolisce definitivamente la sinistra. Da quegli eventi la sinistra non si risolleverà più.
Le manifestazioni di protesta sociale e sindacale, oggi come vengono gestite? Controllate dalle forze dell'ordine, che intervengono anche pesantemente (vedi G8 a Genova) e poi raccontate dai mezzi di distrazione di massa come fossero state manifestazioni sparute di pochi derelitti.
Spero che tu abbia ragione quando dici: "Nessun popolo ha fatto dei corsi accelerati di formazione politica o culturale prima di insorgere. Il popolo e' il maestro, rozzo e imprevedibile, ma sempre maestro. Le forze politiche che proclamano di rappresentare gli interessi del popolo sono gli allievi. A loro sta a dimostrare se sono allievi bravi o cattivi. Il popolo non deve dimostrare niente."
Credo che il maestro non sia il popolo, il maestro in questo caso penso che sia Marx. Non è vero?
Georgios11 luglio 2014
Di tutto quello che dici ho tenuto il dovuto conto nelle mie risposte, non sono cose nuove. E mettere alle strette un popolo non significa necessariamente ridurlo letteralmente in miseria. Per cui non e' affatto detto che dobbiamo aspettare ancora parecchio prima che il popolo "si svegli".
E poi che vuol dire "si svegli"? Il guaio con molta gente (d'altronde caratteristica comune dei sinistri di Tsipras ma non solo) e' che mettono in relazione lo "svegliarsi politico-culturale" del popolo con le sue "probabilità di rivolta" e usano questo per giustificare le proprie politiche rinunciatarie dicendo che "il popolo non e' pronto".
Attenta a non cadere in questo tranello. Nessun popolo ha fatto dei corsi accelerati di formazione politica o culturale prima di insorgere. Il popolo e' il maestro, rozzo e imprevedibile, ma sempre maestro. Le forze politiche che proclamano di rappresentare gli interessi del popolo sono gli allievi. A loro sta a dimostrare se sono allievi bravi o cattivi. Il popolo non deve dimostrare niente.
Per il resto ognuno si regola come può.
Bellerofon11 luglio 2014
No, guardi, lei non ha capito: come ha detto RosannaSpadini prima di lei, Renzi E' STATO MESSO LI' dai soliti noti. Il popolo non ha eletto nessuno, e non elegge nessuno da tre anni! Fine!
Evitamina11 luglio 2014
Renzi è un furbo e come tutti gli appartenenti a questa categoria hanno bisogno di seguaci o platee di poco furbi. Non mi meraviglio se non riesce a parlare l'inglese, ci sono ottimi conoscitori di questa lingua che hanno contribuito alla distruzione (per il momento parziale) del nostro pianeta.
A proposito chi ha scelto come lingua "mondiale" l'inglese? E quali sono stati i criteri per arrivare a questa scelta? Quindi, seguendo la legittima voglia di sorridere un po, ci discostiamo dal problema originale, chi in Europa o negli USA, ha puntato su Renzi affidandogli il compito di sollevare uno dei paesi più ricchi al mondo? La risposta scontata, la conosciamo tutti, ovvero gli italiani. Ma siamo così sicuri che è la verità?
RosannaSpadini11 luglio 2014
“che quando un popolo e' stato messo veramente alle strette ha reagito ed in modo veramente determinante, tanto da venir chiamato, appunto, storico. Non credere che sto parlando solo del famoso 1789 o dell'altro famoso 1917 …”
Da quello che dici mi sembra di capire che dobbiamo aspettare ancora parecchio prima che il popolo si svegli, dato che un certo benessere in Italia ancora c’è, bisogna dunque toccare il fondo della disperazione …
però io sono scettica anche riguardo a questa ipotesi, perché le forze al potere sono ben attrezzate e ben consapevoli che non devono tirare troppo la corda e che devono “addomesticare” le istanze politiche somministrando giorno dopo giorno concessioni irrilevanti (80 euro, sospensione del Pos in Lombardia, falsa dialettica democratica), per non destare troppo allarmismo.
Poi l’Europa in questo senso si sta già attrezzando per controllare il dissenso interno: “La Forza di Gendarmeria Europea (EUROGENDFOR) è un’iniziativa multinazionale di 6 stati membri dell’UE – Francia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Spagna – sancita da un trattato firmato nel 2006 con l’obiettivo di rafforzare le capacità di gestione delle crisi internazionali e contribuire allo sviluppo della Politica di Sicurezza Comune e Difesa.”
Per quando riguarda i piddini che mi assediano quotidianamente da ogni parte, è giusto quello che dici, ma io non riesco a mantenere la calma, io li aggredisco subito, perché la responsabilità di quanto sta avvenendo è anche e SOPRATTUTTO loro: una persona adulta, matura e vaccinata ha il DOVERE di informarsi, di leggere, di studiare, di cercare di capire, di contribuire alla rinascita del paese, diversamente è un:
TRADITORE DELLA PATRIA E DEI PARENTI, COLLABORAZIONISTA, SICARIO DELLA GIUSTIZIA E DELLA LIBERTA’
Dante Alighieri li ha ficcati nel girone più profondo dell’inferno!
falkenberg111 luglio 2014
Dimenticavo, sbadato che sono!!! Comunque sia necessita riconoscere che un paese ed un popolo che si lasciano tiranneggiare da questo Petrolini negativo e da quella banda di monatti che osa autodefinirsi governo, non meritano di meglio!!! Basterebbe un solo quarto d'ora per spedire questa congrega disutile e perniciosa nel posto che le compete: una colonia agricola a vita e zappa quotidiana!!! Lasciare il potere in mani pericolose poichè incapaci ma smodatamente ambiziose ci costerà caro!! Poi sarà necessario riprendere le armi per operare una drastica opera di ripulitura quando, però, danni incalcolabili saranno già stati causati da questi lanzichenecchi!! Pensiamoci per tempo ma subito!! Cacciamoli, tranquillamente e senza eccessiva violenza, a pedate negli abbondanti deretani fuori da luoghi ed incarichi occupati senza titolo o merito!! Prevenire è meglio che reprimere!! Di questo ignobile ed intollerabile sconcio, naturalmento, dobbiamo essere ''grati'' all'abusivo devastatore del colle!!!! Bella roba pdr!!!! Vergogna, se è in grado di provarla!!!!!
falkenberg111 luglio 2014
La Moretti aveva annuito 128 volte durante lo streaming con i 5 stelle!!! Strani movimenti!! Non dite certe cose, qualcuno potrebbe equivocare e/o malignare!!!
consulfin10 luglio 2014
Cos'è questa Madia? Mi mette i brividi. Ha sempre la stessa maschera. Gioca a fare colei che è appena discesa da un dipinto di Botticelli e porta con sè quel broncio inumano. Che non ci sia un errore di accenti? Un cassone di legno, infatti, almeno scricchiola.
Georgios10 luglio 2014
Purtroppo non esiste nessuna ricetta o garanzia riguardo la dinamica della risposta popolare. Esiste solo la realtà storica: che quando un popolo e' stato messo veramente alle strette ha reagito ed in modo veramente determinante, tanto da venir chiamato, appunto, storico. Non credere che sto parlando solo del famoso 1789 o dell'altro famoso 1917. Sto parlando della storia dell'Umanità fin da tempi antichissimi. E devo aggiungere che in ogni caso, sempre, la situazione pre-rivoluzionaria era veramente disperata, nessuno poteva credere al capovolgimento, finché non... ha cominciato a pensarci veramente. E allora e' successo.
Noi, come persone dobbiamo, primo, essere certi dell'avverarsi di questa possibilità (anche per farci coraggio, non però per illuderci perché e' una cosa vera), secondo, aiutare i nostri concittadini a superare le loro illusioni autodistruttive alimentate dalla propaganda del regime e aiutandoli se c'è bisogno e nella misura del possibile nelle loro reali difficoltà costruendo cosi lo spirito di affiatamento necessario per la lotta, terzo, organizzare come possiamo e per quanto possiamo questa lotta, cominciando dagli obbiettivi più bassi per passare quando sarà possibile a quelli più alti, e, quarto, non smettere A di credere in quello che facciamo e B odiare con tutta l'anima quelli che stanno portando alla rovina le vite REALI di tanta gente innocente. Perché non esiste illusione, per quanto stupida o ignorante, che possa valere la condanna a morte di una persona, perché questa e' proprio la logica del nemico che noi NON dobbiamo accettare.
In fine, non ho cercato di evitare una risposta, semplicemente ho considerato il tuo esempio come parte della tua vita privata per cui non ho voluto intromettermi.
Ti dirò la tattica che seguo io in casi del genere. Non aggredisco mai la persona, non cerco di sottovalutare le sue argomentazioni anche se sono totalmente stupide, ma invece tento controllando anche il tono della voce (cosa che confesso e' la parte più difficile a causa del mio temperamento) di dare la mia "lezione all'ignorante", faccio le domande più semplici possibili, accompagnandole da piccole dosi di informazioni "velenose" pur sempre reali però. Se ho la fortuna di far coincidere queste informazioni con il contrario delle sue illusioni e' certo che ci penserà sopra. Non chiedo però mai di avere una specie di confessione o di riconoscimento dell'errore altrui. Questi sono tempi da egoisti, non da dialettici e poi non si distribuiscono premi agli apostoli della verità.
Ti devo dire però che questi casi sono pochi. Se ti rivolgi a gente bisognosa, alle vittime della crisi, non hai bisogno di convincere nessuno. Anzi, saranno loro che ti daranno delle lezioni preziose sul da farsi.
RosannaSpadini10 luglio 2014
Ok, adesso però devo andare, ti rispondo domani.
Grazie per la conversazione interessante ...
RosannaSpadini10 luglio 2014
Ok, ma la tua è un'attenta, lucida, intelligente analisi storico politica del passato e del presente contemporaneo, tu parli di popolo, ma io non riesco a capire in che modo questo popolo possa intervenire e cambiare le sorti della storia della propria nazione.
Perché questo popolo di cui tu parli è confuso, disinformato, ottuso, poco disposto a cercare di comprendere, poco disposto al dialogo vero. Come ti dicevo prima (ma tu a questo punto fai come gli tsiprioti, non ascolti) io sono circondata da persone, parenti, amici, conoscenti, colleghi, che hanno votato PD e non vogliono sentire ragioni di sorta.
Questo popolo vota per credo mistico, per fede confessionale, per simpatia, per mantenere lo status quo, non vuol cambiare, non vuol capire, non vuole mettersi in gioco, non gliene frega niente se il vicino di casa muore di fame o si suicida, pensa solo unicamente a sé e guarda Ballarò. ALLORA CONCRETAMENTE, COME FACCIO A CONVINCERLI?
Senza parlare dei brogli elettorali, che ci sono stati al 100%
vernetto10 luglio 2014
no ma infatti, il problema non e' Renzi, il problema e' chi lo ha votato... in politica c'e' anche della gente in gamba, preparata, onesta.... allora perche' invece la gente vota invece dei venditori di pop corn
Georgios10 luglio 2014
Questa sarebbe la risposta alla domanda "chi ha detto che saremo tutti morti"?
A me sembrano degli esercizi di dialogo tra aspiranti (può darsi che lo siano, non li conosco) intellettuali con il fine prefissato: Non c'è più niente da fare e' stato bello sognare quindi accontentatevi dell'utopia che vi va meglio.
Ti posso costruire quanti scenari vuoi sia a felice conclusione sia a conclusione raccapricciante. Il dollaro, gli USA, i possessori di carte di credito, le banche etc. E la gente vera? Il popolo? Dove stanno? O magari si opera sempre dentro il quadro prefissato da chi ci ha portati qui?
"L'eventuale de-globalizzazione dovrebbe essere
frutto dell'azione coordinata di vasti movimenti internazionali. Allora
potrebbe funzionare. Non è più fantascientifico di una nostra presa del
potere in ambito nazionale, se ci riflettete."
Questo e' veramente il "non c'è più niente da fare" del quale mi pari spaventata-convinta anche tu. Perché uno pensa: E come cavolo si fa a creare questi grandi movimenti internazionali se non si può intendersi col proprio vicino di casa? Amen.
E poi, realmente, come si fa a costruirli se non si comincia dalla propria nazione? Con gli SMS verso il resto del mondo? Con la miracolosa nascita di un nuovo Gesù o di un Tamerlano se e' per questo?
Quando gli egiziani hanno cacciato Mubarak hanno forse chiesto l'aiuto del mondo o il permesso agli americani? E non mi dire che "hai visto poi gli egiziani", perché di lotta si tratta, esiste la lotta e nessuna garanzia. Ma senza la lotta la garanzia e' una sola.
Per me la situazione e' questa ed e' un punto di vista marxista (mio commento ore 16:13:04) dimmi tu se sia sbagliato:
Bisogna partire da questo e l'unica partenza e' la difesa della patria, della propria nazione. E l'obbiettivo e' il popolo al potere tramite i suoi rappresentanti eletti e revocabili in base ad ogni decisione presa e che rendono conto di quello che fanno in "tempo reale".
RosannaSpadini10 luglio 2014
A questo proposito la risposta giusta è la seguente, già comparsa su questo blog: http://il-main-stream.blogspot.it/2014/06/dialogo-tre-sul-nostro-futuro.html
Dialogo a tre sul nostro futuro
FT: Non è strano, più il nemico si allontana, meno è facile costruire opposizione. In fondo è sensato non crederci. Pensa: una trattativa fra UE e USA, che cosa pensi di poterci fare? Davvero dovremmo riuscire a dire che l'unica cosa sensata sarebbe uscire da quest'incubo e tornare in una condizione in cui possiamo pensare di incidere nella realtà.
FT: Sei molto ottimista. Dubito che al momento si possa andare oltre la dimensione del condominio... Uscire dall'incubo significa ricondurre il maggior numero di decisioni politiche in ambiti ove sia possibile la partecipazione democratica. La sovranità dovrebbe tornare alla stato nazionale (in parte c'è già, come spesso hai sostenuto tu, ma in buona parte è stata ceduta). Poi però la sovranità, che appartiene al popolo, dovrebbe essere esercitata dai cittadini laddove è loro possibile, anche aumentando le competenze e le risorse degli enti locali. Il punto centrale però è il discorso sulla globalizzazione. Se la si considera un dato di fatto indiscutibile, e non modificabile, allora possiamo anche piantarla lì, tanto non possiamo fare proprio nulla. Né a livello planetario, né a Genova.
CM: Il problema per me è il seguente: noi possiamo anche dichiarare modificabile e discutibile la globalizzazione, non è un problema. Di irreversibile c'è solo la morte. Concettualmente sfondi una porta aperta. Politicamente le cose si complicano. La domanda che mi pongo è: "Come si attua la de-globalizzazione?"
Facciamo un'ipotesi di "fantascienza", e assumiamo di poter disporre, noi, di un notevole potere politico in ambito nazionale. Una volta al potere attuiamo misure de-globalizzatrici. Cominciamo dal blocco dei movimenti di capitale: senza di esso non si fa nulla. Ottimo, abbiamo creato un isola nel sistema finanziario internazionale; essa finirebbe stritolata nel giro di pochi mesi, o meglio ci stritolerebbero prima i cittadini, una volta che si siano accorti che non possono usare le loro carte di credito una volta usciti dai patrii confini (e mille altre limitazioni). Tutta roba già successa agli inizi degli anni '80, quando Mitterand provò a socialistizzare la Francia: bloccò i movimenti di capitale, nazionalizzò le banche, fece anche tante altre cose carine. Durò un anno. Figuratevi adesso.
La de-globalizzazione mi sembra analoga al disarmo: chi disarma per primo? Non credo proprio che sia alcunché di realizzabile per iniziativa unilaterale di uno stato solo (a meno che non si tratti degli Stati Uniti). O si fa in contemporanea tra i principali stati industrializzati, o non ha senso farlo.
L'eventuale de-globalizzazione dovrebbe essere frutto dell'azione coordinata di vasti movimenti internazionali. Allora potrebbe funzionare. Non è più fantascientifico di una nostra presa del potere in ambito nazionale, se ci riflettete.
Va detto infine che se per caso esistessero vasti movimenti internazionali in grado di agire in maniera coordinata tra loro, allora a quel punto si perderebbe la necessità di de-globalizzare: le forze popolari avrebbero la possibilità di gestire in maniera democratica le dinamiche economiche sovra-nazionali, per esempio inibendo la concorrenza tra stati e lavoratori.
La morale della favola è: se tanto è tutto utopico, scegli l'utopia che ti esalta di più (o quella che ti deprime di meno)
Georgios10 luglio 2014
Alcune cose che dovevo chiarire e non l'ho fatto:
Chi ha detto che saremo tutti morti? Chi ha detto che non sono contro il capitale? Ho già detto che dobbiamo sostituire la nozione "dittatura del proletariato" con quella di "dittatura del 95%" (che significa democrazia del popolo).
I tsiprioti non sono marxisti neanche nel senso tradizionale del termine.
Georgios10 luglio 2014
Non sono un marxista anomalo, sono un marxista non ortodosso secondo il vangelo.
Essere marxisti e credere nella dialettica della storia e il suo racconto materialistico vuol dire porsi al di sopra di schemi, credo, linee rigide e corazze del genere. Come già detto e' un discorso un po lungo da fare qui.
Comunque io credo che oggi essere marxista significa leggere la società nei schemi esistenti oggi e non in quelli di non so quanti anni fa. E in un modo analogo individuare il nemico di classe oggi come anche le alleanze di classe oggi.
In questi termini vedo un'alleanza popolare comune del 98% della società contro quel 2% che ci opprime (collaboratori esclusi, ma quelli c'erano sempre).
Questo in linee generali. Se vuoi ulteriori chiarimenti sono a disposizione.
Earth 11 luglio 2014
La tragedia qui non e' Renzi, la maggioranza degli italiani, sti ignoranti, vedendo il video non capirebbero gli errori di Renzi.