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ECCO COME MORIMMO

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Il processo iniziò il 23 agosto del 1971 nella sale della
Camera di Commercio degli Stati Uniti d’America, e
arrivò alla sentenza il 31 maggio del 1975 nell’assemblea plenaria della
Commissione Trilaterale a Kyoto.

In quattro anni di dibattimento i Padroni della nostra vita decisero che
l’imputato doveva morire. L’imputato si chiamava Sinistra, cioè diritti, cioè
democrazia partecipativa dei
cittadini comuni, cioè pace, tolleranza, interesse collettivo, amore libero e libero pensiero, cioè Un Mondo Migliore per ogni uomo o
donna di questo pianeta, cioè il mondo che avremmo voluto avere e che oggi non
abbiamo. Negli anni ’70 quel mondo appariva sul punto di realizzarsi, sospinto
dallo straordinario vento di progressismo che aveva spazzato il mondo
occidentale nella decade precedente. La sentenza decretò che l’imputato era
colpevole, e ne dettò le modalità di esecuzione
capitale. Oggi quello che vi appare come il Potere – dalle multinazionali alle
guerre economiche, la P2, le mafie, il mostro mediatico commerciale, la Casta
politica e le altre Caste, le lobby dell’attacco alle
Costituzioni
, l’impero dei consumi – non lo è. Queste manifestazioni
aberranti sono solo il risultato di quella sentenza. Il Potere è la cupola dei
mandanti di allora e di oggi, quella è l’origine di tutto.

Chi di voi è molto giovane stenterà a credere a queste parole, ma
realmente fino all’epoca del processo di cui parlo esisteva una cosa chiamata
Speranza. Era figlia di due secoli di lotte epocali di
uomini e di donne comuni, un’epopea di sacrifici immani in difesa di idee
stupefacenti, condotta dalla fine del ‘700 alla fine del ‘900 da persone che
furono capaci di cambiare la Storia. E cambiare la Storia significava una sola
cosa: strappare il potere ai pochi e darlo a molti, per il bene di tutti, per
stare meglio tutti. I pochi, eredi di un potere gigantesco tramandato dalla
notte dei tempi, subirono per oltre due secoli quel cambiamento in modi che
oggi sono inimmaginabili, fino al giorno in cui decisero che era giunta l’ora
di fermare la Storia. L’idea di giustizia secondo cui i molti avevano il
diritto di decidere a scapito degli interessi dei
pochi, cioè l’esser di Sinistra, doveva essere messa in stato di fermo ed
estinta. Iniziò così il processo, una mattina di agosto del 1971.

Le righe che seguono vi dicono essenzialmente una cosa:
combattere il Potere significa capire chi veramente è, poiché combattere i suoi
pupazzi e i suoi tentacoli non serve a nulla. E’ necessario che qualcuno vi
aiuti a comprendere innanzi tutto dove nacque ilnemico’,
quali mezzi ha usato, con quali strategie, cioè capire il percorso che ha
portato noi persone comuni contro il muro di oggi, per far sì che forse domani
altri uomini e altre donne tornino a lottare contro il bersaglio giusto e con mezzi
adeguati. I maggiori ‘antagonisti’ odierni non si curano di questo, e stanno
sbagliando sostanzialmente tutto. Ricordatevi che ogni singola citazione che
leggerete di seguito ha cambiato e sta cambiando tutta
la nostra vita in tutto il mondo, perché sono le parole del Potere, il vero
Potere. E allora bando alla ciance, ed ecco i fatti.

L’avvocato ‘del diavolo’.

Dunque, fermare la Sinistra, per
sempre. I primi a porsi questa meta furono non a caso i businessmen
americani dell’era Nixon a capolino degli anni ‘70, capitanati da Eugene Sydnor Jr. della Camera di
Commercio USA. Ma come fare, si chiesero? La risposta
fu chiara: con la forza delle idee, il potere immane delle idee.
Non fu forse così che gli Illuministi vinsero la guerra contro tremila anni di
assolutismi blindati? Un’idea spacca, sconvolge, vince. Bastò una telefonata
alla persona giusta, un avvocato. Lewis Powell sedeva come legale
nei consigli di amministrazione
di svariate aziende, era uomo di grande
cultura e acuto pensiero, gli fu affidato il compito di iniziare il processo
per fermare la Storia.

Powell scrisse unMemorandum’ di
undici pagine scarse, in un linguaggio da prima liceo, e forgiò così la prima
arma storica per il contrattacco vincente delle nuove destre internazionali: la
semplicità. Concetti semplici, sgrossati fino all’assoluto essenziale, una
comunicazione diretta e comprensibile da chiunque – dal presidente della grande
industria come dal taxista. Le destre comunicano così,
sempre, e infatti sempre vengono recepite. Ed essere
recepiti, significa vincere. Le sinistre invece non hanno mai capito neppure
l’abc della comunicazione, né oggi vogliono capirlo.

Le regole di guerra.

Prima idea di Lewis Powell: all’alba degli anni ’70, è
arrivata l’ora di cambiare tutti i valori figli di due secoli di rivoluzioni di sinistra, nientemeno.

La diagnosi: “(Noi delle destre
economiche) non ci troviamo di fronte ad attacchi sporadici. Piuttosto,
l’attacco al Sistema delle
corporations è sistematico
e condiviso
. C’è una “guerra ideologica contro il sistema delle imprese
e i valori della società occidentale
”. “E’ chiaro come il sole che le
fondamenta stesse della nostra libertà sono sotto attacco massiccio
”, perché “la minaccia al sistema delle imprese non è solo una questione
di economia, ma colpisce la libertà dell’individuo
”. E non c’è da discutere,
poiché “l’unica alternativa al (nostro) sistema sono
le dittature delle burocrazie socialiste o fasciste
”.

La chiamata alle armi: “E’ arrivata l’ora per il business
americano di marciare contro
coloro che lo vogliono
distruggere
”.

Chi sono i virus da sopprimere? “Certamente la sinistra
estrema, che è molto più numerosa, meglio finanziata e benaccetta di quanto non
lo sia mai stata prima nella Storia.
Ma le voci più
preoccupanti provengono da elementi perfettamente rispettabili, come le
università, i media, gli intellettuali, gli artisti, e anche i politici
.
La massima preoccupazione del Potere deve essere “l’ostilità delle sinistre e
dei riformatori sociali”
. Poi vengono gli studenti, infatti “quasi la metà
degli
studenti è a favore della socializzazione delle
industrie americane fondamentali
”. Le sinistre stanno portando un “vasto
attacco al sistema stesso, che mina la fiducia del pubblico e lo confonde
”.

Contate quelle parole; sono poco più di 170. Esse ci
raccontano già tutto quello che è accaduto nei trentotto anni successivi, in
tutto l’Occidente, nei campi sociale, economico,
ideologico, politico, dell’istruzione, dei media, sindacale. Cioè la vostra
vita. Ma continuiamo.

Lewis Powell dettò le regole di guerra, e i primi a doversi
disciplinare erano proprio i Padroni del Vapore, che dopo una
decade di successi dello Stato Sociale
in Europa e anche negli USA, dopo
cioè il decennio più di sinistra che il mondo avesse mai conosciuto, si percepivano
come ridotti in uno stato di irrilevanza. IlMemorandum’
proclama infatti che “pochi elementi della società americana di oggi hanno così
poca influenza sul governo come il business, le corporazioni, e gli azionisti…
Non è esagerato affermare che… siamo i dimenticati
”. Per sovvertire un’intera
epoca ormai considerata trionfante, quella degli Stati Sociali, le destre
dovranno avere la forza di “organizzarsi, pianificare nel lungo termine, essere
disciplinate per un periodo illimitato, essere finanziate con uno sforzo
unificato
”. Ovvero, trasformarsi in un esercito di attivisti
di micidiale efficacia. La conseguenza di questi semplici concetti sarà enorme:
nacque così il mondo delle lobby moderne del potere
economico, quelle che oggi eleggono i presidenti americani, che regolano le
guerre in Medioriente, che decidono le politiche
europee per noi tutti, che decidono chi può commerciare e che cosa in tutto il
mondo e che infatti hanno portato “il business, le corporazioni, e gli
azionisti
” dall’essere “i dimenticati” allo strapotere di oggi. Powell fa qui
una premessa scioccante, se letta in tempi moderni: “Il business deve imparare le lezioni messe in pratica dal mondo dei lavoratori, cioè che il potere politico è
indispensabile, che deve essere coltivato con assiduità, e usato in modo
aggressivo se necessario, senza imbarazzo
”. In altre parole, questo passaggio
ci rivela che le destre trovarono le vie del riscatto imitando precisamente
quella che era la forza delle sinistre di quell’epoca.
Loro la acquisirono, noi l’abbiamo perduta. E poi: “Chi ci rappresenta deve
diventare molto più aggressivo…
deve far pressione con
forza su tutta la politica perché ci sostenga, e non dovremo esitare a
penalizzare chi a noi si oppone
”. Le lobby dovranno dedicarsi particolarmente
al settore giudiziario, “sfruttandolo, come hanno fatto le sinistre, i
sindacati e i gruppi dei diritti civili… che ebbero successi spesso a nostre
spese
”.

I gemelli vincenti: Educationtelevision.

Lewis Powell intuì che in conseguenza proprio di questo attacco alla Sinistra, il futuro decisionale delle società moderne si sarebbe
spostato dall’attivismo popolare tipico del dopoguerra ai colletti bianchi
sfornati in numeri sempre maggiori dalle università occidentali. Ma gli atenei
dell’epoca erano visti dall’autore delMemorandum’
come pericolosissimi covi di idee sovversive: “Vi sono apparsi oratori di
sinistra ed estremisti a centinaia… ma non vi è stata alcuna parità di presenze
dei sostenitori del sistema di governo americano e del business
”. Dunque, la forza delle lobby di destra doveva colpire a tutto spiano
le università. Le Scienze Politiche erano il primo bunker da espugnare, e le
destre economiche dovevano creare un esercito di “docenti
che credono fermamente nel sistema delle imprese
”. Una volta raggiunta tale
meta, “i nostri docenti dovranno valutare i libri di testo, soprattutto quelli
di economia, scienze politiche e sociologia
”. Ma il lavoro centrale delle lobby
accademiche di destra era da destinarsi ovviamente agli insegnamenti di economia,
dove “dobbiamo godere di un rapporto particolare con
le facoltà
”. Ecco spiegato con cristallina chiarezza da dove nasce il
fondamentalismo del Libero Mercato, detto anche Neoliberismo, che da vent’anni
domina ogni singolo insegnamento di economia universitaria dopo aver estirpato
anche la più microscopica resistenza a tale dogma. E sappiano i lettori meno
ferrati, che è dalle fucine universitarie Neoliberali che provengono le
politiche di perenne impoverimento dei nostri servizi essenziali, del diritto
al lavoro, del diritto alla salute, del diritto agli alloggi, del sistema pensionistico, del bene comune, ecc. Cioè le decisioni su
come noi viviamo e moriamo. I nostri governi sono solo esecutori che non hanno
scelta, e dunque non è a Berlusconi né a Prodi o a Tremonti che dobbiamo
guardare per comprendere da dove viene il nostro (miserabile) tempo, e non è
contro di loro che dobbiamo combattere.

Nel 1971, all’epoca degli sforzi di Lewis Powell, i media
erano già centrali ai giochi del Potere, ma non come il Potere avrebbe voluto.
E l’avvocato neppure qui si perse in giri di parole: “Le televisioni dovranno
essere monitorate costantemente nello stesso modo indicato
per
i libri di testo universitari. Questo
va applicato agli approfondimenti
Tv, che spesso contengono le critiche più insidiose al sistema del business
”.
La stampa e la radio non sfuggono: “Ogni possibile mezzo va impiegato… per
promuoverci attraverso questi media
”; né le riviste popolari, dove “vi dovrà
essere un costante afflusso di nostri articoli
”; né le edicole, dove “esiste
un’opportunità di educare il pubblico e dove però oggi non si trovano
pubblicazioni attraenti fatte da noi
”. Powell prescrisse qui il boom, realmente
poi avvenuto, dell’editoria popolare straripante di rappresentazioni positive
del consumismo, cioè dell’Esistenza Commerciale. Ma le sue parole
preconizzarono anche l’avvento dei messaggi subliminali
che i media moderni ci rifilano in ogni forma e salsa per rafforzare il
Sistema, e infatti egli scrisse “Spendiamo centinaia di milioni di dollari in
pubblicità… ma solo una frazione di essi pubblicizza il Sistema
”.

Solo il meglio.

IlMemorandum’ che segnò il primo
passo per l’esecuzione capitale della Speranza, si conclude con le direttive
assolute impartite da Powell al futuro esercito dei padroni del mondo. Primo,
essere sempre ultra finanziati, e qui, scrive l’avvocato, “necessitiamo di un
sostegno finanziario da parte delle
corporations
molto superiore di quanto abbiano mai fatto finora
”. Powell sapeva che l’essenziale lavoro di creazione del consenso non poteva
essere affidato a ‘belle anime’ intellettuali o a volontari spesso impreparati
(come invece è sempre stato nelle sinistre e ancora è), e infatti sancì che chi
lavora al progetto di fermare la Storia deve essere “pagato allo stesso livello
dei più noti
businessmen e professori universitari”,
e le loro competenze “dovranno essere eccezionalmente alte, nei settori chiave
come la pubblicità e i media, il mondo intellettuale, l’avvocatura
”. Il
progetto di fermare la Storia deve essere perennemente controllato nella
qualità e fedeltà, e “le nostre presenze nei media, nei convegni,
nell’editoria, nella pubblicità, nelle aule dei tribunali, e nelle commissioni
legislative, dovranno essere superbamente precise e di eccezionale livello
”.

Undici pagine così scritte da un singolo uomo furono prese a
modello dalle destre economiche di tutto il mondo occidentale,
che, come chiunque di noi può verificare, le hanno messe in pratica
sostanzialmente alla lettera. E il risultato si vede, in milioni di esseri
umani benestanti ipnotizzati dai “valori del Sistema”; in milioni di studenti
indottrinati in un’unica direzione; nella corrosione implacabile dei diritti
fondamentali come lavoro, alloggio e salute causata dalla vittoria del “sistema delle imprese”; in una rete immensa di media
che ossessivamente promuovono quel Sistema; nello strapotere delle sue lobby; e
nella micidiale compattezza, competenza, abilità ed efficienza dell’implacabile
macchina dell’Esistenza Commerciale. Quelle undici pagine di concetti dettati
in estrema sintesi sono state il software che ha
guidato le destre economiche per 38 anni in un lavoro 24 ore su 24, sette
giorni su sette, unite, disciplinate, discrete, senza mai un dissenso e con una
comunicazione studiata come null’altro al mondo. Cioè Il Potere, dedicatosi
anima e corpo nella guerra alla Speranza, che fino al 1971 si chiamò Sinistra,
e che, come preannunciato, fu definitivamente
decapitata quattro anni dopo i primi sforzi di Lewis Powell. Ci volle infatti il lavoro di altri tre uomini per completare il
processo, e altre poche pagine di parole scritte con grande semplicità.

La Democrazia va salvata, uccidiamola.

E’ sconsolante assistere in questi giorni agli sbraiti di alcuni demagoghi che denunciano l’attacco alla
democrazia, portato oggi a sentir loro da alcuni pupazzi del Potere e dalle
loro malefatte locali. E’ come se qualcuno ci gridasse allarmi per l’avvento
del consumismo perché dietro casa sua è stato aperto un ipermercato. L’attacco alle democrazie fu pianificato 34 anni fa, e con
tale efficacia da non lasciare speranza. Come si è detto in precedenza, esso fu
l’atto finale della condanna a morte della Sinistra.

La Commissione Trilaterale nacque nel 1973 come libera
associazione di cittadini americani, europei e giapponesi con l’intento di
incoraggiare una stretta collaborazione fra queste tre regioni sui problemi
comuni, e di migliorare la comprensione pubblica di questi problemi
”.
Naturalmente questo proclama è una baggianata. Essa è
un club esclusivo di potenti personaggi decisi a tutelare i propri interessi,
ma che, contrariamente a quanto si crede, non sono affatto
un crocchio di autocrati mafiosi e complottisti. La
Commissione Trilaterale è invece il volto più che pubblico delle destre economiche
moderne, cioè pieni sostenitori della democrazia, intesa però come strumento
liberamente consegnato a pochi da parte di molti affinché poi i molti possano
fare l’interesse dei pochi. Infatti, una delle acquisizioni fondamentali delle
destre moderne è stata che le dittature non sono più il mezzo migliore per
spremere i cittadini; esse sono affari sporchi, incontrollabili, che finiscono
sempre col creare imbarazzanti contraccolpi sui media. Meglio la democrazia,
teleguidata naturalmente. Ed ecco che se fino a ieri le destre occidentali esportavano
colpi di Stato (Iran, Cile, Grecia ecc.), oggi esportano democrazia (Iraq,
Afghanistan, Pakistan ecc.). Ma la democrazia ha un
brutto vizio: tende a riportare l’interesse dei molti in primo piano, a scapito
degli interessi dei pochi. Tende cioè a essere istintivamente di sinistra. E
allora bisognava intervenire. La Commissione Trilaterale ha fatto questo negli
scorsi trentaquattro anni, con la gentile partecipazione di personaggi noti e
meno noti, come Zbigniev Brzezinski,
Jimmy Carter, David Rockefeller, Giovanni Agnelli, Piero Bassetti, Francesco
Forte, Arrigo Levi, Carlo Secchi, Edmond de Rothschild, George Bush padre, Dick
Cheney, Bill Clinton, Alan Greenspan,
Henry Kissinger e tantissimi altri.

Henry Kissinger e Giovanni Agnelli

Spiego meglio: la democrazia liberamente espressa fa giocoforza l’interesse dei cittadini, visto che sono i
cittadini a governarla, e questo ha sempre combaciato perfettamente con
l’ideale della Sinistra. Ciò, come si diceva, fu vero più che mai alla fine
degli anni ’60, a compimento di due secoli e oltre di Storia. Il Potere non
gradiva, ma si è anche detto che il Potere aveva compreso il valore della
democrazia come veicolo supremo dei suoi interessi, e qui stava una forte
contraddizione. I Padroni del Vapore, all’epoca del processo iniziato da Lewis
Powell, dissero in sostanza: la democrazia sta consacrando la sinistra, dunque
dobbiamo ucciderla; ma la democrazia ci serve, per cui dobbiamo salvarla.
Soluzioni? Di nuovo partirono poche telefonate, questa volta
a tre pensatori
: Samuel P. Huntington, Michel
J. Crozier e Joji Watanuki. Tre intellettuali, docenti universitari e
consulenti di governi, rispettivamente americano il primo, francese
il
secondo e giapponese il terzo. Di nuovo essi stilarono le ricette in
termini semplicissimi, nelle 227 pagine del loro The Crisis
of Democracy, consegnato
alla Commissione Trilaterale nel 1975. Di nuovo essi prescrissero la condanna a
morte della Sinistra, ma con uno stupefacente ma. Esso
era contenuto nella risposta alla contraddizione di cui sopra, una risposta che
può apparire demenziale: se volete salvare la democrazia e ucciderla allo
stesso tempo, dovete salvare la democrazia mentre la uccidete. Seguitemi e sarà
chiaro.

La spiegazione dell’assurdo paradigma appena scritto si
trova, in fondo, nelle parole a pagina 157 di The Crisis
of Democracy, dove si legge
che “la storia del successo della democrazia… sta nell’assimilazione di grosse
fette della popolazione all’interno
dei valori,
atteggiamenti e modelli di consumo della classe media
”. Cosa
vuol
dire? Significa che se si vuole uccidere la democrazia partecipativa dei cittadini (quella che
per definizione fa l’interesse dei molti a scapito dei pochi privilegiati – la
Sinistra) mantenendo in vita l’involucro della democrazia (quella che ci fa
votare i pochi privilegiati che poi ci spremono come limoni) bisogna farci
diventare tutti consumatori, spettatori, piccoli investitori. Che è quello che
ci hanno fatto. Così ci hanno fregati, ci hanno annientati come protagonisti
della democrazia. E’ stata la loro idea suprema, di suprema
genialità. La massa dei cittadini che in seguito a due secoli di lotte dal
basso aveva appena imparato a divenire partecipativa, è stata ridotta a Spettatori inerti, appunto
consumatori, spettatori, piccoli investitori. L’involucro della democrazia fu
salvato, il suo contenuto fu annientato. I tre autori scrissero le istruzioni
in termini chiarissimi, ed esse furono messe in pratica per oltre trent’anni in
tutto l’Occidente: “Il funzionamento
efficace di un sistema democratico
necessita di un
livello di apatia da parte di individui e gruppi. In passato (prima degli anni
’60
nda) ogni società democratica ha avuto una
popolazione di dimensioni variabili che stava ai margini, che non partecipava alla
politica.
Ciò è intrinsecamente anti-democratico, ma è stato
anche uno dei fattori che ha permesso alla democrazia di funzionare bene
. Infatti, nel testo si legge che
la minaccia alla democrazia americana proveniva “dalla dinamica stessa della
democrazia in una società
altamente istruita,
mobilitata e
partecipativa”, quella
dove erano fioriti i “gruppi giovanili, etnici, e dove quei gruppi stavano
assumendo una nuova consapevolezza
”. Andavano disattivati, resi apatici,
immobili, ed è accaduto precisamente questo ovunque, con il boom edonistico
degli anni ’80 e con l’avvento della Tv commerciale.

Vi chiedo di soffermarvi sulle righe qui sopra, perché se si
comprende questo si comprende chi è il Potere, come
hanno lavorato e chi veramente dobbiamo combattere. Cioè non Berlusconi, ma il
Sistema che usa Berlusconi come uno dei suoi tanti strumenti per i suoi scopi
finali. E’ infatti assolutamente inutile che oggi gli
antagonisti di moda in Italia sbraitino contro la Casta, perché non fu la Casta
a disabilitare la democrazia, e soprattutto non è sbraitando contro la Casta
che si riattivano i cittadini spenti ormai da più di trent’anni dalle strategie
di The Crisis of Democracy.

Samuel P.Huntington

“Curare la democrazia con ancor più democrazia è come
aggiungere benzina al fuoco
.”

Il lavoro di Samuel P. Huntington,
Michel J. Crozier e Joji Watanuki si spinse però
molto oltre, per colpire ogni aspetto cruciale della democrazia partecipativa. Basta leggere a pagina
161 la lista di ciò che secondo gli autori ostacola
la democrazia: “1) la ricerca dell’eguaglianza e del valore dell’individuo… 2)
l’espansione della partecipazione alla politica… 3) la competizione politica
essenziale alla democrazia… 4) l’attenzione che il governo dà all’elettorato e
alle pressioni dalla società”. Ora, se pensate all’epoca che stiamo vivendo, vi
trovate in ordine che : 1) sono stati distrutti
l’eguaglianza e il valore dell’individuo attraverso la cultura della Visibilità
(leggi Vippismo, sia nel Sistema che
nell’Antisistema); infatti oggi, e nonostante ci troviamo nella modernità
evoluta, chi non è ‘visibile’ nel potere o nei media o nello spettacolo/sport è
uno zero sociale rispetto ai chi lo è – 2) l’apatia partecipativa nella polis è ai massimi livelli, così come nelle
fabbriche o nella cultura – 3) l’eliminazione dei partiti minori a favore dei
grandi schieramenti ha imbavagliato diverse forze politiche ed eliminato del
tutto altre – 4) la sensazione a livello di cittadinanza è che il governo
ignori sempre e cronicamente le istanze reclamate dai cittadini attivi e dai
gruppi che non siano lobby di potere. Ergo, le istruzioni di Huntington, Crozier e Watanuki combaciano in tutto con il presente.

Essi dissero al Potere che “l’idea democratica secondo cui
il governo deve rispondere ai cittadini, crea
in questi
aspettative
di soddisfazione dei bisogni e di eliminazione dei mali che
affliggono certi gruppi nella società
”, e che “curare la democrazia con ancor
più democrazia è come aggiungere benzina al fuoco
”. Parole incredibili, ma
hanno però di fatto modellato le nostre vite fino a oggi. Naturalmente ogni
idea di Stato Sociale che “avrebbe dato ai lavoratori
garanzie
e avrebbe alleviato la disoccupazione” veniva tacciata di
essere “una deriva disastrosa… poiché avrebbe dato origine a un periodo di caos
sociale
”. Nel testo si avvertono i potenti che “L’impulso della democrazia è di
diminuire il potere del governo, di aumentare le sue funzioni, e di diminuire
la sua autorità
”, che è esattamente ciò che invece doveva accadere se le nostre
democrazie fossero rimaste sane.

The Crisis of
Democracy proclama che la risposta a questi ‘mali’
democratici doveva essere una sola: il ritorno al governo delle elite. Huntington,
Crozier e Watanuki iniziano
ricordando l’esempio illuminante del Presidente americano Truman, che “era
stato in grado di governare il Paese grazie all’aiuto di
un
piccolo numero di avvocati
e di banchieri di Wall
Street
”. Infatti, “la democrazia è solo una delle fonti
dell’autorità e non è neppure sempre applicabile
. In diverse istanze”, scrivono gli autori, “chi è più esperto, o più
anziano nella gerarchia, o più bravo può mettere da parte la legittimazione
democratica nel reclamare per sé l’autorità
”. Faccio notare che queste parole
scandalose furono nella realtà il fondamento ideologico di ciò che avverrà in
Europa 34 anni dopo con la creazione della nuova
Europa sancita dal Trattato di Lisbona, che infatti decreta che noi europei
verremo tutti governati in futuro da una elite di burocrati super specializzati
che nessuno di noi potrà eleggere, avendo appunto messo da parte ogni
legittimazione democratica. Capite da dove viene l’attacco
alla democrazia di oggi
?

La trappola.

I sindacati, e ogni altra forma di associazione di cittadini
attivi, erano ovviamente un problema da affrontare. Qui gli autori diedero il
meglio di sé, con una delle trovate più insidiose della storia politica
moderna: la cooptazione. Compresero che nelle democrazie evolute era ormai
controproducente mantenere uno scontro frontale con i sindacati o con altre organizzazione similari, e con le loro parole
diedero inizio a una delle epoche più infami dei rapporti fra Potere e mondo
dei lavoratori/cittadini, quella che nel giro di pochi decenni porterà i
sindacati dalla loro storica tradizione di lotta per ottenere sempre maggiori
diritti, alla miserevole condizione odierna, dove essi ormai possono solo contrattate sul ‘grado di abolizione dei
diritti’
. Huntington, Crozier e Watanuki
scrissero: “Le richieste crescenti e le pressioni sui governi impongono una
collaborazione maggiore
. Potremmo escogitare mezzi per
assicurarci sostegno e risorse… dai sindacati e dalle associazioni civiche
.
Si faccia attenzione: queste parole vengono scritte
agli albori degli anni ’70, in un’epoca in cui la sola idea di un sindacato che
assicurasse sostegno e risorse” al governo avrebbe attratto derisione da una
parte se non grida di alto tradimento e sommosse violente nelle fabbriche di
tutta Italia. Ma è successo, ce l’hanno fatto fare, e
non è necessario riassumere qui la vergognosa parabola in quel senso di CGIL,
CISL e UIL perennemente impegnate a togliere le castagne dal fuoco a governi e
imprese, o addirittura a finanziare partiti che saranno poi parte dei governi
che dovrebbero monitorare. La medesima cosa è accaduta per le cosiddette
organizzazioni di cittadinanza attiva, le ONLUS e altri, che oggi sempre più
sono cooptati nella spartizione delle torte dei servizi alla cittadinanza,
dimentiche che la loro funzione era di vigilare e di combattere le
amministrazioni, non di banchettarvi assieme. Ma
tornando ai sindacati, The Crisis of
Democracy aveva in serbo un altro siluro. Gli autori
compresero che la forza delle formazioni sindacali
stava nell’ideologia radicale, poiché “quando essa perde forza, diminuisce il
potere dei sindacati di ottenere risultati
”. E quale potesse essere l’antidoto
all’ideologia, gli apparve subito chiaro: la concertazione. Scrissero infatti:
“(Essa) produce disaffezione da parte dei lavoratori, che non si riconoscono in
quel processo burocratico e tendono a distanziarsene, e questo significa che
più i sindacati accettano la concertazione più diventano deboli e meno capaci
di mobilitare i lavoratori, e di metter pressione sui governi
”. La
concertazione nacque dunque per disabilitare i sindacati. Questi ragionamenti
sono inseriti in un contesto più ampio nel testo, ma
colpisce come un fulmine il fatto che quei germi della futura disgregazione
sindacale fossero così lucidamente chiari a coloro che trentaquattro anni fa
pianificavano l’esecuzione capitale della Sinistra in tutto l’Occidente. E non era
solo necessario cooptare i sindacati e chiuderli nella trappola della
concertazione; bisognava anche privilegiare quelli più
grossi e autoritari nella leadership, poiché “nello Stato moderno i capi
potenti dei sindacati… capaci di comandare i propri membri, sono una minaccia
inferiore all’autorità dei leader politici e sono persino un aiuto ad essa
”. Il
motivo era chiaro: “Se i sindacati sono disorganizzati, se i membri sono
ribelli, se le rivendicazioni estreme e gli scioperi selvaggi sono frequenti, l’applicazione
di una politica nazionale dei salari diventa impossibile… contribuendo
all’indebolimento del governo
(non dei lavoratori!, nda)”, dunque ben venga il sindacato corporazione, più
facile da domare.

Questi concetti raccontano, come in un percorso prestampato,
tutto ciò che è avvenuto poi, fino alla miserrima condizione odierna dove i
sindacati “potenti e capaci di comandare i propri membri” hanno svenduto il
Diritto Umano al lavoro e hanno del tutto abbandonato il radicalismo necessario
a impedire una tale sciagurata deriva. Di nuovo, ciò dimostra che se vogliamo
combattere anche questo trionfo del Potere sul mondo del lavoro di oggi, è
inutile prendersela con gli affari parrocchiali di questo o quel governo
italiano, di questo o quel leader sindacale. Essi sono
solo esecutori volenti o nolenti, nulla di più. Gli esempi si sprecano, come la
cocciuta insistenza di ogni nostro esecutivo negli ultimi dieci anni
nell’innalzamento dell’età pensionabile, a fronte del fatto che i contabili di
Stato continuano a dire che i conti delle casse previdenziali
sono invece sanissimi. Perché allora quell’insistenza? Perché devono eseguire
ordini dall’alto, ordini concepiti più di trent’anni
fa in altri luoghi del mondo. E allora vanno combattuti i mandanti, che oggi
come allora non si chiamano Tremonti, Ichino o
Epifani.

Social Control.

Come risulta chiaro, il Potere già
allora possedeva una visuale cristallina dei problemi seri da affrontare, o di
quelli irrilevanti nonostante le apparenze. Fra questi ultimi c’era la
massiccia presenza comunista negli Stati europei come l’Italia, che veniva liquidata già nel 1975 con queste parole: “I partiti
comunisti hanno perso terreno quasi ovunque nell’Europa occidentale. La loro
ideologia è sbiadita, e appare come una Chiesa omologata il cui carisma è in
parte scomparso.
Perché mai partiti così sedati e moderati
dovrebbero costituire una minaccia alla democrazia proprio quando ne rispettano
le fondamenta?
. Liberi dal
pericolo di un’effettiva resistenza da parte dei ‘rossi’ (14 anni prima del
crollo del Muro di Berlino), i Padroni del Vapore
dovevano concentrarsi su elementi assai più moderni, come i media. La Tv fra
tutti doveva essere controllata, poiché “vi sono prove massicce che ci dicono
che lo sviluppo del giornalismo televisivo ha contribuito all’indebolimento
dell’autorità dei governi
”, e che anche la stampa “ha assunto un ruolo sempre
più critico verso i governanti e i loro funzionari
”. L’avvento
dei media disposti
a sfidare l’autorità era per gli autori una minaccia al
funzionamento stesso degli esecutivi, poiché “ha reso quasi impossibile il
mantenimento del distacco per governare
”, e oltre tutto “l’etica democratica
rende difficile oggi impedire
(ai media) l’accesso e decurtare l’informazione”.
Lamentabile era in particolare “il crescente potere dei giornalisti a discapito
di quello degli editori o dei padroni
”, e questo obbrobrio
veniva affermato senza l’ombra della vergogna. Dunque qualcosa andava fatto,
urgentemente, e The Crisis of
Democracy decreta cosa: “Occorrono misure importanti
per ristabilire il giusto equilibrio fra la stampa, il governo e altre
istituzioni
”, un concetto che suona come una bestemmia a chiunque abbia chiaro
che imporre tale equilibrio significa imbavagliare il
ruolo di controllo dell’informazione sui poteri. Superfluo elencare ora come
questi precetti si sono di nuovo trasformati in realtà, e come gli esecutori
come Murdoch o Berlusconi ancora oggi lavorino per eseguire quegli ordini.

Il lavoro di cui stiamo trattando mantiene tuttavia la focale
ben puntata sui cittadini di quell’epoca, che erano usciti dai turbolenti e
rivoluzionari anni ’60 rinvigoriti nell’attivismo politico, gente che “siccome
richiede
(ai governi) maggiori interventi per risolvere i loro problemi, necessita di ancor più controllo
sociale
”. L’attivismo di quei
tempi era democrazia partecipativa,
ed essa era la Speranza, ovvero la Sinistra, che
andava decapitata. Nel decalogo della riscossa del Potere di
Huntington, Crozier e Watanuki, il controllo sociale è una delle ghigliottine.
Anzi, più precisamente si parlò il controllo sociale indiretto sull’individuo, quello che sappiamo essere il più subdolo
e il meno plateale, il più difficile da contrastare. Uno strumento già oliato
in parte negli USA, ma semi sconosciuto in Europa,
dove la disciplina sociale non è adorata come in Giappone, e dove le forme
indirette di controllo sociale sviluppate in America non sono presenti
”, in
particolare in Italia. Il pericolo di tale mancanza di
controlli sociali è che “le classi lavoratrici non vengano del tutto assimilate
nel ‘gioco sociale’, specialmente nelle nazioni latine
”. In altre parole: se
non li si include nel grande popolo dei consumatori,
non li potremo controllare mai e continueranno a partecipare. E nelle nuove democrazie consumistiche, sentenziano Huntington, Crozier e Watanuki, sarà necessario “sperimentare metodi più
flessibili che producano maggior controllo sociale con minore coercizione
”.
Dodici parole, dodici stringate parole che prescrivono al Potere uno dei processi di ingegneria sociale più devastanti della
Storia, finalizzato al controllo di tutti noi: l’Esistenza Commerciale e la
Cultura delle Visibilità, cioè le masse dei cittadini ridotti a
consumatori/spettatori del tutto disattivati, e che infatti verrà rilanciato
con immane potenza di fuoco a partire dalla decade successiva, fino a oggi.

The Crisis of
Democracy fu discusso dall’assemblea plenaria della
Commissione Trilaterale il 31 maggio del 1975. Le voci di
dissenso
a questo processo alla democrazia partecipativa vi furono anche in seno alla Commissione stessa, ma
di fatto i tre autori diverranno da lì a poco membri dell’amministrazione di
Jimmy Carter e le loro idee prenderanno il volo, per atterrare oggi sui
davanzali delle nostre case, assieme a quelle dell’avvocato Lewis Powell. Ecco
come morì la Sinistra, ecco chi veramente decide come la gente deve vivere. La lista dei manovratori del mondo non si ferma ovviamente a
quelli menzionati, ve ne sono altri (WTO, IMF, gli investitori internazionali,
le grandi banche d’affari come Goldman Sachs, la Commissione Europea, il gruppo
Bilderberg, le Think Tank
economiche ecc.), ma sono sempre membri dello stesso club, una elite ristretta
che dopo due secoli di sconfitte è tornata sul trono. Ecco chi è il Potere,
quello che telecomanda tutto ciò che i nostri politici e amministratori fanno
di fondamentale.

Conclusione.

Cosa fare in concreto? Innanzi
tutto, l’attivismo italiano deve essere meno egocentrico. Oggi in Italia
viviamo una sciagurata deriva pilotata da approfittatori in malafede, che
vorrebbero convincerci che i problemi capitali di sessanta milioni di italiani sono quelli percepiti da loro e dalla minoranza
di borghesi o studenti col sedere protetto che li seguono, e cioè i problemi
relativi a Berlusconi e ai sui guai giudiziari, o alle sue presunte connivenze
con le mafie regionali, o al suo mediocre conflitto d’interessi ecc. Queste
sono sciocchezze se paragonate a quanto sopra descritto, che al contrario
domina in modo devastante la vita concreta degli italiani nei sei ambiti vitali:
Lavoro, Alloggi, Sanità, (Non) potere di decidere la propria economia,
Istruzione, e Possibilità di partecipare alla polis. Decine di milioni di italiani ogni mattina affrontano veri drammi in questi
sei campi, drammi che ne decidono la vita e quella dei loro figli, che li
angosciano, e che li hanno resi del tutto inerti e impotenti, esattamente come
voleva il Potere. Chi si definisce attivista dovrebbe accettare che certe
‘manie’ di moda non sono i problemi capitali delle persone, che gli odiati
target di moda non sono le cause primarie del male degli italiani, e infine che è del
tutto inutile incitare i cittadini alla partecipazione se essi sono stati
scientificamente disabilitati da più di trentacinque anni di lavoro dell’Esistenza Commerciale e della Cultura della Visibilità.
Va trovato l’antidoto alla loro
paralisi, inutile urlargli addosso con l’Industria della Denuncia e
dell’Indignazione.
O si comprende questo oppure siamo finiti.

La lotta va fatta con la stessa intelligenza e con la stessa immensa perizia con cui il Potere ha riconquistato il
mondo, e che ho sopra descritto. Contro il bersaglio giusto.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=151
20.10.2009

Pubblicato da Davide

  • maxbla

    Sono d’accordo su tutto, ma occorrerebbe anche una storia sull’immissione della droga tra i giovani quale altro progetto di ingegneria sociale fermamente voluto dal potere.
    In base all’idea del consumo libero di stupefacenti, quale rituale di massa durante i megaconcerti rock degli anni 60′, si è passati a uno strumento di dominio sulle menti giovani, contrastando le spinte rivoluzionarie che hanno bisogno di energie fresche, facili entusiasmi, speranze e forme utopistiche di pensiero radical-anarchico.
    Inoltre è interessare valutare la morfologia geopolitica della produzione di oppio negli ultimi tre secoli e la rotazione del dominio coloniale e postcoloniale su tale produzione.
    DOPO LA COLOMBIA SARA’ L’ AFGANISTAN A DETENERE LA PRODUZIONE.
    Parallelamente occorrerebbe tracciare le linee di pensiero della psicanalisi e della psichiatria, nel dirottare le proprie teorie esistenzialiste, tanto care agli intellettuali fondatori della new-age californiana, in direzione del behaviourismo e dei riflessi condizionati applicati con successo nella teledemocrazia e nella videosubliminalità pubblicitaria.
    In ultima analisa la legalizzazione degli psicofarmaci quale ulteriore arma di distruzione mentale nell’ ambito di una strategia di disinnesco mentale e quindi di attuazione di un’ipnosi collettiva a sostegno o in sostituzione di una inefficace mesmerizzazione da parte dell’ apparato mediatico.
    Recentemente la comunità scientifica sta coniando un nuovo nome per indicare la malattia mentale della quale sarebbero affette le persone che dissentono dal potere o che vedono in esso oscure trame complottiste:dopo di che, in ossequio all’eziologia, i nuovi psicofarmaci saranno presto in circolazione.
    Il potere è ovunque: come non accorgersene.
    Il potere è alimentato dalla nostra passività mentale indotta.
    Il rischio è di impazzire nel tentativo di contrastarlo da soli: ecco perchè bisogna farlo collettivamente.

  • stefanodandrea

    Articolo molto importante.
    Intanto perché muove dalla intelligenza del nemico, che i presuntuosi antagonisti, sovente poco intelligenti, sogliono sottovalutare.
    In secondo luogo, perché c’è la comprensione che una parte politica – la destra economica, che non coincide con la destra tout court: la destra non economica è stata annientata, non diversammente dalla sinistra, dalla destra economica – ha deciso di conquistare la egemonia e l’ha conquistata, avvalendosi di strumenti che danno luogo e hanno dato luogo a trasformazioni antropologiche (subito intuite da Pasolini).
    In terzo luogo perché muove dal concetto che il partito che è necessario – questo l’autore non lo dice; parla di lotta contro il potere, che sembra un potere astratto e globale; mentre è evidente che “ogni popolo avrà la sua lotta” (Marcos) se aprà conquistarsela – è alternativo alle due coalizioni e non giova a nessun obiettivo lasciarsi prendere dall’antiberlusconismo, che è una tendenza che ha finito per giustificare la scelta di emerite nullità, soltanto perché rappresentavano l’alternativa a Berlusconi.
    Il carattere astratto e globale che sembra assumere la “lotta” contro il potere induce l’autore a non mettere in evidenza che sevre un partito italiano (e sotto questo punto di vista, forse, la tesi dell’articolo può essere completata; ma non sappiamo se Barnard sarebbe daccordo): un partito del popolo italiano. E’ qui in italia che dobbiamo portare la lotta, perché è la nostra lotta. I canali televisivi da spegnere, attraverso la eliminazione o forte riduzione della pubblicità, sono quelli italiani. Le leggi sul consumo da cambiare sono quelle italiane. Serve però un partito davvero radicale: un fronte popolare, direi.
    Il cammino da percorrere, comunque, è lungo. La resistenza è unnanzitutto individuale. Passa per la educazione dei figli, che non devono diventare clienti a qualunque costo e anche assumendo rischi gravi.
    Il nemico vicino, ossia il servo del padrone, che è il nemico lontano, è il consumatore. Il consumatore non è un uomo; è una fogna. Non va tutelato; va disprezzato e sanzionato.
    Siamo tanto daccordo con Barnard, con il quale questa volta ci complimentiamo, che abbiamo scritto “18. Il termine consumatore deve essere bandito. Esistono soltanto il consumismo e la spesa equilibrata. Il consumismo è l’atteggiamento e l’ideologia dei drogati del consumo; il consumerismo magari fosse metadone: è la dose a basso prezzo” (il consumerismo è la teoria, soprattuto giuridica, ma anche politica, che fa perno sulla tutela del consumatore): cfr. in Manifesto del Fronte popolare italiano http://www.appelloalpopolo.it/?p=22.

  • Bubba

    Le lobby dovranno dedicarsi particolarmente al settore giudiziario, “sfruttandolo, come hanno fatto le sinistre, i sindacati e i gruppi dei diritti civili… che ebbero successi spesso a nostre spese”.

    Che cosa si intende con “sfruttare il settore giudiziario”?

  • Tonguessy

    “Basta leggere a pagina 161 la lista di ciò che secondo gli autori ostacola la democrazia: “1) la ricerca dell’eguaglianza e del valore dell’individuo…”…
    “vorrebbero convincerci che i problemi capitali di sessanta milioni di italiani sono…i problemi relativi a Berlusconi e ai sui guai giudiziari”
    Devi deciderti, Barnard. O la ricerca dell’uguaglianza davanti alle legge è una priorità per tentare di smontare quella sindrome del burocratizzato (il senso di impotenza che pervade chiunque abbia la disgrazia di entrare in contatto con il Potere, Golem onnivoro che divora gli innocenti-traumatizzandoli- per proteggere i custodi del sistema) oppure il PRIMO punto stilato dagli esperti in debunking istituzionale non è da considerare prioritario, nel qual caso hai ragione a svalutare le vicende giudiziarie del berlusconi.
    Cosa scegli?
    Altrettanto interessante: “Cosa fare in concreto? Innanzi tutto, l’attivismo italiano deve essere meno egocentrico”. Detto da chi ha lanciato la propria scarpa contro CDC è un gran bel scrivere. Penso che dovresti metterti d’accordo con te stesso, non trovi?
    Comunque ti ringrazio per le informazioni.

  • demianlee

    Leggere Barnard fa bene.
    Grazie.

  • Nellibus1985

    Ottimo articolo. Mai sentiti nominare i politologi Crozier e Watanuki, ma Samuel Huntington lo conosco piuttosto bene, e lo considero una delle menti più brillanti del ventesimo secolo, per quanto riguarda il suo campo. Tanto lo studio descritto da Paolo Barnard quanto quello, ben più famoso, sullo “scontro di civiltà” (che funse da risposta ai deliri sulla “fine della storia” di Francis Fukuyama), gli sono stati commissionati ed egli, da buon repubblicano, ha fatto di tutto per spianare il terreno alla più selvaggia e aggressiva politica neocons, di cui abbiamo visto gli effetti negli ultimi anni. Mi chiedo se del testo “The crisis of democracy” ne esista una versione italiana, perchè non sono riuscito a trovarlo nemmeno su internet. In ogni caso, mi complimento con Paolo Barnard, che considero un bravissimo giornalista; articoli di uno spessore simile capita rarissimamente di poterli leggere. Saluti.

  • Tonguessy

    “Il nemico vicino, ossia il servo del padrone, che è il nemico lontano, è il consumatore. Il consumatore non è un uomo; è una fogna. Non va tutelato; va disprezzato e sanzionato”
    La vedo difficile fondare un partito che abbia un certo peso politico che si fondi su queste premesse. Ci hanno formati come consumatori e non come cittadini (proprio per svuotare dall’interno il significato di partecipazione), quindi suppongo i consumatori tout-court siano la stragrande maggioranza degli aventi diritto. In assenza di spazi educativi adeguati, come pensi di trasformare un popolo di consumatori in un popolo di consapevoli cittadini? Il disprezzo, mi duole dirlo, non paga.

  • KATANGA

    PSICOSTORIOGRAFIA…Gaal Dornick servendosi di concetti non matematici,ha definito la psicostoria come quella branca della matematica che studia le reazioni di un agglomerato umano a determinati stimoli sociali ed economici….
    inplicito in tutte queste definizioni e’ il fatto che l’agglomerato umano in questione deve essere sufficientemente grande da consentire valide elaborazioni statistiche.le dimensioni minime dell’agglomerato possono essere calcolate con il Primo Teorema di Seldon (Lewis Powell eh,eh!)che dice che…..
    Un ulteriore assunto e’ che la comunita esaminata deve essere,essa stessa,all’oscuro dell’analisi psicostorica affinche le sue reazioni siano assolutamente istintive…
    La base di ogni scienza psicostorica valida e’ nello sviluppo delle Funzioni Seldon che conferiscono propieta’ analoghe a quelle forze sia economiche sia sociali che….

    ENCICLOPEDIA GALATTICA

    ISAAC ASIMOV

    per un “libriccino” di fantascienza del ’63 non e’ mica male come potenzialita’ predittiva….chissa’ da dove a preso spunto ‘sto Powell??

  • Cornelia

    Fantastica giornata.
    Oggi due articoli fondamentali e indispensabili: questo, e quello uscito su Luogocomune.
    Entrambi da incorniciare.

  • Accatto1

    Interessante disamina, ma sempre dall’interno della “storia”. Per completezza si dovrebbe osservare che la realtà che ci viene proposta per trasformarci in esseri non pensanti e facilmente manipolabili è insostenibile. Il controllo delle nostre coscienze è attuato convincendoci ad aderire alla religione della crescita continua, non sostenibile in un mondo finito.
    La lotta per un mondo migliore dovrebbe partire dalla consapevolezza di questo assunto, che dovrebbe costituire la base di aggregazione per cercare di scardinare questo sistema.

  • operaiomantici

    Analisi interessante ed utile.

    Secondo me questa strategia avviene anche in campo ambientalista, dove i soliti padroni del mondo (o del vapore) hanno fondato wwf e greenpeace per impedire che siano direttamente le persone ad occuparsi dei problemi del pianeta, ma si affidino a loro.

    Inoltre ho sempre trovato raccapricciante l’idea che gli esseri umani possano stare bene mettendosi in competizione tra loro, quando sarebbe opportuno invece sviluppare metodi di cooperazione.
  • Tonguessy

    Le tesi che muovono l’economia del nuovo millennio non considerano i limiti di sistema in quanto porrebbero dei freni al modello Ponzi in atto. Anche se fossimo tutti consapevoli della finitezza delle risorse non penso cambierebbe molto in questa società dove il virtuale ha consapevolmente assassinato il reale.

  • AlbaKan

    Gli attacchi alla Costituzione sono all’ordine del giorno, in questi tempi di “democrazia”. Ci stiamo dirigendo verso un Totalitarismo globale, anche se a parlare di Nuovo Ordine Mondiale si rischia sempre di essere definiti “complottisti”
    Paolo Barnard ha spiegato molto bene il COLPO DI STATO IN EUROPA [www.vocidallastrada.com] in alcuni video su YouTube di cui consiglio la visione…

  • lino-rossi

    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4610

    Kalecki:
    “Durante la depressione, sotto la pressione delle masse o anche senza di essa, verranno intrapresi investimenti pubblici finanziati mediante prestiti per prevenire la disoccupazione di massa. Tuttavia, se saranno fatti tentativi per applicare questo metodo allo scopo di conservare l’alto livello di occupazione raggiunto nell’espansione successiva è probabile che verrà incontrata una forte opposizione da parte dei “dirigenti d’impresa”. Come è stato sostenuto la piena occupazione non è affatto di loro gradimento. I lavoratori “sfuggirebbero al controllo” e i “capitani d’industria” sarebbero ansiosi di “dargli una lezione”. Inoltre l’aumento dei prezzi nell’ascesa è svantaggioso per i piccoli e grandi rentiers, e perciò anch’essi sono ostili all’espansione. In tali condizioni è probabile che si formi un potente blocco tra gli interessi delle grandi imprese e dei rentiers e che essi trovino più di un economista disposto a dichiarare che la situazione è evidentemente insana. E assai probabile che la pressione di tutte queste forze, e in particolare delle grandi imprese indurrà il governo a tornare alla politica ortodossa di diminuzione del deficit di bilancio”.

    ottimo Barnard.

  • roberto_fiordaliso

    Buon articolo, ne servirebbe a seguire un altro che spieghi in parole molto molto molto povere, la relazione tra le coscie che sgambettano nei varietà e l’impoverimento costante che ha portato a tutto ciò.
    Finchè la gente non sa dove sbaglia e non impara a vedere i “filoni” di pensiero e non solo idee isolate, la colpa sarà sempre e solo dei vari Silvi (per loro).

  • Davide71

    Ciao a tutti:
    mi spiace ma Barnard ha semplicemente dimostrato di non avere capito cosa sia la destra e la sinistra. Se lo avesse capito avrebbe capito che quella morta e sepolta é la DESTRA non la sinistra. La grande invenzione del socialismo totalitario moderno è proprio quella di abolire la parola stessa “sinistra” perché così impedisce a chiunque di osservare il suo contraltare, la destra, negandogli perciò stesso la possibilità di qualunque OPPOSIZIONE.
    La propaganda ci martella dicendo che Berlusconi è di destra? E gli credete? BRAVI! Avete proprio capito tutto!
    L’errore madornale di Barnard è la convinzione che la destra sia il male e la sinistra sia il bene. Niente di più falso. Non esiste nessuna relazione tra le due coppie di concetti.
    Comunque è solo uno dei milioni di equivoci e confusioni di cui abbonda il testo, e ci metterei una vita a evidenziarli tutti. Per coloro che volessero sapere cosa sia veramente una visione di destra moderna consiglio la lettura delle opere di Hayek.
    Per gli appassionati di economia consiglio di fare un salto sul sito di Usemlab e farsi una cultura di Economia Austriaca.
    Se per caso si accorgono di avere di fronte qualcosa completamente estraneo alla loro mentalità sappiano che ciò succede perché, nella loro testa, la destra è morta!
    Un esempio: secondo voi il LIBERO sviluppo dell’individualità e l’indirizzamento lavorativo verso la propira naturale inclinazione è di destra o di sinistra? Ve lo dico io: è di destra!
    Invece prendere un bambino e ficcare il suo culo tra i banchi per 13-16-18 anni senza mai verificare se è adatto allo studio oppure no è di sinistra (estrema). Sarebbe di sinistra (positiva) favorire le sue naturali inclinazioni con una formazione adeguata indipendentemente dal fatto che il bambino possa permettersela. Questo mi va bene. QUESTA SINISTRA mi piace e sostengo. Ma oggi ti dicono cosa devi imparare e per quanto tempo, cosa dovrai fare da grande (le professioni del futuro, impresa internet inglese).
    Ti daranno una bella carta di credito tramite la quale fare tutti i tuoi acquisti, tanto per sapere cosa spendi e dove…magari la carta di credito te la ficcano sulla schiena così non puoi neanche togliertela!
    Sveglia ragazzi, il primo nemico ce l’avete in testa e ve l’hanno infilato tra i banchi di scuola!

    P.S. scommetto che siete tutti convinti che la democrazia sia di sinistra, vero?

  • Tonguessy

    “La propaganda ci martella dicendo che Berlusconi è di destra? E gli credete?”
    Qui a CDC sappiamo tutti che berlusconi è comunista, con noi certa propaganda non attacca.

  • roberto_fiordaliso

    Quello che ci ha capito poco niente dell’articolo sei tu, ti focalizzi sulle parole destra e sinistra e scrivi delle frasi di cui non ne comprendi neanche tu il significato, cito:

    “secondo voi il LIBERO sviluppo dell’individualità e l’indirizzamento lavorativo verso la propira naturale inclinazione”

    Scommetto che lo consideri una cosa positiva, vero?
    Siete in tanti che a sentir parlare di “ripresa economica”, di “impresa”, di “meritocrazia” & C. ne percepite un fare positivo per tutti, questo ovviene perchè nei vostri cervelletti bacati la “propaganda” vi ha fatto credere che l’industria è il misuratore del bene comune, se sta bene “lei” stanno bene tutti i suoi sottoposti.
    E soprattutto vi hanno insediato il “volere di più”, perchè mai si debba volere di spiccare sopra un altro? Questa è la vera follia che la propaganda ha instaurato.

  • Tetris1917

    Caro Barnard,
    ho stampato e letto il tuo lavoro qua’ sopra ri-proposto. Certamente un lavoro di livello, e comunque incorpora un sacco di spunti interessanti. Tu parti dal 71, e chiamante quello era un periodo di ristrutturazione del sistema. Si veniva da un boom economico, oramai finito e la crisi che poi busserà negli anni avvenire con il prezzo del greggio alle stelle e la disoccupazione galoppante. E soprattutto non dimentichiamo il 71, con il trattato di Bretton Woods, consacrazione totale del dollaro, come carta moneta, da accettare universalmente, e soprattutto il legame residuo dollaro -> oro eliminato. Questo diede impulso all’economia speculativa e/o parassitaria degli anni successivi, e linfatizzò il potere, cosi’ come tu descrivi. Lo stesso comunista napoletano Amadeo Bordiga (uno dei fondatori nel 21 del Partito Comunista d’Italia con la scissione di Livorno), individuava nel periodo 73-74 l’inizio della crisi del sistema, chiaramente lui sperava nella rivoluzione che non si ebbe. Ma le sue analisi molto ci avevano azzeccato, almeno nel mettere insieme le debolezze evidenti del sistema stesso.
    Partiamo quindi da quando parli del sindacato, come una struttura che sostanzialmente si era tenuta alla larga dalla stanza dei bottoni, ossia che poneva la lotta dei diritti come elemento fondante. Stiamo parlando del 1971 o giu’ di li’ e stiamo in America. Giusto? Ora con una virata tempo-spazio, ti vorrei portare invece, al 1919-1920 a quello che fu denominato “il biennio-rosso” in Italia. Come ben sai quel periodo, fu il piu’ vicino alla rivoluzione; per svariati motivi:
    1) Fine della guerra e fame galoppante
    2) Malcontento generale
    3) Crisi economica
    4) Esempio Russo
    5) Classe lavoratrice in evoluzione
    6) Partito (inteso quello rivoluzionario) presente
    Gia’ allora il nonno del signore che hai messo in foto che sta vicino a Kissinger (il padrino del golpe in Cile del 73) Giovanni Agnelli, auspicava (e realizzava) il controllo del sindacato per scongiurare la rivoluzione. Infatti, nonostante fosse radicalizzato (il sindacato) su posizioni abbastanza di avanguardia, con Buozzi della CGIL; alla fine, nel settembre del 1920 le occupazioni delle fabbriche e del loro controllo attraverso i consigli, fallirono. E la rivoluzione fu scongiurata. Gia’ allora, l’applicazione dei principi di controllo che “assicurasse sostegno e risorse” fu importante per debellare il pericolo rosso. Ma fu ancora piu’ importante, il fallimento del partito rivoluzionario, che si era coagulato intorno agli ordinovisti (Togliatti Gramsci Tasca ecc…) e in forme di sindacato di base e di consigli. Infine ci fu l’intervento ben calibrato del liberal Giolitti. E tutto si risolse nelle solite rivendicazioni di stampo riformista. In questo possiamo dire Barnard, di essere avanguardie rispetto ai tempi e rispetto a quello che dal 71 in poi, prende corpo dall’America che irradia cosi’ i principi universali della politica della classe dominante.

    Ciao.

  • lino-rossi

    la scuola austriaca è anarcocapitalismo.

    no grazie.

  • marcello1991

    secondo voi il LIBERO sviluppo dell’individualità e l’indirizzamento lavorativo verso la propira naturale inclinazione è di destra o di sinistra?

    Noam Chomsky dice che è di destra o comunque non certo di sinistra.

    Da parte mia comunque posso dire che questa mondo non mi piace proprio per mia natura ne ho una repulsione instintiva…. sono di destra o di sinistra? il punto è che siamo talmente alla radice di ogni definizione che come per il Big Bang ha poco senso parlare di spazio e tempo qui ha poco senso parlare di destra e sinistra… credo si confandono l’una con l’altra.

    saluti

    marcello

  • redme

    ” …in direzione del behaviourismo e dei riflessi condizionati applicati con successo nella teledemocrazia e nella videosubliminalità pubblicitaria”….la skinner “telebox”…..

  • renatino

    “L’idea della psicostoria, in una versione non ancora matura, è presente già in un racconto di Asimov del 1940, intitolato Homo Sol, in cui uno psicologo rigeliano scopriva che gruppi numerosi di esseri umani hanno comportamenti prevedibili e influenzabili, contrariamente a tutte le altre specie della galassia”

    Mi piaceva moltissimo leggere Asimov. (sospirone!)

  • redme

    “Infine ci fu l’intervento ben calibrato del liberal Giolitti”…….Giolitti :….l’avvento al potere delle classi lavoratrici è inevitabile, sta a noi far sì che esso sia un avvento conservatore…”….saluti

  • renatino

    Caro Paolo, ti ringrazio per l’articolo.
    Penso che quei capoccioni non abbiano fatto i conti con il pianeta terra, e che le risorse finiranno ben presto!
    Possibile che non si accorgono dell’imminente autodistruzione?!
    Non sarà tra 10 anni ma nemmeno ne passeranno più di 100, secondo me.
    So cosa ne pensi di Obama, ma questa riforma sanitaria che vuole attuare non è che vuole davvero cambiare le regole?! O è solo fumo negli occhi?!

  • redme

    “La lotta va fatta con la stessa intelligenza e con la stessa immensa perizia con cui il Potere ha riconquistato il mondo, e che ho sopra descritto. Contro il bersaglio giusto”……….che sarebbe? ….intendo qualcosa/qualcuno di visibile, da non ricercare nella metafisica del potere…un viso..una sigla….qlc di identificabile…………chissà perchè ho un sospetto..

  • roberto_fiordaliso

    I primi che mi vengono in mente, contro: l’arrivismo, il carrierismo, la meritocrazia, l’accumulo indiscriminato, la genoflessione, insomma verso tutte le cose che come belle “carotine” servono a far mantenere l’attuale stato di cose inalterato.

  • valis

    Fondare un partito sulle differenze ideologiche dei facenti parte al partito rispetto a tutti gli altri sarà sempre un suicidio politico.

    La sinistra e la destra sono morte da un pezzo, ma le ideologie che stanno dietro continuano a dividere le persone ancora oggi. Mentre le politiche dei rispettivi partiti di rappresentanza sono simili come le mie mani.

    Un partito ha prima di tutto bisogno di voti.
    Negli anni settanta il Partito Comunista traeva la sua forza dal suo elettorato: gli operai. Oggi i figli di quegli stessi operai fanno gli informatici. Per questo dico che un Partito Pirata, come quello nato in Svezia è una grande idea. Perchè innanzitutto ha una base ideologica condivisibile da tutti, senza distinzioni tra buoni e cattivi.

    Una volta che un progetto politico ha un elettorato forte può permettersi di cambiare il modo di pensare della gente (Berlusconi lo ha fatto in 15 anni), ma se un progetto politico parte già con l’idea di dividere, invece che unire, ritenendosi perdipiù moralmente superiore, è destinato a soccombere prima ancora di nascere.


    “Morire per delle idee / L’idea è affascinante / Per poco io morivo / Senza averla mai avuta”

  • stefanodandrea

    Dialogo con entrambi
    1) “Il disprezzo non paga”, convengo. Dunque è bene evitare esternazioni del tipo di quelle contenute nel mio commento
    2)”Fondare un partito sulle differenze ideologiche dei facenti parte al partito rispetto a tutti gli altri sarà sempre un suicidio politico”. Anche qui convengo se per differenze ideologiche si intendono “differenze (di giudizi) morali – “ritenendosi perdipiù moralmente superiore” -, come la mia esternazione effettivamente lascia pensare.
    3) credo ancora che un partito, per avere un “elettorato forte”, debba avere una base materiale, che io identifico con il lavoro, non soltanto subordinato, bensì anche autonomo. Berlusconi è riuscito a dividere i dipendenti da un lato e “coloro che si fanno da sé” dall’altro, comprendendo in questa seconda categoria sia sé stesso che il barbiere di periferia. Vi è riuscito perché la storia della sinistra (e anche le disposizioni della nostra costituzione) identificavano il lavoro con il lavoro dipendente (e infondo alle dipendenze dei privati). Le rendite sono talmente tante (e sono così aumentate negli ultimi anni) e grandi, che credo sia percorribile la strada di unificare il lavoro. Un altro elemento materiale è l’appartenenza alle terre d’italia e la necessità, questa si morale, di indipendenza e sovranità: essere liberi anche di sbagliare, insomma, ma essere liberi.
    4) Eliminata o (meglio e più opportunamente) omessa ogni valutazione morale sul consumo e sul consumismo, restano le valutazioni economico-materiali. Anche immaginando un reddito medio dei lavoratori superiore del 30% di quello attuale, il desiderio di consumare che il sistema produce si può realizzare soltanto a debito. Il consumatore è intrinsecamente un indebitato. Prendiamo lo stipendio di un lavoratore nel 1975 e consideriamo i prezzi dei beni che acquistava (casa – canone o rata; cibo, autovettura; e così via). Da quanto mi dicono i prezzi di quei beni, in proporzione, oggi non sono molto diversi da quelli di allora (taluni sono superiori, ma altri inferiori). In ogni caso, immaginando che siano superiori e ipotizzando l’aumento di reddito di cui ho detto, necessario per compensare l’aumento dei prezzi, tutti gli altri beni (pc, telefonino, vacanze all’estero, comodità dell’albergo, vettura con il navigatore; regali costosi – altrimenti chi sa perché non sono considerati dignitosi -; vestiti firmati; e molto altro) come si acquistano se non utilizzando i risparmi che papà ci ha lasciato o le rendite che eventualmente abbiamo ereditato o indebitandoci e cioè vivendo al disopra delle nostre possibilità?
    D’altra parte, non ha senso essere ecologisti se non si persegue una diminuzione dei consumi, salvo voler aderire a quel falso ecologismo che vede una possibilità di proseguire nella crescita per mezzo di nuove attività economiche volte a distruggere o riutilizzare “il rifiuto”.
    Insomma, mi sembra abbastanza ovvio che il problema del consumo è economico-materiale oltre che morale. Porre l’accento sul primo punto di vista (e trovare gli slogan necessari per avere consenso) mi sembra una osservazione inoppugnabile. Trascurare il tema del consumo e del consumismo mi sembra obliterare il tema e problema principale.
    5) Il Partito Pirata può avere un certo futuro immediato e certo sarebbe più facile costituirlo (proprio perché sarebbe vuoto). Dubito che avrebbe poi quella possibilità di cambiare il modo di pensare della gente al quale accenni.
    6) Quanto alla canzone di De André, confesso che tra tutte – e lo ho cantate tutte – è quella che mi ha sempre convinto meno. Uno può non voler morire. E sta benissimo. Ma se uno deve morire per qualche cosa, salvo morire per un affetto (che so per salvare la vita dei figli), conviene morire per delle idee (che non è detto che in punto di morte ci appariranno sbagliate), piuttosto che per affrontare una scalata rischiosa o per provare l’eroina o per provare l’ebrezza della velocità. Insomma, tra le ragioni per cui uno può essere disponibile a morire (sempre che sia disponibile), le idee stanno ai primi posti.

    A Tonguessy chiedo: ti è arrivato il mio messaggio personale di risposta? A me non risulta in uscita?

    Ciao e grazie ad entrambi

  • oldhunter

    L’articolo di Barnard è non solo molto interessante e davvero ben scritto, ma importante perché chiarisce una volta per tutte le dinamiche di un piano accuratamente studiato da una ristretta elite per giungere al potere assoluto. Dinamiche che ci hanno portato alla disastrosa situazione attuale, quella di una nuova più terribile e totale forma di schiavismo cui le masse in occidente sono oggi tutte supinamente soggette e, per di più, solitamente felici di farne parte.

    C’è però qualcosa che mi fa storcere il naso: la definizione di destra economica data alla élite massonico-bancaria che ci domina, definizione che corrisponde alla vulgata imperante ripresa anche nelle sue peraltro corrette note da stefanodandrea. Difficile scuotersi di dosso gli slogan creati con la II^ guerra mondiale che persistono per inerzia o poca onestà intellettuale da oltre 60 anni! Come dimenticare che la destra ha avuto la sua fonte dallo stesso socialismo delle sinistra? Che ferie e pensioni obbligatorie, sanità gratuita, come cento altre forme di protezione dei lavoratori, dei deboli, degli anziani, delle donne e dei fanciulli sono realizzazioni della destra? Che il capitalismo era il “nemico” principale di tutte le destre come delle sinistre? Non è questo il momento e la sede per oziosi dibattiti revisionisti o per ripicche storico-politiche, ma andando oltre, a qualcuno sorge il sospetto che quella destra defunta e quell’altrettanto morta sinistra, che pure ha anch’essa infiniti meriti, – ma, guarda caso, ambedue sovvenzionate col denaro di banchieri americani e inglesi – siano stati solo strumenti, come lo sono stati in Italia gli “opposti estremismi” in voga per un ventennio, in un processo che giunge infine al nuovo ordine mondiale che oggi si affaccia prepotente all’orizzonte? Che è indispensabile superare questa divisione artificiosa di destra e sinistra che ha il solo scopo di tenere ancora disunito il popolo? Che la vera rivolta ad un sistema altrimenti inattaccabile è individuale e passa attraverso la presa di coscienza di ognuno? Che alle nostre spalle non c’è più nulla e nessuno, soprattutto non la destra né la sinistra? Che non ci sono capi cui fare riferimento e che ci guidino, padri che ci tengano per mano, maestri che ci illuminino?

  • Interconnessioni

    Barnard è di un bravo giornalista italiano, che in questo articolo complesso e articolato ricorda certe ricerche approfondite di D. Icke

    “Tuttavia” io sto con gli “indiani” Haudenosaunee (Confederazione degli “Irochesi”), quando dicono che i mezzi di resistenza/contrasto/decostruzione-costruzione sono molteplici e perciò il contrasto all’omologazione può venire attuato da subito in svariate forme…
    …invece di aspettare Godot!
    Bene l’appello di Barnard all’unione, quella vera e organizzata.
    Si cantava: El pueblo unido jama’ sera vencido.
    Progettiamo in tal senso!

  • AlbaKan

    Se qualcuno capisse che non esiste la destra e la sinistra saremmo a cavallo!

  • giosby

    Dovremmo avere un’alternativa almeno attraente quanto gli oggetti del desiderio proposti.

    Il problema del ricatto consumistico è che anche chi è cosciente dell’evanescenza di certi miti del consumo quando poi le richieste arrivano dai suoi figli è portato a cedere per non far sentire suo figlio un “diverso”

    Già 30 o 40 anni fa i genitori “illuminati” si chiedevano se potevano comprare la Barbie ai bambini e, anche se non cedevano c’era sempre qualche nonno che colpiva nel segno!

    I ragazzi di adesso sono già pesantemente condizionati e molto meno sensibili a quello che potrebbe essere un articolo come questo (non credo che un sedicenne neanche sia in grado di leggerlo fino in fondo)
    🙁

    Bisognerebbe trovare qualcosa per competere con tutte le attrazioni del luna park industriale nel quale viviamo.

    Se pensiamo che milioni di immigrati arrivano qui spinti dalla fame, certo, ma anche dal miraggio del consumismo, mi sembra un po’ duretta.

    Anche il mito dell’amore è stato sostituito ormai dal consumo del sesso, perciò il concetto di famiglia viene ridotto spesso a pura comodità, quando non distrutta totalmente, anche perché 2 singles consumano necessariamente di più di una coppia.

    Forse la chimera di una vita collettiva densa di giochi sociali e relazioni affettive molto allargate potrebbe ancora diventare attraente.

    In fondo fare “tribù” è sempre bello!

    Di certo proporre la DECRESCITA FELICE non attrae nessuno. A meno che non siamo proprio sul punto di annegare.

    Forse dobbiamo proporre qualcosa PER piuttosto che cercare sempre il NEMICO.

    Cercare spazi di libertà ancora utilizzabili, ammesso che ce ne siano.

    Forse …

  • roberto_fiordaliso

    La decrescita ci sarà per forza, può essere cosciente o incoscente, per il pianeta è indifferente, se non ci arriviamo da soli a capirlo entro brevissimo tempo farà tutto da solo senza guardare in faccia a nessuno.
    Poi chi nel frattempo si è immunizzato dalle “carotine” magari avrà modo di sopravvivere rivedendo tutto, nella pratica e soprattutto nell’atteggiamento mentale, per gli altri c’è una sola certezza: la follia.

  • alverman

    Quoto!

  • vic

    Siamo nella riserva degli Irochesi, in un lembo di terra dov’e’ sepolta la vera costituzione Americana. Un gruppetto di muscolosi Irochesi senza eta’ sta lavorando alacremente di vanga. Delle figliole dalla fisionomia sorridente ma decisa canterellano, tenendo loro alto il morale.

    V: Augh, vi vedo molto indaffarati, come mai?
    tutti in coro: Stiamo scavando.
    V: L’ho capito, ma perche’?
    tic: Dobbiamo rimettere nella giusta posizione i nostri antenati.
    V: Wow!
    tic: Ogni giorno si rigirano nella tomba. Siamo esausti.
    V: Per Manitu’, anche da noi ci sono dei tali che si rigirano, ma nessuno li rimette mai a posto.
    tic: Lo sappiamo, ci sono giunti dei messaggi di fumo: Rossi, Spinelli e compagnia bella. Ormai siete fregati come e forse piu’ di noi. Tirate fuori le vanghe e rigirate questi vostri antenati.
    V: Nessuno sa’ piu’ cosa sia una vanga, nessuno fa’ marketing delle vanghe da noi.
    tic: Vi farebbe bene sudare un po’. Tiene tonificato il corpo e la circolazione sanguigna irrora meglio i vari organi.
    V: Da noi si usa il bisturi.
    tic: Pfui, non serve a nulla!.
    V: E allora cosa dobbiam fare in piu’, secondo voi?
    tic: Fate come noi. Sul far dei tramonti, ops del tramonto, ci sediamo in cerchio attorno ad un pentolone di minestra e discutiamo sul da farsi. Si decide cosa seminare, quanto seminare e dove seminare. Poi si definiscono i nuovi pascoli per i nostri cavalli. Ogni villaggio fa cosi’.
    V: Pensavo aspettaste le direttive da Washington.
    tic: Ah, per quello c’e’ il nostro fochista Pinza Veloce. E’ lui che si occupa della carta straccia.
    V: Se ho capito bene, fate come conviene a voi e non come conviene agli Yankee di Washington.
    tic: Hai dei barlumi d’intelligenza, sporadicamente, viso pallido!
    V: Suggeriro’ in comune di organizzare delle zuppe anche da noi. Forse vedendo il fumo e sentendo il profumino anche i comuni vicino si mettono a copiarci.
    tic: E’ cosi’ che funziona. Stai alla larga dai tuctuc.
    V: I tuctuc? Sono degli uccelli rapaci?
    tic: In un certo senso si’: sono quelli che voi chiamate burocrati che scrivono facendo tuctuc su quelle strane tastiere zeppe di tasti.
    V: Ahah, ho capito. Augh, vi saluto che mi aspetta un minestrone caldo.
    tic: Buona fortuna. Tutti per uno, uno per tutti.

    Dalla terra degli Irochesi, America, a voi obnubilati d’Europa.

  • Lucettina

    Perfetta analisi, meriterebbe la pagina “Prefazione” dei libri di Storia Contemporanea!
    Complimenti Paolo per la chiarezza e la potenza della verità che riesci a sviluppare nei tuoi articoli.
    In conclusione: il Vangelo redatto dai “padri” del Nuovo Ordine Mondiale e le “norme” su cui le èlite degli Stati Occidentali hanno, come dici tu, “cooptato” le “forze” interne politico-sociali è ormai giunto alla sua “naturale” conclusione.
    I popoli sono ineluttabilmente sottomessi alle regole del mercato e delle lobby che che lo condizionano.
    Anche la sovranità dei singoli Stati sarà presto (con il Trattato di Lisbona) polverizzata. I Governi assoggettati ai “regolamenti” di cui sopra e ormai collusi/”cooptati” con IL POTERE non potranno più opporsi e avendo suggellato il Trattato saranno costretti a far sopraffare le proteste o i dissensi. Non c’è più niente da fare. L’apice della pianificazione e dei programmi delle èlite è stato raggiunto applicando la “minor coercizione” possibile per il MASSIMO CONTROLLO SOCIALE!
    Prepariamoci ad assumere la pillolina blu. (Matrix)
    ……… Basta un poco di zucchero……

  • CarloBertani

    Questo articolo è una pietra miliare per chi affronta l’informazione, e di questo ringrazio Barnard. Scorrendo certi commenti, negli anni, ho avuto l’impressione che i commentatori ritenessero gli “Illuminati” delle specie di società segrete d’incappucciati, roba da Ken Follett o Dan Brown. Invece sono i soliti nomi – Ledeen, Huntington, Perle, Skull & Bones, Nashville Agrarians, Club di Roma… – solo che, grazie al denaro ed al potere, erano e sono organizzati. E ci danno pure “in pasto” i filmati del Bildenberg. Riguardo alle strategie da mettere in atto, la questione è spinosa ed ha molti aspetti. Si potrebbe partire, però, da una constatazione ovvia: anch’essi, espressione della borghesia internazionale, vivono le contraddizioni insite nel loro essere. Da lì, partire, “allargando” sempre di più la “base” dei “coscienti” rispetto all’incoscienza generale. Può sembrar poco, ma qualcosa pur è. Grazie, Paolo.

  • lino-rossi

    condivido il superamento dei concetti destra/sinistra, ma interpretandoli con buon senso possono ancora essere impiegati come ha fatti Barnard. se non si semplifica mai è difficile arrivare ad una sintesi. un modo di interpretare semplicistico, incompleto, per mille aspetti sicuramente errato, potrebbe essere
    destra: comanda l’oligarchia;
    sinistra: comanda il popolo sovrano.

    se si vuol capire si capisce cosa si intende.

  • renatino

    Mi hai fatto venì idea per cena! 🙂

    Augh!

  • maumau1

    stefanodandrea non si tratta di sottovalutare chi ha sottomesso il mondo si tratta del fatto
    che lo hanno potuto fare perchè gli avversari(il popolo) è ancora in balia delle sue spinte inconscie più elementari e nessuno gli ha mai insegnato a riconoscerle distinguerle assecondarle o bloccarle(la psicologia è solo una grossa mistificazione che trasforma in malattia quello che spesso non lo è ma è un semplice bisogno di spriritualità e creatività che la società ovviamente censura)… su cui costoro hanno fatto leva..
    quindi sfruttando ed esasperando spinte inconscie negative..
    e portando all’eccesso(quindi negativo)spinte inconscie di per se positive(penso alle droghe nell’arte e poi nei giovani assecondando il bisogno spirituale di creativitàma trasformandolo in istinto autodistruttivo)
    si tengono in pugno masse di persone senza ricorrere alle armi(sarebbe impossibile visto la massa di persone coinvolte) anzi come dire si tengono in pugno da sole…
    Un esempio per tutti,tempo fa per far lavorare gli schiavi nei campi c’era bisogno di catene,oggi per far lavorare 16ore al giorno(turni e straordinari)di notte e di giorno senza sicurezza(più probabilità di morte che non in un innocuo campo di cotone) con paghe misere e pochissime ore restanti per vivere fuori dal lavoro… non solo non c’è bisogno di catene,ma anzi l’operaio-lavoratore-moderno schiavo prega in ginocchio per il lavoro e per non farsi licenziare…
    eppure
    prima ci volevano guardie gente che sparava a chi fuggiva oggi le guardie ci vogliono per tenere gli operai fuori dalla fabbrica o dal luogo di lavoro…
    addirittura per tali lavori occorre anche a volte conoscenze raccomandazioni qualcuno concede anche favori sessuali…
    basterebbe questo per capire cosa fanno i controllori come sono riuscti ad arrivare a ciò…
    non è controllo mentale (c’è anche quello ovviamente che agisce sulla parte razionale)è controllo dell’inconscio dei suoi archetipi che la mente umana razionale(anche quella controllata)non riesce a sottoporre a vaglio…

    Esaminiamo un pò di questo controllo.
    Bisogno di spiritualità ,arte,creatività,rottura degli schiemi convenzionali…
    questo di per se sono spinte positive ,ma con l’introduzione delle droghe(veicolate da veri creativi,appunto artisti che non per nulla fanno presa soprattutto sui giovani) ed anche delle sette ,della New Age,ecco che si è trasformato in spinta negativa verso l’autodistruzione e soprattutto verso il distacco dall’attivismo per mutare la società ed alcune sue regole impostate appunto a vantaggio dei controllori…mentre si era partiti alla ricerca della spiritualità e ci si ritrova fottuti..

    Altre spinte positive come quello della famiglia è stata trasformato nel familismo ossia la famiglia come clan(da cui la famiglia mafiosa lo è per antonomasia)del difendere chi è dentro con ogni mezzo ed eliminare chi è fuori ,il che creando divisione nella società facilità il controllo(divide et impera dicevano i romani http://it.wikipedia.org/wiki/Divide_et_impera#Nel_mondo_moderno )
    La spinta positiva alla realizzazione delle proprie aspirazioni è stata trasformata in una specie di mors tua vita mea,in cui ognuno insegue il profitto proprio non importa con quali mezzi ed ai danni di chi(basta vedere cosa hanno combinato i trader pagati milioni dalle banche,appunto i controllori!).
    La spinta alla riproduzione ed alla sessualità(sana entro certi limiti)è divenuta una merce si scambio e di favori o un fine per dimostrare il potere di una persona.
    La spinta alla sopraffazione (di chi è di opinione opposta e che ostacola i proprii fini)spinta negativa ma innata nell’uomo sin da caino ed abele è divenuta regola tollerata e difesa dai media,penso alle guerre preventive che nascondo il nuovo imperialismo.
    La paura della povertà,spesso ingiustificata, e della solitudicne la ricerca dell’abbondanza ossia la cornucopia (sentimenti da sempre presenti nell’inconscio dell’uomo )vengono esasperati dai falsi modelli creati dai controllori il che porta alla depressione (e quindi impossibilità di cambiare i modelli della società)
    o alla completa schiavitù rispetto al controllore che finisce per dettare i tempi ed i modi della vita di quelle persone ,illudendole col successo o deprimendoli con gli insuccessi(penso ai personaggi meteore delle tv,ma anche di personaggi importanti dello spettacolo che sebbene ricchi e famosi divengono schiavi della presenza in tv) o rendedoli felici facendogli trovare un lavoro e poi deprimerli licenziandoli..divenendo di fatto i padroni della loro vita(ecco perchè ad esempio a l’Aquila dopo lo shock del terremoto,le persone invece di ribellarsi e protestare contro le rassicurazione della protezione civile poi tramutatesi in tragedia,o i ritardi della costruzione delle abitazione,ha invece alle votazioni europee premiato il premier… per comandare le persone c’è bisogno di uno shock ci quello che è stato un vero esperimento di controllo di massa!)

    Se non si capisce tutto questo il resto è inutile…come dire usano un pò una tecnica judo che fa leva sul peso dell’avversario contro se stesso..
    sanno come toccare le leve dell’inconscio collettivo e lo fanno e quindi ci rendono schiavi del nostro inconscio non ci sono armi o catene..
    e se si accorgono che la gente si evolve e quindi quelle leve funzionano meno…prendono le persone più controllate le mettono a lavorare nella politica nelle multinazionali di armi e farmaci e gli fanno produrre mezzi
    per sottomettere la parte della popolazione che non è più controllabile..
    penso ai vaccini…
    Un esempio chiaro di controllo mentale è quello fatto mediante infiltrazione di gruppi terroristici i quali partendo spesso da legittime spinte di difesa delle loro idee vengono usati e strumentalizzati…
    penso alle brigate rosse,la base ci credeva,ma i capi erano tutti infiltrati..
    spesso è cosi’ anche nei movimenti terroristici…Bin Laden(la famiglia e quindi indirettamente con Osama,ma rinnegato dalla famiglia)faceva affari con Bush ma magari chi fa parte della rete esegue gli ordini contro gli USA perchè crede a Bin Laden che però viene usato come mezzo
    per legittimare gli attacchi a stati sovrani..

    ciao

  • walterkurtz

    Articolo ineccepibile come se ne dovrebbero leggere di più su CdC e non solo…

  • valis

    In politica, la scelta delle parole è fondamentale. Lo slogan di un partito non corrisponde necessariamente al suo progetto politico (il partito di Berlusconi si chiama Popolo Delle Libertà!!). Questo potrà sembrare poco corretto o addirittura immorale, ma se quello di cui stiamo parlando è la creazione di una nuova corrente politica dobbiamo necessariamente fare prima di tutto i conti con il consenso, e per avere consenso bisogna usare le parole giuste.

    “Consumatori” lo siamo tutti! Lo sono io, lo siete voi, lo è Barnard e lo era pure De Andrè, affermare il contrario è pura ipocrisia.

    “Perseguire una diminuzione dei consumi” non ha niente a che fare, politicamente parlando, col creare un ideologia anticonsumistica. Non è compito della politica convincere le persone a consumare di meno. La politica ha il compito di creare “l’infrastruttura” che porta a questa diminuzione. Ad esempio incentivando le produzioni locali e penalizzando i beni esotici. Tutto questo però non si può fare creando un conflitto, tanto più che l’ipotetico partito di cui stiamo parlando dovrebbe non solo avere il consenso necessario a superare lo sbarramento, ma addirittura avere la maggioranza per governare!!!

    Sulla possibilità di creare un Partito Pirata in Italia ho anch’io i miei dubbi. Proprio per la questione delle parole, un partito con quel nome qui da noi verrebbe certamente attaccato su tutti i fronti e nel martellamento mediatico si arriverebbe facilmente a una associazione del tipo pirata=terrorista. Ma questo potrebbe anche tramutarsi in un punto di forza. Non sarebbe la prima volta che il Sistema si sbaglia nel prevedere le reazioni della gente.

    Comunque anch’io sono convinto che tal partito non potrebbeb essere il fine, ma il mezzo. Una sorta di ariete.

    Riguardo alla canzone, credo che il senso che Fabrizio voleva darle non è che non vale la pena di morire per delle idee, ma che non vale la pena di morire per le idee degli altri, che nel frattempo diventano dei Matusalemme.

  • maumau1

    dimenticavo
    nel libro falso dei savi di sion di parla proprio di questo..come controllare i gentili(ossia i non sionisti)facendo leva sulle sue spinte inconscie..
    naturalmente non erano gli unici a saperlo..

  • stefanodandrea

    Hai svolto considerazioni complesse, che condivido pressoché interamente.
    Tutti noi, me compreso, siamo o siamo stati pieni di “dipendenze”: droga, alcol, sport, successo, visibilità, consumi, potere, internet, televisione, gioco, sesso. Tutto o quasi crea dipendenza.
    L’impegno per il dominio di sé stessi, ossia per un equilibrio psichico, che non esclude niente di ciò che ho citato, compresi droga, alcol e potere (inteso come ambizione di taluni risultati) è individuale e non può che essere tale. Non è pensabile che sia in sé e direttamente oggetto di proposte politiche che sarebbero intrinsecamente totalitarie.
    Tuttavia, per quanto riguarda il consumo, che era l’oggetto delle mie note, siamo giunti senza accorgercene ad un punto paradossale, che forse, come giurista, conosco meglio del comune cittadino, per quanto colto e intelligente, ma digiuno di diritto. Esprimo il paradosso con degli esempi: 1) il contadino che aderisce ad un testo contrattuale predisposto dal grossista ha una tutela minima (detta volgarmente formale); mentre il padre che aderisce ad un contratto con il quale compra una play station al figlio ha una tutela giuridica sostanziale maggiore; 2) il credito al consumo (per finanziare l’acquisto di beni di consumo, come un telefonino) è tutelato più del credito fatto per investire in beni produttivi; 3) la legge tutela il cliente che si reca in banca per investire nei mercati finanziari di cui non sa niente, imponendo alla banca di dare “corrette informazioni” (anche quando la banca è in conflitto di interessi, ossia anche quando la banca è la controparte del cliente- sic! che ipocrisia): ciò serve a far affluire i risparmi nei mercati finanziari; se fosse stabilito che ognuno investe a suo rischio e pericolo e che la banca non è assolutamente responsabile il cittadino non acquisterebbe i prodotti finanziari e farebbe un altro uso del risparmio; 4) il leverage buy out è un metodo di acquisto presoché completamente a debito delle società che era invalido fino a qualche tempo fa (mi sembra fino al 1996) anche negli stati uniti e che da noi si è cercatpo do rendere valido con la riforma delle società del 2003; 5) il lease back è un contratto usuraio che a mio avviso è già invalido; ma dai più è reputato vallido in base alla ideologia diffusasi in questi anni e che serve soltanto a far vivere un altro pò di anni imprese decotte e a garantire i finanziatori di queste ultime (contro i creditori chirografari, ossia senza garanzie, per esempio i piccoli fornitori, che rimarranno buggerati al momento del fallimento). E potrei continuare a lungo.
    La lotta contro le leggi che promuovono l’indebitamento (pensa ai mutuo portabili agli eredi; io credo che si dovrebbe stabilire che il mutuo per l’acquisto di una casa non può superare i quindici anni e il 50% del prezzo) credo che dovrebbe essere un collante del partito alternativo al partito delle due coalizioni (e, in altri paesi, dei partiti al potere; avrai capito che a me interessa l’italia), perché quel potere può sopravvivere, almeno così come è, soltanto indebitando i cittadini.
    Per me, poi, esistono anche ragioni morali contro l’indebitamento e il consumismo. E tuttavia ciò che più conta è che esistono ragioni materiali.
    La linea politica dovrebbe essere: per il lavoro autonomo e subordinato; contro le rendite e contro l’indebitamento dei cittadini e delle imprese, anche a costo di una economia chiusa, parzialmente e totalmente (le imprese che possono indebitarsi meno devono essere tutelate dalle concorrenti che possono farlo) e anche a costo di un maggior confllitto sociale (dovuto alla diminuzione dell’indebitamento dei cittadini e quindi del consumo a debito), che andrebbe affrontato mediante una equilibrata politica dei redditi.
    Si tratta di basi materiali che hanno una ragione morale.
    Purtroppo, anche se a me sembra che abbiano un senso ovvio, è incredibile come suonino nuove e non siano sostenute pressoché da nessuno (la sinistra, in particolare è passata dalla tutela dei lavoratori, ossia dell’uomo nella sua posizione di produttore, alla tutela dei consumatori, ossia dell’uomo nella sua dimensione di consumatore a debito).
    Ciao e grazie

  • alessio

    Questo è il mio primo intervento.
    comincio col dire che un articolo cosi prima o poi qualcuno lo doveva fare , grazie .
    Per gli interessati e chi volesse approfondire , su youtube ci sono due documentari tradotti in italiano da blackmud23 “macchine della felicità” 6 episodi http://www.youtube.com/watch?v=N3vAHoJk8H8 .

    e “ingenieria del consenso ” dove solo qualche giorno fà è stato fatto l’upload dell’ultimo episodo che troverete nel suo canale.

  • Tonguessy

    Credo anch’io che rendersi conto della limitatezza della vita in senso lato (a fronte della sua straordinaria varietà) sia una filosofia da perseguire senza se e senza ma. Il delirio della postmodernità consiste proprio nel rimuovere quei limiti tramite l’invenzione dell’iperrealtà, ciò che ha assassinato la realtà nei limiti che questa possiede. Il limite necessariamente esige responsabilità. La consapevolezza del limite diventa consapevolezza di quanto prezioso sia ciò che dimora al suo interno. Viceversa l’arrogante presunzione che non esista limite pone l’uomo davanti a scelte scellerate perchè nella mancanza di limite sparisce il punto di non ritorno. Willy Coyote muore centinaia di volte nei modi più fantasiosi, salvo poi ritornare vivo e vegeto nell’episodio successivo. Noi, disgraziatamente o per fortuna, non abbiamo episodi successivi dove un creatore si inventa altre storie e conseguenti morti. Abbamo solo un episodio da riempire con un destino che ci costruiamo giorno dopo giorno. Forse abbiamo qualche jolly da giocare, ma ad un certo punto finiscono anche quelli.

    Non mi è arrivato nessun messaggio

  • vic

    Rieccoci in Siberia. Il soggiorno fa’ un gran bene al nostro PB. Seppur sempre magro, la sua costituzione e’ quella, sana, altro che la costituzione dell’UE, PB ha l’aria scattante e soddisfatta.

    V: Tutto bene signor Paolo? La vedo ben colorito.
    PB: Dobro, dobro. Qui posso concentrarmi come piace a me. Nessuno che mi disturbi con le solite tiritere.
    V: Ho sentito delle voci di corridoio. Si sussurra che lei stia studiando di nascosto il mandarino, e’ vero?
    PB (succhia uno spicchio d’arancia Israeliana): Si’, e’ vero. Sconfino regolarmente in Cina per prendere dei corsi di lingua. Poi, non dovrei dirlo, ma mi son fatto pure una morosa li’.
    V: Per quello sprizza salute!
    PB (ride sotto sotto): Beh, ho anche un secondo motivo.
    V: Ce lo riveli.
    PB: Voglio studiare le societa’ segrete Asiatiche. Avra’ sentito parlare della Commissione Tetraedrale.
    V: No. Vagamente di quella Dodecaedrale, ma non ne so piu’ di tanto.
    PB: Le spiego: la Commissione Tetraedrale (in scrittura ideografica pre-asiatica: Tetra-id-ra-lee), da quel che sto scoprendo, si riunisce regolarmente nei paesi asiatici, India compresa, per discutere le strategie politiche planetarie.
    V: Mi sembra logico. Saran loro a tirare la baracca, ben presto.
    PB: Infatti in queste riunioni segrete, di cui sono venuto a conoscenza tramite lo zio della mia morosa, zio che fa’ l’archivista nella biblioteca imperiale del popolo cinese, insomma, non dovrei dirlo ma lo dico: stanno preparando le strategie di dominio mondiale.
    V: Acciderba!
    PB: Essi’. Il bello e’ che le stanno gia’ provando in piccolo, per modo di dire.
    V: Cioe’?
    PB: A casa loro. Sono molto facilitati perche’ non devono spendere inutili forze mimetizzandosi dietro una facciata democratica.
    V: Gia’. Ha letto i verbali delle riunioni?
    PB: Mi serve un po’ di tempo, sto ancora mandando a memoria l’alfabeto.
    V: Conosco la sua tenacia. Ce la fara’.
    PB (gongola sotto sotto): nel 2030 il mio articolo manoscritto in mandarino cinese sulla Commissione Tetraedale sara’ pronto. Allora tutti capiranno come mai negli anni 10 del terzo millennio di Nostro Signore Gesu’ Cristo ci fu’ quel collasso spontaneo di tutte le torri occidentali su se stesse. Il terreno era stato preparato dalla fine psicologia di massa della Commissione Tetraedrale, che aveva piazzato le sue pedine nei gangli decisionali mondiali.
    V: Poffarbacco, devo imparare il cinese allora.
    PB (si crogiola sotto sotto): Eh gia’, le conviene far girar la testa a qualche Cinesina, cosi’ accellera la fase d’apprendimento. Le consiglio quelle di montagna. C’e’ la cugina della mia morosa che va’ matta per quelli un po’ strani come lei.
    V: Grazie del consiglio. Intanto aspetto sue novita’ sulla Tetraedrale.
    PB: Ci conti.

    Sbucciando un mandarino, vi saluto strizzando gli occhi dal confine Russo-Cinese, a voi paesello.

  • ventosa

    E’ come dici tu, Grande Capo. Ma… non è che quando piccoli villaggi iniziare a prosperare mandano lunghi coltelli?
    Noi iniziare a scavare fossato con dentro lunghi pali appuntiti…

  • giop

    E invece per me non ci siamo, stavolta Barnard hai toppato, ma non ti biasimo http://antiglobal.altervista.org/wordpress/

    purtroppo paghiamo ancora i condizionamenti, la vera partecipazione è ancora da venire.

  • giosby

    Nulla di personale contro la decrescita.

    Solo mi sembra un obiettivo ben poco attraente.

    Una necessità, ok, ma proviamo a proporla come stile di vita …

    Piuttosto l’open source, il sistema di condivisone delle risorse, potrebbe essere una filosofia vincente.

    http://www.giosby.it/2009/06/30/comunita-open-source-la-dimostrazione-che-una-societa-migliore-e-possibile/

  • doppio

    Troppo grande, eccelso P.B.alla pari con Fulvio Grimaldi e La grassa (anche se forse molti di voi non mi condivideranno) Peccato che questo cibo da re ce lo gustiamo in pochissimi e la massa inebedita vive sulle nuvole, sempre più alienata!

  • Santos-Dumont

    Veramente, a giudicare dai risultati infausti sia destra che sinistra vanno vieppiù zombeggiando.
    E in merito alla frase sul “libero sviluppo dell’individualità, etc”, a rigore il concetto se applicato nella sua integrità non è né di destra, né di sinistra: è anarchico, con propensione per l’anarchismo individualista stirneriano se l’enfasi è posta sull’affermazione dell'”unico”, o per l’anarcocomunismo se invece si propende per l’aspetto compartecipativo.

  • stefanodandrea

    Mi avete convinto che non è opportuno contestare né il consumismo e né il consumo e che conviene evitare parole forti che possono suscitare più contrasti o perplessità che consenso.
    La contestazione può e deve rivolgersi, invece, contro la pubblicità, per una serie di ragioni che ho esposto anche nell’articolo pubblicato sul forum di CDC e contro l’indebitamento (le leggi che lo sollecitano) per le ragioni alle quali ho accennato, più giù, nella risposta al commento di maumau1.
    Va da sé che la limitazione dell’indebitamento comporta una riduzione dei consumi, che può essere compensata, parzialmente, da un aumento del conflitto sociale e da una buona politica dei redditi; e che la limitazione dellapubblicità comporta una diminuzione della produzione (nei mercati internazionali e nazionali) a favore di un aumento della produzione locale, una probabile dimnuzione dei consumi e certamente una riduzione dell’indebitamento.
    Grazie, la discussione mi è stata molto utile.

    Per Tonguessy: vado a riscrivere il messaggio.
    Ciao

  • bluerik3

    Bellissimo articolo, secondo me però pace, tolleranza, interesse collettivo, amore libero e libero pensiero, non sono mai state e non saranno mai esclusivamente di un partito, ma solamente di un determinato tipo di persone.

  • gipex

    Un Articolo da 10 e lode (l’avevo letto in anteprima sul sito di Barnard e lo aspettavo con ansia su CDC per leggere i commenti)….leggendolo mi son venuti i brividi. Grazie caro Barnard e 1000 di questi articoli. Anch’io consiglio di leggere l’articolo su luogocomune http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3379.

    Gipex

  • Suerte

    Cari con-Sudditi e carissimo Barnard,

    il problema è sempre lo stesso: c’hanno fregato una “S”.

    Si perchè dalla nobile DEMOS-CRAZIA greca, siamo passati
    alla DEMO-CRAZIA anglosassone, che già dal nome lascia subito intuire trattarsi di fiction, simulazione, “demo” appunto.
    Dobbiamo con tutte le nostre forze riconquistare quella “S” prima possibile secondo me, per evolverci in con-Sovrani.

    Personalmente credo fermamente che la soluzione sia qui:

    listapartecipata.org [listapartecipata.org]

    Tramite questa particolare lista civica, organizzabile per qualsiasi livello ordinativo (parlamentare/regionale/provinciale/comunale etc etc..), si concretizza, fin da subito, il concetto di DEMOCRAZIA DIRETTA, la forma più saggia, anche secondo me, di possibile organizzazione sociale.

    Partiamo dal semplice/locale/basso, cioè dalle Pubbliche Amministrazioni a noi più vicine: quelle COMUNALI, dov’è più semplice e diretto sia intervenire nei “processi decisionali” e sia verificare/valutare i risultati ottenuti.

    Questo vento nuovo di trasparenza e partecipazione, per effetto domino, investirà anche le amministrazioni a livello superiore.

    Sul sito web della LISTA PARTECIPATA si trova tutto il necessario (fac-simile di statuto costitutivo, stampati, riferimenti normativi, moduli raccolte firme, software free per la gestione della lista partecipata etc etc..) per riprenderci, se veramente lo vogliamo, la nostra piccola fettina di sovranità, strappataci dai nostri “rappresentanti politici” e purtroppo, PALESEMENTE mal gestita.

    Salud y felicidad a todosssssss

  • NerOscuro

    Vic, vorrei togliermi una curiosità con te, ti parlerò in codice: cosa è lo svic?

  • Earth

    Masterpiece.

  • BarnardP

    I tuoi 3 punti di critica non reggono. Primo non ho mai detto che la Commissione Trilaterale è la sola forza in campo, anzi, nell’articolo cito anche molti altri attori (“La lista dei manovratori del mondo non si ferma ovviamente a quelli menzionati, ve ne sono altri – WTO, IMF, gli investitori internazionali, le grandi banche d’affari come Goldman Sachs, la Commissione Europea, il gruppo Bilderberg, le Think Tank economiche ecc.”). Secondo, le grandi rivoluzioni sono nate da idee di pochi ma senza la partecipazione di tanti non sarebbero mai neppure decollate, e questo è innegabile. Terzo, non ho parrocchie, e neppure si capisce a cosa ti riferisci. In ultimo, la tua battuta sul mio presunto “copia incolla” è ridicola. Su reclaimdemocracy c’è il Memorandum di Powell che è appunto una fonte del mio pezzo, e allora? Fra parentesi io il Memorandum lo trovai in una biblioteca di Washington 20 anni fa. Consiglio: leggere meglio ciò che scrivo e se proprio vuoi cogliermi in fallo… fallo con dei fatti, non baggianate. B.

  • vic

    Hai dimenticato che entrare nell’UE e’ di sinistra!

    Fu di sinistra entrarci, e si vede il risultato: una costituzione travestita da trattato, perche’ venne trattata da Giscard, che e’ di destra.
    Embe’? Embe’, destra e sinistra vogliono la stessa cosa: l’omologazione al governo mondiale, possibilmente infischiandose dei cittadini.

    Scappo ad ascoltare Giorgio Gaber

  • fm

    Ottimo articolo. Grazie per gli spunti di riflessione e le informazioni in esso contenuti.

    Avrei una domanda sul “come”.
    Come immagini, come immaginate, che una tale lotta dovrebbe essere organizzata? Quale potrebbe essere una strategia per iniettare “l’antidoto”?

    Il movimento altermondialista non potrebbe essere un counter-think-tank-economico da cui poter partire?

    Io penso che molte persone che si trovano in sintonia e percepiscono il problema anche dal buon punto di vista poi si trovano impotenti perche` non hanno dei riferimenti su “cosa fare” e, soprattutto, “come farlo”. Voi cosa fate? E come lo fate?

    Grazie.

  • mat612000

    Quando non si va a impelagare in noiose e sterili polemiche personali Barnard scrive anche cose interessanti.
    Speriamo bene…

  • gelsomino

    Che palle ‘sti “guru” dell’informazione alternativa !

  • mikaela

    L’avvocato non si e’ neanche accorto che quelle “noiose sterili polemiche personali di Barnard” girano intorno a questa interessante e piu’ profonda considerazione.Se i nostri paladini della falsa controinformazione, quelli che hanno una bella poltrona sul palco e che della vita personale degli altri hanno fatto l’unica battaglia della loro vita se Santoro Travaglio Di pietro Grillo e anche la Gabba. Fini, Giulietto Chiesa.Marzucco e tanti altri giornalisti dicessero queste cose Barnard non avrebbe fatto nessuna polemica. Si sa che ognuno ha il suo filone e il suo argomento che guardacaso e sempre quello che non da mai fastido al vero potere eppure leggendo la pagina di Barnard tante di queste cose c’erano gia’ scritte ,bastava solo ricollegarle.

  • marco08

    Grande articolo, questa volta mi inchino alle tue nozioni che hai cosi ben saputo articolare.Se quello che tu dici è vero, e sono sicuro che gran parte lo è , allora siamo fottuti, comunque io credo che la denuncia nei confronti di certi personaggi anche se come tu dici sono solo parte del sistema, sia legittima e soprattutto sia la più raggiungibile perchè essi sono la parte più visibile, d’ altronde in battaglia si combatte contro i soldati comandati dai loro luogotenenenti i generali rimangono sempre defilati, forse è proprio questo quello che ci manca dei punti di riferimento nei quali confluire i nostri sforzi, il popolo da solo non può arrivare a tanto pensa che come tu dici ci sono voluti 35 anni per portarci all’ apatia come pensi che si possa recuperare la forza e nuovi stimoli solo sulla base di queste seppur cosi belle e notevoli nozioni. Comunque grazie per l’ articolo veramente notevole.

  • mat612000

    Non credo di avere bisogno delle sue petulanti esegesi dei testi del suo maestro.
    Abbia pazienza ma i significati degli articoli che leggo so darmeli da solo.
    Si astenga per il futuro.
    Grazie.
    A proposito aspetto ancora le risposte alle domande che ho posto in altra discussione al suo guru, un po’ come la Repubblica con Berlusconi…

  • giop

    Allora mi sembra giusto citare le fonti, visto che anche nella forma gli scritti si somigliano molto.
    E’ troppo lungo spiegare perchè la sinistra, la destra e tutte le posizioni possibili e immaginabili si possono concepire come parrocchie.

    Se si capisce questo si capisce cosa è la democrazia diretta e partecipativa.

  • giop

    Ecco un commento sensato, sottoscrivo

  • mikaela

    Le cose vanno lette e capite,
    Se lei avesse letto avrebbe anche capito il perche’ di quelle polemiche rivolte ai suoi paladini e non solo.La mia “esegesi “(termine inutile e fuori luogo)deriva proprio dal fatto che ho letto quasi tutti i lavori di Barnard (anche qualcuno che e’ scomparso dalla rete) e li ho ricollegati tutti da parecchio tempo.Non ci vuole la laurea in legge per capire quello che scrive, la bravura di un grande giornalista e dare vita alla sua informazione e farsi capire da tutti. Per quanto riguarda la risposta dell’ultima considerazione, Barnard le ha risposto e abbiamo gia’ commentato ampiamente oltre la considerazione anche le sue risposte e lei ha avuto quello che si meritava.

  • Aldebaran

    Finalmente Barnard; aspettavo questo tuo articolo da molto tempo.

  • maxbla

    condivido pienamente quanto dici, purtroppo non si spiega agli italiani che in europa il socialismo nero ha sostituito quello rosso almeno dagli anni ’30, con l’ avvento del nazismo tedesco.
    Questa sotituzione è sicuramente incoraggiata dai banchieri e dai grandi capitalisti che riconoscono in essa il bastone e la carota da usare per e contro le masse, accumulando indisturbati potere.

  • maxbla

    sii più chiaro.

    ti ringrazio.

  • maxbla

    A proposito di questo interessante argomento – se salvare o meno il consumatore da schiavitù certa- si dovrebbe comprendere a fondo che i tre principi della termodinamica che regolano lo stato fisico della natura tout.court non possono essere messi in discussione da nessuna partitocrazia o ideologia economico-sociale.
    L’ ordine e l’ entropia dei sistemi, naturali o sociali che siano,dipendono dalle suddette leggi.
    E’ evidente che la volontà del mammifero sapiens sapiens, incide sui mezzi per soddisfare i propri bisogni, ma inevitabilmente dovrà consumare e produrre.
    Ora, la socializzazione dei mezzi di produzione e dell’ energia che li fa muovere non è cosa ancora pienamente compresa e esustivamente sperimentata.
    Per ora, le forme di tale gestione hanno subito i danni irreparabili dell’ accumulazione in poche mani di potere e energia, cosa che sembra inevitabile in qualsiasi struttura organizzativa dove le menti che vi partecipano sono diverse in attitudini e in influenza sul resto degli aderenti al gruppo.
    Ad oggi, le uniche forme collettive complesse che funzionano senza disequilibri sono di natura botanico-entomologica.
    Come mai?
    Non rispondiamo superficialmente gli insetti non sono mammiferi intelligenti.

  • radisol

    Conosciamo bene Paolo Barnard … è bravo in alcuni casi e del tutto delirante in altri …. in più, anche per le innegabili puttanate subite in Rai quando lavorava a Report, è sempre portato al vittimismo personale ed al “benaltrismo” … ci si incazza per l’ultima puttanata di Berluskoni o di qualunque altro governante ….. per Barnard il problema vero è sempre un altro …. il nemico è sempre così lontano ed irraggiungibile che non vale la pena fare nessuna battaglia …. in qualche modo è così anche in questo caso ….

    Le cose che dice Barnard in questo articolo sono vere … il ruolo della Trilateral è noto sin dai primi anni settanta … ricordiamo paginoni del settimanale “Lotta Continua” su questo …

    Ma ci sono state anche un sacco di variabili … se nel 1975 qualche testa d’uovo negli Usa o anche in Europa si inventava quanto dice oggi Barnard … è anche vero che nello stesso anno caddero pure, in Europa, i tre regimi fascisti che esistevano … Grecia, Spagna e Portogallo … senza che gli Usa, tramortiti dallo scandalo Watergate e dalla sconfitta in Vietnam, fecero nulla per evitare questa caduta …. ed in Portogallo, dalla caduta del regime, nacque anche il più significativo tentativo, certo confuso e contraddittorio, di fare una rivoluzione in Europa nel secondo dopoguerra …..

    Insomma, non esageriamo col “complottismo” … non perchè i “complotti” non esistano …. ma perchè, persino oggi nel mondo di merda in cui viviamo, nascono fenomeni del tutto imprevedibili che rendono difficile la riuscita dei “complotti”… chi avrebbe mai pensato, nel 1975, che oggi in pressochè tutta l’ America Latina vi sarebbero stati governi di sinistra ed anche di sinistra estrema ? e che, proprio in questi giorni, l’ex leader dei Tupamaros rischia di diventare presidente dell’ Uruguay ? Come se Curcio o Moretti fossero eletti oggi premier in Italia con regolari elezioni ….

    Ma il problema di Barnard è sempre “oltre” … è sempre “ben altro” …. adesso si è fissato col trattato di Lisbona, senz’altro grandissima puttanata, su questo non c’è dubbio … ma buttando tutto su Lisbona poi diventa inutile, nella isterica logica di Barnard, combattere Berluskoni o Sarkozy o chiunque altro …. tanto i governi nazionali non contano più niente ….

    No, cari amici … lungi da noi i personaggi alla Barnard …. predicano solo inevitabili sconfitte e quindi l’onnipotenza del potere …. e rischiamo poi di ritrovarceli a dirigere qualche talk-show della Mediaset …. è già capitato con altri ….

    E comunque, per prevedere il ruolo devastante dei media ed in particolare della “televisione commerciale”, bastava ed avanzava, già nel 1975, la acuta lungimiranza di Pasolini ….