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E QUESTO E' UN GIOCO DA BANDITI, AMICI MIEI, CHE SI CHIAMA DEMOCRAZIA !

DI GIANNI PETROSILLO
conflittiestrategie.it

Che cosa c’è di più ingannevole, menzognero, simulatorio, illusorio di un regime democratico? Soltanto i portatori insani di democrazia i quali, credendo a quel che loro stessi hanno somatizzato, divorano la verità, gli eventi, gli altri individui e le cose con una mano sul cuore e l’altra sulla fondina.

La democrazia è un superpotere che rende invulnerabili dalle critiche, basta essere democratici per diventare politicamente corretti, moralmente superiori, umanitariamente migliori, legalitariamente incensurabili, abili e arruolati al governo delle anime belle con l’umanitarismo in bocca e gli uomini sotto i piedi. Essa è l’arma segreta dei buoni che vincono sempre perché sono immancabilmente dalla parte giusta avendo tracciato, secondo le loro variabili esigenze, la riga, o, meglio, la curva (per far rientrare nel club, all’occorrenza, anche quei paesi non perfettamente libertari ma che ti danno volentieri una mano e il metano, oppure il petrolio e il mercenario), che separa il bene dal male. Se non fossero democratici, quindi necessariamente buoni, verrebbe da pensare che potrebbero essere persino loro i veri cattivi.

Ma La democrazia non è un’aspirazione sociale, non è un ideale egualitario, non è una tensione collettiva verso il buon governo, la democrazia non è una utopia, la democrazia è viva e la puoi toccare restandone incenerito, è la libertà che ti arriva in faccia fischiettando come un proiettile all’uranio impoverito, è la bomba intelligente che ti fa la rampogna punendoti sul posto, è il verbo della prepotenza incarnito nella post-modernità, è il dente avvelenato della globalizzazione capitalistica di matrice americanista, è la tavola sacra che ti rompe la testa se non accetti la regola del suo gioco, è la missione umanitaria che ti sfonda la casa e ti ammazza bonariamente la famiglia per un principio superiore ed un danno collaterale minore (si fa per dire), è la giustizia integrata dalla menzogna che non ti dà il tempo di spiegare la tua ragione. La democrazia è un drone di Dio, o, piuttosto, di un Signore con la pelle scura e la Casa Bianca o con la pelle bianca e la coscienza nera, dipende insomma dalle annate; è un sogno americano che ti s’infila nell’ano, è una religione con rito elettorale che stabilisce il livello di rincoglionimento generale.

Anche Lenin si sbagliava, la democrazia non è, come egli sosteneva,  il miglior involucro della dittatura, la democrazia è l’involucro di sé stessa essendo peggio di qualsiasi dittatura, sia fuori che dentro. Ad ogni modo, la quintessenza della democrazia sta nella fabbricazione di prove false su massacri mai avvenuti, su persecuzioni inesistenti, su genocidi mai verificatisi come incipit per il conflitto al fine di togliersi dai piedi Presidenti scomodi e governi irriducibili.  La tribù dei democratici si esalta e danza intorno all’immaginaria fossa comune, al massacro etnico inventato, ai maltrattamenti provocati dai suoi medesimi scherani, prima d’iniziare il bombardamento a tappeto e realizzare il regime change agognato. E’ successo troppe volte ma il trucco funziona sempre e, così, con le solite lacrime di coccodrillo sul volto e lanciando l’urlo di battaglia dello scimpanzé ammaestrato, il vero democratico parte alla guerra liberatoria contro il despota assatanato, depravato, pazzo, sanguinario, hitleriano. Da Timisoara a Belgrado, da Tripoli a Damasco la storia si ripete due, tre quattro volte come tragedia, come farsa, come buffonata e come abitudine inveterata. Poi ogni tanto, quando ormai il danno è fatto e la memoria della gente cancellata, viene fuori che era tutto fabbricato per le ragioni di qualche Stato.

Ieri Il Giornale titolava: “Il massacro di Timisoara mai avvenuto che provocò la caduta di Ceausescu (http://www.ilgiornale.it/news/interni/massacro-timisoara-mai-avvenuto-che-provoc-caduta-ceausescu-834433.html)” ma ne avevamo già parlato noi qualche anno fa (http://www.eurasia-rivista.org/1989-il-falso-carnaio-di-timisoara/5022/). Uguale smentita sulla pulizia etnica perpetrata da Milosevic contro i Kosovari, casus belli della guerra alla Serbia nel 1999, arrivò addirittura dall’OCSE, appena qualche settimana dopo i “bombardamenti umanitari” di D’Alema (l’uomo divenuto Premier grazie ad un intrigo degli Usa, complice l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga ed i soliti ambasciatori americani a Roma, sempre molti attivi. Cossiga dichiarò, senza mai essere smentito o citato in tribunale dal leader del PDS-DS-PD, che lui ebbe un ruolo determinante nel portare D’Alema a Palazzo Chigi: “….eravamo nel pieno della guerra nel Kosovo e io, in un incontro riservato a casa del senatore valentino Martelli, avevo incontrato una qualificata e preoccupata delegazione diplomatica. C’erano l’ambasciatore britannico Jonh Weston, il suo collega americano all’ONU Bill Richardson e il ministro consigliere e vicecapomissione dell’ambasciata degli Stati Uniti a Roma James Cunnigham. Mi chiesero dell’Italia, di come si sarebbe comportata sul fronte di guerra.

La questione era assai delicata, perché si sarebbe reso necessario bombardare le postazioni serbe di Slobodan Milosevic e gli italiani difficilmente potevano tirarsi indietro. Chi, se non un comunista, avrebbe potuto portare un Paese in guerra tacitando la prevedibile opposizione dei pacifisti e delle organizzazioni sindacali? Chi, seppure con difficoltà, avrebbe potuto vincere le resistenze più che prevedibili di un’opinione pubblica profondamente contraria all’uso delle armi? Pensai: solo D’Alema può farlo, è l’uomo politico che la storia chiedeva all’Italia in quel momento così difficile. Per raggiungere l’obiettivo fondai addirittura un partito, l’UDR, con Clemente Mastella. E il 28 ottobre del 1998 nacque il governo D’Alema).

Capito come si diventa dirittocivilisti ad oltranza e falsificatori ad abundantiam? E dire che ancora oggi il mitico baffetto nazionale, nonostante Cossiga abbia svelato la macchinazione internazionale dietro alla sua nomina a Premier, continua a ripetere di aver contribuito alla distruzione della sovranità serba per amore del prossimo e per evitare massacri più efferati. E le fosse comuni in Libia a causa delle quali si accelerò  l’intervento della “Comunità di recupero democratico internazionale” contro Gheddafi? Un vecchio cimitero sulla spiaggia. Ed in Siria? Credete che stia accadendo qualcosa di diverso? “E questo è un gioco da banditi, amici miei, che si chiama democrazia!” (E. L. Masters, Nuova antologia di Spoon River)”

Gianni Petrosillo
Fonte: www.conflittiestrategie.it/
Link: http://www.conflittiestrategie.it/e-questo-e-un-gioco-da-banditi-amici-miei-che-si-chiama-democrazia
5.09.212

Pubblicato da Davide

  • Giancarlo54

    Ho letto l’articolo tutto di un fiato e mi ci sono ritrovato al 100%. Dopo decenni passati a votare, ad impegnarmi e anche a candidarmi alle elezioni, sono giunto, finalmente, alla conclusione che la democrazia è uno dei peggiori regimi che siano mai esistiti. I democratici le persone più abbiette e nefaste. Come dice giustamente Petrosillo, in nome e dietro questa parola, democrazia, si sono consumate e si consumano di continuo le peggiori nefandezze. Ma la democrazia e i democratici per poter continuare a fare quello che fanno hanno bisogno anche loro di un sopporto. E tale supporto si chiama voto. Andando a votare il popolo “legittima” i democratici a fare le peggiori malefatte. Hanno sempre pronto il ritornello, i farabutti, “Noi, dicono, siamo legittimati a fare tutto. A bombardare, ad uccidere, a mentire, ad imbrogliare, a rubare, perchè siamo stati eletti dal popolo. Perchè il popolo attraverso il suo voto ci ha legittimato e voi, che non avete avuto il voto popolare non potete dire un capzo”. E’ per questo che giorno per giorno continuo a fare opera di persuasione per il non voto, per l’astensione, per evitare che si continui a legittimare questi farabutti.
    Churchill diceva: “La democrazia è il peggior regime, a parte tutti gli altri”. Churchill sapeva quel che diceva, Churchill era un farabutto.

  • Tonguessy

    Chi, se non un comunista, avrebbe potuto portare un Paese in guerra
    Simpatico questo ossimoro. Quando un “comunista” si offre per sistemare questioni di imperialismo USA, beh, qualcosa non torna. Mi ricordavo che gli USA e la loro caccia alle streghe maccartiste ce l’avessero a morte con i comunisti. Com’è che all’improvviso si affidano ad un “comunista”? Aspetta che mi viene un pensiero malvagio….ma se invece fosse (sempre stato) un adepto neocon di destra? Hmm….D’Alema neocon…ma cosa vado a pensare…il Pinochet de noantri…..impossibile

  • Giancarlo54

    E’ lo stesso discorso che solo un governo appoggiato dai comunisti (oooooooops volevo dire ex comunisti) poteva fare il massacro delle pensioni senza che nessuno dicesse niente. Con D’Alema mi pare sia successa la stessa cosa. Non vedo cosa ci sia di tanto misterioso.

  • Primadellesabbie

    Qualcuno ha detto che la consultazione elettorale, quella vera, si svolge al mercato: noi votiamo ogni volta che scegliamo di comperare qualcosa, in questo modo scegliamo chi comanda. Forse sarebbe opportuno riflettere su questo. Il rito della scheda nell’urna é solo una fuorviante e folcloristica formalità.

  • Giancarlo54

    E’ qualche cosa di peggio dall’essere fuorviante e folkloristica, è, secondo me, complicità bella e buona e lo ammette uno che fino a poco tempo fa è stato complice, inconsapevole, ma complice tanto da spingere la sua complicità a partecipare attivamente (candidato) ai ludi elettorali

  • Cataldo

    Non vi è alcun bisogno di elementi mistici o pungitine neocon dietro ai comportamenti di un baffino mannaro. La scuola che ha frequenato garantisce sulla sua formazione di “uomo d’ordine” nel senso burocratico, addestrato alle doppie verità ed alla manipolazione interna ed esterna. Gli apparati costruti attorno alla formazione comunista utilizzavano metodologie ortodosse a quelle delle varie scuole d’oltreoceano, ed i contatti “atlantici” sono divenuti naturali e consolidati, per altro storicamente documentati a partire dal famoso “ombrello nato” del tanto amato Berlinguer e siamo alla seconda metà dei 70′. Sorprende che tanti ancora gli stringano la mano, dopo tutto il lerciume che ha manipolato nei lustri trascorsi.

  • cardisem

    L’articolo è interessante e da leggere con attenzione. Ma purtroppo ho poco tempo… mi riprometto di ritornarci… Una sola rapida notazione:

    quando si parla di “democrazia” si intende assai spesso “procedura”, ma una “procedura” è in sé nulla. Si può mettere anche ai voti, e lo si è fatto, la scelta fra Gesù e Barabba: ecco un esempio di democrazia come “procedura”. Altra cosa se si intende la democrazia come “sostanza”. Qui bisogna mettersi d’accordo su cosa è questa “sostanza”… Dove voglio arrivare? Quale la conclusione? Indico solo la direzione: nella relazione hobbesiana fondamentale, necessaria per verificare la legittimità di un qualsiasi governo (forma di stato o forma di governo, democrazia, aristocrazia, monarchia…) il rapporto protezione / obbedienza. Ossia io ubbidisco riconoscendone l’autorità a chi mi protegge in tutti i beni a me essenziali, da quelli basilari a quelli derivati: la vita, il lavoro, la libertà, il pane, tutto quello che spinozianamente aumenta la potenza del mio essere. E si badi: non è egoismo o individualismo, perché sono diritti che per esistere hanno bisogno della interdipendenza degli uni con gli altri… Spero di essere riuscito chiaro… non ho altro tempo…

  • rebel69

    .Quando una persona riversa tutta la sua fiducia in una data cosa,diventa poi molto difficile ammettere che si è sbagliato e che è stato preso per il culo,anzi piuttosto che ammettere l’errore ignoriamo prove inconfutabili e si bevono le fandonie piu fantasiose che gli vengono profuse a piene mani dai mezzo busti mainstream.Due esempi su tutti,nonostante l’imponenete mole d’informazioni reperibile nel web,la maggior parte delle persone che ha preso posizioni sulle scie chimiche o l’11 settembre difficilmente cambia idea o anche solo mette in dubbio che forse ci stanno irrorando con composti chimici e che un governo si possa fare un auto attentato.Credevo che si trattasse di stupidita ed ignoranza,nonostante ho riscontrato questi atteggiamenti in persone di buona cultura che reputo intelligenti.Invece tutto questo ha un nome,Teoria dell’ala Dissonanza Cognitiva.

  • lucamartinelli

    Caro amico, penso che tu abbia perfettamente ragione. Non si mette un nemico acerrimo a capo del governo a meno che in realtà non sia un amico infiltrato nel Pci. Leo Zagami, nel suo ultimo convegno, ha sostenuto che D’Alema era iscritto alla P2 e il suo nome figurava nella parte di lista mai pubblicata. Inoltre il nostro eroe è riuscito ad entrare a pieno titolo nel novero dei criminali di guerra. Stessa storia per Napolitano, massone che si è finto comunista per decenni, dopo avere sostenuto il nazismo, e messo dai poteri forti alla Presidenza della Repubblica. Quello che ha combinato è sotto gli occhi di tutti. Saluti

  • sandrez

    bravo Cardisem..mi permetto di aggiungere un passaggio successivo…quelli che chiami “il rapporto protezione/obbedienza” o “riconoscerne l’autorità” equivale a “essere governato”…ossia:

    “Essere governato significa essere guardato a vista, ispezionato, spiato, diretto, legiferato, regolamentato, recintato, indottrinato, catechizzato, controllato, stimato, valutato, censurato, comandato, da parte di esseri che non hanno né il titolo, né la scienza, né la virtù. Essere governato vuol dire essere, ad ogni azione, ad ogni transazione, ad ogni movimento, annotato, registrato, censito, tariffato, timbrato, squadrato, postillato, ammonito, quotato, collettato, patentato, licenziato, autorizzato, impedito, riformato, raddrizzato, corretto. Vuol dire essere tassato, addestrato, taglieggiato, sfruttato, monopolizzato, concusso, spremuto, mistificato, derubato, e, alla minima resistenza, alla prima parola di lamento, represso, emendato, vilipeso, vessato, braccato, tartassato, accoppato, disarmato, ammanettato, imprigionato, fucilato, mitragliato, giudicato, condannato, deportato, sacrificato, venduto, tradito, e per giunta schernito, dileggiato, ingiuriato, disonorato, tutto con il pretesto della pubblica utilità e in nome dell’interesse generale.”
    (da Idée générale de la Révolution au XIXe siècle (1851), Paris, Rivière, 1923; trad. it. L’idea generale di rivoluzione nel XIX secolo, Firenze, Centro Editoriale Toscano, 2001.)

  • Truman

    Dice Zizek (L’Oggetto a come limite intrinseco del Capitalismo ):


    Come hanno dimostrato ampiamente Claude Lefort ed altri la democrazia non è mai semplicemente rappresentativa, nel senso di rappresentare adeguatamente (esprimere) un preesistente insieme di interessi, opinioni, ecc., perché questi interessi ed opinioni si costituiscono solo attraverso tale rappresentazione. In altre parole l’articolazione democratica di un interesse è sempre un po’ realizzativa: attraverso i suoi rappresentanti democratici il popolo stabilisce quali sono i suoi interessi e le sue opinioni. Come Hegel già sapeva, la “democrazia assoluta” può solo attualizzare se stessa nella forma della sua “determinazione oppositiva”, come terrore. Così qui bisogna fare una scelta: accettiamo l’imperfezione strutturale e non accidentale della democrazia o dobbiamo anche accettare la sua dimensione terroristica?

  • AlbertoConti

    La democrazia è l’unica utopia possibile per aspirare a un futuro. Che non funzioni è la regola? Che scoperta! E di chi è la responsabilità di delegarla ai banditi? Fino a che non si farà l’uomo non ci si potrà neppure avvicinare di striscio ad una normale democrazia, ed il percorso è straordinariamente difficile (e ambizioso). Solo una comunità d’individui individualmente democratici può ambire a darsi una struttura democratica. Se prevale il bandito che è in te fai bene a non sperarci più.

  • mincuo

    Il pensiero liberale su cui tutti sproloquiano e su cui hanno inventato poi i regolari “ismi” soliti e che non ha prodotto nulla di liberale, ma solo oligopoli al pari dell’altra stronzata del comunismo, pure peggiori, essendo i soliti veicoli usati come teoria per abbindolare i fessi, ma per fare poi in pratica qualcos’altro, (e fanno bene tanto la gente resta col suo marchio impresso nella zucca per sempre e sempre ripeterà le stesse cose) semplicemente aveva evidenziato fin da subito che il problema fondamentale non sta nell’eleggere, ma nel controllare dopo, e sempre tra le cose pratiche quella principale l’aveva messa nell’informazione, di come dovesse essere parcellizzata e indipendente.
    Molto chiaramente e molto semplicemente. A far confusione poi e a chiamare in causa mille cose “i sistemi” “il capitalismo” “il neoliberismo” ecc…sempre per gli idioti ci si sono messi tutti di impegno, gli stessi idioti e i farabutti che indottrinano gli idioti, che di tutto gli riempiono il cranio salvo fargli un quadro di come è messa l’informazione, e di che si potrebbe cominciare a fare, e anzi sotterrano regolarmente questo che è una pietra angolare della “democrazia”, senza cui niente potrà mai essere possibile se non nei sogni fabbricati per i tonti.
    E così o Food stamps o libreta avranno sempre alla fine della fiera.

  • Stopgun

    I casi sono:

    1)il Mccartismo era finto (ovveri era solo di facciata) ed USA e PCI erano d’accordo;

    2)D’Alema era sempre sotto controllo USA;

    3) Agli Usa necessita sempre un utile nemico.

    Io propendo per l’ipotesi (3), anche se, in subordine, le altre ipotesi mi piacciano.

  • Stopgun

    A me risulta che nel conflitto yugoslavo, gli aerei italiani abbiano bombardato qualche ora prima della dichiarazione di guerra.

    Bella roba!

  • daveross

    Se ho capito bene, l’articolo si scaglia contro ‘la democrazia’ perché è utilizzato come elemento che rende indiscutibili gli scempi che le democrazie occidentali compiono.

    Tutto giusto non fosse che forse Petrosillo forse si dimentica di chiarire di quale democrazia sta parlando. C’è quella classica rappresentativa e quella ‘vera’ fatta di giochi sottobanco, demagogia etc.. Ecco, diciamo che andare contro all’idea di democrazia rappresentativa è fuorviante se non pericoloso.
    Ben venga invece il duro attacco alla democrazia odierna, ma del resto, Aristotele ne parlava già qualche tempo fa…

  • Primadellesabbie

    Mi pare di vedere alcune complicazioni. La prima riguarda quel “attraverso i SUOI rappresentanti”, ma é qualcosa che si potrebbe risolvere. La seconda consiste nel fatto che, come era inevitabile si é costituita, in modo oramai palese ma coperta da una formale democrazia, una oligarchia di super ricchi che di fatto esercitano il potere come oligarchi ma senza le responsabilità specifiche che avrebbero in una oligarchia ed il conseguente minor coinvolgimento morale e materiale per il ‘popolo’. Se le cose stessero così la prospettiva di scegliere tra “imperfezione strutturale” e terrore si allontanerebbe. Sarebbe opportuno piuttosto valutare se riconoscere di fatto il regime oligarchico ed adeguare leggi e regole al funzionamento di questo. Ne deriverebbe senz’altro una maggiore chiarezza e leggibilità del tutto. Si tratta di una provocazione? Mah!

  • ws

    4) i figlioli dei gatti acchiappano i topi … ( proverbio popolare .. )

  • ws

    come ha spiegato gia’ 250 anni filippo mazzei, la democrazia rappresentativa e’ una truffa perche’ lascia il cittadino ” suddito”, mentre l’ unica democrazia e’ quella ” personale” della polis greca in cui il cittadino agisce ( cioe’ decide e paga )come un socio paritetico di una cooperativa.

    Ovviamente nella societa’ moderna questa “democrazia” e’ impossibile, ma e’ stata “ripristinata” nella forma ” rappresentativa” perche’ ( allora..) lui e jefferson ritenevano che almeno moderasse gli eccessi autoritarii dell’ elite, idea che poteva ancora funzionare nella societa dei coloni americani che erano ancora padroni del proprio lavoro e ancora conservano il diritto a portare armi.

    queste condizioni poi sono rapidamente scomparse,ma l’ elite ha trovato ancora comodo ammantarsi di democrazia proprio perche’ questa illusione di “scelta” vincolava ” il suddito” a decisioni non sue, liberando nel contempo i reali decisori da ogni obbligo e resposabilita’ .

    Esattamente quello che vediamo adesso

  • Georgejefferson

    Liberare le persone dalle responsabilita gia….tormentone estivo”pulcino pio” 17 milioni di visite in pochi giorni….100.000 persone in rivolta per la vendita di Kaka del Milan…

  • Stopgun

    In questa occasione c’e un effettivo riscontro delle teorie di Ezra Taft Benson e di Gary Allen sul NWO espresse in No dare to call it conspirancy.

  • bstrnt

    Beh, se ancora continuiamo a chiamare democrazia quella occidentale, siamo messi veramente male!
    La chiamerei mignottocrazia, nel senso che i politici sono assimilabili alle puttane e tenutarie di bordelli che si vendono (ovviamente alla élite finanziaria) e soprattutto vendono il popolo a questi criminali!

  • RicBo

    La lettura di questo articolo mi ha veramente disturbato, perchè vi ho ritrovato una somiglianza enorme, alle volte letterale, con i discorsi e le invettive di José Maria Gil-Robles, il proto-fascista a capo dell’alleanza di destra al tempo della Repubblica spagnola.
    Sappiamo com’è andata a finire quella storia.
    Davvero siamo così stupidi, signor Petrosillo, da replicare gli errori di quel passato?

  • cardisem

    No! Non mi sembra che ci siamo capito. Dipende dall’amore di sintesi, dalla brevità eccessiva, ma se il contraddittorio ha per fine, socraticamente, la semplice della verità, allora si approda da qualche parte.

    Io ho fatto citazione necessarie, altrimenti mi sarei macchiato di plagio. In linea di principio, è preferibile pensare con la propria testa, ma questo significa che ci si deve appropriare di idee e pensieri altri.

    Orbene, io ho citato il MODELLO hobbesiano di “protezione” ed “obbedienza”. Un “modello” è una schema interpretativo della realtà, o almeno di quello che si pensa debba essere la realtà.

    Ed allora intendiamoci: quando nel modello si parla di “protezione”, cosa intendiamo? Non credo certo la protezione mafiosa. Protezione significa protezione della vita in tutta la sua estensione: dal lavoro, alla libertà, a tutti gli agi e le piacevolezza che rendono la vita bella e non brutta. Gli esempi che tu mi hai dato, criticamente, non credo che corrispondano a quella qui dato di cosa la vita è. Mi sembrano una forma dell’oppressione.

    Forse tu vuoi dire che chi esercita il potere, senza meccanismi di controllo, che poi non funzionano mai, va a finire sempre ad esercitare il suo arbitrio. In effetti, in Hobbes esiste un capitolo – se ricordo bene – dove vengono trattati gli “errori” da parte di chi detiene il potere. Questi “errori” sono credo le cose di cui tu parli. Ma qui interviene ancora il modello.

    Cosa succede se chi ha il potere non lo esercita per assicurare la protezione nel senso che dicevamo? Succede che la gente, che chi può giustamente si ribella e crescendo la ribellione si ritorna alla guerra civile, a Behemoth, che è la condizione peggiore in cui l’uomo può trovarsi, perché nessuno più sa a chi prestare la legittima obbiedenza. Si ricade di nuovo in quell’hobbesiano “bellum omnium contra omnes” dal quale se si vuol vivere si deve uscire ristabilendo una autorità che garantisca la vita di ognuno, ma la vita con tutti i suoi attributi nessuno escluso, attributi che la rendono degna e piacevole di essere vissuta.

    So bene che il vecchio liberalismo non accetta questo modello e se proprio non riesce a fare a meno dello stato, questo deve essere ridotto al minimo minimo… E lo vedi oggi nell’economia americano, nel trionfo dei neocon e dei ragazzi di Chicago, una situazione assai bene descritta, direi, nel libro inchiesta di Naomi Klein, sulla Shock-economy, un libro che vorrei rileggere… se me lo restituisce quello a cui l’ho prestato, raccomandandogli di leggerlo… in due anni non lo ha ancora letto e non mi ha restituito il libro!

    Spero di essere stato chiaro. Non amo la polemica per la polemica.

  • cardisem

    Chiedo scusa, alcuni refusi gravi: leggere: questo NON significa che… I restanti errori mi pare si evincano da sè.

  • sandrez

    vero, ho capito male io..è il contrario di quel che dicevi..colpa mia 😀

  • cardisem

    No, colpa mia, se non sono riuscito a farmi capire… Posso esprimermi anche più semplicemente dicendo che non ritengo che si possa essere “felici” se sappiamo che il nostro vicino della porta accanto è “infelice” e soffre. Che felicità è quella di chi si sente beato perché ha di che mangiare, mentre chi ti sta vicino ti muore di fame… E beninteso “felicità” non è semplicemente avere un tozzo di pane… Naturalmente, come poi sul piano politica si realizza la “felicità”, sono dolori a chiederselo, indagarlo, praticarlo, attuarlo…
    Saluti.

  • Viator

    Ottimo commento. Quando questa feccia, fra gli anni sessanta e settanta, ha capito che c’era molto più da guadagnare a fare i servi del capitalismo anziché del socialismo reale, ha cambiato parte come si cambia il lucido per scarpe, senza bisogno di cambiare né metodi né mentalità.

  • Viator

    E cosa pensi che sia possibile sostituire alla dittatura dell’alta finanza, cioè delle élites economiche, se non una dittatura di élites politiche, che sia declinata in salsa fascista (più probabile) o comunista?

    Le elezioni “democratiche” hanno poco a che vedere colla rappresentanza del popolo (che essendo un soggetto collettivo, cioè fittizio, non esiste ed è quindi privo di una volontà unitaria che possa essere riprodotta in sede parlamentare). Esse servono a tenere la classe politica in uno stato di eterna minorità rispetto ai signori dell’oro, che possono ricattarla sia tramite i contributi elettorali connaturati alla politica-spettacolo amata dal popolo bove, sia tramite i media asserviti a chi li compra e nomina il direttore, e poi decide se tenerli in vita tramite la pubblicità.

    La democrazia è una copertura ideologica come le altre. La realtà è la ferrea legge delle élites enunziata da Mosca, che poi avvertono la necessità di stabilizzare il proprio potere tramite il placebo di qualche ideologia. Si tratta di decidere se vogliamo o meno cambiare padrone.