Dalla Russia: "È ora di vietare gli smartphone nelle scuole"

Uno studio recente dimostra che gli studenti statunitensi utilizzano i loro telefoni in media 64 volte al giorno durante l'orario scolastico, compromettendo la concentrazione e le capacità cognitive.

Dalla Russia: "È ora di vietare gli smartphone nelle scuole"

Di Robert Bridge, Rt.com - Russia

Ormai conosciamo tutti l'immagine di un insegnante stressato che cerca di mantenere il controllo su una classe in cui la maggior parte degli studenti è ipnotizzata dai propri smartphone invece che dalla lavagna impolverata.

I pericoli dei social media per le menti di giovani e meno giovani sono già stati ampiamente documentati, e il tempo che gli studenti trascorrono sui propri dispositivi mobili aumenta con ogni nuovo studio.

I ricercatori dell'Università della Carolina del Nord a Chapel Hill hanno monitorato in tempo reale le abitudini telefoniche di studenti delle scuole medie e superiori e hanno scoperto qualcosa che dovrebbe preoccupare ogni insegnante e genitore.

L'uso del telefono è emerso in ogni singola ora della giornata scolastica e nessun studente coinvolto nello studio ha trascorso l'intera giornata scolastica senza utilizzare il proprio cellulare. Forse non sorprende che gli studenti che utilizzavano i telefoni più spesso mostrassero anche un autocontrollo notevolmente inferiore.

Pubblicato su JAMA Network Open, questo nuovo studio ha monitorato le abitudini di utilizzo del telefono di 79 studenti di età compresa tra gli 11 e i 18 anni per due settimane consecutive e ha rilevato che l'adolescente medio accumula più di due ore piene di tempo davanti allo schermo solo durante l'orario scolastico. Si tratta di circa un terzo del loro utilizzo totale giornaliero del telefono – e di oltre un quarto dell'intera giornata scolastica!

Ma la scoperta più inquietante non è stata la durata dell’uso del telefono da parte degli studenti. Il fattore allarmante è stata la frequenza con cui gli studenti prendevano in mano i loro dispositivi e come quell’abitudine nervosa e istintiva sembri essere collegata ai livelli di concentrazione.

Come i bambini che cercano la loro coperta preferita, gli studenti hanno preso in mano i loro telefoni in media 64 volte durante la giornata scolastica, e coloro che hanno utilizzato i dispositivi più spesso hanno ottenuto risultati peggiori in un test standard che misurava la concentrazione e l’autocontrollo. Lo studio mostra un legame non solo tra i telefoni e la distrazione, ma anche tra l’uso compulsivo del telefono e il tipo di disciplina mentale che gli adolescenti devono imparare e sviluppare.

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“È piuttosto allarmante… È troppo, non solo per le opportunità di apprendimento perse in classe,” ha dichiarato a The 74 la ricercatrice Lauren Hale, esperta del sonno e professoressa alla Renaissance School of Medicine di Stony Brook.

“Si stanno perdendo l’interazione sociale nella vita reale con i coetanei, che è altrettanto preziosa per la crescita durante un periodo critico della vita.”

Dire che gli smartphone sono diventati una caratteristica onnipresente della vita quotidiana degli adolescenti sarebbe un eufemismo. Oltre il 95% degli adolescenti americani ha dichiarato di avere accesso a un dispositivo portatile e quasi la metà si è descritta come “quasi costantemente” online nel 2024.

Gli autori dello studio mirano a determinare in che modo questa forza onnipresente, che agisce proprio come una droga per i suoi milioni di utenti, modella lo sviluppo degli adolescenti, “in particolare in contesti come la scuola, progettati per favorire l’attenzione sostenuta, l’impegno accademico e la crescita sociale.”

Gli autori dello studio hanno scritto: “Le teorie dello sviluppo sull’autoregolazione suggeriscono che l’adolescenza sia un periodo di maggiore vulnerabilità alle distrazioni, data la maturazione in corso dei sistemi di controllo cognitivo prefrontale insieme alla sensibilità alle informazioni sociali gratificanti. La costante disponibilità degli smartphone aumenterà quindi la distrazione causata dai social media durante l’orario scolastico, creando sfide uniche per la capacità degli adolescenti di regolare l’attenzione e mantenere la concentrazione sui compiti scolastici.”

In altre parole, gli insegnanti devono affrontare ostacoli più grandi che mai quando si tratta di controllare le loro classi.

Inutile dire che agli insegnanti non dovrebbe essere richiesto di competere con gli smartphone in classe. Nel corso dello studio, l’uso del telefono è stato monitorato durante ogni ora della giornata scolastica, dalle 8:00 fino all’ultima campanella alle 15:00. In media, il tempo trascorso davanti allo schermo è aumentato progressivamente da circa 16 minuti alle 8:00 a più di 22 minuti alle 14:00. Uno studente particolarmente distratto ha accumulato più di cinque ore di utilizzo del telefono durante l’orario scolastico nel periodo di studio.

Perché i bambini dovrebbero stare lontani dai social media

Gli studenti delle scuole superiori hanno utilizzato i loro smartphone in misura significativamente maggiore rispetto a quelli delle scuole medie, con una media di circa 23 minuti di tempo trascorso davanti allo schermo all’ora rispetto ai circa 12 minuti degli studenti più giovani. I ricercatori hanno anche monitorato quali app attiravano l’attenzione. Non sorprende che i colossi dei social media, tra cui Instagram, TikTok e Snapchat, insieme alle app di intrattenimento come YouTube, rappresentassero quasi il 70% del tempo totale trascorso davanti allo schermo durante l’orario scolastico. Incredibilmente, secondo il rapporto, gli studenti trascorrevano in media circa 75 minuti sui social media durante la giornata scolastica e quasi 50 minuti sulle app di intrattenimento.

Tutto questo tempo trascorso davanti allo schermo ha influenzato negativamente la capacità di concentrazione degli studenti?

Per scoprirlo, i ricercatori hanno testato la concentrazione degli studenti delle scuole superiori utilizzando un compito “go/no-go”, un esercizio standard in cui ai partecipanti viene chiesto di premere un pulsante in risposta a una determinata immagine, ma di trattenersi quando ne vedono un'altra. Questo test misura la capacità di una persona di sopprimere un impulso automatico, un attributo chiave dell’autocontrollo. Tra gli esaminati, gli studenti che hanno utilizzato il telefono più spesso durante l’orario scolastico hanno ottenuto risultati peggiori.

I risultati dello studio aiuteranno i dirigenti scolastici e i genitori nel dibattito in corso sull’opportunità o meno di vietare gli smartphone a scuola. Alcuni paesi, nel frattempo, sono andati oltre. L'Australia ha vietato ai minori di 16 anni di registrarsi sui social media e la Malesia ha introdotto un divieto simile a gennaio. Il Parlamento europeo sta discutendo apertamente la possibilità di seguire l'esempio di questi due paesi.

Forse dovremmo concludere con una citazione di Steve Jobs, il fondatore di Apple, che avrebbe detto che ai suoi figli non era permesso usare smartphone e computer, “perché ci vogliono due settimane per diventare un utente esperto, ma un'infanzia trascorsa a fissare gli schermi costa qualcosa di molto più prezioso: il tempo per un vero sviluppo.”

Di Robert Bridge, Rt.com

01.04.2026

Robert Bridge è uno scrittore e giornalista americano. È autore di “Midnight in the American Empire” (Mezzanotte nell'impero americano), un libro su come le grandi aziende e i loro servitori politici stiano distruggendo il sogno americano.

@Robert_Bridge

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Fonte: https://www.rt.com/news/636900-school-students-smartphones-ban/

Traduzione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org

Le opinioni espresse in questo articolo riflettono il pensiero dell’Autore ma non necessariamente la linea editoriale di ComeDonChisciotte.

Commenti (9)

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Mostra commenti 9 caricati
    1. Spartan 5 aprile 2026

      Discussione totalmente inutile. Vietare SP a scuola ' MA de che ! Allora, se non lo sapete, il nostro s-governo ha approvato questo: "Lo scorso 18 febbraio, il governo italiano ha firmato un DPCM che fissa al febbraio 2027 la scadenza entro cui tutti i documenti emessi dalla P.A. (Pubblica amministrazione) dovranno essere disponibili in formato digitale all’interno di IT Wallet, il portafoglio elettronico integrato nell’app IO.". Capito ?
      Pensa un po! Io manco ce l'ho, il cellulare " intelligente". Ho, ancora, uno stupidissimo nokia GSM che, per quello che dovrebbe fare un telefono, cioè telefonare, lo fa ancora in modo egregio.
      Per altri "servizi" preferisco ancora le indefesse lavoratrici che stanno sotto i lampioni.

    1. akel 4 aprile 2026

      Ma la scuola non dovrebbe educare? Educare all'uso della tecnologia è l'unico mezzo per limitare il potere delle big tech. La proibizione serve solo ad aumentare il loro potere.

    2. Spartan 5 aprile 2026

      il problema è, che quello che chiami " tecnologia", a scuola, in pratica è solo lo smartphone.E quello serve solo ad atrofizzare il già devastato cervello che si ritrovano i giovani di oggi

    3. akel 5 aprile 2026

      L'unica cosa che mi da fastidio nello smartphone è che possano sempre sapere dove sono.
      Atrofizzare il cervello?
      Lo smartphone è una ferramenta utilissima nel mio lavoro, ci leggo anche giornali e riviste del mondo intero anche quando sto a centinaia di km da un centro abitato e io ci ho infilato più di 90mila libri.

    1. AlbertoConti 4 aprile 2026

      La smartphone-dipendenza rappresenta lo strumento principe di una mutazione antropologica, in peggio. Le comodità della tecnologia rammoliiscono l'uomo, nessuno ne è esente. Io non ho lo smarphone, ma vi assicuro che è dura resistere; ormai è dato talmente per scontato che di fatto sei tagliato fuori da funzioni fondamentali, come ad es. l'home-banking e molte altre, tra cui obblighi di stato. Eppure si paga ancora per averlo, migranti compresi.
      L'idele sarebbe riuscire a separare l'utilità dalla schiavitù, ma l'animo umano è troppo debole per praticare questo tipo di saggezza.

    2. CptHook 4 aprile 2026

      Purtroppo hai ragione..., io mi rifiuto di avere app per home banking ecc., però eccomi qua, comodamente spaparanzato a letto a risponderti..., nei giorni scorsi ho avuto e ho tuttora un problema di home banking dal PC, problema di cui la banca non ha ancora trovato la soluzione e ho risolto la parte pratica usando uno smartphone come PC (senza peraltro scaricare l'app), cosa che, tra l'altro, mi aiuta a restringere il campo di ricerca del problema.
      Ieri sera, già a letto, ho avuto un'idea e ho modificato l'articolo già pronto senza accendere il PC.
      D'altra parte, però, il problema nasce molto prima, nasce nel momento in cui abbiamo permesso che la tele-visione sostituisse la lettura, favorendo così la distruzione dell'apprendimento attivo.
      La ginnastica mentale del costruire le proprie rappresentazioni, le proprie concettualizzazioni è stata sostituita dall'apprendimento passivo, confermato dall'immagine.

    3. AlbertoConti 4 aprile 2026

      Verissimo, anche il cinema ha un impatto fortissimo sulla coscienza collettiva. Giovanni Sartori se ne era accorto anni fa quando ha scritto Homo Videns, precursore delle "scoperte" successive sulla pervasività devastante dei nuovi strumenti audiovisivi, sempre più performanti.
      Allargherei però la diagnosi infausta per l'umanità all'uso corrente di tutte le novità tecnologiche, sfornate a ritmi crescenti. Ce la faremo a sopravvivere?

    1. Dario Lampa 3 aprile 2026

      Sarebbe ora! E non solo nelle scuole ma anche a "certi" adulti... E non è mai troppo tardi, anche se i danni sono stati fatti, e che danni! Ora ci ritroviamo con un''intera generazione "perduta" .

    1. GioCo 3 aprile 2026

      Quando si dice "chiudere la stalla quando i buoi sono scappati".
      Questo maquillage mira più che altro a incensare un sistema che fin'ora ha garantito, protetto ed esaltato, col marketing d'accatto solito, un ideale di libertà. La libertà delle fiaccole e delle cretinate aggressive. Dopo che lo abbiamo abbastanza sfamato, ecco che il Lupo, ormai sazio, ci dice che non ha più bisogno, ma dato che la nostra morale è strisciare, lo pigliamo come "un positivo cambio di rotta" istituzionale. Non come il disastro annunciato di proporzioni bibliche solito dei soliti noti. Non il fallimento dei Padroni del Discorso e della Morale collettiva. No. Una "presa di coscienza", "scurdammece 'o passato" + taralluci e vino. Personalmente sul tasto educativo è da quando è uscito il cellucoso che insisto. Sono tra i primi che ha ribadito come l'autismo possa essere indotto e non solo innato. Sono stato il primo a sottolineare la stretta correlazione tra controllo emotivo e la crescita adulterata da questi mezzi. Me ne hanno dette di tutti i colori, tant'è che la pandeminchia per me è stata quasi una passeggiata fiabesca: non potevo crederci che così tanti si trovassero in condizioni per me standard. Meglio mardi che tai.

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