E QUESTO E' UN GIOCO DA BANDITI, AMICI MIEI, CHE SI CHIAMA DEMOCRAZIA !

E QUESTO E' UN GIOCO DA BANDITI, AMICI MIEI, CHE SI CHIAMA DEMOCRAZIA !

DI GIANNI PETROSILLO

conflittiestrategie.it

Che cosa c’è di più ingannevole, menzognero, simulatorio, illusorio di un regime democratico? Soltanto i portatori insani di democrazia i quali, credendo a quel che loro stessi hanno somatizzato, divorano la verità, gli eventi, gli altri individui e le cose con una mano sul cuore e l’altra sulla fondina.

La democrazia è un superpotere che rende invulnerabili dalle critiche, basta essere democratici per diventare politicamente corretti, moralmente superiori, umanitariamente migliori, legalitariamente incensurabili, abili e arruolati al governo delle anime belle con l’umanitarismo in bocca e gli uomini sotto i piedi. Essa è l’arma segreta dei buoni che vincono sempre perché sono immancabilmente dalla parte giusta avendo tracciato, secondo le loro variabili esigenze, la riga, o, meglio, la curva (per far rientrare nel club, all’occorrenza, anche quei paesi non perfettamente libertari ma che ti danno volentieri una mano e il metano, oppure il petrolio e il mercenario), che separa il bene dal male. Se non fossero democratici, quindi necessariamente buoni, verrebbe da pensare che potrebbero essere persino loro i veri cattivi.

Ma La democrazia non è un’aspirazione sociale, non è un ideale egualitario, non è una tensione collettiva verso il buon governo, la democrazia non è una utopia, la democrazia è viva e la puoi toccare restandone incenerito, è la libertà che ti arriva in faccia fischiettando come un proiettile all’uranio impoverito, è la bomba intelligente che ti fa la rampogna punendoti sul posto, è il verbo della prepotenza incarnito nella post-modernità, è il dente avvelenato della globalizzazione capitalistica di matrice americanista, è la tavola sacra che ti rompe la testa se non accetti la regola del suo gioco, è la missione umanitaria che ti sfonda la casa e ti ammazza bonariamente la famiglia per un principio superiore ed un danno collaterale minore (si fa per dire), è la giustizia integrata dalla menzogna che non ti dà il tempo di spiegare la tua ragione. La democrazia è un drone di Dio, o, piuttosto, di un Signore con la pelle scura e la Casa Bianca o con la pelle bianca e la coscienza nera, dipende insomma dalle annate; è un sogno americano che ti s’infila nell’ano, è una religione con rito elettorale che stabilisce il livello di rincoglionimento generale.

Anche Lenin si sbagliava, la democrazia non è, come egli sosteneva, il miglior involucro della dittatura, la democrazia è l’involucro di sé stessa essendo peggio di qualsiasi dittatura, sia fuori che dentro. Ad ogni modo, la quintessenza della democrazia sta nella fabbricazione di prove false su massacri mai avvenuti, su persecuzioni inesistenti, su genocidi mai verificatisi come incipit per il conflitto al fine di togliersi dai piedi Presidenti scomodi e governi irriducibili. La tribù dei democratici si esalta e danza intorno all’immaginaria fossa comune, al massacro etnico inventato, ai maltrattamenti provocati dai suoi medesimi scherani, prima d’iniziare il bombardamento a tappeto e realizzare il regime change agognato. E’ successo troppe volte ma il trucco funziona sempre e, così, con le solite lacrime di coccodrillo sul volto e lanciando l’urlo di battaglia dello scimpanzé ammaestrato, il vero democratico parte alla guerra liberatoria contro il despota assatanato, depravato, pazzo, sanguinario, hitleriano. Da Timisoara a Belgrado, da Tripoli a Damasco la storia si ripete due, tre quattro volte come tragedia, come farsa, come buffonata e come abitudine inveterata. Poi ogni tanto, quando ormai il danno è fatto e la memoria della gente cancellata, viene fuori che era tutto fabbricato per le ragioni di qualche Stato.

Ieri Il Giornale titolava: “Il massacro di Timisoara mai avvenuto che provocò la caduta di Ceausescu (http://www.ilgiornale.it/news/interni/massacro-timisoara-mai-avvenuto-che-provoc-caduta-ceausescu-834433.html)” ma ne avevamo già parlato noi qualche anno fa (http://www.eurasia-rivista.org/1989-il-falso-carnaio-di-timisoara/5022/). Uguale smentita sulla pulizia etnica perpetrata da Milosevic contro i Kosovari, casus belli della guerra alla Serbia nel 1999, arrivò addirittura dall’OCSE, appena qualche settimana dopo i “bombardamenti umanitari” di D’Alema (l’uomo divenuto Premier grazie ad un intrigo degli Usa, complice l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga ed i soliti ambasciatori americani a Roma, sempre molti attivi. Cossiga dichiarò, senza mai essere smentito o citato in tribunale dal leader del PDS-DS-PD, che lui ebbe un ruolo determinante nel portare D’Alema a Palazzo Chigi: “….eravamo nel pieno della guerra nel Kosovo e io, in un incontro riservato a casa del senatore valentino Martelli, avevo incontrato una qualificata e preoccupata delegazione diplomatica. C’erano l’ambasciatore britannico Jonh Weston, il suo collega americano all’ONU Bill Richardson e il ministro consigliere e vicecapomissione dell’ambasciata degli Stati Uniti a Roma James Cunnigham. Mi chiesero dell’Italia, di come si sarebbe comportata sul fronte di guerra.

La questione era assai delicata, perché si sarebbe reso necessario bombardare le postazioni serbe di Slobodan Milosevic e gli italiani difficilmente potevano tirarsi indietro. Chi, se non un comunista, avrebbe potuto portare un Paese in guerra tacitando la prevedibile opposizione dei pacifisti e delle organizzazioni sindacali? Chi, seppure con difficoltà, avrebbe potuto vincere le resistenze più che prevedibili di un’opinione pubblica profondamente contraria all’uso delle armi? Pensai: solo D’Alema può farlo, è l’uomo politico che la storia chiedeva all’Italia in quel momento così difficile. Per raggiungere l’obiettivo fondai addirittura un partito, l’UDR, con Clemente Mastella. E il 28 ottobre del 1998 nacque il governo D’Alema).

Capito come si diventa dirittocivilisti ad oltranza e falsificatori ad abundantiam? E dire che ancora oggi il mitico baffetto nazionale, nonostante Cossiga abbia svelato la macchinazione internazionale dietro alla sua nomina a Premier, continua a ripetere di aver contribuito alla distruzione della sovranità serba per amore del prossimo e per evitare massacri più efferati. E le fosse comuni in Libia a causa delle quali si accelerò l’intervento della “Comunità di recupero democratico internazionale” contro Gheddafi? Un vecchio cimitero sulla spiaggia. Ed in Siria? Credete che stia accadendo qualcosa di diverso? “E questo è un gioco da banditi, amici miei, che si chiama democrazia!" (E. L. Masters, Nuova antologia di Spoon River)”

Gianni Petrosillo

Fonte: www.conflittiestrategie.it/

Link: http://www.conflittiestrategie.it/e-questo-e-un-gioco-da-banditi-amici-miei-che-si-chiama-democrazia

5.09.212

Commenti (29)

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    1. lucamartinelli 6 settembre 2012

      Caro amico, penso che tu abbia perfettamente ragione. Non si mette un nemico acerrimo a capo del governo a meno che in realtà non sia un amico infiltrato nel Pci. Leo Zagami, nel suo ultimo convegno, ha sostenuto che D'Alema era iscritto alla P2 e il suo nome figurava nella parte di lista mai pubblicata. Inoltre il nostro eroe è riuscito ad entrare a pieno titolo nel novero dei criminali di guerra. Stessa storia per Napolitano, massone che si è finto comunista per decenni, dopo avere sostenuto il nazismo, e messo dai poteri forti alla Presidenza della Repubblica. Quello che ha combinato è sotto gli occhi di tutti. Saluti

    1. rebel69 6 settembre 2012

      .Quando una persona riversa tutta la sua fiducia in una data cosa,diventa poi molto difficile ammettere che si è sbagliato e che è stato preso per il culo,anzi piuttosto che ammettere l'errore ignoriamo prove inconfutabili e si bevono le fandonie piu fantasiose che gli vengono profuse a piene mani dai mezzo busti mainstream.Due esempi su tutti,nonostante l'imponenete mole d'informazioni reperibile nel web,la maggior parte delle persone che ha preso posizioni sulle scie chimiche o l'11 settembre difficilmente cambia idea o anche solo mette in dubbio che forse ci stanno irrorando con composti chimici e che un governo si possa fare un auto attentato.Credevo che si trattasse di stupidita ed ignoranza,nonostante ho riscontrato questi atteggiamenti in persone di buona cultura che reputo intelligenti.Invece tutto questo ha un nome,Teoria dell'ala Dissonanza Cognitiva.

    1. cardisem 6 settembre 2012

      L’articolo è interessante e da leggere con attenzione. Ma purtroppo ho poco tempo... mi riprometto di ritornarci... Una sola rapida notazione:

      quando si parla di “democrazia" si intende assai spesso “procedura”, ma una "procedura” è in sé nulla. Si può mettere anche ai voti, e lo si è fatto, la scelta fra Gesù e Barabba: ecco un esempio di democrazia come “procedura”. Altra cosa se si intende la democrazia come “sostanza”. Qui bisogna mettersi d’accordo su cosa è questa “sostanza”... Dove voglio arrivare? Quale la conclusione? Indico solo la direzione: nella relazione hobbesiana fondamentale, necessaria per verificare la legittimità di un qualsiasi governo (forma di stato o forma di governo, democrazia, aristocrazia, monarchia...) il rapporto protezione / obbedienza. Ossia io ubbidisco riconoscendone l’autorità a chi mi protegge in tutti i beni a me essenziali, da quelli basilari a quelli derivati: la vita, il lavoro, la libertà, il pane, tutto quello che spinozianamente aumenta la potenza del mio essere. E si badi: non è egoismo o individualismo, perché sono diritti che per esistere hanno bisogno della interdipendenza degli uni con gli altri... Spero di essere riuscito chiaro... non ho altro tempo...

    1. Cataldo 6 settembre 2012

      Non vi è alcun bisogno di elementi mistici o pungitine neocon dietro ai comportamenti di un baffino mannaro. La scuola che ha frequenato garantisce sulla sua formazione di "uomo d'ordine" nel senso burocratico, addestrato alle doppie verità ed alla manipolazione interna ed esterna. Gli apparati costruti attorno alla formazione comunista utilizzavano metodologie ortodosse a quelle delle varie scuole d'oltreoceano, ed i contatti "atlantici" sono divenuti naturali e consolidati, per altro storicamente documentati a partire dal famoso "ombrello nato" del tanto amato Berlinguer e siamo alla seconda metà dei 70'. Sorprende che tanti ancora gli stringano la mano, dopo tutto il lerciume che ha manipolato nei lustri trascorsi.

    1. Giancarlo54 6 settembre 2012

      E' qualche cosa di peggio dall'essere fuorviante e folkloristica, è, secondo me, complicità bella e buona e lo ammette uno che fino a poco tempo fa è stato complice, inconsapevole, ma complice tanto da spingere la sua complicità a partecipare attivamente (candidato) ai ludi elettorali

    1. Primadellesabbie 6 settembre 2012

      Qualcuno ha detto che la consultazione elettorale, quella vera, si svolge al mercato: noi votiamo ogni volta che scegliamo di comperare qualcosa, in questo modo scegliamo chi comanda. Forse sarebbe opportuno riflettere su questo. Il rito della scheda nell'urna é solo una fuorviante e folcloristica formalità.

    1. Giancarlo54 6 settembre 2012

      E' lo stesso discorso che solo un governo appoggiato dai comunisti (oooooooops volevo dire ex comunisti) poteva fare il massacro delle pensioni senza che nessuno dicesse niente. Con D'Alema mi pare sia successa la stessa cosa. Non vedo cosa ci sia di tanto misterioso.

    1. Tonguessy 6 settembre 2012

      Chi, se non un comunista, avrebbe potuto portare un Paese in guerra

      Simpatico questo ossimoro. Quando un "comunista" si offre per sistemare questioni di imperialismo USA, beh, qualcosa non torna. Mi ricordavo che gli USA e la loro caccia alle streghe maccartiste ce l'avessero a morte con i comunisti. Com'è che all'improvviso si affidano ad un "comunista"? Aspetta che mi viene un pensiero malvagio....ma se invece fosse (sempre stato) un adepto neocon di destra? Hmm....D'Alema neocon...ma cosa vado a pensare...il Pinochet de noantri.....impossibile

    1. Giancarlo54 6 settembre 2012

      Ho letto l’articolo tutto di un fiato e mi ci sono ritrovato al 100%. Dopo decenni passati a votare, ad impegnarmi e anche a candidarmi alle elezioni, sono giunto, finalmente, alla conclusione che la democrazia è uno dei peggiori regimi che siano mai esistiti. I democratici le persone più abbiette e nefaste. Come dice giustamente Petrosillo, in nome e dietro questa parola, democrazia, si sono consumate e si consumano di continuo le peggiori nefandezze. Ma la democrazia e i democratici per poter continuare a fare quello che fanno hanno bisogno anche loro di un sopporto. E tale supporto si chiama voto. Andando a votare il popolo “legittima” i democratici a fare le peggiori malefatte. Hanno sempre pronto il ritornello, i farabutti, “Noi, dicono, siamo legittimati a fare tutto. A bombardare, ad uccidere, a mentire, ad imbrogliare, a rubare, perchè siamo stati eletti dal popolo. Perchè il popolo attraverso il suo voto ci ha legittimato e voi, che non avete avuto il voto popolare non potete dire un capzo”. E’ per questo che giorno per giorno continuo a fare opera di persuasione per il non voto, per l’astensione, per evitare che si continui a legittimare questi farabutti.
      Churchill diceva: “La democrazia è il peggior regime, a parte tutti gli altri”. Churchill sapeva quel che diceva, Churchill era un farabutto.

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