E SE FOSSE L'OLANDESE VOLANTE ?

E SE FOSSE L'OLANDESE VOLANTE ?

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com/

Gentile Ministro Prestigiacomo,
quella che può osservare nella fotografia, sarebbe il relitto scovato dalla nave oceanografica “Mare Oceano” al largo di Cetraro, in Calabria. Molto probabilmente lo è, perché la nave “Città di Catania” (all’epoca si apponeva sempre, prima, la locuzione “Città di”) fu affondata nel Marzo 1917 da un sommergibile tedesco – all’Ufficio Storico della Marina lo confermeranno di certo – e siamo dunque felici che la “Città di Catania” (proveniente dall’India e diretta a Napoli) sia stata finalmente ritrovata.
Siamo un po’ più freddi, invece, al riguardo della “cessata emergenza” diramata ai quattro venti poiché – a nostro avviso – la conclusione ci sembra cozzare contro le più elementari regole della logica.

Soprattutto della logica delle costruzioni navali.
Partiamo dall’inizio.

La presunta “nave dei veleni”, individuata dalla ricerca finanziata dapprima dalla Regione Calabria, doveva essere la Kunsky (che risultava, invece, demolita in Oriente ma, sulle pratiche di demolizione in quelle aree, meglio non fare troppo affidamento) ed invece si scopre che è un relitto italiano risalente alla Prima Guerra Mondiale. Le vendite di pesce sono crollate dell’80%, ed è dunque un bel sollievo sapere che si tratta di un innocente piroscafo italiano.
Ci sono, però, alcune discrepanze fra le due descrizioni, che saltano agli occhi.
Nelle risultanze pubblicate sui primi rilevamenti – quelli ordinati dalla Regione Calabria – si dice che:

E' lei. E' la nave descritta dal pentito di mafia Francesco Fonti. E' come e dove lui aveva indicato. Sotto cinquecento metri di acqua, lunga da 110 a 120 metri e larga una ventina, con un grosso squarcio a prua dal quale fuoriesce un fusto. Si trova venti miglia al largo di Cetraro (Cosenza). I fusti sarebbero 120, tutti pieni di rifiuti tossici [1].

Ci sono dei fusti. Fusti in metallo, ovviamente. Peccato, Ministro Prestigiacomo, che lo stivaggio di materiali in fusti metallici non fosse assolutamente in uso agli inizi del ‘900: all’epoca, tutto veniva stivato in barili di legno, tanto che le tabelle d’armamento, almeno fino alla Seconda Guerra Mondiale, prevedevano che a bordo vi fosse almeno un mastro bottaio con alcuni aiutanti. Controlli, la prego.
Ci sono dei fusti nei pressi della “Città di Catania”? Approfondisca.

Altro capitolo che non ci convince riguarda le dichiarazioni della “Grande Silenziosa”, la Regia Mar…pardon, oggi Marina Militare Italiana:

Di certo i misteri che hanno sempre avvolto questa vicenda non lasciano sperare bene. Come aveva già confermato la Marina Militare, nella zona – siamo a venti miglia al largo di Cetraro (CS) – non ci sono relitti bellici né della prima né della seconda guerra mondiale. [2]

Ohibò, vuoi vedere che alla gloriosa Marina Italiana era sfuggita la povera “Città di Catania”? Oppure qualcuno se n’era scordato? Per di più: una nave che porta il nome della sua città natale…
Insomma: furono oppure no affondate navi, per eventi bellici, nel mare di Cetraro? Controlli, la prego: se desidera, posso inviarle i riferimenti dell’Ufficio Storico della Marina, ma sono certo che lei già li possiede.

Se il mistero dei fusti e dei barili, più le incertezze della Marina, ancora non la convincono, le sottoponiamo la relazione stesa durante i primi rilevamenti:

L’epoca della costruzione della nave affondata, secondo quanto emerso dai primi rilievi, risalirebbe agli anni `60-´70. Secondo quanto riferito dal procuratore Bruno Giordano, infatti, non sarebbe visibile la bullonatura, il che indurrebbe a pensare che sia stata costruita in quegli anni. Il relitto è coperto da numerose reti da pesca [3].

Non vorremmo tediarla con inutili dissertazioni sulle costruzioni navali, ma vorremmo ricordarle – questa è Storia, non invenzioni – che le prime navi a non avere bulloni per collegare le lamiere alle ordinate furono le corazzate “tascabili” tedesche della classe Admiral Graf von Spee (più precisamente, Admiral Graf von Spee, Admiral Scheer e Deutschland, poi Lützow), le quali – dovendo sottostare ai limiti imposti dalle Conferenze Navali di Londra e Washington – non potevano dislocare più di 10.000 tonnellate.
I tedeschi, per risparmiare il peso dei bulloni, “inventarono” la saldatura della lamiere alle ordinate, il che consentì di costruire navi con cannoni di maggior calibro (280 mm) al posto dei 203 mm dei “classici” incrociatori pesanti da 10.000 tonnellate.
Tutto questo, per dirle che – come afferma il Procuratore di Paola – se la nave in questione non ha bulloni nello scafo, non può essere la “Città di Catania” (varata nel 1906, quando si “bullonava” sempre, da non confondere con l’omonima nave affondata in Adriatico durante il secondo conflitto mondiale), ma un’altra. Che la Kunsky sia solo un poco più in là? Perché chiudere così frettolosamente le indagini? “Caso chiuso”: così in fretta?

Rimane il mistero del Cesio 137 ritrovato nei molluschi [4], proprio in quel mare: siccome il Cesio 137 non si trova in natura, chi ce lo avrà messo? Lei ha un’idea? Che siano stati gli iraniani?

Le ricordo, infine, che le precedenti rilevazioni stabilirono che – nel mare di Cetraro – il SONAR aveva individuato ben sette “macchie scure”, che non indicano necessariamente una nave, ma che forniscono alte probabilità che lo siano.
Ciò che insospettisce, è che la notizia fu pubblicata da AdnKronos e – proprio mentre scrivevo questo articolo – è sparita! Sì, ritirata dal circuito!
Credo che, anche per lei, la cosa risulterà assai strana.
Non vorremmo che, per correre dietro all’urgenza economica di garantire la pesca, per ovviare alle proteste dei pescatori e per tacitare chi fa “allarmismo”, aveste semplicemente scambiato una nave per un’altra. Capita. In fin dei conti, quel che conta è la verità mediatica: il resto…

Provi a rifletterci un poco; se mai, chieda lumi a Bertolaso ed alla Marina: vedrà che – con un poco di calma e di riflessione – tutto si chiarirà. Come sempre, in Italia.


Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com

Link: http://carlobertani.blogspot.com/2009/10/e-se-fosse-lolandese-volante.html

30.10.2009

Articolo liberamente riproducibile nella sua integrità, ovvia la citazione della fonte.

Commenti (22)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 2 caricati
    1. KATANGA 30 ottobre 2009

      e no! scusi sig.bertani!
      se la ministro signora Prestigiacomo dice che l'allarme e' cessato non puo' essere che la pura verita'!un ministro che mente?MAI se ne fregerebbe cosi' allegramente della salute dei cittadini!mica siamo dei polli in batteria!e poi sicuramente il cesio nei pesci ce l'ha messo bin laden si,si e' sicuramente lui il colpevole!maledetto!attacchiamo l'iran si nasconde li!attacchiamo anche il pakistan sta dalla loro parte!E' COLPA LORO!E' COLPA LORO!
      e che c... mi spiace per i pescatori il mare e la calabria tutta ma se qualcuno si mangia ancora il pasce pescato li' mi sa' che un "po'" stupidotto!(ma non sara' poi che essendo il mediterraneo un mare chiuso e quindi se c'e' il cesio a cetraro e' ugualmente presente in tutto il maditerraneo e questa si sta cagando addosso per la paura che sta storia rimbalzi sulla stampa internazionale sputtanando l'italia come letto poche settimane fa propio qui su cdc!

      hasta luego

    1. maumau1 30 ottobre 2009

      mi vergogno di essere connazionale di una tale bugiarda ministro..
      e di coloro che lo hanno ordinato e di tutti quei militari che hanno firmato carte false...
      cazzo ma ci sono i fusti,i fusti...che boiata..
      ovviamente l'opposizione non dice nulla,perchè come al solito non ci si può permettere un calo del PIL e quindi ora la gente,i pochi che si fidano di questi farabutti,continuerà a pescare e mangiare pesce radioattivo...
      un pò come la settimana prima del disastroso terremoto a l'Aquila..mentre la gente era terrorizzata dall'aumento della magnitudo delle scosse,la protezioni civile spingeva la gente a rientrare nelle case..per fortuna poca gente si è fidata altrimenti invece di 300morti ce ne sarebbero stati 3000-10000...visti quanti edifici sono rasi al suolo..purtroppo qualcuno gli ha creduto...

      ora speriamo che nè italiani nè stranieri credano a quanto affermato dal ministro,in modo che non svilupperanno tumori..me ne fotto se l'economica radioattiva vada fondo,anzi meglio cosi' qualcuno laggiù inizia a ribellarsi...
      per quanto mi riguarda non metterò più piede in quella zona..e lo stesso dovrebbero fare italiani e stranieri fino alla completa decontaminazione
      del sud italia ,ad oggi discarica dell'italia ,discarica delle imprese che non vogliono spendere troppi soldi nello smaltimento o cmq non sanno come smaltire i loro prodotti nocivi e quindi si affidano alla mafia(in senso allargato ovviamente!) che siccome in quei territori detta legge,può facilmente spargerli nelle campagne o o nei mari...dalla campania(ogni sorta di rifiuto pericoloso viene sotterrato) alla lucania(fusti sotteranei di scorie e laghi di raffinazione petrolifera) alla calabria(fusti radioattivi nei maei),alla Sicilia(vero luogo dove produrre con aziende di raffinazione totale inquinamento delle falde acquifere ed un tale livello di diossina da moltiplicare per 10 il tasso di mortalità per tumore..un pò come certe zone della Puglia)

      il sud italia è diventato come la somalia della Alpi,li costa ormai troppo portare i rifiuti,costa meno in Italia dove il controllo è più capillare..

      ciao

Visualizzati 2 di 22 commenti approvati.